MAURO CORONA

 

FILOSOFO E POETA DELLA NATURA

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9 agosto 1950 - pine'  - pordenone


 

Mauro Corona è solito ripetere di non essere nato in barca. 

Ma forse non tutti sanno che in realtà è nato su un carretto, il 9 agosto del 1950. 

I suoi genitori Domenico 'Mene' Corona e Lucia Filippin detta 'Thia' quell’estate vagabondavano per le valli del Trentino come venditori ambulanti,   ed è proprio sulla strada che dal borgo di Piné portava a Trento che Mauro ha visto la luce sul carretto dei genitori.

vivinfvg.it

c'è un grande bosco

popolato da anime e voci

folletti e spiriti

lì vive l'uomo di legno


https://youtu.be/QYJOl82_FfY
come nasce un folletto dei boschi
- 2016

 

io direi che paradossalmente
la solitudine non esiste di per sè
sei tu e la solitudine
quindi siete già in due

i bambini vengono vestiti dai genitori con tute spaziali e li portano nei boschi senza che questi possano farsi accarezzare dalla neve E sentirla sulle mani E sul viso.  toccate questo grande albero con le mani.  lui sentirà il vostro calore e resterà lì ad ascoltare.  una betulla se la toccate sorriderà.

intervista raitre   2005

 

 

 

The man of wood
Mauro Corona lives in Erto, in the valley of Vajont. A keen mountaineer, a brilliant writer and the happy protagonist of unforgettable parties and lively discussions with friends. He is also and above all a talented sculptor of great expressive originality. A profoundly sensitive man, he has a rare quality in his relationship with nature, the mountains and trees in which he can discern vital forms that he is able to materialize with his art. “Mauro Corona’s research is an undertaking reserved for those who have neither fear nor prejudice. The creator of wooden men is to be pursued in no-man’s-land where hostile rocks become climbing routes, where the statues break out of wood to be burnt and the table we lean on can be transformed, in the time it takes to drink a glass of wine, in a solid roof above rolling eyes. In this land, bordering on the village of Erto  ... a pink bow is ready for the statue of Sierva Maria” - Andrea Gobetti. The film is a portrait of a man and an artist in his social environment, but also a reflection on sculptures inspired by the mountains.

rtsi.ch

 

 


 

 

VIVERE  E'  COME  SCOLPIRE

OCCORRE TOGLIERE
TIRARE VIA IL DI PIU'
PER VEDERE DENTRO

https://youtu.be/sD1YxNDlVr0

facebook.com/maurocoronaofficial/videos - corso di motosega
https://youtu.be/R3MZO6psA0c   -  scegliere le sgorbie per lavorare il legno
https://youtu.be/y4o-3v2PLnw   -  erto autunno 1998  

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come realizzare un gufetto in legno :

 Mi piacerebbe fare una scuola d’arte per ragazzi

per bambini non troppo piccoli ovviamente, per insegnare loro a fare queste cose .
Non ci sono regole … La scultura più si improvvisa

più risulterà affascinante e accattivante .

...

Nella scultura più si improvvisa, cioè meno si sta alle regole, più risulterò affascinante ed accattivante perché delle cose già viste la gente è già quasi stanca e se alla prima scultura il risultato non sarà quello atteso, non disperate - bisogna ripartire subito con la seconda, perché ad ogni scultura si impara un po’ di più, fino alla fine della vita .

facebook.com/maurocoronaofficial - fb/mc - 22.6.2018


Anche l'uomo, come il legno, se pensa al tramonto diventa migliore
fb/mc - 24.6.2017

 

Il vino annienta la volontà .    Da questo rischio mi ha salvato la natura .     La fuga solitaria in mezzo ai boschi nelle baite sotto gli antri nelle caverne come gli uomini primitivi nei rifugi d'alta quota o sulle cime  al cospetto del Creato  della sua forza  della sua energia .


torneremo ad abitare ancora
gli antichi luoghi silenti
tenderemo di nuovo l'orecchio
per risentire i vecchi passi

 

https://vine.co/v/bEbpjM9Zwbl  -  2013

 

 
Mauro Corona è nato IL 9.8.1950 a Erto.

Da ragazzo ha lavorato come boscaiolo e ha cominciato ad intagliare il legno, fino a quando lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli hanno permesso di diventare uno scultore ligneo apprezzato in Europa. Alpinista e arrampicatore, ha aperto itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e collaborato, insieme all'Associazione Tina Merlin, alla realizzazione del film di Renzo Martinelli Vajont, girato negli stessi luoghi raccontati in tutti i suoi libri seguiti all'esordio narrativo del 1997 con Il volo della martora. 

infolibro.it

Sono nato a Pinè in un carretto, durante uno dei peregrinaggi di mia madre Thia  - Lucia .    Gli ertani partivano da Erto a piedi, con carretti pieni di mestoli e utensili di legno che vendevano lungo il viaggio.    Arrivare a Pinè da Erto significava fare più di 140 chilometri a piedi.    Quel giorno mia mamma si accorse che non poteva più aspettare.   Dovevo nascere.    Le donne delle famiglie più povere partivano per viaggi del genere anche in gravidanza.
mountainblog.it

Mauro Corona nasce a Piné, in provincia di Pordenone, il 9 agosto del 1950. Scultore riconosciuto a livello europeo, specializzato nell'intaglio del legno, alpinista di rilievo, è anche uno scrittore di successo, i cui libri sono tradotti anche all'estero, Germania soprattutto.
biografieonline.it

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MOGLIE
"Ormai sono trent'anni che siamo sposati. E al di là delle battute la sto rivalutando. Francesca ha salvato la famiglia con il silenzio. La sua omertà obbligata - non vedo non sento non parlo - ha impedito alla situazione di esplodere. Sono stato un buon genitore ma non un buon marito, e non parlo delle prestazioni amorose...".

E FIGLI

"Ormai sono laureati o quasi. Ho un bel rapporto con loro, ho cercato di fare il padre con ironia e senza prendermi troppo sul serio, quasi prendendomi in giro con ferocia. Ho fatto in modo che la figura di questo padre non pesasse sulle loro vite, sui loro rapporti di amicizia. Vorrei dicessero che sono figli di un povero diavolo".
maurizio bait - gazzettino.it

 

 

Sprezzante, preda di scatti d'ira, persino presuntuoso.

Mauro Corona tuttavia dice di essere un timido, di pentirsi delle sue intemperanze, di piangere, di commuoversi persino e di saper perdonare.
Cosa maggiormente ti dà fastidio della società attuale?
L’ostentazione di chi ha denaro, l’imbecillità suffragata dal denaro,
i poveri che imitano i ricchi. Ma mi dà imbarazzo anche mangiare un buon pasto quando ci sono bambini con la pancia gonfia di niente. E chi ha se lo tiene stretto, porco mondo. Accendi la tv e va in scena la scemenza: gente che ha rubato e si siede nei salotti, quasi mostrata a modello.

corona perer - giornalesentire.it  - vedi confessioni ultime

 

 

 

 

 

BISOGNA TORNARE A FARCI IL CIBO DA SOLI

Da uomo solitario a uno degli scrittori più apprezzati d’Italia: come si compie questo passo?
Ho cercato la gloria per uscire dal pantano della vita. Ho scritto libri per non morire frainteso e per salvare una memoria che annienta soprattutto gli ultimi, cancellandoli dalla faccia del mondo. Che questo mi abbia portato una certa fama non mi dispiace, ma come diceva Gabriel Garcia Marquez “la notorietà una cosa buona per uno scrittore, ma va tenuta a bada”. Ed io sono stanco di tutto questo perché mi ha tolto gran parte della mia vita antica, a contatto con le montagne e con la terra. È lì che voglio tornare, sparendo da questa popolarità.
Il tuo ultimo libro, Come sasso nella corrente, può essere letto come un testamento che concede ai tuoi lettori. Averlo scritto implica che è iniziata la sua parabola discendente, oppure ascendente, perché è un ritorno indietro a ciò che la fa stare bene?
Entrambe le cose. È discendente nel cammino della vita, perché ormai ho 62 anni, non mi sento vecchio ma devo iniziare a tirare i conti, e quindi il mio tempo, da qui in avanti, diventa preziosissimo. Ma allo stessa maniera è un cammino dolce perché è un ritorno alle origini. Borges narrava la leggenda di un uccello che volava all’indietro, non gli interessava sapere dove sarebbe andato a finire, ma ricordare da dove era partito. Io ho bisogno della mia naturalità. ...

Qual è il modo per uscirne?

Bisogna tornare alla terra, all’agricoltura, coltivare i campi, imparare a farci da soli il cibo, e non pretendere di andarlo a comprare. Dobbiamo smetterla di investire sulle industrie, ma tornare a fare i contadini. Perché se ti fai il mangiare diventi invincibile perché hai tutto: animali, riso, frumento, insalata, verdure, frutta. Ma io dico, cosa faceva Steve Jobs per vivere? Mangiava computer?
romina vinci - linkiesta.it        -        CONTINUA  .pdf
antonello caporale - ilfattoquotidiano.it
http://youtu.be/AV66IbFNRZQ
http://youtu.be/zuuZGe77A6s

l'uomo si salverà in un futuro  neanche tanto lontano  ritornando aD inginocchiarsi sulla terra che ci dà da mangiare  -  lo vogliate o no è la terra  -  non c'è più la capacità di vivere in simbiosi con la terra  E con la natura

 

 

L’essenzialità

è avere la capacità di sapere cosa ci serve

Sarebbe così semplice

liberarsi di tutto questo superfluo

Ma nessuno è immune

perchè nessuno ragiona più

col proprio carisma e la propria personalità

ragiona in funzione di essere visto dagli altri

L’essenziale

è l’obiettivo da perseguire

e io ci provo


 

 

 

IL RAGAZZACCIO DI ERTO

---  Sono un uomo fallito. Quando muoio, le mie ceneri sarebbe meglio buttARLE nel cesso  tirARE l’acqua … per questo sono  deciso  a ritirarmi nella mia baita. Sono  stanco di apparire e di soddisfare la mia vanità, il mio egocentrismo.

 
---  l’uomo è cattivo, in quanto sa di essere incompiuto e incompleto; è incapace di essere felice, o meglio, quando si rende conto di esserlo, considera la felicità una cosa effimera.


---   la vita ti leviga, ti smussa e ti porta a dover essere essenziale. Cio’ che conta, nella vita, è l’essenziale. E un po’ quello che accade nelle sculture: per creare, dare forma, bisogna togliere non mettere .

 

---   Ho quattro cari figli belli e a posto   sono sano    posso scalare    scolpire    scrivere libri magari mediocri ma che rendono bene.    Ho degli ammiratori.     Perché non riesco a essere felice ? perchè Ho recitato l’allegria sin da  bambino.    Ho scritto per raccontarmi storie e distrarmi ... E mi sono attaccato alla bottiglia.
sono molti mesi che non bevo più ... e mi sono trovato a fare i conti con una persona che non conoscevo. Più insicura, più fragile, ma con qualche lato migliore.

Sicuramente più tollerante.
l.c. - lecconotizie.com

2012

---   Mio papà mi ha legato al palo con le corde e mi dava olio di ricino ...   Molte famiglie sono deleterie per i figli ma non abbiamo il coraggio di dirlo. Se una coppia gay mi avesse adottato da piccino non sarebbe cambiato nulla della mia etica, della mia voglia di scalare o di sbronzarmi. Nulla...
Ho 64 anni e ho speso la vita in alcolismo e fumo, mi sono dilaniato. Sto così bene senza cimenti amorosi … Non ho più appetiti sessuali e poi la vita amorosa è talmente impegnativa e dilaniante, era diventato usurante ... Il tradimento? ... esiste solo la persona che vive e quindi anche se sono sposato o fidanzato se capita vado con un’altra donna, sicuramente …

la zanzara su radio 24 - blitzquotidiano.it - ott 2014

.

... il natale sarà stato anche per lei un’occasione di raccoglimento.
No, mai. Io a Natale non sto mai nella famiglia. Le famiglie sono luoghi impenetrabili, sono fortezze chiuse. Anche quando avevo i figli piccoli, che era doveroso fare qualcosa con loro, io me ne andavo, perché non stavo bene là dove non poteva entrare il povero o colui che non ha nulla. Certo, ci sono anche persone che invitano a casa dei barboni, della povera gente. Sono quelli che ancora mi fanno sperare. Ma io non vedo l’ora che passi, il Natale.
lorenzo guadagnucci - quotidiano.net - 2015
Il Natale che vorrei
Un Natale povero, creativo, condiviso. Allo stesso modo del Capodanno nelle piazze. Perché non cominciamo a fare il Natale fuori dalle case? Si può andare nelle piazze e dire: 2015 anni fa nasceva il Gesù, festeggiamo, beviamo un bicchiere.
Capodanno
Ogni anno c’è una tesserina o due o tre del mosaico dei nostri amici che se ne va, che si stacca, e quindi il Capodanno è una cosa tragica e che fa riflettere. Io mi dico: cosa succederà alla fine del prossimo anno? Ci sarò ancora, io?.

gm - direttanews.it - 2015

 

 

 

nessun computer 

CORONA scrive suI quaderni CON LA copertina nera

rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e1ec6201-ec2d-432a-ad4c-2772dab307e2-tg1.html

 

***

Non ho mai avuto il problema della pagina bianca

mai assolutamente, né ansie da prestazione perché durante le mie peregrinazioni in montagna metto assieme dettagli, soluzioni e quando comincio a scrivere ho già una vaga idea di quello che sarà. Quando sento che, dentro di me, tutto è più o meno a posto, parto.
Scrivo di notte

non per l’epica dello scrittore maledetto, ma semplicemente perché non riesco a dormire. Mi è sempre successo, fin da piccolo: la notte dormo poco, allora leggo, scrivo, guardo la tv. Scrivo a penna, non solo perché non so usare il computer, ma per motivi tecnici ed etici: sento il bisogno fisico che ciò che scrivo scenda dalla testa e proceda verso il basso, lungo il braccio, per poi passare dalla mano alla penna. Allora riesco a concentrarmi e ad avere il dominio del racconto, o del romanzo.
mauro corona - così è nata la nuova favola -  la via del sole -  lastampa.it -  luglio 2016

***

lecco - gli rubano lo zaino  ma  restituiscono il manoscritto - mai salvato su computer -  e base per il prossimo libro.

- mi hanno rubato una cosa preziosissima ma infine me l'hanno restituita.  

- Ringrazio questi ladri perché hanno avuto buon senso.

il parroco ha ritrovato lo zaino vicino all'ingresso della chiesa  .

marzo 2016

 

***

Mi piacerebbe un mondo che si adagiasse nella tecnologia e di pari passo coltivasse ancora la manualità
fb/mc -21.4.2016

***

I libri per me sono medicinali, aspirine dell’anima

mi hanno attutito il dolore, salvato dalla galera, forse salvato la vita.

Ovviamente non quelli che ho scritto, ma quelli che ho letto.
fb/mc - 23.4.2016 giornata mondiale del libro

***

Sento dire che 'siamo in guerra' invece siamo in balìa.

Un pensiero ai famigliari dei morti, una preghiera a questi ultimi.
fb/mc - nizza - 15.7.2016

***

 

 

 

 

 

 

La tecnica delle apparenze ha prevalso sulla nostra naturalità
Abbiamo creato una società in cui sono i luccichii delle cose a contare: automobili, orpelli inutili di vario tipo, un ‘bosco di metallo’, fatto di luci artificiali. Per fare un esempio, se un giovane non ha un’auto di un certo tipo, si vergogna. Abbiamo costruito un’umanità fondata sul paragonarsi l’uno con l’altro.
Se ho una maglietta di cotone che costa 4€ al mercato del paese, quando invece il mio amico ne ha una assolutamente identica, ma con la firma di uno stilista, per cui ne costa 400, mi sento defraudato: “Lui ce l’ha e io no”.
La vita dovrebbe essere come scolpire, cioè togliere il superfluo, per cui io mangio quando mi va, e non quando me lo dice l’orologio.
Questa è la naturalità

Certo, non tutti possono vivere in un bosco, soprattutto se abitano in grandi città. Però sapere che i boschi ci sono dovrebbe rendere la vita più gradevole. Anche se non avessi mai visto la Pietà di Michelangelo o la Cappella Sistina sapere che ci sono mi rende migliore, mi dà una speranza. E lo stesso vale per i boschi e per la natura in genere.
facebook/corona

 

 

 

Voltapagina
la vita e l'amore raccontata ai carcerati del Morandi di Saluzzo
“Ho fatto otto giorni, dietro il “bancone” a Belluno - ho subito
cinque processi per ubriachezza molesta e bracconaggio”. In virtù di una sciagurata e dolorosa fanciullezza con un padre alcolista e violento avrei avuto tutte le carte in regola e le giustificazioni per fare “casino” - “un potenziale delinquente”.
“vanitosamente” confessa di ambire ad un premio letterario - “
La lettura è un mezzo per salvarsi, lo è stato per me durante la prigione e in molte situazioni della vita. Ma non è sempre facile accedervi se non si è abituati ... aiuta a uscire dall’inferno.
“Bisogna apprezzare quando si sta bene.
Non abbiamo due vite non c’è tempo di scriverla in bella copia possiamo solo recuperare gli errori. Ho imparato che non esiste il brutto tempo solo vari tipi di bel tempo. E sono importanti le tracce che come volpi nella neve lasciamo per gli altri – “Come sasso nella corrente” - Perché avere un Rolex da 60 mila euro per conoscere l’ora? Cominciamo a mandarli in malora questi modelli consumistici, tracce sbagliate che possono portare dietro il banco.

Semplifichiamoci.
vilma brignone - targatocn.it - 2012

 

 

Corona mauro e MATTEO - padre e figlio
. Scriviamo storie dure - la vita è bella e feroce
. Siamo due solitari di Erto - il luogo in cui si vive influisce

www.facebook.com/maurocoronaofficial

 

Ogni volta che penso a Erto il mio vecchio paese, quello abbandonato dopo il Vajont con le vetuste case una attaccata all'altra e le vie di acciottolamento buie e strette, la memoria va verso l'inverno.
Il primo ricordo è il tempo degli inverni  la memoria è quella della neve.   Notti infinite    silenzi laboriosi     lunghi    pazienti     interrotti solo ogni tanto da sprazzi di allegria ...

ertoecasso.it/maurocorona-vajont.html    -    https://youtu.be/HH91ZPnvS5c

 

 

 

. La vita si scrive in brutta copia senza la possibilità di correggerla e ricopiarla in bella

. Non bevo da  mesi non fumo da anni. Sono praticamente morto ... Ma l'alcool non va demonizzato: pretendere che i giovani non bevano è come pretendere che non piova. Invece ai giovani bisogna insegnare a bere, con la repressione si ottiene l'effetto contrario. Noi avevamo i nostri freni inibitori: la religione ad esempio. I giovani non hanno nulla. Quando scoprono la vita, dicono: se è così, me la brucio tutta.

. Vivo di apparenze sono andato in tv perché avevo bisogno di vendere libri: vengo da una famiglia di cialtroni dove tutti prima di me si sono rovinati con l'alcool.   Mia madre beveva - sono nato che ero già alcolista.   Ma ho mandato quattro figli all'università e sono persino riuscito a comprare casa.

. Ho iniziato ad arrampicare per vincere il terrore del vuoto. Mi hanno portato ai piedi del Campanile di Val Montanaia. Un missile di roccia. Strapiombo da ogni lato credevo di vomitare. Invece ce l'ho fatta. Ma l'alpinismo è tale sino al quarto grado. Il settimo/ottavo grado non è più divertimento è esibizionismo.

. Faranno santo Steve Jobs, ma io vorrei santo il contadino. Stiamo perdendo l'uso delle mani e il contatto con la terra. A Corvara, in Val Badia, volevano spostare un gallo perché, cantando, dava fastidio ai turisti. A Erto non nevica firmato vip non se ne vedono. Ma io ci sto benissimo. Stiamo assistendo ad un cambiamento biologico: siamo dipendenti dal petrolio che costa più del vino e del latte mentre dovremmo esserlo dalla terra".
bruno pizzul - viniesapori.net - relaids cà del poggi
o  

2012

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---   stai scrivendo un manuale di sopravvivenza per bevitori giovani ?
le prediche sull’astinenza sono pura demagogia.    E allora, meglio dar loro qualche dritta.

Hai bevuto? Chiama papà.    Lui ti terrorizza?  Monta in macchina non in gruppo ma con una sola persona che ti tenga sveglio.  

Alle prime avvisaglie fermati e pazienza se arrivi tardi al lavoro.  

non mischiare: parti a Prosecco e finisci a Prosecco  -  passa da birra a vino  -   guai il contrario.   

Ripeto .  meglio sarebbe non bere  ma se capita   almeno conoscere qualche trucco.

Bere è come arrampicare: o conosci la tecnica o vai giù.
luciano santin - messaggeroveneto.gelocal.it  -  genteveneta.it  -  2012

NON BEVO DA 20 MESI - NON HO MAI DETTO TI AMO 

trentinocorrierealpi - 5 maggio  2013

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La mattina inizio presto, una decina di birre al giorno, poi un po’ di vino rosso a gradi alti.    Una bottiglia di rosso di sicuro. Sono un alcolista, nemmeno più anonimo . Non morirò di questo -  morirò di incidente o in montagna o in macchina.    Ma non mi interessa campare tanto.    Se crepo domattina non ho nulla di cui pentirmi .
la zanzara radio24 - liberoquotidiano.it - 23 maggio 2018

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L'amore è una fisarmonica

per farla suonare è necessario allontanarla e riavvicinarla

Di continuo

Dopo si affinano le note
fb/mc 2015

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VAJONT

E' diventato il portavoce, insieme a Marco Paolini, del disagio della gente del Vajont,  ma con la caparbietà della gente di montagna, dura come la roccia.
Nato sulle Dolomiti bellunesi vive una vita di profonda simbiosi con la natura e la montagna. Per vivere scolpisce il legno e scrive, ma il suo tempo libero è per la montagna e l'arrampicata. Sulle Dolomiti molte sono le vie aperte da Corona.

outdoorblog.it

Gli esempi di imbecillità sono un cimitero costato due milioni di lire vuoto e case senza canne fumarie. Un architetto di città non può fare l’architetto di montagna, e il legno tagliato con la luna giusta dura più del cemento
Vengo dagli escrementi della vita, non sono collega di nessuno. Non è che mi reputi uno scrittore; mi aiuto a campare con storie, sculture, scalate. Mi sono messo a scrivere per non spararmi, per non cadere nel baratro. Ho fatto un excursus nella gloria, ora sto per ritirarmi. Non sono un profeta
, sono un cialtrone, ma a 62 anni qualcosa la conosco  .
Dopo il
Vajont hanno tutti fatto finta di essere stati scalzati via come Inca o Aztechi. Non è vero. Io sono stato l’unico ad andare controcorrente. C’era miseria; quando arrivarono per proporre la diga a manovali e artigiani tutti accettarono. Non ci rubarono la terra, gliela demmo noi. Furono accolti da salvatori e la popolazione era servile nei loro confronti, come l’uomo povero fa sempre con i potenti. Abbiamo visto un miraggio, poi abbiamo pagato.

giuseppe salvaggiulo - ilgiornaledellarchitettura.com - 2012

Il ricordo più nitido è l'enorme boato che precedette e accompagnò l'onda assassina

Basti pensare al frastuono infernale che fa un camion di ghiaia quando ribalta il cassone in un cantiere. Nel nostro caso, si rovesciarono 300 milioni di metri cubi di montagna nel lago sottostante. Ancora oggi, quando sento rumori violenti, mi scuoto e la mente torna inevitabilmente a quella notte.
In realtà non ci accorgemmo subito del dramma, perché un costone del monte Borgà salvò la vita di tutta la famiglia, deviando la traiettoria dell'onda, che ci scavalcò miracolosamente. E nemmeno capimmo la portata della tragedia. I vecchi ci dissero di salire verso la vetta della montagna, fino a che, raggiunto un rifugio, mi misero a dormire sopra un tavolo. Nel frattempo, un compaesano scese a controllare cosa fosse successo. Tornò ore dopo affranto: 'Non vedo le case di San Martino' annunciò, in lacrime, dopo aver ispezionato l'area con la sola fioca luce di una pila tascabile, 'ma sopratutto - disse - non riesco più a scorgere le luci di Longarone".
Sotto di noi era tutto di colore giallo una sorta di paesaggio lunare, informe. Nessuno aveva il coraggio di parlare. Furono minuti di annientamento psicologico, fino a che si udirono i rotori degli elicotteri dell'Esercito, che iniziavano ad arrivare sul fronte della frana ...

Dino Buzzati

sul Corriere della Sera scrisse che fu come un sasso caduto in un bicchiere. No, caro maestro: quel masso non è caduto, ma l'ha lanciato la mano assassina dell'uomo, inseguendo il profitto a scapito di duemila vite umane.
lorenzo padovan - ansa - 2013

DISASTRO PROGRAMMATO

Francesca Chiarelli, figlia del professionista Isidoro scomparso nel 2004, racconta una conversazione tra i dirigenti della Sade avvenuta nello studio del padre: Era tutto studiato. Quando lo denunciammo ci isolarono .
''Facciamolo il 9 ottobre, verso le 9-10 di sera. Saranno tutti davanti alla tivù e non ci disturberanno, non se ne accorgeranno nemmeno. Avvisare la popolazione? Per carità. Non creiamo allarmismi. Abbiamo fatto le prove a Nove, le onde saranno alte al massimo 30 metri, non accadrà niente e comunque per quei quattro montanari in giro per i boschi non è il caso di preoccuparsi troppo''

mattinopadova.gelocal.it - tuttacronaca.wordpress.com - ilgazzettino.it - today.it - 2013
http://youtu.be/fFoyekR0Euc  - vajont 1963-2013

http://youtu.be/PnYxFISh_WA   - visita di letta - 2013

WWF Italia con il dossier 'Vajont anno zero'

avvia un progetto partecipato di riqualificazione fluviale ambientale e paesaggistica e un freno al consumo di suolo nella Valle del Piave.
fb/wwf - 2013

appello al papa
Perché non è mai venuto nessuno in questo paese? Né un Papa, né un Presidente della Repubblica, né un Vescovo. Non è venuto nessuno che conti, che ci carezzi un po', che dica: "Sappiamo che esistete". Ci basterebbe.
Mi piacerebbe che il Papa venisse qui - conclude Corona a dire Messa... a dire "Ci siamo. Ci sono."

mediaset.it - 3.10.2013

www.video.mediaset.it/video/quimediaset/inediti/411261/vajont-–-l’appello-di-corona-al-papa.html

#‎presidentedellarepubblica‬
Domani, 14 gennaio 2015 il nostro amato Presidente della Repubblica darà le dimissioni e tornerà a casa. In molti diranno finalmente. Noi no. Lo abbiamo atteso invano sul ‪#‎Vajont‬. Non è mai comparso. Nemmeno per il 50° anniversario si è fatto vedere. Conoscevamo il Presidente per i tanti meriti, le tante visite ufficiali. E per le commozioni improvvise, che in certe occasioni, lo portavano alle lacrime.
Per noi niente visite ufficiali, niente commozioni, niente lacrime. Duemila morti privi di una sua presenza in loco. Nell’augurarle buona vita, Signor Presidente, quando sarà nella sua casa in veste di uomo normale, le auguro pure qualche rimorso.
Con stima,

Mauro Corona - fb/13.1.2015

Mi sono commosso ricordando, in questo video, la tragedia del Vajont.         

Un messaggio rivolto soprattutto alle le persone che visitano l'area della diga.          "Facciamo come hanno fatto i nostri vecchi, rimboccandosi le maniche dopo la catastrofe, tornando alle loro case: andiamo oltre la diga, pensiamo oltre il disastro.           Non fermatevi alla diga del Vajont. Visitate Erto, Casso e i loro territori. Lasciatevi guidare dalla curiosità.          Abbattete il muro invisibile che separa la vacanza dall'esplorazione".
#oltreladiga    -    
9 ottobre 1963 - 9 ottobre 2017  -   www.ertoecasso.it  -   facebook.com/maurocoronaofficial/videos
fb/mc - 9.10.2017

 

 

 

Erto 

piccolo centro del pordenonese  si trova a pochi chilometri dalla diga che tracimò il 9 ottobre 1963.   

Tutto quello che ho scritto, tra le righe contiene questo dramma. C'è la nostalgia di quelle cose perdute. Tante civiltà sono state annientate da conquistatori vari, ma nel giro di anni. Noi siamo stati spazzati via in nemmeno un minuto. Usi, costumi, tradizioni, la fratellanza che ci univa. Il giorno dopo ci siamo trovati sparsi qua e là senza più un nucleo, senza la nostra vita, che era composta da ritmi, abitudini, lavoro nei campi e nei boschi. Nulla più di questo ci è stato ridato
LB - larena.it

 

DONNA

Parliamo di donne: gli ertani le hanno passato anche la loro proverbiale misoginia.
Un po' l'ho assorbita

L'amore-odio in realtà nasce dalla consapevolezza che la donna è molto più forte dell'uomo

Tiene la prole nel suo ventre poi la cresce e la protegge: è una tigre la donna. E mantiene l'istinto primordiale anche quando non ha piccoli.      L'uomo checché ne dicano i fighetti è svantaggiato.     Osserviamo la natura:    i camosci maschi si spaccano le ossa a forza di cornate e i galli cedroni si strappano le penne a vicenda   mentre le femmine se ne stanno a lato ad assistere.    Nelle mie sculture il sublime del femminile non lo trovo nella forma fine a se stessa ma piuttosto nel disegno di Dio di affidare il misterioso dono della maternità alla donna.
lorenza costantino - larena.it

 

 

expo 2015
manca la cultura del cedere il passo

L’uomo non sempre è in grado di rispettare file. Dobbiamo imparare dalla betulla, che sotto il peso della neve si abbassa per scaricarla e poi riporta i suoi rami in alto, verso il cielo.
silvia morosi - milano.corriere.it - 2015

 

 

VALANGA CENTRO ITALIA

Le valanghe seguono i loro percorsi dalla creazione del mondo, come torrenti e fiumi.    Costruire sulla linea è memoria perduta.    La montagna non gioca scherzi, se ne sta lì impassibile, fa la sua vita. E le valanghe, come gli automobilisti, non si fermano sulle strisce pedonali dell'ingenuità.
fb/mc - 23.1.2017

 

 

 

 

  gli uomini rimangono sempre uomini e si aggrappano alle loro vanità 

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il gatto è una persona seria

 il gatto si basta 

non finge e ci sbatte in faccia i nostri difetti

E' COME DOVREBBE ESSERE MOLTA UMANITA'

CONCEDE LA SUA AMICIZIA PUR RIMANENDO ISTINTIVO

 

 

di politica non mi occupo -  mi preoccupo
giletti - rai1 - 2014

ciò che fa un paese non sono le case ma la gente
quando non c’è più gente la casa cosa dice ?
Mi hanno abbandonato - mi lascio andare e si lascia crollare
facebook/corona - 2013

 

I RICORDI SONO GOCCE DI RESINA
La resina è un prodotto del dolore
una lacrima che cola dall’albero ferito.
Quelle gocce giallo miele, non scappano,

non scivolano via come l’acqua, non abbandonano l’albero.
Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia,

per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina

che sgorgano dalle ferite della vita.
Anche quelli belli diventano punture.
Perché, col tempo, si fanno tristi,

sono irrimediabilmente già stati, passati,
perduti per sempre.
Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco.
Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie.
Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare
ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento,
o, quantomeno, ci ha fatto riflettere.
La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti.

2001 - gocce di resina

 


Gli occhi sono un dono prezioso.    ci permettono di intuire l’anima.   
Qualcuno ha voluto concedere agli uomini il regalo di scrutare dentro lo spirito attraverso lo sguardo.    
Per questo gli occhi non invecchiano mai.
fb/mc - 2013

9 AGOSTO - AUGURI MAURO !

 

 

Noi siamo alberi
e gli alberi sono uomini
Ai piROMANi    perché riflettano

 

 

io sono un carpino

un albero dal carattere testardo che cresce storto  ossuto   inquieto   a ramingo

Forte e inavvicinabile     duro e insopportabile   arrogante   ma anche buono

le voci del bosco

.

gli alberi come gli uomini
pur vivendo gli uni accanto agli altri restano misteriosamente divisi
e ognuno alleva dentro di sé
la propria solitudine

.

Abete Bianco - vecchio saggio e protettore del bosco
Regina dei boschi - Betulla
Pioppo - sfortunato
Maggiociondolo - raro e fedele amico
Faggi - semplici sereni manovali del bosco
Frassino - timido resistente ipersensibile del regno - incantatore degli artisti
Acero - bello e forte in apparenza quanto fragile

le voci del bosco

 

 

 

 

 

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