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fuTUr I S mO

    MARINETTI  futurismo   1 - 2

 

 

 

futurismo - marinetti  22 dicembre 1876 alessandria d'egitto -  2 dicembre 1944 bellagio

fiorito agli inizi del ‘900 per iniziativa di Marinetti era un movimento d’avanguardia che tendeva a portare la vita e l’arte nel futuro. Il Futurismo nasce quindi in un periodo di grandi rivoluzioni culturali - molti movimenti d’avanguardia sono presenti in altri Paesi – ma, sia dal punto di vista cronologico, sia per i settori in cui ha operato, esso può vantare, secondo Mario Verdone, un diritto di priorità. Se infatti alcuni movimenti si limitavano ad un settore dell’arte, il Futurismo tendeva ad un rinnovamento globale, estendendo la propria sfera d’interesse a tutte le aree (pittura, letteratura, teatro, poesia, cinema, poesia ecc.). La data di nascita viene fissata nel 1909, quando Marinetti fa pubblicare sul Figaro di Parigi il Manifesto del movimento, al quale si aggiunsero i diversi “manifesti” delle varie arti, lanciati dai grandi artisti italiani che lavorarono con Marinetti (tra questi Boccioni, Carrà, Depero, Palazzeschi ecc.) tra i quali ricordiamo il Manifesto del teatro futurista sintetico, il Manifesto dei drammaturghi futuristi ed il Manifesto del teatro di varietà. I Futuristi davano un’enorme importanza allo spettacolo, ma non interessava loro il successo, quanto piuttosto attirare il pubblico, coinvolgendolo, stupendolo e provocandolo con proposte nuove. Il Futurismo arrivò poi in tutto il mondo, grazie anche ai contatti di Marinetti con tantissimi giornali stranieri. In Russia, dove arrivano i “manifesti”, a volte tradotti dallo stesso Marinetti, c’è una buona informazione sulle attività dei Futuristi e numerosi sono i contatti in campo teatrale. Majakovskij, poeta e attore - ha anche interpretato dei film –, nel suo periodo futurista ha soprattutto scritto delle pièces: Mistero Buffo, La cimice e Il bagno, storia di un burocrate russo che si oppone alla costruzione di una macchina capace di trasportare nel futuro.   

latuarai.rai.it

Il 2o febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicava sulle pagine del giornale francese Le Figaro il Manifesto del Futurimo.
Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità …
sono le prime parole di esordio del più importante movimento iconoclasta del secolo scorso. Un movimento rivoluzionario, di rottura con il passato, capace di imprimere una svolta nell’arte e nella cultura, interpretando la domanda di modernità che saliva da una società in rapida trasformazione. Un movimento che si fece interprete di quell’ansia di novità che si respirava in tutti i campi del sapere e che annovererà tra le sue fila, oltre a Marinetti, artisti e intellettuali come Boccioni, Carrà, Balla, Prampolini, Palazzeschi. Personalità audaci, anticonformiste, di forte tempra e di acuta intelligenza. Una avanguardia artistica. L’ultimo significativo movimento culturale del XX secolo che l’Italia abbia saputo offrire al mondo.

silvano moffa - secoloditalia.it - 2015

La stagione rivoluzionaria libera enormi energie intellettuali. Acmeismo,  cubofuturismo,  costruttivismo,     imaginismo, proletarismo,   sono alcuni dei movimenti spesso coesistenti che operano in questo periodo.      

Le poesie venivano definite "onde di immagini"
www.girodivite.it/antenati/xx2sec/9b_avgrs.htm#imaginismo 

ubu.com   -   sound poetry  -  http://twitter.com/ubuweb

 

 

Da buon 'attore' della propria poetica Marinetti fece anche le sue tournées all'estero, Francia, Germania, Russia, dove fu accolto benissimo, meditandosi la qualifica di "forza della natura" Per l'incredibile resistenza oratoria (in una gara d'improvvisazione ridusse allo stremo delle forze il più loquace avvocato dì Mosca), oltre che per la capacità di ingurgitare cìbì e bevande all'infinito. Fu anche detto "caffeina d'Europa" per l'insonne attività volta ad elettrizzare di sempre nuove trovate il clima passatista del vecchio continente. Naturalmente, allo scoppio della prima guerra mondiale, fu tra gli interventisti più scalmanati, avendo fatto da sempre del nazionalismo estremistico la sua bandiera    

librexmontale.com
1909-3 Aprile. A Parigi va in scena
Le Roi Bombance. Le critiche sono negative. Marinetti affronta anche un duello con C. H. Hirsch. "Questo mio re panciuto apparve tempestosamente sulle scene parigine portandovi lo scandalo già futurista dei suoi simboli e delle sue caricature. Parigi fu per un mese squassata dalla truculenza rivoluzionaria di quest'opera ... I giornali parigini mi chiamarono: La caffeina d'Europa!" .

futurismo.altervista.org  -  irre.toscana.it

 

 

Palazzeschi strinse rapporti con i futuristi fiorentini e milanesI - spesso mediando i conflitti tra il gruppo toscano di «Lacerba» e i seguaci di Marinetti - non si riconobbe mai del tutto nel futurismo anche se i suoi contributi al movimento furono importanti: L'incendiario è un grottesco in versi del 1910, mentre Il controdolore è un manifesto di poetica futurista  - 1914 .

www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_palazze.htm     

 

 

Le parole che si usano per imitare i rumori sono dette onomatopee
Le onomatopee vengono usate spesso nei fumetti quando si vogliono riprodurre foneticamente e visivamente i rumori che si verificano in una scena.
Le parole onomatopeiche danno un insostituibile apporto sonoro alle immagini :
di solito infatti  sono scritte con particolari caratteri grafici che danno l'idea della velocità e dell'intensità con cui vanno pronunciate.
Per questo sono dette segni "fonosimbolici".  Anche nella lingua italiana esistono parole onomatopeiche: la letteratura e
la poesia le hanno usate abilmente per ricreare atmosfere sonore, grazie al particolare effetto timbrico di alcune consonanti o gruppi di consonanti.
Sono espressioni onomatopeiche, per esempio, il tic-tac dell'orologio,  il din-don delle campane, il patatrac di una caduta fragorosa,  il cra-cra delle rane e mille altre.
Oltre a queste voci imitative vi sono anche nomi verbi e avverbi che hanno la stessa funzione ovvero  "suonano"

rabbrividire (brr...)*

scivolare (sccc)*

ticchettio (tic-tac)*
cicaleccio (ci-ci-ci)*

singhiozzo (gh-gh)*

tintinnio (tin tin)*
ululato (uuh,uuh)*

bisbigliare (bs-bs)*

ronzio (zzzzzz)*
educational.rai.it

 

 
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concetti  del manifesto di Marinetti
Le parole liberate dalla punteggiatura irradieranno le une sulle altre, incroceranno i loro diversi magnetismi, secondo il dinamismo ininterrotto del pensiero. Uno spazio bianco, più o meno lungo, indicherà al lettore i riposi o i sonni più o meno lunghi dell’intuizione. Le lettere maiuscole indicheranno al lettore i sostantivi che sintetizzano una analogia dominatrice. La distruzione del periodo tradizionale l’abolizione dell’aggettivo, dell’avverbio, della punteggiatura .

IL MANIFESTO NASCE NEL 1909 E TERMINA ALLA FINE DELLA 2NDA GUERRA MONDIALE.

stampatipografica.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo   

Nella prima decade del ’900, quando Michetti, Bistolfi, Sartorio, erano ritenuti fra i migliori artisti italiani, si manifesta in maniera travolgente il movimento Futurista nato nel 1909 con un articolo di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato su Le Figaro.

Il giovane critico Roberto Longhi considera la pittura Futurista come l’unica valida avanguardia italiana nell’arte del XX secolo. Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà, Luigi Russolo ed Antonio Sant’Elia contribuiscono a creare l’importanza del movimento. L’avanguardia Futurista, dopo la prima guerra mondiale appare dissociata soprattutto per la prematura scomparsa di Boccioni e Sant’Elia. Il Secondo Futurismo, sempre con alla guida un Marinetti abbastanza rivoluzionario, ha origine a Torino ed esce ben presto dall’ambito regionale con artisti di grande spessore quali Fortunato Depero, Luigi Fillia, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, Bruno Munari, Tullio Crali, Osvaldo Peruzzi, Tato e Marasco, ma non avrà più quella forza propria che contraddistingue le grandi avanguardie ...
vinicio saviantoni - giornaledimontesilvano.com

 

 

 

 

 

 

20 febbraio 1909  - Marinetti pubblica il Manifesto del futurismo su Le Figaro

 

http://youtu.be/Wb3U2zpzMGU   - premier manifeste du futurisme par tommaso marinetti

 

 

1 . NOI VOGLIAMO CANTARE l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2 .
Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3 .
La letteratura esaltò fino a oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
4 .
Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
5 .
Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6 .
Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7 .
Non v'è bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8 .
Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9 .
Noi vogliamo glorificare la guerra — sola igiene del mondo —, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10 .
Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11 .
Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'arheologhi, di ciceroni e d'antiquarI. GIÀ PER TROPPO TEMPO L'ITALIA È STATA UN MERCATO DI RIGATTIERI. NOI VOGLIAMO LIBERARLA DAGLI INNUMEREVOLI MUSEI CHE LA COPRONO TUTTA DI CIMITERI.

le figaro 20.2.1909

filosofico.net  -  cronologia.leonardo.it   -  classicitaliani.it   -   avantgarde-museum.com/FUTURISMO   -   https://youtu.be/F_9PxfqLxWc  - manifesto futurismo carmelo bene

 

 

DEMOCRAZIA FUTURISTA

Dieci anni dopo la pubblicazione su Le Figaro del celebre Manifesto del futurismo, Marinetti dette alle stampe la raccolta di scritti politici Democrazia futurista ...
Marinetti si scaglia contro la tradizione colpevole di essere un freno allo sviluppo del paese e della nuova gloriosa classe dirigente, la borghesia, vera potenza produttiva del lavoro ...
Infine la sentenza lapidaria: “
l’Italia non potrà divenire una grande potenza economica, se non riuscirà a sbarazzarsi totalmente del peso della sua tradizione”.
democrazia futurista
francesco giubilei - barbadillo.it

 

 

 


le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna

Alcune donne reagirono vivacemente e
Valentine de Saint-Point pubblicò nel 1912 il "Manifesto della Donna futurista" che preconizzava la completa emancipazione della donna, cui seguì nel 1913 il "Manifesto futurista della Lussuria", che rivendicava il valore positivo del piacere e della sensualità, per le donne come per gli uomini, come fonte di liberazione spirituale e comunione con l'universo, contestava le ipocrisie della morale tradizionale, che separa lo spirito dal corpo ed è incapace di distinguere il piacere dal vizio e di vedere la profondità e la bellezza del sesso, sostenendo infine la necessità di fare dell'eros un' opera d'arte, frutto d'istinto e insieme di consapevolezza. Paradossalmente il virile Marinetti diffidava della Lussuria, temendone l'invischiamento ...

Tuttavia i Manifesti di Valentine de Saint-Pont furono pubblicati dai futuristi, sia per il prestigio che apportava al gruppo l'autrice francese - era una nipote di Victor Hugo, coreografa e danzatrice - sia perché, venendo da una donna, l'elogio della lussuria risultava maledettamente coraggioso e anticonformista, e questo era l'importante. D'altra parte la stessa Valentina, come dimostrano i suoi scritti, non era priva di pregiudizi antifemminili e come donna era ancora più ostile che lo stesso Marinetti  verso ogni forma di ROMANticismo e sentimentalismo, tanto da vedere nella guerra il massimo trionfo della sensualità, un'esplosione liberatrice di energia.
Il fatto che Marinetti disprezzasse le donne come incarnazioni del 'sesso debole', della piccineria che tarpa le ali, schiave e schiavizzanti per amore, depositarie del pacifismo e del moralismo, ma apprezzasse le donne audaci che sfidavano gli uomini   sul loro stesso terreno, è dimostrato anche dal fatto che la rivista "Italia futurista" ospitò gli scritti di diverse donne, poetesse e   scrittrici. Pittrice e scrittrice era anche Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, che con gli anni acquistò un certo ruolo nel   gruppo.
chimera.roma1.infn.it

 

 

 

 

Manifesto tecnico della letteratura futurista

Questo manifesto tecnico propone, invece, di regolare l'intervento sulle forme letterarie. Era accluso alla prima antologia dei Poeti futuristi pubblicata dalle Edizioni di «Poesia», rivista internazionale fondata a Milano nel 1905 dallo stesso Marinetti con Sem Benelli e Vitaliano Ponti. Tra i collaboratori italiani sono, tra gli altri, Pascoli, Gozzano, Lucini e Palazzeschi. Proprio sul «manifesto tecnico» Lucini ruppe con Marinetti, per motivi politici (era contrario all'intervento militare in Libia) e letterari.

In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!Ecco che cosa mi disse l'elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaiuoli di Milano. E l'elica soggiunse:

1. Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, come nascono.

2. Si deve usare il verbo all'infinito, perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all'io dello scrittore che osserva o immagina. Il verbo all'infinito può, solo, dare il senso della continuità della vita e l'elasticità dell'intuizione che la percepisce.

3. Si deve abolire l'aggettivo, perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. L'aggettivo avendo in sé un carattere di sfumatura, è inconcepibile con la nostra visione dinamica, poiché suppone una sosta, una meditazione.

4. Si deve abolire l'avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l'una all'altra le parole. L'avverbio conserva alla frase una fastidiosa unità di tono.

5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto.

Siccome la velocità aerea ha moltiplicato la nostra conoscenza dei mondo, la percezione per analogia diventa sempre più naturale per l'uomo. Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il così, il simile a. Meglio ancora, bisogna fondere direttamente l'oggetto coll'immagine che esso evoca, dando l'immagine in iscorcio mediante una sola parola essenziale.

6. Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo che si crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno segni della matematica: + - x : = > <, e i segni musicali.

7. Gli scrittori si sono abbandonati finora all'analogia immediata. Hanno paragonato per esempio l'animale all'uomo o ad un altro animale, il che equivale ancora, press'a poco, a una specie di fotografia... (Hanno paragonato per esempio un fox-terrier a un piccolissimo puro-sangue. Altri, più avanzati, potrebbero paragonare quello stesso fox-terrier trepidante a una piccola macchina Morse. Io lo paragono invece a un'acqua ribollente. V'è in ciò una gradazione di analogie sempre più vaste, vi sono dei rapporti sempre più profondi e solidi, quantunque lontanissimi.)

L'analogia non è altro che l'amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili. Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo policromo, polifonico, e polimorfo, può abbracciare la vita della materia.

Quando nella mia Battaglia di Tripoli, ho paragonato una trincea irta di baionette a un'orchestra, una mitragliatrice ad una donna fatale, ho introdotto intuitivamente una gran parte dell'universo in un breve episodio di battaglia africana.

Le immagini non sono fiori da scegliere e da cogliere con parsimonia, come diceva Voltaire. Esse costituiscono il sangue stesso della poesia. La poesia deve essere un seguito ininterrotto di immagini nuove senza di che non è altro che anemia e clorosi.

Quanto più le immagini contengono rapporti vasti, tanto più a lungo esse conservano la loro forza di stupefazione. Bisogna - dicono - risparmiare la meraviglia del lettore. Eh! via! Curiamoci, piuttosto, della fatale corrosione del tempo, che distrugge non solo il valore espressivo di un capolavoro, ma anche la sua forza di stupefazione. Le nostre vecchie orecchie troppe volte entusiaste non hanno forse già distrutto Beethoven e Wagner? Bisogna dunque abolire nella lingua tutto ciò che essa contiene in fatto d'immagini stereotipate, di metafore scolorite, e cioè quasi tutto.

8. Non vi sono categorie d'immagini, nobili o grossolane o volgari, eccentriche o naturali. L'intuizione che le percepisce non ha né preferenze né partiti-presi. Lo stile analogico è dunque padrone assoluto di tutta la materia e della sua intensa vita.

9. Per dare i movimenti successivi d'un oggetto bisogna dare la catena delle analogie che esso evoca, ognuna condensata, raccolta in una parola essenziale.

Ecco un esempio espressivo di una catena di analogie ancora mascherate e appesantite dalla sintassi tradizionale:

Eh sì! voi siete, piccola mitragliatrice, una donna affascinante, e sinistra, e divina, al volante di una invisibile cento cavalli, che rugge con scoppii d'impazienza. Oh! certo fra poco balzerete nel circuito della morte, verso il capitombolo fracassante o la vittoria!... Volete che io vi faccia dei madrigali pieni di grazia e di colore? A vostra scelta signora... Voi somigliate per me, a un tribuno proteso, la cui lingua eloquente, instancabile, colpisce al cuore gli uditori in cerchio, commossi... Siete, in questo momento, un trapano onnipotente, che fora in tondo il cranio troppo duro di questa notte ostinata... Siete, anche, un laminatoio, un tornio elettrico, e che altro? Un gran cannello ossidrico che brucia, cesella e fonde a poco a poco le punte metalliche delle ultime stelle!.. (Battaglia di Tripoli)

In certi casi bisognerà unire le immagini a due a due, come le palle incatenate, che schiantano, nel loro volo tutto un gruppo d'alberi.

Per avviluppare e cogliere tutto ciò che vi è di più fuggevole e di più inafferrabile nella materia, bisogna formare delle strette reti d'immagini o analogie, che verranno lanciate nel mare misterioso dei fenomeni. Salvo la forma a festoni tradizionale, questo periodo del mio Mafarka il futurista è un esempio di una simile fitta rete di immagini:

Tutta l'acre dolcezza della gioventù scomparsa gli saliva su per la gola, come dai cortili delle scuole salgono le grida allegre dei fanciulli verso i maestri affacciati al parapetto delle terrazze da cui si vedono fuggire i bastimenti...

Ed ecco ancora tre reti d'immagini:

Intorno al pozzo della Bumeliana, sotto gli olivi folti, tre cammelli comodamente accovacciati nella sabbia si gargarizzavano dalla contentezza, come vecchie grondaie di pietra, mescolando il ciac-ciac dei loro sputacchi ai tonfi regolari della pompa a vapore che dà da bere alla città. Stridori e dissonanze futuriste, nell'orchestra profonda delle trincee dai pertugi sinuosi e dalle cantine sonore, fra l'andirivieni delle baionette, archi di violino che la rossa bacchetta del tramonto infiamma di entusiasmo...

È il il tramonto-direttore d'orchestra, che con un gesto ampio raccoglie i flauti sparsi degli uccelli negli alberi, e le arpe lamentevoli degli insetti, e lo scricchiolìo dei rami, e lo stridìo delle pietre. È lui che ferma a un tratto i timpani delle gamelle e dei fucili cozzanti, per lasciar cantare a voce spiegata sull'orchestra degli strumenti in sordina, tutte le stelle d'oro, ritte, aperte le braccia, sulla ribalta del cielo. Ed ecco una gran dama allo spettacolo... Vastamente scollacciato, il deserto infatti mette in mostra il suo seno immenso dalle curve liquefatte, tutte verniciate di belletti rosei sotto le gemme crollanti della prodiga notte. (Battaglia di Tripoli)

10. Siccome ogni specie di ordine è fatalmente un prodotto dell'intelligenza cauta e guardinga, bisogna orchestrare le immagini disponendole secondo un maximum di disordine.

11. Distruggere nella letteratura l'«io», cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. Dunque, dobbiamo abolirlo nella letteratura, e sostituirlo finalmente colla materia, di cui si deve afferrare l'essenza a colpi d'intuizione, la qual cosa non potranno mai fare i fisici né i chimici.

Sorprendere attraverso gli oggetti in libertà e i motori capricciosi, la respirazione, la sensibilità e gli istinti dei metalli, delle pietre, del legno ecc. Sostituire la psicologia dell'uomo, ormai esaurita, con l'ossessione lirica della materia.

Guardatevi dal prestare alla materia i sentimenti umani, ma indovinate piuttosto i suoi differenti impulsi direttivi, le sue forze di compressione, di dilatazione, di coesione, e di disgregazione, le sue torme di molecole in massa o i suoi turbini di elettroni. Non si tratta di rendere i drammi della materia umanizzata. È la solidità di una lastra d'acciaio, che c'interessa per sé stessa, cioè l'alleanza incomprensibile e inumana delle sue molecole o dei suoi elettroni, che si oppongono, per esempio, alla penetrazione di un obice. Il calore di un PEZZo di ferro o di legno è ormai più appassionante, per noi, del sorriso o delle lagrime di una donna.

Noi vogliamo dare, in letteratura, la vita del motore, nuovo animale istintivo del quale conosceremo l'istinto generale allorché avremo conosciuto gl'istinti delle diverse forze che lo compongono.

Nulla è più interessante, per un poeta futurista, che l'agitarsi della tastiera di un pianoforte meccanico. Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d'un uomo a 200 chilometri all'ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell'intelligenza, e quindi di una essenza più significativa.

Bisogna introdurre nella letteratura tre elementi che furono finora trascurati:

1. il rumore (manifestazione del dinamismo degli oggetti);

2. il peso (facoltà di volo degli oggetti);

3. l'odore (facoltà di sparpagliamento degli oggetti).

Sforzarsi di rendere per esempio il paesaggio di odori che percepisce un cane. Ascoltare i motori e riprodurre i loro discorsi.

La materia fu sempre contemplata da un io distratto, freddo, troppo preoccupato di sé stesso, pieno di pregiudizi di saggezza e di ossessioni umane.

L'uomo tende a insudiciare della sua gioia giovane o del suo dolore vecchio la materia, che possiede una ammirabile continuità di slancio verso un maggiore ardore, un maggior movimento, una maggiore suddivisione di sé stessa. La materia non è né triste né lieta. Essa ha per essenza il coraggio, la volontà e la forza assoluta. Essa appartiene intera al poeta divinatore che saprà liberarsi dalla sintassi tradizionale, pesante, ristretta, attaccata al suolo, senza braccia e senza ali perché è soltanto intelligente. Solo il poeta asintattico e dalle parole slegate potrà penetrare l'essenza della materia e distruggere la sorda ostilità che la separa da noi.

Il periodo latino che ci ha servito finora era un gesto pretensioso col quale l'intelligenza tracotante e miope si sforzava di domare la vita multiforme e misteriosa della materia. Il periodo latino era dunque nato morto.

Le intuizioni profonde della vita congiunte l'una all'altra, parola per parola, secondo il loro nascere illogico, ci daranno le linee generali di una psicologia intuitiva della materia. Essa si rivelò al mio spirito dall'alto di un aeroplano. Guardando gli oggetti, da un nuovo punto di vista, non più di faccia o per di dietro, ma a picco, cioè di scorcio, io ho potuto spezzare le vecchie pastoie logiche e i fili a piombo della comprensione antica.

Voi tutti che mi avete amato e seguito fin qui, poeti futuristi, foste come me frenetici costruttori d'immagini e coraggiosi esploratori di analogie. Ma le vostre strette reti di metafore sono disgraziatamente troppo appesantite dal piombo della logica. lo vi consiglio di alleggerirle, perché il vostro gesto immensificato possa lanciarle lontano, spiegate sopra un oceano più vasto.

Noi inventeremo insieme ciò che io chiamo l'immaginazione senza fili. Giungeremo un giorno ad un'arte ancor più essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare più altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi, non è necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno, d'altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilità futurista mediante la sintassi tradizionale e intellettiva.

La sintassi era una specie di cifrario astratto che ha servito ai poeti per informare le folle del colore, della musicalità, della plastica e dell'architettura dell'universo. La sintassi era una specie d'interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere questo intermediario, perché la letteratura entri direttamente nell'universo e faccia corpo con esso.

Indiscutibilmente la mia opera si distingue nettamente da tutte le altre per la sua spaventosa potenza di analogia. La sua ricchezza inesauribile d'immagini uguaglia quasi il suo disordine di punteggiatura logica. Essa mette capo al primo manifesto futurista, sintesi di una 100 HP lanciata alle più folli velocità terrestri.

Perché servirsi ancora di quattro ruote esasperate che s'annoiano, dal momento che possiamo staccarci dal suolo? Liberazione delle parole, ali spiegate dell'immaginazione, sintesi analogica della terra abbracciata da un solo sguardo e raccolta tutta intera in parole essenziali.

Ci gridano: «La vostra letteratura non sarà bella! Non avremo più la sinfonia verbale, dagli armoniosi dondolii, e dalle cadenze tranquillizzanti!» Ciò è bene inteso! E che fortuna! Noi utilizziamo, invece, tutti i suoni brutali, tutti i gridi espressivi della vita violenta che ci circonda. Facciamo coraggiosamente il «brutto» in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennità. Via! non prendete di quest'arie da grandi sacerdoti, nell'ascoltarmi! Bisogna sputare ogni giorno sull'Altare dell'Arte! Noi entriamo nei dominii sconfinati della libera intuizione. Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libertà!

Non c'è in questo, niente di assoluto né di sistematico. Il genio ha raffiche impetuose e torrenti melmosi. Esso impone talvolta delle lentezze analitiche ed esplicative. Nessuno può rinnovare improvvisamente la propria sensibilità. Le cellule morte sono commiste alle vive. L'arte è un bisogno di distruggersi e di sparpagliarsi, grande innaffiatoio di eroismo che inonda il mondo. 1 microbi - non lo dimenticate - sono necessari alla salute dello stomaco e dell'intestino. Vi è anche una specie di microbi necessaria alla vitalità dell'arte, questo prolungamento della foresta delle nostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell'infinito dello spazio e del tempo.

Poeti futuristi! lo vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a odiare l'intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione, dono caratteristico delle razze latine. Mediante l'intuizione, vinceremo l'ostilità apparentemente irriducibile che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori.

Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e l'amicizia della materia, della quale gli scienziati non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi prepariamo la creazione dell'uomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi lo libereremo dall'idea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dell'intelligenza logica.

11 maggio 1912

artemotore.com/marinetti

 


 

La stagione rivoluzionaria libera enormi energie intellettuali. Acmeismo, cubofuturismo, costruttivismo, imaginismo, proletarismo, sono alcuni dei movimenti spesso coesistenti che operano in questo periodo. Le poesie venivano definite "onde di immagini"

girodivite.it

 

       

http://youtu.be/RX9m13C-j8I  - futurismo

 

 

      centenario 1909-2009     

 

 

 

 

 

 

musei ...
Musei : cimiteri ! ... Identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che varino trucidandosi ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese !
Che ci si vada in pellegrinaggio, una volta all'anno, come si va al Camposanto nel giorno dei morti ... ve lo concedo. Che una volta all'anno sia deposto un omaggio di fiori davanti alla
Gioconda, ve lo concedo ... Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare ? Perché volere imputridire ? E che mai si puo vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione dell'artista, che si sforzò di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di esprimere interamente il suo sogno ? ...
Ammirare un quadro antico equivale a versare la nostra sensibilità in un'urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in violenti getti di creazione e di azione.       Volete dunque sprecare tutte le forze migliori,  in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti ?

FTM - manifesti e scritti vari   -   manifesto del futurismo - le figaro - 20.2.1909

 

 

 

 

 

 

Solomon Guggenheim  New York  http://youtu.be/NYMNH_RhzHM   -  guggenheim.org

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Mart

oltre ad essere una pregevole sede espositiva ed un’importante raccolta d’arte possiede una delle più importanti biblioteche d’arte del Novecento in Italia specializzata in particolar modo sul futurismo e la   poesia visiva.

exibart

D'Annunzio e Marinetti sono i veri interpreti di un'epoca che trasforma i linguaggi e crea legami con le diverse arti: dal cinema, appunto, alla pubblicità. Legami che caratterizzeranno l'intero Novecento.

L'arte futurista è un esplodere di forme dentro i colori.
pierfranco bruni - mnews.it

 

 

ESPONENTI FUTURISTI

Luigi Russolo -  Carlo Carrà - Tommaso Marinetti -  Umberto Boccioni

Gino Severini   -  fortunato depero  -  GIACOMO BALLA  - enrico prampolini

Ottone Rosai - Mario Sironi - Ardengo Soffici - Lorenzo Viani  - bruno munari

Luigi Sabatelli - Bartolomeo Pinelli  - tullio crali - Carlo Bossoli  - Antonio Fontanesi 

Giovanni Fattori - osvaldo peruzzi - Giovanni Boldini  - Gino SeveriniGrubicy de Dragon

Grosz e Dix  -  Léger   -   gerardo Dottori  -  aroldo Bonzagni  -  massimo Campigli  -  ivo pannaggi

luigi fillia   - thayaht - roberto longhi - tato - marasco - antonio sant'elia  - MARCELLO CIABATTI - DAVIDE RONDONI


Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse semifuturiste, o futuriste, domina il colore.

Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genere italiano     -  1918 -  giacomo balla

1871–1958 -  pittore scultore scenografo e autore di "paroliberi"
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Balla

  http://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo#Futuristi_italiani  - ITALIANI E STRANIERI


 

 

 

FUTURISMO MARINETTI E MAJAKOVSKIJ

 

 

 

futuristi italiani e internazionali

http://utenti.romascuola.net/bramarte/futurismo

www.mart.trento.it    CISF

http://futurismo.freeservers.com

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1909c.htm

http://web.mclink.it/MC4200/picturage/futurismo/futurismo.htm

 

 

 

FUTURISMO  marinetti   1  -  2

.  palazzeschi    1  -  1a

.  CALVINO  1  -  2

.   MAJAKOVSKIJ

 

 

 

POESIA SENZA FRONTIERE

ORIGINI 

MODERNA

AMERICANA

AFRICANA 

FIAMMINGA_OLANDESE

GRECA_MODERNA

INDIANA

INUIT

HAIKU

SENZA FRONTIERE   &   FEMMINILE
FUTURISMO GRAMMELOT

GRIOT

SLAM_FLUXUS_VISIVA_CONCRETA_&_ALTRO

GRAFFITI STREET ART - DA NOF4 A BANKSY & OLTRE

NOBEL  -  STORIA NEWS EVENTI LETTERARI & ALTRO

 

 

 

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