raymond queneau

 

 

 

Il pantano Le Chiendent 1933
Gueule de pierre 1934
Le derniers Jours 1937 - traduzione F.Bergamasco
Odile 1937
Les enfants du limon 1938
Un rude hiver 1939
Le temps mêlés: Gueule de pierre II 1941
Pierrot mon ami 1942
Loin de Rueil 1944
On est toujours trop bon avec les femmes 1947 - pseudonimo Sally Mara
Exercises de Style 1947 - traduzione Umberto Eco
Saint Glinglin 1948
Journal intime 1950 - pseudonimo Sally Mara
Petite cosmogonie portative 1950
Batons, chiffres et lettres 1950
Le dimanche de la vie 1952 - traduzione G. Guglielmi
Chêne et chien 1937
Pour une bibliothèque idéale 1956
Le chien à la mandoline 1958
Zazie dans le métro 1959 - traduzione Franco Fortini
Cent Mille Milliards de Poèmes 1961
Le oevres completes de Sally Mara 1962
Les fleurs bleues 1965 - traduzione Italo Calvino
Une historie modele 1966
Le vol d'Icare 1968 - traduzione C. Lusignoli
Morale élémentaire 1975
Contes et propos 1981 postumo
it.wikipedia.org

 

Vietnamese poet and translator Tran Duong Tuong

received the prestigious French “Officier des Arts et des Lettres” for his contributions to French culture and literature.
Tuong has translated into Vietnamese also Raymond Queneau.
Huu Tho - thanhniennews.com

 

 


QUENEAU
Negli anni Trenta Raymond Queneau incominciava a essere uno scrittore. Era stato nel gruppo del surrealismo, che era l'antiletteratura (o l'erutarettil, come diceva lo stesso Breton), e poi aveva rotto anche con il surrealismo. Un anti-antiletterato in crisi: aveva indagato il mondo dei "matti letterari" (scopritori del moto perpetuo e della quadratura del cerchio, sostenitore della discendenza dell'uomo dalla rana), ma per far pubblicare la sua ricerca l'aveva dovuta trasformare in UN ROMANZo (I figli del limo).
Nel 1936 incominciò una rubrica intitolata Conoscete Parigi? , per il quotidiano L'Intransigeant. Non era una rubrica davvero interattiva: ogni giorno uscivano tre domande su Parigi, le sue strade, i suoi palazzi, la sua storia. Le soluzioni venivano date il giorno stesso, nella pagina degli annunci economici. Per raccogliere il materiale Queneau faceva lunghe passeggiate per la città, e lunghe sedute alla Bibliothéque Nationale. "La Parigi che avete amato / non è quella che amiamo noi / e senza fretta ognuno è avviato / verso ciò che scorderà poi. // Topografie! Itinerari! / Derive attraverso città! / Ricordo degli antichi orari! /La memoria è difficoltà...": così Queneau, in una poesia che riprende da Apollinaire il mito di Anfione, il personaggio mitologico che indirizzò magicamente la costruzione delle mura di Tebe con il suono della sua lira.
Quando nel 1938 la rubrica fu abolita Queneau ci restò malissimo, si dichiarò traumatizzato perché non solo era un lavoro che gli piaceva, ma gli risultava perfettamente congeniale. La rubrica, come avrebbe dichiarato in seguito, era la sola cosa che davvero gli fosse piaciuta fra tutte quelle che aveva fatto. Scrisse in seguito sul suo diario: "Io 'rimpiango' di non avere tenuto un registro (personale) delle mie passeggiate per Parigi (1936-38), un registro della mia esperienza di psicoanalisi (ma meno), delle mie ricerche sui folli letterari (ancora meno: di questo me ne sbatto)" (qui nell'originale c'è un gioco di parole tra fous, folli letterari e fous, voce del verbo fregarsene).
Città, quiz, rapporto con un pubblico indifferenziato: è già il Queneau che si sarebbe poi espresso al meglio in Zazie nel metrò e soprattutto negli Esercizi di stile.   .....  
 
www.repubblica.it/

 

 

RAYMOND QUENEAU

queneauRaymond Queneau nasce a Havre, il 21 febbraio 1903.
Compie studi nella città natale, poi si trasferisce a Parigi, dove si iscrive alla facoltà di filosofia della Sorbona.
Dopo un lungo soggiorno in Inghilterra, entra a far parte dei circoli surrealisti. E' il 1924: Breton e Leiris sono suoi mentori. Partecipa alle pubblicazioni e ai dibattiti del gruppo.
L'anno successivo, però, deve lasciare Parigi, per compiere il servizio militare: è spedito prima in Algeria, quindi in Marocco.
Ritorna a Parigi, dove trova un lavoro fisso, un'occupazione impiegatizia che non gli dà alcuna soddisfazione. Ha ripreso contatti con i surrealisti, in particolare con Prévert e Tanguy.
Nel '28 si sposa con Janine Kahn, parente di Breton, col quale si consuma, l'anno successivo, una violenta rottura. Lascia l'impiego e si dedica alla letteratura anima e corpo. Segue i corsi di Alexandre Koyré e di Charles-Henri Puech. Inizia a studiare psicoanalisi.
Nel '33 esordisce con Chiendent, a cui seguono, negli anni immediatamente successivi, Gueule de Pierre, Derniers jours, Odile e Chêne et chien.
Durante la guerra è membro attivo della resistenza all'occupazione tedesca. E' all'indomani della fine del conflitto mondiale, nel 1947, che RQ pubblica il suo capolavoro, Exercices de style, che ha lo ha consacrato come uno dei massimi autori a livello continentale. Tra questo successo e il suo titolo più notevole (Zazie dans le métro) trascorrono dodici anni, fittissimi di uscite editoriali.
Fleurs bleues (1965) è l'ultimo titolo pubblicato prima della clamorosa uscita dalla giuria del Premio Goncourt, avvenuta nel 1970.
Il 23 ottobre 1976, Raymond Queneau è morto a Parigi.
Pittore, pensatore, poeta e narratore legato alla koinè surrealista, Queneau ha fatto propria la lezione di Valéry spingendosi alle estreme conseguenze di una visione iperlinguistica della letteratura, e intrecciando il discorso scientifico a quello narrativo. I suoi sublimi esercizi stilistici hanno avuto in Italia traduttori d'eccezione, come     Italo Calvino   e    
Umberto Eco

http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorial/eco/
http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorimz/queneau/



Murdoch e Queneau

dalle lettere inedite spunta un amore non ricambiato
Una passione amorosa non ricambiata di Iris Murdoch (1919-99) per lo scrittore francese Raymond Queneau (1903-76), che la scrittrice inglese considerava il suo mentore e il suo ispiratore letterario, emerge da un carteggio inedito tra i due autori che copre l'arco quasi trentennale della loro amicizia, tra il 1946 e il 1975. Si tratta di una corrispondenza composta da 164 lettere, acquistate per 50.000 sterline dalla Kingston University, dove ha sede il «Centre for Iris Murdoch Studies».  ...

ilgiornale.it - 2010


 

 

 

eS eRC izi   di    ST iLE


La trama del fatto è semplice e banale: verso mezzogiorno, su un autobus, un uomo si lamenta con chi lo spinge di continuo e, appena trovato un posto libero, lo occupa. Il narratore, due ore dopo, lo rivede da un'altra parte con un amico, che gli dice di far mettere un bottone sulla sciancratura del soprabito.
La traduzione in italiano
A lungo gli Esercizi di stile sono stati considerati intraducibili, non solo perché legati alla lingua francese, ma anche per il talento stilistico dell'autore. Più che una vera e propria traduzione, quindi, l'edizione italiana, curata da Umberto Eco, è una riscrittura secondo le regole imposte dall'autore.
Secondo quanto dichiarato da Eco nell’Introduzione al libro, egli ha apportato le seguenti modifiche:
Ha eliminato il Loucherbem, una versione legata a un gergo francese, e l'ha sostituito con il Reazionario che Queneau aveva lasciato nella prima edizione e aveva tolto nella seconda.
Eco ha elimitato l’Homophonique (basato sull'omofonia) e l'ha sostituito con Vero?, una seconda traduzione di Alors.
Mentre Queneau ha scritto una sola versione degli Omoteleuti, Eco ne ha scritte due.
Mentre Queneau ha scritto un solo lipogramma (in E), Eco ne ha realizzato uno per ogni vocale.

it.wikipedia.org

 

versione insiemista
Nell'asutobus S si consideri l'insieme A dei passeggeri seduti e l'insieme D dei passeggeri in piedi. A una fermata data si trovi l'insieme P dei passeggeri in attesa. Sia C l'insieme dei seduti e sia esso un sottoinsieme di P che rappresenti l'unione di C' quale insieme dei passeggeri che restano sulla piattaforma e di C'' quale insieme di coloro che vanno a sedersi. Si dimostri che l'insieme C'' è vuoto.

Sia Z l'insieme dei frichettoni e {z} l'intersezione di Z e C', ridotto a un solo elemento. A seguito della iniezione dei piedi di z su quelli di y (elemento qualsiasi di C' che sia differente da z) si produce un insieme M di parole emesse da z. L'insieme C'' essendo nel frattempo divenuto non vuoto, dimostrare come esso si componga dell'unico elemento z.

Sia ora P' l'insieme dei pedoni che si trovano di fronte alla Gare Saint-Lazare, sia {z,z'} l'intersezione di Z e P', sia B l'insieme dei bottoni di soprabito di z, B' l'insieme delle posizioni possibili di detti bottoni secondo z': dimostrare che l'iniezione di B in B' non è una bi-iniezione.

altervista.org  -  traduttore umberto eco   -  pagina 155 -

 

 

Diceva a proposito Umberto Eco che curò la traduzione in italiano:   "Questi sono in fondo gli esercizi più traducibili, purché per "tradurre" non si intenda cercar dei sinonimi (che per questi esercizi non esistono) in un'altra lingua: si tratta di compiere la stessa operazione su di un testo base italiano. Poiché infine Queneau non procede in modo meccanico, ma tiene un occhio, per così dire, anche alle esigenze dell'orecchio, il traduttore è abbastanza libero di fare qualche aggiustamento e di permettersi qualche malizia."  www.syllabos.com/it

 

Un esperimento giocoso sulle possibilità del linguaggio.
98 caleidoscopiche variazioni su un tema: il laboratorio segreto di un grande scrittore.
Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.
Questi gli esercizi di stile di Raymond Queneau, che per anni mi hanno tentato come traduttore, perche erano ritenuti intraducibili, legati come sono al «genio» specifico della lingua francese. E infine la decisione: non si trattava di tradurre, almeno nel senso corrente del termine, ma di capire le regole di gioco che Queneau si era poste, e quindi giocare la stessa partita con un'altra lingua. Magari, come ho fatto, azzardando qualche mossa in piú, dato che Queneau aveva aperto la strada e non restava che continuare, e andar oltre, nello stesso spirito.
A tranquillizzare il lettore (e per non sottrargli il gusto del testo originale) questa edizione si presenta come traduzione con testo a fronte. Omaggio, umile e devoto, a un grande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come in una polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell'Artificio. Umberto Eco

www.liberonweb.com

 

 

MATEMATICA E LETTERATURA
"Ma in definitiva che cosa esplora? "
"Il mondo delle realtà matematiche."
"E come lo esplora?"
"In tutti i modi."
"E lei dice che questo mondo sfugge al dominio della ragione?"
"Mi pare di sì."
"Ci sarebbe dunque come un inconscio matematico 

disse il mio interlocutore con viva soddisfazione,

e rivolgendosi subito agli altri annunciò:

"Ecco dunque la ragione ancora una volta vinta;

in tutti i campi l'inconscio vincerà."      

Questa notizia suscitò l'entusiasmo generale...
Raymond Queneau, Odile

erewhon.ticonuno.it/arch/1999/campus/pigreco/pigreco2.htm

 

 

.......

Matematica e letteratura

sono accomunate dagli attributi di tecnica e di gioco, e attraverso questi due tunnel  Queneau può incessantemente stabilire contatti che "cuciono" fortemente i due domini in tutti i differenti  tessuti letterari costruiti successivamente dalla sua penna combinatoria. Abbiamo già considerato le ragioni del gioco linguistico microcombinatorio, i cui fondamenti sono dunque per Queneau comuni ad ogni attività letteraria; se tutta la letteratura è combinatoria, la nostra «letteratura combinatoria» lo è alla seconda potenza:  la contrainte esibita rimanda a tutte le restrizioni che agiscono e definiscono interamente lo spazio letterario; l'offerta allo sguardo diretto del lettore del gioco combinatorio applicato alle figure letterarie gli "parla"  della natura dell'intera letteratura. In altre parole, la letteratura combinatoria si costituisce come figura  iperbolica della combinatorietà della letteratura.

geocities.com/Athens/Olympus/6043/queneau.htm#nnnr(8)

 

 

PER  Raymond Queneau  la libertà creativa non consiste nell'assenza di vincoli ma nella consapevolezza della loro esistenza: un'idea che ha influenzato profondamente il suo amico e traduttore Italo Calvino, che non a caso è stato un grande ammiratore dell'exploit sui dinosauri di Augusto Monterroso e che vagheggiava di raccogliere un'intera collezione di ROMANZI su una riga. Un altro traduttore italiano di Queneau, Umberto Eco, ha frequentato spesso gli esercizi di sintesi giocosa, e una volta ha scritto una frase in cui le ventuno lettere dell'alfabeto compaiono tutte e senza ripetizioni: "Tv? Quiz, Br, Flm, Dc... Oh, spenga!".
Stefano Bartezzaghi - espresso.repubblica.it

 

 

 

     raymond queneau 

 un soiffard de savoirs  . . .    queneau.net

 

raymond
queneau

 

Ce soir
Si j'écrivais un poème
pour la postérité ?
fichtre
la belle idée

je me sens sûr de moi
j'y vas
et à la postérité
j'y dis merde et remerde
et reremerde
drôlement feintée
la postérité
qui attendait son poème

ah mais

Extrait de   "L'Art Poétique"
Poésie/Gallimard

www.themodernword.com

 

 

 

 

Raymond Queneau 1903- 1976

Le plus savant des mystificateurs   le plus gai des érudits

Jean d'Ormesson

Queneau est un véritable acrobate. Toute sa vie il a jonglé entre littérature et mathématiques, malice et gravité, tendresse et dérision, érudition et innocence, humour et amertume. Curieux de tout, il a eu également une ambition encyclopédique ( la liste des livres qu'il a lus et souvent relus, établie par lui même, comporte environ 10 000 titres) et une volonté d'effectuer une recherche permanente sur le langage.

C'est Exercices de style, en 1947, qui lui assure son premier grand succès public. Zazie dans le Métro , en 1959, lui apporte la consécration.

En 1960, Queneau fonde l'OuLiPo (Ouvroir de la Littérature Potentielle  -  VEDI PAGINA 1)    -   avec son ami François Le Lionnais. L'OuLiPo c'est ce laboratoire littéraire préconisant l'utilisation de structures mathématiques dans la création littéraire; atelier dans lequel Queneau et ses amis ( notamment Georges Perec, Jacques Roubaud et Italo Calvino ) inventeront de nouveaux mécanismes. C’est le cas de la méthode "S+7" , consistant à remplacer chaque mot d’un texte (à l’exception des mots-outils) par le septième mot suivant dans le dictionnaire. Ainsi Queneau transforme-t-il la fable de La Fontaine, la Cigale et la Fourmi en la célèbre Cimaise et la Fraction :

La Cimaise ayant chaponné tout l’éternueur

Se tuba fort dépurative quand la bisaxée fut verdie

Pas un sexué pétrographique morio de mouffette ou de verrat.

Elle alla cocher frange

Chez la fraction sa volcanique…

Parmi les exemples les plus célèbres , on peut également citer la Disparition de Georges Perec, dans lequel ne figure pas une seule fois la lettre e; e qui est pourtant le caractère la plus utilisé de la langue française.

Queneau a également publié sur la fin de sa vie des recueils de poésie (Courir les rues, 1967; Battre la campagne, 1968! Fendre les flots, 1969). Il est considéré aujourd'hui comme un des grands auteurs français du vingtième siècle. Jean d'Ormesson qui l'a bien connu et qui pendant trois ans, tous les mardi soirs au sortir du comité de lecture de Gallimard le raccompagnait chez lui , lui rend cet hommage : "Une prodigieuse tendresse pour les êtres se combinant chez lui avec le goût de l'imposture, personne ne peut douter que Queneau soit un vrai et un grand poète."   

Virginie Delisle

www.alalettre.com

 

 

 

 

 

........STUDENTESSA: È come se la farfalla, da noi portata in studio a simbolo di questo dibattito, tentasse disperatamente di uscire dalla gabbia. Il senso del tragico sta nel fatto che la farfalla esce dalla gabbia perché c'è qualcuno che gliela apre dall'esterno?
ROVATTI: No, non direi. Lo scrittore francese, laureato in filosofia, Raymond Queneau, morto una ventina di anni fa, scrisse un divertente libro in cui si parlava anche di farfalle. E lui si interrogava così: siete sicuri che la natura che si esprime nelle belle ali della farfalla sia fatta perché ci sia un uomo che le giudichi belle? Il suo è un modello diverso rispetto a quello di riscatto culturale e antropologico di cui parla Sartre. Secondo Queneau, si può andare oltre. Sartre giustifica il riscatto attraverso il fatto che l'uomo vede le ali della farfalla e stabilisce che quella è un'opera d'arte. L'uomo, secondo Sartre, sa riconoscere che quella è un'opera d'arte. L'uomo compone la sua opera d'arte a imitazione della natura, con le ali della farfalla, che sono appunto la natura. Le ali della farfalla sono fatte per l'uomo, e l'uomo è l'artista.

.......

http://www.emsf.rai.it/        http://www.emsf.rai.it/ricerca/ 

 

 

An Interview with Raymond Queneau

GEORGES CHARBONNIER: Raymond Queneau, you said to me one day that two great currents exist in literature and that basically one could, if I understood you correctly, link most novels either to the "Iliad"or to the "Odyssey."

RAYMOND QUENEAU

I think that those are in fact the two poles of Western novelistic activity since its creation, that is to say since Homer, and that one can easily classify all works of fiction either as descendants of the "Iliad" or of the "Odyssey." I had the pleasure of hearing this idea of the Occidental novel as a continuation of the Iliad summarized recently by Butor during a conference [25 July 1961]. He said excellent things in this regard, but he didn't speak about the Odyssey, and it seems to me that the Odyssey represents the other pole of Western literature...

centerforbookculture.org

 

 

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