HANS MAGNUS ENZENSBERGER

 

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Mediocrità e follia: considerazioni sparse 

Se dieci persone leggono un testo letterario, si hanno dieci letture diverse. Lo sanno tutti. Nell'atto della lettura agiscono innumerevoli fattori del tutto incontrollabili: la storia sociale e psichica di chi legge, le sue attese e i suoi interessi, la disposizione del momento, la situazione in cui legge: fattori non soltanto perfettamente legittimi e quindi da prendere sul serio, ma comunque pregiudiziali del fatto che possa realizzarsi una lettura come tale. Il risultato non è perciò determinato né determinabile dal testo. In questo senso, il lettore ha sempre ragione, e nessuno può togliergli la libertà di fare di un testo l'uso che crede ....       

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non limiti ma buon senso
è necessario stabilire dei confini oltre i quali la scienza non debba andare?
Mi sembra molto difficile porre limiti alla ricerca. Dico però che a volte c’è troppa complicità tra ricerca e industria, con finanziamenti distorti e episodi di corruzione. Ovviamente questo non è un discorso strettamente scientifico, è questione di etica. Ma gli scienziati non sono santi, sono uomini come noi. Credo che all’interno del processo scientifico ci siano dei meccanismi di controllo e verifica che funzionano abbastanza bene. Se un articolo appare su Science o Nature, io so che posso fidarmi. Certo, poi ci sono episodi come quello dello scienziato coreano (il veterinario Woo Suk Hwang, poi accusato di frode scientifica, ndr.) che si inventa i dati di sana pianta. O come il vostro ginecologo (Severino Antinori, ndr) che promette di rendere mamme le donne di sessant’anni… Ma i veri problemi non sono nella ricerca, sono nell’applicazione industriale. Parlo della sperimentazione dei farmaci, per esempio, o della sicurezza delle centrali nucleari: ci sono sempre sedicenti esperti disposti a fare perizie compiacenti e pagate profumatamente per stabilire l’innocuità di una molecola o l’efficacia di un impianto. Ma se si verificano dei decessi sospetti, allora le autorità si decidono a intervenire. E l’industria colpevole rischia di perdere miliardi per aver operato al di fuori delle leggi. Anche questo è un meccanismo di controllo. Voglio dire: i limiti alla ricerca non sono possibili, ma la società deve saper utilizzare le scoperte con buon senso. In genere la ricerca è indirizzata dagli interessi dei finanziatori, ma è bello sapere che siamo anche capaci di costruire qualcosa come i grandi telescopi o l’acceleratore di particelle Lhc al Cern di Ginevra: sei miliardi di euro per una cosa che non ha un ritorno economico, almeno nell’immediato”.

e. manacorda   2007      galileonet.it

 

globalizzazione&pluriversalismo

roy arundhati      hans magnus enzensberger    noam chomsky   zygmunt bauman  

serge latouche      peter singer

 

 

 

le energie omicide del presente
Solitamente, più tempestivo è il commento, più breve è il tempo di reazione. Nulla da dire contro l’attualità! Ma proprio quando nessuno sa come andrà a finire, c’è qualcosa che invita a tentare di guadagnare distanza. Un esempio è ciò che sta avvenendo con la globalizzazione. Uno scienziato tedesco di nome Karl Marx aveva analizzato questo processo in maniera piuttosto approfondita già centocinquant’anni fa. Non sarebbe certo giunto alla decisione se essere "pro" o "contro". Nel conflitto esploso in luoghi come Seattle, Göteborg o Genova avrebbe visto poco più di un combattimento tra ombre. La protesta contro un fatto storico così imponente può essere degna di plauso, ma nel migliore dei casi si traduce in una montatura televisiva su scala mondiale che già mostra come gli stessi ingenui contestatori facciano parte di ciò che combattono. Il dotto tedesco aveva a suo tempo descritto la globalizzazione come un fenomeno puramente politico-economico. Del resto, nell’anno 1848 era questa l’unica prospettiva possibile, poiché l’estensione del mercato mondiale e la politica delle potenze coloniali erano allora le forze motrici decisive. Nel frattempo questo processo irreversibile ha tuttavia coinvolto tutti i sistemi. Chi considera unicamente la dinamica economica non lo ha capito. Oggi non esiste più nulla che gli si possa sottrarre: né la religione né la scienza, né la cultura né la tecnica possono ignorare il mondo dei consumi e dei media. Per questo i suoi costi ricadono ovunque e in ogni sfera. ....
Non sono coinvolti unicamente gli innumerevoli perdenti dell’economia. Il mercato mondiale e le sue correnti della finanza e del sapere vengono seguiti, ovunque nel mondo, da improvvisi crolli, armi, virus informatici, nuove epidemie, catastrofi ecologiche, guerre civili e crimini. L’idea che una qualche società si possa isolare da queste conseguenze è fuorviante. E una di queste conseguenze è il terrorismo. Sarebbe un miracolo se esso soltanto avesse tralasciato di operare su scala globale. Di fronte a masse in preda al fanatismo, l’uomo moderno si è da tempo aggrappato all’idea di avere a che fare con stranezze tipiche di società arretrate. L’inarrestabile modernizzazione, credevano in molti, avrebbe prima o poi posto fine a questi atavismi, anche se non sarebbero state da escludere possibili ricadute. Ultimamente, dopo l’avvento dei regimi totalitari nel Ventesimo secolo, questa illusione avrebbe dovuto perdere attrattiva; nondimeno, resiste ancora oggi in senso negativo nello stereotipo "oscuro Medioevo" o in senso ottimista quando si parla di
"Paesi in via di sviluppo".     ....
uniba.it

mediamente.rai.it

 

 

nel mondo globale non serve l'intellettuale
"I mass media esigono i tuttologi, i moderni sofisti della chiacchiera. Cadute le ideologie politiche, la scienza è la nuova utopia, mentre la poesia è l'alternativa alla mercificazione"
"Si è capito che rende di più esportare Mercedes che carri armati, ma ci sono volute due guerre mondiali: non esiste un progresso gratuito, ogni progresso ha il suo prezzo"

Hans Magnus Enzensberger nasconde i suoi 71 anni dietro un volto da eterno fanciullo. Poeta e critico di livello internazionale, figura simbolo della letteratura tedesca del dopoguerra, è un maestro del paradosso e dell'ironia, un intellettuale di casa sia nel sapere umanistico che in quello scientifico.
Lei ha detto una volta che il poeta è figura anacronistica par exellence e che qualsiasi economista potrebbe dimostrare che quest'attività, secondo le leggi del mercato, non dovrebbe esistere.

Quali chances ha oggi la poesia?
"E'un fatto antropologico che non ci sia mai stata una società senza poesia, sia che i poeti fossero lodati o perseguitati. Nessuna economia potrà cambiare queste cose. La poesia sopravvive, non la si può eliminare. Bisogna per lo meno tollerarla. Anche la matematica è una cosa per pochi, una cosa minoritaria. Poca gente capisce che cosa avviene oggigiorno nella ricerca matematica. Tuttavia, è anche una cosa indispensabile per la società. In fisiologia ci sono delle cose che si chiamano microelementi. Il corpo umano, ad esempio, ha bisogno di un po' di magnesio. In ciò che mangiamo ce n'è pochissimo, è un elemento minoritario. E tuttavia ha un ruolo nel metabolismo umano. La sua mancanza è pericolosa. Cosi non si può eliminare la poesia dal corpo sociale. E' anche un grande privilegio la poesia: l'unico prodotto con cui non si possono fare affari. Con la musica si possono guadagnare milioni. Con la prosa, con tante altre forme artistiche si può far soldi, non con la poesia.
La poesia è refrattaria al mercato. Anche il poeta di successo non può vivere con la poesia".

uniba.it

 

 

festivaletteratura 

esistono due tipi di scrittori: la talpa e la cicogna
Ha il dono di dire cose intelligenti in modo sintetico e divertente Hans Magnus Enzensberger, protagonista dell'incontro più ricco di applausi del Festivaletteratura di Mantova.
Lei è uno dei poeti più interessanti dei nostri tempi, saggista, traduttore, critico, giornalista, editore, e viene considerato un autore impegnato. Qual è il suo rapporto con la politica?
La politica non è mai stata un mio grande amore. Certe situazioni storiche hanno inflitto la politica a molti di noi che avrebbero preferito fare altro.
Cosa pensa dell'uso distorto che i politici fanno delle parole?
La fiducia che abbiamo nei nostri politici è invisibile. Certo ci sono gradi diversi di menzogna. Non avere una faccia mediatica, adatta per la tv, può essere un grande ostacolo per la carriera.
In Germania è da poco uscito "Gli elisir della scienza" che in Italia pubblicherà come sempre Einaudi. Ce ne può parlare?
Quando una cosa è fatta è inutile aggiungere altro, è superfluo, parla da sola.
Parliamo di biotecnologie allora?
E' una questione più grande del nucleare. La scienza entra nel nostro corpo e nei nostri geni e nessuno è capace di prevedere quali saranno gli effetti di questa operazione.
Qual è la sua visione della letteratura?
Esistono due tipi di scrittori, il primo è il tipo talpa: determinato, con un progetto che persegue a ogni costo e fino in fondo. E' ossessivo, unilaterale un pò alla Kafka. Il secondo è il tipo cicogna che si muove e segue la sua preda un pò ovunque. E' difficile stare dietro al suo percorso.
Lei a che genere appartiene?
Al secondo ovviamente. L'uomo è simmetrico, ha due mani, la destra serve per scrivere, la sinistra è libera per fare altro: opere, film. Calvino è stato un pò così.
Cosa ci può dire della critica letteraria?
Ho rinunciato a farla perchè ho distrutto troppe carriere e poi non ti senti bene. Inoltre le condizioni sono cambiate.
prom.it

 

 

 

HANS MAGNUS ENZENSBERGER

Povero Enzensberger: è diventato un nome sulla bocca di tutti (una vera impresa!) quando Nanni Moretti ha sfornato il suo Caro Diario. In un episodio, Hans Magnus Enzensberger è l'idolo di un intellettuale che non ha mai acceso la televisione e, alla fine, si converte a Beautiful.
Intellettuale militante di una sinistra rigorosa, Enzensberger ha, in Italia, pochi autori a lui vicini per tematiche e ampiezza del
raggio creativo. Forse Franco Fortini gli può essere accostato per comunanza di visione politica ed eclettismo formale e artistico (come Fortini, HME è stato, via via, consulente editoriale, docente, traduttore, reporter d'eccezione, analista sociale, poeta in proprio; inoltre, ROMANZIere ed editore in proprio).
Hans Magnus Enzensberger è nato a Kaufbeuren, in Baviera, nel 1929. Ha frequentato diverse università, per poi laurearsi in filosofia con una tesi dedicata all'opera pre-fenomenologica di Brentano. Ha viaggiato moltissimo, vivendo per periodi più o meno lunghi in Norvegia, Italia, Stati Uniti e Cuba. Nel 1963 si è aggiudicato il prestigioso Premio Büchner. Autore di ROMANZI a sfondo storico, come il celeberrimo La breve estate dell'anarchia, e di drammi teatrali, tra cui Inchiesta su L'Avana, è fuoriuscito dalla congerie surrealiste per approdare a un realismo oggettivistico in linea con la poetica di Brecht.
Da una simile adesione ai motivi realistici, HME matura la possibilità di creare grandiose allegorie, come quella protagonista dello splendido poema La fine del Titanic, uno degli esiti maggiori della poesia tedesca nel Novecento.
Tra le sue opere  i saggi di Politica e crimine, una serie di scenari narrativi e di personaggi accomunati da una originalissima riflessione sul crimine e sulla moderna trasformazione per cui il crimine tangibile è diventato astratto e viceversa, dalla Repubblica di Santo Domingo - sede delle gesta del dittatore Trujillo - alla Santa Russia degli zar e degli attentati dei terroristi, passando per la Chicago di Al Capone e la Napoli della nuova camorra, con la storia di Pupetta Maresca, e la Roma della dolce vita, con la ricostruzione della fine di Wilma Montesi.

clarence.com - zam.it

 

 

 

 

 

Canto Quinto
da La Fine del Titanic

Rubate ciò che vi è stato rubato
prendetevi finalmente quel che è vostro
gridava intirizzito
la giacca gli andava stretta
i suoi capelli guizzavano sotto le gru
e lui gridava: io sono uno di voi
cosa state ancora ad aspettare?
Adesso è ora
sfondate le barriere
gettate la gentaglia a mare
comprese le valigie, i cani, i lacché
le donne anch'esse e persino i bambini
con violenza, coi coltelli, con le nude mani!
E mostrava loro il coltello
mostrava loro la nuda mano.

Ma quelli della terza classe
emigranti tutti, stavano lì fermi
nell'oscurità, si toglievano tranquillamente
il berretto e restavano ad ascoltarlo.

Ma quando vi deciderete a prendere vendetta
se non vi muovete subito?
O forse non siete capaci di vedere del sangue
che non sia quello dei vostri figli e il vostro?
E si graffiava il viso
e si feriva le mani
e mostrava loro il suo sangue.

Ma quelli della terza classe
lo ascoltavano e tacevano.
Non perché non parlasse lituano
- non parlava lituano -
non perché fossero ubriachi
- le loro antiquate bottiglie
avvolte in panni grossolani,
erano state da tempo scolate -
non perché avessero fame
- avevano anche fame -

non era per via di tutto ciò. Non era
così facile da spiegare.
Capivano, certo, quel che diceva
ma non capivano lui.
Le sue parole non erano le loro.
Erano rosi da paure diverse
dalle sue, e da altre speranze.
Rimasero lì in piedi
pazienti con i loro zaini
i loro rosari
i loro bambini rachitici
dietro alle barriere, gli fecero largo
lo ascoltavano, rispettosamente
e attesero, finché non affondarono.
FUGA DI PENSIERI

Al momento tutto gira ancora

tutto va bene
fa il suo corso
Le nostre vittorie
ci sgusciano via
persino le nostre sconfitte
si sono rivelate fugaci
Precursori siamo noi
arrancanti dietro la posterità
o sopravvissuti, o rimasti
in anticipo sul loro tempo
Anche la fine del mondo
è forse
soltanto un provvisorio
Al momento moriamo
in buona coscienza
nelle nostre sdraio

E poi vedremo
musica del futuro

traduzione anna maria carpi

 


 
 


 

BIO

Nato a Kaufbeuren in germania  nel 1929, ha studiato letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università di Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi. Nel 1955 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in filosofia.
è considerato uno dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica feroce ed amara nei confronti della società tedesca del dopoguerra basata, secondo Enzensberger, sull'opulenza e su un malinteso senso di benessere, perbenismo ed apparenza, su un modo di vita che sembra fare del rispetto per il prossimo la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha portato a tradurre liriche dall'inglese, dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto Misantropo di Molière.
www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm

È al tempo stesso professore universitario, poeta,  GIORNALISTA, saggista, analista sociale, traduttore, critico.
Nella sua attività di poeta spesso Enzensberger adotta un registro ironico e sarcastico e tratta in modo polemico tematiche socio-economiche
Il grande amore per la parola lo ha portato a diventare anche editore: in questa veste dal 1965 al 1975 si è occupato della pubblicazione della rivista Kursbuch e dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di libri Die andere Bibliothek.  È inoltre fondatore del mensile TransAtlantik.
Oggi i suoi libri sono tradotti in più di 40 lingue diverse.    In Italia ha riscosso particolare successo il volume Il mago dei numeri, scritto nel 1997 per spiegare la matematica ai bambini.

VIVE  E LAVORA ATTUALMENTE A MONACO.

http://normalenews.sns.it/enzensberger-alla-normale

 

 

 

 

 

   tutti i bambini sognano di volare. in matematica si vola. eccome  !   

 


IL MAGO DEI NUMERI
Roberto è uno dei tanti ragazzi per i quali la matematica è un incubo incomprensibile. Ma una notte gli appare in sogno un curioso ometto rosso che gli propone strani giochi di prestigio con i numeri: e così, di notte in notte, Roberto scopre che la matematica non è affatto quella cosa noiosa e persino crudele che si studia a scuola, ma piuttosto un’avventura entusiasmante.
giralibro.it

www.mediamente.rai.it/HOME/bibliote/intervis/e/enzensbe.htm   intervista
http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/EnzensbergerOdifreddi/EnzensbergerOdifreddi.htm  di PGOdifreddi
http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/DOCUMENT/Enzensberger/Enzensberger.htm 

interview il mago dei numeri    
Nato a Norimberga nel 1929, ha studiato letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università di Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi. Nel 1955 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in filosofia.
E' al tempo stesso saggista, giornalista, critico, ed è considerato uno dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica feroce ed amara nei confronti della società tedesca del dopoguerra basata, secondo Enzensberger, sull'opulenza e su un malinteso senso di benessere, perbenismo ed apparenza, su un modo di vita che sembra fare del rispetto per il prossimo la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha portato a tradurre liriche dall'inglese, dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto Misantropo di Molière.
E' stato insignito di numerosi premi ed onorificenze tra cui nel 1963 il Premio Georg Brüchner e nel 1967 il Premio culturale della città di Norimberga.

www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm

 

il mago dei numeri
Roberto, il protagonista del libro, è uno di quei ragazzi ai quali la matematica provoca incubi notturni. I compiti che gli assegna il prof. Mandibola non gli vanno a genio: se due pasticcieri in sei ore fanno 444 ciambelle, quanto tempo impiegano cinque pasticcieri per farne 88?. «Un modo da deficienti per passare il tempo», è il giudizio di Roberto.
«Mi dispiace per il tuo prof., ma con la matematica quella roba non c'entra ... la matematica, caro mio, è un'altra cosa», lo rassicura il mago che gli è apparso in sogno.
Qual è, allora, la vera matematica che può trasformare un incubo in un sogno piacevole? L'autore, H. M. Enzensberger, propone un modo semplice e accattivante di insegnare i 'numeri'.
Per prima cosa, trasforma il linguaggio usuale: i numeri naturali diventano numeri normali, i numeri primi numeri principi, i numeri irrazionali numeri irragionevoli, l'elevamento a potenza saltellare, il fattoriale bum!, le radici rape.
Per spiegare i numeri infinitamente piccoli utilizza la divisione del chewing gum, per le combinazioni le strette di mano, per i numeri di Fibonacci la moltiplicazione delle lepri. Il triangolo di Tartaglia è ottenuto disponendo grossi cubi luminosi uno sull'altro. Una volta messi a posto i cubi, il mago, battendo le mani, fa illuminare, di volta in volta, i numeri pari, i numeri dispari, i numeri di Fibonacci, e, con effetti psichedelici, i numeri divisibili per tre, quattro, cinque, triangoli dalle strane caratteristiche ...
«Fantastico» esclama a un certo Roberto.
Un libro per tutti, dai ragazzi ai professori.   
   

Antonio Bernardo -  matematicamente.it

 

 

 

invitation to a poetry machine
Hans Magnus Enzensberger wrote a program for a machine designed to produce a number of poems exceeding the number of atoms in the universe: to be exact, the program allows for 10 to the power of 36 texts. It is based on a combination of 6x6x6 elements, or, more precisely, on the permutation of the combinations of the permutations of the combinations, resulting in a variation to the second degree:
V“R[V‘r(n)lO=[nlK·····
Don’t be put off by the formula. Imagine instead six lines consisting of six elements, each of which exists in six different versions. (Those who have seen Raymond Queneau’s book Cent milliards de poemes, Paris 1961, will realize that the program is a three-dimensional improvement of Queneau’s two-dimensional model.) The variation of these elements is controlled by a random number generator.

pandora.nla.gov.au

28/6/2000 Se il test di Turing è una verifica empirica decisiva sulla INTELLIGENZA di una macchina, ecco adesso una macchina (con adeguato sw) che risulta decisiva per verificare se un uomo è davvero creativo. Lo chiamo il test di Enzensberger. Hans Magnus Enzensberger presenta l'11 luglio 2000 a Monaco una sua ideazione: un programma che casualmente costruisce una serie infinita di poesie, di sei righe, tutte una diversa dall'altra. E' chiaro che un uomo si differenzia da questa macchina (in creatività poetica) solo se produce poesie non assimilabili a quelle della macchina. Ma qual è il criterio per valutare i due tipi di prodotto, la poesia umana e la poesia automatica (che tuttavia ha per autore l'uomo programmatore)?
geocities.com
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impossibile misurare l'intelligenza
Il nostro moderno container di concetti ha dunque il vantaggio di essere molto spazioso e di poter ospitare un gran numero di varietà. Se qualcuno crede sul serio che intelligenza è uguale a intelligenza, si sbaglia. Gli esperti non hanno risparmiato le forze per mettere un po' d'ordine nel groviglio che si annida nelle nostre teste. Differenziano meticolosamente, come sono soliti fare, tra intelligenza biologica e psicometrica  motoria e razionale analitica e creativa linguistica e visiva spaziale e logico-matematica cinematografica e musicale pragmatica e meccanica interpersonale e intrapersonale cristallina e fluida funzionale e manipolatrice -- e queste non sono neppure lontanamente tutte le varietà da riunire sotto lo stesso tetto. In questo esercizio si è distinto lo psicologo - o meglio psico metro - americano J. P. Guilford che nella sua opera The nature of Human intelligence è arrivato a centoventi varianti. 
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