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ELFRIEDE JELINEK 2004    -  HAROLD PINTER  2005

 . Nobel LETTERATURA 2006 

Orhan Pamuk

   

 istanbul - 7 giugno 1952

Se non sogni il tempo non passa

 

 

Per la scoperta di nuovi simboli nel rapporto tra culture
STOCCOLMA - Il premio Nobel per la letteratura è andato allo scrittore turco Orhan Pamuk.

La motivazione dell'attribuzione del premio fa riferimento alla

capacita' dello scrittore di incarnare l'anima melanconica  della sua citta' grazie alla quale ''ha scoperto nuovi simboli  per il contrasto e l'intreccio delle culture''.
ansa – reuters

http://youtu.be/MHXyFTDT5Ts  . on the museum of the person - one on one - 2014

 

who in the quest for the melancholic soul of his native city has  discovered new symbols for the clash and interlacing of cultures

www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2006

 

 
My Father's Suitcase
Two years before his death, my father gave me a small suitcase filled with his writings, manuscripts and notebooks. Assuming his usual joking, mocking air, he told me he wanted me to read them after he was gone, by which he meant after he died.
'Just take a look,' he said, looking slightly embarrassed. 'See if there's anything inside that you can use. Maybe after I'm gone you can make a selection and publish it.'

Nobel Lecture -
www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2006/pamuk-lecture.html

 

 

Literary journey
Pamuk's deft, sly putdown comes immediately when Dr. Fine calls himself a genius. Every megalomaniac in history has felt the same. His literary journey has also been facilitated by the relative political freedom that Turkey has had to offer. There is room now for an individual and his dilemmas.
Not very long ago before Pamuk began writing Nazim Hikmet, a considerable people's poet, dismissed as a pamphleteer by his adversaries in the Army and the government - the former ran the latter - spent 13 years in prison intermittently for criticising the decadent Turkish way of life and its politics.
In this age of globalisation poets such as Hikmet are easily, unjustly forgotten.

partha chatterjee - hinduonnet.com

 

Lo scrittore turco Orhan Pamuk porta una parte della magia orientale dei suoi libri al Louvre.

E in regalo la Repubblica francese lo ringrazia con una delle sue piu' prestigiose onorificenze, la Legion d'Honneur.
adnkronos - 2012

 

 

Ho trascorso la mia vita ad Istanbul sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull'altra riva, l'Asia. Stare vicino all'acqua, guardando la riva di fronte, l'altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere .
vaol.it

GOLPE  - Nel corso della mia vita ho assistito a tre golpe militari riusciti e a quattro falliti. Tutti quanti hanno reso i problemi della Turchia più grandi e la gente più insoddisfatta.
Sono allora lieto che i partiti di opposizione si siano espressi fin dalle prime ore in termini critici rispetto al colpo di Stato. Perché il futuro della Turchia sta nella piena democrazia.

ats/joe.p. - rsi.ch - 2016

 

the worst thing is that there's a fear.

I find that everyone is afraid. it's not normal ...

Freedom of expression has fallen to a very low level
fb/op - 2014

 

 

Orhan Pamuk
Il suo nome, in turco, significa «cotone». Ma lo scrittore Orhan Pamuk, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura, è tutt'altro che uno scrittore «morbido». Anzi, si è spesso scagliato duramente contro la politica del suo governo. Tanto da rifiutare il titolo di «artista di Stato».

LA VITA - Nato nel 1952 in una famiglia borghese benestante di alterne fortune - il padre fu il primo dirigente della sezione turca dell'Ibm - Pamuk viene educato al liceo americano Robert College di Istanbul. Sotto pressioni della famiglia, si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico di Istanbul, per poi abbandonarla dopo tre anni per dedicarsi alla letteratura. Si laurea in giornalismo all'Università di Istanbul nel 1977. Nel 1982 sposa Aylin Turegen, dalla quale divorzierà nel 2001 dopo la nascita dell'unica figlia, Ruya. È «studioso ospite» alla Columbia University in New York dal 1985 al 1988. Dopo la breve parentesi americana, torna definitivamente a Istanbul, dove rifiuta il titolo di «artista di Stato» del governo turco. E dove, nel 2005, viene incriminato per alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera sul genocidio degli armeni. Il processo, che ha attirato l'attenzione della stampa internazionale, dove era accusato di offesa all'identità turca, è iniziato il 16 dicembre 2005 ma è stato successivamente sospeso.
NEGLI USA - È «studioso ospite» alla Columbia University in New York dal 1985 al 1988. Dopo la breve parentesi americana, torna definitivamente a Istanbul, dove rifiuta il titolo di «artista di Stato», del governo turco.
corriere.it

Grazie al premio molte opere uscite di stampa dell'autore saranno ripubblicate. Pamuk riceverà un'assegno di circa un milione di euro, una medaglia d'oro e un diploma.
lastampa.it
Turchia: incriminati membri gruppo che voleva uccidere Pamuk
il gruppo ultra-nazionalista turco 'Ergenekon' che voleva uccidere il premio Nobel e altre parsonalità progettava  una serie di attentati e forse un colpo di stato da attuare nel 2009 ... 13 i presunti esponenti del gruppo ...  Tra questi ... intellettuali che non accettano la tesi 'negazionista' sul genocidio degli armeni.
ticinonews - gen 08

 

il segreto nascosto della letteratura: riuscire a dire delle cose come se si dicesse qualcosa che appartiene a un altro.
milanesiana

Romanzieri ingenui e sentimentali
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la natura mistificatoria della letteratura, in generale, e del romanzo, in particolare, un tema scottante in tempi di meta-narrativa postmoderna, che Pamuk affronta con originalità dal duplice punto di vista dello scrittore e del fruitore. Secondo il romanziere turco, che nella sua produzione, affianca opere di solido impianto ottocentesco a sperimentazioni postmoderne, è legittimo e, direi, fondamentale che il lettore si domandi quanto ci sia di veritiero nei fatti raccontati e quanto la storia di un romanzo rifletta la diretta esperienza dello scrittore, come è fondamentale per chi scrive prevedere e, in parte, suscitare una simile curiosità. Il lettore ingenuo tenderà a rispondere alle precedenti domande, identificando il protagonista del romanzo o, più ragionevolmente, il narratore-personaggio, nel caso di una narrazione in prima persona, con il loro autore e sovrapponendo la fiction alla realtà, mentre il sentimentale (e qui la terminologia di Schiller diviene inadeguata) con una dose ragguardevole di cinismo estetico tenderà a rintracciare manipolazioni laddove non ci sono, fino al punto di imputare alla scrittura tout court una quintessenziale incapacità di trasmettere i fatti più elementari senza adulterarli (vedi il saggio Letteratura come menzogna di Manganelli). Il lettore ideale, come il romanziere ideale, dovrà essere, così, sia ingenuo sia sentimentale, disposto a credere reali i personaggi e le situazioni di un romanzo, quanto è necessario a immedesimarsi, e smaliziato nella giusta misura per godere della natura artificiosa della letteratura.

mattia majerna - tempi.it - 2012

 



Lei ha trascorso la sua vita a Nisantasi, sulla riva europea, in una casa che si affacciava sulla riva asiatica.
Che cosa le ricordava guardare la riva di fronte a lei, l’altro continente? Qual era il suo posto nel mondo
?

Sono nato a Istanbul, nella parte asiatica, per ragioni familiari, ma sono cresciuto sulla riva europea guardando sempre verso quella asiatica. Questa è una situazione normale in Turchia, a Istanbul in modo particolare.
Un filosofo di strada diceva che la Turchia è come una barca che va verso est, con tutti i passeggeri che guardano, invece, verso ovest.
Questo è stato anche il concetto che ha ispirato tutta la mia vita, che è diventata anche l’identità della Turchia.
Tutti continuano a chiedersi da che parte stanno guardando: troppo a ovest o troppo a est? Siamo sempre in bilico tra queste due sponde. Questa è l’identità turca.

Anche il linguaggio del corpo avvicina i napoletani ai turchi … Le posso chiedere di farmi vedere come dice “no” un turco?

Orhan Pamuk solleva il capo muovendolo all’indietro e alzando lievemente le sopracciglia emette il suono di 'tsk' e poi ride divertito  
rainews24


una canzone di Peppino di Capri, cioè  Malinconia, descrive bene l’atmosfera di Neve. Mentre lo scrivevo, tre anni fa, il cantante italiano diede un concerto a Istanbul, che mi piacque molto. Lì pensai che il senso di solitudine espresso dalla sua musica si adattasse perfettamente all’atmosfera di Kars e alla storia».
miserabili.com


Nelle strade di Kars, la città di Neve, di tanto in tanto arrivano le note di una vecchia canzone italiana. Le parole parlano di una ragazza, Roberta, un amore andato in fumo. La voce è di Peppino di Capri. «Tre anni fa sono stato a un suo concerto, a Istanbul. Credo che le sue note, il senso di solitudine, si adattino bene all’atmosfera di Neve. Roberta così è diventata la colonna sonora della città di Kars».
disal.it

 

EMETTERE IL SUONO  'TSK'  -  SOLLEVANDO E PORTANDO LA TESTA ALL'INDIETRO  -  PER DIRE  'NO' -  E'  UGUALE A ISTANBUL COME A NAPOLI.   

E PAMUK NE RIDE DIVERTITO.

 

 

possono succedere tante cose nella vita eppure si perde tempo ad aspettare
la casa del silenzio

 

 

huzun  - tristezza

questa parola turca è molto diversa dalla malinconia in senso occidentale. Questo sentimento turco che è comune, e che accomuna tutte le persone, non è relativo agli individui che soffrono in silenzio nella loro stanza. L’huzun è un anche un collante che unisce la comunità.

 

 

 

MUSEO DELL'INNOCENZA - Tutti devono saperlo: ho avuto una vita felice

La felicità è l'argomento invisibile di tutta la nostra vita.

Non è la ricerca del tempo perduto in senso proustiano. Il mio ultimo romanzo "Il Museo dell'innocenza" non tratta di quanto la felicità influenzi la vita ma della complicata struttura della vita stessa, dei rapporti e delle relazioni e delle loro stratificazioni, delle scelte più importanti fatte durante la vita
vittorio da rold - ilsole24ore.com

60 anni festeggiati con un museo
I suoi romanzi e Istanbul in cento vetrine in casa a tre piani.
''Era l'istante piu' felice della mia vita e non me ne rendevo conto'' e' la frase iniziale di ''
Il museo dell'innocenza'', ultimo romanzo del Nobel per la letteratura Orhan Pamuk edito in Italia da Einaudi. Una frase tra realta' e mondo interiore, caratteristica della narrativa di questo autore che il 7 giugno compie 60 anni e lo fa avendo appena inaugurato un Museo dell'innocenza ad Istanbul, in una casa a tre piani con cento vetrine appositamente comprata e da pochi giorni aperto al pubblico.
ansa - wuz.it

Entrato in un negozio per comprare una borsa alla fidanzata, Kemal Basmaci, trentenne rampollo di una famiglia altolocata di Istanbul, si imbatte in una commessa di straordinaria bellezza: la diciottenne Füsun, sua lontana cugina. Fra i due ha ben presto inizio un rapporto anche eroticamente molto intenso. Kemal tuttavia non si decide a lasciare Sibel, la fidanzata: per quanto di mentalità aperta e moderna, in lui sono comunque radicati i valori tradizionali (e anche un certo opportunismo). Così si fidanza e perde tutto: sconvolta dal suo comportamento, Füsun scompare, mentre Kemal, preda di una passione che non gli dà tregua, trascura gli affari e alla fine scioglie il fidanzamento. Quando, dopo atroci patimenti, i due amanti si ritrovano, nella vita di Füsun tutto è cambiato. Kemal però non si dà per vinto. In assoluta castità, continua a frequentarla per otto lunghi anni, durante i quali via via raccoglie un'infinità di oggetti che la riguardano: cagnolini di porcellana, apriscatole, righelli, orecchini... Poterli guardare, assaggiare, toccare è spesso la sua unica fonte di conforto. E quando la sua esistenza subisce una nuova dolorosa svolta, quegli stessi oggetti confluiranno nel Museo dell'innocenza, destinato a rendere testimonianza del suo amore per Füsun nei secoli futuri. La storia di un'incontenibile passione, ma allo stesso tempo uno sguardo ora severo, ora ironico, ma certamente non privo di profondo affetto sulla Istanbul di quegli anni e sulla sua contraddittoria borghesia.
ibs

museo esposto anche a milano nel 2018 al museo bagatti valsecchi

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People only tell lies when there is something they are terribly frightened of losing

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In fact no one recognizes the happiest moment of their lives as they are living it. It may well be that, in a moment of joy, one might sincerely believe that they are living that golden instant "now," even having lived such a moment before, but whatever they say, in one part of their hearts they still believe in the certainty of a happier moment to come. Because how could anyone, and particularly anyone who is still young, carry on with the belief that everything could only get worse:   If a person is happy enough to think he has reached the happiest moment of his life, he will be hopeful enough to believe his future will be just as beautiful, more so.

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After all, a woman who doesn't love cats is never going to make a man happy

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Real museums are places where Time is transformed into Space

i veri musei sono quei posti dove il tempo si trasforma in spazio

the museum of innocence

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SCOPRII LA SEMPLICISSIMA RICETTA DELLA FELICITA'

TUTTI DOVREBBERO CONOSCERLA: LA FELICITA'  E' STARE ACCANTO ALLA PERSONA CHE SI AMA

...

Era l'istante più felice della mia vita, e non me ne rendevo conto. Se l'avessi capito, se allora l'avessi capito, avrei forse potuto preservare quell'attimo e le cose sarebbero andate diversamente ?   Sì, se avessi intuito che quello era l'istante più felice della mia vita non mi sarei lasciato sfuggire una felicità così grande per nulla al mondo .

Quell’istante prezioso che avvolse il mio corpo in un abbraccio profondo e sereno forse durò solo qualche secondo, è vero, ma la felicità di quel momento parve proseguire per ore, estendersi per anni .

museo dell'innocenza - film  72° festival di venezia - 2015

 

***

 

 

Istanbul: Memories and the City  - Orhan Pamuk wrote

It is impossible for me to remember my childhood without this blanket of snow.

Some children can’t wait for the summer holiday to begin, but I couldn’t wait for it to snow — not because I would be going outside to play in it but because it made the city look new, not only by covering up the mud, the filth, the ruins, and the neglect, but by producing in every street and every view an element of surprise, a delicious air of impending disaster.

fb/op - 2017

Whenever I find myself talking of the beauty and the poetry of the Bosphorus and Istanbul’s dark streets, a voice inside me warns against exaggeration, a tendency perhaps motivated by a wish not to acknowledge the lack of beauty in my own life. If I see my city as beautiful and bewitching, then my life must be so too.

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 - Life can't be all that bad -  I'd think from time to time
- Whatever happens I can always take a walk along the Bosphorus

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Like most Istanbul Turks I had little interest in Byzantium as a child. I associated the word with spooky, bearded, black-robed Greek Orthodox priests, with the aqueducts that still ran through the city, with the Hagia Sophia and the red brick walls of old churches. To me, these were remnants of an age so distant there was little need to know about it. Even the Ottomans who conquered Byzantium seemed very far away.

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It was in Cihangir that i first learned Istanbul was not an anonymous multitude of walled-in lives - a jungle of apartments where no one knew who was dead or who was celebrating what - but an archipelago of neighbourhoods in which everyone knew each other.

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The first thing I learned at school was that some people are idiots; the second thing I learned was that some are even worse.
istanbul - memories and the city

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Taking Photographs in Istanbul
Our greatest shortcoming, we felt, was never being as modern as we wanted to be. So when posing for the camera, we strove to appear more successful and more modern than we actually were. We didn’t take photographs to document how we went about our daily lives. Quite the opposite: We took and posed for photographs to impress ourselves.
In other words, we had our picture taken to present ourselves to ourselves in a better light.
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The joy of taking photographs must always be at odds with our yearning for authenticity.
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The difference lies in the fact that in Istanbul the remains of a glorious past civilization are everywhere visible. No matter how ill-kept, no matter how neglected or hemmed in they are by concrete monstrosities, the great mosques and other monuments of the city, as well as the lesser detritus of empire in every side street and corner - the little arches, fountains, and neighborhood mosques - inflict heartache on all who live among them. These .

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Notions of beauty or of the landscape of a city are inevitably intertwined with our memories.

istanbul - memories an the city
lithub.com_knopf  -   fb/OP

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snow - neve

Per favore, ascoltatemi -  disse il giovane curdo appassionato -  Dirò solo poche parole.   Forse si ha pena dei poveri quando sono considerati individualmente ma se è povero un intero popolo, tutto il mondo pensa che quel popolo sia stupido, senza cervello, pigro, sporco e incapace. Invece di averne pena, si ride di loro.   Si considerano ridicole la loro cultura, le loro usanze e le loro abitudini. Poi, a volte si vergognano di questi loro pensieri e smettono di ridere, facendo anche finta di trovare interessante la loro cultura, anzi di trovarli uguali a loro stessi, perché gli immigrati di quel paese che spazzano per terra e fanno i lavori più schifosi non si ribellino   ...    Così un occidentale, quando incontra uno che viene da una nazione povera, subito prova istintivamente disprezzo nei suoi confronti. Pensa che sia in queste condizioni perché appartiene a un popolo stupido. L'occidentale pensa che abbia molto probabilmente la testa piena delle stesse assurdità che hanno reso il suo popolo povero e bisognoso.
...

La solitudine è un problema di orgoglio.   Per orgoglio ci si seppellisce dentro il proprio odore. La domanda del vero poeta è sempre la stessa. Se è felice troppo a lungo diventa banale. E se è infelice troppo a lungo non trova in sé stesso la forza di tenere viva la sua poesia.    La felicità e la vera poesia stanno insieme per un tempo brevissimo. Dopo un po’ la felicità rende banali poesia e poeta, e la vera poesia rovina la felicità .

...

How much can we ever know about the love and pain in another heart?      How much can we hope to understand those who have suffered deeper anguish, greater deprivation, and more crushing disappointments than we ourselves have known ?
...

Ka knew very well that life was a meaningless string of random incidents.
...

It's such a shame that we know so little about our own country, that we can't find it in our hearts to love our own kind. Instead we admire those who show our country disrespect and betray its people.
...

Happiness is holding someone in your arms and knowing you hold the whole world

...

Ka found it very soothing: for the first time in years, he felt part of a family; in spite of the trials and responsibilities of what was called family, he saw now that it was grounded in the joys of its unyielding togetherness, a feeling he was sorry to have known so little of in his life.

...

That's true. But in a brutal country like ours, where human life is “cheap”, it's stupid to destroy yourself for the sake of your beliefs. Beliefs? High ideals? Only people in rich countries can enjoy such luxuries.

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We're not stupid !   We're just poor !   And we have a right to insist on this distinction

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What was the difference between love and the agony of waiting? Like love, the agony of waiting began in the muscles and somewhere around the upper belly but soon spread out to the chest, the thighs, and the forehead, to invade the entire body with numbing force.

snow - fb/op

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1300 STUDENT WISCONSIN CONFERENCE ABOUT SNOW
.    Turkey is a complex country. It's not black and white. There are good guys and bad guys, but most of the country is in between.
     I am very happy to see that the high school students in Wisconsin are addressing these gray areas.
.    each human life is like a snowflake. Each is different from close up, but from far away they are all the same, they are uniform -
.    Don't take advice from anyone.
     Only read books. Books teach you the joy of spending time alone in a room with your thoughts and feelings. Please continue to do that.
.    Prominent critiques don't get as much as you do.I'm amazed by your creativity and your joy.

catherine capellaro - thedailypage.com - fb/op

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oP alla 72ma mostra cinematografica venezia - 2015

Proprio come Kemal nel museo - personaggio del libro - io sono allo stesso tempo l'oggetto e il soggetto di questo film incantevole, bellissimo.
op - cinemaitaliano.info - 2015


 


Ero l'idiota di famiglia poi ho vinto il Nobel
non si è mai sentito, nei confronti di suo fratello, come "L'idiota della famiglia".
"Oh, certo! E anche peggio. Io sono un tipico esempio di secondogenito, nel senso che la famiglia turca è di tipo patriarcale, e si concentra sull'educazione del primogenito: è lui a essere investito di responsabilità, a sentirsi sempre dire cosa bisogna fare, come bisogna trattare i fratelli più giovani, eccetera. Un tipico esempio di cosa succedeva è che quando andavamo da qualche parte lui si preoccupava di guardare i nomi delle strade e di trovare l'indirizzo, mentre io potevo sognare e guardare in aria o nelle vetrine. Ci sono vantaggi e svantaggi, nell'essere secondogeniti: in particolare, si hanno una crescita e una maturità ritardate".
piergiorgio odifreddi - larepubblica.it - 2013

 

 

The first thing I learned at school was that some people are idiots

the second thing I learned was that some are even worse

http://it.wikipedia.org/wiki/Orhan_Pamuk  - bio/biblio

The word taksim can mean to divide  to gather   or to channel water  ...

 and this is why the great field came to be known to Istanbullus as Taksim.

They still know it by the same name   and I've lived around it all my life . 

www.facebook.com/OrhanPamukAuthor 

 

 

THE BLACK BOOK - libro nero

When you look into the faces of these quiet creatures who don't know how to tell stories―who are mute, who can't make themselves heard, who fade into the woodwork, who only think of the perfect answer after the fact, after they're back at home, who can never think of a story that anyone else will find interesting―is there not more depth and more meaning in them? You can see every letter of every untold story swimming on their faces, and all the signs of silence, dejection, and even defeat. You can even imagine your own face in those faces, can't you?
...

We live but for a short time, we see but very little, and we know almost nothing; so, at least, let's do some dreaming.  Have yourself a very good Sunday, my dear readers .

the black book - fb/op

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A mano a mano che il giardino della memoria si inaridisce ... si accudiscono con passione estrema gli ultimi alberi e le ultime rose rimasti. Per non farli avvizzire, li bagno e li curo tutto il giorno. Ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare.
libro nero

 

 

To read a novel is to wonder constantly, even at moments when we lose ourselves most deeply in the book: How much of this is fantasy, and how much is real ?
the naive and the sentimental novelist

 

 

 

SILENT HOUSE

Selâhattin used to say that sleep is a chemical phenomenon, one day they’ll discover its formula just as they discovered that H2O is the formula for water. Oh, not our fools, of course, unfortunately it’ll be the Europeans again who find it, and then no one will have to put on funny pajamas and sleep between these useless sheets and under ridiculous flowered quilts and lie there until morning just because he’s tired. At that time, all we’ll have to do is put three drops from a bottle into a glass of water every evening and then drink it, and it will make us as fit and fresh as if we had just woken up in the morning from a deep sleep. Think of all the things we could do with those extra hours, Fatma, think of it !
.

You can’t start out again in life, that’s a carriage ride you only take once, but with a book in your hand, no matter how confusing and perplexing it might be, once you’ve finished it, you can always go back to the beginning; if you like, you can read it through again, in order to figure out what you couldn’t understand before, in order to understand life.

silent house  - fb/op

.
- The Silent House -1983 -  consists of 32 chapters. Each chapter is narrated from a different narrator's point of view in the first person.   -OP
fb/op - 30.4.2016

 

 

From the moment he begins to use words  like colors in a painting, a writer can begin to see how wondrous and surprising the world is, and he breaks the bones of language to find his own voice. For this he needs paper, a pen, and the optimism of a child looking at the world for the first time.
other colors - essays and a story

fb/op - 21.12.2016

 

MY NAME IS RED

before my birth there was infinite time

and after my death inexhaustible time

I never thought of it before

I'd been living luminously between two eternities of darkness

.

A letter doesn't communicate by words alone

A letter just like a book can be read by smelling it, touching it and fondling it

Thereby intelligent folk will say  'Go on then, read what the letter tells you !'

whereas the dull-witted will say  'Go on then, read what he's written !

.

Tell me then, does love make one a fool or do only fools fall in love ?

.

Dogs do speak  but only to those who know how to listen

.

The drinking of coffee is an absolute sin! Our Glorious Prophet

did not partake of coffee because he knew it dulled the intellect

caused ulcers, hernia and sterility; he understood that coffee

was nothing but the Devil's ruse

...

The beauty and mystery of this world only emerges through affection

attention, interest and compassion . . .

open your eyes wide and actually see this world by attending to its colors, details and irony

...

I don't want to be a tree -  I want to be its meaning

.

i cani parlano ma solo a chi sa ascoltarli

.

Quello sguardo aveva sempre un unico significato, noto a tutti gli apprendisti: se non sogni il tempo non passa .

.

Mi resi conto che pian piano stavo dimenticando il viso del mio amore bambino rimasto a Istanbul. Preso dall’agitazione feci enormi sforzi per ricordarlo, ma poi capii che, per quanto si possa amare, alla fine, lentamente, un viso che non si vede mai lo si scorda .

.

I libri aggiungono all'infelicità dell'uomo una profondità che scambiamo per consolazione .

Books, which we mistake for consolation, only add depth to our sorrow .

il mio nome è rosso

.

I hear the question upon your lips:   What is it to be a colour   ?
Colour is the touch of the eye, music to the deaf, a word out of the darkness.   Because I’ve listened to souls whispering – like the susurrus of the wind – from book to book and object to object for tens or thousands of years, allow me to say that my touch resembles the touch of angels. Part of me, the serious half, calls out to your vision while the mirthful half sours through the air with your glances.
I’m so fortunate to be red !    I’m fiery.   I’m strong.    I know men take notice of me and that I cannot be resisted.
I do not conceal myself:   For me, delicacy manifests itself neither in weakness nor in subtlety, but through determination and will. So, I draw attention to myself. I’m not afraid of other colours, shadows, crowds or even of loneliness.    How wonderful it is to cover a surface that awaits me with my own victorious being !   Wherever I’m spread, I see eyes shine, passions increase, eyebrows rise and heartbeats quicken.    Behold how wonderful it is to live! Behold how wonderful to see.  

I am everywhere.    Life begins with and returns to me.    Have faith in what I tell you.
my name is red - fb/op - 2018

.

Though the novel revolves around characters and events in the Ottoman era in Istanbul, it is the Persian fables and arts which have the final say there. I’m interested in the Iranian history under Safavid dynasty and my works are built on this era’s arts ...  -OP
The Noble laureate underlined that winning the Noble prize has turned him into Turkey’s ambassador at the international level, and he is not happy about it.
interview - etemad daily - ifpnews - 2018

 

  

 

 

 

 

Istanbul’s Boğaziçi University hosted Nobel laureate Orhan Pamuk and Italian novelist Umberto Eco at a seminar entitled 'A Dialogue on Facts, Fiction, History' .
Both authors explained to students how they became writers and joked about their personal fixations and obsessions. Pamuk explained that he wanted to be a novelist first of all to be alone. Eco, on the other hand, confessed that when he was young he gave up writing fiction, thinking that he wasn’t talented enough, until the day he submitted his thesis. “My supervisor told me that I had written my thesis as if it was a detective novel. He was wrong to think this was a mistake. All my life I have written essays posing as detective novels, until the day I decided to write a detective novel,” he said.
Pamuk described how sometimes his friends told him he was being paranoid. “How can I not be a paranoid? Almost 35 years I have been a novelist and there is a paranoid part of being paranoid,” said Pamuk. Later on Pamuk turned to Eco and said, “You are a real master in this paranoid issue. I think you would explain it in the best way.”
Eco said: “I do not think that you have be paranoid in order to tell paranoid stories. My motto is: “Doctor, all the paranoids are following me.” That means I am surrounded by paranoids and I do not have be one.” The moderator Violi asked the authors why they chose to become writers.

hurriyetdailynews.com - 2013

 

IN OCCASIONE DEI SUOI  61 ANNI  O.P. A FIRENZE PER PARLARE  DALL'INNOCENZA E DALL'AMORE E ' CONFESSARE  LE COSE CHE NON  HA MAI DETTO '

La felicità impagabile dell'amore. Ma anche il suo dolore. L'innocenza del sentimento e la malinconia.

ha riservato alle passioni un museo  di 4 piani trovato nelle strade più intricate della vecchia Istanbul  ristrutturato ALLO scopo.     il turista RItrova in 83 vetrine, tante quanti sono i capitoli del libro, gli oggetti che Kemal, il protagonista, ha raccolto della sua amata, Fusun.

marco ansaldo - repubblica.it - giugno 2013

IMPRESSED - Profondamente colpito

Così si è descritto al termine della sua visita a Palazzo ducale di Urbino Ferit Orhan Pamuk.
Capitale europea della cultura 2019 - La città merita questo riconoscimento, perché perfettamente inserita nella storia europea come simbolo del Rinascimento.
continuerò a scrivere opere che raccontano la storia del mio Paese ma Urbino potrebbe essere l'ambientazione perfetta per un romanzo storico.
In Turchia non è molto conosciuta come meta turistica ma dovrebbe diventarlo.

valentina bicchiarelli - ilrestodelcarlino.it - 2013

 

 

 

Sono un artista - scrivo e sono qui davanti a voi

con la maschera del romanziere ma non ditelo a nessuno

Io volevo fare il pittore

appartengo alla poesia ingenua e sentimentale  -  come schiller - Über naive und sentimentalische Dichtung

 

laurea honoris causa accademia di brera 18.1.2017
Sono convinto che questo Diploma honoris causa mi venga conferito per il mio impegno degli ultimi dieci anni nel campo artistico.
corriere.it - 2017

 

 

 


Le pietre di noi scrittori sono le parole

Le tocchiamo, sentiamo il rapporto che hanno tra di loro, qualche volta le guardiamo da lontano, qualche volta le accarezziamo con le dita o con la punta della penna, le pesiamo, le sistemiamo e così per anni, con determinazione, pazienza e speranza costruiamo nuovi mondi.
...
Lo scrittore che si chiude in una stanza con i suoi libri e intraprende un viaggio dentro se stesso scoprirà anche la norma indispensabile della grande letteratura: l’abilità di raccontare la propria storia come se fosse la storia di un altro e la storia di un altro come fosse la propria.
francesco1968 -fb/ilmestierediscrivere.wordpress.com - 2015

 

 


Sometimes I sensed that the books I read in rapid succession

had set up some sort of murmur among themselves

transforming my head into an orchestra pit

where different musical instruments sounded out

and I would realize that I could endure this life

because of these musicales going on in my head
...

I read a book one day and my whole life was changed
the new life

 

 

 

Kafamdi Bir Tuhaflık - Peculiarity/STRANGENESS in my Mind - 2014
Pamuk’s new novel is about the life of a “boza” - a Turkish-style malted corn or wheat beverage - seller who lives in Istanbul.
hurriyetdailynews.com

In a city, you can be alone in a crowd, and in fact what makes the city a city is that it lets you hide the strangeness in your mind inside its teeming multitudes.

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But just like believing in God, falling in love is such a sacred feeling that it leaves you with no room for any other passions.
a strangeness in my mind

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The 480-page book follows the love story between a street vendor named Mevlut and his girlfriend, as well as Mevlut's life in the streets of İstanbul throughout a period that spans over four decades, from 1969 to 2012, during which he works in a range of different jobs. Throughout these decades, Mevlut witnesses the various transformations the city, the people and Turkey in general undergo. All the while, Mevlut often wonders what the source of this “strangeness” in his head is -- a strangeness that makes him different from all the “others,” according to the YKY website.
todayszaman.com - 2014

On the cover of the book, underneath its paper jacket, is a picture of a city filled with intricately drawn skyscrapers. In the middle of it, a young man stands atop a domed building, looking down on the sprawl below. Orhan Pamuk himself drew the picture many years ago; he once wanted to be an artist, and studied architecture. He says all those buildings were a figment of his imagination.
NPR morning edition - fb/op - 2015

la stranezza che ho nella testa

Mevlut è innamorato di Rayiha, una ragazza incontrata una volta sola, di sfuggita durante una festa. Per tre anni non passa giorno senza che lui le scriva una lettera d'amore, e pur non ricevendo mai risposta, in fondo al cuore Mevlut sa di essere ricambiato. Il suo migliore amico Sùleyman, che gli fa da "postino", riferisce a Mevlut che la ragazza acconsente a scappare con lui e sposarlo. Peccato soltanto che, una volta portata via la ragazza dalla casa paterna nel cuore della notte, finalmente al sicuro sul treno per Istanbul, Mevlut guardi finalmente bene in faccia la sua futura moglie e scopra di essersi sbagliato: quella non è Rayiha, ma la sorella più grande e brutta che per tutti quegli anni aveva ricevuto le lettere, credendo fossero destinate a lei. Mevlut, pur con la morte nel cuore, non riesce a dirle di essersi sbagliato e ad abbandonarla. Una volta tornato a Istanbul, e sposato con la donna sbagliata, iniziano le fortune di Mevlut, venditore di boza. Fortune aiutate non poco dalle sostanze non sempre legali che aggiunge alle sue bevande e che le rendono tra le più richieste della rutilante vita notturna della Istanbul in pieno boom economico negli anni Ottanta. Ma anche le grandi fortune possono avere precipitosi rovesci: soprattutto quando scopri che il tuo migliore amico e socio d'affari sta per sposare la bella Rayiha, il tuo unico, vero, grande amore.

mondadori - 2015

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A novel, for me, is an excuse to pin down, collect, and put together all the little things about daily life that I like writing about.

A novel is an excuse to, just like a museum, preserve the details, colors, tastes, social relationships, rituals, advertisements, smells, the chaotic richness and the sentiments that that richness lends us in the city. I’m not saying these are essential attributes and details of Istanbul. All the galaxy of details that my protagonist Melvut takes us through, perhaps will pass away. It makes me preserve and write about them. The novel has an unsympathetic side to daily life in Istanbul. I am this kind of person; this is the way I am. I am happy to preserve all these details and put them in one strong story.
interview tobias carroll - hazlitt.net - 2015

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Noto una tendenza nel mio paese: se un libro ha al centro solo personaggi di ceti inferiori viene etichettato come un reportage. Questo è molto offensivo, perché sottende il fatto che i ceti inferiori non meritino che il giornalismo mentre quelli medio-alti meritino la finezza umanistica e letteraria. Il mio libro va contro questo pregiudizio. Io ho messo tutte le mie energie per restituire l’umanità di un personaggio povero, così come potevano averlo fatto Shakespeare o Dostoevskij.

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In Turchia, il 54% dei matrimoni sono combinati. I miei personaggi però, Mevlut e Rayiha, si sposano per amore. Il loro è un legame che si mantiene integro nel tempo nonostante sia ostile alla tradizione. È un elemento chiave del testo, che ho inserito per dovere e per necessità perché è al centro del dibattito culturale sulla modernità dei paesi non occidentali. Nella mia Turchia serve più amore, più sentimento, più romanticismo.
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sostengo che l’immaginazione debba per forza concentrarsi su piccoli dettagli, perché, specialmente nei paesi non occidentali, musulmani, uomini e donne non stanno mai da soli, vicini, per molto tempo, e quindi una componente cruciale dell’amore, inteso romanticamente ma in questo contesto, diventa il lavorare di fantasia, d’immaginazione, il mettere in gioco tutto il possibile per far nascere una storia d’amore e per formare una famiglia ...
santina mobiglia - lindiceonline.com
fb/l'indicedeilibridelmese - https://youtu.be/uAXEtiO0ZmE  nov 2015

www.faber.co.uk/blog/extract-a-strangeness-in-my-mind-by-orhan-pamuk  - 2016

 

 

 

 

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la ragazza dai capelli rossi - 2016

laurea honoris causa accademia di brera 18.1.2017

Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa - 25.7.2017
Ho scritto il mio romanzo precedente in sei anni e quando l'ho finito era di settecento pagine. Scrivo da quarant'anni e all'anno riesco a portare a termine, in media, duecento pagine. Andando avanti, scrivo più in fretta. Penso alle trame dei miei romanzi da circa trenta, trentacinque anni, e così mi resta solo di mettermi a scriverli.

Il fatto che il suo romanzo finisca nel carcere di Silivri ha un significato?
Il protagonista doveva andare in un carcere vicino a Istanbul. Dopo un po' di ricerche ho capito che tutti finiscono lì: giornalisti dissidenti, ex militari, curdi, chi si macchia di crimini comuni... Silivri ha un posto nella nostra vita, ne parliamo di continuo. Una volta, del cinema Fitas, dicevamo che era il cinema più grande d'Europa e dei Balcani. Adesso ci vantiamo di aver costruito il carcere più grande d'Europa.
Çinar oskay - repubblica.it - 2016

The Red-Haired Woman
From the Nobel Prize winner and best-selling author of Snow and My Name Is Red, a fable of fathers and sons and the desires that come between them.
On the outskirts of a town thirty miles from Istanbul, a master well digger and his young apprentice are hired to find water on a barren plain. As they struggle in the summer heat, excavating without luck meter by meter, the two will develop a filial bond neither has known before–not the poor middle-aged bachelor nor the middle-class boy whose father disappeared after being arrested for politically subversive activities. The pair will come to depend on each other and exchange stories reflecting disparate views of the world. But in the nearby town, where they buy provisions and take their evening break, the boy will find an irresistible diversion. The Red-Haired Woman, an alluring member of a travelling theatre company, catches his eye and seems as fascinated by him as he is by her. The young man’s wildest dream will be realized, but, when in his distraction a horrible accident befalls the well digger, the boy will flee, returning to Istanbul. Only years later will he discover whether he was in fact responsible for his master’s death and who the redheaded enchantress was.
A beguiling mystery tale of family and romance, of east and west, tradition and modernity, by one of the great storytellers of our time.
penguinrandomhouse.com - 2017

come le è venuto in mente questo personaggio?
Sono affascinato dalle donne rosse o che si tingono i capelli con l'henné. Mi piace la loro scelta, che riguarda l'animo e la personalità. E mi piacevano le compagnie teatrali degli anni Settanta che viaggiavano in Anatolia, un po' brechtiane, sovversive, semplici e popolari, come nello stile di Dario Fo. Visitavano villaggi poveri, città piccole, a volte arrivavano pure nei centri principali. E dove avevo la possibilità, andavo a vedere questi spettacoli. Gli attori erano magari vecchie glorie ormai decadute e un po' arrabbiate, che più tardi avrebbero scritto i loro ricordi.
marco ansaldo - repubblica.it - 2017
Il colore è per il carattere: è il male o non lo è? Secondo la tradizione, le donne coi capelli rossi si arrabbiano facilmente, sono difficili da controllare... E poi: è rossa vera, o finta? Faccio anche questa distinzione nel romanzo, perché a volte è un carattere artificiale, auto-imposto.
 -op
felice di questo riconoscimento?
Molto. Sono felice come un bambino
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quanto ha impiegato a scrivere il libro?
Un anno preciso. Da quarant'anni scrivo, in media, duecento pagine l'anno.
sta scrivendo un nuovo romanzo, l'undicesimo?
Certo. Sarà ambientato nel 1900, su un'isola immaginaria del Mediterraneo, fra Cipro e Rodi. E ci sarà la peste.
eleonora barbieri - ilgiornale.it - 2017

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ALLUSIVE, ENCHANTING AND PERFECTLY CONTROLLED ... PAMUK IS A WEAVER OF TALES PAR EXCELLENCE

tha wall street journal

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- why did you tell me this story ?
- i don't know, I said. i felt guilty
- i don't like your story, little gentleman, said master mahmut
- what was that book you read ?
- it was a book about dreams
- i knew that master mahmut would never again say:

- why don't you tell a story tonight ?
pag 49 -  the red-haired woman

Another time he told me about two mountains—one of cork, the other of marble—which had spent thousands of years staring at each other without any mutual comprehension, and he concluded this tale by telling me about the verse in the Holy Koran which says to build your homes on high ground.
 the red-haired woman

 


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Chi scrive parla di cose che tutti conoscono ma che non sanno ancora di conoscere. Così scrittori e lettori, usando la fantasia, avvertono quanto tutti gli uomini hanno in comune. La grande letteratura non parla delle nostre capacità di giudizio ma della nostra abilità di metterci nei panni di un altro.

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Scrivo perché ne ho voglia.
Scrivo perché non posso fare un lavoro normale come gli altri.
Scrivo perché dei libri come i miei siano scritti e io li possa leggere.
Scrivo perché ce l'ho con voi tutti, contro il mondo.
Scrivo perché mi piace stare chiuso in una stanza tutto il giorno.
Scrivo perché non posso sopportare la realtà se non trasformandola.
Scrivo perché il mondo intero sappia che genere di vita io, gli altri, noi tutti abbiamo vissuto e continuiamo a vivere a Istanbul, in Turchia.
Scrivo perché amo l'odore della carta e dell'inchiostro.
Scrivo perché credo più di tutto nella letteratura, nell'arte del romanzo.
Scrivo per abitudine, per passione.
Scrivo perché ho paura di essere dimenticato.
Scrivo perché apprezzo la fama e l'interesse che ne derivano. Scrivo per star solo.
Scrivo nella speranza di capire perché ce l'ho così tanto con voi tutti, con il mondo intero.
Scrivo perché mi piace essere letto.
Scrivo dicendomi che bisogna finire questo romanzo, questa pagina, che ho cominciato.
Scrivo dicendomi che è quello che tutti si aspettano da me.
Scrivo perché come un bambino credo nell'immortalità delle biblioteche e nella posizione che vi mantengono i miei libri.
Scrivo perché la vita, il mondo, tutto è incredibilmente bello ed esaltante.
Scrivo perché è piacevole tradurre in parole tutta questa bellezza e la ricchezza della vita.
Scrivo non per raccontare una storia bensì per costruirla.
Scrivo per sfuggire al sentimento di non potere raggiungere un luogo verso cui si aspira, come nei sogni.
Scrivo perché non riesco ad essere felice qualsiasi cosa faccia.
Scrivo per essere felice.

la valigia di mio padre -  2007

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Penso che uno scrittore, seduto a un tavolo, debba pazientemente dedicare molti anni della sua esistenza a questo mestiere, a quest’arte e trarne sufficiente fiducia per poter raccontare la propria vita come fosse la vita di un altro e sentire dentro di sé la forza del racconto.
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Chi scrive parla di cose che tutti conoscono ma che non sanno ancora di conoscere. Così scrittori e lettori, usando la fantasia, avvertono quanto tutti gli uomini hanno in comune. La grande letteratura non parla delle nostre capacità di giudizio, ma della nostra abilità di metterci nei panni di un altro.

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Uno scrittore è colui che passa anni alla paziente ricerca dell'essere distinto che porta dentro di sé e del mondo che lo rende la persona che è: quando parlo di scrittura, la prima cosa che mi viene in mente non è un romanzo, una poesia o la tradizione letteraria, ma è una persona che si chiude in una stanza, si siede a un tavolo e si ripiega in se stessa e tra le proprie ombre costruisce un mondo nuovo con le parole. Quest'uomo (o questa donna) può usare la macchina da scrivere, può approfittare dell'aiuto di un computer, oppure può scrivere come me, per trent'anni, con una penna stilografica e mentre scrivo può bere caffè, tè e fumare sigarette. Qualche volta può alzarsi dal tavolo e può guardare fuori, i bambini che giocano per la strada, gli alberi o un panorama, se è fortunato, oppure un muro cieco. Può scrivere poesie, drammi oppure romanzi come me. Tutte queste differenze passano in secondo piano, dopo il vero lavoro, che è quello di sedersi al tavolo e di chiudersi pazientemente in se stessi. Scrivere è trasmettere questo sguardo interiore alle parole, ricercare un nuovo mondo nella propria mente con pazienza, ostinazione e gioia ...

Secondo me il segreto dello scrittore non sta nell’ispirazione, che arriva da fonti ignote, ma nella sua ostinazione e nella sua pazienza. 'Scavare un pozzo con un ago' è un bel modo di dire turco che descrive il lavoro dello scrittore.
la valigia di mio padre 2007

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attaccare il diritto alla libertà di parola

con il terrore gli omicidi o anche attraverso la censura

è attaccare la dignità umana

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G-word

In Turchia l’utilizzo del termine genocidio

è punito con il carcere in base all’articolo 301 del codice penale che prevede il reato di - vilipendio dell’identità turca - .   per questo è stato perseguito anche Orhan Pamuk ...
ilfattoquotidiano.it - 2015

In 2005, Turkey’s Nobel Prize-winning novelist, Orhan Pamuk, was charged with “public denigration of Turkish identity” for mentioning the massacre during an interview with a Swiss newspaper. He was forced to flee the country, although the charges were eventually dropped.
michael e. miller - washingtonpost.com - 2015

 

 

19th Aydın Doğan Award 2015
The selection committee said Pamuk was rewarded for “masterfully bringing together the eastern and western poles and being one of masters representing Turkish novels in the world.”
In his acceptance speech, Pamuk reflected on his life as a novelist.
When I was writing my first novel 40 years ago, I applied to win an award given to unpublished novels. If I had won this award, my novel would have been published, but our literary environment was so weak 35-40 years ago that they did not publish my first 600-page novel even though it won the award. I remember thinking about filing a suit against the publisher and giving ads to newspaper to explain the situation. That was 40 years ago. Nobody was interested in Turkish literature then. Neither the world nor Turkish citizens were interested in Turkish novels. We did not have a powerful middle-class enjoying novels.
The art of novel appeared in the 1850
s in Europe. We took it from them and filled this literary style with our own troubles, dreams and memories. … I now believe that the future of Turkish novel is very bright.
Doğan News Agency - hurriyetdailynews.com - fb/op 2015

 

 


Taobuk Award for Literary Excellence a Orhan Pamuk
the wall - gli ultimi muri - V taobuk festival letterario - taormina 2015

 

 

 

the novel is not dead
Writing a novel is, perhaps, like imagining a tree. You think of the trunk, you think of some of the branches, then you think of some of the leaves.
marcus browne - theguardian.com - 2015

 

 

 

papa francesco
Yes. I like Pope Francis, - I like what he says about refugees ...  no. I don’t champion Christians. I’m interested in the subject of the protection of all minorities, whatever their religion.
catholicherald.co.uk - 2015

 

 

 

Each new book is a source of joy and intellectual adventure for me
would you rather have the ability to be invisible or time-travel?
I would be very happy to be invisible.

In my childhood, being invisible meant the possibility of seeing everything that is hidden away from me. Many times in my dreams, I understand that I am invisible. Realizing this makes me very happy in the dream. Perhaps because I would not be harmed. But also because if I am invisible, I can see everything.
elena seibert - beta.theglobeandmail.com - 2017

 

 

 


sarajevo toglie la cittadinanza onoraria
Damir Uzunović : Abbiamo invitato molte volte il signor Pamuk affinché venisse a trovarci e ora gli stiamo dicendo che non è più il benvenuto .
malik garibija : Spero che Orhan Pamuk possa ancora diventare un cittadino onorario della nostra città. I grandi libri che ha scritto lo rendono uno dei più grandi scrittori della storia. I suoi scritti continueranno ad esistere molto tempo dopo che tutti questi tumulti politici saranno stati dimenticati.
agi - 2018

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I am very happy about my Nobel Prize, and would recommend it to everyone !
facebook.com/nobelprize

 

 

 

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