raymond queneau

le havre 21 febbraio 1903 -  parigi 23 ottobre 1976

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www.queneau.com

 

 

les fleurs bleues

Outre ses qualités littéraires incontestables, le roman présente un intérêt notable en raison de sa structure. En effet, au gré des chapitres, l'histoire racontée oscille entre celle de Cidrolin, un individu insolite qui habite sur une péniche et vit dans les années soixante, et celle du duc d'Auge un personnage médiéval qui semble voyager à travers l'histoire jusqu'à l'époque de Cidrolin. L'une des particularités du roman réside dans le fait que la transition entre un chapitre consacré à Cidrolin et le suivant consacré au duc d'Auge se fait lorsque l'un des personnages s'endort et commence à rêver du second. Il devient alors très vite impossible de savoir qui rêve de qui !
Les Fleurs bleues est en fait basé sur un apologue chinois dont il est fait mention dans le synopsis, extrait d'une note en tête du livre
- Tchouang-tseu rêve qu'il est un papillon, mais n'est-ce point le papillon qui rêve qu'il est Tchouang-tseu ?
Le livre est aussi truffé d'anachronismes volontaires en tout genre, que ce soit dans les époques (Le duc d'Auge appelle son époque « Moyen Age ») ou les mots (le duc d'Auge parle de péniche et de mouchoirs, mots qui ne sont inventés que plus tard). De plus, l'orthographe de ce livre laisse volontairement à désirer : on y retrouve des mots comme "campigne" ou "houature". Rien n'est laissé au hasard, bien au contraire !

ac-reunion.fr      -    ibs.it    -   debaser.it/recensionidb   -   fr.wikipedia.org

 

 

.

Storie vere o inventate ?
Stia attenta con le inventate . Rivelano cosa c’è sotto - Tal quale come i sogni .

...

cosa ?
ah, caro signore, sapesse com'è faticoso pensare.   Da come la vedo vivere, mi sa che lei questo tormento non lo conosca .   

Ma io, caro signore, le ripeto, non smetto un minuto di far funzionare la mia materia grigia .

...

Ora come ora ho tre domande da porti, e sono   :   primo, cosa pensi dei sogni -     secondo, cosa pensi del linguaggio degli animali -      terzo cosa pensi della storia universale in generale e della storia generale in particolare .     Sono qui che ascolto  .

...

 

Torneranno ?    domandò Lamelia .
Credo di no.   No, non torneranno più.    Che me ne viene ?   Sono appena partiti ed è tanto se mi ricordo di loro .   Eppure esistono, meritano d'esistere, non c'è dubbio . Non torneranno più a smarrirsi nel labirinto della mia memoria. È stato un incidente senza importanza. Ci sono sogni che si snodano come incidenti senza importanza, cose che nella vita ad occhi aperti neppure se ne riterrebbe il ricordo, eppure ti occupano al mattino quando li afferri mentre si spingono in disordine contro la porta delle palpebre  .    Avrò sognato  ?

.

...

Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente.
Si disegnavano all’orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs .

I fiori blu - incipit

 

Le début et la fin
Au petit jour naît la petite aube, la microaube puis c'est le soleil bien à plat sur sa tartine il finit par s'étaler, on le bat avec le blanc des nuages et la farine des fumées de la nuit et le soir meurt, la toute petite crêpe, la crépuscule

koikadit.net   autori

in tutti i tentativi fatti per provare che 2+2=4

non si è mai tenuto conto della velocità del vento

 

...

I Fiori blu narra la storia del Duca d'Auge e Cidrolin, che vivono le rispettive vicende in epoche diverse:  il duca a partire dal 1264, Cidrolin nel 1964. Le rispettive vicende si intersecano ripetutamente, si  scambiano, si intrecciano. E ogni scambio è dato da un sogno. Ben presto, si coglie che il Duca  d'Auge sogna Cidrolin e Cidrolin sogna il Duca d'Auge.

cantodellasfinge.net

 

Cidrolin
Cidrolin sta sulla sua chiatta, eternamente ormeggiata nello stesso punto. In pratica non la lascia mai, così come non lascia mai il suo anno, il 1964. Sono gli altri a venire da lui: il Duca d'Auge in particolar modo, ma anche tutti personaggi minori, le comparse, che popolano e arricchiscono I fiori blu. La sua fissità, però, alla fin fine, non è molto differente dall'esagerata mobilità del duca.
A conti fatti, a entrambi non mancano le vicende nelle quali sono coinvolti. Cidrolin è il passare del tempo, quasi senza cambiamenti di spazio. Il Duca è il movimento, incurante dello spazio. Cidrolin rappresenta l'abitudine, tanto quanto il Duca d'Auge è l'avventura. Nessuna delle due, l'abitudine e l'avventura, ha una vera e propria motivazione. Sono semplicemente così. Cidrolin è l'immobilità, la stasi, o forse soltanto la lentezza. Il duca è il movimento, il moto perpetuo, in eterna accelerazione. L'uno si lascia superare dagli eventi. Guarda chi lo lascia - sia questi la serva o la figlia - e osserva. L'altro è il loro motore. Nulla di quanto accade intorno a lui, è lasciato al caso. Tutto ha origine dal Duca, apparentemente. Ma probabilmente, in realtà, il vero fulcro è Cidrolin.
Tant'è che Queneau ne fa un fulcro anche come personaggio de I fiori blu. Infatti, Cidrolin è un oste e come tale è fermo nella sua chiatta-locanda nella quale transitano avventori, duchi, figlie, generi, disturbatori, servette.

www.torinoscienza.it

Cidrolin

personnage à facettes, tour à tour retraité inoffensif et truand dangereux, suggérerait que le même être humain est capable du meilleur et du pire et le duc le retrouverait pour l'aider à mettre un terme à ses ruminations? Ce serait une façon de comprendre sa réponse au cheval Sthène: "Nous sommes peut-être arrivés".
-Par le symbole du Déluge, où la vie, après la punition purificatrice de l'eau, prend un nouveau départ, on peut penser que rien n'est impardonnable, et que tout s'arrange, en fin de compte. Ainsi, Lalix, après avoir vivement rejeté Cidrolin, revient-elle à lui, malgré ses zones d'ombre.

philagora.net

 

 

si avvicinò ai merli

per considerare un momentino la situazione storica
I fiori blu  -  1965

 

 

 

 

zazie nel metrò

La precoce ragazzina di campagna Zazie arriva a Parigi per alcuni giorni,  affidata a suo zio Gabriel. La città in lei provoca una sorta di delusione: il desiderio più grande di Zazie è di  andare in metropolitana, ma gli addetti ai pubblici trasporti sono in sciopero, rendendo questo impossibile.  Così Gabriel organizza una gita in taxi con un suo amico, ma l'automobile non è un valido sostituto al metrò e  Gabriel non è la guida turistica ideale, non ha infatti molta dimestichezza con i luoghi e li confonde  continuamente. Gabriel inoltre ha un lavoro sospetto, ballare la sera tardi vestito da donna in un locale  ambiguo. Probabilmente è un omosessuale e Zazie è quindi uno strano misto di innocenza e precocità,  obbligata a confrontarsi con un mondo adulto che ormai non vede più con gli occhi di una bambina.

Zazie quasi immediatamente scappa inoltrandosi nella città dove corre molti pericoli ma conosce anche molti  individui interessanti. IL ROMANZo è scritto sotto forma di dialoghi in cui sono presenti espressioni di  slang cittadino. "Zazie nel metrò" è stato convertito in film da Louis Malle con un eccellente  Catherine Demongeot nella parte di Zazie.

kidslink.bo.cnr.it

alalettre.com

gallimard.com

 

Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Fugge disinvolta dall'olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.
Il romanzo piú famoso di Raymond Queneau è una brillante favola moderna e insieme un romanzo di formazione contratto, tarlato dalla prismatica invenzione verbale dell'autore e dal turpiloquio irriverente della protagonista. Il brillante inventario di tecniche narrative garantisce il divertimento del lettore, in contrappunto con filosofiche malinconie. Non è un caso che un autore della Nouvelle Vague come Louis Malle, qui intervistato, ne abbia ricavato un incalzante film.

einaudi.it - lafeltrinelli.it - ebook

Il famoso romanzo di Raymond Queneau, dopo essere stato portato sul grande schermo nel 1960 da Louis Malle, torna in una veste completamente nuova per opera del giovane fumettista francese Clément Oubrerie, che ha portato le sgangherate avventure di Zazie all'interno di un graphic novel.

andrea camillo - newnotizie.it - 2011

 

 

Zazie dans le métro

parait en 1959 : c’est un ROMAN constitué presque uniquement de dialogues et dont l’essentiel réside dans la langue et l’écriture utilisées. Le premier mot célèbre qui ouvre le ROMAN le " DOUKIPUDONKTAN " donne le ton : est exploité ici ce que Queneau appelait le néo français, français nouveau s’appuyant sur la langue parlée.
Et Queneau transcrit ainsi les paroles de Zazie :

skeutadittaleur  =   ce que tu as dit tout à l’heure
vlà ltrain qu’entre en gare  =  voilà le train qui entre en gare

et mille autres exemples dont le texte est truffé puisque c’est son style.
rfi.fr

 

Lorsque la petite fille commence à pleurer dans la rue à cause du métro fermé, un  passant la console et lui achète un blue jeans au marché.  Zazie raconte à cet homme que sa mère aurait tué son père à la hache. Bientôt, ce monsieur ennuie Zazie, elle tente de s'échapper. Hélas, elle n'y arrive pas et est ramenée chez son oncle.  A la fin, Jeanne Lalochère quitte son jules qui dort et va chercher sa fille à la gare. Là-bas, elle la voit avec un homme prénommé Marcel. Ce dernier raconte à Jeanne que, la veille, lui et  Zazie ont fait la fête. Puis, la femme apprend que sa fille n'est pas allée en métro.  Qu'est-ce qu'elle a fait alors?

... Il y a l'image de la petite Zazie pour laquelle la ville est un grand terrain d'aventures où on peut s'amuser beaucoup.

Elle veut (on ne peut plus dire: elle voudrait) voir le métro, et cette partie de Paris semble être l'image centrale de la ville.

krefeld.schulen.net


. Toh - dice Jeanne Lalochère -  Marcelle.
. Come vede.
. Ma dorme in piedi!
. Si è fatta un po' di baldoria. Bisogna scusarla. E anch'io, bisogna scusarmi se vo via subito.
. Capisco. Ma Gabriel?
. È un po' giù. Sparisco. Ciao, piccola.
. Arrivederci, signore - dice Zazie - affatto assente.
. Jeanne Lalochère la fa salire nello scompartimento.
. Allora ti sei divertita?
. Così
. L'hai visto il metró?
. No.
. E allora che cosa hai fatto?
. Sono invecchiata.

1959

 

http://youtu.be/bg83pN0PdpU  - zazie - intervista

 

Macchiffastapuzza, si chiese Gabriel, arcistufo.    Impossibile, mai che si puliscano.    Sul giornale c’è scritto che a Parigi non c’è nemmeno l’undici per cento di appartamenti col bagno, non c’è da meravigliarsi, ma ci si può lavare anche senza.    

tutti questi che mi stan d’attorno, però, devo dire che mica fanno di gran sforzi.     D’altra parte,  perché dovrebbe essere una selezione fra i più lerci di Parigi ?    

Non c’è motivo. È il caso.    È assurdo supporre che la gente che sta aspettando alla Gare d’Austerlitz puzzi più di quella che aspetta alla Gare de Lyon.    Però, dico:  ma che odore.
Gabriel cavò dalla manica un fazzolettino di seta color malva e ci si tappò le froge.

incipit zazie nel metro

L’essere o il nulla, ecco il problema.    Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l’uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un’ombra (incantevole), Zazie il sogno di un’ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l’ombra di un’ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh ! mi scusi). Laggiù, oltre, un po’ oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola più presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell’humus della città tutto impregnato di affanni.    Ma sono vivo, io, e qui s’arresta la mia scienza perché del tassìmane sparito nel suo trespolo al tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell’atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabica mente: eccoli quasi morti perché assenti. Ma che veggo oltre le crespute cucuzze della brava gente che mi circonda ?.
...
A un tavolino del Café des Deux Palais, Gabriel, vuotando la sua quinta granatina, perorava davanti a una assemblea; la cui attenzione pareva tanto maggiore quanto piú v'era dispersa la francofonia.

Perché - diceva - perché non si dovrebbe sopportare la vita quando basta un nulla per togliervela? Un nulla la mena, un nulla l’emana, un nulla la mina, un nulla l’allontana. Chi altrimenti sopporterebbe i colpi della sorte e le umiliazioni di una bella carriera, gli imbrogli dei droghieri, le tariffe dei macellai, l’acqua dei lattai, i nervi dei genitori, le furie dei professori, gli strilli dei sergenti, la turpitudine degli assicurati, i gemiti degli assassinati, il silenzio degli spazi infiniti, l’odore dei cavolfiori o la passività dei cavalli di legno, se non si sapesse che la malvagia e proliferante condotta di poche infime cellule o la traiettoria tracciata da un anonimo involontario irresponsabile potrebbe venire inopinatamente a far sì che tutti quegli affanni svaporassero nell’azzurro del cielo ?  Io che vi parlo, molto spesso ho ponzato su questi problemi mentre senza piú che un tutù mostro a talpe della vostra razza le mie cosce naturalmente assai pílose, devo pur dirlo, ma professionalmente depilate. Aggiungo che, se ne esprimerete il desiderio, ad uno spettacolo simile potrete assistere fin da questa sera.
...
Scusi, signor vigile, lei non potrebbe  indicarmi la strada più breve per arrivare alla Sainte-Chapelle, quel gioiello dell‘arte gotica? - Ecco, – rispose automaticamente Trouscaillon - 
Prima prenda a sinistra, poi a destra e poi quando sarà su una piazza di ridotte dimensioni, prenda la terza strada a destra, poi la seconda a sinistra, ancora un po‘ a destra, tre volte sulla sinistra e finalmente tutto dritto per cinquantacinque metri.
Naturalmente in tutto questo ci sono dei sensi vietati, il che non è cosa che davvero semplifichi il suo percorso.

...

 

 

doukipudonktan?

 

Doukipudonktan è una trascrizione fonetica di     D'où qu'ils puent donc tant

ginachoe.com

http://fr.wikipedia.org/wiki/Raymond_Queneau 

www.indie-eye.it/cinema/digital/zazie-dans-le-metro-di-louis-malle-criterion-collection-2011.html

 

 

 

L’inventeur du "néo-français"
Pourtant, ce qui fit la renommée de Zazie existait déjà dans ses premiers ROMANs : l’invention d’un nouveau langage, le "néo-français", langage parlé devenant langage écrit au moyen d’une orthographe phonétique. " Doukipudonktan ", " a boujpludutou " et autres " bloudjiins " procèdent de la volonté de l’auteur d'adapter le langage écrit à la langue parlée. Pour cela, Queneau " bouscule les mots " et utilise à profusion les calembours, inversions, mots-valises et autres trouvailles littéraires qui, jointes à l’importance qu’il accorde au rythme, lui donnent ce style si particulier. En effet, Queneau s’appuie fermement sur les structures de la poésie : rimes, sonnets, alexandrins abondent dans son œuvre qui, de ce fait, se prête particulièrement bien à la lecture à haute voix. Un grand nombre de ses poèmes ont d’ailleurs été mis en musique, mis en scène ou ont fait l’objet de diffusions radiophoniques.
Il reviendra toutefois sur l'idée de "néo-français" à la fin de sa vie constatant le rôle de standardisation, de la radio et des médias de masse.

classes.bnf.fr/queneau


 

 

 

eS eRC izi   di    ST iLE

pagina 2

 

 

Queneau

aux bonheurs des maths

Petites distractions

pour le lecteur que

Raymond Queneau 

n’aurait pas désavouées

 

C

A

B

C

A

B

B

A

B

C

A

C

A

C

A

B

B

A

C

B

A

C

C

B

B

A

C

B

A

C

C

B

A

C

B

A

 

 

 

 

 

 

 

Selon quelle règle ce carré

a-t-il été rempli ?

 

 

… et encore   Calculez

 

12 =

112 =

1112 =

11112 =

111112 =

1111112 =

11111112 =

111111112 =

1111111112 =

1

121

 

… le plus rapidement possible ...

Logique! Non ?

cddp76.ac-rouen.fr

 

 

ODILE

sagace protesta contro il movimento surrealista, che in quegli stessi anni l'autore frequentava, tramite alcuni suoi conoscenti......freschezza narrativa molto godibile, dove anche un tema scontato come l'amore viene descritto in modo diverso, in un contesto di non sense in cui il protagonista non capisce il proprio sentimento, e si fa trascinare da considerazioni di comodo verso un legame per tutta la vita come il matrimonio.
digilander.libero.it

 

Odile fait partie pour moi des ces ROMANs parfaits

où je n'aurais pas envie de changer une ligne, rien à ajouter, à retirer. Ces ROMANs parfaits ce ne sont pas toujours des chefs-d'oeuvres absolus, ils révolutionnent rarement l'art du ROMAN, mais ils font tellement plaisir à lire... Odile, c'est un ROMAN d'amour. C'est le ROMAN d'un éveil, de l'éveil à la vie, au monde, à soi-même. C'est le ROMAN d'une époque : le surréalisme, la mode du spiritisme, du communisme, de l'anarchie. C'est un ROMAN sur les mathématiques comme refuge contre la banalité de la vie. C'est surtout le ROMAN d'un jeune homme qui voulait mener une vie hors norme, qui pensait être totalement différent des autres. C'est un ROMAN par moment hilarant, par moment vraiment beau, à pleurer (si on a des prédispositions pour ça). C'est surtout de loin le ROMAN le plus intime, le plus sensible de Queneau. Un signe : c'est l'un de ses rares textes écrits à la première personne. Rassurez-vous, il y a une pudeur épaisse comme un drap de lin, Queneau n'est pas quelqu'un qui se met tout nu pour un oui ou pour un non.
http://lunch.free.fr/queneau.htm

 

 

 

Oulipo -  Ouvroir de Littérature Potentielle 

laboratorio letterario fondato da Raymond Queneau e François Le Lionnais e del quale fecero parte Italo Calvino e Georges Perec.
L'Oulipo è nato nel 1960, da un'idea del matematico François Le Lionnais e del letterato Raymond Queneau, con lo scopo di proporr
e e realizzare opere letterarie a struttura matematica.

http://matematica.unibocconi.it/
L'ispirazione di un'opera letteraria, dicono i fondatori dell'OULIPO, deve comunque adattarsi ad una serie di procedure e costrizioni, costrizioni grammaticali, lessicali, di struttura. L'obiettivo dell'Ouvroir fu quello di modificare o ampliare di numero tali limitazioni ormai codificate e consolidate.
www.oplepo.it
Il fonde avec François Le Lionnais lOulipo en 1960, s’intéresse aux œuvres « potentielles » dont les Cent mille milliards de poèmes restent le meilleur exemple

www.oulipo.net

La Bibliothèque Oulipienne est une publication régulière de l'Oulipo, sous forme de fascicules imprimés, dans son édition originale, à 150 exemplaires. Depuis 1975, Georges Perec, puis Paul Fournel, puis Jacques Jouet, puis Olivier Salon, aujourd'hui Frédéric Forte, se sont chargés successivement du travail éditorial de ces livrets qui entendent illustrer une contrainte oulipienne en général expli citée. 163 numéros sont parus à ce jour.

fabula.org

 

 

PATAFISICA - po e queneau
Guarda Un Po apre la mente, Guarda Un Po varca i confini, Guarda Un Po muta le prospettive ... L’Università del Po, sotto l’egida di “Luisa”, Universita delle Scienze Anomale, organizza infatti una sorta di “master” in quattro giorni di spettacoli svitati, lezioni di scienze anomale, performance surreali, incontri patafisici e grande teatro  ..
RAYMOND QUENEAU intraprese all’inizio degli anni ‘30 uno studio su una schiera di “paranoici reazionari e chiacchieroni rimbambiti” che chiamò “Fous littéraires”   autori editi le cui riflessioni non rimandavano a dottrine anteriori e non avevano riscosso alcuna eco.
Ne presentò i deliri in un’opera intitolata: Enciclopedia delle scienze inesatte e per molti anni ricercò le tracce di questi “eterocliti”, come in seguito preferì definirli per non confonderli con i “pazzi del manicomio, fino a scrivere un manoscritto di 700 pagine “impubblicabile e impubblicato, né finito né incompiuto”, rifiutato da Gallimard e Denoël. In seguito alcuni brani di questo manoscritto confluirono nel ROMANZo Les enfants du limon (1938). Solo di recente (2002) il manoscritto integrale di Queneau è stato edito da Gallimard.

modena2000.com

PATAFISICI - queneau - vian - marinetti

 

 

    

siete sicuri che la natura che si esprime nelle belle ali della farfalla sia fatta perché ci sia un uomo che le giudichi belle? Se le ali della farfalla sono fatte per l'uomo, allora l'uomo è l'artista. Queneau obietta che l'uomo, così facendo, è preso da un delirio di onnipotenza. Cavalca il tragico, invece che accettarlo. Non apre gli occhi, per guardarlo e descriverlo. Se l'essere umano non si comporta da onnipotente, può arrivare ad ammettere che le ali della farfalla non sono fatte per essere godute dall'uomo, ma sono ali che sfuggono, enigmatiche, che l'uomo reputa belle, ma che sono e basta ...   rq


 

 

CHAT   RAT

Rat noir rat gris
Le rat mintrit
menue mignote
la souris chicote
le chien endormi

rêve à petits cris
le chat paresseux et thermométrique
regarde le radiateur électrique

battre la campagne  -  1967

 

 

 

 

Prendete una parola

prendetene due
fatele cuocere

come se fossero uova
scaldatele
a fuoco lento
versate la salsa enigmatica
spolverate con qualche stella
mettete pepe e fatele andare a vela

istante fatale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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links

www.linguafrancese.it/biblioemero/queneau.htm

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_queneau.htm

facebook.com/cultura.rai.it/videos

www.oulipo.net/oulipiens/RQ

 

 

 

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