eugen berthold friedrich  brecht

detto bertolt

 

 

 

il fumo

la casetta 

 fra gli alberi al lago

 dal tetto fila fumo.

non ci fosse

come tristi allora

casa, alberi e lago

 

 

 

La guerra che verrà
La guerra che verrà non è la prima.

Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente

faceva la fame.

Fra i vincitori faceva la fame

la povera gente
egualmente.

 

 

 

 

Nelle epoche della più grave oppressione

si fa generalmente un gran parlare

di grandi e di nobili temi

 

 


Generale
il tuo carro armato

è una macchina potente
spiana un bosco

e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto
ha bisogno di un carrista.
Generale

il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta
e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto
può pensare.

.

 


il pensare

è uno dei massimi piaceri

concessi al genere umano

GLI UCCELLI ASPETTANO

DAVANTI ALLA FINESTRA
IO SONO IL PASSERO.
BAMBINI, LA MIA FINE È QUASI CERTA.
E SEMPRE VI HO CHIAMAI

NELLA TRASCORSA ANNATA
QUANDO IL CORVO ERA DI NUOVO

IN MEZZO ALL’INSALATA.
VI PREGO   UNA PICCOLA OFFERTA.
PASSERO    FATTI AVANTI.
       PASSERO    ECCO IL TUO GRANO.
E TANTE GRAZIE PER IL TUO LAVORO !
IO SONO IL PICCHIO ROSSO.
BAMBINI   LA MIA FINE È QUASI CERTA.
E PICCHIO TUTTA LA STAGIONE ESTIVA
E DISTRUGGO OGNI BESTIA NOCIVA.
VI PREGO UNA PICCOLA OFFERTA.
PICCHIO   FATTI AVANTI.
       PICCHIO   ECCO IL TUO VERME.
E TANTE GRAZIE PER IL TUO LAVORO.
IO SONO IL MERLO.
BAMBINI   LA MIA FINE È QUASI CERTA.
E PURE SONO IO CHE NEL GRIGIO DEL MATTINO
CANTAI TUTTA L’ESTATE NELL’ORTO VICINO.
QUANDO DURÒ L’ESTATE   

DALL’ORTO DEI VICINI.
VI PREGO UNA PICCOLA OFFERTA
MERLO    FATTI AVANTI.
       MERLO    ECCO IL TUO GRANO.
E TANTE GRAZIE PER IL TUO LAVORO.

 

 

 

 

Contro la seduzione
Non vi fate sedurre
non esiste ritorno.
Il giorno sta alle porte
già è qui vento di notte
altro mattino non verrà.
Non vi lasciate illudere
che è poco, la vita.
Bevetela a gran sorsi
non vi sarà bastata
quando dovrete perderla.
Non vi date conforto
vi resta poco tempo.
Chi è disfatto, marcisca.
La vita è la più grande
nulla sarà più vostro.
Non vi fate sedurre
da schiavitù e da piaghe.
Che cosa vi può ancora spaventare ?
Morite con tutte le bestie
e non c’è niente, dopo.
poesie e canzoni 1982

 

 

 

 

Debolezze
Tu non ne avevi
Io ne avevo una
amavo

1947-1956

 

 

 

 


Colui che dubita

Sempre
ogni volta che ci pareva

di aver trovato
la risposta
a un problema
uno di noi scioglieva, sulla parete
il nastro dell’antico rotolo cinese
sí che svolgesse e visibile apparisse
l’uomo seduto che tanto dubitava.
Io, ci diceva, sono colui che dubita.
Dubito che sia riuscito il lavoro
che v’ha inghiottiti i giorni.
Che, quel che avete detto,
se detto peggio valga tuttavia

per qualcuno.
Che lo abbiate detto bene
e che forse un po' troppo vi siate
alla verità di quanto avete detto

affidati.
Che sia ambiguo:
per ogni possibile errore

vostra sarebbe la colpa.
Può anche essere troppo univoco
e allontanar dalle cose

la contraddizione;
non è troppo univoco ?
Allora quel che dite è inutilizzabile.
Le cose vostre sono inanimate, allora.
Siete realmente nel corso degli eventi ?
Compresi con tutto quel che diviene ?
Siete ancora in divenire, voi?
Chi siete ?
A chi parlate ?
A chi serve quel che state dicendo ?
E, fra parentesi: vi lascia sobri ?
Si può leggerlo di mattina ?
È anche congiunto al presente ?
Le tesi davanti a voi enunciate
son messe a profitto
o almeno confutate ?
Tutto è documentabile ?
Per esperienza ? Di chi ?
Ma prima di tutto
e sempre, e ancora prima d’ogni cosa

come si agisce ?
Pensierosi noi si considerava

con curiosità
l'uomo Turchino dubitare dal quadro

ci si guardava e
da capo si ricominciava.

1937 - poesie

https://youtu.be/uE-UJ8_D1_o  -  legge  gian maria volontè

 

 

 Tutte le arti

contribuiscono all'arte

più grande di tutte

quella di vivere

ma un uomo, signora,

ha sempre paura di una donna

che l'ama troppo

l'opera da tre soldi 1928

 

 

 

Ci sono uomini

che lottano un giorno e sono bravi

altri che lottano un anno e sono più bravi

ci sono quelli che lottano più anni

e sono ancora più bravi

però ci sono quelli

che lottano tutta la vita

essi sono gli indispensabili
in morte di lenin

 

 

 

È stato molto tempo fa

e ora non so più nulla di lei

che una volta era tutto.

Ma tutto passa.

*

 

Lo ammetto: io non ho speranza.

Il cieco parla di una via di uscita

Io ci vedo.

Quando tutti gli errori sono esauriti

l'ultimo compagno

che ci sta di fronte è il Nulla.
der nachgeborene

 

 

 

Ho sentito

che non volete imparare niente
Deduco: siete milionari.
Il vostro futuro è assicurato

esso è Davanti a voi in piena luce.

I vostri genitori
Hanno fatto sì che i vostri piedi
Non urtino nessuna pietra.

Allora non devi
Imparare niente. Così come sei
Puoi rimanere.
E se, nonostante ciò

ci sono delle difficoltà, dato che i tempi
Come ho sentito, sono insicuri
Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
Ciò che devi fare affinché stiate bene.
Essi hanno letto i libri di quelli
Che sanno le verità
Che hanno validità in tutti i tempi
E le ricette che aiutano sempre.
Dato che ci sono così tanti

che pensano per te
Non devi muovere un dito.
Però, se non fosse così
Allora dovresti studiare
.

*

Dio

se fossimo un po’ meno ciechi e sordi

capiremmo quello che di noi si fa

1935

*

 

 

 

Non si dirà

quando il noce si scuoteva nel vento
ma: quando l’imbianchino

calpestava i lavoratori.
Non si dirà

quando il bambino faceva saltare

il ciottolo piatto
sulla rapida del fiume
ma: quando si preparavano

le grandi guerre.
Non si dirà: quando la donna

entrò nella stanza
ma: quando le grandi potenze

si allearono contro i lavoratori.
Tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri
ma: perché i loro poeti hanno taciuto ?

 

 

 

Quando,un tempo, ti ero affezionato
non è poi che il mio amore fosse smania:
se non si desidera, forse

non si sente la mancanza
Se la gioia è poca, anche il dolore è scarso.
Meglio che: molta gioia è: nessun cruccio,
meglio che perdere è: l'essere paghi.
La voluttà degli uomini è: non soffrire mai.
L'aver potuto è bene, pessimo: l'aver dovuto.
Naturalmente questo è un precetto meschino.
Non è mai stato ricco,

chi non ha perso mai niente !
Io non dico neppure, che sarei stizzito...
Intendo solo questo:

se uno non ha nessun amore
non ha neanche un'epoca grama che lo attende.
Tuttavia noi non siamo i padroni delle cose.

sonetti di augusta - VI sonetto

 

 

Sempre pronto a una nuova idea

e ad un antico vino

 

Cosa ne è del buco

una volta finito il formaggio ?

 

Quando l'ingiustizia diventa legge
la resistenza diventa dovere

 

 

Non sembrare quel che si è
è una disgrazia per se stessi
Sembrare quel che non si è
è una disgrazia per gli altri


l'arte del leccapiedi - il romanzo dei tui - intellettuali_Tellekt-uell-in > tui
In effetti quasi tutti sono in grado di eseguire in maniera non troppo penosa una leccata senza infamia e senza lode, basta dare libero corso alla propria predisposizione naturale. L'arte del leccapiedi è però un'altra cosa: richiede studio e allenamento. E molta disciplina. Solo con l'esercizio è possibile elevarsi dalle bassezze della leccata corriva, e soltanto quando la perseveranza lascia il posto alla fantasia si diviene veri maestri. Il complimento comune è merce dozzinale, cicaleggio meccanico senza senso né ragione, privo di ogni raffinatezza. Il lecchinaggio praticato come un'arte invece produce espressioni originali, peculiari, profondamente sentite: crea una forma. L'artista completo è duttile, poliedrico, sempre capace di sorprendere.

È in una Cina immaginaria che Brecht decise di trasporre narrativamente, con divertito coraggio, i tempi oscuri e turbolenti in cui la Storia gli diede in sorte di vivere. Cominciato durante l’esilio e rimasto frammentario dopo oltre un decennio di lavoro, Il romanzo dei tui è una satira feroce degli intellettuali che affittano a cottimo al migliore offerente il proprio ingegno: i «tui». Dal mare dell’imbecillità umana emerge qui un arcipelago di aneddoti, storielle, parabole e corrosivi esercizi di umorismo che mettono alla berlina tutti i grandi ideologi dell’Occidente e forniscono anche una diagnosi inaspettata e spiazzante dell’ascesa di Hitler. Un geniale e comico breviario sul cattivo uso dell’intelletto che zigzaga tra apologhi memorabili, trattati stravaganti (compreso uno sull’arte del leccapiedi) e racconti arguti, consegnandoci una requisitoria serrata e farsesca contro ogni pensiero fumoso e servile. Un tesoro di caustica comicità proposto per la prima volta al pubblico italiano.
lormaeditore.it



il passeggero
Quando anni fa imparai a guidare la macchina, il mio istruttore mi imponeva di fumare il sigaro; e se
nel groviglio del traffico o in curve strette si spegneva, lui mi spingeva via dalla guida. Durante la corsa raccontava anche barzellette e se io, troppo intento alla guida, non ridevo, mi strappava il volante di mano. Mi sento insicuro, diceva.
Io, passeggero, mi spavento se vedo che il guidatore dell’auto è troppo intento alla guida.

Da allora quando lavoro mi guardo bene dallo sprofondarmi troppo in quello che faccio. Mi impongo più d’una volta di guardarmi in giro, talora interrompo il lavoro per conversare con qualcuno.
Mi sono disabituato
ad andare così forte da non poter fumare. Penso al passeggero.
1933-1938

 

*

 

 

 

Le immagini del mattino e della notte

traggono in inganno.

I tempi felici non nascono così

come un mattino succede

a una notte d'inverno.


Oh bello innaffiare il giardino
per far coraggio al verde !
Dar acqua agli alberi assetati !
Dai più che basti
e non dimenticare i cespugli delle siepi
perfino quelli che non dàn frutto
quelli esausti e avari

E non perdermi di vista
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello arido:
anche la terra nuda tu rinfrescala



antigone
Esci dalla penombra e cammina
davanti a noi un poco,
gentile, con il passo leggero
della donna risoluta a tutto

terribile
per i terribili
Distolta a forza, io so
come temevi la morte, ma
ancora più ti faceva orrore
la vita indegna
E non fosti indulgente
in nulla verso i potenti

e non scendesti
a patti con gli intriganti, e non
dimenticasti mai l’ingiuria e sui loro
misfatti non crebbe mai l’erba
poesie - II - 1934-1956 - trad luigi forte

 

 

Una delle principali cause

della miseria delle scienze sta

molto spesso

nella loro presunzione di essere ricche.

Scopo della scienza
non è tanto quello di aprire le porte
all'infinito sapere
quanto quello di porre una barriera
all'infinita ignoranza
Galileo: IX

 

 

Ecco gli elmi dei vinti

abbandonati
in piedi, di traverso o capovolti.
E il giorno amaro in cui voi siete stati
vinti non è quando ve li hanno tolti,
ma fu quel primo giorno in cui ve li
siete infilati senza altri commenti,
quando vi siete messi sull'attenti
e avete cominciato a dire sì.

 

 

Quando ci si trova

davanti a un ostacolo

la linea più breve fra due punti

può essere una linea curva
When you are faced with an obstacle

the shortest line between two points can be a curved line

 

 

 

La pace è solo disordine
non c'è che la guerra per metter ordine .
In tempo di pace l'umanità cresce
in modo incontrollato

madre courage e i suoi figli

 


Chiamano violento il fiume impetuoso
Ma le sponde che lo comprimono
nessuno le chiama violente



Da leggere il mattino e la sera

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me
Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere
poesie 1933-1938
Morgens und abends zu lesen
Der, den ich liebe
hat mir gegagt
Daß er mich braucht.
Darum
Gebe ich auf mich acht
sehe auf meinen Weg und
Fürchte von jedem Regentropfen
Daß er mich erschlagen Könnte

 

 

 

il dubbio

muove

le montagne 

 

 



Viaggiando in un’auto comoda
Su una provinciale piovosa
Vedemmo una persona lacera

al calar della notte
Che ci faceva cenno di prenderla su

con un profondo inchino.
Avevamo un tetto e avevamo posto

e proseguimmo
E sentimmo me che dicevo

con voce stizzita: No
Non possiamo prendere su nessuno.
Eravamo già molto avanti

un giorno di marcia forse
Quando d’un tratto mi spaventai

di questa mia voce
Questa mia condotta e tutto
Questo mondo.

1934
trad anna maria curci

.

Traveling in a comfortable car
Down a rainy road in the country
We saw a ragged fellow at nightfall
Signal to us for a ride, with a low bow.
We had a roof and we had room

and we drove on And we heard me say,

in a grumpy voice: No,
we can’t take anyone with us.
We had gone on a long way,

perhaps a day’s march
When suddenly I was shocked by

this voice of mine
This behavior of mine and this
Whole world.
.
Fahrend in einem bequemen Wagen
Auf einer regnerischen Landstraße
Sahen wir einen zerlumpten

Menschen bei Nachtanbruch
Der uns winkte, ihn mitzunehmen,

sich tief verbeugend.
Wir hatten ein Dach und wir hatten

Platz und wir fuhren vorüber
Und wir hörten mich sagen, mit einer

grämlichen Stimme: Nein
Wir können niemand mitnehmen.
Wir waren schon weit voraus, einen

Tagesmarsch vielleicht
Als ich plötzlich erschrak über diese

meine Stimme
Dies mein Verhalten und diese
Ganze Welt.

 



L'ACCORTEZZA DI RICONOSCERE LA VERITÀ

POICHÉ È DIFFICILE SCRIVERE LA VERITÀ, DATO CHE OVUNQUE ESSA VIENE SOFFOCATA, I PIÙ PENSANO CHE SCRIVERE O NON SCRIVERE LA VERITÀ SIA UNA QUESTIONE DI CARATTERE. CREDONO CHE BASTI IL CORAGGIO. E DIMENTICANO LA SECONDA DIFFICOLTÀ, CIOÈ QUELLA DI TROVARE LA VERITÀ. NESSUNO POTRÀ MAI DIRE CHE TROVARE LA VERITÀ SIA COSA FACILE.
.
CINQUE DIFFICOLTÀ PER CHI SCRIVE LA VERITÀ
CHI AI NOSTRI GIORNI VOGLIA COMBATTERE LA MENZOGNA E L'IGNORANZA E SCRIVERE LA VERITÀ, DEVE SUPERARE ALMENO CINQUE DIFFICOLTÀ.   DEVE AVERE IL CORAGGIO DI SCRIVERE LA VERITÀ, BENCHÉ ESSA VENGA OVUNQUE SOFFOCATA;   L'ACCORTEZZA DI RICONOSCERLA, BENCHÉ VENGA OVUNQUE TRAVISATA, L'ARTE DI RENDERLA MANEGGEVOLE COME UN'ARMA;   L'AVVEDUTEZZA DI SAPER SCEGLIERE COLORO NELLE CUI MANI ESSA DIVENTA EFFICACE;     L'ASTUZIA DI DIVULGARLA FRA QUESTI ULTIMI. TALI DIFFICOLTÀ SONO GRANDI PER COLORO CHE SCRIVONO SOTTO IL FASCISMO, MA ESISTONO ANCHE PER COLORO CHE SONO STATI CACCIATI O SONO FUGGITI, ANZI ADDIRITTURA PER COLORO CHE SCRIVONO NEI PAESI DELLA LIBERTÀ BORGHESE .
scritti sulla letteratura e sull'arte

 

 

 

 

 

Eugen Berthold Friedrich Brecht   detto  Bertolt

10 FEBBRAIO 1898 augsburg baviera   -   14 AGOSTO 1956 BERLINO

nel primo dopoguerra cantava in pubblico accompagnandosi con la chitarra a berlino nel '22. dopo il premio Kleist si avvicinò al teatro tedesco d'avanguardia . con l'avvento del nazismo iniziò un lungo periodo di esilio fra europa e america fino al '46 e in quell'anno venne processato per attività anti-americane. con la moglie helene weigel, attrice, fondò  'berliner ensemble'. uno dei migliori complessi teatrali esistenti.

RAPPRESENTATO a TEATRO IN TUTTO IL MONDO.

 

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