ZYGMUNT BAUMAN


ZYGMUNT BAUMAN

rainews24.rai.it   - intervista e video

TINA

ThereIsNoAlternative

 

 

.  la modernità liquida da un lato  

   ci  rende   insicuri  e  dall'altro

   ci  offre    cancel   o    delete
   per tornare così nella   fluidità


.  la  transitorietà  ha sostituito

   la   durevolezza


.  la  velocità è potere

 

 

 

Il continuo flusso informativo è un vortice che cattura contenuti rigurgitandoli in laghi artificiali e giganteschi, ma stagnanti e stantii... La cultura della modernità liquida non è più una cultura dell’apprendimento e dell’accumulazione, è invece una cultura del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza... lo sciame inquieto del Web inondandoci di soundbites e immagini fagocita le discussioni e i pensieri reali

comunicazione.it

globalizzazione&pluriversalismo

roy arundhati      hans magnus enzensberger    noam chomsky   zygmunt bauman  

serge latouche      peter singer  

 

 la globalizzazione implica motivi di insoddisfazione

che sono perfettamente chiari

a chiunque abbia occhi per vederli

ZB

 

 

il postmoderno

è il momento in cui il moderno dissolvimento dell'identità vincolata raggiunge il suo compimento: adesso scegliersi un'identità è fin troppo facile. tenersela stretta invece non lo è. nell'istante in cui raggiunge il suo trionfo supremo la liberazione annulla lo scopo. quanto più libera è la scelta tanto meno la si riconosce come tale. la scelta manca di consistenza e solidità. è possibile rimangiarsela con poco preavviso o senza alcun preavviso e non è vincolante per nessuno. nemmeno per chi l'ha compiuta. non lascia tracce non dà diritti nè responsabilità e ciò che ne deriva può essere rifiutato o sconfessato a piacimento non appena si rivela sgradito o cessa di soddisfare. la libertà ci si ritorce contro come arbitrarietà. l'elogiata capacità di mettere in moto le cose ha dato ai cercatori d'identità postmoderni la forza di sisifo. la postmodernità diventa uno stato di arbitrarietà nell'istante in cui diventa chiaro quanto sia irreparabile. niente è impossibile tanto meno impensabile. tutto ciò che è, è provvisorio. niente di ciò che è stato vincola ciò che è. e ciò che è ha solo una debole presa sul futuro...
filosofia della noia lars fr. h. svendsen - guanda

 

 

le società moderne sono affette da provincialismo morale benchE' in apparenza promuovano l’universale dal momento che sono i codici etici  ad essere infestati dal relativismo -  una piaga che E' solo un riflesso o un sedimento del provincialismo tribale dei poteri istituzionali che usurpano l’autoritA' etica  -  zb

 


mie yim – who killed bambi?
Il concetto che si pone al centro della ricerca di Mie Yim è dunque, quello di una identità liquida -per usare un’espressione del sociologo postmodern Zygmunt Bauman- che, sfrondata dalla  retorica tardo-capitalistica, si rivela essere mera schizofrenia attitudinale. Che non va certo curata farmalogicamente, ma affrontata alla radice. Come frutto di un assetto socio-culturale che cambia di segno anche alle realtà che credevamo più incontaminate.   

exibart

 

The message of the media, the impact of the media, is not so much the letter of the messages but the form and way in which they are supplied. The way in which they emerge from nowhere and immediately disappear, the lightning speed in which they are fed into public consciousness and evicted from it, the impossibility to digest any news in any depth […] Just try to convince those young people to give you a hierarchy of what’s important and what’s less important, instead of just knowing about events. Liquid life - of which no one is exempt! - prompts journalists to behave in the way they do; but by doing what they do they heavily contribute to life’s liquidity."  zb
interview - http://deuze.blogspot.com

 

 

più facile essere una celebrità che un eroe
la celebrità  
è  la metafora  della vita contemporanea  

e della natura frammentaria e frammentata

dei nostri legami      

raitre    eroi e celebrità

 


l’organizzazione dello spazio urbano

è importante per la sua forte tendenza a isolare classi, gruppi etnici, talvolta generi o generazioni.........lo spazio sociale si distribuisce su una vasta distesa di insensatezza, nelle forme di numerose macchie di conoscenza più grandi e più piccole: oasi di significato e rilevanza in un deserto prive di caratteristiche

 


Il tratto più singolare e sconcertante degli stranieri è che non sono né prossimo né estranei.

Piuttosto l’uno e l’altro. Estranei in prossimità. Prossimo estraneo. In altri termini, stranieri. ......Il rapporto con gli stranieri è sempre qualcosa di assurdo. Esso rappresenta l’insufficienza o l’incompatibilità delle regole che il non-status o lo status confuso dello straniero invoca. E’ meglio non incontrare affato gli stranieri. Poichè in realtà non è possibile tenersi lontani dallo spazio che essi occupano o che condividono, la soluzione migliore è un incontro che non sia un incontro.....    Se incontrato secondo le modalità del "non-incontro" lo straniero viene relegato nella sfera della disattenzione, sullo sfondo, ignorato......
La strategia fagica tende ad includere, quella emetica tende ad escludere. La prima assimila gli stranieri al prossimo, la seconda li accomuna agli estra
nei
educational.rai.it

L'emergenza immigrazione........decine, centinaia, migliaia di disperati costretti all'esilio da guerre civili, lotte etniche e tribali, una massa di profughi di bibliche proporzioni che il sociologo polacco Zygmunt Bauman considera senza eufemismi « i nuovi dannati della terra » ........« I profughi — scrive Bauman — sono rifiuti umani, senza alcuna funzione utile da svolgere nella terra dove giungono e ( tempora neamente) soggiornano, e senza l'intenzione né la realistica possibilità di essere mai assimilati o integrati nel nuovo corpo sociale; dal luogo che occupano, la discarica, non vi è ritorno né sbocco ulteriore » . http://www.corriere.it/     

 

 

L’Europa

sembra non saperlo ma ha ancora molto da dare al mondo». È un messaggio di fiducia quello che Zygmunt Bauman, contraddicendo il suo noto pessimismo, lancia al Vecchio continente. Un continente piegato su sé stesso, avvilito e spaventato da quel mondo che fino a qualche decennio fa dominava e organizzava a suo piacimento. «Trent’anni fa viaggiare nel mondo da europeo significava sentirsi chiedere: "Com’è l’Europa? Cosa accade ora laggiù?"» ricorda Bauman, a Milano per un ciclo di lezioni organizzate da AssoEtica, «Ora questo interesse è scemato e con esso anche il rispetto. Perché ora il resto del pianeta non si aspetta più cose importanti dall’Europa
Stefano Gulmanelli    lavocedifiore.org     

 Prof. Bauman, lei crede che con il loro ingresso in Europa, i paesi dell’Europa dell’est abbiano finalmente cessato le loro lunghe sofferenze e possano sperare in un futuro migliore?
ho pubblicato un libricino dal titolo Europe – an Unfinished adventure; questo si apre con il richiamo a diversi miti che spiegano le origini dell’Europa e altri racconti che hanno accompagnato la sua storia e si conclude con la seguente riflessione: C’è un filo rosso comune che attraversa tutte le storie: l’Europa è qualcosa che si scopre; l’Europa è una missione – qualcosa che va fatto, creato, costruito. E ci vuole molta inventiva, senso dello scopo e duro lavoro per compiere questa missione. Forse si tratta di un lavoro che non finisce mai, una prospettiva sempre sospesa, irrisolta. .....
www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/277bauman.html

 

 

L’Europa è un’avventura
Zygmunt Bauman ci racconta di quando la principessa Europa venne rapita da Zeus e di quando suo padre, Agenore – re di Tiro in Fenicia – mandò i suoi figli a cercarla. Uno di essi, Cadmo, facendo vela verso Rodi, sbarcò in Tracia vagando per le terre che poi avrebbero preso il nome della sua sventurata sorella. Giunto a Delfi chiese all’oracolo dove si trovasse Europa. In risposta ricevette un consiglio pratico «Non la troverai. – gli disse – Prendi invece una vacca: la seguirai pungolandola, ma non lasciarla mai riposare. Nel punto in cui cadrà a terra sfinita, costruisci una città». E’ la storia dell’origine mitica di Tebe.
Michele Nardelli  - osservatoriobalcani.org
Secondo Bauman, a differenza del passato illustre del continente

oggi l'Europa sembra aver perso la sicurezza in se stessa e il gusto dell'avventura. Presa nelle spire di un mondo che si trasforma, comincia a guardare agli altri con diffidenza e paura, si chiude agli immigrati, affoga nella povertà della sua fantasia, nella limitatezza delle sue risorse e non ha più volontà sufficiente per seguire le sue inclinazioni. Eppure mai prima d'ora questo pianeta ha avuto bisogno di un'Europa disposta a guardare oltre le proprie frontiere. Di un'Europa che può giocare un ruolo vitale a patto di ritrovare la sua identità e condividere quell'esperienza di libertà, democrazia e giustizia che ha appreso duramente lungo il suo percorso tortuoso.
libreriauniversitaria.it
L'avventura dell'Europa non è ancora finita

L'Europa ha valori da offrire per un mondo che sappia guardare oltre le "trincee".Secondo Bauman questa è l'unica strategia per un'Europa economicamente in declino.
Europa, figlia del re dei Fenici, fu rapita da Zeus, sotto le sembianze di un toro, e portata via dall'Asia verso quella terra che si sarebbe chiamata come lei.
Questa, secondo il mito, è l'origine del nome del nostro continente.
L'Europa, valorizzando i propri ideali di tolleranza e fraternità, che l'hanno portata a essere la madre delle rivoluzioni nel mondo, ha la possibilità di essere d'esempio per la tutela delle minoranze e dei diritti umani. Dobbiamo far tesoro di questi valori e dell'esperienza etica e politica e usarli come supporto per superare la visione del mondo chiuso in trincea.
L'Europa ha ancora qualcosa da offrire.

Federica D'Appollonio - casadellacultura.it

 

 

La nascente Federazione europea

si trova dinnanzi al compito di replicare l'impresa compiuta agli albori della modernità dallo Stato nazione: riconciliare potere e politica, che attualmente sono divisi e seguono rotte opposte. Oggi come allora la strada che conduce alla realizzazione di questa impresa è impervia, irta di insidie e disseminata di rischi incalcolabili, con l'aggravante che il percorso non è tracciato, cosicché ogni passo è un salto nell'ignoto.

Zygmunt Bauman     caffeeuropa.it 

 

     

Il mondo globalizzato morirà di paura

La paura è il demone più sinistro che si annida nella società
I lavavetri ? Scarti del sapere-informazione
Per sapere s'intende spesso una conoscenza neutra. Non rischiamo di restare prigionieri di posizioni idealistiche se non evidenziamo che dal sapere nascono anche le ideologie?
L'ideologia è stata sempre considerata una forma di conoscenza inferiore rispetto agli altri saperi, a partire da quello scientifico. Soprattutto la credenza è stata scartata, messa ai margini e considerata non degna di essere studiata. Eppure sono le credenze che influenzano e condizionano i nostri comportamenti.
FestivalFilosofia Modena  -  Intervista di Tonino Bucci - Liberazione 
korazym.org      gc.rifondagenova.net     esserecomunisti.it

 

Abbiamo trasmesso insicurezza nelle coscienze delle persone

 

 

società dell'essere non dell'apparire
"Guardo il mondo globalizzato. È pieno di uomini costantemente in cerca di qualcosa d'altro. Sembra che corrano invece sono fermi, in una condizione di angosciante staticità. Credono di intercettare, di interpretare il cambiamento. Stanno bene solo quando arrivano prima degli altri, e questo indipendentemente da quale sia la meta. Ma pensiamoci un attimo: in realtà non progrediscono mai. Inseguono qualcosa che è fuori da sé, un modello che non esiste e che non possono raggiungere, perché non ha radici nella propria identità: un nuovo taglio o un nuovo colore di capelli, una nuova macchina, un nuovo lavoro, un nuovo corpo, una casa nuova. Una volta conquistati, sono già vecchi. E la corsa non finisce mai."
"Proviamo a riflettere su un concetto semplice:
la globalizzazione ci ha alienati ma ci ha fornito anche conoscenze fino a qualche anno fa insospettabili. E la conoscenza è di per se stessa libertà. Le nostre possibilità di scelta sono cresciute a dismisura. Adesso tocca capitalizzare questa libertà: invece di uniformarci a comportamenti sociali stereotipati abbiamo tutte le carte in regola per trovare una morale fatta di solidarietà e capacità di comprendere che ciascuno gioca un ruolo insostituibile. Il meccanismo della delega ad autorità sociali e religiose altre da noi è crollato? Bene, fatta tabula rasa di tutto ciò, possiamo dare alla modernità una valenza positiva. Non sta nei diktat eterodiretti la nostra possibilità di riscatto, né in una religiosità da hooligans, capaci di dichiararsi cristiani e devoti di Giovanni Paolo II e anche di uccidere, ma in un nuovo socialismo. Abbiamo inseguito il mito dell'Io. Non dimentichiamo che la portata etica di una società si misura nella sua capacità di offrire a tutti pari opportunità di scelta e pari libertà, di proteggere i deboli, gli emarginati. Io ce l'ho un sogno, è quello di perseguire l'ideale rinascimentale di armonia. Per Leon Battista Alberti la bellezza era strettamente connessa all'equilibrio fra le parti. La centralità dell'individuo è una risorsa. Felicità non è correre e poi fermarsi di botto. Ma saper star fermi, progredire, lentamente, consapevolmente. È una felicità solo all'apparenza più difficile da perseguire. In realtà sta lì, alla nostra portata. E riguarda tutti."
laura rufini - pontediferro.org

 

IL MONDO DISSOLVE IL FUTURO NEL PRESENTE
Il teatro dell'immortalità - il Mulino
Il clima in cui avviene questo cambiamento, di cui la chirurgia estetica appare uno dei sintomi più evidenti, è quello della crescita dell’incertezza, su cui ha attirato l'attenzione Zygmunt Bauman, incertezza che non riguarda solo la sicurezza personale, ma appunto l’immagine del nostro corpo offerta allo sguardo degli altri. Aumentano le pratiche quotidiane di manutenzione corporea attraverso fitness, istituti di bellezza, prodotti, diete alimentari, e abbondanti interventi d’estetica chirurgica.
marco belpoliti . kastampa.it

 

 

video rai - REAL

 

Zygmunt Bauman     professore emerito nelle Università di Leeds, in Gran Bretagna, e Varsavia, in Polonia
Nel dare ai movimenti tutta l'importanza che meritano, bisogna però non prenderli a scatola chiusa e vigilare attentamente, poiché è sempre grande il pericolo che vi possano essere "attivisti che considerano le loro iniziative come un'alternativa più valida della democrazia istituzionale. Il loro atteggiamento nei confronti della partecipazione politica manifesta un forte ethos antidemocratico". Parole di Zygmunt Bauman, che aggiunge che ci può essere il pericolo, dal quale guardarsi, che "la critica dei movimenti dei consumatori alla democrazia rappresentativa è fondamentalmente antidemocratica". Cioè, la vittoria dell'antipolitica.
f bianco aprileonline.info

 

 

 

 

come vivere insieme su un pianeta sovraffollato

in cui l'interdipendenza  di tutti con tutti gli altri è totale  ?
peacelink.org

 

 

Per i popoli più deboli globalizzazione

significa trovarsi davanti a forze che non controllano né capiscono
Povertà liquida

 

La "società aperta" di Popper oggi non è più opportunità

ma destino contrastato al quale non si può sfuggire
 Avvenire      lavocedifiore 

 

 

 Saper convivere è l’arte che il vecchio continente 

può sfruttare per tornare ad avere l’autorevolezza di ieri

 

 

Quanto meno un pensiero può essere giustificato  in termini di tangibili guadagni

e utilizzi  o di etichetta del prezzo attaccata ad esso nei  supermercati

o alla borsa valori tanto maggiore  è il suo valore umanizzante
 

 

AL GIORNO D'OGGI  OGNI ATTESA OGNI DIFFERIMENTO

OGNI RINVIO SI TRASFORMA IN UNO STIGMA DI INFERIORITA'

 vite di scarto - pagina 129

 

 

 Le storie sono come fari e come riflettori

illuminano parti di palcoscenico  lasciandone altre al buio

 

 

i media E i grandi burattinai

Sono i marketing manager a pianificare le strategie per attrarre l’attenzione del pubblico  Al di fuori di ogni preoccupazione morale

 

 

QUESTA E' LA comunità dei talk-show con gli idoli che sostituiscono i leader mentre il potere dei numeri – la folla – consegna loro il carisma capace a sua volta di trasformare gli spettatori in seguaci
l.paterno - terzarepubblica.it

 

 

Nell’impegno a lungo termine la ragione moderna individua l’oppressione, nella promessa vede il segno della dipendenza. Le relazioni sono fluide, beni a perdere, bambini e cani che non ci girano intorno, legami che non ci rendono nervosi. Dimenticare in fretta, cambiare rotta senza rimorso, evitando di giurare fedeltà eterna a qualcosa o a qualcuno. L’uomo liquido è sempre al lavoro, rimpiazza la qualità della relazione con la quantità,   sempre con il panico di rimanere indietro   o diventare obsoleto. Vogliamo relazioni che assomigliano allo shopping, con ricette, diritti stabiliti e promesse di soddisfazione fissate per legge. Come se l’amore obbedisse alle leggi economiche.
V.Macioce - ilgiornale.it

 

 

 

 

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