|
INDIA OGGI | ||||
|
arundhati roy kerala 1960
THE AUTHOR OF "THE GOD OF SMALL THINGS" TALKS ABOUT INDIA THE OBSCENITY CHARGE SHE FACES AND HOW WRITING IS LIKE ARCHITECTURE You know, I think that a story is like the surface of water. And you can take what you want from it. Its volubility is its strength. But I feel irritated by this idea, this search. What do we mean when we ask, "what is Indian? what is India? who is Indian?" Do we ask, "What does it mean to be American? What does it mean to be British?" as often? I don't think that it's a question that needs to be asked, necessarily. I don't think along those lines, anyway. I think perhaps that the question we should ask is,
" what does it mean to be human ? " www.salon.com/sept97/00roy2.html
le bandiere sono ROMANZI di stoffa colorata che i governi usano prima per avvolgere il cervello della gente e poi come sudario per seppellire i morti Il nazionalismo di questo o quel genere è stato la causa della maggior parte dei genocidi del ventesimo secolo. Le bandiere sono ROMANZI di stoffa colorata che i governi usano prima per cellofanare la mente della gente e poi come sudari cerimoniali per avvolgere i morti. Quando le persone indipendenti, che pensano con la propria testa (e qui non includo i media che appartengono alle multinazionali) cominciano a marciare sotto le bandiere, quando scrittori, pittori, musicisti, registi sospendono il loro giudizio e mettono ciecamente la loro arte al servizio della "nazione", per tutti noi è arrivato il momento di drizzare le orecchie e preoccuparsi.
internazionale.it
LA STRADA PER HARSUD - LA MORTE DDI UNA CITTA
I
villaggi muoiono di notte. In silenzio. Le città muoiono di
giorno, urlando quando se ne vanno.
Harsud è questo qualcosa.
È letteratura. Teatro. Storia.
GUERRA E' PACE Le pagine di "Guerra è pace" sono dedicate agli ultimi eventi che hanno sconvolto il mondo intero: l'attacco dell'11 settembre alle Twin Towers di New York e la risposta americana del 7 ottobre. La sua voce forte, polemica, piena di rabbia ma anche di compassione per le vittime, di qualunque bandiera e religione, si leva anche per condannare in modo lucido e documentato i rischi della globalizzazione dell'economia mondiale; della privatizzazione delle risorse energetiche; del divario tra Oriente e Occidente; della guerra nucleare, in cui il nostro nemico sarà la Terra stessa i cui elementi si volgeranno tutti contro di noi. Arundhati Roy sottolinea con forza la necessità a riprendere in mano il proprio futuro ibs.it
globalizzazione&pluriversalismo roy arundhati hans magnus enzensberger noam chomsky zygmunt bauman
Arundhati Roy Cursó estudios de arquitectura en la Universidad de Delhi. Pronto empezó a concretar su vocación literaria, realizando guiones para películas y series de televisión. En la actualidad vive en Nueva Delhi. Su primera novela, El dios de las pepueñas cosas, galardonada con el prestigioso premio Booker de 1997, ha sido ya traducida a dieciséis idiomas, y ha obtenido el reconocimiento de la crítica y el aplauso del gran público en los numerosos países donde se ha publicado. Gracias a esta obra, escrita en inglés, acabada y madura, culminación sin duda de largos años de oficio en la sombra, Arundhati Roy se ha situado entre las más firmes pormesas de la literatura internacional. www.epdlp.com
"To me the god of small things is the inversion of God. God's a big thing and God's in control. The god of small things...whether it's the way the children see things or whether it's the insect life in the book, or the fish or the stars - there is a not accepting of what we think of as adult boundaries. This small activity that goes on is the under life of the book. All sorts of boundaries are transgressed upon. At the end of the first chapter I say little events and ordinary things are just smashed and reconstituted, imbued with new meaning to become the bleached bones of the story. It's a story that examines things very closely but also from a very, very distant point, almost from geological time and you look at it and see a pattern there. A pattern...of how in these small events and in these small lives the world intrudes. And because of this, because of people being unprotected.. the world and the social machine intrudes into the smallest, deepest core of their being and changes their life." Arundhati Roy postcolonialweb.org
interviste
Arundhati Roy manifesta
nel suo portamento, nel suo sguardo e nel modo di presentarsi una
grande forza interiore e un aspetto che sembra oscillare tra la
sfrontatezza e una timidezza ben portata. E’ piccola, dimostra
qualche anno di meno dei 42 che ha. Aver recitato una piccola
parte in un film, e aver sostenuto decine di interviste
televisive, le ha lasciato addosso un’abitudine alle telecamere e
il necessario sospetto per il prodotto che ne può uscire.
I movimenti non-violenti hanno bussato alla porta di ogni
istituzione democratica di questo paese per decenni, e sono stati disdegnati e
umiliati. … Viviamo tempi in cui essere inefficaci vuol dire di fatto sostenere
lo status quo
Il coraggio di accusare i potenti, Stati Uniti in testa, una prosa chiara, un ragionamento senza involuzioni, la forza delle prove: cosi Arundhati Roy “sacerdotessa” del Dio delle piccole cose, è diventata la star dei no-global comedonchisciotte.net
Elle n’avait rien écrit, puis elle publie un chef d’œuvre,
« Le Dieu des petits riens ». Personne ne la connaissait et les éditeurs, à
Londres, se sont tout de suite livré à des surenchères pour l’obtenir. Son livre
a été publié à des millions d’exemplaires et elle reçoit de Tchécoslovaquie des
lettres de lectrices qui lui disent : c’est mon histoire. Elle brise les tabous,
mais très doucement, de façon magnifique : audace des audaces, un de ses
personnages s’amourache d’un intouchable. Personne n’a été jusque là. Elle est
devenue une militante écologiste, notamment contre les barrages, et ô merveille,
elle écrit un nouveau ROMAN.
I am not an activist
"T Arundhati Roy Taken from: Manual For Free
Living Vol. 19, Published by Ten
Club. www.peace.org
arundhati roy www.siliconeer.com/past_issues/2004/february2004.html
Arundhati Roy premio per la pace 2004 autrice de "Il dio delle piccole cose" (con cui ha ottenuto il Booker Prize) in riconoscimento delle sue campagne per i diritti umani e della sua filosofia di non violenza........ ha difeso il suo appello agli iracheni ad unirsi alla resistenza, precisando che ciò non significa impegnarsi in atti di violenza contro le forze di coalizione. "La mia esortazione è a diventare la resistenza, ad esser parte di una resistenza non violenta contro un'occupazione molto violenta", ha dichiarato in un'intervista radio, sottolineando che il termine "resistenza" va ridefinito. "Non possiamo presumere che resistenza significhi terrorismo, altrimenti faremmo proprio il gioco degli invasori. ticinonline La scrittrice, che ha vinto il Booker Prize nel 1997 con Il dio delle piccole cose, si è impegnata nella protesta contro la costruzione della diga nella valle di Narmada, la cui realizzazione costringerebbe 400.000 persone a lasciare la propria terra causando un disastro sociale ed ecologico. http://erewhon.ticonuno.it/diarte/archivio/casi/arundhati_roy.htm
The incomparable Ms. Roy says: " What does the term 'anti-American' mean ? Does it mean you are anti-jazz or that you're opposed to freedom of speech ?
That you don't delight in
Toni Morrison
or John Updike ? That you have a quarrel with giant sequoias ?"
(I'm a tree hugger remember? I don't argue with sequoias.)
John Berger,
Harold Pinter,
Noam Chomsky,
Josè Saramago,
Arundhati Roy, Russell Banks, Gore Vidal e Howard Zinn, medesima posizione sulla
guerra
L'ATLANTE DEL DESIDERIO Nel 1907, in India, Amulya si trasferisce con la moglie Kanan da Calcutta in un paesino di provincia e vi fonda una fabbrica per la produzione di profumi e medicine naturali. La coppia, pur tra mille difficoltà, riesce ad andare avanti e, dopo vent’anni, è ormai benestante. Una volta ricco, Amulya si incarica di provvedere al nipote illegittimo (Mukunda) di uno dei suoi dipendenti; lo mantiene in orfanotrofio pagandone regolarmente la retta e poi lo accoglie in casa, facendolo crescere insieme alla nipote, Bakul, rimasta orfana di madre. Passano gli anni, Mukunda e Bakul diventano grandi e la loro amicizia fraterna incomincia a trasformarsi in amore. Amulya non approva il legame e allontana Mukunda. Questi, istruitosi leggendo i libri della signora rimasta vedova che l’ha assunto come servitore, va a Calcutta e qui riesce subito a fare fortuna. Quando Mukunda, ormai ricco, torna, il mondo della sua infanzia è scomparso per sempre. Il rapporto con Bakul però riprende e i due finiscono per realizzare il loro amore, proprio grazie al fatto che tante cose sono cambiate e che il potere di veto della famiglia di lei è venuto meno. feltrinelli
QUANDO ARRIVANO LE CAVALLETTE In questa raccolta di saggi Arundhati Roy ci aggiorna con acume e coraggio sull'evolversi di alcune vicende indiane, e non solo, già affrontate in Guida all'impero per la gente comune e in Lastrana storia dell'assalto al parlamento indiano, ma prende anche in esame avvenimenti di strettissima attualità, come gli attentati a Mumbai del novembre 2008, nell'intervento che da il titolo alla raccolta. Veniamo così informati dei più recenti sviluppi delle vicende seguite all'assalto al parlamento indiano, ma possiamo anche leggere un aggiornamento sullo scandalo che a metà 2007 ha coinvolto l'allora presidente della Corte Suprema indiana, ritiratosi in seguito alle accuse di conflitto d'interessi relative alla chiusura di attività commerciali in zone residenziali di Delhi. Un altro intervento prende le mosse dalla questione del genocidio degli armeni per sviluppare considerazioni di notevole interesse sul legame diretto che secondo Roy esiste tra genocidi a sfondo nazionalista e sviluppo economico unilibro
l'impero e il vuoto temi sulla sua militanza in difesa dei diritti civili ma anche il suo profilo nel raccontarsi. la mancanza del padre i viaggi gli studi il successo. ibs.it
La Strana storia dell'assalto al Parlamento indiano
vibrano la passione, l'impegno civile e lo spirito
battagliero che ne contraddistinguono da molti anni l'attività di scrittrice.
Cosi come tornano tutti i suoi temi più cari: il prezzo della globalizzazione,
le battaglie per i diritti umani in India e nel mondo, la necessità di un nuovo
ordine planetario
http://www.youtube.com/watch?v=kbZMUInKDGI
http://www.youtube.com/watch?v=kbZMUInKDGI&feature=related
guerriera armata di parole non conosco il segreto delle battute fulminanti di arundhati ma gliene sono grata. ognuna delle sue indimenticabili frasi è un dono, capace di trasformare le paure e le incertezze in coraggio e determinazione. nelle mani di arundhati le parole diventano armi, le armi del movimento di massa. naomi klein - introduzione
La denuncia dell’autrice è rivolta anche
all’eccessiva manipolazione dei mass media da parte dell’America. Gli Usa hanno
ridotto la storia ad un palinsesto. Gli eventi storici contemporanei sono stati
riscritti, manipolati. Urge allora smascherare questi giochi di potere per poter
globalizzare il dissenso, per poter colpire al cuore l’impero, un impero che,
come tutti quelli che si rispettino, una volta raggiunta la sua acme, è
destinato al declino. Il primo sintomo: l’attentato dell’11 settembre. Non serve
usare la violenza, non serve scendere in piazza e sventolare slogan, non serve
schierarsi per una bandiera o per un'altra. Bisogna colpire l’impero nel suo
punto debole, organizzare marce del sale di ghandiana memoria, proteste che
riecheggiano quelle di Martin Luther King. Ancora oggi, come possiamo credere
di "trovare l’ago bruciando il pagliaio?".
www.commondreams.org nuovimondimedia
Oggi si parla apertamente dei vantaggi dell’Imperialismo e della necessità di un Impero forte che tenga sotto controllo un mondo ribelle. I nuovi missionari vogliono l’ordine a costo della giustizia, la disciplina a costo della dignità umana. E la supremazia a ogni costo. .... Discutere l’Imperialismo è un po’ come discutere i pro e i contro di uno stupro. Che possiamo dire? Che ne sentiamo la mancanza? http://bellaciao.org/it/ www.kelebekler.com/occ/arundhati.htm
Il boom economico indiano sta provocando un danno ambientale insostenibile e sta impedendo alle persone di vedere la miseria di centinaia di milioni di poveri....... è quasi come se la luce splendesse così tanto da non riuscire a vedere i lati oscuri. Non c'è alcuna comprensione di quanto sia il costo pagato da fiumi, montagne e irrigazione e falde acquifere. non si discute di queste cose perché siamo in un periodo positivo. http://today.reuters.com
violenza al territorio
e automobili arriverà il momento in cui
non avrete più niente - AR
INTERVIEW
There is an atmosphere of growing violence across the country. How do you read
the signs? In what context should it be read? Shoma Chaudhury - Tehelka - www.commondreams.org 2007
Nepal devastato dalle acque
greenreport.it
AR a f
L’India è vittima di se stessa. Io non mi sento una
missionaria una sorta di “madreteresa” - non mi batto per i poveri per
altruismo ma perché è la mia visione del mondo
Circolo dei
Lettori - Torino 2009 -
Arundhati Roy
- John Berger
guerra e' pace Ar sottolinea con forza la necessità a riprendere in mano il proprio futuro ibs.it
links http://www.chitram.org/mallu/ar.htm http://www.salon.com/sept97/00roy.html http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/speciali.asp?ID=79 http://www.internazionale.it/firme/archivio.php?author_id=9 http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=3622 http://www.zam.it/home.php?id_autore=224 http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=2060 http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/interviste/roy_intervista.asp http://www.repubblica.it/2003/h/sezioni/esteri/bombay/giustizia/giustizia.html http://www.libreriauniversitaria.it/
altri autori
|