ci offre
cancel o delete
per tornare così nella fluidità
. la transitorietà ha sostituito
la durevolezza
. la velocità è potere
Il continuo
flusso informativo è un vortice che cattura
contenuti rigurgitandoli in laghi artificiali e giganteschi, ma
stagnanti e stantii... La cultura della modernità liquida non è più una
cultura dell’apprendimento e dell’accumulazione, è invece una cultura
del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza... lo sciame
inquieto del Web inondandoci di soundbites e immagini fagocita le
discussioni e i pensieri reali
la globalizzazione implica motivi di insoddisfazione
che sono perfettamente
chiari
a chiunque abbia occhi
per vederli
ZB
il
postmoderno
è il momento in cui il moderno dissolvimento
dell'identità vincolata
raggiunge il suo compimento: adesso scegliersi
un'identità è fin troppo facile. tenersela stretta invece
non lo è. nell'istante in cui raggiunge il suo
trionfo supremo la liberazione annulla lo scopo. quanto più
libera è la scelta tanto meno la si riconosce come tale.
la scelta manca di consistenza e
solidità. è possibile rimangiarsela con poco preavviso o
senza alcun preavviso e non è vincolante per nessuno.
nemmeno per chi l'ha compiuta. non lascia tracce non
dà diritti nè responsabilità e ciò che ne deriva può essere
rifiutato o sconfessato a piacimento non appena si rivela
sgradito o cessa di soddisfare. la libertà ci si ritorce
contro come arbitrarietà. l'elogiata capacità di
mettere in moto le cose ha
dato ai cercatori d'identità postmoderni la forza di sisifo.
la postmodernità diventa uno stato di arbitrarietà
nell'istante in cui diventa chiaro quanto sia irreparabile.
niente è impossibile tanto meno impensabile. tutto ciò che
è, è provvisorio. niente di ciò che è stato vincola ciò che
è. e ciò che è ha solo una debole presa sul futuro...
filosofia
della noia lars fr. h. svendsen - guanda
le società moderne sono affette da
provincialismo morale benchE' in apparenza promuovano l’universale dal
momento che sono i codici etici ad essere infestati dal
relativismo - una piaga che E' solo un riflesso o un sedimento del
provincialismo tribale dei poteri istituzionali che usurpano l’autoritA'
etica - zb
mie yim – who killed bambi? Il concetto che si pone al centro della
ricerca di Mie Yim è dunque, quello di una identità liquida
-per usare un’espressione del sociologo postmodern Zygmunt
Bauman- che, sfrondata dalla retorica
tardo-capitalistica, si rivela essere mera schizofrenia
attitudinale. Che non va certo curata farmalogicamente, ma
affrontata alla radice. Come frutto di un assetto
socio-culturale che cambia di segno anche alle realtà che
credevamo più incontaminate.
exibart
The message of the media, the impact
of the media, is not so much the letter of the messages but the form and
way in which they are supplied. The way in which they emerge from
nowhere and immediately disappear, the lightning speed in which they are
fed into public consciousness and evicted from it, the impossibility to
digest any news in any depth […] Just try to convince those young people
to give you a hierarchy of what’s important and what’s less important,
instead of just knowing about events. Liquid life - of which no one is
exempt! - prompts journalists to behave in the way they do; but by doing
what they do they heavily contribute to life’s liquidity." zb
interview - http://deuze.blogspot.com
più facile essere una celebrità che un
eroe la celebrità è la
metafora della vita contemporanea
e della natura
frammentaria e frammentata
dei nostri legami
raitre
eroi e celebrità
l’organizzazione dello spazio urbano
è importante per la sua forte tendenza a isolare classi, gruppi etnici,
talvolta generi o generazioni.........lo spazio sociale si distribuisce
su una vasta distesa di insensatezza, nelle forme di numerose macchie di
conoscenza più grandi e più piccole: oasi di significato e rilevanza in
un deserto prive di caratteristiche
Il tratto più singolare e
sconcertante degli stranieri è che non sono né prossimo né estranei.
Piuttosto l’uno e l’altro. Estranei in prossimità. Prossimo estraneo. In
altri termini, stranieri. ......Il rapporto con gli stranieri è sempre
qualcosa di assurdo. Esso rappresenta l’insufficienza o
l’incompatibilità delle regole che il non-status o lo status confuso
dello straniero invoca. E’ meglio non incontrare affato gli stranieri.
Poichè in realtà non è possibile tenersi lontani dallo spazio che essi
occupano o che condividono, la soluzione migliore è un incontro che non
sia un incontro.....
Se incontrato secondo le modalità del "non-incontro" lo straniero viene
relegato nella sfera della disattenzione, sullo sfondo, ignorato......
La strategia fagica tende ad
includere, quella emetica tende ad escludere. La prima assimila gli
stranieri al prossimo, la seconda li accomuna agli estranei
educational.rai.it
L'emergenza immigrazione........decine,
centinaia, migliaia di disperati costretti all'esilio da guerre civili,
lotte etniche e tribali, una massa di profughi di bibliche proporzioni
che il sociologo polacco Zygmunt Bauman considera senza eufemismi
« i nuovi dannati della terra »
........« I profughi — scrive Bauman — sono
rifiuti umani, senza
alcuna funzione utile da svolgere nella terra dove giungono e ( tempora
neamente) soggiornano, e senza l'intenzione né la realistica possibilità
di essere mai assimilati o integrati nel nuovo corpo sociale; dal luogo
che occupano, la discarica, non vi è ritorno né sbocco ulteriore » .
http://www.corriere.it/
L’Europa
sembra non saperlo ma ha ancora molto da dare al mondo». È un
messaggio di fiducia quello che Zygmunt Bauman, contraddicendo il suo
noto pessimismo, lancia al Vecchio continente. Un continente piegato su
sé stesso, avvilito e spaventato da quel mondo che fino a qualche
decennio fa dominava e organizzava a suo piacimento. «Trent’anni fa
viaggiare nel mondo da europeo significava sentirsi chiedere:
"Com’è l’Europa? Cosa accade ora laggiù?"»
ricorda Bauman, a Milano per un ciclo di lezioni organizzate da
AssoEtica, «Ora questo interesse è scemato e con esso anche il rispetto.
Perché ora il resto del pianeta non si aspetta più cose importanti
dall’Europa
Stefano Gulmanelli
lavocedifiore.org
Prof. Bauman, lei crede
che con il loro ingresso in Europa, i paesi dell’Europa dell’est abbiano
finalmente cessato le loro lunghe sofferenze e possano sperare in un
futuro migliore? ho pubblicato un
libricino dal titolo Europe – an Unfinished adventure; questo si apre
con il richiamo a diversi miti che spiegano le origini dell’Europa e
altri racconti che hanno accompagnato la sua storia e si conclude con la
seguente riflessione:
C’è un filo rosso comune che attraversa tutte le storie:
l’Europa è qualcosa che si scopre; l’Europa è una missione – qualcosa
che va fatto, creato, costruito. E ci vuole molta inventiva, senso dello
scopo e duro lavoro per compiere questa missione. Forse si tratta di un
lavoro che non finisce mai, una prospettiva sempre sospesa, irrisolta. .....
www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/277bauman.html
L’Europa è
un’avventura Zygmunt Bauman
ci racconta di quando la principessa Europa
venne rapita da Zeus e di quando suo padre, Agenore – re di Tiro in
Fenicia – mandò i suoi figli a cercarla. Uno di essi, Cadmo, facendo
vela verso Rodi, sbarcò in Tracia vagando per le terre che poi avrebbero
preso il nome della sua sventurata sorella. Giunto a Delfi chiese
all’oracolo dove si trovasse Europa. In risposta ricevette un consiglio
pratico «Non la troverai. – gli disse – Prendi invece una vacca: la
seguirai pungolandola, ma non lasciarla mai riposare. Nel punto in cui
cadrà a terra sfinita, costruisci una città». E’ la storia dell’origine
mitica di Tebe. Michele Nardelli - osservatoriobalcani.org Secondo Bauman, a differenza del passato
illustre del continente
oggi l'Europa
sembra aver perso la sicurezza in se stessa e il gusto dell'avventura.
Presa nelle spire di un mondo che si trasforma, comincia a guardare agli
altri con diffidenza e paura, si chiude agli immigrati, affoga nella
povertà della sua fantasia, nella limitatezza delle sue risorse e non ha
più volontà sufficiente per seguire le sue inclinazioni. Eppure mai
prima d'ora questo pianeta ha avuto bisogno di un'Europa disposta a
guardare oltre le proprie frontiere. Di un'Europa che può giocare un
ruolo vitale a patto di ritrovare la sua identità e condividere
quell'esperienza di libertà, democrazia e giustizia che ha appreso
duramente lungo il suo percorso tortuoso. libreriauniversitaria.it L'avventura
dell'Europa non è ancora finita
L'Europa ha valori
da offrire per un mondo che sappia guardare oltre le "trincee".Secondo
Bauman questa è l'unica strategia per un'Europa economicamente in
declino.
Europa, figlia del re dei Fenici, fu rapita da Zeus, sotto le sembianze
di un toro, e portata via dall'Asia verso quella terra che si sarebbe
chiamata come lei.
Questa, secondo il mito, è l'origine del nome del nostro continente.
L'Europa, valorizzando i propri ideali di tolleranza e fraternità, che
l'hanno portata a essere la madre delle rivoluzioni nel mondo, ha la
possibilità di essere d'esempio per la tutela delle minoranze e dei
diritti umani. Dobbiamo far tesoro di questi valori e dell'esperienza
etica e politica e usarli come supporto per superare la visione del
mondo chiuso in trincea.
L'Europa ha ancora qualcosa da offrire. Federica D'Appollonio - casadellacultura.it
La nascente Federazione europea
si trova
dinnanzi al compito di replicare l'impresa compiuta agli albori della
modernità dallo Stato nazione: riconciliare potere e politica, che
attualmente sono divisi e seguono rotte opposte. Oggi come allora la
strada che conduce alla realizzazione di questa impresa è impervia, irta
di insidie e disseminata di rischi incalcolabili, con l'aggravante che
il percorso non è tracciato, cosicché ogni passo è un salto nell'ignoto.
La paura è il demone più sinistro
che si annida nella società I lavavetri ? Scarti del
sapere-informazione Per sapere s'intende spesso una conoscenza neutra.
Non rischiamo di restare prigionieri di posizioni idealistiche se non
evidenziamo che dal sapere nascono anche le ideologie?
L'ideologia è stata sempre considerata una forma di conoscenza inferiore
rispetto agli altri saperi, a partire da quello scientifico. Soprattutto
la credenza è stata scartata, messa ai margini e considerata non degna
di essere studiata. Eppure sono le credenze che influenzano e
condizionano i nostri comportamenti. FestivalFilosofia Modena - Intervista
di Tonino Bucci - Liberazione
korazym.org gc.rifondagenova.net
esserecomunisti.it
Abbiamo trasmesso insicurezza nelle coscienze delle
persone
società dell'essere non
dell'apparire "Guardo il mondo globalizzato. È pieno di uomini
costantemente in cerca di qualcosa d'altro.
Sembra che corrano invece sono fermi, in
una condizione di angosciante staticità. Credono di intercettare, di
interpretare il cambiamento. Stanno bene solo quando arrivano prima
degli altri, e questo indipendentemente da quale sia la meta. Ma
pensiamoci un attimo: in realtà non progrediscono mai. Inseguono
qualcosa che è fuori da sé, un modello che non esiste e che non possono
raggiungere, perché non ha radici nella propria identità: un nuovo
taglio o un nuovo colore di capelli, una nuova macchina, un nuovo
lavoro, un nuovo corpo, una casa nuova. Una volta conquistati, sono già
vecchi. E la corsa non finisce mai."
"Proviamo a riflettere su un concetto semplice:
la globalizzazione ci ha alienati ma ci ha
fornito anche conoscenze fino a qualche anno fa insospettabili. E la
conoscenza è di per se stessa libertà. Le nostre possibilità di scelta
sono cresciute a dismisura. Adesso tocca capitalizzare questa libertà:
invece di uniformarci a comportamenti sociali stereotipati abbiamo tutte
le carte in regola per trovare una morale fatta di solidarietà e
capacità di comprendere che ciascuno gioca un ruolo insostituibile. Il
meccanismo della delega ad autorità sociali e religiose altre da noi è
crollato? Bene, fatta tabula rasa di tutto ciò, possiamo dare alla
modernità una valenza positiva. Non sta nei diktat eterodiretti la
nostra possibilità di riscatto, né in una religiosità da hooligans,
capaci di dichiararsi cristiani e devoti di Giovanni Paolo II e anche di
uccidere, ma in un nuovo socialismo. Abbiamo inseguito il mito dell'Io.
Non dimentichiamo che la portata etica di una società si misura nella sua capacità di offrire a
tutti pari opportunità di scelta e pari libertà, di proteggere i deboli,
gli emarginati. Io ce l'ho un sogno, è quello di perseguire l'ideale
rinascimentale di armonia. Per Leon
Battista Alberti la bellezza era strettamente connessa all'equilibrio
fra le parti. La centralità dell'individuo è una risorsa. Felicità non è
correre e poi fermarsi di botto. Ma saper star fermi, progredire,
lentamente, consapevolmente. È una felicità solo all'apparenza più
difficile da perseguire. In realtà sta lì, alla nostra portata. E
riguarda tutti." laura rufini - pontediferro.org
IL MONDO DISSOLVE IL FUTURO NEL
PRESENTE
Il teatro dell'immortalità - il Mulino Il clima in cui avviene questo cambiamento,
di cui la chirurgia estetica appare uno dei sintomi più evidenti, è
quello della crescita dell’incertezza, su cui ha attirato l'attenzione
Zygmunt Bauman, incertezza che non riguarda solo la sicurezza personale,
ma appunto l’immagine del nostro corpo offerta allo sguardo degli altri.
Aumentano le pratiche quotidiane di manutenzione corporea attraverso
fitness, istituti di bellezza, prodotti, diete alimentari, e abbondanti
interventi d’estetica chirurgica.
marco belpoliti . kastampa.it
Zygmunt Bauman professore emerito nelle
Università di Leeds, in Gran Bretagna, e Varsavia, in Polonia Nel dare ai movimenti tutta l'importanza
che meritano, bisogna però non prenderli a scatola chiusa e vigilare
attentamente, poiché è sempre grande il pericolo che vi possano essere
"attivisti che considerano le loro iniziative come un'alternativa più
valida della democrazia istituzionale. Il loro atteggiamento nei
confronti della partecipazione politica manifesta un forte ethos
antidemocratico". Parole di Zygmunt Bauman, che aggiunge che ci può
essere il pericolo, dal quale guardarsi, che "la critica dei movimenti
dei consumatori alla democrazia rappresentativa è fondamentalmente
antidemocratica". Cioè, la vittoria dell'antipolitica. f bianco
aprileonline.info
come vivere
insieme su un pianeta sovraffollato
in cui
l'interdipendenza di tutti con tutti gli altri
è totale ? peacelink.org
Per i popoli più
deboli globalizzazione
significa trovarsi
davanti a forze che non
controllano né capiscono Povertà liquida
La "società aperta" di Popper
oggi non è più opportunità
ma destino contrastato al quale non si può
sfuggire Avvenire lavocedifiore
Saper convivere è l’arte che il
vecchio continente
può sfruttare per tornare ad
avere l’autorevolezza di ieri
Quanto meno un
pensiero
può essere giustificato in termini di
tangibili guadagni
e utilizzi o di etichetta del
prezzo attaccata ad esso nei supermercati
o alla
borsa valori tanto maggiore è il suo valore
umanizzante
AL GIORNO
D'OGGI OGNI ATTESA OGNI DIFFERIMENTO
OGNI RINVIO SI TRASFORMA
IN UNO STIGMA DI INFERIORITA'
vite di scarto -
pagina 129
Le storie sono come fari e come riflettori
illuminano parti di palcoscenico lasciandone altre al buio
i media E i grandi burattinai
Sono i marketing manager a pianificare le strategie per
attrarre l’attenzione del pubblico Al di fuori di ogni
preoccupazione morale
QUESTA E' LA
comunità dei talk-show con gli idoli che sostituiscono i leader mentre
il potere dei numeri – la folla – consegna loro il carisma capace a sua
volta di trasformare gli spettatori in seguaci l.paterno - terzarepubblica.it
Nell’impegno a lungo termine la
ragione moderna individua l’oppressione, nella promessa vede il segno
della dipendenza. Le relazioni sono fluide, beni a perdere, bambini e
cani che non ci girano intorno, legami che non ci rendono nervosi.
Dimenticare in fretta, cambiare rotta senza rimorso, evitando di giurare
fedeltà eterna a qualcosa o a qualcuno. L’uomo liquido è sempre al
lavoro, rimpiazza la qualità della relazione con la quantità, sempre con
il panico di rimanere indietro o diventare obsoleto. Vogliamo relazioni
che assomigliano allo shopping, con ricette, diritti stabiliti e
promesse di soddisfazione fissate per legge. Come se l’amore obbedisse
alle leggi economiche. V.Macioce - ilgiornale.it