SETTIMO
SU 100 GENI VIVENTI
come hawkinG
- 31°
PINTER
- 32°
CHOMSKY unico italiano nella
hit parade dei 100 geni viventi compilata da sei esperti di
creati
vità sulla base anche di un sondaggio tra i sudditi di Sua
Maestà.
-
ansa - ott 2007
' AVREI PREMIATO ANCHE PIERGIORGIO ODIFREDDI - GRANDE
GENIO DA NOBEL '
1930
Dario con la famiglia
"Ne sono certo, tutto comincia da dove si
nasce. Per quanto mi riguarda, io sono nato in un piccolo paese del Lago
Maggiore, al confine con la Svizzera. Un paese di contrabbandieri e di
pescatori più o meno di frodo. Due mestieri per i quali, oltre una buona
dose di coraggio, occorre molta, moltissima fantasia. E' risaputo che chi
usa la fantasia per trasgredire la legge, ne preserva sempre una certa
quantità per il piacere proprio e degli amici più intimi.
Ecco perché, cresciuto in un simile ambiente,
dove ogni uomo è un personaggio, dove ogni personaggio cerca una storia da
raccontare , mi è stato possibile entrare nel teatro con un bagaglio
piuttosto insolito e, soprattutto, vivo, presente e vero; come vere sono le
storie inventate da uomini veri.
Forse sembrerà un po' gratuita la provenienza di cui sopra, circa quel certo
surreale, fantastico, grottesco che è alla base dei miei lavori. Forse non
tutto nasce di lì, ma è certo che dai miei compaesani ho imparato a guardare
e leggere le cose in quel certo modo.
Quando, giovanissimo, arrivai in città (in Lombardia per città si intende
Milano) non potei fare a meno di usare gli occhi alla maniera dei
contrabbandieri, cioè classificando tutto in personaggio e coro, in
costruttori di storie (autori) e in ripetitori (attori). Con ancora
l'aggiunta di un enorme piacere nel ravvisare il grottesco, il
rovesciamento, l'illogico".
"Giravano il lago Maggiore dalle mie parti, dove sono nato, raccontando
nelle piazze, nelle osterie, strane storie, un poco ingenue, un poco matte.
La semplicità era la loro caratteristica. Le loro storie erano semplici
iperboli desunte dall'osservazione della vita quotidiana, ma al di sotto di
queste storie "assurde" si nascondeva la loro amarezza; l'amarezza di una
gente delusa e di una satira acerba - rivolta al mondo ufficiale - che forse
pochi coglievano. Raccontavano, sempre in prima persona, di strani pescatori
che, dando troppa forza al lancio della lenza pescavano dall'altra parte
campanili; di strani corridori su barche, che si dimenticavano di mollare
gli orrneggi e arrivavano al traguardo logicamente secondi; persone che
gareggiavano nella corsa con le lumache e quando la lumaca, per arrivare
prima, si sfracellava contro una pietra, si commuovevano e,
cavallerescamente, non si sentivano più di raccoglierla per mangiarla; di
strani esploratori del mondo sottomarino dove scoprivano un paese "tel-quel
sura " (tale quale sopra), ma immobile e pulitissimo con tutti i suoi
personaggi. Poi, studiando architettura, mi sono interessato alle chiese ROMANiche.
Rimasi stupito come opere così poderose potessero essere espressione non di
intellettuali o artisti con l'A maiuscola, ma di semplici scalpellini, di
semplici operai e muratori, ignoranti e analfabeti. Scopersi improvvisamente
una cultura nuova. vera: la forza creatrice di coloro che sono sempre stati
definiti i "semplici" e. gli "ignoranti", che sono sempre stati i "paria"
della "cultura ufficiale" .
wema.com
ilbolerodiravel.org
"Our task as intellectuals, as persons who mount the pulpit or the stage, and
who, most importantly, address to young people, our task is not just to teach
them method, like how to use the arms, how to control breathing, how to use the
stomach, the voice, the falsetto, the contracampo. It's not enough to teach a
technique or a style: we have to show them what is happening around us. They
have to be able to tell their own story. A theatre, a literature, an artistic
expression that does not speak for its own time has no relevance."
.........
biblion.com
a proposito di schulz "sparky"
(scintilla) e i peanuts -
Schulz è stato un poeta e un
filosofo - a volte bastano pochi segni per parlare in profondità alla gente
- ed anche un grande raccontatore satirico della società d'oggi
La lingua e il gesto. Il suo teatro è fatto di
parola e di corporeità. E la lingua ha, è un corpo. Come e quando è nata in lei
la passione per la lingua?
È nata nel momento in cui ho scoperto che
cosa significa raccontare. Il paese in cui sono nato e cresciuto, sul Lago
Maggiore, era noto per essere un paese di fabulatori. Frequentando questa gente
dalla memoria portentosa, i maestri soffiatori di vetro, ho imparato il senso
più vero della lingua, che è essenzialmente gestualità. L’incanto delle forme
onomatopeiche, lo stupore che sempre si rinnova giocando con le parole, mi ha
insegnato a scartare i termini banali, ad andare più in fondo possibile, per
cercare e portare alla luce la ricchezza del linguaggio, che dà colore alla
narrazione. Anche le parole che non sono nuove, anche le parole più vecchie, se
adoperate con estro, con fantasia, possono illuminare, dare forma alla realtà,
fare i fuochi d’artificio. Ho sempre privilegiato la dimensione orale-aurale
della letteratura: un respiro, uno sghignazzo, un’esclamazione, un pianto
possono coinvolgere, emozionare anche l’analfabeta. La voce scalda le cose; le
parole vanno masticate.
Riforma della scuola - Dario Fo dà lezione alla
Statale di Milano La prima cosa da imparare nella vostra lotta è
diventare visibili.
Oggi c'è la tendenza a far diventare invisibile ogni cosa
il mondo degli operai il popolo degli sfrattati
e anche voi stessi che state lottando per questa causa corriere.com
Il buon insegnante
è quello che pone sempre il suo discorso senza pretendere di essere nel
giusto ma inserendo continuamente dubbi nelle sue tesi. Se il maestro già
definisce assoluto ciò che va insegnando, brucia la possibilità della
dialettica e quindi dell’arricchimento che l’insegnamento può produrre,
l’arricchimento delle tesi. Bisogna imparare ad esercitare con lo studente
il gioco della verifica: ognuno deve approfondire i problemi e verificarli.
Quello che è il metodo, le cosiddette regole, in assoluto è molto
pericoloso, negativo. Come sempre: elogio al dubbio e alla ragione. La
ragione senza dubbio non esiste. interview l.acquarelli - work-out.org
a Dario Fo Dottorato Honoris Causa Dalla Sorbonne
...presenti uomini di cultura e
scienza, e traduttori delle opere di Dario Fo e Franca Rame
adnkronos
DARIO FO, LAUREA AD HONOREM DALL'UNIVERSITA'
'LA SAPIENZA'
Ho aspettato più di Edoardo De
Filippo .lui aveva 79 anni, io 80 . adnkronos aprile 2006
nobel pace
«Mi fa molto piacere apprendere della vittoria di Al Gore. Apprezzo la costanza
di quest'uomo e il suo impegno: sento di essere solidale con lui in tutto quello
che fa».
ecologia.it
My First Seven
Years
My First
Seven Years (plus a few more)
A great coming-of-age novel, My First Seven Years (plus a few more) is Dario
Fo's fantastic fictionalised memoir of his formative years.
The
novel is filled with the anecdotes, characters and sketches that were the
inspiration for the creative genius of this winner of the Nobel Prize for
Literature (1997). Above all it is a book filled with the characteristic
vitality and humour that springs from all his of his written work. More than
just a memoir, My First Seven Years
is a work of literature that follows in a
great line of imaginative childhood accounts, such as Proust's Remembrance of
Things Past and Fournier's Le Grand Meaulnes, through,
Italo Calvino's Marcovaldo stories. www.methuen.co.uk
vale a dire dei "mezzo topo" dei pipistrelli
- così chiamato perché la maggior
parte degli abitanti viveva e lavorava di notte nelle vetrerie
Il paese dei Mezàrat è un piccolo dono
che Dario Fo ha voluto fare ai suoi lettori. Un testo raffinato, di profonda e
umana delicat
ezza, denso di emozioni, di storie reali, di racconti fantastici
che come tanti tasselli vanno a comporre un meraviglioso mosaico, sintesi del
suo pensiero, della sua coscienza civile, delle sue doti artistiche e pittoriche
e di un realismo che arriva dritto al cuore di chi legge.
Raffaello bello figliolo che tu se
Ha vissuto con grande intensità una vita certo non comune e sconosciuta per la
gran parte
Del Raffaello civile, testimone di guerre, massacri, invasioni, violenze, capace
di mandare una lettera al Papa accusandolo di aver razziato i sanpietrini di una
strada consolare di Roma per costruire San Pietro, un gesto di eccezionale
coraggio, non si parla mai nella storiografia ufficiale. Ecco io racconto di
questo, oltre che del pittore di grande successo amato non solo dai grandi del
tempo ma anche dalla gente più semplice", spiega Fo, intendendo "ribaltare
l'immagine stereotipata del bell'artista". ansa - trasmesso anche su raitre
Caravaggio al
tempo di Caravaggio
l’autore
rivisita in maniera originale ed inconsueta le opere e la vita di Michelangelo
Merisi
1571 – 1610
adnkronos
Si dice, molte volte esagerando, in una forma
addirittura compiaciuta, che il Caravaggio (1571 - 1610) fosse un violento, un
personaggio facile alla rissa, segnato da un innegabile ramo di pazzia: insomma
un genio posseduto da un demone…Per carità! Di certo il Merisi non era uomo né
facile ne tranquillo…Ma per potere esprime un corretto giudizio sulle sue azioni
sarebbe onesto leggere e analizzare i suoi comportamenti nello spazio storico in
cui agiva".
365bookmark.it
Dario Fo, il grande ribelle
del teatro contemporaneo, rilegge i capolavori di un grande ribelle della storia
dell'arte, Caravaggio. Questo volume raccoglie le riflessioni del Premio Nobel
per la letteratura in margine all'opera di Caravaggio, corredandole con una
serie di schizzi e "d'aprés" in cui la consumata abilità del Dario Fo scenografo
si abbina alla sua recente vena di interprete acuto e anticonformista dei
maestri del colore.
lafeltrinelli.it
lezioni su michelangelo Michelangelo era uno che va dentro fino ai gomiti -
che si sporca le mani rischiando anche la vita - df -
ad
nk
Proietteremo 250 tavole- ha detto il maestro - alcune sono opere mie, disegnate
e illustrate, altre sono testi e opere di Michelangelo, che in gran parte non
sono conosciute. Non è mai esistito un personaggio tanto perseguitato come
Michelangelo, che ha rischiato la vita pur di essere coerente. Ha sofferto molto
per l’umiliazione da parte del potere, e la sua è stata una lezione enorme del
comportamento che dovrebbero avere intellettuali e artisti. Credo di essere
riuscito a dare dimensione e valore a questo uomo, a toglierlo da equivoci
enormi, come quello di essere pronto alla rissa, aggressivo, crudele verso i
colleghi... È stato uno dei pochi che ha piantato in asso un Papa, ha dialogato perchè a vincere non fosse l’inciucio, ha dato una lezione ai governanti
denunciando intrallazzi e mancanza di dignità». Questo spettacolo vuole che si
ritorni a guardare con coscienza le cose importanti, anche del nostro passato.
www.firenze.net
Leonardo - l'ultima cena - Indagini
- ricerche - restauro
lezione-spettacolo che era già stata rappresentata nel 1999, nel cortile della
Pinacoteca di Brera. Non tutti sanno che Fo, già a suo tempo allievo
dell'Accademia di Brera a Milano, oltre ad essere un geniale attore e
commediografo, è anche un ottimo disegnatore e illustratore. Attraverso la
parola e il gesto di questo nostro maestro del Novecento,Leonardo ci appare in
una veste nuova. Fo ce lo racconta come una persona viva e umana, alle prese con
le difficoltà ad emergere in un mondo che emargina i figli illegittimi come lui,
anche quando sono geniali. red formiche.net - adnkronos
Giotto o non Giotto?
“lezioni d’arte” Dopo aver raccontato la storia di Ravenna, descritto le
bellezze del Duomo di Modena, “Tempio degli uomini liberi“,la storia di
Caravaggio e offerto splendidi affreschi di
Mantegna E Raffaello - Fo
aggiunge ora il libro “Giotto o non Giotto” affrontando una delle
questioni più controverse della storia dell’arte: l’attribuzione a Giotto
dell’affresco delle Storie di San Francesco nella Basilica Superiore di Assisi. Alessandro Editoria Maestri - artsblog.it - 2009
IL CORREGGIO FO INCANTA IL PUBBLICO
Lo spettacolo tratto dall’omonimo libro alla cui stesura ha
collaborato anche la moglie Franca Rame ha intrattenuto il
pubblico per più di due ore.....
poco prima dell’esordio Dario Fo ha visitato l’ingresso del
Teatro salutando gli spettatori:
«Grazie di essere qui, grazie di essere venuti: la presenza
di un pubblico numeroso e di qualità onora il lavoro di ogni
artista». ....
«Molte delle sue opere sono finite all’estero, altre sono
state attribuite impropriamente ad artisti come Tiziano o
Giorgione. Egli in realtà ebbe molti meriti: fu ad esempio
il primo artista a dipingere una cupola, quella
straordinaria del Duomo di Parma, 18 anni prima che
Michelangelo dipingesse la Cappella Sistina. La sua qualità
più grande derivò dalla capacità di crearsi da solo e dal
suo metodo di apprendimento che si sviluppò finemente in
tanti anni di lavoro». gazzettadiparma - 201
Life in Gubbio -
premio “Senso di una vita” a Dario Fo per la cultura com/dbr - ilvelino.it – 2009
CROCE...VIA
Proposto finora come una simbologia imposta, affisso ovunque in scuole,
ospedali, uffici come il connotato forte della nostra cultura. Una onnivora
cultura di stato...
Il cattolicesimo della Chiesa romana nasconde dietro il crocifisso
interpretato come riscatto, una cultura e una storia di violenze,
sopraffazioni, guerre. In nome della croce sono stati commessi grandi
misfatti, Crociate, Inquisizioni, la rapina e i massacri del Nuovo mondo, la
benedizione degli imperi e degli uomini della provvidenza. Pensate che il
cattolicesimo ha proibito fino all'Ottocento di tradurre in volgare la
Bibbia e il Vangelo...
Che la realtà che ci circonda, in primo luogo quella formativa della scuola,
torni ad essere spazio creativo oltre le religioni, libero per tutti dagli
obblighi oppressivi dei valori altrui. daario fo - il manifesto - radicalsocialismo.it
- 2009