Piergiorgio Odifreddi

www.piergiorgioodifreddi.it

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it

 

 

 


Robot   droidi   cyborg
robotica è costruire una macchina simile all’uomo .
intelligenza artificiale è produrre una macchina che simuli l’uomo nel pensiero intellettuale. ..in «2001 Odissea nello spazio» di Kubrick il computer Hal gioca a scacchi. L’intelligenza artificiale confluisce poi in «Blade runner» nell’idea dell’androide, organismo in distinguibile dall’uomo, che simula bene le sue funzioni muscolari e intellettuali.
vantaggi
.. Ci divertiamo con cellulari, auto, Ipod, anche se continuiamo a essere uomini umanistici. Colpa dei media e dei filosofi, che blaterano sulla «tekne», per non citare i Papi e i loro accoliti. Le conferenze dovrebbero servire proprio a questo: a sconfiggere la paura che deriva dall’ignoranza.
carlo grande - lastampa.it

 

 

Il Codice Genesi? E' pseudoscienza - intervista a PGO
Professor Odifreddi, per il matematico Rips la matematica è sacra e dimostra addirittura l’esistenza di Dio. Lei che ne pensa?
Penso che sia sacra per tutti i matematici, ma in un senso diverso. C’è una lunga tradizione della sacralità della matematica. La setta dei pitagorici credeva che l’essenza dell’universo fosse costituita di numeri, in base anche al famoso motto di Pitagora “tutto è numero”. E per venire ai tempi nostri, Einstein dichiarava di essere religioso ma soltanto nel senso di Spinoza: “Dio, cioè la natura”. In questo senso sì che si può essere religiosi matematicamente. Spesso gli scienziati dicono, e lo ha ribadito anche S. Hawking alla fine del suo libro dal “Big Bang ai Buchi Neri”, che se riusciremo ad avere una teoria del tutto unificata allora riusciremo a leggere la mente di Dio. In questo senso la matematica diventa per l’appunto una fede. Bisogna credere che qualche legge ci sia, altrimenti il lavoro dello scienziato non avrebbe senso. La matematica allora può essere l’espressione di una religiosità, ma di una religiosità laica e razionale.
Quindi in questo senso la matematica non può dimostrare l’esistenza di Dio…
In questo senso la matematica è Dio. Dio è il numero, oppure le leggi della natura. Mentre dimostrare l’esistenza di Dio, nel senso in cui lo intende la teologia, è un tentativo che è già stato fatto senza successo. L’intera scolastica si è dedicata a questa impresa, ma non è un caso che sia fallita. Ci sono stati due diversi tentativi. Quello fatto dalla teologia naturale: le cinque vie di San Tommaso sono tutte prove fisiche. Si guarda il mondo, e poiché ha certe caratteristiche allora si risale all’esistenza di un certo tipo di divinità. Poiché le cose al mondo sono sempre causate, di causa in causa si risale all’indietro, ottenendo un regresso all’infinito che ai tempi di San Tommaso era proibito. E così per fermarlo si arriva alla causa prima. Una dimostrazione poco convincente. Altre dimostrazioni puramente logiche, come la prova ontologica di Sant’Anselmo, costituivano un tentativo più alto, perché dimostravano l’esistenza di Dio in maniera puramente razionale, ma neanche questo ha funzionato perché Kant le ha poi smontate completamente.
Al giornalista Drosnin, ateo e abituato alla ricerca dei fatti, invece la matematica fa nascere il serio sospetto che esista un Dio…
Se non si è professionisti della matematica, è facile fraintendere fatti che magari dal punto di vista matematico sono banali, o per lo meno spiegabili. Faccio un esempio, che non è legato a questo libro, ma che è molto significativo. La moglie del fisico Feynman morì giovane di cancro. Proprio in un libro dove parla di religione, Feynman racconta di essere andato in ospedale e di avere chiesto a che ora fosse morta. E di avere poi notato che l’orologio della stanza si era fermato proprio a quell’ora. Un’altra mente avrebbe dedotto da questo un intervento soprannaturale, oppure una coincidenza significativa, nel senso di Jung. Lui che era un fisico però ha cercato di vederci chiaro ed è venuto a sapere dall’infermiera che quando la moglie è morta, lei non riusciva a vedere bene l’ora e così aveva staccato l’orologio dal muro, e l’aveva poi rimesso a posto. Questo movimento lo aveva evidentemente bloccato, visto che era un vecchio orologio. Ecco come un fatto banale inserito in una situazione emotivamente tesa poteva essere interpretato in maniera mitologico-mistica. Ma Feynman aveva gli strumenti per non farlo.
Tiziana Lanza      www.nwo.it

 

 

Corte Malatestiana di Fano   - conferenza     

L’allegoria della matematica di Raffaello

Il matematico metterà in luce il legame tra arte e scienza nell’opera di Raffaello, soffermandosi in particolare su alcune opere dell’artista, analizzando il rapporto tra elementi raffigurativi e geometrici come anche il ruolo che grandi personaggi della scienza (anche tramite eclatanti assenze) ricoprono nei dipinti, come nella celeberrima Scuola di Atene.

….

Ha vinto il Premio Galileo (1998) dell’Unione Matematica Italiana, il Premio Peano (2002) della Mathesis e il Premio Italgas (2006) per la divulgazione.

Redazione Fanoinforma.it – 2009 - ilmascalzone.it

 

BIO - BIBLIO

unilibro.it

2011

UNA VIA DI FUGA

CARO PAPA TI SCRIVO

PERCHE NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI

C'E SPAZIO PER TUTTI

ANTOLOGIA DE DIVINA PROPORTIONE

2009

HAI VINTO.  GALILEO !

In principio era Darwin

PERCHE DIO NON ESISTE

IL CLUB DEI MATEMATICI SOLITARI

2008

Matematico e impertinente  CON DVD

Varietà differenziale +  DVD

LA BELLEZZA ED I NUMERI

il vangelo secondo la scienza

la via lattea

2007

DISCORSO SULL'ATEISMO


 

2006

INCONTRI CON MENTI STRAORDINARIE

PERCHE' NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI

COS'E' LA LOGICA ?    + CD

La Scienza espresso

CHI HA UCCISO FERMAT

2005
Il Matematico impertinente

Penna, pennello e bacchetta

LE TRE INVIDIE DEL MATEMATICO 

Idee per diventare matematico

2004
Le menzogne di Ulisse 

2003
Mathematical Century
Il diavolo in cattedra
Divertimento geometrico

2002

La repubblica dei numeri
2001
C'era una volta un paradosso  
2000
La matematica del Novecento
Il computer di Dio
1999
Il Vangelo secondo la Scienza - PROVA DEL NOVE

 

 

UNA VIA DI FUGA

Una via di fuga. Da cosa? E perché? Non certo dalla geometria, di cui "C'è spazio per tutti" aveva raccontato in maniera brillante la storia del periodo classico, esibendone i legami non solo con la scienza e la natura, ma anche con l'arte e l'architettura. E di cui Piergiorgio Odifreddi continua qui a raccontare, allo stesso modo, la complementare storia del periodo moderno. Il riferimento alla fuga è anzitutto musicale, perché questo libro si presenta come una composizione a più voci, che si intrecciano e si inseguono fra loro per arrivare a una stretta finale: l'abbattimento dell'ordinario paradigma euclideo, al quale in genere ci si limita nelle scuole, e la scoperta di straordinarie geometrie alternative, che permeano la scienza e l'arte delle età moderna e contemporanea. Ma il riferimento alla fuga è anche pittorico, perché una di queste geometrie alternative è quella proiettiva, ispirata e stimolata dall'invenzione della prospettiva. Far convergere le rette parallele in un punto, non a caso chiamato "di fuga", ha scardinato, oltre all'arte del Rinascimento, la matematica nei secoli successivi, e richiesto un ripensamento della percezione e della concezione dello spazio. Il riferimento del titolo, infine, è storico. Perché, in un certo senso, di una letterale fuga si tratta e si narra. Non dalla geometria stessa, come dicevamo, ma dal vecchio Euclide e dai suoi vecchi Elementi, verso nuovi geometri e nuove geometrie.

ibs - 2011

 

CARO PAPA TI SCRIVO    -     '' scienza e fede sono opposte ''  -  salone libro torino
Nell’autunno del 1959 Piergiorgio Odifreddi varcò la soglia del Seminario di Cuneo. La sua intenzione era quella di diventare un giorno papa, e benedire da una finestra di Piazza San Pietro la folla estasiata. Ma presto imparò che «il cammino che porta al soglio pontificio è più accidentato e tortuoso di quanto un bambino avesse ingenuamente potuto immaginare». E, soprattutto, che «per poter un giorno comandare bisognava iniziare subito a obbedire» e a essere rispettosi: cosa che già allora non gli piaceva particolarmente. Cinquant’anni dopo, il matematico impertinente ricorda quei tempi e, contenendo per una volta il suo abituale tono urticante e provocatorio, scrive con grande rispetto e sincerità a chi papa lo è diventato per davvero. Anche se, da scienziato, non abiura al dovere intellettuale di rimanere saldamente ancorato ai fatti della realtà fisica, storica e biologica. Ed è dunque costretto a confutare punto per punto il teologo Joseph Ratzinger, che crede invece in ciò che va «oltre» la realtà e sconfina nella metafisica, nella metastoria e nella metabiologia.
In questa lettera si confrontano così due metodi, due atteggiamenti, due visioni del mondo. Da un lato il «comprendere per credere», che accetta prudentemente di dar credito soltanto a ciò che si capisce e si conosce. E dall’altro il «credere per comprendere», che si azzarda a scommettere su ciò che ancora non si capisce o non si conosce, nella speranza che tutto poi si chiarificherà o giustificherà.
Ma, soprattutto, in questa lettera si contrappongono due Credi. Da un lato, il Credo canonico dei fedeli, commentato da Ratzinger nella sua memorabile Introduzione al cristianesimo. E dall’altro il Credo apocrifo dei razionalisti, enunciato da Odifreddi in una lettera che si presenta come un’altrettanto memorabile introduzione all’ateismo.

ibs -  bol - 2011

 

C'E SPAZIO PER TUTTI - VINCITORE DEL PREMIO GALILEO - 2011

La storia della geometria: cioè lo sviluppo nel tempo del concetto di spazio. Uno studio antico, per iniziare il quale risaliremo a quattromila anni fa, e visiteremo insieme le antiche civiltà degli Egizi e degli Indiani. Ci concentreremo poi a lungo sui Greci di duemila anni fa, e termineremo con gli Arabi e gli Europei degli ultimi secoli. Anzitutto, gli oggetti della geometria: punti, segmenti, angoli, rette, curve, figure, superfici e solidi. Poi, le loro misure: lunghezze, aree e volumi. E infine i loro contenitori: i piani e lo spazio. La nostra storia partirà dalle prime testimonianze che ci sono rimaste. Ma poiché esse ci mostrano una matematica ormai già ben sviluppata, dovremo tenerci la curiosità su ciò che dev'esserci stato prima: un percorso probabilmente molto più lungo, tortuoso e incerto, di cui però si sono perse le tracce. Peccato, perché così non potremo sapere come si è arrivati a concepire e sviluppare i concetti che saranno i protagonisti della nostra storia.
feltrinelli - 2010

Ho scelto di parlare della geometria perché è molto intuitiva non ha quasi mai bisogno di formule, a differenza dell'algebra. In più, permette di visualizzare le conNessioni con l'arte. L'arte moderna è fatta di cerchi e segmenti. Non solo nelle tele di Mondrian, ma anche in quelle di Leonardo o Piero Della Francesca ci sono solidi e quadranti.

festival della scienza - 2010

 

IL CLUB DEI MATEMATICI SOLITARI

Nel loro album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band i Beatles cantavano: "Tenterò, con un piccolo aiuto dei miei amici. Riuscirò, con un piccolo aiuto dei miei amici". Con un piccolo aiuto dei suoi amici, il professor Odifreddi ha radunato attorno a sé un Club di matematici solitari che sono saliti sul palcoscenico non per suonare, ma per esibirsi in due festival di matematica, dove sono stati acclamati da folle fino ad allora riservate ai divi della musica. Questo libro riporta alcune delle performance dei membri del Club e registra alcune delle loro improvvisazioni, in assolo o in duetto, orchestrate e dirette dal capobanda. Benché "solitari", i membri del Club costituiscono una titolata compagnia, composta da sei premi Nobel (uno per la letteratura, due per la fisica e tre per l'economia), tre medaglie Fields e due premi Templeton (gli analoghi del Nobel per la matematica e per la religione), un campione del mondo degli scacchi e varie altre menti straordinarie. Quanto alla qualifica di "matematici" loro attribuita, va presa cum grano salis. Alcuni lo sono di professione, e ai massimi livelli. Altri lo sono di applicazione, perché usano la matematica nelle rispettive discipline. Altri lo sono di elezione, e manifestano con la loro presenza la sostanziale unità delle due delle due culture, umanistica e scientifica. La matematica esce da queste pagine come una disciplina in grado
book.webchising.it

 

 

In principio era Darwin
In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, Piergiorgio Odifreddi, autore de Il matematico impertinente, propone un libro dedicato al padre dell’evoluzionismo.
Charles Darwin rappresenta una figura cardine nel pensiero scientifico occidentale. La sua teoria dell’evoluzionismo ha rappresentato una svolta cruciale nella storia della cultura, nonostante la continua critica da parte degli ambienti più retrogradi della Chiesa. In questo saggio Odifreddi, da brillante scienziato ed eccellente divulgatore qual è, racconta non solo i momenti salienti della vita e del pensiero di Darwin, ma anche gli sviluppi culturali e scientifici dell’evoluzionismo. Ne risulta un saggio capace di dare una sintesi chiara di questo fondamentale capitolo della storia della scienza, tuttora di grande attualità, alla luce del recente arroccamento delle gerarchie ecclesiastiche su posizioni antievoluzionistiche.

ibs.it - 2009

 

 

vangelo secondo la scienza
Il Santo Graal della deduzione -  Che cosa sia il Santo Graal si sa

qualcosa di cui non si sa nE'  cosa sia nE' se ci sia

Un oggetto con tali proprietA' si presta  alle piU' disparate interpretazioni

e permette la nascita delle piU' svariate leggende
www.uaar.it

 

PERCHE' NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI TANTO MENO CATTOLICI

"In principio Dio creò il cielo e la terra": parte proprio dall'inizio Piergiorgio Odifreddi in questo suo viaggio dentro le Scritture e lungo i due millenni di storia della Chiesa. Come cittadino e uomo di scienza egli dichiara che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo. Il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, ma interferiscono pesantemente nella vita civile di intere nazioni. L'anticlericalismo, oggi, è più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Odifreddi guida i lettori alla scoperta dei miti e delle superstizioni per dare alla Ragione ciò che è della Ragione. In fondo, e anche per principio, l'ateismo non è una fede.           unilibro.it

 

resurrezione, per esempio, che è il nocciolo duro da Paolo in poi.
«Infatti nei Vangeli non c’è. Per la transustazione abbiamo almeno una frase di Luca, e cioè dal Vangelo più tardo, ricalcata testualmente su Paolo, che come sappiamo non conobbe Gesù se non attraverso visioni. Per la resurrezione non abbiamo neppure questo. I protovangeli, cioè quelli più antichi, non ne parlano affatto».
«un irritante e snervante pasticcio».
«La Bibbia è piena di sciocchezze e orrori, massacri e contraddizioni».
chi ci crede è stupido?
«Statisticamente l'intelligenza è divisa in modo equanime. Gli stupidi non mancano».
Pensa questo .....?
«Penso male del

la Bibbia».
stampa.it/

Odifreddi: «L'etica della religione non è migliore della scienza»
La scienza è universale, uguale in tutto il mondo, e così deve essere anche l'etica, mentre quelle imposte dalle religioni sono legate a un tempo e a un luogo. L'etica della scienza deve essere naturale, e gli unici che possono dargliela sono coloro che studiano la natura, cioè gli scienziati stessi
ilmessaggero.it

 

'FULMINATO' DA CORRADO AUGIAS       VIDEO

RAITRE.IT    apr 2007       

mms://rntlivewm.rai.it/raitre/lestorie/lestorie_020407.wmv

http://video.google.it/videosearch?q=PIERGIORGIO+ODIFREDDI&hl=it&sitesearch=#      VIDEO

 

Odifreddi censurato
La Chiesa sta provando a chiudermi la bocca
Ci sto facendo l’abitudine .. Questo capita a chi dà fastidio alla Chiesa.

Odifreddi, professore di Logica a Torino, porterà a Bolzano il suo spettacolo  «Matematico e impertinente»  in modo semi-clandestino, il teatro Cristallo non lo ha inserito nel cartellone.
espresso.repubblica.it

 

 

IL MATEMATICO IMPERTINENTE

Considero l'impertinenza come un buon modo, e a volte l'unico possibile, di affrontare i problemi in maniera per tinente.   lafeltrinelli.it

Il titolo dà un'idea dello spirito dell'autore, che nelle sue scorribande attraversa in lungo e in largo i territori (infiniti?) della galassia logico-matematica e dei suoi pianeti. Sono saggi, articoli, riflessioni e osservazioni su temi congeniali a Odifreddi, cui si aggiungono divagazioni sulla religione, l'attualità politica, la lingua e la letteratura. L'occhio del logico e del matematico osserva i fenomeni e gli uomini, ma è un occhio freddo, che guarda le cose senza pregiudizi, osserva (e giudica) alcuni eventi socio-politici con oggettività. Lo sguardo sul presente si alterna a ricognizioni sul passato: ogni capitolo si apre con un'intervista impossibile a un grande protagonista della Storia (Aristotele, Archimede, Newton...).  

unilibro

 

elogio dell’impertinenza, ovvero la “non appartenenza a una visione del mondo ispirata dalla certezza” e la “doverosa arroganza nei confronti di coloro che vorrebbero imporre all’universo mondo moderno il loro provincialissimo capitalismo e il loro antiquato cristianesimo”

ibs

 

 

 

LA FINE DEL MONDO

Ma per la scienza la fine del mondo prima o poi ci sarà?
«Dipende da cosa intendiamo per mondo. Se intendiamo la terra o il sole, sappiamo che prima o poi accadrà. Sia la terra sia il sistema solare finiranno per “esaurimento del carburante”, visto che il sole è una stella che brucia per così dire “carburante”. Se invece consideriamo comemondo l’universo intero non è mica chiaro se finirà. Le teorie attuali partono dal presupposto del big bang e prevedono tre possibili evoluzioni: la prima è che l’universo si espanda sino a una certa dimensione, poi si fermi e si contragga sino al big crunch, la grande implosione. Gli altri due modelli non prevedono invece una fine: nel primo caso l’espansione rallenta sempre più e tende a zero; nell’altro caso rallenta ma non si ferma mai. Quindi, che l’universo finisca non è detto. Certo... a noi uomini forse interessa poco».
redazione - ustation.it - 2012

 

 

 

 

   Pgo   A COLLOQUIO CON ..

 

 

Brian Green 

di Piergiorgio Odifreddi docente di logica matemativa

Sarà veramente possibile arrivare a una teoria finale?
"Finora, ogni volta che credevamo di essere arrivati a comprendere qualcosa c'è stata una nuova scoperta che ci ha fatto cambiare modo di pensare. Ma la storia può essere fuorviante. Magari questa volta siamo veramente arrivati alle leggi più profonde. Solo il tempo potrà dirlo"..........  www.miserabili.com/

 

Green, Brian - l'universo elegante
Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima    Tutto quanto di meraviglioso avviene nell'universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia.   http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=880616483X

 

 

HANS MAGNUS ENZENSBERGER

E quindi, dove sta la differenza tra letteratura e scienza?
Anzitutto, i loro metodi sono completamente distinti. Poi, la corporazione è più forte nella scienza, che è un'impresa collettiva, mentre gli artisti sono più individualisti. Ma, soprattutto, c'è il fatto che tra il flogisto e l'ossigeno bisogna scegliere, mentre tra Catullo e Orazio no: nella scienza i diversi non possono coesistere, perché c'è un avanzamento. O un'accumulazione di cose una sull'altra, come nei termitai o nelle piramidi, in cui i vecchi strati scompaiono sotto quelli nuovi.
La conclusione, dunque, è che la letteratura si espande solo in orizzontale, su due dimensioni, e la scienza anche in verticale, su tre. Mi sembra una bella metafora, sulla quale bisognerà fermarsi.   piergiorgio odifreddi

 

 

DARIO FO
Cominciamo dal suo ultimo libro-cassetta, che è uno studio sul Cenacolo di Leonardo. Che cosa ha scoperto?
Leonardo ha immaginato che chi guarda si trovi non sul pavimento, ma su una piattaforma a due metri di altezza dal suolo. Le linee di fuga sono corrette se si cammina sulla piattaforma, ma chi sta sul pavimento in basso subisce effetti di sollevamento, di levitazione, di leggerezza, dovuti a come il cervello intepreta le sensazioni che gli trasmette l'affresco. Una volta scoperta la tecnica, ci si accorge poi che l'hanno usata anche altri, ad esempio i ferraresi, anche prima di lui. 

Piergiorgio Odifreddi La Repubblica        http://erewhon.ticonuno.it/riv/scienza/t-s/fodario.htm

 

100 geni viventi 2007 -    7° dario fo che  dichiara

 'AVREI PREMIATO TRA GLI ALTRI  ANCHE PIERGIORGIO  ODIFREDDI -  GRANDE  GENIO DA NOBEL '

 SARAMAGO

a vida é cheia de incoerências todas juntas  formam uma notável coerência

piergiorgioodifreddi.it

noam chomsky

Right at this point crucial questions arise about the nature of industrial democracy and its future - extremely important questions. The survival of the species is at stake, literally. But that is for another time. 

piergiorgioodifreddi.it

 

ISAAC ASIMOV

Il sogno dell´uomo è il proprio doppio
Un giorno forse vedremo un uomo sparare a un androide appena uscito da una fabbrica di creature artificiali e l´androide, con grande sorpresa dell´uomo, prenderà a sanguinare. Il robot sparerà di rimando e, con sua grande sorpresa, vedrà una voluta di fumo levarsi dalla pompa elettrica che si trova al posto del cuore dell´uomo. Sarà un grande momento di verità per entrambi
   piergiorgio odifreddi    

 

Jostein Gaarder

Ma lei è religioso?
«Non direi, benché appartenga nominalmente alla chiesa luterana norvegese. Naturalmente sono stato influenzato dalla storia intellettuale del mio paese, ma anche da altre cose: ad esempio, dall'insegnamento di Buddha, che considero un grande psicologo. Perché, naturalmente, il buddhismo è più una filosofia che una religione».

uniba.it
    

 

 

 

 

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