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MAURO CORONA
FILOSOFO E POETA DELLA NATURA www.dispersoneiboschi.it sito ufficiale
In un tempo molto lontano, un Dio paziente e divertito ripara ai torti e ai piccoli errori del suo creato, ascolta le lamentele degli animali più deboli, esaudisce i desideri più buffi, si prodiga perchè non ci siano ingiustizie. Così il becco di un'aquila spietata si scontrerà contro la roccia e diventerà curvo; l'allocco stufo di essere richiesto della sua dottissima opinione riuscirà ad ottenere in dono un'espressione sciocca; il ghiro che soffre di malinconie invernali sarà omaggiato di un sonno profondo; la lucertola sempre acchiappata per la coda ne otterrà una "fragile come cipria" ........ lo schivo e il leale nel maggiociondolo, l’elegante nella betulla, il buono nel larice, il sempliciotto nel faggio, il cocciuto nel carpino, il ricco nobile nel tasso, l’effeminato nel frassino, il padre calmo e autorevole nell’abete bianco, il disgraziato nel pioppo. Ci sono anche i cattivi tra gli alberi ed ecco farsi avanti il cattivo e il traditore nel sambuco, l’infido e il subdolo nel pino mugo, l’aggressivo e presuntuoso nell’agrifoglio. E le donne? C’è l’elegante e da tutti ricercata betulla, c’è la massaia e la matrona di provincia quercia e la zitella altera e segaligna acacia. infocity.go.it
I FANTASMI DI PIETRA "Ormai è l'autunno, tutto torna a dormire, tutto scompare nella pace dell'inverno imminente. Anche i rumori vanno in letargo come ghiri nelle tane. Le case tacciono, ascoltano, sentono la neve depositarsi sui tetti. Quelle senza tetto la ricevono dentro i muri, sui solai, nelle cucine distrutte. La visita della dama bianca entra nel cuore delle case sgangherate. Il paese abbandonato guarda a tramonto con gli occhi malinconici delle finestre senza vetri, sospira adagio con la bocca delle porte sfondate. Era un bel paese, il nostro, adesso non c'è più."
The man of
wood
rtsi.ch
infolibro.it/speciale_mauro_corona.htm
E' diventato il portavoce, insieme a Marco
Paolini, del disagio della gente del Vajont, ma con la
caparbietà della gente di montagna, dura come la roccia. www.outdoorblog.it
Erto piccolo centro del pordenonese si trova a pochi chilometri dalla diga che tracimò il 9 ottobre 1963.
Tutto quello che ho scritto, tra le righe
contiene questo dramma. C'è la nostalgia di quelle cose perdute.
Tante civiltà sono state annientate da conquistatori vari, ma nel
giro di anni. Noi siamo stati spazzati via in nemmeno un minuto.
Usi, costumi, tradizioni, la fratellanza che ci univa. Il giorno
dopo ci siamo trovati sparsi qua e là senza più un nucleo, senza la
nostra vita, che era composta da ritmi, abitudini, lavoro nei campi
e nei boschi. Nulla più di questo ci è stato ridato
Parliamo di donne: gli ertani le hanno passato anche la loro
proverbiale misoginia.
FINE DEL MONDO STORTO Un mondo in cui petrolio, corrente elettrica e carbone non esistono più. Un mondo capovolto, cioè che torna alle origini, riscopre il fuoco e i bisogni primari, dove anche le differenze tra ricchi e poveri di fronte alle necessità non reggono più, e la natura provvede con le sue leggi a riportare il vero ordine delle cose. Questo ilPEZZO in cantiere di Mauro Corona: l'alpinista e scrittore friulano ce lo racconta nell'ultima puntata della sua intervista. valentina d'angella - montagna.tv ![]() IL CANTO DELLE MANèRE La dolcezza della vita nei boschi, la vendetta della Natura offesa --- La manéra è la scure dei boscaioli di Erto. Nessuno come Santo della Val, che abbiamo già incontrato in Storia di Neve, ne conosce il filo della lama, l’equilibrio del manico, nessuno come lui sa ascoltare il canto che si alza dalle manére quando i boscaioli entrano a far legna nei boschi. Santo è il migliore tra di loro, il bosco è la sua vita, ma la violenza del sangue lo costringe alla fuga dal paese per cercare fortuna tra le ricche foreste dell’Austria. Nuovi amici e nuovi amori, pentimenti e bramosie dell’animo, finché Santo, dopo l’eccezionale incontro con il grande scrittore Hugo von Hofmannsthal, sentirà imperioso il richiamo della propria terra. Un romanzo forte, un’epica quotidiana ritmata, come un poema dei boschi, dal battere delle lucenti manére. unilibro.it - 2009/10 ![]() l'etichetta Unesco da sola non basta "Ben venga questo riconoscimento, è prestigioso che l'Unesco abbia girato gli occhi di qua. Ma non basta il nome da solo, è addirittura ridicolo se non pensa alla montagna di serie B". … "basta con cianfrusaglie e ferraglia: dobbiamo andare tutti a piedi in montagna". … "Mi va benissimo questo blasone dell'Unesco, ma ….. "Per esempio, lo sa l'Unesco che stanno vendendoci l'acqua e privatizzandola? Lo sa l'Unesco che mandano i tir su strade del 1901 bombardando la gente di pericoli? Mandano i tir, tutti i giorni, tutti giorni, vendendersi la ghiaia, "l'oro bianco". … La natura tutta, le montagne protette dall'Unesco, non soffrono più di tanto. E' l'uomo che ci soffre che ci sta sotto. Le montagne hanno valore perchè c'è l'uomo che le ammira, non solo il montanaro, anche chi viene da fuori". …. "Il pericolo lo elimini quando fai andare la gente a piedi. Ha ragione Messner quando dice di chiudere i passi. ... Valentina d'Angella - montagna.tv - 2009
http://video.google.it/videosearch?q=MAURO+CORONA&hl=it&sitesearch=# http://dailymotion.virgilio.it/relevance/search/CORONA+MAURO
Noi siamo alberi
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