dino buzzati traverso

 

 

 

cronaca di un’amicizia

È un saggio storico-critico, arricchito da fotografie e documenti originali (di cui preziosi inediti), che narra l'amicizia tra due uomini e lo scrittore-giornalista Dino Buzzati ed il sacerdote modenese don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia , che approdano, pur compiendo cammini diversi, ad un'unica aspirazione: la Bontà. Le loro parole ed i loro atti ci lanciano una provocazione... o semplicemente una "proposta", lasciandoci scavare, con l'ausilio esclusivo della nostra sensibilità, dentro di noi. Il libro ripercorre, inoltre, la storia della "città della fraternità" fondata da don Zeno (sita, oggi, nella maremma toscana), che s'intreccia con la grande Storia ed i grandi personaggi dell'Italia del Novecento.
Il coraggio della bontà. Dino Buzzati e don Zeno Saltini. Cronaca di un'amicizia  di Sara Di Santo Prada
libreriauniversitaria.it

 

 

 

 

    non tramonterà mai la fiaba della bicicletta    

E il prossimo anno, sarà data di nuovo la partenza e l'anno dopo ancora, di primavera in primavera... Finchè  (ma vivremo ancora noi?) le persone ragionevoli diranno che è assurdo continuare; a quei tempi le biciclette saranno diventate rare, ferravecchi quasi comici, usati da pochi nostalgici maniaci, e voci si leveranno dando la baia al Giro.

No, non mollare, bicicletta. A costo di apparir ridicola, salpa ancora, in un fresco mattino di maggio, via per le antiche strade dell'Italia. Noi viaggeremo per lo più in treno-razzo, allora, la forza atomica ci risparmierà le minime fatiche, saremo potentissimi e civili. Tu non badarci, bicicletta. Vola, tu, con le tue piccole energie, per  monti e valli, suda, fatica e soffri. Dalla sperduta baita scenderà ancora il taglialegna a gridarti evviva, i pescatori  saliranno dalla spiaggia, i contabili abbandoneranno i libri mastri, il fabbro lascerà spegnere il fuoco per venire a farti festa, i poeti, i sognatori, le creature umili e buone ancora si assieperanno ai bordi delle strade, dimenticando per merito tuo miserie e stenti.

E le ragazze ti copriran di fiori.

dino buzzati  -  corriere della sera -  june 14, 1949

biciveneto.it

18ma tappa Giro d'Italia dedicata a Dino Buzzati
comune di belluno e ait_dolomiti - 2014

Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo. -DB
corsera 20 maggio 1949 - DB al giro d'Italia 1981

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Ho visto correre i celeri treni all'approssimarsi del crepuscolo, coi loro finestrini già illuminati e i sogni e le fantasie pertinenti attraverso la campagna solitaria; ed erano bellissimi.
dino buzzati al giro d'italia

 

 

 

 

 

 

a  buzzati è sempre piaciuta la musica e ai musicisti

è sempre piaciuto il suo modo di scrivere  

 

 

 

 

POEMA A FUMETTI

primo fumetto 'd'arte' della letteratura italiana - 1969    -     PERSONAGGI  -  Orfi -  Eura -  Uomo - Trudi - Diavolo Custode

"Ho sempre letto Buzzati con grande passione, e lo ritengo uno dei grandissimi scrittori del nostro secolo.  In ogni suo libro si trovano suggestioni musicali di notevole interesse; per esempio ne Il grande ritratto il  super-calcolatore creato a immagine e somiglianza di una donna si esprime attraverso suoni di vera e propria  musica elettronica. Ma sono tantissimi i casi che si potrebbero citare; sicuramente Buzzati era un autore che aveva  uno spiccato senso musicale e un orecchio raffinatissimo. Non è quindi un caso che tanti musicisti a lui  contemporanei lo scegliessero come librettista e collaboratore. L'idea di fare qualcosa su Poema a fumetti la coltivo  da diversi anni; credo che per un musicista fare "qualcosa" su Orfeo sia un richiamo a cui è impossibile sottrarsi...Per me Orfeo è diventato con un processo naturale e quasi inspiegabile Orfi, e Euridice nella mia immaginazione ha il bellissimo volto di Eura. Forse a conquistarmi sono state proprio le immagini di Buzzati, la loro grande carica evocativa, la loro capacità di raccontare il mistero della morte e dell'amore con tratti invece semplici e quotidiani,  così come Buzzati sapeva fare benissimo con la scrittura. Poi c'è un particolare, alla fine, che ancora una volta scarta rispetto alla storia più tradizionale di Orfeo: anche se Orfi perde Eura per sempre, qualcosa di lei gli rimane, e gli  rimarrà per sempre. Ma anche qui non voglio svelare nulla di più".    

filippo del como   -   sistemamusica.it

Il Poema a Fumetti è un’estremizzazione, rappresenta la polarità contraria a quella della modernità. Ed è per questo che la rivisitazione è in chiave moderna. Buzzati sfida la modernità sempre. Sfida la tendenza odierna ad appiattire tutto, a cancellare le forme misteriose del vivere quotidiano. Non si tratta di narrativa psichedelica o visionaria, quanto di una presa d’atto del mistero che avvolge la vita e che la tecnica, la velocità non riescono a coprire. Lui sentiva la necessità del mito, è la sua vocazione. Tutti i suoi racconti sono miti peraltro ricavati anche dalla cultura orientale. Non dimentichiamo che era un grande lettore de “Le mille e una notte”.
fausto gianfranceschi - ilsussidiario.net

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Ti ricordi  

la sera che i due si baciavano e tu, solo ?  Chopin discese dalle mansarde di Dio ti colpì per sempre alla nuca facendoti grande e infelice  .
poema a fumetti

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fumetto di morte e mistero

In Poema a fumetti  Dino Buzzati presenta e ridisegna alcuni suoi temi   a volte attraverso  un puntuale ed esplicito riferimento a sue opere letterarie precedenti
cultura.rai.it

riedizione Poema a fumetti - 1969
rimasto per decenni irreperibile nelle librerie
Si tratta a tutti gli effetti di un
graphic novel in cui Buzzati parla di se stesso, affrontando nelle sue oltre 200 tavole a colori tutti i temi a lui più cari: a partire dall’eterno dialogo tra la vita e la morte per arrivare alla contaminazione di generi differenti, passando per l'avanguardia della forma ed un velato erotismo che suscitò non poco scalpore.

mangaforever.net - 2009

poema a fumetti a teatro -  itinerante - 2013/2014

Dino Buzzati è un autore difficile da portare a teatro ma fa scaturire repentino l’applauso collettivo . È una lettura semplice, senza forzare troppo le parti, nonostante la voce impostata dell’attore che raggiunge stentorea anche le ultime file ... Nel mentre, su un sottile velo, teso davanti al narratore ed alla pianista, vengono proiettate le 208 tavole a colori del libro: sembra di tornare all’infanzia, quando guardavamo le immagini mentre i nostri genitori ci leggevano la storia della sera.
Il soggetto però non è adatto ad un pubblico di bambini, secondo Buzzati avrebbe turbato anche i suoi contemporanei tant’è che, come vuole la storia, nel 1968 consegna alla moglie il manoscritto sigillato in una busta bianca, raccomandandole di riporlo per farlo pubblicare solo dopo vent’anni perché al momento la società non è pronta.
artegrafica.persinsala.it - ilgiornaledelfriuli.net - 2013-2014

poema a fumetti
Si sfogheranno tutti, ahimè. Non ha più niente da inventare questo vecchio scrittore, sentenzieranno, e si è messo a fare i giochi infantili. Ai critici letterari il libro sembrerà uno scantonamento, una fuga; i critici d'arte ne diranno peste e corna. Ma non importa. Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste cose, come "Il deserto dei Tartari", come "Un amore" .
DB prima dell'uscita del libro - 1969

 

 

 

gli scrivani
Nella sala immensa stanno, allineati, centinaia, migliaia di tavoli. Su ogni tavolo una macchina da scrivere.    

Ad ogni tavolo un uomo seduto. In centinaia, in migliaia stiamo scrivendo i rapporti, le storie e le favole per  il Nostro Signore e Padrone.

Noi siamo gli scrivani del Re.    ... Sono rimasto solo nel cupo silenzio.    

Ho acceso la lampada. E, al piccolo lume, circondato dal buio, io scrivo, scrivo.
da gli scrivani - racconto breve

 

 

 
PN  - Dolomiti Bellunesi - l'orso dino
L'orso, battezzato "Dino", in onore di Dino Buzzati, è stato identificato dai genetisti con la sigla certamente più "scientifica" ma un po' più fredda, di M-5.   potrebbe avere dai 4 ai 6 anni e provenire dalla slovenia.
Si tratta di un orso "nuovo", ovvero il cui DNA non è mai stato trovato nei campioni raccolti fino ad oggi sulle Alpi
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parks.it - 2009

L'orso fa disperare cacciando animali nelle fattorie e diventa una star di facebook  anche perche non ha mai messo in pericolo esseri umani - 2010

La famosa invasione degli orsi in Sicilia - 1945, fiaba illustrata da Buzzati e raffigura una sorta di «orsopoli» con tanto di navi, draghi e treni
ilgiornale.it - 2010

UCCISO  ORSO DINO. SI DICE CHE AVESSE LA RABBIA MA ERA SOLO FERITO AL COLLO  -   ucciso da un cacciatore il 15 marzo  in Slovenia. L'animale è stato abbattuto a Vrhnika, a metà strada tra Postumia e Lubiana, da un cacciatore sloveno su un carnaio, appositamente installato per attirarlo.

corriere - 2011

dino aveva un radio collare dal 2009 troppo stretto che gli aveva provocato una ferita al collo perchè non aveva il cosiddetto “drop off”, dispositivo di sgancio automatico a tempo, che permette di liberare il collo dell’animale nel momento in cui, crescendo, questo diventa troppo stretto.
Dino, che aveva ormai raggiunto i due quintali e 20 di peso per un’altezza di oltre due metri, ha iniziato a sentire una stretta al collo e si è ferito per cercare di liberarsi, causandosi un infezione i cui sintomi sono stati scambiati per rabbia. Non appena l’animale ha varcato i confini italiani per andare nella sua terra d’origine, l’orso non ha avuto scampo. L’aspetto più amaro è il costo del “drop off”: sarebbero bastati 400 euro per salvargli la vita.

leiweb.it - 2011

SEMBRA CHE AVESSE UNA COMPAGNA E UN FIGLIO CUI VERREBBE DATO IL NOME 'DINO' IN ONORE DEL FAMOSO PADRE E PER CONTINUARE IL RICORDO DELLO SRITTORE BUZZATI - 2011

BUZZATI SCRIVEVA ... 

Una valle dove vivono gli orsi

non occorre essere poeti per capirlo, è più bella di una valle senza orsi.

La sopravvivenza di questo magnifico personaggio non è infatti solo un nudo dato faunistico, ma leggenda, avventura, continuazione di una vita antichissima, cessata la quale ci sentiremmo tutti un poco più poveri e sminuiti .
db.parks.it 

L' invasione dei piccoli Buzzati
Il genio visionario di Dino Buzzati è un trampolino perfetto per voli di fantasia. ... l' attore Andrea Cereda racconta il classico «La famosa invasione degli orsi in Sicilia». L' omaggio, a misura di bambini, è per i quarant' anni dalla scomparsa del giornalista e scrittore.
severino colombo - archiviostorico.corriere.it - 2012

Ci sono orsi e orsi.

Prendiamo per esempio La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati. Illustrata dallo stesso scrittore, è una fiaba in cui si racconta della guerra tra il Granduca di Sicilia e Re Leonzio, sovrano degli orsi. Una guerra in cui saranno coinvolti il sanguinario Gatto Mammone, gli spettri di Rocca Demona e i cinghiali volanti di Molfetta, fino alla vittoria che insedierà Leonzio sul trono di una Sicilia remotissima e fantastica. L’ultima edizione è un Oscar Mondadori del 2010 e continua a conquistare ragazzini in età scuola media (ma anche un po’ prima).
Ma gli orsi sono spesso personaggi di libri per bambini dove gli animali ripropongono gesti e comportamenti, nonché pensieri, degli uomini e delle donne. Ecco allora orsi con il grembiule (e ogni bambini interpellato vi dirà senza pensarci su che quella è la mamma) e orsi che leggono il giornale (e anche qui già da piccoli nessun dubbio che quello sia il papà). Ma allora come rompere gli schemi di stereotipi maschili e femminili che nei libri per i più piccoli sono così presenti e così scontati (già, se non che stereotipi sarebbero)? Bisogna inventare un altro modo di raccontare il mondo ai ragazzini o la nostra letteratura per l’infanzia è ricca di storie senza stereotipi e basta andarli a cercare. Buzzati, non c’è dubbio, aiuta.

fiorani.blogautore.repubblica.it  - 2012

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

versione teatrale di marco baliani  - roma - 2013

La storia racconta l'impossibilita' di convivenza tra gli uomini e gli animali, in una Sicilia remota e fuori dal tempo, dove alla fine gli animali prenderanno le distanze dagli esseri umani.

dino buzzati dapprima disegno' le tavole illustrate e poi creo' tutta la storia .

E' una fiaba per bambini e il mondo dei piu' piccoli e' fantastico. E' un mondo nel quale noi adulti non entreremo mai .

marco betta ex direttore artistico del teatro massimo di palermo

adnkronos.com  -  2013

adattamento animato del regista e fumettista Lorenzo Mattotti
lastampa - 2015

SULLE DOLOMITI

--   Bisogna che mi decida finalmente a scrivere qualcosa sulla terra dove sono nato. Ne ho la voglia da parecchie centinaia d’anni ma non riuscivo mai a partire. Perché si dà questo curiosissimo caso: se qualsiasi italiano di qualsiasi regione proclama che la sua terra è stupenda e che ci sono meravigliosi monumenti e meravigliosi paesaggi e così via, nessuno trova niente da dire. Ma se io dico che la mia terra è uno dei posti più belli non già dell’Italia ma dell’intero globo terracqueo, tutti cascano dalle nuvole e mi fissano con divertita curiosità.

La mia patria infatti si chiama Belluno e benché sia capoluogo di provincia, vado constatando da decenni che quasi nessuno tranne i bellunesi, sappia dove sia (e molti anzi ne ignorano perfino l’esistenza). Intanto, per cominciare, quei pochissimi che credono di saperne qualche cosa, si sbagliano due volte. “Ah, Belluno! - dicono immancabilmente - è in Friuli vero?”. E invece non è vero niente. Perché non si dice Frìuli, ma Friùli, con l’accento sull’u. E soprattutto perché Belluno non si trova affatto nel Friuli. (Il quale corrisponde alla vallata del Tagliamento mentre Belluno è sulla riva del Piave).

Altra cosa mortificante. La maggior fama della mia terra presso gli italiani è di essere un vivaio di ottime donne di servizio. Balie, bambinaie, cameriere, domestiche, serve: ecco la gloria della contrada che mi ha dato i natali. Distintissimi seguono, quali celebrità, Gerolamo Segato il pietrificatore dei cadaveri, il dottor Pagello amante di George Sand e il Papa Gregorio della Colomba, nell’ordine. Ma sono rinomanze assai esigue, per la verità, ristrette all’ambito delle persone cosiddette colte. Cosicché, nella mente dell’italiano medio, la parola Belluno fa sorgere soltanto due idee: il Frìuli con l’accento sbagliato. E le serve. Per il resto, zero via zero.  --
infodolomiti.it

doppiozero.com/le-dolomiti-di-dino-buzzati

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Per capirle, le Dolomiti, veramente, occorre un po’ di più. E non vogliamo dire arrampicate in piena regola. Bastano i sentieri. Entrare, avventurarsi un poco fra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentirne la misteriosa vita. -db
L’amministrazione comunale di cortina finanzia un progetto fotografico legato ai 50 anni dall’ultima ascensione sulle Dolomiti ampezzane di Dino Buzzati.
a.s. - corrierealpi.gelocal.it - 2016

 

 

 

    LA LEGGE LO PERMETTE -  LE SUE CENERI VERRANNO DISPERSE SULLE DOLOMITI    

Almerina Antoniazzi - vedova dello scrittore  -  2010

 

 

 


Una biblioteca davanti al bosco di Dino Buzzati
somadida - cadore

alla soglia del bosco nasce una cascina che ospita migliaia di volumi in consultazione del camminatore o dell’avventuriero. Una biblioteca tutta particolare che impreziosisce il paesaggio che non si faticherà a chiamare come parco letterario.
insideart.eu - 2013

Qui, Ermanno Olmi girò parte del magnifico Il segreto del bosco vecchio -  lo scrittore veniva spesso a camminarci e si pensa che ne trasse parte dell´ispirazione per la sua foresta immaginaria.
la Repubblica di Venezia attingeva dalla Foresta del Cansiglio a un centinaio di chilometri i remi di faggio per le sue navi mentre gli abeti di Somadida diventavano le antenne delle sue galere. Vigeva tuttavia il divieto di tagliare qualsiasi albero finché non fosse in età più che adulta cosicché il bosco rimanesse integro.

margherita d'amico - repubblica.it - 2013
il segreto del bosco vecchio
I boschi di Valle di Fondo hanno due nuovi padroni: il colonnello Procolo, un uomo che non sorride mai, e suo nipote Benvenuto, un orfano che vuole soltanto essere amato. Il colonnello, però, non conosce tenerezza, e la presenza di Benvenuto lo inquieta tanto da indurlo a desiderarne la morte. Ma né Matteo, vento gradasso, né il malvagio topo con cui Procolo si è alleato riusciranno a far del male al ragazzo, protetto dai Geni che abitano il bosco... Illustrazioni dell'autore. Età di lettura: da 11 anni.
ibs

Per te tutto deve ancora cominciare.    Io invece sto per finire ormai.    Ci sono cose che non ritornano. Quando sarà il tuo turno non lasciartele sfuggire perché poi quello che è stato è stato.
Il segreto del bosco vecchio

 


Montagna e deserto

sono le facce dell'unica metafora della solitudine e i due luoghi figurativi in cui si colloca l'immaginazione "metafisica" di Dino Buzzati. Da un punto di vista esistenziale montagna e deserto diventano figurazione privilegiata del disagio, dell'angoscia, del tempo distruttore, della morte, luoghi naturalmente simbolici e soggetti all'ambiguità del simbolo , infatti vi è connesso anche il coesistere di una tensione salvifica , di rifugio regressivo e di una tensione distruttiva .

In sostanza la scrittura di Buzzati non conosce realismo e la narratività del materiale fantasmatico, di per sè frammentario e ripetitivo, è assicurata dal particolare moralismo dello scrittore, che esistenzializza la produzione psichica, ricavando dai fantasmi parabole di vita e di morte, di coraggio e di destino, di colpa e di dovere.
m.allo - aetnanet.org

 

 


Il tiglio di Buzzati
Una brutta sorpresa accoglie i visitatori che giungono a Vamorel dalla Valpiana. Il “tiglio di Buzzati”, uno dei simboli del territorio limanese, è stato rovinato dal forte vento ..
Situato sulla sinistra rispetto alla strada, l’albero e il prato che lo circonda sono conosciuti come uno dei luoghi più cari a Dino Buzzati che amava molto Valmorel e, secondo le testimonianze, aveva l’abitudine di sedersi ai piedi del tiglio e cercare lì l’ispirazione per le proprie opere letterarie e artistiche.
... La caduta dell’albero ha suscitato amarezza e stupore negli abitanti limanesi, per cui il tiglio è un punto di riferimento, e nei turisti, per cui è una sorta di punto di arrivo. L’albero è infatti l’ultima tappa dell’itinerario artistico e naturalistico «I miracoli di Val Morel, il sentiero che ispirò Dino Buzzati», prima di raggiungere la piazza di Valmorel.
Dalla frazione di Giaon, il sentiero raggiunge la parte alta del comune, ripercorrendo i luoghi che ispirarono lo scrittore e il pittore bellunese che gli offrirono lo spunto per immaginare il capitello di Santa Rita, diventato il simbolo dell’opera “I miracoli di Val Morel”, il cui dipinto originale realizzato dallo stesso Buzzati è oggi conservato in municipio.

espresso.repubblica.it - 13.8.2008
IL TIGLIO  ABBATTUTO

Il maltempo che ha colpito il Bellunese a Ferragosto ha privato Limana di un simbolo: il tiglio caro a Dino Buzzati. L'albero sotto il quale lo scrittore e giornalista bellunese sostava a meditare e contemplare la Valbelluna è stato abbattuto dalle forti raffiche di vento.
ilgazzettino.it
Dispiace molto non solo perché era un albero secolare, di età presunta tra i 250 e i 300 anni - commentano Alex Segat e Moreno Gioli, consiglieri comunali con delega alle politiche agricole e alla cultura e turismo - ma anche per il valore che aveva, per la sua storia, conosciuta anche al di fuori della nostra provincia. Oggi il panorama è cambiato, ma da lì Buzzati aveva di fronte la Valbelluna.
gazzettino.it - 4.9.2015

 

 


le K
Stephano Roi voudrait être marin, mais lors d'une sortie en mer avec son père, il aperçoit "un squale effrayant et mystérieux" qu'il est le seul à voir; c'est le K qui a jeté son dévolu sur lui. Il lui faudra toute sa vie pour comprendre pourquoi le K le cherche.  La première phrase: "Quand Stephano Roi eut douze ans, il demanda comme cadeau à son père, qui était capitaine au long cours et maître d'un beau  voilier, de l'emmener à bord avec lui."
perso.wanadoo.fr


Buzzati se sert de l'ironie et de l'humour pour exorciser le vertige et le vide. Il transforme les faits divers et les problèmes de société en les faisant dériver vers l'absurde ou le surréel, de façon à ce qu'ils livrent leur message. L'ironie permet de mieux connaître l'histoire de son temps, de faire ressortir ce que l'on ne voit pas encore  par manque de recul.   Ainsi, ses récits suivent souvent une distorsion du temps ou un état dans lequel la frontière entre la réalité quotidienne et le pseudo-réel qui hante le sommeil devient très étroite. Les angoisses, les désirs, les illusions,  tout se confond entre réalité et fiction, et lorsque l'humour s'ajoute au récit, le lecteur perd pied avec sa propre réalité et redécouvre le monde qui l'entoure.
membres.multimania.fr

www.fantasticfiction.co.uk/b/dino-buzzati


Ses façons de raconter qui lui sont propres, sèches, linéaires, désenchantées et souvent pathétiques. La langue est simple, dépouillée. Les êtres et les choses sont dessinés avec une force tranquille et leur  portée métaphysique ne nous semble jamais indissociable de leur présence charnelle.  L’activité de Buzzati est loin de se limiter au récit fantastique. On lui doit des poésies burlesques, des scénarios  de cinéma, des textes pour le théâtre, plusieurs livrets d’opéra. Son œuvre picturale et graphique est inséparable  de son œuvre narrative.

alalettre.com

rosannadelpiano.perso.sfr.fr/

 

 

 

 

O AUMENTO
— QUER DIZER QUE ACHA MESMO QUE O AUMENTO...?
— NÃO RESTA A MENOR DÚVIDA, MEU FILHO: SERIA O MESMO QUE ESTAR COM UMA CORDA NO PESCOÇO.
— BEM, COMENDADOR, EU LHE AGRADEÇO. O SENHOR ME POUPOU DE UM GRANDE ABORRECIMENTO.
— NÃO PRECISA AGRADECER... VÁ, VOLTE CONTENTE, VOLTE TRANQÜILO PARA O SEU TRABALHO. E, MEU CARO BATTISTELA, SAIBA QUE O MEU DESGOSTO É APENAS UM: O DE NÃO PODER FAZER PELO SENHOR — EU LHE JURO — UM POUCO MAIS DO QUE FIZ.

da l'aumento - sessanta racconti
releituras.com/dbuzzati

 

 

 

 

 

 

 

Un po' più in là della solitudine c'è la persona che ami

sessanta racconti
. il n'est jamais trop tard pour se barrer

. et que signifie la vie, s'il n'y a pas le mal, le remords, les pleurs
 . cette abominable manie de ne pas dire tout de suite qui l’on est !
 . quel poids, la présence de dieu quand on ne la désire pas !

. fantasy should be as close as possible to journalism

brainyquote.com

http://evene.lefigaro.fr/celebre/biographie/dino-buzzati-886.php

 


vajont

Un sasso é caduto in un bicchiere, l'acqua é uscita sulla tovaglia. Tutto qua. Solo che il sasso era grande come una montagna, il bicchiere alto centinaia di metri e giù sulla tovaglia stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi.

E non é che si sia rotto il bicchiere .  non si può dar della bestia a chi lo ha costruito perché il bicchiere era fatto bene a regola d'arte, testimonianza della tenacia e del coraggio umano. La diga del Vajont era ed é un capolavoro.  Anche dal punto di vista estetico ...  

articolo dettato al telefono da  dino buzzati al  corriere della sera - 11 ottobre1963      -     retedigreen.com

 

 


La diga del Vajont era ed è un capolavoro.
Era ed è ?     Come sarebbe  "era ed è"  ?
Sì, per forza !   Perché la diga del Vajont non era

crollata come pareva al primo momento.
No, figurati
!   Era là, ben salda .

Come ha detto Buzzati.

Corriere della Sera - venerdì 11 ottobre 1963
erewhon.ticonuno.it
 

 

 

Usciamo dal forte della routine, liberiamoci dell'idea che la sicurezza sia un qualcosa in più rispetto  a quanto quotidianamente facciamo e che ci fa vedere la prevenzione come una minaccia perché ci costringe  a cambiare le nostre rassicuranti abitudini. La prevenzione è qualcosa di diverso : è prepararsi ad affrontare il futuro con atteggiamento aperto e flessibile.  Ciò non solo favorirà la sicurezza, ma sarà di grande aiuto anche di fronte alle situazioni che saranno

sempre più mutevoli ed impreviste e, in quanto tali, incerte ed insicure. Ricordiamoci che uno dei più grandi esperti di futuro – Alvin Toffler – di fronte alla domanda su quali  saranno le certezze del futuro risponde:

l'unica certezza del futuro è l'incertezza

ceper.it

 

 

utopia come non-città

luogo di solitudine perfetta, dove l’uomo ritrova se stesso e si misura con il mistero di un'evento che potrebbe realizzarsi ma non si realizza mai

italialibri.net

 

 

 

pedalava l'italia tutta 

dino buzzati si pone la questione:   serve "una faccenda stramba come il giro d'italia?".  subito risponde:  "certo che serve: è un caposaldo del ROMANticismo assediato dalle squallide forze del progresso"     

repubblica.it 

 

Cordigliera Patagonica  Dino Buzzati sul Corriere della Sera  la descriveva così:

Un’immensa guglia che dalla sommità di una selvaggia bastionata balza al cielo per circa seicento metri con profilo pauroso. Immaginate una dolomite ricoperta da un vitreo smalto glaciale. Le difficoltà risultano moltiplicate       

corriere sera 

 

per la seconda volta  tradotti i racconti di dino buzzati in siria

la casa editrice siriana Dar al Ahali  pubblica una selezione di ventidue racconti di  Dino Buzzati tradotti  in arabo dall'ambasciatore siriano in Italia Samir al Kassir .   

arabmonitor.info    -     aki-adnkronos int -  2006

 

 

 

 

DINO BUZZATI A SAN PIETROBURGO
Festival dei comics  - Boomfest è basato su mostre, workshop e incontri con autori in musei, gallerie e librerie della città, coinvolgendo ospiti a livello internazionale dalla Francia, Germania, Svizzera, Finlandia, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Estonia, Russia, dal Belgio e Canada

comicus.it  - 2008

     2006  - CENTENARIO DELLA NASCITA     


Quando scriveva Dino non sprecava una parola E così quando dipingeva non sprecava una pennellata ... 

mario perazzi - corriere.it

 

un pittore il quale per hobby ... ha fatto anche lo scrittore e il giornalista.    

Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le può prendere sul serio - 1967  

ilgiorno.quotidiano.net

 



Molti hanno visto in Dino Buzzati un certo qual tono freddo e aristocratico

più nobile che altoborghese... un presunto cinico distacco dalle cose e dagli uomini. Invece no. Il linguaggio del corpo nega ...
Le mani sui fianchi, una grattatina in testa, la sigaretta assaporata tenendola verso l’interno della mano, gli ampi gesti delle braccia, il sorriso malizioso... Era un uomo passionale. A modo suo, con discrezione. Certo, «un perfetto gentiluomo»,
«un solitario piacevolissimo, abbastanza d’accordo con se stesso e con la vita», come scrisse Eugenio Montale. Ma anche uno che s’arrabbiava un po’ quando gli si parlava di «scrittori impegnati»: «Non vedo perché uno scrittore debba essere impegnato politicamente. No. Moralmente sì, politicamente no».

. . La qualità migliore del giornalismo coincide con la qualità migliore della letteratura . .
...
Se parli, mangi, bevi, dormi normalmente, allora vuol dire che non puoi essere innamorato. Essere innamorati è come avere un bubbone in faccia. Impossibile non vederlo».
... la dolce Almerina, che fu moglie e musa dello scrittore.
E la malattia, e la morte, che troviamo sempre acquattate da qualche parte nell’opera di Buzzati, pronte a colpire..
E la celebre foto di lui con il bastone, con passo incerto....«Chiede uno specchio». Perché «
voglio vedere che colore ha la morte». Un duro? Un eroico soldato che mostra il petto al nemico assente?
«va incontro alla morte da soldato e che la tua esistenza sbagliata almeno finisca bene. Vendicati finalmente della sorte, nessuno ti chiamerà eroe o alcunché di simile, ma proprio per questo vale la pena. Varca con piede fermo il limite dell’ombra, diritto come a una parata, e sorridi anche, se ci riesci. Dopo tutto la coscienza non è troppo pesante e Dio saprà perdonare.”.

È Il deserto dei Tartari. È la vita di Buzzati.
documentario Auditorium Milano - Milano Doc Festival

daniele abbiati - ilgiornale.it

http://alfonsofuggetta.org

 

 

Passo un periodo in cui non faccio nulla, in cui vedo passare miseramente la vita, in cui mi accorgo del mio terribile egoismo, m’accorgo che sono intelligente come tutti gli altri uomini, che davanti a me si apre l’aurea porta della mediocrità, per sempre .     Senza una briciola di volontà, con un orgoglio infame, non riuscirò a nulla   .
da lettera giovanile al suo amico arturo brambilla

 

 

Il fatto è questo

io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale per hobby durante un periodo alquanto prolungato ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le puO prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby ma il mestiere -  hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa.

Che dipinga o che scriva io perseguo il medesimo scopo che è quello di raccontare delle storie - 1967

"Storie dipinte" appunto com'era il titolo della prima personale tenuta da Buzzati nel 1958 nella milanese Galleria dei Re Magi.
Da quell'esposizione prende avvio questo volume -  una raccolta inedita che presenta cinquantatre dipinti narrativi -  scene accompagnate da brevi didascalie -  apologhi figurati  - figli della stessa ispirazione dei romanzi delle cronache e dei racconti.   Racconti da guardare scritti col pennello invece che con la macchina per scrivere che aprono un'ulteriore porta sull'universo poetico talvolta inquietante del grande artista.
librimondadori.it - 2013

 

 

- MOSTRA "I 40 VOLTI DI BUZZATI" - 40 ANNI DALLA SCOMPARSA - belluno - 2012

- omaggio a dino buzzati    -     60ma edizione Film festival Montagna Trento
   - novità - e-book - Il turno di notte lo fanno le stelle - inedito di
Erri De Luca  

   Presenti Margherita Hack e Mauro Corona
   primaonline.it - trentinocorrierealpi.gelocal.it - 2012

- RICORDANDO BUZZATI - 2012  -  www.youtube.com/watch?v=wjLAwqEEyLc

- STORIE DIPINTE - mostra milano 2013

 

-  I miracoli di Val Morel

pubblicato poco prima della morte  racconta alcuni miracoli immaginari  attribuiti a Santa Rita  - corredati da ex voto tutti disegnati da Dino Buzzati .     Uno degli ex voto conservato a Limana  - Val Morel - Belluno  sarà esposto nella cappella accanto all'urna di Santa Rita .
spoletonline.com - maggio/luglio 2013

 

Nel centenario della nascita

un francobollo dedicato allo scrittore bellunese.

Un modo per ricordare uno dei protagonisti della cultura italiana del Novecento.

Dotato di una innata sensibilità nei confronti della natura .

lanuovaecologia.it - 2006

 

 

 

 

 

pettirosso gigante 1970

simbolo di oltre le  vette  - decima edizione 2006

 

 

 

La pittura per me non è un hobby ma il mestiere.

Hobby per me è scrivere.

Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie .

db 

 

 

Allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantascientifiche, dati di cronaca o di pseudocronaca, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche, coesistono nelle sue pagine piene di una atmosfera magica,  di un senso di angoscia dinanzi alla paradossalità del destino.

Buzzati, intellettuale raffinato e scettico, coltiva le proprie idiosincrasie restituendole in forme narrative e visive, dove l'avvenimento fantastico costituisce una  possibilità di fuga dalla realtà piccolo-borghese. Spesso il "favoloso" dei ROMANZI di Buzzati nasce da motivi  autenticamente fiabeschi, derivati dalla cultura dell'autore caratterizzata da un gusto nordico o addirittura "gotico".

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_buzzati.htm

sull'insegnamento lo scrittore diceva

ho fatto le elementari e poi 8 anni di studi classici

non c’è mai stato nessuno se non indirettamente perché era una brava persona che mi avesse insegnato a non dire bugie ... a tenere fede alla parola data. Nessuno niente non esiste questo neanche nelle scuole elementari. Poi insegnano quella che è la cultura affidando tutto il resto alle famiglie   ma  molte volte le famiglie non sono in grado per vari motivi d’insegnare come si deve vivere su questo mondo
Francesco Dal Mas - avvenire.it - 2009

 

 

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morto Gabriele Franceschini

87 anni, insegnante e guida alpina emerita, era il compagno prediletto da Dino Buzzati. Nell’autobiografia Vita breve di roccia, Franceschini ricordava che lo scrittore "in arrampicata assumeva talvolta atteggiamenti teatrali, come interpretasse personaggi che stava vivendo in sé: lo sguardo fisso in alto, l’afferrarsi con gran sforzo all’appiglio; oppure, subito dopo, avanzava sciolto e sicuro quasi estraneo alle difficoltà, oppure osservava ogni ombra e cesello della roccia...".
Cristian Zurlo - lavocedelnordest.it -  -   01/09/2009

 

 

 

 

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