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HANS
MAGNUS
ENZENSBERGER
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uno
- due
Sono convinto infatti che esistano due diversi tipi di
scrittore, la "talpa" e la "cicogna"
animati da temperamenti
differenti: il primo è lo scrittore che, come Kafka, tende a ritornare
sempre sullo stesso argomento e con la stessa disposizione, in modo
ossessivo, quasi monomaniacale; il secondo, invece, è quel tipo di scrittore
che, saltellando qua e là, una volta cattura una rana in un posto e poi
un'altra in un posto diverso. La mia curiosità deriva in qualche modo dal
mio essere uno scrittore "cicogna".
Lei ha definito l'esclusione della matematica dalla
sfera della cultura come «una specie di castrazione intellettuale». Da cosa
dipende?
La causa principale è il tipo di insegnamento che si
pratica nelle scuole; lo studente, messo di fronte a un dato problema, deve
semplicemente ricordarsi quale "ricetta" applicare tra le tante che gli sono
state propinate, e in questo modo si elimina l'aspetto più importante, che è
la questione del perché. E' un metodo che nasconde la bellezza -
paragonabile a quella di una cattedrale - di cui è intriso il sistema dei
numeri, naturali, razionali, irrazionali e immaginari, in quanto riflette
ancora le origini del sistema scolastico: l'istruzione
scolastica obbligatoria fu un'operazione determinata dalle necessità
economiche dell'industrializzazione, che richiedeva una manodopera capace di
fare calcoli semplici. Non nacque certo dall'idea di far pensare la gente:
che la gente pensi, infatti, è politicamente sconveniente.
Giuliano Battiston - megachip.info

Il contare degli scienziati e il raccontare dei letterati
sono figli dello stesso verbo latino . . . computare
Enzensberger quarto autore ad aggiudicarsi il Nobel
« …per l'insieme dell'opera poetica che fa di lui una
delle voci più alte e una delle coscienze critiche più esemplari della
Germania contemporanea. La sua poesia eccelle nell'equilibrio tra la forza
linguistica e una vivace impronta saggistica e politica, tra la intonazione
satirica e quella epica».
www.iltempo.it
Pasolini
era una geniale bomba radicale, un esplosivo miscuglio di autentica fede
cattolica più marxismo eterodosso più omosessualità. A cui si aggiunga la
miccia del suo estremo gusto per la provocazione. Pasolini era un vero poeta
che ha tentato, visto i tempi in cui ha vissuto, di appigliarsi e
appropriarsi in fretta della terminologia marxista dell'epoca. Ma che certo
non poteva che travisare sia la natura della tecnica che delle scienze
moderne. Al vero marxista esse appaiono come meraviglioso sviluppo delle
forze produttive. Agli occhi di un poeta come Pasolini, invece, alla ricerca
della lingua e del paradiso perduti, non potevano che apparire come l'ultimo
'genocidio' -
http://espresso.repubblica.it
Intervista
In Germania c'è il precedente nazista che infama la biogenetica. Non ne
saremo per sempre condizionati?
Naturalmente questo è un fattore molto
forte, specialmente in tutti i dibattiti sull'eutanasia. È un tema molto
sensibile in Germania, ma non dobbiamo esagerare: i problemi di oggi non
sono gli stessi degli anni Trenta. Bisogna distinguere. Io non ce l'ho
con tutti gli scienziati ma con i "golpisti in laboratorio". Penso che
la scienza debba essere protetta nei confronti di una parte della
comunità scientifica che è andata oltre i limiti, e non solo in senso
morale. Voglio difendere il progetto scientifico contro questi
"oltranzisti" che fanno promesse che non si possono mantenere: guardate
la morte precoce di Dolly: gli effetti della clonazione non sono
conosciuti. E pensiamo ai pazienti morti nei tentativi di terapia
genetica.
larepubblica
CLONAZIONE DEL GATTO COPYCAT
+ testo sulla vivisezione
la provincia è dappertutto
perché il centro del mondo non è più da nessuna parte: un luogo
qualsiasi può essere omphalòs/ombelico
del mondo… con l’alterigia delle capitali si dissolve anche il senso
peggiorativo del termine “provincia”. il suo opposto non è più parigi ma
universalità.
provincia e mutamento - il quaderno
BOLOGNA
LA NEW YORK DEL MEDIOEVO
gennaio
2006 - HME
E' indubbio che James Bond
personaggio noto alle masse che
accorrono in questi templi laici della modernità noti come sale
cinematografiche, non è altro che una metafora, non troppo sottile per
non turbare le masse, della capacità del capitale moderno di reificarsi
attraverso una struttura di potere neohobsiana. Dunque il suo essere
tramite dialettico tra quello che il mio amico Max Weber definiva potere
istituzionalizzato e quello che il mio amico Adorno chiamava substrato
popolare al fine di deviare le istanze neopopuliste verso la
soddisfazione di bassi istinti animali. Questo uso che dunque viene
fatto del signor Bond è oltremodo sottolineato dalla sua capacità di non
generare sconcerto quando negli ultimi trent'anni ha cambiato varie
volte il volto, mi si permetta l'involontario gioco di parole, ed
assurgere quindi a quello che i giovani studiosi di oggi chiamerebbero
un'icona. Un'icona, esattamente come l'arte russa, e dunque ecco il
nemico di ieri combattuto con le sue stesse armi. Il mio amico Malevic
ne sarebbe entusiasta.
http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/cinehall/bond/01.html
le energie omicide del
presente
Solitamente, più tempestivo è il commento,
più breve è il tempo di reazione. Nulla da dire contro
l’attualità! Ma proprio quando nessuno sa come andrà a
finire, c’è qualcosa che invita a tentare di guadagnare
distanza. Un esempio è ciò che sta avvenendo con la
globalizzazione. Uno scienziato tedesco di nome Karl Marx
aveva analizzato questo processo in maniera piuttosto
approfondita già centocinquant’anni fa. Non sarebbe certo
giunto alla decisione se essere "pro" o "contro". Nel
conflitto esploso in luoghi come Seattle, Göteborg o Genova
avrebbe visto poco più di un combattimento tra ombre. La
protesta contro un fatto storico così imponente può essere
degna di plauso, ma nel migliore dei casi si traduce in una
montatura televisiva su scala mondiale che già mostra come
gli stessi ingenui contestatori facciano parte di ciò che
combattono. Il dotto tedesco aveva a suo tempo descritto la
globalizzazione come un fenomeno puramente
politico-economico. Del resto, nell’anno 1848 era questa
l’unica prospettiva possibile, poiché l’estensione del
mercato mondiale e la politica delle potenze coloniali erano
allora le forze motrici decisive. Nel frattempo questo
processo irreversibile ha tuttavia coinvolto tutti i sistemi.
Chi considera unicamente la dinamica economica non lo ha
capito. Oggi non esiste più nulla che gli si possa sottrarre:
né la religione né la scienza, né la cultura né la tecnica
possono ignorare il mondo dei consumi e dei media. Per questo
i suoi costi ricadono ovunque e in ogni sfera. ....
Non sono coinvolti unicamente gli innumerevoli perdenti
dell’economia. Il mercato mondiale e le sue correnti della
finanza e del sapere vengono seguiti, ovunque nel mondo, da
improvvisi crolli, armi, virus informatici, nuove epidemie,
catastrofi ecologiche, guerre civili e crimini. L’idea che
una qualche società si possa isolare da queste conseguenze è
fuorviante. E una di queste conseguenze è il terrorismo.
Sarebbe un miracolo se esso soltanto avesse tralasciato di
operare su scala globale. Di fronte a masse in preda al
fanatismo, l’uomo moderno si è da tempo aggrappato all’idea
di avere a che fare con stranezze tipiche di società
arretrate. L’inarrestabile modernizzazione, credevano in
molti, avrebbe prima o poi posto fine a questi atavismi,
anche se non sarebbero state da escludere possibili ricadute.
Ultimamente, dopo l’avvento dei regimi totalitari nel
Ventesimo secolo, questa illusione avrebbe dovuto perdere
attrattiva; nondimeno, resiste ancora oggi in senso negativo
nello stereotipo "oscuro Medioevo" o in senso ottimista
quando si parla di
"Paesi in via di
sviluppo". ....
uniba.it
www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=122&tab=bio
nel mondo globale non serve l'intellettuale
"I mass media esigono i
tuttologi, i moderni sofisti della chiacchiera. Cadute le ideologie
politiche, la scienza è la nuova utopia, mentre la poesia è
l'alternativa alla mercificazione"
"Si è capito che rende di più esportare Mercedes che carri armati, ma
ci sono volute due guerre mondiali: non esiste un progresso gratuito,
ogni progresso ha il suo prezzo"
Hans Magnus Enzensberger nasconde i suoi 71 anni dietro un volto da
eterno fanciullo. Poeta e critico di livello internazionale, figura
simbolo della letteratura tedesca del dopoguerra, è un
maestro del paradosso e dell'ironia,
un intellettuale di casa sia nel sapere umanistico che in quello
scientifico.
Lei ha detto una volta che il
poeta è figura anacronistica par exellence e che qualsiasi economista
potrebbe dimostrare che quest'attività, secondo le leggi del mercato,
non dovrebbe esistere.
Quali chances ha oggi la poesia?
"E'un fatto
antropologico che non ci sia mai stata una società senza poesia, sia che
i poeti fossero lodati o perseguitati. Nessuna economia potrà cambiare
queste cose. La poesia sopravvive, non la si può eliminare. Bisogna per
lo meno tollerarla. Anche la matematica è una cosa per pochi, una cosa
minoritaria. Poca gente capisce che cosa avviene oggigiorno nella
ricerca matematica. Tuttavia, è anche una cosa indispensabile per la
società. In fisiologia ci sono delle cose che si chiamano microelementi.
Il corpo umano, ad esempio, ha bisogno di un po' di magnesio. In ciò che
mangiamo ce n'è pochissimo, è un elemento minoritario. E tuttavia ha un
ruolo nel metabolismo umano. La sua mancanza è pericolosa. Cosi non si
può eliminare la poesia dal corpo sociale. E' anche un grande privilegio
la poesia: l'unico prodotto con cui non si possono fare affari. Con la
musica si possono guadagnare milioni. Con la prosa, con tante altre
forme artistiche si può far soldi, non con la poesia.
La poesia è refrattaria al mercato. Anche il poeta di successo
non può vivere con la poesia".
uniba.it
festivaletteratura
esistono due tipi di scrittori: la talpa e la cicogna
Ha il dono di dire cose intelligenti in modo sintetico e
divertente Hans Magnus Enzensberger, protagonista
dell'incontro più ricco di applausi del
Festivaletteratura di Mantova.
Lei è uno dei poeti più
interessanti dei nostri tempi, saggista, traduttore,
critico, giornalista, editore, e viene considerato un
autore impegnato. Qual è il suo rapporto con la politica?
La politica non è mai stata un mio grande amore. Certe
situazioni storiche hanno inflitto la politica a molti di
noi che avrebbero preferito fare altro.
Cosa pensa dell'uso distorto che i
politici fanno delle parole?
La fiducia che abbiamo nei nostri politici è invisibile.
Certo ci sono gradi diversi di menzogna. Non avere una
faccia mediatica, adatta per la tv, può essere un grande
ostacolo per la carriera.
In Germania è da poco uscito "Gli
elisir della scienza" che in Italia pubblicherà come sempre
Einaudi. Ce ne può parlare?
Quando una cosa è fatta è inutile aggiungere altro, è
superfluo, parla da sola.
Pariamo di biotecnologie allora?
E' una questione più grande del nucleare. La scienza entra
nel nostro corpo e nei nostri geni e nessuno è capace di
prevedere quali saranno gli effetti di questa operazione.
Qual è la sua visione della
letteratura?
Esistono due tipi di scrittori, il primo è il
tipo talpa: determinato, con
un progetto che persegue a ogni costo e fino in fondo. E'
ossessivo, unilaterale un pò alla
Kafka.
Il secondo è il tipo cicogna che si
muove e segue la sua preda un pò ovunque. E'
difficile stare dietro al suo percorso.
Lei a che genere appartiene?
Al secondo ovviamente. L'uomo è
simmetrico, ha due mani, la destra serve per
scrivere, la sinistra è libera per fare altro: opere, film.
Calvino è stato un pò
così.
Cosa ci può dire della critica
letteraria?
Ho rinunciato a farla perchè ho distrutto troppe
carriere e poi non ti senti bene. Inoltre le condizioni
sono cambiate.
www.prom.it
HANS MAGNUS ENZENSBERGER -
dal Muro al Titanic

Povero Enzensberger: è diventato un nome sulla bocca di
tutti (una vera impresa!) quando Nanni Moretti ha sfornato
il suo Caro Diario. In un episodio, Hans Magnus
Enzensberger è l'idolo di un intellettuale che non ha mai
acceso la televisione e, alla fine, si converte a
Beautiful.
Intellettuale militante di una sinistra rigorosa,
Enzensberger ha, in Italia, pochi autori a lui vicini per
tematiche e ampiezza del raggio creativo. Forse
Franco Fortini gli può essere accostato
per comunanza di visione politica ed eclettismo formale e
artistico (come Fortini, HME è stato, via via, consulente
editoriale, docente, traduttore, reporter d'eccezione,
analista sociale, poeta in proprio; inoltre, ROMANZI ere ed
editore in proprio).
Hans Magnus Enzensberger è nato a Kaufbeuren, in Baviera,
nel 1929. Ha frequentato diverse università, per poi
laurearsi in filosofia con una tesi dedicata all'opera pre-fenomenologica di Brentano. Ha viaggiato moltissimo,
vivendo per periodi più o meno lunghi in Norvegia, Italia,
Stati Uniti e Cuba. Nel 1963 si è aggiudicato il
prestigioso Premio Büchner. Autore di ROMANZI a sfondo
storico, come il celeberrimo La breve estate dell'anarchia,
e di drammi teatrali, tra cui Inchiesta su L'Avana, è
fuoriuscito dalla congerie surrealiste per approdare a un
realismo oggettivistico in linea con la poetica di
Brecht.
Da una simile adesione ai motivi realistici, HME matura la
possibilità di creare grandiose allegorie, come quella
protagonista dello splendido poema La fine del Titanic, uno
degli esiti maggiori della poesia tedesca nel Novecento.
Tra le sue opere più recenti, i saggi di Politica e
crimine, una serie di scenari narrativi e di personaggi
accomunati da una originalissima riflessione sul crimine e
sulla moderna trasformazione per cui il crimine tangibile è
diventato astratto e viceversa, dalla Repubblica di Santo
Domingo - sede delle gesta del dittatore Trujillo - alla
Santa Russia degli zar e degli attentati dei terroristi,
passando per la Chicago di Al Capone e la Napoli della
nuova camorra, con la storia di Pupetta Maresca, e la Roma
della dolce vita, con la ricostruzione della fine di Wilma
Montesi.
http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorial/fortini/
www.zam.it/home.php?id_autore=347
http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorial/enzensberger/
HME BIO
Nato a Norimberga nel 1929, ha
studiato letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università di
Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi. Nel 1955 ha
ottenuto il titolo di dottore di ricerca in filosofia.
E' al tempo stesso saggista, giornalista, critico, ed è considerato uno
dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica feroce ed amara nei confronti
della società tedesca del dopoguerra basata, secondo Enzensberger,
sull'opulenza e su un malinteso senso di benessere, perbenismo ed
apparenza, su un modo di vita che sembra fare del rispetto per il
prossimo la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé
stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha portato a tradurre
liriche dall'inglese, dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e
dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto Misantropo di Molière.
E' stato insignito di numerosi premi ed onorificenze tra cui nel 1963 il
Premio Georg Brüchner e nel 1967 il Premio culturale della città di
Norimberga.
www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm
Hans Magnus Enzensberger è nato in
Baviera nel 1929.
Ha studiato Letteratura tedesca, Filosofia e Lingue presso le Università di
Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi.
È al tempo stesso professore universitario, poeta,
saggista, analista sociale, traduttore, critico.
Nella sua attività di poeta spesso Enzensberger adotta un registro ironico e
sarcastico e tratta in modo polemico tematiche socio-economiche, mettendo a
segno una critica feroce ed amara nei confronti della società tedesca del
dopoguerra.
Il grande amore per la parola lo ha portato a diventare anche editore: in
questa veste dal 1965 al 1975 si è occupato della pubblicazione della
rivista Kursbuch e dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di
libri Die andere Bibliothek. È inoltre fondatore del mensile TransAtlantik.
Oggi i suoi libri sono tradotti in più di 40 lingue
diverse. In Italia ha riscosso particolare successo il volume Il mago dei
numeri, scritto nel 1997 per spiegare la matematica ai bambini.
Fra i numerosi riconoscimenti per la sua attività, si ricordano nel 1963 il
Georg-Büchner-Preis, nel 1967 il premio culturale della città di Norimberga,
nel 1985 Heinrich-Böll-Preis, nel 1993 il premio per la pace intitolato a
Erich-Maria-Remarque, nel 1998 Heinrich-Heine-Preis e nel 2002 il premio
Principe di Asturias per le Comunicazioni e le Scienze Umane.
parmaok.it - 2008
i perdenti radicali
sono coloro che non si
guardano intorno e non cercano di capire come il mondo si disfa e si rifà,
quando sono alle prese con traumi sociali, ma vivono le calamità come una
specie di giudizio universale anticipato. Non hanno altra misura che se
stessi: sono loro le uniche grandi vittime, loro gli umiliati e gli offesi.
La solidarietà con popoli o persone che soffrono più di loro è inesistente.
Potrebbero anche non essere perdenti in modo radicale, potrebbero sforzarsi
di vedere quel che in ogni crisi è opportunità, mutazione. Ma la scelta che
hanno fatto di essere perdenti ha qualcosa di definitivo, di fatale. La
realtà ha poco peso in quel che dicono e che pretendono di vedere.
barbara spinelli – lastampa - 2009
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biblio
2010
JOSEFINE E IO
THE HISTORY OF CLOUDS
TRA LETTERATURAS E GIORNALISMO
2008
Hammerstein o dell’ostinazione
KOSMOS HOTEL E UNA POESIA
NEL LABIRINTO DELL'INTELLIGENZA
2007
Storie raccapriccianti di bambini prodigio
CON LO PSEUDONIMO DI Linda Quilt
La breve estate dell'anarchia. Buenaventura Durruti
IL PERDENTE RADICALE - SAGGIO
2006
che noia la poesia
2004
Dialoghi tra
immortali, morti e viventi
Gli elisir della scienza
2002
Esterhazy. Storia
di un coniglio
La breve estate dell'anarchia.
Il teatro dell'intelligenza.
2001
Più leggeri
dell'aria
1999
Zig zag. Saggi sul
tempo, il potere e lo stile
1998
Questioni di
dettaglio.
Politica e crimine. Nove saggi
Ma dove sono finito?
Poesia, politica e industria della cultura
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1997
Musica del futuro
La breve estate dell'anarchia
Vita e morte di Buenaventura Durruti
Il mago dei numeri
1996
Abbasso Goethe
1994
Prospettive sulla
guerra civile
In difesa della normalità e altri scritti
1993
La grande
migrazione
1991
Mediocrità e
follia. Considerazioni sparse
1990
Per non morire di
televisione
1989
Ah, Europa!
1977
Colloqui con Marx
ed Engels
anno non
disponibile
Aspetti della
produzione documentaria
La fine del Titanic 1973
Tourists of the Revolution
unilibro.it bol.it girodivite.it
feltrinelli.it
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Linda Quilt = HANS MAGNUS
ENZENSBERGER
Conviene subito mettere in
guardia i lettori - i sette protagonisti di questo libro non sono dei
piccoli Mozart, il bambino prodigio per antonomasia. Le loro vite sono però
prodigiose perché, come dicono i dizionari, escono «dal corso ordinario
delle cose naturali».
Di Linda Quilt sappiamo solo che
forse è nata intorno al 1950 in un villaggio vicino a Stratford-upon-Avon
einaudi.it
Linda Quilt ist ein Pseudonym des Schriftstellers Hans Magnus Enzensberger.
www.perlentaucher.de
ALIASES DI HME -
Andreas Thalmayr, Linda Quilt, Elizabeth Ambras and
Serenus M. Brezengang
eichborn.de
“chicca” letteraria che tutti i
fan di Hans Magnus Enzensberger non devono perdersi. Sì perché dietro lo
pseudonimo di Linda Quilt
c’è proprio l’autore del “Mago dei numeri” ..
booksblog.it

Gli eroi di queste storie non sono dei bambini
prodigio nel senso convenzionale. Sono, piuttosto, dei casi speciali. Alla
dolce Melinda, per esempio, spunta un rospo dalla bocca ogni volta che dice
una bugia. Deve quindi impegnarsi parecchio quando si rivolge alle grasse
zie che mangiano troppa torta alla crema, o con i ragazzetti foruncolosi che
le fanno dichiarazioni d’amore. Il timido Sparish, d’altra parte, un giorno
si rende conto che può far sparire per sempre una persona semplicemente
proferendo il proprio nome ad alta voce: è meglio non pensare quale sinistro
destino attende alcuni dei suoi insegnanti. E che dire di Norm? Il poveretto
è cosí irrimediabilmente normale che nessuno può ricordarselo, neppure i
suoi genitori. Ogni giorno non riescono a identificarlo per riportarlo a
casa da scuola. C’è poi Balthazar che, nonostante sia cicciottello, ha un
peso specifico ridotto ed è costretto a zavorrare scarpe e giubbotti;
diventa un celebre restauratore (non ha bisogno di impalcature!), ma mentre
amoreggia in un prato una folata di vento gli è fatale. Questi sono soltanto
alcuni dei bambini prodigio, e ognuna delle loro singolari storie mette un
brivido. Ma cos’è esattamente che li rende cosí interessanti? Forse il fatto
che le particolari «doti» di questi bambini entrano sempre in collisione con
il mondo degli adulti e ne svelano ipocrisie e perbenismi.
hoepli - feltrinelli - liberonweb - kaboodle.com
JOSEFINE E IO
Quando J oachim,
un economista di trent'anni con buone prospettive di carriera e dalla vita
sentimentale travagliata, la salva da uno scippo e le restituisce la borsa
ricamata di perline, l'anziana signora con la veletta bianca lo ringrazia
solo con un cenno del capo. Poi però per sdebitarsi lo invita a prendere un
tè e lui accetta di buon grado. La grande villa che lo attende al numero 12
della Kastanienallee ha visto tempi migliori: l'intonaco si sfalda, le
persiane stanno su per miracolo, l'arredamento, ridotto all'essenziale, non
può nascondere i segni dell'usura. La padrona di casa, Josefine K., però non
intende assolutamente rinunciare a un certo decoro: all'epoca del nazismo è
stata una cantante lirica molto famosa e ancora oggi è una 'grande dame'
piena di verve, che vive e pensa fuori dagli schemi, arrogante, sempre
pronta a giudicare il prossimo, a mettere in discussione antiche certezze, a
esprimere opinioni che si esiterebbe a definire politicamente corrette.
Affascinato non da ultimo dal suo passato e dall'alone di mistero che la
avvolge, per otto mesi Joachim passerà quasi ogni martedì pomeriggio in quel
vetusto salotto discutendo degli argomenti più disparati: dal femminismo
alla recentissima riunificazione tedesca, dal Terzo Mondo all'Olocausto, dai
difetti della democrazia alla deprecabile moda del fitness; ne nasce un
sentimento di vicinanza che consente al giovane di penetrare i tanti segreti
della sua interlocutrice e di registrarli meticolosamente in un diario.
ibs - 2010
Hammerstein, o dell’ostinazione
(TESTARDAGGINE)
a 75 anni esatti da quel gennaio del ’33, della figura del generale torna a
occuparsi lo scrittore tedesco Hans Magnus Enzensberger, con un libro - “Hammerstein,
o dell’ostinazione” - .... Non tanto per dare risposta a quei
rumors, quanto per ricostruire il quadro contrastato ed esplosivo offerto
dalla morente Repubblica di Weimar partendo da von Hammerstein e dalla sua
famiglia.
il velino
Per scrivere il suo nuovo libro il piu' famoso
intellettuale tedesco ha trascorso gli ultimi tre anni a rovistare archivi e
a intervistare i discendenti di Hammerstein, che nella Repubblica di Weimar
era stato bollato come "Der rote General", il generale rosso, per il
semplice fatto di avere opinioni politiche moderate e avere manifestato un
netto rifiuto del nazismo. "Nessuno storico si e' occupato a fondo di
Hammerstein", lamenta Enzensberger, "e questa e' stata
la mia fortuna. I motivi (del silenzio, ndr.) risalgono molto indietro, fino
agli anni Cinquanta. Hammerstein non rientrava nel clima politico del tempo.
Questa storia mi e' ronzata per la testa per mezzo secolo, ma per ogni
progetto c'e' sempre il momento giusto".
AGI
dialogo tra immortali morti e
viventi
Sono qui riuniti, per la prima volta in un libro
(non ne esiste infatti un'edizione tedesca), tre dialoghi
scritti da Enzensberger in questi ultimi anni. I protagonisti
dei tre testi sono celebri scrittori "di confine", cioè
autori che concepirono la scrittura come attraversamento di
generi letterari e di campi del sapere assai differenti, e
che furono tutti iniziatori di importanti correnti di
pensiero. In Sull'eclisse della storia, Alexander Herzen,
padre del populismo russo, riflette sulle sorti della
rivoluzione insieme a uno studente; ne lì morto e il
filosofo, Chuang-tzu, uno dei massimi esponenti del taoismo,
è alle prese con il dio del destino; nell'Intervista con
Diderot, l'ideatore dell'Encyclopédie si confessa
diffusamente a un inviato del XX secolo. lì dibattito delle
idee acquista forza e tensione grazie alla scelta formale del
dialogo, un genere a sua volta "di confine" e di illustre
tradizione che, partendo da Platone, giunge fino a Brecht.
thanatos.it

zig zag
Saggi sul
tempo, il potere e lo stile
"Nonostante l'elevato consumo
di olio combustibile, viviamo notoriamente in un mondo assai
freddo. A opprimerci è soprattutto il clima di gelo sociale
descritto da molti media. E chi è il colpevole? La società
del tutti-contro-tutti, la società dei due-terzi, in cui i
ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più
poveri."
cafeletterario.it

IL PERDENTE RADICALE
Sfida il principio decoubertiniano
dell'importanza del partecipare. Eppure non intende vincere. Corre e
concorre nella vita al nostro fianco. Con i suoi mille volti "inapparescenti"
che marciano in solitudine ma tagliano il traguardo con il botto. E' qui tra
noi. E vuole perdere. Cercando di "rendere perdenti il maggior numero
possibile di altri". Ma non abbraccia la sconfitta con filosofia: nel
momento in cui ha introiettato con convinzione il giudizio di coloro che
ritiene vincenti, "va in tilt". E con quella sua carta d'identità che, in
fondo, recita inquietanti affinità con le nostre vite in equilibrio, entra
di diritto nelle pagine di cronaca nera o della storia.
ilsole24ore.com
più leggeri dell'aria.
poesie morali
Contenuto: Uscita in occasione del
suo settantesimo compleanno, "Più leggeri dell'aria" è la nuova silloge
poetica di Hans Magnus Enzensberger. Leggeri sono i numeri, i dolori del
passato, il nostro io, il fumo di una sigaretta che doveva essere
l'ultima... Niente toni aspri ed estremi, niente lamentazioni profetiche e,
soprattutto, nessuna oscurità di senso. Enzensberger tiene fede anche in
questo caso alla lezione di Brecht, di cui riprende non solo l'impegno
illuministico ma anche la capacità di stupore e commozione per le umili
bellezze del quotidiano e i comportamenti umani. Scomparse dall'orizzonte
del nuovo millennio le idee-guida che hanno caratterizzato il secolo ormai
concluso, i nodi fra progresso e devastazione, politico e privato, follia e
ragione si sono fatti più che mai insolubili; ed è proprio questa
impossibilità interpretativa a suscitare gli umori tragicomici dell'autore,
espressi aforisticamente in una mirabile varietà di metri, dalle classiche
terzine ai moderni ritmi rap. All'interno di una sommessa religiosità laica,
attenta ai moti concreti del vivere, Enzensberger pratica una saggezza che
prende le distanze dai deliri di onnipotenza non più politici ma
tecnico-scientifici, e da quella dannata coazione al "fare" che sta
soffocando l'uomo contemporaneo.
http://ilconvivio.interfree.it/doc_rtf/enzensberger.doc
gli elisir della scienza
Un viaggio in versi e in prosa nella storia
e nelle mitologie della scienza. Un ritratto affascinante
dei suoi protagonisti, dai grandi del passato agli
"scienziati sciamani", ai "golpisti in laboratorio". Dalla
matematica agli automi, dalla meccanica celeste alla
scienza della vita, da Leibniz a Turing, a Taylor, a
Spallanzani, a Darwin, a Reich, una raccolta di saggi,
poesie e interventi che testimoniano la passione
dell'autore per le questioni scientifiche e i loro
protagonisti. Un interesse che dagli esordi negli anni
Sessanta arriva fino ad oggi, insieme ad un'analisi sottile
e battagliera. "Penso - sostiene l'autore - che il progetto
scientifico vada difeso contro gli «oltranzisti» che fanno
promesse che non si possono mantenere".
netmanager.it campedel.it
saggista,
poeta, polemista, critico militante contro ogni militanza
troppo univoca, da quarant'anni anima la cultura europea con
penna pungente e mai pesante.
www.donzelli.it
Gli elisir della scienza
- La critica di Enzensberger non è rivolta alla pratica scientifica, quanto
all'enfasi massmediatica con cui l'apparato industrial-scientifico proietta
verso l'opinione pubblica le "magnifiche sorti e progressive" di alcuni
settori della ricerca scientifica. Da quello della biogenetica, a quello
delle tecnologie digitali, per finire alle prospettive dell'Intelligenza
Artificiale
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tutti i bambini sognano
di volare. in matematica si vola. eccome !

IL MAGO DEI NUMERI
Roberto è uno dei tanti ragazzi per i quali la
matematica è un incubo incomprensibile. Ma una notte gli appare in sogno un
curioso ometto rosso che gli propone strani giochi di prestigio con i
numeri: e così, di notte in notte, Roberto scopre che la matematica non è
affatto quella cosa noiosa e persino crudele che si studia a scuola, ma
piuttosto un’avventura entusiasmante.
www.giralibro.it/
www.mediamente.rai.it/HOME/bibliote/intervis/e/enzensbe.htm
intervista
interview il
mago dei numeri
Nato a Norimberga nel 1929, ha studiato
letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università
di Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi.
Nel 1955 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in
filosofia.
E' al tempo
stesso saggista, giornalista, critico, ed è considerato uno
dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica
feroce ed amara nei confronti della società tedesca del
dopoguerra basata, secondo Enzensberger, sull'opulenza e su
un malinteso senso di benessere, perbenismo ed apparenza, su
un modo di vita che sembra fare del rispetto per il prossimo
la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé
stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha
portato a tradurre liriche dall'inglese, dal francese, dallo
spagnolo, dall'italiano e dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto
Misantropo di Molière.
E' stato insignito di numerosi premi ed onorificenze tra
cui nel 1963 il Premio Georg Brüchner e nel 1967 il Premio
culturale della città di Norimberga.
www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm
www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/enzensberger.asp
il mago dei numeri
Roberto, il protagonista del libro, è uno
di quei ragazzi ai quali la matematica provoca incubi
notturni. I compiti che gli assegna il prof. Mandibola non
gli vanno a genio: se due pasticcieri in sei ore fanno 444
ciambelle, quanto tempo impiegano cinque pasticcieri per
farne 88?. «Un modo da deficienti per
passare il tempo», è il giudizio di Roberto.
«Mi dispiace per il tuo prof., ma con la matematica quella
roba non c'entra [...] la matematica, caro mio, è un'altra
cosa», lo rassicura il mago che gli è apparso in sogno.
Qual è, allora, la vera matematica che può trasformare un
incubo in un sogno piacevole? L'autore, H. M. Enzensberger,
propone un modo semplice e accattivante di insegnare i 'numeri'.
Per prima cosa, trasforma il linguaggio usuale: i numeri
naturali diventano numeri normali, i numeri primi numeri
principi, i numeri irrazionali numeri irragionevoli,
l'elevamento a potenza saltellare, il fattoriale bum!, le
radici rape.
Per spiegare i numeri infinitamente
piccoli utilizza la divisione del chewing gum, per le
combinazioni le strette di mano, per i numeri di Fibonacci la
moltiplicazione delle lepri. Il triangolo di Tartaglia è
ottenuto disponendo grossi cubi luminosi uno sull'altro. Una
volta messi a posto i cubi, il mago, battendo le mani, fa
illuminare, di volta in volta, i numeri pari, i numeri
dispari, i numeri di Fibonacci, e, con effetti psichedelici,
i numeri divisibili per tre, quattro, cinque, triangoli dalle
strane caratteristiche ...
«Fantastico» esclama a un certo Roberto.
Un libro per tutti, dai ragazzi ai professori.
Antonio Bernardo
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