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Italo Giovanni Calvino Mameli

Santiago de Las Vegas PRESSO L'AVANA 15 ottobre 1923 – Siena 19 settembre 1985

 

1985 / 2015  30 anni fa

www.telegraph.co.uk/books/what-to-read/italo-calvino-the-fairy-king

 

 

 

 

 

 

Caro Palazzeschi

quello che m’incanta nelle Sue novelle è il disegno geometrico che si nasconde sotto i casi umani. Leggendola scopro che il mio ideale stilistico è proprio questo.

Le sono gratissimo della dedica e del piacere della lettura.

Affettuosamente Suo Italo Calvino

9 luglio 1966

 

 

6 febbraio 1957
Caro Palazz eschi,
Le sono molto grato e anche confuso perché mandare a Lei un mio libro mi è dovere e piacere ed ha già contraccambio nel vederlo gradito. Ma m’ha fatto molto felice dandomi con la Sua dedica due libri che mi sono molto cari -  Perelà  - un capostipite -  e le Bestie in cui c’è  Il ritratto della Regina  che è uno dei miei racconti preferiti.

La saluto con gratitudine e amicizia.
Suo Italo Calvino

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Il libro che Calvino manda a Palazzeschi dovrebbe essere Il barone rampante.    Il buffo integrale, con diciotto novelle, fu edito nel 1966 da Mondadori.
Il codice di Perelà, ROMANZo futurista, fu licenziato a marzo 1911, stampato a Milano dalle Edizioni Futuriste di “Poesia” e divenne un classico del suo genere. Fu ristampato più volte. Palazzeschi nel 1910 partecipò a Serate Futuriste a Trieste, Napoli e Torino. Prese le distanze dal Futurismo dopo la partecipazione di F. T.
Marinetti all’impresa di Tripoli.
Nel 1951 Vallecchi stampò la raccolta di novelle Bestie del 900, con illustrazioni di Mino Maccari.
Le due lettere di Calvino, scritte su carta intestata “Giulio Einaudi Editore”, sono edite in: Scherzi di gioventù e d’altre età. Album Palazzeschi (1885-1974) a cura di Simone Magherini e Gloria Manghetti. Firenze, Pagliai Polistampa, 2001, pp. 154 e 196.

zenosbooks.com

 

 

9 luglio 1966
Caro Palazzeschi,
quello che m’incanta nelle Sue novelle è il disegno geometrico che si nasconde sotto i casi umani.    Leggendola, scopro che il mio ideale stilistico è proprio questo.
Le sono gratissimo della dedica e del piacere della lettura.

Affettuosamente Suo
Italo Calvino


 

All’origine di ogni storia che ho scritto c’è un’immagine che mi gira per la testa, nata chissà come e che mi porto dietro magari per anni. A poco a poco mi viene da sviluppare questa immagine in una storia con un principio e una fine, e nello stesso tempo ... mi convinco che essa racchiude qualche significato .
erewhon.ticonuno.it

 

 

Il sentiero dei nidi di ragno1947

Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto
Finché il primo libro non è scritto si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita .
il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall'esser definito e questa definizione poi dovrai portartela dietro per la vita cercando di darne conferma o approfondimento o correzione o smentita ma mai più riuscendo a prescinderne.

prefazione Il sentiero dei nidi di ragno

la guerra   ... ladruncoli, carabinieri, militi, borsaneristi, girovaghi. Gente che… s’arrangia in mezzo alle storture, che non ha niente da difendere e niente da cambiare. Oppure tarati fisicamente, o fissati, o fanatici basta un nulla, un passo falso, un impennamento dell’anima e ci si trova dall’altra parte, nella brigata nera, a sparare con lo stesso furore, con lo stesso odio, contro gli uni o contro gli altri, fa lo stesso

Di fronte a ogni possibilità che s’apriva, io non riuscivo a essere quello che avevo sognato prima dell’ora della prova: ero stato l’ultimo dei partigiani; ero un innamorato incerto e insoddisfatto e inabile; la letteratura non mi s’apriva come un disinvolto e distaccato magistero ma come una strada in cui non sapevo da che parte cominciare .

prefazione

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Il mare che ieri era un torbido fondo di nuvola ai margini del cielo, si fa una striscia d’un cupo sempre più denso ed ora è un grande urlo azzurro al di là d’una balaustra di colline e case.

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L'esperienza è la memoria, più la ferita che ti ha lasciato, più il cambiamento che ha portato in te e che ti ha fatto diverso .

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Troppo presto per me o troppo tardi .  i sogni sognati troppo a lungo io ero impreparato a viverli .

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Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.

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L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare ad non avere più paura, questa è la meta ultima dell’uomo.

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È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non poter mai far parte dei loro giochi. Ma Pin un giorno diventerà grande, e potrà essere cattivo con tutti, vendicarsi di tutti quelli che non sono stati buoni con lui: Pin vorrebbe essere grande già adesso, o meglio, non grande, ma ammirato o temuto pur restando com'è, essere bambino e insieme capo dei grandi, per qualche impresa meravigliosa. Ecco, Pin ora andrà via, lontano da questi posti ventosi e sconosciuti, nel suo regno, il fossato, nel suo posto magico dove fanno il nido i ragni.

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I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch'essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l'altro che non si riesce mai a capire qual è il gioco vero .

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La gente buona ha sempre messo in imbarazzo Pin: non si sa mai come trattarli e si ha voglia di far loro dei dispetti per vedere come reagiscono.

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Forse non farò cose importanti ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.

MA I RAGAZZI NON VOGLIONO BENE A PIN: È L'AMICO DEI GRANDI, PIN, SA DIRE AI GRANDI COSE CHE LI FANNO RIDERE E ARRABBIARE, NON COME LORO CHE NON CAPISCONO NULLA QUANDO I GRANDI PARLANO. PIN ALLE VOLTE VORREBBE METTERSI COI RAGAZZI DELLA SUA ETÀ, CHIEDERE CHE LO LASCINO GIOCARE A TESTA E PILA, E CHE GLI SPIEGHINO LA VIA PER UN SOTTERRANEO CHE ARRIVA FINO IN PIAZZA MERCATO. MA I RAGAZZI LO LASCIANO A PARTE, E A UN CERTO PUNTO SI METTONO A PICCHIARLO; PERCHÉ PIN HA DUE BRACCINE SMILZE SMILZE ED È IL PIÙ DEBOLE DI TUTTI. DA PIN VANNO ALLE VOLTE A CHIEDERE SPIEGAZIONI SU COSE CHE SUCCEDONO TRA LE DONNE E GLI UOMINI; MA PIN COMINCIA A CANZONARLI GRIDANDO PER IL CARRUGIO E LE MADRI RICHI AMANO I RAGAZZI: - COSTANZO! GIACOMINO! QUANTE VOLTE TE L'HO DETTO CHE NON DEVI ANDARE CON QUEL RAGAZZO COSI MALEDUCATO !
LE MADRI HANNO RAGIONE: PIN NON SA CHE RACCONTARE STORIE D'UOMINI E DONNE NEI LETTI E DI UOMINI AMMAZZATI O MESSI IN PRIGIONE, STORIE INSEGNATEGLI DAI GRANDI, SPECIE DI FIABE CHE I GRANDI SI RACCONTANO TRA LORO E CHE PURE SAREBBE BELLO STARE A SENTIRE SE PIN NON LE INTERCALASSE DI CANZONATURE E DI COSE CHE NON SI CAPISCONO DA INDOVINARE.
E A PIN NON RESTA CHE RIFUGIARSI NEL MONDO DEI GRANDI, DEI GRANDI CHE PURE GLI VOLTANO LA SCHIENA, DEI GRANDI CHE PURE SONO INCOMPRENSIBILI E DISTANTI PER LUI COME PER GLI ALTRI RAGAZZI, MA CHE SONO PIÙ FACILI DA PRENDERE IN GIRO, CON QUELLA VOGLIA DELLE DONNE E QUELLA PAURA DEI CARABINIERI, FINCHÉ NON SI STANCANO E COMINCIANO A SCAPACCIONARLO.
ORA PIN ENTRERÀ NELL'OSTERIA FUMOSA E VIOLA, E DIRÀ COSE OSCENE, IMPROPERI MAI UDITI A QUEGLI UOMINI FINO A FARLI IMBESTIALIRE E A FARSI BATTERE, E CANTERÀ CANZONI COMMOVENTI, STRUGGENDOSI FINO A PIANGERE E A FARLI PIANGERE, E INVENTERÀ SCHERZI E SMORFIE COSI NUOVE DA UBRIACARSI DI RISATE, TUTTO PER SMALTIRE LA NEBBIA DI SOLITUDINE CHE GLI SI CONDENSA NEL PETTO LE SERE COME QUELLA.
MA NELL'OSTERIA GLI UOMINI SONO UN MURO DI SCHIENE CHE NON S'APRE PER LUI; E C'È UN UOMO NUOVO IN MEZZO A LORO, TUTTO MAGRO E SERIO. GLI UOMINI SMICCIANO PIN CHE ENTRA, POI SMICCIANO LO SCONOSCIUTO E DICONO QUALCHE PAROLA. PIN VEDE CHE TIRA ARIA DIVERSA; RAGIONE DI PIÙ PER FARSI AVANTI A MANI IN TASCA E DIRE: - MONDOBOIA, LA FACCIA CHE HA FATTO IL TEDESCO DOVEVATE VEDERE.
GLI UOMINI NON RISPONDONO CON LE SOLITE USCITE. SI VOLTANO PIANO, A UNO A UNO. MISCÈL FRANCESE PRIMA LO SMICCIA COME SE NON LO AVESSE MAI VISTO, POI DICE, LENTO: — SEI UNA SPORCA CAROGNA DI RUFFIANO.
IL VOLO DI VESPE SULLA FACCIA DI PIN HA UN GUIZZO SUBITO SPENTO, POI PIN PARLA CALMO, MA CON GLI OCCHI PICCOLI: - POI MI DICI PERCHÉ.
IL GIRAFFA VOLTA UN PO' IL COLLO VERSO DI LUI E FA:
- VAI VIA, NOI CON CHI SE LA FA COI TEDESCHI NON ABBIAMO NULLA DA SPARTIRE.
- VA A FINIRE - DICE GIAN L'AUTISTA - CHE DIVENTERETE PEZZI GROSSI DEL FASCIO, TU E TUA SORELLA, CON LE VOSTRE RELAZIONI.
PIN CERCA DI FARE LA FACCIA DI QUANDO LI PRENDE IN GIRO.
- POI MI SPIEGATE IL SIGNIFICATO - DICE -    IO COL FASCIO NON HO MAI AVUTO NIENTE DA SPARTIRE, NEMMENO COI BALILLA, E MIA SORELLA VA CON CHI LE PARE E NON DA FASTIDIO A NESSUNO.

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Arrivare a non aver più paura, questa è la meta ultima dell'uomo.

il sentiero dei nidi di ragno

 

 

 

 

se una notte d'inverno un viaggiatore    1979  -   > inglese

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Persone la cui vista mi riesce per svariate ragioni sgradevole: i miei superiori gerarchici perché mi ricordano la mia condizione di sottoposto, i miei sottoposti perché detesto di sentirmi investito d'un'autorità che mi sembra meschina, come meschini sono l'invidia, il servilismo e il rancore che suscita.

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Eppure, la vista dei libri a casa di Ludmilla ti riesce rassicurante. La lettura è solitudine. Ludmilla t'appare protetta dalle valve del libro aperto come un'ostrica nel guscio. L'ombra d'un altro uomo, probabile, anzi certa, viene, se non cancellata, relegata in margine. Si legge da soli anche quando si è in due. Ma allora, cosa stai cercando, qui? Vorresti penetrare nella sua conchiglia, insinuandoti nelle pagine dei libri che sta leggendo? Oppure il rapporto tra Lettore e Lettrice resta quello di due conchiglie separate, che possono comunicare solo attraverso parziali confronti di due esperienze esclusive?

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Volare è il contrario del viaggio :   attraverso una discontinuità dello spazio, sparisci nel vuoto, accetti di non essere in nessun luogo per una durata che è anch'essa una specie di vuoto nel tempo;  poi riappari,  in un luogo e in un momento senza rapporto col dove e col quando in cui eri sparito  .

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Finché so che al mondo c’è qualcuno che fa dei giochi di prestigio solo per amore del gioco finché so che c’è una donna che ama la lettura per la lettura posso convincermi che il mondo continua … E ogni sera anch’io m’abbandono alla lettura come quella lontana lettrice sconosciuta.

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Io? Io non leggo libri! - dice Irnerio.
Cosa leggi, allora?
Niente. Mi sono abituato così bene a non leggere che non leggo neanche quello che mi capita sotto gli occhi per caso. Non è facile: ci insegnano a leggere da bambini e per tutta la vita si resta schiavi di tutta la roba scritta che ci buttano sotto gli occhi. Forse ho fatto un certo sforzo anch'io, i primi tempi, per imparare a non leggere, ma adesso mi viene proprio naturale. Il segreto è di non rifiutarsi di guardare le parole scritte, anzi, bisogna guardarle intensamente fino a che scompaiono.

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Il momento che più conta per me è quello che precede la lettura. Alle volte è il titolo che basta ad accendere in me il desiderio d'un libro che forse non esiste. Alle volte è l'incipit del libro, le prime frasi... Insomma: se a voi basta poco per mettere in moto l'immaginazione, a me basta ancora meno: la promessa della lettura.

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Leggere è sempre questo: c'è una cosa che è lì, una cosa fatta di scrittura, un oggetto solido, materiale, che non si può cambiare, e attraverso questa cosa ci si confronta con qualcos'altro che non è presente, qualcos'altro che fa parte del mondo immateriale, invisibile, perché è solo pensabile, immaginabile, o perché c'è stato e non c'è più, passato, perduto, irraggiungibile, nel paese dei morti.

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i due protagonisti sono due lettori, perchè si tratta, nelle stesse parole di Calvino, di «UN ROMANZo sul piacere di leggere». Ed è proprio vero: non importa se le storie si sPEZZIno, si interrompano, è questo 'piacere di leggere' (che Calvino ha scoperto e fatto proprio) che ci spinge avanti, obbliga i due protagonisti, giustamente chiamati la Lettrice e il Lettore, a proseguire in un'avventura e una ricerca intricata che è, in fondo, quella che facciamo sempre anche noi quando ci troviamo davanti un nuovo ROMANZo , una nuova storia .
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Hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi .
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E’ inutile che guardi l’orologio; se qualcuno era venuto ad aspettarmi ormai se n’è andato da un pezzo; è inutile che mi arrovelli nella smania di far girare indietro gli orologi e i calendari sperando di ritornare al momento precedente a quello in cui è successo qualcosa che non doveva succedere .

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Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

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Per un istante mi sembra di capire quale dev’essere stato il senso e il fascino d’una vocazione ormai inconcepibile: quella del copista. Il copista viveva contemporaneamente in due dimensioni temporali, quella della lettura e quella della scrittura; poteva scrivere senza l’angoscia del vuoto che s’apre davanti alla penna; leggere senza l’angoscia che il proprio atto non si concreti in alcun oggetto materiale. 

Come stabilire il momento esatto in cui comincia una storia? Tutto è sempre cominciato già prima. La prima riga della prima pagina di ogni romanzo rimanda a qualcosa che è già successo fuori del libro. Oppure la vera storia è quella che comincia dieci pagine più avanti e tutto ciò che precede è solo un prologo.
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come scriverei bene se non ci fossi !

Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona !      Lo stile, il gusto, la filosofia personale, la soggettività, la formazione culturale, l’esperienza vissuta, la psicologia, il talento, i trucchi del mestiere: tutti gli elementi che fanno sì che ciò che scrivo sia riconoscibile come mio, mi sembrano una gabbia che limita le mie possibilità. Se fossi solo una mano, una mano mozza che impugna una penna e scrive …     Chi muoverebbe questa mano ? La folla anonima ? Lo spirito dei tempi ? L’inconscio collettivo ? Non so. Non è per poter essere il portavoce di qualcosa di definibile che vorrei annullare me stesso. Solo per trasmettere lo scrivibile che attende d’essere scritto, il narrabile che nessuno racconta.  - cap 8

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Difatti era stabilito che passassi di qui senza lasciare tracce: e invece ogni minuto che passo qui lascio tracce: lascio tracce se non parlo con nessuno in quanto mi qualifico come uno che non vuole aprir bocca: lascio tracce se parlo in quanto ogni parola detta è una parola che resta e può tornare a saltar fuori in seguito, con le virgolette o senza le virgolette.
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Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.

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Sei uno che per principio non s’aspetta più niente da niente. Ci sono tanti, più giovani di te o meno giovani, che vivono in attesa d’esperienze straordinarie; dai libri, dalle persone, dai viaggi, dagli avvenimenti, da quello che il domani tiene in serbo. Tu no. Tu sai che il meglio che ci si può aspettare è di evitare il peggio.

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Lotti coi sogni come con la vita senza senso né forma, cercando un disegno, un percorso che deve pur esserci, come quando si comincia a leggere un libro e non si sa ancora in quale direzione ti porterà.     Quello che vorresti è l’aprirsi d’uno spazio e d’un tempo astratti e assoluti in cui muoverti seguendo una traiettoria esatta e tesa   ma quando ti sembra di riuscirci t’accorgi d’essere fermo, bloccato, costretto a ripetere tutto da capo.

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Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale. Ma ogni momento della mia vita porta con sé un’accumulazione di fatti nuovi e ognuno di questi fatti nuovi porta con sé le sue conseguenze, cosicché più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito più me ne allontano : pur essendo tutti i miei atti intesi a cancellare conseguenze d’atti precedenti e riuscendo anche a ottenere risultati apprezzabili in questa cancellazione, devo però tener conto che ogni mia mossa per cancellare avvenimenti precedenti provoca una pioggia di nuovi avvenimenti che complicano la situazione peggio di prima e che dovrò cercare di cancellare a loro volta.

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La tua casa essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tenere lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come in una droga, oppure se sono dei ponti che getti fuori, verso il mondo che ti interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri.

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Senti, conosco un caffè qui all’angolo, pieno di specchi con un’orchestra che suona il valzer:  m’inviti?

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Possiamo impedire di leggere: ma nel decreto che proibisce la lettura si leggerà pur qualcosa della verità che non vorremmo venisse mai letta ...

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Non si meravigli se mi vede sempre vagare con gli occhi. In effetti questo è il mio modo di leggere, ed è solo così che la lettura mi riesce fruttuosa. Se un libro m’interessa veramente, non riesco a seguirlo per più di poche righe senza che la mia mente, captato un pensiero che il testo le propone, o un sentimento, o un interrogativo, o un’immagine, non parta per la tangente e rimbalzi di pensiero in pensiero, d’immagine in immagine, in un itinerario di ragionamenti e fantasie che sento il bisogno di percorrere fino in fondo, allontanandomi dal libro fino a perderlo di vista.

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Puoi uscire dalla libreria contento, uomo che credevi finita l’epoca in cui ci si può aspettare qualcosa dalla vita. Porti con te due aspettative diverse e che entrambe promettono giornate di gradevoli speranze: l’aspettativa contenuta nel libro - d’una lettura che sei impaziente di riprendere - e l’aspettativa contenuta in quel numero di telefono, - di riudire le vibrazioni ora acute ora velate di quella voce, quando risponderà alla prima tua chiamata, tra non molto, anzi, già domani, con la fragile scusa del libro, per chiederle se le piace o non le piace, per dirle quante pagine hai letto o non hai letto, per proporle di rivedervi.

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STAI PER COMINCIARE A LEGGERE IL NUOVO ROMANZO SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE DI ITALO CALVINO. RILASSATI. RACCOGLITI. ALLONTANA DA TE OGNI ALTRO PENSIERO. LASCIA CHE IL MONDO CHE TI CIRCONDA SFUMI NELL'INDISTINTO. LA PORTA È MEGLIO CHIUDERLA; DI LÀ C'È SEMPRE LA TELEVISIONE ACCESA. DILLO SUBITO, AGLI ALTRI: «NO, NON VOGLIO VEDERE LA TELEVISIONE!» ALZA LA VOCE, SE NO NON TI SENTONO:   «STO LEGGENDO! NON VOGLIO ESSERE DISTURBATO !»   FORSE NON TI HANNO SENTITO, CON TUTTO QUEL CHIASSO; DILLO PIÙ FORTE, GRIDA: «STO COMINCIANDO A LEGGERE IL NUOVO ROMANZO DI ITALO CALVINO ! »   O SE NON VUOI NON DIRLO; SPERIAMO CHE TI LASCINO IN PACE.
PRENDI LA POSIZIONE PIÙ COMODA: SEDUTO, SDRAIATO, RAGGOMITOLATO, CORICATO. CORICATO SULLA SCHIENA, SU UN FIANCO, SULLA PANCIA. IN POLTRONA, SUL DIVANO, SULLA SEDIA A DONDOLO, SULLA SEDIA A SDRAIO, SUL POUF.    SULL'AMACA, SE HAI UN'AMACA. SUL LETTO, NATURALMENTE, O DENTRO IL LETTO. PUOI ANCHE METTERTI A TESTA IN GIÙ, IN POSIZIONE YOGA. COL LIBRO CAPOVOLTO, SI CAPISCE.
CERTO, LA POSIZIONE IDEALE PER LEGGERE NON SI RIESCE A TROVARLA. UNA VOLTA SI LEGGEVA IN PIEDI, DI FRONTE A UN LEGGIO. SI ERA ABITUATI A STARE FERMI IN PIEDI. CI SI RIPOSAVA COSÌ QUANDO SI ERA STANCHI D'ANDARE A CAVALLO.   A CAVALLO NESSUNO HA MAI PENSATO DI LEGGERE; EPPURE ORA L'IDEA DI LEGGERE STANDO IN ARCIONI, IL LIBRO POSATO SULLA
CRINIERA DEL CAVALLO, MAGARI APPESO ALLE ORECCHIE DEL CAVALLO CON UN FINIMENTO SPECIALE, TI SEMBRA ATTRAENTE. COI PIEDI NELLE STAFFE SI DOVREBBE STARE MOLTO COMODI PER LEGGERE; TENERE I PIEDI SOLLEVATI È LA PRIMA CONDIZIONE PER GODERE DELLA LETTURA.
BENE, COSA ASPETTI? DISTENDI LE GAMBE, ALLUNGA PURE I PIEDI SU UN CUSCINO, SU DUE CUSCINI, SUI BRACCIOLI DEL DIVANO, SUGLI ORECCHIONI DELLA POLTRONA, SUL TAVOLINO DA TÈ, SULLA SCRIVANIA, SUL PIANOFORTE, SUL MAPPAMONDO. TOGLITI LE SCARPE, PRIMA. SE VUOI TENERE I PIEDI SOLLEVATI; SE NO, RIMETTITELE. ADESSO NON RESTARE LÌ CON LE SCARPE IN UNA MANO E IL LIBRO NELL'ALTRA.

REGOLA LA LUCE IN MODO CHE NON TI STANCHI LA VISTA.   FALLO ADESSO, PERCHÉ APPENA SARAI SPROFONDATO NELLA LETTURA NON CI SARÀ PIÙ VERSO DI SMUOVERTI. FA' IN MODO CHE LA PAGINA NON RESTI IN OMBRA, UN ADDENSARSI DI LETTERE NERE SU SFONDO GRIGIO, UNIFORMI COME UN BRANCO DI TOPI; MA STA' ATTENTO CHE NON LE BATTA ADDOSSO UNA LUCE TROPPO FORTE E NON SI RIFLETTA SUL BIANCO CRUDELE DELLA CARTA ROSICCHIANDO LE OMBRE DEI CARATTERI COME IN UN MEZZOGIORNO DEL SUD.    CERCA DI PREVEDERE ORA TUTTO CIÒ CHE PUÒ EVITARTI D'INTERROMPERE LA LETTURA.    LE SIGARETTE A PORTATA DI MANO, SE FUMI, IL PORTACENERE. CHE C'È ANCORA ?   DEVI FAR PIPÌ ?   BENE, SAPRAI TU.
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Anche ricordare il male può essere un piacere quando il male è mescolato non dico al bene ma al vario, al mutevole, al movimentato, insomma a quello che posso pure chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e di raccontarle come ciò che è passato   .

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Rinunciare alle cose è meno difficile di quel che si crede: tutto sta a cominciare.     Una volta che sei riuscito a prescindere da qualcosa che credevi essenziale, t'accorgi che puoi fare a meno anche di qualcos'altro, poi ancora di molte altre cose.      Eccomi dunque a percorrere questa superficie vuota che è il mondo.

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Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

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Lei crede che ogni storia debba avere un principio e una fine ?     Anticamente un racconto aveva solo due modi per finire : passate tutte le prove, l’eroe e l’eroina si sposavano oppure morivano .     Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce   : la continuità della vita, l’inevitabilità della morte   .

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Anche questo è un vantaggio del correre rispetto agli altri sport: ognuno va per conto suo e non ha da rendere conto agli altri .

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-  E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista é il lettore, che per dieci volte cominica a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire.    Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro.

Italo Calvino

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l’origine degli uccelli - 1967

Vorrei capire .   

Cosa ?
Tutto. tutto questo.    Accennai intorno .
Capirai quando avrai dimenticato quello che capivi prima.

 

 

 

Il midollo del leone di Calvino    1955

Calvino evidenziava la necessità del rifiuto del letterato di lasciarsi coinvolgere nella cronaca quotidiana; il vero intellettuale per conservare la propria libertà di giudizio non deve diventare parte integrante di un partito; l'eroe positivo è il prodotto demagogico di una determinata ideologia.
Giuseppe Giacalone - library.thinkquest.org

Il midollo del leone di Calvino
È chiaro che questo tipo d'uomo che un'opera o un'intera epoca letteraria presuppone, sottintende, o meglio propone, inventa, può anche non essere uno di quei personaggi a tutto tondo che sono prerogativa DEL ROMANZO o del teatro, ma vive altresì e forse soprattutto in quella presenza morale, in quel protagonista non meno individuato che hanno pure le poesie liriche o le prose dei moralisti, quel vero protagonista che anche in tanti ROMANZIeri, a cominciare dal Manzoni e dal Verga maggiore, non s'identifica con nessuno dei personaggi.
Prima dunque di chiederci se vi siano e quali siano i personaggi caratteristici della letteratura italiana d'oggi, dobbiamo cominciare a chiederci se vi sia e quale sia un vero protagonista, un tipo d'uomo ch'essa pur implicitamente presupponga o proponga.

vibrissebollettino.net - davide bregola

 

 

in ogni poesia vera esiste
un midollo di leone
un nutrimento

per una morale
rigorosa
per una padronanza
della storia

IC - il midollo del leone

 

 


 

 

IL NOME IL NASO - I CINQUE SENSI - SOTTO IL SOLE GIAGUARO

Per ogni pelle di donna c’è un profumo che esalta il suo profumo, la nota nella gamma che è insieme di colore e sapore e odore e morbidezza, e così il piacere di passare di pelle in pelle può non aver fine.
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Dovevo affrettarmi: anche i profumi della memoria svaniscono.
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Nel 1985 Italo Calvino morì mentre scriveva una raccolta intitolata I cinque sensi - pubblicata postuma nel 1986.
Ogni storia è sviluppata intorno a uno dei sensi, e al momento della sua morte , lui aveva concluso solo tre delle cinque storie: Sotto il sole giaguaro, Un re in ascolto, e Il Nome,Il Naso che rispettivamente si riferiscono al gusto, udito e olfatto.

The Name, The Nose - Raul Zamudio - Museo Laboratorio Città Sant’Angelo - PE -  artribune.com
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1983 Institute for the Humanities Università New York
Italo Calvino sta tenendo una delle sue numerose conferenze. Parla dei cinque sensi e di quanto siano importanti.
«Un libro che sto scrivendo parla dei cinque sensi, per dimostrare che l’uomo contemporaneo ne ha perso l’uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco d’attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope».
Calvino morirà prima di analizzare anche vista e tatto.
annusa, gusta e ode il mondo circostante come se avesse, a intermittenza, solo naso, bocca e orecchie.
l’olfatto diventa fondamentale per ritrovare la propria donna perduta nel branco dell’umanità.
inutile quasi frustrante avere la vista – il senso che forse usiamo maggiormente – ma non riuscire a “vedere” se non con il naso.
“Sapore Sapere” dedicato al  gusto. Un uomo e una donna in viaggio in Messico riscoprono la loro intimità sessuale attraverso la cucina locale, particolarmente speziata, ricca di peperoncino e erbe aromatiche.
udito - monologo interiore delirante.         Un re, appena salito al potere e' in pericolo di essere spodestato. Altro non può fare   che rimanere in ascolto, giorno e notte.   Tutto diventa suono, rumore, sussurro o grida di congiura al punto che non si capisce più quale sia la realtà esterna o quella interna, propria del re ormai ossessionato.

serena agresti - flaneri.com

 

 

 

         Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire         

a classic is a book that has never finished saying what it has to say

 

 

Ma che ti piglia ?

Avertela a male per un manoscritto rifiutato ? Ma ti sembra il caso ?     

Fallito: e perché ?    Falliti sono quei poveretti a cui editori troppo indulgenti … hanno pubblicato i primi libri … e poi non hanno saputo continuare e hanno visto la critica trascurarli, il pubblico dimenticarsi di loro
lettera a mario ortolani 1954

 

 *

 

Visitando necropoli con donne
viene l’ora del tè - già il pomeriggio
è andato. E s’avvicina l’ora
di cominciare un nuovo amore
e insieme l’ora di finirlo.
Così passa l’età. Chissà se un segno
lasceremo -  magari senza accorgercene -
una pietra squadrata tra le pietre
dell’enorme piramide o una spoglia
d’ossa in un loculo.

17.11.62 - romanzi e racconti - poesie e invenzioni oulipiennes


 

Oltre il ponte
 di calvino e sergio liberovici


O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d'aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all'eta` che tu hai ora.

Coprifuoco, la truppa tedesca
la cittA dominava  siam pronti
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'e` in mano nemica
vedevam  l'altra riva   la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita e` oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.

Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l'oscura montagna.

La speranza era nostra compagna
a assaltar capisaldi nemici
conquistandoci l'armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent'anni ...

Non e` detto che fossimo santi
l'eroismo non e` sovrumano
corri, abbassati, dai corri avanti!
ogni passo che fai non e` vano.

Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l'avvenire di un giorno piu' umano
e piu' giusto piu' libero e lieto.

Avevamo vent'anni ...

Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c'eri.

E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora.

Avevamo vent'anni ...

 

il dopoguerra e la ricostruzione 1945-1962

PREMIO  NAZIONALE

LETTERARIO

ITALO CALVINO

 

http://premiocalvino.it   

dal 1985 - scrittori esordienti

 

http://italocalvino.it

italocalvinoblog.tumblr.com

 

15.10.1923  Santiago de Las Vegas Cuba

19.9.1985  Siena

 

 

*

non sono capace di scrivere

se c’è qualcuno che mi guarda
sento che ciò che scrivo non m’appartiene più
vorrei sparire

lasciare all’attesa che incombe nei loro occhi

il foglio infilato nella macchina

tutt’al più le mie dita che battono i tasti

se una notte d'inverno un viaggiatore

 

 

 

 

beati quelli

il cui atteggiamento verso la realtà

è dettato da immutabili ragioni interiori !
un'amara serenità - una pietra sopra 1980

 

 

Il suo nome da partigiano era 'santiago' dal nome del paesino dove  era nato

it.wikipedia.org

 

AVEVAMO VENT'ANNI OLTRE IL PONTE  ...
Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell’umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli. Sto cercando di riportare alla superficie una giornata, una mattina, un'ora tra il buio e la luce all'aprirsi di quella giornata. Da anni non ho più smosso questi ricordi, rintanati come anguille nelle pozze della memoria .

la strada di san giovanni - ricordo di una battaglia - 1974

Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca.
Amo Puskin perché è limpidezza, ironia e serietà.
Amo Hemingway perché è matter of fact, understatement, volontà di felicità, tristezza.
Amo Stevenson perché pare che voli.
Amo Cechov perché non va più in là di dove va.
Amo Conrad perché naviga l’abisso e non ci affonda.
Amo Tolstoj perché alle volte mi pare d’essere lì lì per capire come fa e invece niente.
Amo Manzoni perché fino a poco fa l’odiavo.
Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista.
Amo Flaubert perché dopo di lui non si può più pensare di fare come lui.
Amo Poe dello Scarabeo d’oro.
Amo Twain di Huckleberry Finn.
Amo Kipling dei Libri della Giungla.
Amo Nievo perché l’ho riletto tante volte divertendomi come la prima.
Amo Jane Austen perché non la leggo mai ma sono contento che ci sia.
Amo Gogol perché deforma con nettezza, cattiveria e misura.
Amo Dostoevskij perché deforma con coerenza, furore e senza misura.
Amo Balzac perché è visionario.
Amo Kafka perché è realista.
Amo Maupassant perché è superficiale.
Amo la Mansfield perché è intelligente.
Amo Fitzgerald perché è insoddisfatto.
Amo Radiguet perché la giovinezza non torna più.
Amo Svevo perché bisognerà pur invecchiare.
Amo.

saggi - mondadori pp.1528-1529   -   intervista 1980 l'europeo

 

http://biografieonline.it/biografia

facebook.com/lastampa.it/videos

www.illibraio.it/italo-calvino-libri

www.luzappy.eu/ita_quintad/italo_calvino.htm

www.internetculturale.it/opencms/opencms/it

https://youtu.be/Km_5qni9Qh4  - intervista 1960 tv francia
http://space.comune.re.it/calvino/fiabetutte.htm    
http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino  -  bio_biblio 
www.letturegiovani.it/Calvino/ContadinoAstrologo.htm

https://youtu.be/y6bh02Hd_78  -  http://youtu.be/6jdiCztTLQw

 un uomo invisibile - 1974

http://youtu.be/VI98CmFePik  - avventura di due sposi

https://youtu.be/M5KEm_CPxEI   -   su alfonso gatto

teche.rai.it/libereso-guglielmi - lacittadiisaura.it/libereso-guglielmi

libereso guglielmi - giardiniere di IC


la giornata di uno scrutatore

Un letto alla fine della corsia era vuoto e rifatto; il suo occupante, forse già in convalescenza, era seduto su una seggiola da una parte del letto, vestito d’un pigiama di lana con sopra una giacca, e seduto dall’altra parte del letto era un vecchio col cappello, certamente suo padre, venuto quella domenica in visita. Il figlio era un giovanotto, deficiente, di statura normale ma in qualche modo – pareva – rattrappito nei movimenti. Il padre schiacciava al figlio delle mandorle, e gliele passava attraverso al letto, e il figlio le prendeva e lentamente portava alla bocca. E il padre lo guardava masticare ...
Ora che il giovane idiota aveva terminato la sua lenta merenda padre e figlio seduti sempre ai lati del letto tenevano tutti e due appoggiate sulle ginocchia le mani pesanti d’ossa e di vene e le teste chinate per storto - sotto il cappello calato il padre e il figlio a testa rapata come un coscritto – in modo di continuare a guardarsi con l’angolo dell’occhio.
capXIII
Ecco pensò Amerigo quei due così come sono sono reciprocamente necessari.
E pensò: ecco, questo modo d'essere è l'amore.
E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo
.
Della inutilità del fare il Cottolengo era la prova ed insieme la smentita.
Lo storicista in Amerigo riprendeva fiato : tutto è storia -  il Cottolengo -  queste monache che vanno a cambiare le lenzuola.  Storia magari rimasta ferma in un punto del suo corso incagliata stravolta contro se stessa.    Anche questo mondo dei minorati poteva diventare diverso e lo sarebbe certamente diventato in una società diversa .    Amerigo aveva in mente solo immagini vaghe : istituti di cura luminosi ultramoderni sistemi pedagogici modello ricordi di fotografie su giornali un’aria fin troppo pulita vagamente svizzera …
La vanità del tutto e l’importanza d’ogni cosa fatta da ognuno erano contenute tra le mura dello stesso cortile. Bastava che Amerigo continuasse a fare il giro e sarebbe incappato cento volte nelle stesse domande e risposte. Tanto valeva tornarsene al seggio la sigaretta era finita -  cosa aspettava ancora ? Chi agisce bene nella storia - provò a concludere - anche se il mondo è il Cottolengo è nel giusto.
E aggiunse in fretta: Certo essere nel giusto è troppo poco ...

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Amerigo, lui, aveva imparato che in politica i cambiamenti avvengono per vie lunghe e complicate, e non c'è da aspettarseli da un giorno all'altro, come per un giro di fortuna; anche per lui, come per tanti, farsi un'esperienza aveva voluto dire diventare un poco pessimista.
D'altro canto, c'era sempre la morale che bisognava continuare a fare quanto si può, giorno per giorno; nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire ...
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E come chi, tuffandosi nell’acqua fredda, s’è sforzato di convincersi che il piacere di tuffarsi sia tutto in quell’impressione di gelo, e poi nuotando ritrova dentro di sé il calore e insieme il senso di quanto fredda e ostile è l’acqua.

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La norma costante del suo comportamento avrebbe voluto fosse questa, nella politica come in ogni altra cosa: diffidenza tanto dall'entusiasmo, sinonimo d'ingenuità, quanto dall'astiosità faziosa, sinonimo d'insicurezza, debolezza. Corrispondeva, quest'atteggiamento, a una abitudine tattica del suo partito, prontamente assimilata da lui, perché gli serviva da corazza psicologica, per dominare gli ambienti estranei e ostili.

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È bene avere la beatitudine ?   O è migliore quest’ ansia, questa carica che irrigidisce i volti al lampo del fotografo e non ci fa contenti di come siamo ?   Pronto sempre a comporre gli estremi, Amerigo avrebbe voluto continuare a scontrarsi con le cose, a battersi, eppure intanto raggiungere dentro di sé la calma al di là di tutto   Non sapeva cosa avrebbe voluto : capiva solo quant'era distante, lui come tutti, dal vivere come va vissuto quello che cercava di vivere .
capitolo VII

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Libro cerniera nell'opera intera di Calvino, contiene nuclei e tematiche appartenenti a diverse fasi, dando così continuità ed integrità alla produzione letteraria calviniana. Racconto - o romanzo breve - certamente pensoso e sofferto  - Calvino ha impiegato dieci anni a realizzarlo - dal 53 al 63 - mostra tutti i sintomi di una crisi su diversi fronti, uno dei quali è quello dell'impegno politico dell'autore. Ci si riferisce ai fatti d'Ungheria del 1956, che mostrano a tutto il mondo la crudezza e la brutalità dell'Urss nei confronti degli stati "satelliti", suscitando scalpore in tutti i paesi d'Europa, e scuotendo gli animi degli intellettuali di sinistra di ogni paese. Molti sono i dissensi e le conseguenti uscite, volontarie o meno, dai partiti comunisti dell'epoca. Calvino risente di questi fatti come ogni intellettuale schierato similmente. Ma la sua, in quegli anni, è anche una crisi di metodo ed un processo alle facoltà conoscitive della letteratura. Tutte queste perplessità convergono ne "La Giornata", caratterizzandone la natura in maniera complessa e leggibile su vari livelli.

"La giornata d'uno scrutatore", quindi, rimane un ricchissimo serbatoio per comprendere un autore ed un'epoca..
http://it.wikipedia.org/wiki/La_giornata_d'uno_scrutatore

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Lo scrutatore arriva alla fine della sua giornata in qualche modo diverso da com’era al mattino - e anch’io - per riuscire a scrivere questo racconto -  ho dovuto in qualche modo cambiare.

ic

 

 

  INGRANDISCI

IERI PIOVEVA

PER LA FIGLIA GIOVANNA 

repubblica.it/calvino-raccontato-dalla-figlia





Chichita Calvino

Nata nel 1925 a Buenos Aires -  Esther Judith Singer -   sua traduttrice nel mondo e volto solare di quello scrittore ricordato sempre come schivo e taciturno.      lo conobbe a Parigi nel 1962.   

Nel 1964 le nozze all'Avana.       La morte dello scrittore nel 1985 le impose il ruolo, condiviso con la figlia Giovanna, di «erede di Calvino». Chichita ha rispettato sino alla morte la volontà dello scrittore che il suo archivio - messo a disposizione soltanto per i «Meridiani» Mondadori fosse precluso agli studiosi. Questo per evitare quello che accade a tanti scrittori scomparsi: che si facesse scempio dei suoi scritti, quelli non ancora terminati che in tanti casi alimentano la pubblicazione di libri postumi. Chichita Calvino è stata la depositaria più inflessibile delle volontà del marito tanto che in molti, nel campo dell'editoria, la chiamavano la «vedova nera della letteratura italiana».

muore a roma il 23 giugno 2018 a 93 anni.

fb/ansa  -  gian paolo serino_ilgiornale.it - 2018

 

 

 

ABORTO - CALVINO E  MAGRIS
NELL’ABORTO CHI VIENE MASSACRATO, FISICAMENTE E MORALMENTE, È LA DONNA .  ANCHE PER UN UOMO COSCIENTE OGNI ABORTO È UNA PROVA MORALE CHE LASCIA IL SEGNO, MA CERTO QUI LA SORTE DELLA DONNA È IN TALI SPROPORZIONATE CONDIZIONI DI DISFAVORE IN CONFRONTO A QUELLA DELL’UOMO, CHE OGNI UOMO PRIMA DI PARLARE DI QUESTE COSE DEVE MORDERSI LA LINGUA TRE VOLTE. NEL MOMENTO IN CUI SI CERCA DI RENDERE MENO BARBARA UNA SITUAZIONE CHE PER LA DONNA È VERAMENTE SPAVENTOSA, UN INTELLETTUALE «IMPIEGA» LA SUA AUTORITÀ PERCHÉ LA DONNA SIA MANTENUTA IN QUESTO INFERNO.

SEI UN BELL’INCOSCIENTE, A DIR POCO, LASCIA CHE TE LO DICA.

dalla lettera di calvino in risposta all'articolo di magris 'gli sbagliati' -  corriere sera  3.2.1975
parigi 1975  -   I DUE SCRITTORI NON INTERRUPPERO IL LORO RAPPORTO INTERPERSONALE.
liberazione.it – uaar.it  



La violenza che ora esplode nella nostra società senza forma è un fenomeno nuovo in quanto le società dei tempi passati incanalavano le proprie spinte aggressive verso esiti spesso altrettanto spietati ma collettivi. Solo un trasformazione in energie dirette verso fini comuni ci salverà dalla forza di­struttiva della violenza. So che dico cose terribilmen­te generiche e forse banali, ma è un punto di metodo che voglio segnare. Voglio dire che le scuole sono in crisi in tutto il mondo, ma nel resto del mondo bene o male funzionano e da noi no. E che l’Italia può temere di diventare per almeno cinquant’anni una periferia coloniale, una enorme borgata disoccupata e violenta.
da corriere della sera 4 novembre 1975  -   ultima lettera a pier paolo pasolini

 








 

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FIABA DEI GATTI___CONTADINO ASTROLOGO

citta invisibili

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due sposi

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I FIGLI DI BABBO NATALE

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con le mucche  -  Marcovaldo

BARONE RAMPANTE

IL CAVALIERE INESISTENTE

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VISCONTE DIMEZZATO

L'ACQUA NEL CESTELLO

SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE

 

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