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.  NOBEL LETTERATURA 2014

jean Patrick Modiano


 30 luglio 1945   Boulogne-Billancourt

*
UN MARCEL PROUST DEL NOSTRO TEMPO
sostengono critici letterari americani ed europei

Per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani

più inafferrabili e svelato la vita reale durante l’Occupazione

for the art of memory with which he has evoked the most ungraspable human destinies

and uncovered the life-world of the occupation

Oui, Oui -  bien sûr
Patrick Modiano confirms he will come to Stockholm  for the Nobel Prize Award Ceremony !
nobelprize/1uG0wDa

I'm very touched
It gave me even greater pleasure because I have a Swedish grandson .
http://youtu.be/6v0zpLleqHg 
www.nobelprize.org/nobel_prizes

I have always felt like I’ve been writing the same book for the past 45 years.
nytimes.com

c'est bizarre !
Sono felice ma trovo tutto questo bizzarro !

QUANDO ME LO HANNO DETTO SONO USCITO PER CAMMINARE UN PÒ.
ERO MOLTO SORPRESO, NON ME LO ASPETTAVO. HO PROVATO UN SENSO DI SDOPPIAMENTO COME SE SI STESSE PARLANDO DI UN'ALTRA PERSONA CON IL MIO STESSO NOME.

2014

I was actually in the street. Yes, I was in the street. It was my daughter who NOTIFIED ME.

Sono molto colpito
Andrò in Svezia, sono curioso di conoscere le ragioni per le quali mi hanno fatto l'onore di scegliermi. Mi sembra irreale essere finito insieme ad autori come Camus, che ammiravo quando ero bambino e adolescente.

rumors.it
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lo scrittore o per lo meno un romanziere, spesso ha un rapporto difficile con la parola.   Nella distinzione scolastica fra orale e scritto si trova più a suo agio con il secondo .
stoccolma 2014

Royal Dramatic Theatre in Stockholm pays tribute to the 2014 Literature Laureate Patrick Modiano.    Participating are Patrick Modiano’s daughters, Zina Modiano who will read and singer Marie Modiano who will perform self-composed music as a tribute to her father as well as Swedish actors.
fb/nobelprize - 2014

        
http://youtu.be/i5OwAJUWSAM  - 
http://youtu.be/4meZkaYUydA  - 2014
http://youtu.be/UVExx_z76iI  -  la jeunesse perdue - 2007
http://youtu.be/OTThPLvYXHw
  -  un siecle d'ecrivains - 2009
http://youtu.be/L56Fr34gzKo
    -   modiano reads

http://youtu.be/p4BpdXSB7XQ
  -  nobel lecture  -  7 dic 2014
http://youtu.be/uZvrYIQQUyc  -  http://youtu.be/uZvrYIQQUyc français 
interview 2014
I would simply like to tell you how happy I am to be here with you
and how touched I am by the honour you have done me
in awarding me the Nobel Prize in Literature
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Cela, je ne l'oublierai jamais
www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2014/modiano-speech.html

www.internazionale.it/notizie/discorso-di-accettazione-del-nobel-di-patrick-modiano

Dove traccia lei la frontiera tra finzione e racconto?
Il punto di partenza è sempre qualcosa di molto preciso che non dipende dalla finzione. Un dettaglio. O una scena. Qualcosa che ha davvero avuto luogo. Un frammento di realtà. Dopodichè mescolo queste briciole di realtà con quello che avrebbero potuto diventare. E questa diventa una sorta di finzione. L’Horizon è nato in questo modo: la scena primitiva è quella in cui vedo qualcuno che aspetta un’altra persona all’uscita di un ufficio.
Qual è il suo modo di scrivere?
Parto dal concreto per procedere verso la finzione. Uso spesso il nome di persone realmente esistite perché questo mi aiuta a sostenere l’impalcatura. E’ un’appropriazione indebita, ovviamente.
Qual è la sua unità primaria: la frase, il paragrafo?
La frase. La prima frase, la maggior parte delle volte. Ma quando si scrive, si parte alla cieca. Durante il primo mese mi sento spesso scoraggiato e mi chiedo se devo continuare. E’ come se guidassi in mezzo alla nebbia, senza vedere niente davanti a me, ma proseguo lungo la mia strada malgrado tutto, senza vedere niente, senza sapere dove andare, con la sensazione a volte o il timore di aver imboccato una via senza uscita. Ma la cosa molto strana, è che, quando ho questa sensazione di essermi avviato lungo la strada sbagliata, cerco di riprendere la via principale invece di fare marcia indietro. E anziché desistere, mi dico: E’ una falsa pista, bisogna che mi fermi, pazienza -  poi continuo e cerco di ritrovare la strada principale.
françois busnel - espresso.repubblica.it - 2015

Nel suo discorso lei si è mostrato ottimista sul futuro della letteratura, come se avesse sempre una grande fiducia nella gioventù.
. Sì, io appartengo a una generazione un po' intermedia. La nostra infanzia non era così diversa da quella della generazione degli anni '30. Quando avevo 8 anni non c'era la televisione, c'era una trasmissione radio per i bambini il giovedì: era ancora un'infanzia come quelle di prima della guerra. Tutto quello che ci affascinava, le cabine telefoniche, l'odore dei garage, l'odore delle macchine dentro i garage, quelle cose che mi colpivano ... a volte mi viene da pensare che adesso, per i bambini, gli oggetti siano meno magnetici, meno propizi alle fantasticherie. I bambini o i giovanissimi hanno l'abitudine di fare zapping. Ma di sicuro alcuni saranno affascinati, si fisseranno su oggetti di adesso. Anche da un punto di vista romanzesco, forse internet provocherà un mondo particolare. L'attività letteraria, fino ad oggi, era piuttosto solitaria, c'era bisogno di un'attenzione costante. Il fatto che questa attenzione ora sia più difficile può apparire pericoloso. Ma contemporaneamente si produrranno anche altri fenomeni. È per questo che sono ottimista.
Che ne fa dei suoi manoscritti?
. Li accumulo dentro delle valige. Ora sembra strano. Perfino le persone della mia età per lo più scrivono al computer. Ma io preferisco che le correzioni siano visibili, così ci si rende conto meglio di certi tic. È un'attività che è già un po' astratta. Ho sempre provato il bisogno, con un piccolo côté manuale, di fare dei ritocchi. E visto che è una procedura piuttosto lenta, il rischio è quello di scoraggiarsi: hai un'idea, ti ci vogliono parecchi giorni per scriverla e così perdi lo slancio. Quando è un po' materiale è più facile. Capisco che su uno schermo sia più chiaro, ma io ho bisogno di questa lentezza. Se è troppo rapido, non c'è più materialità.
claire devarrieux - repubblica.it - dic 2014

Non ho mai pensato di fare niente altro che non fosse scrivere ma gli inizi sono duri e preferisco non leggere i miei primi libri.
Non è che non mi piacciano ma non riconosco me stesso -  come un vecchio attore che si rivede mentre interpreta un ruolo da giovane.

l'espresso - intervista 2011
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Sono nato il 30 luglio 1945, a Boulogne-Billancourt, allée Marguerite 11, da un ebreo e da una fiamminga che si erano conosciuti a Parigi durante l’Occupazione. Scrivo ebreo senza sapere cosa questa parola significasse veramente per mio padre e perché, a quel tempo, era indicata sulle carte d’identità. I periodi di forte turbolenza provocano spesso incontri azzardati, cosicché io non mi sono mai sentito un figlio legittimo e ancor meno un erede.
un pedigree 2006

Peter Englund
the permanent secretary of the Swedish Academy -  recommended that readers unfamiliar with Modiano’s work begin with “Missing Person”  - “Rue des boutiques obscures” -  a novel from 1978 that describes a man who lost his identity during the Paris Occupation. “It’s a fun book,” Englund said. “He’s playing with the genre.”
His books are always variations of the same theme about memory, about loss, about identity, about seeking.
I don’t think he’s difficult to read.
You can read him easily, one of his books in the afternoon, have dinner, and read another in the evening.

nobelprize - 2014

Lo scrittore francese Patrick Modiano - 69enne - ha vinto il 107°  Nobel per la Letteratura 2014.
Scelto tra 210 scrittori, 36 dei quali candidati per la prima volta, il vincitore, che è stato deciso da una settimana dai 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese, è stato annunciato alle 13 precise a Stoccolma.
11mo scrittore francese premiato a stoccolma.

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30 LUGLIO 1945  .  uno dei più importanti narratori francesi contemporanei. Con Rue des boutiques obscures, nel 1978 ha vinto il Goncourt. Autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui, tradotti in italiano, Dora Bruder
- Sconosciute, Bijou, Un pedigree - Nel caffè della gioventù perduta E L’orizzonte.
lastampa.it - 2014
http://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_Modiano

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Torino rende omaggio al premio Nobel su iniziativa della Fondazione Bottari Lattes che nel 2012 gli assegnò l'omonimo premio per il romanzo Dora Bruder.
ansa - nov 2014
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DECORAZIONE UFFICIALE LEGION D'ONORE - 2014
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documentarista per il produttore cinematografico Carlo Ponti e di paroliere per la cantante Françoise Hardy.
rai
Nasce a Boulogne-Billancourt, una città poco distante da Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, un ebreo francese di origini italiane, e di Louisa Colpijn, un'attrice belga di etnia fiamminga. Studia in Alta-Savoia poi a Liceo Henri-IV a Parigi dove ha come insegnante di Geometria Raymond Queneau, amico della madre e che diventerà amico suo.
Terminagli studi ad Annecy non prosegue gli studi. Introdotto dall'amico nel mondo letterario,conosce l'Editore Gallimard e, nel 1967 scrive il suo primo romanzo La Place de l'Etoile che viene pubblicato da Gallimard.
Il romanzo gli vale il Premio Roger Nimier. È
documentarista per Carlo Ponti e paroliere per Françoise Hardy. Nei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi occupata dai nazisti e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell'esule, dell'ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista ed il gusto della rievocazione.
L'autore rievoca molto spesso, nei personaggi dei suoi romanzi, l'ambigua
figura del padre, un ebreo sicuramente vittima del Nazismo, che, arrestato nel 1943, si dimostrò pronto a tutto per sopravvivere  - infatti sfuggì alla deportazione grazie a potenti amicizie collaborazioniste -  una figura dalla duplice e ambigua identità, invischiato molto spesso in rapporti di complicità con i carnefici.
http://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_Modiano 

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For the art of memory with which he has evoked the most ungraspable human destinies and uncovered the life-world of the occupation.
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Modiano’s works centre on topics such as memory, oblivion, identity and guilt. The city of Paris is often present in the text and can almost be considered a creative participant in the works.
The author’s home town and its history often serve to link the tales together.
A work of documentary character, with World War II as background, is Dora Bruder 1997
/99 which builds on the true tale of a fifteen-year old girl
in Paris who becomes one of the victims of the Holocaust. Among the works which most clearly reveal an autobiographical character one notes Un pedigree from 2005.
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Biobibliographical notes
Patrick Modiano was born on July 30, 1945, in Boulogne-Billancourt, a suburb of Paris. His father was a businessman and his mother an actress. Having left school, he studied at Lycée Henri-IV in Paris, where his teacher in geometry was Raymond Queneau, a writer who was to play a decisive role for his development. Already in 1968, Modiano made his debut as a writer with La place de l’étoile, a novel that attracted much attention.
Modiano’s works centre on topics such as memory, oblivion, identity and guilt. The city of Paris is often present in the text and can almost be considered a creative participant in the works. Rather often his tales are built on an autobiographical foundation, or on events that took place during the German occupation. He sometimes draws material for his works from interviews, newspaper articles or own notes which he has accumulated over the years.
His novels show an affinity with one another, and it happens that earlier episodes are extended or that persons recur in different tales. The author’s home town and its history often serve to link the tales together.

nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2014
thelocal.fr/about-patrick-modiano
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he has been named the 107th winner of the Nobel prize for literature.
The 69-year-old is the 11th French writer to win the prestigious prize, worth 8 million kronor - $1.1 million or £700,000.

fb/pm
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This year’s Nobel prizewinner has a distinctive French style whose directness and grammatical limpidity by no means exclude semantic depth and complexity. His stories include suspenseful passages and are invariably absorbing; that is, absorbing in that they can be savored like fine complex wines appreciable from the first sip (the opening paragraphs are always engaging) and offer much to ponder as one proceeds.
john taylor - artsfuse.org - 2014

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attenzione al virus Modiano

se LO SI PRENDE SARA' PER SEMPRE

Attention au virus Modiano, quand on l’attrape c’est pour toujours
next.libération.fr - 27.10.2017

Dall'oblio più lontano
Parigi, primi anni Sessanta. Un ragazzo senza nome conduce una vita provvisoria, vendendo vecchi libri e alloggiando negli alberghi del quartiere latino. Un giorno, in place Saint-Michel, incontra per puro caso un uomo e una donna, Gérard Van Bever e Jacqueline, apparentemente venuti dal nulla come lui, che vivono di giocate vincenti nei casinò di provincia e di affari poco chiari, risparmiando per il miraggio di una fuga a Maiorca. Il narratore resta subito irretito da Jacqueline, creatura stregata e indifferente, drogata di etere e chiusa in un segreto inaccessibile. Cosí si accompagna alla coppia per qualche tempo, lasciandosi trascinare senza opporre resistenza e sfiorando altri personaggi di quell'orbita misteriosa e malinconica. Poi, dopo che Jacqueline l'ha convinto a rubare del denaro a uno di questi conoscenti, decidono di scappare insieme a Londra, loro due soli. Ma una notte, nella città variopinta e eccitante dove hanno vissuto insieme e lui ha cominciato a scrivere, lei non torna a casa. Di passaggio a Parigi, quindici anni dopo, il narratore diventato scrittore riconosce il suo viso in quello di una donna che ora si chiama Thérèse... Chi era Jacqueline, e chi è diventata? Chi era lui stesso? Che significato ha avuto il loro incontro? Quali meccanismi incomprensibili muovono il ricordo e l'oblio degli umani, isolando in un bagliore senza spiegazione solo alcuni istanti delle nostre vite? Patrick Modiano aggiunge un altro prezioso tassello alla sua indagine sulla memoria: ancora una volta, racconta le tracce luminose e enigmatiche lasciate dagli uomini e dalle donne attraverso il tempo, e la necessità della letteratura di seguire quelle scie.
einaudi - 2017

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SOUVENIRS DORMANTS

... IL EST DÉCRIT COMME UN ROMAN D'APPRENTISSAGE FAISANT LE PORTAIT DE SIX FEMMES QUE JEAN, LE PERSONNAGE, A RENCONTRÉES UN JOUR PUIS PERDUES DE VUE. "AU COURS DE CETTE NUIT INTEMPORELLE, BIEN DES FANTÔMES VONT VENIR À LA RENCONTRE DE JEAN ET LUI FAIRE REVIVRE CETTE JEUNESSE INQUIÉTANTE, OÙ, ÉCRIVAIN DÉBUTANT, IL RÊVAIT DE PUBLICATION", PRÉCISE LA MAISON D'ÉDITION.
lepoint.fr - 2017

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ricordi dormienti
Tento di mettere in ordine i miei ricordi. Ciascuno è la tessera di un puzzle ma ne mancano molte, e così la maggior parte rimane isolata. A volte riesco a unirne tre o quattro, ma non di più. Allora annoto i frammenti che riaffiorano in ordine sparso, liste di nomi o brevissime frasi. Spero che quei nomi, come calamite, ne attirino altri in superficie e che quei pezzi di frasi finiscano per formare paragrafi e capitoli collegati tra loro.
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Un giorno, sul lungosenna, Jean perde l'equilibrio: dalla riva del presente precipita in un vortice di ricordi che credeva perduti. Anche se il tempo ne ha sfumato i contorni, a Jean tornano in mente numeri di telefono inventati, fermate del metrò, dediche scritte con l'inchiostro blu. Ma i dettagli piú irrisori sono indizi per ritrovare le donne che Jean ha incontrato e che ora, come spettri evanescenti, eludono la sua presa nel labirinto della memoria. Nelle piante le gemme dormienti rimangono a riposo anche per diversi anni - fino a cento nella quercia - e si schiudono un giorno, per caso. Ai ricordi di Jean succede la stessa cosa: il titolo di un libro intravisto su una bancarella del lungosenna basta a destare le immagini di un passato che credeva di avere smarrito. Come trasportato da una nuvola di impalpabile malinconia, Jean ritorna cosí alla Parigi della sua giovinezza, alle passeggiate della domenica pomeriggio, agli incontri nei caffè all'alba, agli arrondissement deserti nel caldo d'agosto. Scene, dettagli, parole che scortano il protagonista ad appuntamenti con fantasmi in bianco e nero, lo investono di paure dimenticate, lo seducono con fughe da porte secondarie e dedali di strade parigine in cui nascondersi. La geografia dei luoghi si fonde con i ritratti sfuggenti di donne dal fascino sibillino: Martine, Mireille, Geneviève, Madeleine, la signora Hubersen, una ragazza di cui Jean omette il nome perché coinvolta in un misterioso delitto. E proprio come se avessero commesso un crimine in preda a un raptus emotivo, i ricordi del narratore - che a volte sembrano tanto coincidere con quelli dell'autore - non implorano né oblio né perdono, bensí l'impunità immeritata che il tempo garantisce anche ai piú feroci assassini. Ma non c'è una legge dei ricordi a sancirne la prescrizione: in questi casi non resta che rinviarli al giudizio inappellabile della nostalgia. «Attraverso questi Ricordi dormienti, disseminati di mille segreti e non detti, si accede alla grandezza della poetica di Modiano». «Télérama» «Proprio come una camera oscura, Ricordi dormienti cattura i segnali di luce che i ricordi inviano attraverso il tempo». «Le Temps»
einaudi - 2018

 

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INCIDENTE NOTTURNO

È notte. A Parigi è scesa la nebbia. Una Fiat verde acqua investe un ragazzo che viene portato in ospedale. Una donna è al volante, una donna misteriosa, forse già conosciuta un tempo. Restano sulla strada una scarpa troppo stretta, un passaporto falsificato e un giaccone sporco di sangue. Un incidente banale riapre possibili vie del passato e dà inizio a un'inchiesta attraverso la città. Ma cercando e ricercando fra le pieghe nascoste della memoria si può anche arrivare a capire che forse la vita è molto piú semplice di quanto si creda e che la scoperta di un punto fisso può aiutare «a rimettersi in piedi».
einaudi - 2016

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PERCHE TU NON TI PERDA NEL QUARTIERE
Jean Daragane, scrittore parigino vicino alla settantina, vive in totale solitudine, fuori dal resto del mondo. Un giorno, però, quando da mesi non parla più con nessuno, il telefono di casa squilla una prima volta. Dall'altra parte del filo si ode la voce di un uomo che dice di aver ritrovato il suo taccuino degli indirizzi forse perduto su un treno, e propone un appuntamento. Daragane non vuole incontrarlo; rompere il suo isolamento gli costerebbe troppo, e in fondo i numeri segnati su quel taccuino non gli interessano. I numeri delle persone che hanno veramente contato qualcosa nella sua vita, lui infatti li conosce a memoria, e quelle persone non possono più rispondere. Infine accetta un appuntamento ed è cosi che incrocia l'ambiguo Gilles Ottolini e la sua sottomessa e giovane compagna, Chantal Grippay. Ottolini gli dice che ha trovato nella sua rubrica un nome che gli interessa molto, Guy Torstel, ma Daragane non si ricorda di lui. In privato Chantal gli conse gna il dossier che Ottolini ha preparato con i suoi appunti e la foto misteriosa di un bambino, e strappa inconsapevolmente all'oblio una vicenda accaduta sessant'anni prima: l'omicidio irrisolto di una giovane donna. Gli squilli del telefono continuano per giorni. La mattina, la sera, la notte. Raggiungono Daragane nel sonno, nel dormiveglia, senza tregua. E in una Parigi che ancora conserva le ombre del passato, riaffiorano nomi e voci che costituiscono la sua esistenza e che Daragane non aveva più voluto ricordare.
ibs - 2015
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nel suo discorso alla premiazione del Nobel ha parlato degli episodi traumatici come motore creativo per qualsiasi artista.
L'abbandono da parte dei genitori è stata l'esperienza traumatica che si è trasformata in matrice di creazione?
Quando lo dice in forma così chiara, mi sembra perfettamente sensato. Ma al tempo stesso la sua domanda mi sembra terribile, perché mi obbliga a fare trova pa luce su quel mistero. Sì, suppongo che sia stato questo che mi ha spinto a diventare romanziere: trovare risposte agli enigmi della mia gioventù e capire chi erano quegli sconosciuti a cui i miei genitori mi affidavano. Pensavo che la narrativa mi avrebbe aiutato a capirlo meglio. Ancora oggi, quando prendo appunti per un nuovo progetto di romanzo, la prima immagine che mi compare in mente è sempre la stessa: una casa che non riesco a localizzare sulla mappa. Non mi è mai interessata la psicanalisi come terapia: in fondo, non volevo curarmi.

alex vicente traduzione fabio galimberti - repubblica.it - 2015

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I became a prisoner of my memories of Paris
- PM - pour que tu ne te perdes pas dans le quartier

When I was a child, Saint-Germain was more of a working-class district ... the Rue Dauphine, for example, was quite run-down.

War was still close and the streets were rather dark ...
theguardian.com - fb/nobelprize - 2015

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caterina certEZZA
ogni volta che ti leverai gli occhiali, gli altri troveranno nel tuo sguardo qualcosa di dolcemente appannato … è quello che si chiama fascino.
Proprio come il suo papà, che vive insieme a lei a Parigi, la piccola Caterina porta gli occhiali. E come la sua mamma, che vive a New York, vorrebbe tanto diventare una ballerina. Costretta a levarsi gli occhiali per danzare, Caterina scopre a un tratto il vantaggio di poter vivere in due mondi diversi: quello reale, che vede quando porta le lenti, e l'altro, quello "morbido", fatto di sfumature e senza spigoli, in cui vive quando non le porta. Di fronte alle stranezze e ai misteri degli adulti, sarà lei a decidere di volta in volta come sfruttare questo potere che hanno solo i bambini con gli occhiali: guardare in faccia la realtà così com'è... oppure no. Età di lettura: da 9 anni.

ibs - 2014
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l'erba delle notti
Un romanzo onirico, evocativo che incanta con la sua melodia coinvolgente e risuona a lungo nella memoria e nel cuore, come il sassofono preciso e malinconico di Stan Getz.Il nuovo romanzo dell’autore Premio Nobel per la Letteratura 2014.
Jean è uno scrittore solitario che fatica a distinguere il presente dal passato, i ricordi veri da quelli immaginari. Eppure non ha sognato: sul suo vecchio taccuino nero degli anni Sessanta sono infatti annotati nomi, numeri di telefono, date di appuntamenti, e persino brevi testi «che hanno qualcosa a che fare con la letteratura». Fra questi nomi spicca quello di Dannie – una ragazza dalle molteplici identità che riceve misteriose lettere al fermoposta e della quale Jean è invaghito –, e poi Paul Chastagnier – che viaggia in una Lancia rossa fiammante pur desiderando rimanere in incognito –, Duwelz che profuma di Pino Silvestre, e tutta la loro banda di loschi personaggi che frequentano locali equivoci come l’Unic Hotel o il bar «66» vicino ai giardini del Luxembourg, teatro di frequenti retate notturne. Nelle sue lunghe passeggiate negli stessi quartieri di allora, fra i palazzi e la folla anonima della Parigi moderna, Jean ricorda un’epoca in cui non esistevano gli iPhone, un tempo in cui la città era diversa: una topologia dove il reale trascolora nel sogno, quasi un paesaggio interiore dove a volte si apre un varco nel tempo, e dalla memoria scaturiscono fantasmi del passato o scrittori come Gérard de Nerval, Tristan Corbière e perfino Jeanne Duval, la musa di Baudelaire. Così, riaffiorano alla mente dettagli incompiuti, segreti mai svelati, misteri irrisolti: perché la polizia lo aveva interrogato? Cos’era successo al pianoterra di quell’appartamento sul lungosenna? C’è forse un legame con la guerra d’Algeria e l’affare Ben Barka? E poi, quale significato attribuire alle parole di Dannie: «Cosa diresti se io avessi ucciso qualcuno» e, soprattutto, alla sua improvvisa scomparsa? La verità è lì a un passo, eppure irraggiungibile.

ibs - 2014
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Dora Bruder
un racconto esemplare cui fa da sfondo la sinistra Parigi dell’occupazione e da primo piano il ritratto di un’adolescente tenera e misteriosa come Anna Frank - come spiega nella sua recensione disponibile su iBookstore Pietro Citati. Dora Bruder è una giovane donna che fugge, che riappare, che ama, che ha paura, che viene riamata, che disobbedisce e cerca la libertà nel momento più buio della storia dell’umanità: il suo ricordo resterà per sempre grazie alle parole di Modiano.

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Ricordo la forte impressione che ho provato durante la mia fuga del gennaio 1960 … così forte che credo di averne conosciuto di rado di simili. Era l’ebrezza di spezzare, di punto in bianco, tutti i legami: rottura brutale e volontaria con la disciplina che vi viene imposta, con il collegio, con gli insegnanti, con i compagni di classe. Da quel momento, più nulla da spartire con quella gente; rottura con i genitori che non vi hanno saputo amare e da cui pensate che non ci sia più niente da sperare; senso di rivolta e di solitudine portato all’incandescenza e che vi mozza il fiato dandovi la sensazione di galleggiare in aria. Sicuramente una delle rare occasioni della mia vita in cui sono stato davvero me stesso e ho camminato con le mie gambe.
Una vertigine che non può durare a lungo. Senza futuro. Di lì a poco, il vostro slancio viene bloccato di colpo. La fuga – a quanto pare – è una richiesta di aiuto e in certi casi una forma di suicidio. Ciò non toglie che per qualche istante si provi una breve sensazione di eternità. Oltre ai legami con il mondo, avete rotto anche quelli con il tempo. E capita che alla fine di una mattinata il cielo sia di un azzurro tenue e nulla abbia più peso su di voi. Le lancette dell’orologio del giardino delle Tuileries si sono fermate per sempre. Una formica impiega una vita ad attraversare una macchia di sole.
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L’orizzonte
storia personale immersa nella storia della fine degli anni Sessanta. Jean Bosmans ricorda una ragazza ventenne incontrata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi: nelle pagine di Modiano si delineano così i tratti magici di una giovane donna misteriosa e bella, vulnerabile, silenziosa, nata a Berlino e arrivata in Francia durante l’adolescenza, un’altra donna in fuga, difficile da afferrare.

macitynet.it - 2014
L’orizzonte 
non è soltanto il titolo del romanzo ma un leitmotiv, una speranza, uno sguardo al futuro, un ampio respiro: per la prima volta aveva in testa una parola: futuro e un’altra parola: orizzonte. Quelle sere, le strade deserte e silenziose del quartiere erano linee di fuga che confluivano tutte sul futuro e sull’orizzonte. Questo termine fortemente evocativo sa di paesaggi, panorami sconfinati, distese infinite su cui lo sguardo può spaziare. Nell’orizzonte si perde la percezione di se stessi come individui per sentirsi parte di un tutto più esteso: gli sembrava di essere giunto a un bivio della sua vita, o meglio a una radura da cui avrebbe potuto lanciarsi verso il futuro Oppure da un giorno all’altro avrebbero potuto lasciare Parigi per nuovi orizzonti. Erano liberi. Ma solo in una mattina d’estate, a distanza di quaranta anni, Bosmans decide risolutamente di andare a cercare l’amata di un tempo a Berlino, città rinata dopo i bombardamenti, che ha i suoi stessi anni; in una quête necessaria e di vitale importanza, forse anche per ritrovare in lei il se stesso che si è perso con il trascorrere del tempo. Questa sarà davvero una scelta e si compirà solo nel momento in cui l’uomo adulto comprenderà che non si può fuggire da se stessi e da ciò che si è, quando partire si configura come necessità di incontrare l’altro e non fuggire dall’altro. Berlino vista dal cielo, non era più che un ammasso di macerie, eppure già fiorivano i lillà tra le rovine, così anche loro avrebbero dato un’altra chance all’amore.
elisa ciancia - patrialetteratura.com - 2014
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BIJOU - 2006
Tramite il ricorso ad alcuni personaggi (la bambina di cui Bijou si prende cura, il cane sp arito all’improvviso, la farmacista, lo stenografo Moreau-Badmev), Modiano ci mostra la storia di Bijou da diversi punti di vista: e così noi possiamo farci un’idea di quanto accaduto, pur non avendone la certezza. Perché, alla fine, questo romanzo di Patrick Modiano, al pari di molti suoi altri testi, ha i bordi indefiniti e lascia aperte diverse possibilità.
Bijou è un romanzo che si inserisce perfettamente nell’opera del Nobel per la letteratura 2014 (del resto, egli stesso ha affermato di avere l’impressione di scrivere sempre lo stesso libro) e, al pari degli altri suoi romanzi, ha il fascino della ricerca minuziosa, del seguire il filo dei ricordi che si perdono per cercare di riannodare la vita, propria e degli altri. Un racconto in continuo divenire, un po’ come vivere nei pressi di una stazione:
Abitare vicino a una stazione cambia completamente la vita.
Si ha l’impressione di essere di passaggio.
Un giorno o l’altro di può salire su un treno
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blog.graphe.it - 2015

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The Night Watch
When Patrick Modiano was awarded the 2014 Nobel Prize for LIterature he was praised for using the 'art of memory' to bring to life the Occupation of Paris during the Second World War. The Night Watch is his second novel and tells the story of a young man of limited means, caught between his work for the French Gestapo informing on the Resistance, and his work for a Resistance cell informing on the police and the black market dealers whose seedy milieu of nightclubs, prostitutes and spivs he shares. Under pressure from both sides to inform and bring things to a crisis, he finds himself driven towards an act of self-sacrifice as the only way to escape an impossible situation and the question that haunts him - how to be a traitor without being a traitor.

In this astonishing, cruel and tender book, Modiano attempts to exorcise the past by leading his characters out on a fantasmagoric patrol during one fatal night of the Occupation.

amazon.com - 2015

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Molti anni dopo si era ritrovato per caso in quella rue Bleu e un pensiero lo aveva inchiodato al suolo: siamo davvero sicuri che le parole scambiate tra due persone durante il loro primo si siano disperse nel nulla, come se non fossero mai state pronunciate ?  
E quel mormorio di voci, quelle conversazioni al telefono da un centinaio di anni a questa parte ?
Le migliaia di parole sussurrate all'orecchio? Tutti quei brandelli di frasi così poco importanti da essere condannati all'oblio?

l'orizzonte

È così che ci muoviamo negli stessi posti in momenti diversi e malgrado la distanza degli anni, finiamo coll’incontrarci.

viaggio di nozze

Those areas looked the same to me as when I'd last seen them in the early sixties, as if they'd been abandoned at around the same time.
flowers of ruin - paris stories - 1991

It's pleasant to be out on a balcony in the open air and, for a moment, to forget that room where the scent of flowers, the chatter, and the music were making your head churn.
A summer night, so soft and still that you think you're in love.

la ronde de nuit - night rounds - 1969

Il faut longtemps pour que resurgisse à la lumière ce qui a été effacé. Des traces subsistent dans des registres et l'on ignore où ils sont cachés et quels gardiens veillent sur eux et si ces gardiens consentiront à vous les montrer. Ou peut-être ont-ils oublié tout simplement que ces registres existaient .
dora bruder  - 1997

« J'ai rencontré Patrick Modiano dans les années 60 à propos d'une chanson dont il avait écrit le texte et qui m'amusait beaucoup, "Étonnez-moi, Benoît" ...
son Prix Nobel est amplement mérité et rend tout le monde presque aussi heureux que lui .   
francoise hardy

E' uno scrittore che ha dimostrato nei suoi temi e nella sua scrittura un coraggio inaudito, perché ha trattato anche cose amare, disperate e soprattutto molte volte non esaltanti.
I suoi temi rappresentano il coraggio di andare contro la facile elencazione dei fatti andando in profondità.
dario fo

Mi fa piacere che abbia vinto un europeo e un francese in particolare.
dacia maraini

.


C'est bizarre . Ma sono molto contento.
Modiano ha ricevuto le congratulazioni del presidente francese, Francois Hollande che ha sottolineato l'importanza del suo lavoro «che esplora le sottigliezze della memoria e la complessità dell'identità».

ilsole24ore.com

J’appartiens à une génération où on ne laissait pas parler les enfants  .  On ne les écoutait pas et bien souvent on leur coupait la parole  .
franceinter.fr - 2017

 

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