Piergiorgio Odifreddi


Piergiorgio Odifredddi
è nato a Cuneo nel 1950. Si è laureato in Matematica a Torino nel 1973;
si è specializzato presso le Università dell’Illinois e della
California. È stato Visiting Professor presso numerose Università, in
Cina, Australia, Unione Sovietica. Dal 1983 è professore associato
presso l’Università di Torino e dal 1985 Visiting Professor presso
l’Università di Cornell (Stati Uniti). Il suo lavoro scientifico è
rivolto alla logica matematica e in particolare alla teoria della
calcolabilità, che studia potenzialità e limitazioni dei calcolatori. Il
suo lavoro divulgativo esplora le connessioni tra la matematica e le
scienze umane, dalla letteratura alla pittura, dalla musica agli
scacchi. Ha vinto il premio Galileo 1998 per la divulgazione scientifica
e collabora a numerose riviste e alla trasmissione radiofonica Lampi.
rainews24
www.festivaletteratura.it/
'AVREI PREMIATO ANCHE PIERGIORGIO ODIFREDDI - GRANDE
GENIO DA NOBEL '
Divertimento geometrico
Quando
dunque, nell'ormai lontano autunno del 1991, mi sono trovato a insegnare
un corso sui Fondamenti della Matematica, ho deciso di rivolgermi a
questi due capolavori della storia del pensiero, rileggendoli alla luce
della mia esperienza personale di logico: concentrandomi, cioè, sulle
problematiche che Hilbert stesso aveva inaugurato nel suo libro, e
scoprendo con una certa sorpresa le origini stesse della mia disciplina.
altervista.org
...................
Ma non è già stato scritto tutto?
In
letteratura forse sì, perchè la vita umana è sempre la stessa: amori,
viaggi, guerre, morti, ... Cos'altro si può fare, dopo Omero o Vyasa, se
non ripetere le stesse storie, benchè con parole diverse? E,
puntualmente, il massimo capolavoro occidentale del Novecento non è
forse un rifacimento dell'Odissea? Ma nella scienza no, non è affatto
stato scritto tutto!
Come fa a saperlo?
Perchè
l'universo, diversamente dall'uomo, è illimitato. E la scienza lo scopre
poco a poco, giorno dopo giorno, pur sapendo che non potrà mai
conoscerlo completamente.
Può fare un esempio?
Anche due!
E cioè, le abusate parole "spirito'' e "anima''. Oggi i filosofi e i
teologi le usano in libertà, come se dietro di esse ci fosse qualcosa di
reale. Ma dimenticano che in origine lo spiritus latino, così come i
suoi equivalenti greci psyche e pneuma, o quelli sanscriti brahaman e
atman, non significavano altro che la respirazione, nelle due forme di
inspirazione ed espirazione. O che anemos era semplicemente il vento, e
"animato'' chi respirava: come gli animali, appunto, dei quali non si
pensa certo che abbiano un'anima! Il significato originario rimane ancor
oggi, benchè nascosto: ad esempio, quando si parla di "anima di un
pneumatico'' per la camera d'aria di una gomma, o di "anemometro'' per
lo strumento che misura il vento (ovviamente, non l'anima!).
http://www.vialattea.net/
quali
sono i "capisaldi" delLA divulgazione matematica?
Cerco di mostrare come la Matematica faccia
parte a pieno titolo non solo della cultura scientifica, com'e' ovvio,
ma della cultura in generale. Agli inizi volevo scrivere un libro sulle
connessioni con l'umanesimo. Volevo appunto intitolarlo, scimmiottando
Sartre: "La matematica e' un umanesimo". Conoscevo qualche legame
sporadico con la letteratura, la musica, la politica, e cosi' via. Poi
mi sono accorto che i legami non sono affatto cosi' sporadici, e che un
libro non sarebbe bastato. Cosi' ciascun capitolo e' diventato un libro,
attuale o potenziale. Un vero e proprio "piano di lavoro", o "di
evasione". Questo per quanto riguarda il contenuto della divulgazione. Ma anche il
suo stile e' importante. La Matematica fa paura e incute timore proprio
per il suo linguaggio tecnico. Allora ho scelto (o meglio, sono stato
scelto da) uno stile leggero. Mi diverto a divertire, o
almeno a provare a divertire.
E' una
sfida, parlare di cose elevate in parole povere. Il trucco e' trovare
espressioni a due livelli: che possano essere intese in un senso preciso
dallo specialista, ma appaiano avere un senso comune anche per chi non
lo e'.
Tanto per fare un esempio, nel "Computer di Dio" commento le sentenze
assolutorie su Andreotti giocando sull'ambiguita' della frase: "ci sono
verita' indimostrabili". Il lettore comune pensa al riferimento alla
mafia, ma il logico ci vede una formulazione dei teoremi di Godel.
matematica.unibocconi.it
uniba.it
www2.dm.unito.it/paginepersonali/odifreddi/
pacifista?
Assolutamente no.
So bene che il potere
si prende e si conserva in maniera militare. Tutte le guerre di
liberazione, del resto, sono basate sulla forza. Chi si dichiara
pacifista deve accettare la possibilità di non prendere il potere, se lo
vuole, e di perderlo se ce l’ha.
Il Dalai Lama l’ha detto chiaramente: noi tibetani siamo così pacifisti
che abbiamo perso il nostro paese. Se non accetti di usare le
armi, quelli che le usano avranno sempre la prevalenza su di te.
lacaverna.it
INTERVISTA
La fede è roba per gente
semplice?
«Einstein, nell'ultima fase della sua
vita, scrisse: "La religione è una superstizione infantile"».
Einstein ha sempre detto di avere uno
spirito religioso…
«Ma anch'io ce l'ho. Se non si crede ad un
universo ordinato è inutile fare lo scienziato».
Chi segue gli insegnamenti della Chiesa
oggi?
«Nessuno. Cattolici fondamentalisti
convivono con le loro compagne senza essere sposati. E solo il 30 per
cento va a messa».
Hai la prova che Dio non esiste?
«Che cosa intendi per Dio? Se intendi la
natura, Dio esiste. Se tu mi dici: "Esiste un dio della pioggia?" non
posso dimostrare che non c'è, però oggi sappiamo come si forma la
pioggia e non abbiamo più bisogno del dio della pioggia».
claudio sabelli fioretti - lastampa.it

La
simmetria che governa il mondo
La parola "simmetria" significava
in greco "commensurabilità". I pitagorici, che credevano nella
commensurabilità numerica di ogni rapporto, ritenevano dunque che
l’universo fosse il regno della simmetria. La traumatica scoperta
dell’incommensurabilità del lato e della diagonale del quadrato mise in
crisi la loro visione, rivelando un sostanziale difetto del cosmo. Dopo
di essi le cose si complicarono, ma divennero più interessanti: se non
tutto era simmetrico, bisognava determinare cosa e quanto lo fosse.
I Greci trovarono una parziale risposta geometrica, con la scoperta di
due esempi ideali: i cinque solidi regolari e la sezione aurea. Questi
perfetti condensati di simmetria stimolarono per millenni la fantasia
degli artisti, che li usarono abbondantemente: dal Partenone di Fidia
alla Flagellazione di Piero della Francesca, dalle raffigurazioni per La
divina proporzione di Leonardo a L’ultima cena di Dalì.
metaforum.it
LA SCUOLA
... poche nozioni tecniche per gli adolescenti, ma molta pratica, molto
allenamento. Per esempio, si imparerebbe meglio l’uso del condizionale
facendo discorsi ipotetici controfattuali, del tipo “che cosa sarebbe
successo se...”, che oltretutto sono pure divertenti.
... i giovani, i bambini, oggi, sono immersi in un mondo di favola. Dai
libri ai film alla tv, non si vede altro che magie e prodigi. Ma il
mondo non è così. La scuola dovrebbe contrastare le tentazioni
antiscientifiche...
lastampa.it
IL PONTEFICIE ALL'UNIVERSITA LA SAPIENZA
Radio Vaticana ieri ha parlato
di «iniziativa censoria» verso il Pontefice.
«Questo Papa è ultra reazionario e
conservatore e questa Chiesa non accetta di essere contestata, mentre a
volte, esattamente come Re Juan Carlos che ha detto al presidente
venezuelano Hugo Chavez di tacere, bisognerebbe che qualcuno dicesse
"stai zitto"».
E invece?
«E invece Galileo Galilei è un antesignano
di Veltroni con la sua abiura. Non so se al sindaco piacerà il
confronto, ma in fondo parliamo sempre di un paragone con Galilei!».
Sarà alla Sapienza accanto a professori e studenti contrari?
«Ah no, io sono di Torino e quella del Papa
e del Vaticano è una croce di Roma. Potrei dire che sarò presente con lo
spirito, ma non ce l'ho, quindi no».
annalisa d'aprile - liberta.it - 2008
Da una recente indagine gli studenti italiani risultano avere una
preparazione piuttosto scarsa in matematica. Secondo lei, qual è il
problema?
Il problema non è solo degli
studenti italiani
almeno in una sua parte. Negli
ultimi anni giovani e giovanissimi si sono abituati a mezzi come TV,
Internet, Playstation, auricolari. Dopo 10 minuti si annoiano. Non si
può negare ci sia un problema di concentrazione, e la concentrazione per
la matematica è essenziale. Nella maggior parte dei paesi i test sono a
domande chiuse, più facili; da noi a domande aperte. Tipica italiana è
l’insana abitudine delle interrogazioni programmate, che non invogliano
a uno studio regolare. Bisogna poi considerare che i vari tipi di
intelligenza sono diversificate, la prima a svilupparsi è quella
musicale, l’ultima, verso i 13 anni, quella matematica, quando ormai si
è già deciso che il bambino "non è portato". Per tale ragione i
professori dovrebbero, nell’attesa che si sviluppi, usare metodi
alternativi per far studiare la materia, e magari, nell’età più
delicata, associarla all’arte e alla musica, e in Italia questo non lo
facciamo. Inoltre la mentalità cattolica è contraria a quella
scientifica, perchè la seconda smentisce la prima, e in Italia la
mentalità cattolica abbonda. Sommando questi e altri fattori, sarebbe
strano se gli studenti italiani fossero primi.
Silvia Dallo - ilpuntotorino.it