ZYGMUNT BAUMAN

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19.11.1925  -  9.1.2017

 

bibliografia

 

MODERNITA E OLOCAUSTO - 2010

MDODERNITA E AMBIVALENZA - 2010

L'ETICA IN UN MONDO DI CONSUMATORI - 2010
LO SPETTRO DEI BARBARI - 2010
VITE CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI - 2011
IL BUIO DEL POST-MODERNISMO - 2011
Conversazioni - 2011
CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE - 2011
COS'E ACCADUTO ALLA NATURA - 2012
MORTALITA IMMORTALITA - 2012
Cose che abbiamo in comune.
44 lettere dal mondo liquido - 2012

L'EUROPA E UN'AVVENTURA - 2012

GLI USI POSTMODERNI DEL SESSO - 2013

La ricchezza di pochi .. FalsO ! - 2013

LE SORGENTI DEL MALE - 2013

Communitas. Uguali e diversi - 2013

DANNI COLLATERALI - 2013

SESTO POTERE - 2014

il demone della paura - 2014

LA VITA TRA REALE E VIRTUALE - 2014

LA SCIENZA DELLA LIBERTA - 2014

SU DIO E SULL'UOMO - 2014  zb/s.obirek

STATO DI CRISI -  2015 - zb/c.bordoni

BABEL - 2015 - zb/e.mauro

IL RITORNO DEL PENDOLO  -  2015 - zb/g.dessal

PER TUTTI I GUSTI - 2016

IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE - 2016

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NATI LIQUIDI - postumo - zb_t.leoncini - 2017

STRANIERI ALLE PORTE - postumo 2017-2018

RETROTOPIA  -  postumo - 2017

MEGLIO ESSERE FELICI - postumo - 2017

L'ULTIMA LEZIONE - postumo - zb_w.goldkorn - 2018

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MORTALITA IMMORTALITA

ED ALTRE STRATEGIE DI VITA   -   1992
La decadenza degli intellettuali  -  1992 
Il teatro dell'immortalità - 1995
Le sfide   dell'etica  -  1996

Memorie di classe - 1987
Modernità e olocausto  -  1999
La società dell'incertezza   -  1999

La solitudine del cittadino globale   -  2000

Il disagio della postmodernità   -   2000
Dentro la globalizzazione  -   2000
Voglia di comunità  -   2001

La Libertà  -  2002

Modernità liquida  -  2002
La società individualizzata  -  2002
Società, etica, politica  -   2002
Intervista sull'identità  -  2003 

PENSARE SOCIOLOGICAMENTE  -  2003 
Lavoro, consumismo e nuove povertà  -  2004

Globalizzazione e gloBalizzazione -  2005

La Fiducia e la paura nella città  -  2005
La Società sotto assedio  -  2006

Vite di scarto  -  2005

Amore liquido  -  2006
Vita liquida  -  2006

Modus vivendi  -  2007

HOMO CONSUMENS  - 2007

Paura liquida  -  2007

INDIVIDUALMENTE INSIEME - 2008

DELLA POLITICA  - 2008

CONSUMO DUNQUE SONO -  2008

L'ARTE DELLA VITA  - 2009

Come salvarsi  -  2009
Modernità e globalizzazione  -  2009

VITE DI CORSA  - 2009

CAPITALISMO PARASSITARIO - 2009

 

riconoscimenti
1989 Premio Europeo Amalfi per la Sociologia e le Scienze Sociali
1998 Premio Theodor Adorno della città di Francoforte
2010 Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica Spagna
2014 Premio Ernest Hemingway 30ma edizione per l'avventura del pensiero
2015 laureA HONORIS CAUSA - UNI SALENTO - LINGUE MODERNE - LETTERATURE E TRADUZIONE LETTERARIA
2015 premio internazionale capalbio - sezione economia

http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman

Sulle difficoltà e sul bisogno del dialogo - lectio magistralis - lecce uni salento - 2015

Chiudo il mio discorso ponendo alla vostra attenzione una domanda:
è indispensabile attendere che accada una catastrofe per ammettere che la catastrofe sta arrivando?
Il pensiero è raccapricciante ma non possiamo non porcelo.
. LAUREA HONORIS CAUSA
Il progresso
un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo:    adesso 'progresso'   sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui.
modus vivendi - 2008
CONSUMIAMO PER VIVERE OPPURE VIVIAMO PER CONSUMARE ?
Il vero problema dell'attuale stato della nostra civiltà è che abbiamo smesso di farci delle domande.
...    Lo scopo del gioco del consumo non è tanto la voglia di acquisire e possedere, né di accumulare ricchezze in senso materiale, tangibile, quanto l'eccitazione per sensazioni nuove, mai sperimentate prima. I consumatori sono prima di tutto raccoglitori di sensazioni: sono collezionisti di cose solo in un senso secondario e derivato.
dentro la globalizzazione
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CONSUMO DUNQUE SONO  -  2007
Il consumismo, oltre a essere un'economia dell'eccesso e dello spreco, è anche un'economia dell'illusione. Esso fa leva sulla irrazionalità dei consumatori, non sulle loro previsioni informate e disincantate; punta a suscitare emozioni consumistiche, non a sviluppare la ragione.
...
II valore più caratteristico della società dei consumi, anzi il suo valore supremo rispetto al quale tutti gli altri sono chiamati a giustificare il proprio merito, è una vita felice; anzi, la società dei consumi è forse l'unica società della storia umana che prometta la felicità nella vita terrena, la felicità qui e ora e in ogni successivo "ora": felicità istantanea e perpetua.
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La rivoluzione c'è ma è una rivoluzione senza rivoluzionari, senza partiti rivoluzionari e senza programmi rivoluzionari.
Le rivoluzioni "vecchio stile" consistevano nell'assalire i palazzi del Governo.
Oggi non c'è alcun palazzo da assediare.  La rivoluzione attuale ha una natura differente.
Non è qualcosa che stiamo facendo ma qualcosa che ci sta capitando .
zb

Amare il prossimo come se stessi significherebbe allora rispettare l’unicità dell’altro, apprezzare la sua differenza e pensare che le differenze rendono il mondo più ricco e affascinante
homo consumens - pag 71 - 2007

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Il futuro non è più dato. il nostro è un mondo in continua costruzione governato da leggi probabilistiche.    Siamo passati da un mondo dell’essere a un mondo del divenire.

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Più sicurezza abbiamo in casa e meno sicuri ci sentiamo quando usciamo
mantova - urbanity 2015

 

 

 

 

l'ultima lezione  - POSTUMO -  2018 -  Zygmunt Bauman - Wlodek Goldkorn
-- Mi concentrerò sui motivi che spingono le persone, in un certo momento della loro storia, a dedicarsi con una passione e un interesse particolari a predizioni, congetture e manifestazioni di panico al pensiero di una possibile fine del mondo  --
Bauman era uno degli ultimi veri intellettuali pubblici in circolazione e attività in questi primi due decenni del Terzo Millennio. Certo, era un accademico, e di successo: un sociologo e sicuramente anche un filosofo. Ma che cosa è un intellettuale pubblico? È una figura che trae, in Occidente, le sue origini dalla tradizione dei profeti, uomini contro il potere, così come ci è stata tramandata più nella versione ebraica – anarchica, iconoclastica, irriverente – che in quella cristiana dove potere e sapere coincidono.
laterza -  unilibro - 2018
Il volume che qui si presenta contiene, oltre alla lezione sulla fine del mondo tenuta da Bauman a Prato il 3 novembre 2016, a meno di tre mesi dalla morte, il saggio, finora inedito in italiano, su un aspetto dell’eredità del XX secolo, quello della memoria dell’Olocausto, tuttora di grande attualità. A far da contorno, è stato incluso anche un saggio di Goldkorn, utilissimo per farci comprendere l’accidentata biografia dell’autore e l’importante ruolo di intellettuale pubblico da lui svolto in questi anni.
Nella lezione sulla fine del mondo, Bauman si concentra” sui motivi che spingono le persone, in un certo momento della loro storia, a dedicarsi con una passione e un interesse particolari a predizioni, congetture e manifestazioni di panico al pensiero di una possibile fine del mondo”. A suo parere, molti vivono questa condizione perché non si sentono sicuri di riuscire a controllare le loro vite.
roberto tomei - ilfoglietto.it - 2018

 

 

 

 

MEGLIO ESSERE FELICI  - postumo - 2017
tratto dalla conferenza di cagliari di giugno 2017 .
Bauman arriva quindi a concludere che ''la felicità comincia a casa ... in contatto con le altre persone, non su internet. La felicità non risiede solo nello scambiarci baci, che è la cosa più facile, ma sta anche nel litigare animatamente con gli altri, nel discutere e nei tentativi di negoziare, nel litigare e nel provare a capire le ragioni dell'altro. Ecco dove comincia la felicità. Se non dovesse partire da qui, allora credo non abbia grandi chance di esistere nella società moderna'', e ognuno sarebbe sempre più solo e insoddisfatto, infelice alla ricerca nel web di qualcosa che questo non gli potrà dare mai.
ansa.it - 2017
La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un'esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell'infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell'era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l'amicizia, l'amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all'interno della polis comune che appartiene a tutti noi tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell'essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto - come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant - una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici.
feltrinelli.it - 2017

 

 

 

 

 

 

RETROTOPIA - postumo - 2017

- Non siamo più capaci di immaginare il futuro e allora ci rivolgiamo al passato, alimentando nostalgie e rimpianti.  Sono gli anni della retrotopia -

Abbiamo invertito la rotta e navighiamo a ritroso.      Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato spostato tra i crediti, rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui le speranze non sono ancora screditate. Sono gli anni della retrotopia.
La direzione del pendolo della mentalità e degli atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilità e affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprenderele cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giù per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato.
La via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione.    Il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente.

laterza - 2017   -    ebook amazon.it

La direzione del pendolo della mentalità e degli atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilità e affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprendere le cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giù per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato. La via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione. Il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente.

HOEPLI - 2017

 

 

 

 

 

 

NATI LIQUIDI  - conversazione tra bauman e thomas leoncini - POSTUMO - consegnato al papa da t.leoncini in udienza privata - aprile 2017

Le ultime note di Bauman a Leoncini 

- Poco prima della sua scomparsa, mi ha scritto: Questo libro sarà sulle tue spalle, deve venire bello e genuino come mi hai promesso .

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zB Sulla chirurgia estetica

La cultura contemporanea della società dei consumatori è governata dal precetto «se puoi farlo, devi farlo». L’idea di non avvalersi delle opportunità disponibili di «migliorare» l’aspetto del proprio corpo (leggi: avvicinarlo alla moda attualmente dominante) viene fatta sentire come un qualcosa di ripugnante, spregevole; tende a essere ampiamente vista come degradante, lesiva del valore e della stima sociale del «colpevole» .

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Sul femminismo

La posta in gioco nei contemporanei conflitti di genere non è più il potere e il dominio di uno dei due sessi sull’altro. Al femminismo interessa sì la parità (di condizione sociale, opportunità, prestigio e autorità), ma il suo filo conduttore veramente cruciale è che si spera di avere una chance di prevalere .

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Sui tatuaggi

Il tatuaggio, miracolo dei miracoli, segnala al contempo l’intenzionale stabilità (forse anche l’irreversibilità) dell’impegno e la libertà di scelta che contraddistingue l’idea di diritto all’autodefinizione e al suo esercizio .

tg24.sky.it - 2017

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È il testo a cui Zygmunt Bauman stava lavorando al momento della morte. Nel dialogo con Thomas Leoncini – ci sono esattamente sessant’anni di distanza tra i due – il celeberrimo sociologo e filosofo della “società liquida” affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni ‘80, quelli che ad una società in continuo mutamento appartengono da nativi.

lafeltrinelli.it - 2017

Questa è l'ultima opera di un'icona della cultura che ha goduto di un'immensa popolarità, grazie alla sua capacità di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo stesso mai riduttivo. Lo studioso che ha spiegato la postmodernità attraverso l'illuminante immagine di una «società liquida» che ha abbandonato la comunità per l'individualismo, convinta che il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza. Queste sono le pagine a cui al momento della morte Zygmunt Bauman stava lavorando. Un dialogo con un giovane che ha esattamente sessant'anni meno di lui. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a una società liquida e in continuo mutamento appartengono da nativi. E, come sempre, stimolato dal dibattito, sa cogliere la realtà nella sua dimensione più vera e profonda, persino nei fenomeni considerati più effimeri. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche dell'aggressività (e in particolare il fenomeno del bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose vengono analizzati in questa breve folgorante opera pop, capace di coinvolgere sia coloro che, a vario titolo, hanno a che fare con i giovani sia i moltissimi lettori di Bauman. Questa è l'ultima lezione del più grande sociologo e filosofo della contemporaneità.
sperling & kupfer - 2017

E che dire del corpo come luogo sempre più prediletto su cui collocare i segni di speranze e aspettative, così che l’irrisolvibile dilemma di coniugare appartenenza e autoaffermazione, permanenza e flessibilità dell’identità trovi soluzione, o perlomeno si avvicini il più possibile a una soluzione? L’abbigliamento segnala la propria capacità e disponibilità a rinunciare ai simboli dell’identità attuale a favore di altri, e all’istante; consente e dimostra addirittura la capacità di incarnare parallelamente una serie di identità diverse. 
lastampa.it - 2017

Questa è l'ultima opera di un'icona della cultura che ha goduto di un'immensa popolarità, grazie alla sua capacità di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo stesso mai riduttivo. Lo studioso che ha spiegato la postmodernità attraverso l'illuminante immagine di una «società liquida» che ha abbandonato la comunità per l'individualismo, convinta che il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza. Queste sono le pagine a cui al momento della morte Zygmunt Bauman stava lavorando. Un dialogo con un giovane che ha esattamente sessant'anni meno di lui. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a una società liquida e in continuo mutamento appartengono da nativi. E, come sempre, stimolato dal dibattito, sa cogliere la realtà nella sua dimensione più vera e profonda, persino nei fenomeni considerati più effimeri. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche dell'aggressività (e in particolare il fenomeno del bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose vengono analizzati in questa breve opera pop.
mondadori  - 2017

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GLI USI POSTMODERNI DEL SESSO

Cosa ne è dell'amore quando l'erotismo impera? Sesso, erotismo e amore: mondi collegati e tuttavia separati. E difficile che possano darsi l'uno senza gli altri, eppure si consumano in una guerra perenne per l'indipendenza. Come in tutte le guerre, nel tempo mutano le strategie e i rapporti di forza. Nella società postmoderna è l'erotismo ad aver assunto un ruolo senza precedenti: non più alleato con la riproduzione sessuale né con l'amore, esso reclama la propria indipendenza da entrambi, e mette prepotentemente in primo piano il piacere e l'esperienza vissuta. Il prezzo da pagare, segnala Bauman, è un rapido indebolimento dei rapporti umani, che si spogliano via via di intimità ed emotività.
unilibro
Sesso, erotismo e amore sono collegati e tuttavia separati. È difficile che possano esistere l'uno senza gli altri, eppure la loro esistenza si consuma in una guerra perenne per l'indipendenza. Come in tutte le guerre, nel tempo mutano le strategie e i rapporti di forza in campo, e ciò produce conseguenze di lungo periodo in ciascuno dei contendenti. Nella società postmoderna l'erotismo ha assunto un ruolo senza precedenti: non più alleato con la riproduzione sessuale né con l'amore, esso reclama la propria indipendenza da entrambi, rifiuta ogni responsabilità per gli effetti che può provocare su di loro e mette prepotentemente in primo piano il piacere e l'esperienza vissuta. Osservatore insuperato della società d'oggi, Bauman traccia in queste pagine i contorni del nuovo scenario, e ravvisa il prezzo da pagare per la trasformazione in un rapido indebolimento dei rapporti umani, che si spogliano via via di intimità ed emotività ,e nell'appassimento del desiderio di crearne di nuovi e di tenerli in vita.
lafeltrinelli.iy - 2013

La domanda di fondo è: come si vive in un mondo in cui la norma culturale fondamentale è l’erotismo?

Zygmunt Bauman suggerisce che si vive peggio.

Ma il mondo in cui sesso, erotismo, amore erano legati fortemente, il mondo dell’ordine e della prescrizione, era il mondo patriarcale regolato da una gerarchia pesante, da un dominio difficile da sopportare: quello del maschile sul femminile, dell’ordine determinato da un sesso e subìto dall’altro. Un mondo in cui il sesso garantiva la prosecuzione della specie, l’erotismo spesso nelle forme della pornografia ne affermava una controllata e necessaria trasgressione, e l’amore lo giustificava culturalmente. Quello dominato dall’effimero dell’erotismo forse non è un bel mondo.

Ma siamo proprio sicuri che il precedente fosse il migliore dei mondi possibili?
ritanna armeni - ilfoglio.it - 2013
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LATOUCHE - USA E GETTA

BAUMAN spiega come la versione attuale della attività sessuale si concentri esclusivamente sul suo effetto orgasmico: il sesso postmoderno è l’orgasmo.
La tesi di Bauman è che nella età postmoderna l’erotismo si è svincolato sia dalla funzione della riproduzione, come dall’amore, sin qui cardine dell’esperienza umana. La ricerca del piacere sessuale è assurta a norma culturale come un tempo accadeva per l’amore, dai provenzali ai romantici. L’effetto è che oggi l’erotismo ha acquistato uno spessore che non aveva in precedenza, ma al tempo stesso possiede un’inedita leggerezza e volatilità propria dei nostri tempi. La lettura del sociologo di origine polacca non è inficiata da alcun moralismo; guarda piuttosto con lucidità cosa è divenuta la sessualità nel nostro mondo contemporaneo, pornografia compresa.
Come aveva incominciato a dirci Michel Foucault nel primo volume della sua Storia della sessualità, La volontà di sapere, uscito a metà degli anni Settanta, la rivoluzione erotica di quel decennio «è stata depositata davanti all’uscio delle forze di mercato»
- Bauman -
lastampa.it - 2013

Nella moderna società liquida, per Bauman l’amore è un fenomeno che causa enormi sofferenze, diviso tra l’anelito a una sua pienezza e la difficoltà di riuscire a durare, a esprimersi al di là della contingenza, senza che si riesca a capire se sia un elemento del mondo della produzione o di quello del consumo, ovvero se vada ricreato continuamente o debba essere sempre eguale e pronto per l’uso, se debba essere off line o on line.
Il sociologo spiega che «finisce per esserci una eterna contrapposizione tra essere
soggetti d’amore o oggetti, mentre il rapporto d’amore dovrebbe fondere, unificare le due cose in ognuno, anche se questo, nel mondo d’oggi, è sempre più difficile, visto che mediamente gli esseri umani passano 7 ore e mezzo, praticamente la metà della loro giornata, davanti a un monitor, che sia tv, smartphone o tablet e l’unico contatto fisico che hanno è quel del dito con lo schermo.
I più giovani poi, col loro saper essere
multitasking, in quelle 7 ore e mezzo concentrano conversazioni e attività che normalmente richiederebbero due ore di più».
Diventa evidente che i due mondi, di chi è on line e di chi è off line, sono sempre più diversi per codici, ideali, comportamenti.
«L’essere
off line in amore è pieno di incertezza, di rischi snervanti, richiede un impegno costante per riuscire a piacere e rinnovarsi continuamente all’interno di una relazione, pone problemi in caso di fine – continua Bauman – l’essere on line dà invece sicurezza, tutto è tranquillo, controllato, mediato, la vita è facile come ingrandire una foto con due dita su telefonino, senza contare che si possono collezionare in breve centinaia di amici, o intrecciare amori e, per lasciarli, basta poi cancellarli da proprio profilo con un clic, senza sforzo, senza impegno».
festival filosofia modena - online-news.it - 2013

 

 

 

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professore emerito

di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia. Nei suoi numerosi libri ha delineato gli aspetti salienti della società globalizzata, sottolineando in particolare i processi di individualizzazione, i mutamenti nella definizione del pubblico e del privato e le conseguenze filosofiche e morali del nuovo capitalismo, fino a formulare un’antropologia filosofica imperniata sull’esperienza dell’incertezza.

festivalfilosofia.it - 2012

uno dei massimi intellettuali contemporanei, di famiglia ebraica e sfuggito all'Olocausto ordito da Hitler grazie a una tempestiva fuga in Urss nel 1939.
suo padre era un granitico sionista e negli anni ha sviscerato come pochi l'aberrazione e le conseguenze della Shoah.

Lei in passato è stato critico nei confronti del sionismo e dell'uso che Israele fa della tragedia dell'Olocausto per giustificare le sue offensive militari. La pensa ancora così?
Raramente la vittimizzazione nobilita le sue vittime. Anzi, quasi mai. Troppo spesso, invece, provoca un'unica arte, che è quella del sentirsi perseguitati. Israele, nato dopo lo sterminio nazista contro gli ebrei, non è un'eccezione. Quello a cui siamo di fronte oggi è un triste spettacolo: i discendenti delle vittime nei ghetti cercano di trasformare la striscia di Gaza in un ghetto che sfiora la perfezione (accesso bloccato in entrata e uscita, povertà, limitazioni). Facendo sì che qualcuno prenda il loro testimone in futuro.

antonello guerrera/repubblica.it - 2014

bio

1925 Zygmunt Bauman nasce a Poznan in Polonia da una famiglia ebrea
1939 All’invasione della Polonia fugge in Russia dove si arruola in un corpo di volontari polacchi contro l’occupazione nazista
1954 Diventa lettore alla facoltà di Scienze sociali dell’Università di Varsavia.
1971 Si trasferisce in Gran Bretagna
2001 Diventa professore emerito di Sociologia all’Università di Leeds

2017 muore a leeds il 9 gennaio . aveva  92 anni .
kore.it
Zygmunt Bauman   

è un sociologo britannico di origini ebraico-polacche. Dal 1971 al 1990 è stato professore di Sociologia all'Università di Leeds. Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato una certa fama grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo il nazionalsocialismo e l'Olocausto.
Nato da genitori ebrei non praticanti a Poznan, in Polonia, nel 1925, Bauman fuggì nella zona di occupazione sovietica dopo che la Polonia fu invasa dalle truppe tedesc
he nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale, e successivamente si mise al servizio di una unità militare sovietica. Dopo la guerra, egli iniziò a studiare sociologia all'Università di Varsavia, dove insegnavano Stanislaw Ossowsky e Julian Hochfeld. Durante una permanenza alla London School of Economics, preparò la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico che fu pubblicata nel 1959.
Bauman collaborò con numerose riviste specializzate tra cui la relativamente popolare Socjologia na co dzien (La Sociologia di tutti i giorni, del 1964), che raggiungeva un discreto pubblico. Inizialmente, egli rimase vicino alla dottrina marxista ufficiale; si avvicinò in seguito ad Antonio Gramsci e Georg Simmel.
Nel marzo del 1968, una epurazione antisemita in Polonia spinse molti degli ebrei polacchi sopravissuti a emigrare all'estero; tra questi, molti intellettuali che avevano perso la grazia del governo comunista. Bauman, che aveva perso la sua cattedra all'Università di Varsavia, fu uno di questi. Egli dapprima emigrò in Israele per andare a insegnare all'Università di Tel Aviv; successivamente accettò una cattedra di sociologia all'Università di Leeds, dove a tratti prestò servizio come Capo del Dipartimento. Da quel momento in poi, ha quasi sempre scritto in lingua inglese.

http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman 

Zygmunt Bauman è nato in Polonia nel 1925. Fuggito nel 1939 con la famiglia in URSS in seguito all’invasione del suo Paese per sfuggire alla persecuzione contro gli ebrei, si arruola in un corpo di volontari polacchi per combattere contro i nazisti. Finalmente rientrato a Varsavia, cerca di realizzare il suo sogno di studiare fisica. Ma davanti alla distruzione della sua terra, Bauman decide di dedicarsi ai “buchi neri” del Paese e “del big bang della sua resurrezione” e sceglie così di occuparsi di sociologia.Oggi, Zygmunt Bauman, considerato il teorico della postmodernità, insegna Sociologia nelle Università di Leeds e di Varsavia. Nelle sue opere si occupa di una serie di temi rilevanti per la società e la cultura contemporanea: dall’analisi della modernità e postmodernità, al ruolo degli intellettuali, fino ai più recenti studi sulle trasformazioni della sfera politica e sociale indotti dalla globalizzazione.

muore a leeds a 92 anni il 9.1.2017.

zam.it

Professor Zygmunt Bauman

the intellectual patron of the New Left, was an officer and agent of the communist security apparatus.
Initially, Bauman remained close to the official Marxist doctrine. However, he grew increasingly critical of the communist government under the influence of Antonio Gramsci's and Georg Simmel's work. Due to his critical position towards the regime, he was never nominally awarded the title of professor, even though he had completed his habilitation. However, Bauman de facto held the chair of his erstwhile teacher Julian Hochfeld, after Hochfeld had become vice-director of UNESCO's Department for Social Sciences in Paris in 1962.

http://en.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman

While heading the Department of Sociology

of which he was the first Professor, Bauman brought to the task of running things great qualities of intellectual leadership. From the start he saw his task as one of inspiring students, and among his academic colleagues promoting a collegial atmosphere in which new academic projects were welcomed and free and open discussion encouraged in an atmosphere of mutual tolerance and understanding. Despite holding firm moral and political commitments of his own, Bauman was attached to the idea of sociology as a broad discipline which could and should enable diversity to flourish. His retirement in 1990 was a loss to the Department in terms of a daily presence and a continuing influence. Since then, however, he has maintained his contact with the Department, helping it considerably through his good offices, but mainly through his considerable reputation, from which sociology at Leeds has continued to benefit.
Zygmunt Bauman was awarded the Amalfi European Prize in 1990 and the Adorno Prize in 1998. It is difficult to think of higher honours being bestowed on a sociologist, in this case of European and indeed world standing
leeds.ac.uk

 

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Zygmunt Bauman il teorico della società liquida
Sembra un signore d’altri tempi, Zygmunt Bauman, elegante, affabile, cortese. Al termine dell'incontro con i lettori al Festivaletteratura di Mantova, si alza, risponde sorridendo all’applauso caldo del pubblico, si avvicina alla moglie seduta in prima fila e quasi in un inchino la bacia sulla fronte. Lei sfuggì alla persecuzione nazista vivendo l'esperienza del ghetto di Varsavia, lui fuggendo dalla Polonia in Unione sovietica. «Da Janina – scrive – ho imparato che la 'neutralità' rispetto ai valori è, per quanto riguarda le scienze umane, non solo una vana speranza ma anche un'illusione assolutamente inumana: che fare sociologia ha senso solo nella misura in cui aiuta l'umanità nel corso della vita.»
Per questo le sue analisi della società, che in questi anni si sono incentrate sul tema della globalizzazione, hanno sempre al centro la questione etica, la dignità della persona umana. Dall'alto dei suoi ottant'anni descrive con lucidità, ironia e meraviglia un mondo in cui tutto è diventato liquido, così diverso da quella struttura su cui per decenni si erano incentrati la sociologia e la politica. «E' come se stessimo al nostro posto in un aereo, con una voce che dalla cabina di pilotaggio ci dice che va tutto bene, ma questa voce è registrata e in cabina di pilotaggio non c’è nessuno.» E’ una delle numerose metafore di cui si serve per rappresentare la condizione umana all'avvio di questo secolo, in cui è pressochè inevitabile che le stesse relazioni umane assumano una forma liquida e volatile, tanto diversa da quella tenera e solida immagine con Janina. Non dà ricette, il professor Bauman, spiega ciò che vede e fa appello all'umanità che c’è in tutti noi, a quella tendenza a cambiare ciò che non va che ognuno di noi conosce.

Così c'è una contraddizione interna nell'idea di perfezione, è quella che Sigmund Freud chiamava "l'azione di Thanathos", l'istinto di morte. Vuoi finire il movimento, vuoi arrivare al punto finale, e questa sarebbe la fine della storia. D’altra parte, avere questa idea è un fattore illuminante che porta a muoverti perché sei costantemente alla ricerca.
Questa è la dialettica della nostra civiltà occidentale: avere un'idea in contraddizione con il progresso, sperimentare l'abilità di cambiare, di criticare, per porre fine al cambiamento e alla critica. Usare la libertà per rendere la libertà superflua è l'aspetto mortale della nostra civiltà, mentre l'aspetto vitale, la sua forza, è che questo obiettivo per fortuna non si può mai raggiungere.
Se la sociologia si prende così, si capisce che noi sociologi professionisti non siamo sfortunatamente grandi poeti, grandi scrittori, non abbiamo il monopolio dell'accesso all'esperienza umana. Gli scrittori si prefiggono gli stessi nostri scopi. Hanno perfino alcuni vantaggi sui sociologi, perché non sono chiusi nelle restrizioni accademiche, non devono attenersi alle regole, sono liberi di sperimentare questi significati, di cui qualcuno può essere sbagliato, qualcuno può essere vero, ma è come essere ostaggi della fede. Alcune idee sono completamente dimenticate, abortiscono, non colgono nel segno, altre dimostrano di avere una lunga durata e questo vale ad esempio per Calvino.
Gli sviluppi di quella che io chiamo la "modernità liquida" rendono le sue osservazioni sempre più rilevanti; prendiamo ad esempio la sua immagine del barone rampante che non toccava mai terra e poteva raggiungere così la tranquillità. Questa è l'anticipazione dell'elite contemporanea globale. E' esattamente quello che sta accadendo ora. Con immagini molto potenti e semplici si possono cogliere quel qualcosa, quel processo che un normale artigiano della sociologia può riuscire ad esprimere solo in parecchi volumi. Io penso che un buon consiglio per chi è impegnato in conversazioni sull'esperienza umana sia quello di essere aperti, disponibili a questi sguardi, alle interpretazioni sperimentali. Prenda ad esempio le
descrizioni di Italo Calvino delle città invisibili: Aglaura è una città delle due esistenze. Una è quella che sta sulla terra, l'altra è nella testa della gente: due realtà differenti che si scontrano ma nello stesso tempo si influenzano.
E' uno sguardo molto acuto, che dà un'idea del modo in cui la nostra esperienza si espande nella rete mondiale di Internet, della televisione, dell'informazione da un lato e dall’altro nella realtà quotidiana, che non assomiglia molto a ciò che è lì.
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La cultura, lei scrive, ha perso il suo ruolo critico e il "pensiero unico" neoliberale spinge molti ad accettare la realtà come immodificabile. Cosa ha permesso la diffusione del pensiero unico e perché non c'è stata una opposizione?
Per questo tipo di pensiero io uso la metafora di una profezia: questa casa brucerà. Allora prendi taniche di benzina, la versi sulla casa, le dai fuoco e la casa brucia davvero. Così lavora
"la pensee unique". Da un lato si dice che il principio di base del pensiero unico è che non ci sono alternative  -
TINA  -  There Is No Alternative.    Poi tutti gli strumenti, tutte le possibilità di creare un mondo davvero alternativo o di fare qualcosa per cambiare, tutte le regole del gioco, vengono distrutte. Così non c'è modo di cambiare e questa diventa una profezia che si autodetermina. La casa brucia, ma la sto bruciando io. Cosa dice il pensiero unico? Che questo è il solo mondo possibile ... E quando le persone vivono in un mondo così liquido, non osano fare progetti a lungo termine, perdono la fiducia in se stessi.

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Prima di diventare sociologo lei studiò fisica. Oggi usa metafore tratte dalla fisica per descrivere la società, come accade in modernità liquida. Oggi come può essere letta la rete, sia quella del potere che del contropotere?
Ho usato la metafora della liquidità per una caratteristica di base dei liquidi fluidi: non possono mantenere una forma da soli, hanno una coesione interna, un'integrazione, un'attrazione davvero minima. Così finchè non li metti in contenitori, in forme esterne, non conservano la stessa forma per molto tempo. E questa è esattamente la caratteristica della nostra vita. Non puoi affidarti a qualcosa che conservi la propria forma finchè non le metti qualcosa intorno. Ricordavo prima la contraddizione interna nell'idea delle relazioni umane, e questo si collega agli attuali problemi della rete. Noi parliamo sempre meno di quella che era la miglior metafora per pensare alla società quando ero giovane: la struttura. La struttura suggerisce qualcosa di solido, di rigido, qualcosa che limita. Devi combattere con forza per romperla, per uscirne. La struttura ti rende immobile, è un'immagine rigida in cui resti chiuso.
La rete è qualcosa di diverso. La rete è la combinazione di due processi, la connessione e la disconnessione: è questa la differenza tra rete e struttura. Nella struttura entri e ci resti e così finisce la storia. Nella rete hai una facilità relativa a collegarti a luoghi distanti, ad altri punti della rete, ma allo stesso tempo, ed è la cosa più importante, hai la facilità di disconnetterti, puoi spegnere. Molte informazioni interessanti provengono da ricerche sul metodo dei giovani di attivare relazioni. Gli appuntamenti via Internet sono oggi la forma predominante per entrare in relazione con persone del proprio sesso o dell’altro. Una volta, non molto tempo fa, c'erano i bar per persone sole, dove si andava per conoscere, per parlare con gli altri, per stabilire relazioni. Oggi preferiscono le forme di Internet. Perché? Questa era la domanda che sarebbe necessario porsi.
L’altra cosa da rilevare è la facilità di digitare "cancella". Questa è la rete. Il vantaggio della rete è la facilità di tirarsi indietro: se trovi che è sconveniente, se sei annoiato, se pensi che l'erba del vicino è più verde della tua, se pensi che lì ci siano più opportunità, che non potresti cogliere perché sei stanco e perché sei legato alla scelta precedente. Questo è il vantaggio della rete.
Non si trova spesso nei suoi scritti la parola
"armonia" che era nelle prime utopie. Non le piace particolarmente?
Sono un po' sospettoso e preoccupato sul concetto di armonia, sul consenso universale, per esempio Juergen Habermas parlava di comunicazione non falsata perché gli piaceva e perché secondo lui portava al consenso universale. Non credo a questo ideale, non credo che la gente sia felice di questa unanimità, penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell'azione umana sia precisamente il disaccordo, lo scontro tra diverse opinioni, tra diverse visioni del giusto, dell'ingiusto, e così via. Nell'idea dell'armonia e del consenso universale, c’è un odore davvero spiacevole di tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi, rendere tutti uguali. Alla fine questa è un'idea mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci sarebbe di tante persone sulla terra? Ne basterebbe una: lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il bello, il buono, il saggio, la verità. Penso che si debba essere sia realisti che morali. Probabilmente dobbiamo riconsiderare come incurabile la diversità del modo di essere umani, si può essere davvero persone in tanti tanti modi e questa è una benedizione. 
    

luciano minerva  - prom.it - rainews24 - 2003

la modernità liquida da un lato ci rende insicuri  e dall'altro ci offre cancel  o delete per tornare così nella fluidità .

postmodernita'  e metafore di modernità 'liquida e solida'

http://issuu.com/framapao/docs/capitolo_3  - modernità liquida  -   filosofia.rai.it/bauman-e-la-modernità-liquida - intervista

http://en.wikipedia.org/wiki/There_is_no_alternative

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Internet rende possibili cose che prima erano impossibili. Potenzialmente, dà a tutti un comodo accesso a una sterminata quantità di informazioni: oggi abbiamo il mondo a portata di un dito. In più la Rete permette a chiunque di pubblicare un suo pensiero senza chiedere il permesso a nessuno: ciascuno è editore di se stesso, una cosa impensabile fino a pochi anni fa. Ma tutto questo - la facilità, la rapidità, la disintermediazione - porta con sé anche dei problemi. Ad esempio, quando lei esce di casa e si trova per strada, in un bar o su un autobus, interagisce volente o nolente con le persone più diverse, quelle che le piacciono e quelle che non le piacciono, quelle che la pensano come lei e quelle che la pensano in modo diverso: non può evitare il contatto e la contaminazione, è esposto alla necessità di affrontare la complessità del mondo. La complessità spesso non e un’esperienza piacevole e costringe a uno sforzo. Internet è il contrario: ti permette di non vedere e non incontrare chiunque sia diverso da te. Ecco perché la Rete è allo stesso tempo una medicina contro la solitudine - ci si sente connessi con il mondo - e un luogo di “confortevole solitudine”, dove ciascuno è chiuso nel suo network da cui può escludere chi è diverso ed eliminare tutto ciò che è meno piacevole.
agi

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Sentirsi liberi da restrizioni -  liberi di agire in conformità ai propri desideri, significa raggiungere un equilibrio tra i desideri, l'immaginazione e la capacità di agire: ci si sente liberi nella misura in cui l'immaginazione non supera i desideri reali e nessuno dei due oltrepassa la capacità di agire.

modernità liquida

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LA SOCIETÀ LIQUIDA
L'IDEA DI MODERNITÀ O SOCIETÀ LIQUIDA È DOVUTA, COM'È NOTO, A ZIGMUNT BAUMAN   ...    C'È UN MODO PER SOPRAVVIVERE ALLA MODERNITÀ ?     C'È, ED È RENDERSI APPUNTO CONTO CHE SI VIVE IN UNA SOCIETÀ LIQUIDA CHE RICHIEDE, PER ESSERE CAPITA E FORSE SUPERATA, NUOVI STRUMENTI.
MA IL GUAIO È CHE LA POLITICA E IN GRAN PARTE L'INTELLIGHENZIA NON HANNO ANCORA COMPRESO LA PORTATA DEL FENOMENO.     BAUMAN RIMANE PER ORA UNA 'VOX CLAMANTIS IN DESERTO'.

2015
pag 13 umberto eco - pape satàn aleppe - 2016

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definizione di società liquida -  loc. s.le f.

Concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile.
treccani.it

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AMORE LIQUIDO - Sulla fragilità dei legami affettivi
Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione
 -ZB

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La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia. L’amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

amore liquido - laterza.it

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CONSUMISMO DELLA SOCIETA LIQUIDA
Viviamo, tutto il mondo vive momenti di profonda incertezza. Dalla crisi economica alle guerre che non cessano da anni in alcune parti del mondo. L'uomo non ha più valori e punti di riferimento e nella post-modernità ha reagito isolandosi, curando la propria individualità e perdendosi nei meandri di una vita sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del 'gruppo'.

Il consumismo della società liquida ha creato rifiuti "umani", la globalizzazione e l'industria della "paura" hanno dato vita a frammentazione e caos.
affaritaliani.libero.it - 2011

 

 

 

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Fino a quando le relazioni

sono viste come investimenti redditizi

come garanzie di sicurezza

e soluzioni ai tuoi problemi

non c'è via di scampo

testa .. perdi

croce .. vince l'altro

zb

 

 

 

    

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