Eugen Berthold Friedrich Brecht

detto Bertolt

welcome brecht

 

 

una persona che dopo tanto tempo

rivide il signor K

lo salutò dicendo  

ma lei non è per niente cambiato ! 
Oh   rispose il signor K e impallidì

"Storie del Signor K." di Bertolt Brecht

 

 

 

 

la guerra che verrà

non è la prima

prima ci sono state altre guerre
alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti
fra i vinti la povera gente
faceva la fame

fra i vincitori
faceva la fame la

povera gente ugualmente

poesie e canzoni - einaudi

 

 

avevo un fratello aviatore.

un giorno la cartolina
fece i bagagli e via
lungo la rotta del sud

mio fratello è un conquistatore:
il popolo nostro ha bisogno di spazio
e prendersi terre e terre
da noi, è un vecchio sogno.

e lo spazio che s'è conquistato
è sui monti del guadarrama
un metro e ottanta di lunghezza
uno e cinquanta di profondità

 

 

hollywood
ogni mattina

per guadagnarmi da vivere
vado al mercato

dove si comprano le bugie
pieno di speranza
mi metto tra chi vende

 

alla vigilia di natale

oggi siamo seduti alla vigilia

di natale noi gente misera

in una gelida stanzetta

il vento corre fuori il vento entra

vieni buon signore gesù da noi volgi lo sguardo:

perché tu ci sei davvero necessario

   I bambini giocano alla guerra  

 


E' RARO CHE GIOCHINO ALLA PACE

perché

gli adulti da sempre fanno la guerra
tu fai  pum  e ridi
il soldato spara

e un altro uomo non ride più
E' la guerra
C'è un altro gioco da inventare
far sorridere il mondo

non farlo piangere
Pace vuol dire

che non a tutti piace lo stesso gioco
che i tuoi giocattoli

piacciono anche agli altri bimbi
che spesso non ne hanno

perché ne hai troppi tu
che i disegni degli altri bambini

non sono dei pasticci
che la tua mamma non è solo tutta tua
che tutti i bambini sono tuoi amici
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura




dici   per noi va male
Il buio cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze, ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d'ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è ora falso di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto?
Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più
nessuno e da nessuno compresi?
O dobbiamo sperare soltanto
in un colpo di fortuna?»
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua
.



pioppo di karlsplatz
un pioppo c'è  sulla karlsplatz
in mezzo a berlino città di rovine
e chi passa per la karlsplatz
vede quel verde gentile
nell'inverno del quarantasei

gelavano gli uomini
la legna era rara

e tanti mai alberi caddero
e fu l'ultimo anno per loro
ma sempre il pioppo sulla karlsplatz
quella sua verde foglia ci mostra
sia grazie a voi gente della karlsplatz
se ancora è nostra


.
       lode del dubbio      

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.
Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l'armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.

Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell'infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l'ammalato senza speranza!

Ma d'ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un'eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d'idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d'oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l'uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l'uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall'acqua
i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l'ascia dell'assassino
si chiedono se anch'egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell'oscillare.
Il loro motto preferito è: l'istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!

 

sul muro c'era scritto col gesso
vogliono la guerra
chi l'ha scritto
è già caduto

 

se durassimo in eterno
tutto cambierebbe
dato che siamo mortali
molto rimane come prima

 

alba
non per caso
l'alba di un nuovo giorno
Inizia col grido del gallo
che fin dai tempi antichi indica
un tradimento.

 

 

 

 

non ho bisogno di una lapide

ma se voi avete bisogno di una per me
vorrei che ci fosse scritto
ha fatto delle proposte

noi le abbiamo accettate
con una tale incisione saremmo
onorati tutti quanti

 

 

il cambio della ruota
sto seduto ai margini della strada
l'autista cambia la ruota
non sto bene lì   da dove vengo
non sto bene lì  dove vado
perché vedo il cambio della ruota
con impazienza?

poesie postume -  poesie e canzoni - einaudi


NESSUN UOMO E' UN'ISOLA
Prima  vennero  a prendere gli
  zingari    e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli   
ebrei    e TACQUI  perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli
    omosessuali     e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i    
comunisti     ed io non PARLAI perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere    
me
    e non c’era rimasto nessuno a protestare

 

 

l'intelligenza

non è commettere errori ma scoprire

subito il modo di trarne profitto

BB - linea di condotta

 

 

 

fausernet.novara.it

 

Le concezioni artistiche di Bertolt Brecht e di Kurt Weill si concretarono in modo definito nella realizzazione nel 1928 di “Die Dreigroschenoper”  -   un’opera in   “un prologo e tre atti”    che Brecht aveva elaborato ispirandosi al libretto   “The Beggar’s Opera” (“L’opera degli straccioni”) del poeta inglese  John Gay scritto nel 1728

canto di un'amata 

 

 

lo so mia amata già mi cadono i capelli

tanto dissoluta è la mia vita

e devo giacere sulle pietre.

vedete come bevo il liquore più infimo

e cammino nudo nel vento.

ma vi fu un tempo amata in cui ero puro.

avevo una donna che era più forte di me

come l'erba è più forte del toro

si rialza infatti. 

lei vedeva che io ero cattivo e mi amava.

non chiedeva dove andasse

la strada su cui camminava

e che forse era in discesa.

quando mi dava il suo corpo diceva

questo è tutto.

e diventava il mio corpo.

ora non è più è scomparsa

come la nube dopo la pioggia

la mia mano l'ha lasciata

ed essa è caduta giù

poiché quella era la sua strada. 

ma talvolta, la notte quando mi vedete bere

io vedo il suo viso pallido nel vento

forte e rivolto a me e m'inchino verso il vento.

Bertold Brecht auf Notenpapier

von Paul Dessau, um 1968

www.akademie-der-kuenste.de/

 

 

 

lernen - wozu

 

My young son asks me:

Am I to learn mathematics? 
To which, I would like to say.
That two pieces bread more are than one

 that you will also in such a way notice.
My young son asks me: Am I to learn  French
?
To which, I would like to say.

This realm is neglectable.
And rub you only with the hand the antinode

 bulge and groan and one

you will already understand.
My young son asks me: Am I to learn history ?
To which, I would like to say.

Learn you your heading into the

earth to put you will perhaps remain there.
Yes, learn mathematics, legend

I learn  French,  learn history ! 

 

 

STUDIARE     PERCHE'

Il mio giovane figlio mi chiede:

Dovrei studiare matematica?
Perchè, dovrei [chiedere] io.

Che due pezzi di pane sono più di uno,
Lo noterai comunque.
Il mio giovane figlio mi chiede: dovrei studiare 
inglese ?
Per quale motivo, dovrei [chiedere] io.

Questo regno tramonta.

E tu solo strofinati la pancia con [la mano piatta]

e gemi, E già ti si capirà. 
Il mio giovane figlio mi chiede:

dovrei studiare storia ?
Perchè, dovrei [chiedere] io. [Impara a tenere 
La tua testa ben ferma sulla terra],
[Allora] forse resterai. 
Sì, studia matematica, gli dico,
Studia 
inglese,   sì,   studia storia.

traduzione anita clara

 

 

 

SVENTURATA LA TERRA CHE HA BISOGNO DI EROI  

 

 

un tempo
a me nel gelo un tempo pareva mirabile
vivere e il freddo a me giungeva vivace
e gustavo l'amaro ed era come
fossi io sempre signore della scelta
anche se il buio m'invitava al suo tavolo
serenità da fredda fonte attinsi
e il nulla dette questa ampia arena
rara si è scissa dolce chiarità
da naturale tenebra. a lungo? no appena
ma io morte ero veloce. vinsi.

chi sta in alto

dice pace e guerra
sono di essenza diversa.
la loro pace e la loro guerra

sono come vento e tempesta.
la guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
ha in faccia i suoi lineamenti orridi.
la loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

 

un uomo è un uomo
dice il signor B.B. che un uomo è un uomo
e questa è cosa che ognuno può dire.
ma il signor bertold brecht dimostra poi
che con un uomo ci puoi far quello che vuoi.
come un'auto stasera smontano un uomo e fanno
veder che si rimonta il tutto senza danno.
umanamente all'uomo ci si approssima
senza brutalità ma con forza pregandolo
di volersi col mondo uniformare
e di lasciare ogni pesce nuotare.
con lui qualsiasi cosa costruire si voglia
certo non ci sbaglia.  però
lo devi tener d'occhio perchè una notte può
tramutarlo nel boia che ci scanna,.
il signore brecht si augura che tutti voi vediate
sciogliersi come neve la terra su cui state
e i casi del portuale Galy Gay vi dimostrino
quant'é pericoloso a questo mondo il vivere

 

insegnamento di galilei
quando il signore pronunciò il suo fiat
volle il sole perchè ad un cenno suo
recasse un lume intorno al nostro mondo
come un'ancella in ordinato cerchio
desiderando che ogni creatura
si volga intorno a più eletta natura.
quindi intorno agli importanti

cominciarono i minori a ruotare

e agli eminenti gli inferiori
come in cielo così in terra.
e intorno al papa circolano i cardinali
e intorno ai cardinali circolano i vescovi
e intorno ai vescovi circolano i segretari
e intorno ai segretari circolano i bussolanti
e intorno ai bussolanti circolano gli artigiani
e intorno agli artigiani circolano i servi
e intorno ai servono circolano i cani

i polli e i mendicanti
da vita di galileo

 

remare conversazioni
è sera. vanno
due canoe. dentro
nudi due giovani.
fianco a fianco remando parlano.
parlando
remano fianco a fianco.

quelli che portano via

la carne dalle tavole
insegnano ad accontentarsi.
coloro ai quali il dono è destinato
esigono spirito di sacrificio.
i ben pensanti parlano agli affamati
dei grandi tempi che verranno.
quelli che portano all'abisso la nazione
affermano che governare è troppo difficile
per l'uomo qualsiasi.

 

il susino
nel cortile c'è un susino
quant'é piccolo non crederesti
gli hanno messo intorno una grata
perchè la gente non lo pesti.
se potesse crescerebbe
diventar grande gli piacerebbe.
ma non servono parole
quel che gli manca è il sole.
che è un susino appena lo credi
perchè susine non ne fa.
eppure è un susino e lo vedi
dalla foglia che ha

1934
poesie e canzoni . einaudi

la prima occhiata
dalla finestra al mattino
il vecchio libro ritrovato
visi entusiasti.
neve. il mutamento delle stagioni.
il giornale
il cane
la dialettica
docce   nuotare
vecchia musica
scarpe comode
comprendere
nuova musica
scrivere  piantare
viaggiare   cantare
esser cortesi
1956

poesie postume - poesie e canzoni einaudi

 

 

 Così se ne ando il mio tempo che sulla terra mi era stato dato
So verging meine Zeit die auf Erden mir gegeben war

 


 

A COLORO CHE VERRANNO  -   1939

 

davvero vivo in tempi bui!
la parola innocente è stolta. una fronte distesa
vuol dire insensibilità. chi ride
la notizia atroce non l'ha saputa ancora.
quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perchè su troppe stragi comporta silenzio!
e l'uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell'affanno?
è vero: ancora mi guadagno da vivere.
ma, credetemi è appena un caso. nulla
di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.
per caso mi risparmiano.
- basta che il vento giri e sono perduto -
mangia e bevi! mi dicono e sii contento di averne.
ma come posso io mangiare e ber, quando
quel che mangio a chi ha fame lo strappo e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?
eppure mangio e bevo.
vorrei anche essere un saggio.
nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tema trascorrere.
spogliarsi di violenza
render bene per male
non soddisfare i desideri anzi
dimenticarli dicono è saggezza.
tutto questo io non posso
davvero vivo in tempi bui!
nelle città venni al tempo del disordine
quando la fame regnava.
tra gli uomini venni al tempo delle rivolte
e mi ribellai insieme a loro.
così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
il mio pane lo mangiai tra le battaglie.
per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
feci all'amore senza badarci
e la natura la guardai con impazienza.
così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
al mio tempo le strade si perdevano nella palude.
la parola mi tradiva al carnefice.
poco era in mio potere. ma i potenti
posavano più sicuri senza di me o lo speravo.
così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
le forze erano misere.

la meta era molto remota.
la si poteva scorgere chiaramente

seppure anche per me quasi inattingibile.
così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.
andammo noi più spesso cambiando paese che scarpe
attraverso le guerre di classe disperati
quando solo ingiustizia c'era e nessuna rivolta.
eppure lo sappiamo
anche l'odio contro la bassezza
stravolge il viso.
anche l'ira per l'ingiustizia
fa roca la voce. oh noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza
noi non si poté essere gentili.
ma voi quando sarà venuta l'ora
che all'uomo un aiuto sia l'uomo
pensate a noi con indulgenza.

 

 

CANZONE DI MADRE COURAGE


O COMANDANTI BASTA I TAMBURI
DATEGLI REQUIE ALLE FANTERIE.
MADRE COURAGE È QUI CON LE SCARPE
CHE DENTRO MEGLIO CI SI CAMMINA.
CON QUELLE LORO LÈNDINI E PULCI
CON I CARRIAGGI, I CANNONI E I TRAINI
SE ALLA BATTAGLIA DEVONO MARCIARE
DI SCARPE BUONE HANNO BISOGNO.

VIEN PRIMAVERA. SVEGLIA, CRISTIANI!
SGELA LA NEVE. DORMONO I MORTI.
MA QUEL CHE ANCORA MORTO NON È
SUGLI STINCHI SI LEVERÀ.

O COMANDANTI, LE VOSTRE GENTI
SENZA SALSICCIA ALLA MORTE NON VANNO.
PER TUTTI I GUAI DI CORPO E D'ANIMA
COURAGE COL VINO SE LI CONFORTI.
O COMANDANTI, A DIGIUNO IL CANNONE
ALLA SALUTE NON FA TROPPO BENE
MA SE NON SAZI, BENEDETTI VOI
E FIN IN FONDO ALL'INFERNO PORTATEVELI.

VIEN PRIMAVERA. SVEGLIA CRISTIANI!
SGELA LA NEVE. DORMONO I MORTI.
MA QUEL CHE ANCORA MORTO NON È
SUGLI STINCHI SI LEVERÀ.

DA ULM A METZ DA METZ ALL'ODER!
MADRE COURAGE È SEMPRE QUA!
CHI FA LA GUERRA GUERRA LO CAMPA
MA LE CI VUOLE POLVERE E PIOMBO.
DI PIOMBO SOLO NON RIESCE A VIVERE
NEANCHE DI POLVERE LE CI VUOL GENTE!
DUNQUE SEGNATEVI AI REGGIMENTI
CHE SE NO CREPA! MA OGGI E SUBITO!

VIEN PRIMAVERA. SVEGLIA CRISTIANI!
SGELA LA NEVE. DORMONO I MORTI.
MA QUEL CHE ANCORA MORTO NON È
SUGLI STINCHI SI LEVERÀ.

 

www.ilportoritrovato.net

 

 

sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore


 

QUI FINISCE  LO SPETTACOLO

AVETE VISTO COME DAL PRINCIPIO ALLA FINE

L’UOMO DI ASPETTO CAMBIÒ

HIER ENDET UNSER STÜCK. 

JHR SEHT,  DER MANN SIEHT ANDERS AUS AM  SCHLUSS, 

ALS ER BEGANN

 

 

 

     BRECHT 1      BRECHT 2   

 

 

links
http://www.associazioni.milano.it/bertoltbrecht

http://www.bertoltbrecht.it                

http://www.associazioni.milano.it/bertoltbrecht

http://video.google.it/videosearch?q=BERTOLD+BRECHT&hl=it&sitesearch=#      VIDEO

http://www.polishposter.com/html/poster1156.html

http://www.zam.it/home.php?id_autore=551  

http://www.kirjasto.sci.fi/brecht.htm

http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_brecht.htm

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=52&biografia=Bertolt+Brecht

http://imaginaryboys.altervista.org/italiano/nazismo/brecht.htm

 

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