dino buzzati traverso

 

 

 

 

 

cronaca di un’amicizia

http://www.simonel.com/buzz.html

 

 

 

 

    non tramonterà mai la fiaba della bicicletta    

E il prossimo anno, sarà data di nuovo la partenza e l'anno dopo ancora, di primavera in primavera...Finchè  (ma vivremo ancora noi?) le persone ragionevoli diranno che è assurdo continuare; a quei tempi le biciclettesaranno diventate rare, ferravecchi quasi comici, usati da pochi nostalgici maniaci, e voci si leveranno dando la baia al Giro.

No, non mollare, bicicletta. A costo di apparir ridicola, salpa ancora, in un fresco mattino di maggio, via per le antiche strade dell'Italia. Noi viaggeremo per lo più in treno-razzo, allora, la forza atomica ci risparmierà le minime fatiche, saremo potentissimi e civili. Tu non badarci, bicicletta. Vola, tu, con le tue piccole energie, per  monti e valli, suda, fatica e soffri. Dalla sperduta baita scenderà ancora il taglialegna a gridarti eviva, i pescatori  saliranno dalla spiaggia, i contabili abbandoneranno i libri mastri, il fabbro lascerà spegnere il fuoco per venire a farti festa, i poeti, i sognatori, le creature umili e buone ancora si assieperanno ai bordi delle strade, dimenticando per merito tuo miserie e stenti.

E le ragazze ti copriran di fiori.

Dino Buzzati, Corriere della Sera, June 14, 1949

biciveneto.it

 


   dino buzzati  -   montagna e bicicletta

                                

 

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a  buzzati è sempre piaciuta la musica e ai musicisti

è sempre piaciuto il suo modo di scrivere.  

POEMA A FUMETTI

primo fumetto "d'arte" della letteratura italiana - 1969    -     PERSONAGGI : Orfi -  Eura -  Uomo - Trudi - Diavolo Custode

 

"Ho sempre letto Buzzati con grande passione, e lo ritengo uno dei grandissimi scrittori del nostro secolo.  In ogni suo libro si trovano suggestioni musicali di notevole interesse; per esempio ne Il grande ritratto il  super-calcolatore creato a immagine e somiglianza di una donna si esprime attraverso suoni di vera e propria  musica elettronica. Ma sono tantissimi i casi che si potrebbero citare; sicuramente Buzzati era un autore che aveva  uno spiccato senso musicale e un orecchio raffinatissimo. Non è quindi un caso che tanti musicisti a lui  contemporanei lo scegliessero come librettista e collaboratore. L'idea di fare qualcosa su Poema a fumetti la coltivo  da diversi anni; credo che per un musicista fare "qualcosa" su Orfeo sia un richiamo a cui è impossibile sottrarsi...Per me Orfeo è diventato con un processo naturale e quasi inspiegabile Orfi, e Euridice nella mia immaginazione ha il bellissimo volto di Eura. Forse a conquistarmi sono state proprio le immagini di Buzzati, la loro grande carica evocativa, la loro capacità di raccontare il mistero della morte e dell'amore con tratti invece semplici e quotidiani,  così come Buzzati sapeva fare benissimo con la scrittura. Poi c'è un particolare, alla fine, che ancora una volta scarta rispetto alla storia più tradizionale di Orfeo: anche se Orfi perde Eura per sempre, qualcosa di lei gli rimane, e gli  rimarrà per sempre. Ma anche qui non voglio svelare nulla di più".    

filippo del como   -   sistemamusica.it

Il Poema a Fumetti è un’estremizzazione, rappresenta la polarità contraria a quella della modernità. Ed è per questo che la rivisitazione è in chiave moderna. Buzzati sfida la modernità sempre. Sfida la tendenza odierna ad appiattire tutto, a cancellare le forme misteriose del vivere quotidiano. Non si tratta di narrativa psichedelica o visionaria, quanto di una presa d’atto del mistero che avvolge la vita e che la tecnica, la velocità non riescono a coprire. Lui sentiva la necessità del mito, è la sua vocazione. Tutti i suoi racconti sono miti peraltro ricavati anche dalla cultura orientale. Non dimentichiamo che era un grande lettore de “Le mille e una notte”.
Fausto Gianfranceschi - ilsussidiario.net

riedizione Poema a fumetti - 1969
rimasto per decenni irreperibile nelle librerie
Si tratta a tutti gli effetti di un
graphic novel in cui Buzzati parla di se stesso, affrontando nelle sue oltre 200 tavole a colori tutti i temi a lui più cari: a partire dall’eterno dialogo tra la vita e la morte per arrivare alla contaminazione di generi differenti, passando per l'avanguardia della forma ed un velato erotismo che suscitò non poco scalpore.

mangaforever.net - 2009

 

 

scrivani
Nella sala immensa stanno, allineati, centinaia, migliaia di tavoli. Su ogni tavolo una macchina da scrivere.     A ogni tavolo un uomo seduto. In centinaia, in migliaia stiamo scrivendo i rapporti, le storie e le favole per  il Nostro Signore e Padrone. Noi siamo gli scrivani del Re. [...] Sono rimasto solo nel cupo silenzio.     Ho acceso la lampada. E, al piccolo lume, circondato dal buio, io scrivo, scrivo.
http://151.100.118.187

 

la normalità dell’assurdo

Dino Buzzati Traverso nasce il 16 Ottobre 1906 a San Pellegrino, vicino Belluno, da una famiglia dell'agiata  borghesia: il padre insegna Diritto internazionale all'Università di Pavia, la madre, veneziana, è sorella dello  scrittore Dino Mantovani, assai noto nell'ultimo Ottocento. La villa bellunese è il fulcro della sua infanzia e l'origine dell'universo fanta-reale dello scrittore, con la sua suggestiva biblioteca, il granaio misteriosamente abitato dallo spirito di un antico fattore.

www.italialibri.net/autori/buzzatid.html  bio

 

 
PN  - Dolomiti Bellunesi - l'orso dino
L'orso, battezzato "Dino", in onore di Dino Buzzati, è stato identificato dai genetisti con la sigla certamente più "scientifica" ma un po' più fredda, di M5.
Si tratta di un orso "nuovo", ovvero il cui DNA non è mai stato trovato nei campioni raccolti fino ad oggi sulle Alpi
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parks.it - 2009

 

    LA LEGGE LO PERMETTE -  LE SUE CENERI VERRANNO DISPERSE SULLE DOLOMITI    

Almerina Antoniazzi - vedova dello scrittore  -  2010

 

 

 

 

biografia dino buzzati

Lo scrittore nasce a Belluno il 16 ottobre 1906. La madre Alba Mantovani è di origine veneziana, mentre il padre Giulio Cesare appartiene ad un'antica famiglia bellunese.   Dino, malgrado la famiglia viva a Milano per l'impegno professionale del padre (docente di diritto internazionale all'Università), nasce nella villa San Pellegrino alle porte della città di Belluno. E' qui che il padre ama tornare per le lunghe vacanze insieme a tutta la famiglia; è qui che Dino trascorre il proprio tempo libero da bambino, affezionandosi a luoghi e persone.
A quattordici anni Buzzati scrive, disegna e coltiva la propria passione per la montagna.

Per le forti pressioni familiari, consegue la laurea in Giurisprudenza.

Ma ancora prima di finire la carriera universitaria, lavora come giornalista presso il quotidiano milanese "Corriere della Sera".   Il suo primo ROMANZo , dal titolo "Bàrnabo delle montagne", esce nel 1933, ma già dall'anno precedente pubblica racconti sul settimanale "Il Popolo della Lombardia".

Nel 1935 esce con il secondo ROMANZo "Il segreto del Bosco Vecchio".

Dal 1936 scrive, per il "Corriere" e altri periodici, diversi racconti poi raccolti in "I sette messaggeri" (1942), "Paura alla Scala" (1949), "Il crollo della Baliverna" (1954), "Sessanta racconti" (1958), "Esperimento di magia" (1958), "Il colombre" (1966), "Le notti difficili" (1971).
Buzzati diventa celebre a livello internazionale con l'uscitaDEL ROMANZo "Il deserto dei tartari" (1940), una storia di grande suggestione che dà il titolo al famoso film girato da Valerio Zurlini.
Nel 1942 fa il suo esordio in teatro con la piece "Piccola passeggiata", alla quale seguono altri spettacoli come "Un caso clinico", messo in scena dal regista Giorgio Strehler nel 1953.
Dalla sua vita sentimentale, segnata da amori difficili, prendono spunto i ROMANZI "Il grande ritratto"(1960), "Un amore" (1963) e i numerosi dipinti a sfondo erotico.       E' il periodo in cune delle diverse arti come in "Poema a fumetti", edito da Mondadori nel 1969, nel quale sperimenta il rapporto tra immagine e scrittura e successivamente in "I miracoli di Val Morel",
ciclo pittorico che coniuga arte letteratura e folklore.
Buzzati, ancora nel pieno dell'attività artistica, muore il 28 gennaio 1972.

dal catalogo della Mostra "Buzzati 1969: il laboratorio di "Poema a fumetti"

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=308&biografia=Dino+Buzzati

bio

A soli quattordici anni rimane orfano dell'amato padre, il quale si spegne a causa di un tumore al pancreas.
L'evento sconvolge così tanto il piccolo Buzzati che per molto tempo vivrà nell'ossessione di essere colpito dallo stesso male. Svolti i regolari studi, nei quali si dimostra bravo e diligente, ma nulla più, si reca nella caserma della sua città per svolgere il servizio militare: sei mesi di scuola allievo ufficiale, tre mesi da sottufficiale (sergente) e quattro mesi da sottotenente. E' invece il 1971 quando comincia ad avvertire i sintomi della malattia (un tumore al pancreas,  esattamente come il padre) che lo porterà alla morte.  
Una serie di incontri con Yves Panafieu durante l'estate e le registrazioni di quei colloqui sono alla base del libro-intervista "Dino Buzzati: un autoritratto", che sarà pubblicato nel 1973 da Mondadori.

L'8 dicembre Buzzati entra in clinica e si spegne il 28 Gennaio del 1972.
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=308&biografia=Dino%20Buzzati

 

bio
Dino Buzzati Traverso nacque a San Pellegrino di Belluno, il 16 ottobre 1906.
Scrittore, giornalista e pittore, legò il suo nome a molte attività.
Fondamentali per la sua formazione furono la villa di famiglia e la biblioteca, per la ricchezza di materiale al quale egli attinse.
Nei primi anni della sua infanzia egli rivolse l’ attenzione alle arti figurative e alla musica, dedicandosi allo studio del pianoforte e del violino, interessi che poi abbandonò.
Connaturata in lui fu la passione per la montagna, che coltivò intensamente.
Frequentò il liceo “Parini” a Milano dove conobbe Arturo Brambilla a cui fu legato da profonda amicizia.
Coltivò un interesse particolare per la cultura egizia; in seguito si avvicinò a esperienze letterarie e si iscrisse a giurisprudenza.
Nel 1928 entrò al Corriere della sera, diventandone poi redattore.

Nel 1933 uscì il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne e due anni dopo Il segreto del bosco vecchio, da cui i registi Mario Brenta e Ermanno Olmi trassero nel 1994 e nel 1993, i relativi film.
Raggiunse grande successo nel 1939 con Il deserto dei Tartari, dal quale nel 1976 Valerio Zurlino trasse il film omonimo.
In quegli anni si dedicò ai racconti, pubblicati in parte sul Corriere. Si dedicò anche alla pittura, al teatro e alla sceneggiatura.

Fu, da un certo punto di vista, un autore molto realistico, dato che inseriva nei suoi scritti i temi della solitudine e dell'angoscia, e uno dei pochi in Italia a promuovere i canoni della letteratura fantastica.
Morì a Milano il 28 gennaio del 1972.

Anna Lanzetta - tellusfolioi.it


Montagna e deserto

sono le facce dell'unica metafora della solitudine e i due luoghi figurativi in cui si colloca l'immaginazione "metafisica" di Dino Buzzati. Da un punto di vista esistenziale montagna e deserto diventano figurazione privilegiata del disagio, dell'angoscia, del tempo distruttore, della morte, luoghi naturalmente simbolici e soggetti all'ambiguità del simbolo , infatti vi è connesso anche il coesistere di una tensione salvifica , di rifugio regressivo e di una tensione distruttiva .

In sostanza la scrittura di Buzzati non conosce realismo e la narratività del materiale fantasmatico, di per sè frammentario e ripetitivo, è assicurata dal particolare moralismo dello scrittore, che esistenzializza la produzione psichica, ricavando dai fantasmi parabole di vita e di morte, di coraggio e di destino, di colpa e di dovere.
m.allo - aetnanet.org

 


Il tiglio di Buzzati spezzato dal vento
Una brutta sorpresa accoglie i visitatori che giungono a Vamorel dalla Valpiana. Il “tiglio di Buzzati”, uno dei simboli del territorio limanese, è stato rovinato dal forte vento ..
Situato sulla sinistra rispetto alla strada, l’albero e il prato che lo circonda sono conosciuti come uno dei luoghi più cari a Dino Buzzati che amava molto Valmorel e, secondo le testimonianze, aveva l’abitudine di sedersi ai piedi del tiglio e cercare lì l’ispirazione per le proprie opere letterarie e artistiche.
...La caduta dell’albero ha suscitato amarezza e stupore negli abitanti limanesi, per cui il tiglio è un punto di riferimento, e nei turisti, per cui è una sorta di punto di arrivo. L’albero è infatti l’ultima tappa dell’itinerario artistico e naturalistico «I miracoli di Val Morel, il sentiero che ispirò Dino Buzzati», prima di raggiungere la piazza di Valmorel.
Dalla frazione di Giaon, il sentiero raggiunge la parte alta del comune, ripercorrendo i luoghi che ispirarono lo scrittore e il pittore bellunese che gli offrirono lo spunto per immaginare il capitello di Santa Rita, diventato il simbolo dell’opera “I miracoli di Val Morel”, il cui dipinto originale realizzato dallo stesso Buzzati è oggi conservato in municipio.

espresso.repubblica.it

 

 

 

— Quer dizer que acha mesmo que o aumento...?
— Não resta a menor dúvida, meu filho: seria o mesmo que estar com uma corda no pescoço.
— Bem, comendador, eu lhe agradeço. O senhor me poupou de um grande aborrecimento.
— Não precisa agradecer... Vá, volte contente, volte tranqüilo para o seu trabalho. E, meu caro Battistela, saiba que o meu desgosto é apenas um: o de não poder fazer pelo senhor — eu lhe juro — um pouco mais do que fiz.

www.releituras.com/dbuzzati_menu.asp

 

 

Allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantascientifiche, dati di cronaca o di pseudocronaca, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche, coesistono nelle sue pagine piene di una atmosfera magica,  di un senso di angoscia dinanzi alla paradossalità del destino. Buzzati, intellettuale raffinato e scettico, coltiva le proprie idiosincrasie restituendole in forme narrative e visive, dove l'avvenimento fantastico costituisce una  possibilità di fuga dalla realtà piccolo-borghese. Spesso il "favoloso" dei ROMANZI di Buzzati nasce da motivi  autenticamente fiabeschi, derivati dalla cultura dell'autore caratterizzata da un gusto nordico o addirittura "gotico".

http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_buzzati.htm

 

 


le K
Stephano Roi voudrait être marin, mais lors d'une sortie en mer avec son père, il aperçoit "un squale effrayant et mystérieux" qu'il est le seul à voir; c'est le K qui a jeté son dévolu sur lui. Il lui faudra toute sa vie pour comprendre pourquoi le K le cherche.  La première phrase: "Quand Stephano Roi eut douze ans, il demanda comme cadeau à son père, qui était capitaine au long cours et maître d'un beau  voilier, de l'emmener à bord avec lui."
perso.wanadoo.fr


Buzzati se sert de l'ironie et de l'humour pour exorciser le vertige et le vide. Il transforme les faits divers et les problèmes de société en les faisant dériver vers l'absurde ou le surréel, de façon à ce qu'ils livrent leur message. L'ironie permet de mieux connaître l'histoire de son temps, de faire ressortir ce que l'on ne voit pas encore  par manque de recul.   Ainsi, ses récits suivent souvent une distorsion du temps ou un état dans lequel la frontière entre la réalité quotidienne et le pseudo-réel qui hante le sommeil devient très étroite. Les angoisses, les désirs, les illusions,  tout se confond entre réalité et fiction, et lorsque l'humour s'ajoute au récit, le lecteur perd pied avec sa propre réalité et redécouvre le monde qui l'entoure.
http://membres.multimania.fr/myriam/buzzati.html

www.fantasticfiction.co.uk/b/dino-buzzati



Ses façons de raconter qui lui sont propres, sèches, linéaires, désenchantées et souvent pathétiques. La langue est simple, dépouillée. Les êtres et les choses sont dessinés avec une force tranquille et leur  portée métaphysique ne nous semble jamais indissociable de leur présence charnelle.  L’activité de Buzzati est loin de se limiter au récit fantastique. On lui doit des poésies burlesques, des scénarios  de cinéma, des textes pour le théâtre, plusieurs livrets d’opéra. Son œuvre picturale et graphique est inséparable  de son œuvre narrative.

alalettre.com

rosannadelpiano.perso.sfr.fr/

 

 

 

 

CITATIONI
 il n'est jamais trop tard pour se barrer

et que signifie la vie, s'il n'y a pas le mal, le remords, les pleurs
 cette abominable manie de ne pas dire tout de suite qui l’on est !
 quel poids, la présence de dieu quand on ne la désire pas !

fantasy should be as close as possible to journalism
www.brainyquote.com

www.evene.fr/celebre/biographie/dino-buzzati-886.php?

 


vajont

"Un sasso é caduto in un bicchiere, l'acqua é uscita sulla tovaglia. Tutto qua. Solo che il sasso era grande come una montagna, il bicchiere alto centinaia di metri, e giù sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi.

E non é che si sia rotto il bicchiere; non si può dar della bestia a chi lo ha costruito perché il bicchiere era fatto bene, a regola d'arte, testimonianza della tenacia e del coraggio umano. La diga del Vajont era ed é un capolavoro. Anche dal punto di vista estetico".......  

articolo dettato al telefono da  dino buzzati al  corriere della sera - 11 ottobre1963      -      www.retedigreen.com

 

 


La diga del Vajont era ed è un capolavoro.
Era ed è ?     Come sarebbe  "era ed è"  ?
Sì, per forza !   Perché la diga del Vajont non era

crollata come pareva al primo momento.
No, figurati! Era là, ben salda.

Come ha detto Buzzati.

Corriere della Sera - venerdì 11 ottobre 1963
http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/narrare/vajont.htm 
 

 

 

Usciamo dal forte della routine, liberiamoci dell'idea che la sicurezza sia un qualcosa in più rispetto  a quanto quotidianamente facciamo e che ci fa vedere la prevenzione come una minaccia perché ci costringe  a cambiare le nostre rassicuranti abitudini. La prevenzione è qualcosa di diverso: è prepararsi ad affrontare il futuro con atteggiamento aperto e flessibile.  Ciò non solo favorirà la sicurezza, ma sarà di grande aiuto anche di fronte alle situazioni che saranno

sempre più mutevoli ed impreviste e, in quanto tali, incerte ed insicure. Ricordiamoci che uno dei più grandi esperti di futuro – Alvin Toffler – di fronte alla domanda su quali  saranno le certezze del futuro risponde:

l'unica certezza del futuro è l'incertezza

ceper.it

 
 fumetto di morte e mistero

In "Poema a fumetti", Dino Buzzati presenta e ridisegna alcuni suoi temi, a volte attraverso  un puntuale ed esplicito riferimento a sue opere letterarie precedenti
www.educational.rai.it 

 

 

utopia come non-città

luogo di solitudine perfetta, dove l’uomo ritrova se stesso e si misura con il mistero di un'evento che potrebbe realizzarsi ma non si realizza mai

www.italialibri.net/contributi/0302-4.html

 

 

pedalava l'italia tutta 

dino buzzati si pone la questione:   serve "una faccenda stramba come il giro d'italia?".  subito risponde:  "certo che serve: è un caposaldo del ROMANticismo assediato dalle squallide forze del progresso"     

www.repubblica.it 

 

Cordigliera Patagonica  Dino Buzzati sul Corriere della Sera  la descriveva così:

Un’immensa guglia che dalla sommità di una selvaggia bastionata balza al cielo per circa seicento metri con profilo pauroso. Immaginate una dolomite ricoperta da un vitreo smalto glaciale. Le difficoltà risultano moltiplicate       

corriere sera 

 

1957 La cagnetta Laika è lanciata nello spazio. Dino Buzzati scrive.....
Laika felice di esplorare gli spazi per prima? Laika ebbra di velocità? Laika soddisfatta di "non fare nessuno sforzo per respirare"? Laika compiaciuta del perfetto battito cardiaco?.   Ma nessuno venne, nessuna mano le accarezzò le gola, i suoi lamenti non furono percepiti dai perfetti apparecchi degli osservatori sovietici. Dio solamente li udì, povera bestiola. ...   Mai, in vita sua, la cagnetta Laika alzò una zampa contro lampioni, muri o prati. Occorre forse aggiungere il perché?   

Dino Buzzati, "Corriere dell'Informazione", 16-17 novembre 1957      www.lifegate.it  2005

 

per la seconda volta  tradotti i racconti di dino buzzati in siria

la casa editrice siriana Dar al Ahali  pubblica una selezione di ventidue racconti di Dino Buzzati, tradotti  in arabo dall'ambasciatore siriano in Italia Samir al Kassir .      

arabmonitor.info         aki-adnkronos int -  2006

 

 

 

 

DINO BUZZATI A SAN PIETROBURGO
Festival dei comics  - Boomfest è basato su mostre, workshop e incontri con autori in musei, gallerie e librerie della città, coinvolgendo ospiti a livello internazionale dalla Francia, Germania, Svizzera, Finlandia, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Estonia, Russia, dal Belgio e Canada

comicus.it

 

 

     2006  - CENTENARIO DELLA NASCITA     

 


Quando scriveva Dino non sprecava una parola

E così quando dipingeva non sprecava una pennellata.... 

mario perazzi - corriere.it

 

....un pittore il quale per hobby ..  ha fatto anche lo scrittore e il giornalista.     Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le può prendere sul serio - 1967  

ilgiorno.quotidiano.net

 

LE OPERE DI BUZZATI PER I CIECHI
Il Centro del libro parlato di Feltre (BL) ha realizzato 15 bassorilievi
www.disabili.com

 



Molti hanno visto in Dino Buzzati un certo qual tono freddo e aristocratico

più nobile che altoborghese... un presunto cinico distacco dalle cose e dagli uomini. Invece no. Il linguaggio del corpo nega ...
Le mani sui fianchi, una grattatina in testa, la sigaretta assaporata tenendola verso l’interno della mano, gli ampi gesti delle braccia, il sorriso malizioso... Era un uomo passionale. A modo suo, con discrezione. Certo, «un perfetto gentiluomo»,
«un solitario piacevolissimo, abbastanza d’accordo con se stesso e con la vita», come scrisse Eugenio Montale. Ma anche uno che s’arrabbiava un po’ quando gli si parlava di «scrittori impegnati»: «Non vedo perché uno scrittore debba essere impegnato politicamente. No. Moralmente sì, politicamente no».

. . La qualità migliore del giornalismo coincide con la qualità migliore della letteratura . .
....
Se parli, mangi, bevi, dormi normalmente, allora vuol dire che non puoi essere innamorato. Essere innamorati è come avere un bubbone in faccia. Impossibile non vederlo».
...la dolce Almerina, che fu moglie e musa dello scrittore.
E la malattia, e la morte, che troviamo sempre acquattate da qualche parte nell’opera di Buzzati, pronte a colpire..
E la celebre foto di lui con il bastone, con passo incerto....«Chiede uno specchio». Perché «
voglio vedere che colore ha la morte». Un duro? Un eroico soldato che mostra il petto al nemico assente?
«va incontro alla morte da soldato e che la tua esistenza sbagliata almeno finisca bene. Vendicati finalmente della sorte, nessuno ti chiamerà eroe o alcunché di simile, ma proprio per questo vale la pena. Varca con piede fermo il limite dell’ombra, diritto come a una parata, e sorridi anche, se ci riesci. Dopo tutto la coscienza non è troppo pesante e Dio saprà perdonare.”.

È Il deserto dei Tartari. È la vita di Buzzati.
documentario Auditorium Milano - Milano Doc Festival

daniele abbiati - ilgiornale.it

http://alfonsofuggetta.org

 

 

Il fatto è questo:

io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le 'puo'' prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa.

Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie   - 1967 -

ansa

 

 

Nel centenario della nascita

un francobollo dedicato allo scrittore bellunese.

Un modo per ricordare uno dei protagonisti della cultura italiana del Novecento.

Dotato di una innata sensibilità nei confronti della natura .

www.lanuovaecologia.it

 

 

 

 

pettirosso gigante 1970  .  simbolo di oltre le  vette  - decima edizione 2006

 

BUZZATI SCRIVEVA ....    Una valle dove vivono gli orsi, non occorre essere poeti per capirlo, è più bella di una valle senza orsi. La sopravvivenza di questo magnifico personaggio non è infatti solo un nudo dato faunistico, ma leggenda, avventura, continuazione di una vita antichissima, cessata la quale ci sentiremmo tutti un poco più poveri e sminuiti
http://db.parks.it 

 

 

nomadelfia
Associazione Internazionale Dino Buzzati - feltre belluno 
omaggio al suo incontro con don Zeno di Nomadelfia alla luce di un inedito che la rivista Studi buzzatiani pubblicherà .
sull'insegnamento lo scrittore diceva : ho fatto le elementari e poi 8 anni di studi classici: non c’è mai stato nessuno se non indirettamente perché era una brava persona che mi avesse insegnato a non dire bugie... a tenere fede alla parola data. Nessuno niente non esiste questo neanche nelle scuole elementari. Poi insegnano quella che è la cultura affidando tutto il resto alle famiglie   ma  molte volte le famiglie non sono in grado per vari motivi d’insegnare come si deve vivere su questo mondo

Francesco Dal Mas - avvenire.it - 2009

 

 

morto Gabriele Franceschini

87 anni, insegnante e guida alpina emerita, era il compagno prediletto da Dino Buzzati. Nell’autobiografia Vita breve di roccia, Franceschini ricordava che lo scrittore "in arrampicata assumeva talvolta atteggiamenti teatrali, come interpretasse personaggi che stava vivendo in sé: lo sguardo fisso in alto, l’afferrarsi con gran sforzo all’appiglio; oppure, subito dopo, avanzava sciolto e sicuro quasi estraneo alle difficoltà, oppure osservava ogni ombra e cesello della roccia...".
Cristian Zurlo - lavocedelnordest.it -  -   01/09/2009

 

 

 

 

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