ALDO PALAZZESCHI

io sono un uomo che soffre di vertigini scritte

 

nomination ai ' Pulcinella Awards '  -   premio Cartoons on the Bay

Festival di animazione televisiva organizzato da Rai Trade

FU candidatA La fiera dei morti trattA dall'omonima poesia di Aldo Palazzeschi  

news.cinecitta.com  - 2005

 

LA FIERA DEI MORTI

I POETI CANTANO
MALINCONICAMENTE
QUESTA FIERA
TUTTI ALLA STESSA MANIERA
QUESTA GIORNATA GRIGIA O NERA.
- MA SI PUÒ BENISSIMO CANTARE
ANCHE IN UN'ALTRA MANIERA -
DICE CHE SEMPRE PIOVE
UN'ACQUERUGIOLA TRITA
CHE TUTTO FIORISCE NEL FANGO
IN UNA PRIMAVERA DI PILLACCHERE.
LE SOLITE ANTICHE FOLE
DELLA SOLITA ANTICA GENTE!
OGGI INVECE NON PIOVE
SPLENDE UN MAGNIFICO SOLE
IL TEMPO CI PORTA LE SUE COSE NUOVE.
AVETE DEI PENSIERI NERI?
VENITELI A SVAGARE
DENTRO I CIMITERI.

POTETE ENTRARE AVANTI
FATEVI TUTTI AVANTI
SONO SPALANCATE LE PORTE
ANCHE PER CHI NON C'A’ PERSONE MORTE!
TUTTI POSSONO ANDARE
GIRARE A PROPRIO PIACIMENTO
ANCHE UN POETA CI SI PUÒ BENISSIMO INTRUFFOLARE
PER SUO DIVERTIMENTO.
LE SOLITE BARACCHE DEI SALTIMBANCHI
FUORI DEI CANCELLI
QUELLA CLASSE SOCIALE CHE HA PER MIRA
DI FAR CONOSCERE AGLI UOMINI,
MEGLIO ASSAI DEGLI ASTRONOMI
CHE IL MONDO GIRA.
SCIMMIE VESTITE DA BALLERINA
OPPURE ALLA MILITARE
UNA SE NE VA DI BRACCETTO
CON UN SERGENTINO
UN'ALTRA CERCA DI TRASCINARE
UN CAPORALE DIETRO IN UNA STANZA
UNA VESTITA DA SERVA
E’ TUTTA AFFACCENDATA PER SPAZZARE
UN CAPITANO DA’ UNO SCHIAFFO
A UN'ORDINANZA PIETRIFICATA.
DONNE CHE GRIDANO A SQUARCIAGOLA
DI ALCUNI MIRACOLI SCIENTIFICI
L'ULTIMA PORTATA DELLA SCIENZA
ALLA PORTATA DI QUALUNQUE SAPIENZA
STRANE FISICHE PSICOLOGICHE DEFORMITA’!
E I BUONI FESTAIOLI
SE NE STANNO DAVANTI IN PERPLESSITA’.
TROMBE TAMBURI PIATTI
TUTTI GRIDAN COME MATTI
E' LA FIERA DEI MORTI!
I DOLCI FATTI LI' IMMANCABILI DOLCI
CHE TUTTI STANNO AD ASPETTARE
LE CALDARROSTE
CHE NON RIPARANO A CASTRARE.

NELLE OSTERIE SI SUONANO CHITARRE
SI CANTANO CANZONETTE PAESANE
GLI ULTIMI STORNELLI POPOLARI
O ROMANZE NAPOLITANE.

DAI BECCAI PENDONO SANGUINANTI
FENOMENALI I PRIMI OTTIMI PORCI
QUELLI D'OGNISSANTI
CHE HAN GIA’ SENTITO IL PRIMO FREDDO DEI MORTI.
E SUI BANCHI AMMASSATA
OPPURE TORTUOSAMENTE ATTACCATA
CHILOMETRI DI SALSICCIA
CHE SEMBRA L'AMMASSO
DEGLI INTESTINI MALATI DI TUTTI I MORTI.
I SALUMAI HANNO APPESI
I SALAMINI NUOVI COTECHINI
ZAMPONI MORTADELLE
E VIENE FINO SULLA STRADA
UN ODORE STUZZICANTE
DI LEPRE E DI PAPPARDELLE.
TUTTI SI RIVERSANO A MANGIARE
A CREPAPELLE.

I CARABINIERI A CAVALLO
COI LORO PENNACCHIONI ROSSI
SI FANNO POSTO TRIONFANTI
NELLA CALCA STORDITA DEI FESTANTI.

AI CIMITERI CI SI PUO' ANDARE
COI FIORI E SENZA I FIORI
MA ANCHE IL PIÙ INSOPPORTABILE
LONTANISSIMO PARENTE
SI PUO’ ASPETTARE QUEL GIORNO UN FIORE
DALLA SUA ANTICA GENTE.

I MORTI NON SONO UGUALI
COME CREDONO TUTTI
E SOPRATUTTO NON SONO MUTI
QUELLI ALMENO DEI CIMITERI
SONO INDECENTEMENTE CIARLIERI.
SULLA PELLE DELLA LORO FACCIA MARMIFICA
MEGLIO ASSAI CHE SUI VIVI
SI QUALIFICA LA FISIONOMIA
CARATTERISTICA.
- QUI RIPOSA L'UOMO DALLE RARE VIRTU’
TELEMACO PESSUTO D'ANNI CINQUANTATRE
PADRE E MARITO ESEMPLARE -
SE T'AVESSIMO INCONTRATO VIVO
CHE L'AVREBBE SAPUTO?
TUTTI GIRONZAN LEGGENDO
PIU’ O MENO SPEDITAMENTE
ALCUNI SILLABANDO.
MA NON SAPETE CHE QUELLE PAROLE
CHE VOI LEGGETE CON INDIFFERENZA
SONO LA FACCIA DEI MORTI?
TUTTE QUELLE ESPRESSIONI DI DOLCEZZE
SONO L'ESPRESSIONE DELLE LORO FATTEZZE?

OH! CURIOSA COMBINAZIONE !
-CELESTINA VERITA’ D'ANNI NOVANTASETTE-
E ACCANTO
-PEPPINO D'ANNI TRE DEI CONIUGI DEL RE-
STRANA COMBINAZIONE !
QUALE FU DI VOI DUE LA VOSTRA META?
DOVEVATE OGNUNO CAMPARE CENT'ANNI
OPPURE PEPPINO DEL RE
CELESTINA VERITA’
FACESTE INVOLONTARIAMENTE
DELLA VOSTRA VITA
UNA COSÌ PARZIALE SOCIETA’?
FU PEPPINO CHE TI GIUNSE O CELESTINA
E TI TRASSE INASPETTATAMENTE
TRE ANNI DALLA VITA?
O TU PEPPINO NASCENDO
TROVASTI I TUOI ANNI
QUASI TUTTI CONSUMATI
DALLA CELESTINA?
UNO DI VOI FU IL PARASSITA
DELL'ALTRO.

CHE POCO POSTO OCCUPANO I MORTI
MENO ASSAI DEL NATURALE.
E QUALCUNO DI VOI FU PADRONE
DA SOLO D'UN PODERE
CHE SEMPRE GLI SEMBRO’ TANTO PICCINO!
QUELLE ALTE PARETI
CON TUTTE QUELLE TESTE FITTE FITTE
NELL'IMMOBILITÀ
SEMBRANO QUELLE DI UN LOGGIONE
PER UNA STRAORDINARIA RAPPRESENTAZIONE.
E TUTTI GIRONZANO INDIFFERENTI
SGUSCIANDO CALDARROSTE
SUCCIANDO CONFETTI O I DURI DI MENTA
LEGGIUCCHIANDO SENZA FEDE
LE CIARLE DI QUEI POVERETTI.
GLI UOMINI ACCORTI
CHE PASSEGGIANO SEMPRE FRA I VIVI
NON VEDONO IL MOMENTO
DI PASSEGGIARE FRA I MORTI.
I VIVI HAN DELLE FACCE
CHE PER QUANTO ESPRESSIVE SONO MUTE
E UNA FACCIA PER BENE
LA POSSONO AVERE ANCHE I MASCALZONI
INVECE LE FACCE DEI MORTI
SONO PIENE D'OTTIME INFORMAZIONI.
SE INCONTRATE PER VIA UN GIOVINE PENSOSO
COME POTETE SAPERE SE SIA VIRTUOSO?

IN CIMA AL CAMPOSANTO
SOPRA UN GRANDE PALCONE
IMPROVVISATO PER L'OCCASIONE
SI METTONO I TESCHI ALL'INCANTO.
LO CIRCONDANO PIGIATE
CENTINAIA DI PERSONE
FISSANO L'ATLETICO ALLOTTATORE
CHE GRIDA FIOCAMENTE A SQUARCIAGOLA.
INTORNO È PIENO DI CARABINIERI,
- QUATTRO !
- CINQUE !
- OTTO !
- DIECI !
- QUINDICI SOLDI!
I PRIMI VANNO A RUBA !
- SI DELIBERA SIGNORI !
I PIÙ FRETTOLOSI PAGANO I TESCHI
ANCHE PIU’ D'UNA LIRA.
MOLTI ASPETTANO CHE LA GARA CESSI
E IL PREZZO RIBASSI.
- QUATTRO !
- SEI !
- OTTO !
UNA GIOVINE SPOSA
SI STRINGE AL BRACCIO DEL SUO SPOSO
TUTTA PIAGNUCOLOSA:
- COMPRAMI QUEL TESCHIO.
- STAI ZITTA ! - LE DICE IL GIOVINOTTO
- COMPRAMI QUEL TESCHIO,
- STAI ZITTA GRULLA
VERSO SERA GLI DARAN VIA PER NULLA.
- DIECI !
- UNDICI !
- DODICI !
- SI DELIBERA SIGNORI!
- COMPRAMI QUEL TESCHIO.
- STAI ZITTA T'HO DETTO,
NON VEDI CH'E’ UN TESCHIACCIO VECCHIO?
- COMPRAMI QUEL TESCHIO.
- SE NON STAI ZITTA TI PORTO VIA
- POTREBBE ESSERE IL TESCHIO DELLA MAMMA MIA.
- MA CHE MAMMA MIA !
- COSA C'È STATO LAGGIU’ LONTANO?
- CORRONO I CARABINIERI!
- DOVE CORRE TUTTA QUELLA GENTE?
- HANNO ARRESTATO QUEL NANO
CHE VENDEVA I TESCHI DI SECONDA MANO.
E PER LE VIE POLVEROSE
PER LE SERPEGGIANTI VIE CAMPAGNOLE
IN UN BEL TRAMONTO PIENO DI VAPORI
DI FIAMME E DI VIOLE
LA GENTE SE NE TORNA
DAI CAMPOSANTI ALLEGRAMENTE.
E OGNI BUON DIAVOLACCIO
SE NE VIENE COL SUO TESCHIO SOTTO IL BRACCIO.

 


 

 

 

    

vita . orrenda cosa che mi piaci tanto .
cuor mio - 1968

raistoria.rai.it/articoli/palazzeschi-e-il-romanzo-sorride

letteratura.rai.it/articoli/aldo-palazzeschi-il-periodo-romano

https://youtu.be/vq7mbJb7mF4  -  romanzo - intervista 1969

 

 

I FIORI  -    LETTURA DI PAOLO POLI

MP4    -     WMV

www.youtube.com/watch ?v=e9XstNKseOI

 

 

 

 

 

Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri

per le vie

le proprie sensazioni e impressioni

fra l'indifferenza o l'attenzione dei passanti
graffiti

 

 

 

I fiori


Non so perché quella sera
fossero i troppi profumi del banchetto ...
irrequietezza della primavera ...
un’indefinita pesantezza
mi gravava sul petto
un vuoto infinito mi sentivo nel cuore ...
ero stanco, avvilito, di malumore.
Non so perché, io non avea mangiato
e pure sentendomi sazio come un re
digiuno ero come un mendico
chi sa perché ?
Non avevo preso parte
alle allegre risate
ai parlar consueti
degli amici gai o lieti
tutto m’era sembrato sconcio
tutto m’era parso osceno
non per un senso vano di moralità
che in me non c’è
e nessuno s’era curato di me,
chi sa ...
O la sconcezza era in me ...
o c’era l’ultimo avanzo della purità.
M’era, chi sa perché
sembrata quella sera
terribilmente pesa
la gamba
che la buona vicina di destra
teneva sulla mia
fino dalla minestra.
E in fondo ...
non era che una vecchia usanza
vecchia quanto il mondo.
La vicina di sinistra
chi sa perché
non mi aveva assestato che un colpetto
alla fine del pranzo, al caffè
e ficcatomi in bocca mezzo confetto
s’era voltata in là
quasi volendo dire
"ah ! ci sei anche te".

Quando tutti si furono alzati
e si furono sparpagliati
negli angoli, pei vani delle finestre
sui divani
di qualche romito salottino
io, non visto, scivolai nel giardino
per prendere un po’ d’aria.
E subito mi parve d’essere liberato
la freschezza dell’aria
irruppe nel mio petto
risolutamente,
e il mio petto si sentì sollevato
dalla vaga e ignota pena
dopo i molti profumi della cena.
Bella sera luminosa !
Fresca, di primavera.
Pura e serena.
Milioni di stelle
sembravano sorridere amorose
dal firmamento
quasi un’immane cupola d’argento.
Come mi sentivo contento !
Ampie, robuste piante
dall’ombre generose
sotto voi passeggiare
sotto la vostra sana protezione
obliare,
ritrovare i nostri pensieri più cari,
sognare casti ideali
sperare, sperare
dimenticare tutti i mali del mondo
degli uomini
peccati e debolezze, miserie, viltà,
tutte le nefandezze
tra voi fiori sorridere
tra i vostri profumi soavi
angelica carezza di frescura
esseri puri della natura.
Oh! com’ è bello
sentirsi libero cittadino
solo
nel cuore di un giardino.
- Zz ... Zz
- Che c’è ?
- Zz ... Zz ...
- Chi è ?
M’avvicinai donde veniva il segnale
all’angolo del viale
una rosa voluminosa
si spampanava sulle spalle
in maniera scandalosa il décolleté.
- Non dico mica a te.
Fo cenno a quel gruppo di bocciuoli
che son sulla spalliera
ma non vale la pena.
Magri affari stasera
questi bravi figliuoli
non sono in vena.
- Ma tu chi sei ? Che fai ?
- Bella, sono una rosa
non m’hai ancora veduta ?
Sono una rosa e faccio la prostituta.
- Te?
- Io, sì, che male c’ è ?
- Una rosa !
- Una rosa, perché?
All’angolo del viale
aspetto per guadagnarmi il pane
fo qualcosa di male ?
- Oh !
- Che diavolo ti piglia ?
Credi che sien migliori
i fiori
in seno alla famiglia ?
Voltati, dietro a te
lo vedi quel cespuglio
di quattro personcine
due grandi e due bambine ?
Due rose e due bocciuoli ?
Sono il padre, la madre, coi figlioli.
Se la intendono ... e bene
tra fratello e sorella
il padre se la fa colla figliola
la madre col figliolo ...

Che cara famigliola !
È ancor miglior partito
farsi pagar l’amore
a ore
che farsi maltrattare
da un porco di marito.
Quell’oca dell’ortensia
senza nessun costrutto
si fa sì finir tutto
da quel coglione
del girasole.
Vedi quei due garofani
al canto della strada ?
Come sono eleganti !
Campano alle spalle delle loro amanti
che fanno la puttana
come me.
- Oh! Oh!
- Oh! ciel che casi strani
due garofani ruffiani.
E lo vedi quel giglio
lì, al ceppo di quel tiglio ?
Che arietta ingenua e casta !
Ah! Ah! Lo vedi? È un pederasta.
- No! No! Non più! Basta.
- Mio caro, e ci posso far qualcosa
io
se il giglio è pederasta
se puttana è la rosa ?
- Anche voi !
- Che maraviglia !
Lesbica è la vainiglia.
E il narciso, quello specchio di candore
si masturba quando è in petto alle signore.
- Anche voi!
Candidi, azzurri, rosei
vellutati, profumati fiori ...
- E la violacciocca
fa certi lavoretti con la bocca ...
- Nell’ora sì fugace che v’è data ...
- E la modestissima violetta
beghina d’ogni fiore ?
Fa lunghe processioni di devozione
al Signore
poi... all’ombra dell’erbetta
vedessi cosa mostra al ciclamino ...
povero lilli
è la più gran vergogna
corrompere un bambino
- misero pasto delle passioni.
Levai la testa al cielo
per trovare un respiro,
mi sembrò dalle stelle pungermi
malefici bisbigli
e il firmamento mi cadesse addosso
come coltre di spilli.
Prono mi gettai sulla terra
bussando con tutto il corpo affranto:
- Basta! Basta !
Ho paura.
Dio
abbi pietà dell’ultimo tuo figlio.
Aprimi un nascondiglio
fuori della natura !

l'incendiario

.
l'incendiario
- 2nda versione - 1913
composizione di articoli di giornale,
edicole, insegne di negozi,
scritte pubblicitarie, strilloni, numeri civici,
nomi di prodotti in vendita etc
esclusi i versi iniziali e finali
.

 

movimento

Io vo … tu vai … si va …
Ma non chiedere dove
ti direbbero una bugia :
dove non si sa .
E è tanto bello quando uno va .
Io vo … tu vai … si va …
perché soltanto andare
in un mondo di ciechi
è la felicità .

via delle cento stelle

 

 

 

POESIA
Possiamo far qualcosa
senza sapere che cosa sia ?
Il frutto di una menzogna
magari color di rosa
o la bocca tremenda della verità
tutta di color nera ?
Il tessuto puerile di un sogno
o il concentrato più assurdo della fantasia ?
Che cosa dobbiamo rispondere
a quello che non lo sa ?
Poesia è solamente una realtà
una realtà
al disopra della realtà.
via delle cento stelle - 1972 - l'incendiario

 

 

 

Nebbia
Dal grigio della nebbia fitta fitta
traspaiono cipressi
ombre nere
spugne di nebbia.
E di lontano dondolando lento
ne vien un suono di campana quasi spento.
Più lontano lontano lontano
passa un treno mugghiando.

 

 

la passeggiata
1910

- ANDIAMO?
- ANDIAMO PURE.

ALL'ARTE DEL RICAMO,
FABBRICA PASSAMANERIE,
ORDINAZIONI, FORNITURE.
SORELLE PURTARÈ.
ALLA CITTÀ DI PARIGI.
MODES, NOUVEAUTÉ.
BENEDETTO PARADISO
SUCCESSORE DI MICHELE SALVATO,
GABINETTO FONDATO NELL'ANNO 1843.
AVVISO IMPORTANTE ALLE SIGNORE !
LA BELTÀ DEL VISO,
SENO D'AVORIO,
PELLE DI VELLUTO.
GRANDI TUMULTI A MONTECITORIO.
IL PRESIDENTE PRONUNCIÒ FIERE PAROLE.
TUMULTO A SINISTRA, TUMULTO A DESTRA.
IL GRAN SULTANO DI TURCHIA TI ASPETTA.
LA PASTICCA DI RE SOLE.
SI GETTA DALLA FINESTRA PER AMORE.
INSUPERABILE SAPONE ALLA VIOLETTA.
OROLOGERIA DI PRECISIONE.
93
LOTTERIA DEL MILIONE.
ANTICA TRATTORIA "LA PACE",
CON GIARDINO,
FIASCHETTERIA,
MESCITA DI VINO.
LOFFREDO E RONDINELLA
PRIMARIA CASA DI STOFFE,
PANNI, LANE E FLANELLA.
OGGETTI D'ARTE,
QUADRI, ANTICHITÀ,
26
26 A.
CORSO NAPOLEONE BONAPARTE.
CARTOLERIA DEL PROGRESSO.
SI CERCANO ABILI LAVORANTI SARTE.
ANEMIA !
FALLIMENTO!
GRANDE LIQUIDAZIONE !
RIBASSI DEL 90 %
LIBERO INGRESSO.
HOTEL RISORGIMENTO
E D'UNGHERIA.
LASTRUCCI E GARFAGNONI,
IMPIANTI MODERNI DI RISCALDAMENTO:
CALORIFERI, TERMOSIFONI.
VIA FRATELLI BANDIERA
GIÀ VIA DEL CROCEFISSO.
SALDO
FINE STAGIONE,
PREZZO FISSO.
OCCASIONE, OCCASIONE!
DIODATO POSTIGLIONE
SCATOLE PER TUTTI GLI USI DI CARTONE.
INAUDITA CRUDELTÀ!
CIOCCOLATO TALMONE.
IL PIÙ RICERCATO BISCOTTO.
DURETTO E TENERINI
VIA DELLA CARITÀ.
2. 17. 40. 25. 88.
CINEMATOGRAFO SPLENDOR,
IL VENTRE DI BERLINO,
VIAGGIO NEL GIAPPONE,
L'ONOMASTICO DI STEFANINO.
ATTRAZIONE ! ATTRAZIONE!
CEROTTO MANGANELLO,
INFALLIBILE CONTRO I REUMATISMI,
L'ULTIMA SCOPERTA DELLA SCIENZA !
L'ADDOLORATA AL FIUMICELLO,
ASSOCIAZIONE DI BENEFICENZA.
LUIGI CACACE
DEPOSITO DI LAMPADINE.
LEGNA, CARBONE, BRACE,
SEGATURA,
GRANDI E PICCOLE FASCINE,
FASCINOTTE,
FORME, PINE.
PROFESSOR NICOLA FRESCURA:
STATE ALL’ERTA GIOVINOTTI !
CAMICIE SU MISURA.
FRATELLI BUFFI,
LUBRIFICANTI PER MACCHINE E STANTUFFI.
IL MONDO IN MINIATURA.
LAVANDERIA,
FUMISTA,
TIPOGRAFIA,
PARRUCCHIERE,
FIORAIO,
LIBRERIA,
MODISTA.
ELETTRICITÀ E CANCELLERIA.
L'AMOR PATRIO
ANTICO CAFFÈ.
AFFITTASI QUARTIERE,
RIVOLGERSI AL PORTIERE
DALLE 2 ALLE 3.
ADAMO SENSI
STUDIO D'AVVOCATO,
DOTTORESSA IN MEDICINA
PRIMO PIANO,
ANTICO FORNO,
ROSTICCERE E FRIGGITORE.
UTENSILI PER CUCINA,
FERRARECCE.
MESTICATORE.
TEATRO COMUNALE
MANON DI MASSENET,
GRAN SERATA IN ONORE
DI MICHELINA PROCHES.
POLITEAMA MANZONI,
IL TEATRO DEI CANI,
ULTIMA MATINÉE.
SI FANNO RIPARAZIONI IN CALOCHES.
CORDONNIER.
DEPOSITO DI LEGNAMI.
TEATRO GOLDONI
I FIGLI DI NESSUNO,
SERATA POPOLARE.
TUTTI DAI FRATELLI BOCCONI !
NON VE LA LASCIATE SCAPPARE !
29
31
BAR LA STELLA POLARE.
ASSUNTA CHIODAROLI
LEVATRICE,
PARISINA SUDORI
RAMMENDATRICE.
L'ARTE DI NON FAR FIGLIOLI.
GABRIELE PAGNOTTA
STRUMENTI MUSICALI.
NARCISO GONFALONE
TESSUTI DI SETA E DI COTONE.
ULDERIGO BIZZARRO
FABBRICANTE DI CONFETTI PER NOZZE.
GIACINTO PUPI,
TINOZZE E SEMICUPI.
PASQUALE BOTTEGA FU PIETRO,
CALZATURE ...

- TORNIAMO INDIETRO?
- TORNIAMO PURE.

 

 

 

UNO DUE TRE
CAFFÈ CAFFÈ CAFFÈ
QUATTRO CINQUE SEI
LEI LEI LEI.
SETTE OTTO NOVE
PIOVE PIOVE PIOVE
ZERO
NERO

1915

 

 

 

 

la donna coi pantaloni
Che cosa pretende d’essere
Che cosa vuol sembrare ?
Dove vuole arrivare ?
La risposta è molto semplice
alla parità con l’uomo
in tutte le cose
trattare con lui
e sopra uno stesso piano
i problemi
che interessano tutti e due
non esistere più
fra l’uno e l’altro
segno di distinzione .
E un’altra cosa forse
stuzzica la fierezza
del suo procedere
pure essendo una realtà
apparente
non appena il pancino
incomincia a gonfiare
vedere un uomo gravido finalmente !
Questo è il punto più elevato
a cui la donna vuole giungere .
via delle cento stelle  - 1972

 

 

 

Lo sconosciuto
L'hai veduto passare stasera ?
L'ho visto.
Lo vedesti ieri sera ?
Lo vidi, lo vedo ogni sera.
Ti guarda ?
Non guarda da lato
soltanto egli guarda laggiù
laggiù dove il cielo incomincia
e finisce la terra laggiu
nella riga di luce
che lascia il tramonto.
E dopo il tramonto egli passa.
Solo ?
Solo .
Vestito ?
Di nero, è sempre vestito di nero .
Ma dove si sosta ?
A quale capanna ?
A quale palazzo ?

 

 

 

E ORA VI DICO ADDIO
PERCHÉ LA MIA CARRIERA
È FINITA
EVVIVA !
MUOIONO I POETI
MA NON MUORE LA POESIA
PERCHÉ LA POESIA
È INFINITA
COME LA VITA

congedo

 

 

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LA PORTA
Davanti alla mia porta
si fermano i passanti per guardare
taluno a mormorare :
' là, dentro quella casa, la gente è tutta morta, non s'apre mai quella porta, mai mai mai '
Povera porta mia !
Grande portone oscuro
trapunto da tanti grossissimi chiodi
il frusciare più non odi
di sete a te davanti.
Dagli enormi battenti di ferro battuto
che nessuno batte più
nessuno ha più battuto
da tanto tempo.
Rosicchiata dai tarli
ricoperta dalle tele dei ragni
nessun ti aprì da anni e anni
nessun ti spolverò
nessun ti fece un po’ di toeletta .
La gente passa e guarda
si ferma a mormorare :
' là, dentro quella casa, la gente è tutta morta, non s'apre mai quella porta, mai mai mai  '.
 i cavalli bianchi - 1905

 

 

 

Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere

 

http://youtu.be/1eXXEp8dpzI

codice di Perelà - un uomo leggero - legge paolo poli

visita alla contessa eva pizzardini ba  -  legge paolo poli  -  https://youtu.be/3t5ZnWJT_Yw  -  https://youtu.be/aHE_5JWDfCE


 

— 8 —

— Non vi hanno mai veduto in città ?
— Ci vado per la prima volta.
— Guardate guardate quella nuvola di polvere che viene verso di noi, sono i vigili del Re,
è la scorta a cavallo, vengono per fare la perlustrazione nelle vicinanze, io vi saluto, addio, addio signore,
vedendomi qui con voi potrebbero sospettare, sappiate- gli rispondere nel caso, voi potete colpire i loro occhi.
Addio, buon viaggio.
— Hai veduto come lo abbiamo impolverato ?
Non si capiva più che cosa fosse.
— Quando siamo stati vicini mi è sembrato di averlo visto scomparire.
— Scomparire ?
— Sicuro, anche a me.
— Ma quello non era un uomo sapete !
— Che cos'era sentiamo ?
 — Sembrava una nuvola.
— Lo abbiamo ricoperto di polvere, una nuvola sembriamo noi caro mio, su questa porca strada !
— No no, F ho veduto prima che la strada fosse
invasa dalla polvere, è un uomo di fumo !
— Imbecille !
— Va' là, uomo di fumo, sarà un arrosto di asino,
hai sbagliato.
— Io gli ho visto benissimo le scarpe.

— 9 —

— Aveva degli stivaloni lucidi come quelli dei nostri ufficiali.
— Ma è un cavaliere antico però.
— Fermiamoci un momento.
— Perchè non torniamo indietro ?
— Per far che ?
— Per vederlo, almeno per interrogarlo.
— Per mente io non faccio un passo di più.
— Scommettiamo.
— Che cosa ?
— Dite voi.
— Un paio di stivali come quelli del tuo asino antico, asino alla moda !
Pena!  Rete!  Lama!  Pena!  Rete!  Lama!  Pe ... Re ... La ...
— Ehi, galantuomo, dove andate ?
— Alla città.
— Ci sapete dire un po' che razza di bestia siete ?
— Io sono.... molto.... un uomo.
— Voi siete poco un uomo, di uomo mi sembra non
abbiate che le scarpe.
— Di dove venite ?
— Di lassù.
— Bel discorso, ehi galantuomo, lo sapete con chi parlate ?
— Con la scorta del Re.
— Meno male, allora le ciarle sono inutili.

1O —

— Domandiamogli di che cos' è.
— Domandaglielo te, imbecille.
— Di che cosa siete signore ?
— Io sono.... molto' leggero.
— Volevo dire : di quale materia è formato il vostro corpo ?
— Fumo.
— L'avevo detto ! Ecco ! Ecco ! È un uomo
fumo. Un uomo di fumo ! Fumo ! Fumo ! Fumo !
— Taci marmocchio, se non vuoi andare anche te in fumo.
— Ma egli ha ragione !
— Perchè ostinarsi poi ?
— Non si vede bene tutti ?
— Fumo ! Fumo ! Fumo !
— Taci ...
— Ma no che è vero, ha ragione.
— A voi sta a cuore la vostra scommessa, ecco.
— Come sono belle quelle scarpe !
— Tacete ...
— Ma è inutile, è vero.
— Fumo ! Fumo ! Fumo !
— Lo vediamo tutti.
— Andiamo a dirlo al Re ?
— Andiamo a dirlo al Re.
— Sì sì, andiamo.
— Può aver piacere di vederlo.
— Chi sa che cosa dice !
— Un uomo di fumo !
— Fumo ! Fumo ! Fumo !

11

Pena ! Rete ! Lama ! Pena ! Rete ! Lama !  Pe ... Re ... La ...
— Niente per il dazio signore ? Galantuomo non fate da sordo ! C'avete niente ? Dentro le scarpe ?
— Io sono ... molto leggero.
— Eh caro mio, ci sono delle cose molto leggere che pagano il dazio.

Coi vostri stivaloni potreste frodare benissimo il governo.
Che tipo buffo !
— Hai veduto che strano colore ?
— Colore della nebbia caro mio.
— No !
— Che c'e ?
— Ho capito.
— Che cosa ?
— È di fumo !
— Ah ! ah ! ah ! ah ! ah !
— Sì, è di fumo !
— Venite a sentire, ha visto passare un uomo di fumo.
— Sicuro.
— Ah ! ah ! ah ! ah ! ah !
— Pazzo !
— Quanto gli hai fatto pagare ?
— Tipo ameno te e lui.
— Vi assicuro, non poteva essere altrimenti egli ha detto di essere molto leggero, l' ho visto bene da vicino ! 
— Ah ! ah 1 ali ! ah ! ah !

12

— Voi siete un uomo, vero ?
— Naturalmente.
—  Sapreste dirmi chi è quell'uomo là ? È un uomo anche lui ?
— Ma si capisce, è un soldato. Egli è pronto per la guerra.
— La guerra !
— Non vedete come è ben guernito di ferro, di piombo e di acciaio ? È un soldato, si capisce.
— La guerra ! Piombo.... ferro.... acciaio.... ma non sono queste cose molto pesanti ?
— Naturalmente. Non si può mica farsi sul nemico con dei confetti. Ma voi che cosa siete ?
— Io sono.... un.... molto leggero, sì, un uomo molto leggero.
— Che tipo strano !

Aldo Palazzeschi  -  tratto da  Il Codice di Perelà
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_codice_di_Perelà


Perelà è la mia favola più aerea, il punto più elevato della mia fantasia
così Aldo Palazzeschi definisce “Il codice di Perelà”, testo composto tra il 1908 e i primi mesi del 1911, pubblicato nello stesso anno con il sottotitolo “romanzo futurista”. Strutturato in diciotto capitoli, narra le vicende di Perelà, uomo fatto “d'una materia diversa da quella di tutti gli altri uomini”, composto di fumo e venuto fuori dal fuoco di un camino, costantemente sorvegliato da tre vecchissime madri, Pena, Rete e Lama. Uscito dal camino all'età di trentatré anni, l'omino di fumo s'incammina per il mondo e giunge al regno di Torlindao, dove viene battezzato Perelà dalle iniziali dei tre nomi che continua a ripetere ossessivamente. Esaltato ed ammirato come un essere eccezionale, purificato dal fuoco di qualsiasi interesse e di qualsiasi egoismo, viene addirittura incaricato dal Re di redigere un nuovo Codice che risolva i problemi lasciati insoluti dalle leggi “decrepite e grinzose” in vigore fino a quel momento. Ma c'è chi tenta di imitarlo … “Il codice di Perelà” è dominato da una dichiarata ricerca di “leggerezza” verbale e strutturale, che porta al sovvertimento dei canoni tradizionali del romanzo. Il procedere narrativo è affidato ad una successione di scene o quadri dialogici, in cui i fatti sono presentati attraverso i molteplici punti di vista dei personaggi. L'effetto comico e parodistico deriva soprattutto dal linguaggio: l'autore insiste sui giochi lessicali e adotta registri diversi a seconda dei personaggi, ridotti a pure voci, semplici discorsi diretti, disposti in un dialogo corale fittissimo ed incessante. ”Il Codice di Perelà” è un'opera estrema ed eccentrica, in equilibrio tra libera creazione e allegoria, tra favola e realtà.
italica.rai.it


Rio Bo
Tre casettine
dai tetti aguzzi
un verde praticello
un esiguo ruscello: rio Bo
un vigile cipresso.
Microscopico paese  è vero
paese da nulla  ma  però ...
c'è sempre disopra una stella
una grande  magnifica stella
che a un dipresso ...
occhieggia con la punta del cipresso
di rio Bo.
Una stella innamorata?
Chi sa
se nemmeno ce l'ha
una grande città.
  https://youtu.be/nb89DFXvBvs  - legge vittorio gassman

Lo scrittore
Scrivere scrivere scrivere …
Perché scrive lo scrittore ?
C’è modo di saperlo ?
Si sa ?
Per seguire una carriera come un’altra
o per l’amore di qualche cosa ?
Chi lo sa .
cultura e società
Amore della parola
per vederla risplendere
sempre più bella, lucida, maliosa
né mai si stanca di lucidarla .
Per questa cosa sola
senza neppure un’ombra
della vanità ?
Scrive con la speranza
di trovare una mano sconosciuta
da poter stringere nell’oscurità .

Parafrasi
Tre casette coi tetti a punta, un verde prato e un piccolo ruscello :  Rio Bo.   C’è un cipresso che vigila sul paesino immaginario .   Un paese da nulla, che ha il privilegio di una stella la quale brilla sempre su di esso e strizza l’occhio al cipresso. Una stella innamorata dell’albero e del paese.  Fortunato paese perché possiede il miracolo di quella stella che nemmeno una grande città può vantare!
Tecnica
.   Versi liberi che iniziano con un tono allegro :  schema metrico da interpretare come una liberazione .
.  Importante la personificazione della stella che veglia sul paesino: innamorata, occhieggia, ecc. L'effetto fiabesco di questa personificazione è senz'altro allegro.
.  Nella prima parte, si nota una lunga serie isotopica di parole legate al mondo del piccolo: casettine, praticello, tre, esiguo, microscopico, paese. Nella seconda parte sono evidenziate parole che smentiscono e superano il mondo del piccolo : grande, magnifica stella, la grande città.
http://balbruno.altervista.org/index-713.html
pensieriparole.it
poesie.reportonline.it

Lazzi, frizzi, schizzi, girigogoli e ghiribizzi
Vi sono uomini che dopo aver fatto il giro del mondo finiscono per trovare la vera vita nel caffè del proprio villaggio: e non sempre sono dei cattivi viaggiatori.

Il senso della poesia è nell'umanità quale è stato sempre e quale sempre sarà. L'umanità vive inconsciamente la sua parte di poesia, o ne ha percezioni vaghe e fugaci, inafferrabili e informi. La poesia è nell'umanità come l'oro nelle grandi sabbie aurifere: tocca al poeta individuarlo, raccoglierlo e formarlo in piccole sbarre.

In un libro gli uomini vogliono trovare se stessi, conoscersi, scoprirsi, sentirsi confermati o respinti, discussi, nei loro odi ed amori, passioni, debolezze, ambizioni frustate o raggiunte, cadute, vittorie e sconfitte, i loro disinganni, le cose andate bene, quelle andate alla rovescia, e facendone il bilancio quelle andate male in proporzione molto più grande, giacché le persone felici hanno poco tempo da leggere e meno da scrivere, e perché l’uomo ama la lotta al disopra della felicità. E tutto incanalare e condurre verso una cima fulgente: la poesia. È il viatico che deve portare un libro alla moltitudine.
palazzeschi allo specchio - omnibus - 1 - 9 - 29 maggio 1937 - books.google


Il mio stato è così dolce
e inaspettato
che non mi debbo domandare
donde venni e perché vado

rue de buci - cuor mio

 

 

*

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