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 .  NOBEL LETTERATURA 2015

SVJATLANA ALJAKSANDRAŬNA
ALEKSIEVIČ


святлана аляксандраўна алексіевіч
STANISLAV - 31 maggio 1948

 

I am not a cool chronicler  

My heart is always there
fb/nprice

 

I'm searching life for observations, nuances, details. Because
my interest in life is not the event as such, not war as such, not Chernobyl as such, not suicide as such. What I am interested in is what happens to the human being, what happens to it in of our time. How does man behave and react. How much of the biological man is in him, how much of the man of his time, how much man of the man.

http://alexievich.info/indexEN.html

per la sua scrittura polifonica
un monumento alla sofferenza
e al coraggio nel nostro tempo

for her polyphonic writings, a monument to suffering and courage in our time

Alexander Lukašenko - leader bielorusso
Your creative work touched the feelings of Belarusians and readers all over the world.
I am sincerely glad for you.   I strongly hope that this prize will serve the Belarusian state and the nation.
president.gov.by

  

FANTASTICO !

Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič riceve la notizia del premio

www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2015/press.html
https://youtu.be/rmyoboDkWjI  - announcement

https://youtu.be/kydx6jAAiFs  -  It's not really about a history of events. It's a history of emotions

.

10 dicembre 2015
premio di otto milioni di corone - circa 850 mila euro

.

Grazie alla Svezia perché capisce il dolore russo

ha detto la scrittrice bielorussa alla notizia del premio che la ha raggiunta mentre stirava, nella sua casa di Minsk. «Non me l'aspettavo, se n'era parlato molto ma io cercavo di tenere le distanze» ha aggiunto.
gazzettadimantova.gelocal.it

It never ceases to amaze me

how interesting ordinary

 everyday life is

There are an endless number of human truths

Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič  - in bielorusso: Святлана Аляксандраўна Алексіевіч?; Ivano-Frankivs'k, 31 maggio 1948 -  è una giornalista bielorussa, insignita del Premio Nobel per la letteratura 2015 ...
Perseguitata dal governo bielorusso di Aleksandr Lukashenko, ha lasciato il suo Paese natale per trasferirsi in Francia.
Oggi vive a Parigi IN ESILIO volontario  .
Tra le sue opere più celebri
La guerra ha un volto di donna ...
in
Preghiera per Chernobyl dove ha raccontato il disastro nucleare del 1986, Ragazzi di zinco, dedicato ai reduci della guerra in Afghanistan, e Incantati dalla morte, sui suicidi in seguito al crollo dell’Unione sovietica ...

wired.it - it.wikipedia.org - unionesarda.it

 

This is how I hear and see the world –

as a chorus of individual voices and a collage of everyday details


Alexievich was born 31 May 1948 in the Ukrainian town of Ivano-Frankovsk into the family of a serviceman. Her father is Belarusian and her mother is Ukrainian. After her father’s demobilisation from the army, the family returned to his native Belorussia and settled in a village where both parents worked as schoolteachers. She left school to work as a reporter on the local paper in the town of Narovl. She went on to a career in journalism, and has written short stories and reportage, in which she’s covered the Chernobyl catastrophe, the Soviet war in Afghanistan and many other events – all based on thousands of interviews with witnesses.
She has been persecuted by Alexander Lukashenko’s dictatorial regime, which made her leave Belarus in 2000. She went on to live in Paris, Gothenburg and Berlin, and could return to Minsk in 2011.

theguardian.com

And this is the theme of my books

this is my path

my circles of hell

from man to man.


Her most famous work in the US is probably the 2005 Voices From Chernobyl, in which Alexievich chronicles the 1986 nuclear disaster at Chernobyl (in what is now Ukraine) by interviewing hundreds of people who experienced the event.
vox.com

 

***

Preghiera per Černobyl  - 2002
Ragazzi di zinco - 2003
Incantati dalla morte  - 2005
Tempo di seconda mano  - 2014
La guerra non ha un volto di donna  - 2015
Gli ultimi testimoni  - 2016

 

 

GLI ULTIMI TESTIMONI

Nell'estate del 1941 le truppe tedesche invadono la Bielorussia e occupano Minsk. Gli eroi di questo libro sono bambini e ragazzi bielorussi e russi che hanno vissuto la terribile quotidianità di quegli anni di guerra e sono cresciuti nell'orrore del più disumano dei conflitti. Pubblicato per la prima volta nel 1985 e censurato dal regime sovietico, "Gli ultimi testimoni" compare oggi nella sua versione definitiva, per raccontarci una storia diversa da quella ufficiale, letta attraverso i ricordi e gli occhi innocenti dei più piccoli. Agli interrogativi cui Svetlana Aleksievic cerca di dare risposta attraverso le sue interviste non c'è che una conclusione: non esiste azione attuata per il bene universale che possa giustificare anche "una sola lacrima di bambino".

feltrinelli - 2017

 

TEMPO DI SECONDA MANO

I don’t ask people about socialism, I ask about love, jealousy, childhood, old age.
Music, dances, hairstyles. The myriad sundry details of a vanished way of life.   This is the only way to chase the catastrophe into the framework of the mundane and attempt to tell a story.

introduction

Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte.

una contadina bierolussa a svetlana aleksievic

Così si è rivolta a Svetlana Aleksievic, congedandosi da lei sulla soglia della sua chata, quella contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della sua vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell'URSS-Russia per settant'anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievic. Questo nuovo libro, sullo sfondo del grande dramma collettivo del crollo dell'Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una "nuova Russia", costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent'anni: qui sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos'è stata l'epocale svolta tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, dalla semplice militante al generale, all'alto funzionario del Cremlino, al volonteroso carnefice di ieri forse ormai consapevole dei troppi orrori del regime che serviva. Nonché misconosciuti eroi sovietici del tempo di pace e del tempo di guerra, i quali non sanno rassegnarsi al tramonto degli ideali e alle mediocri servitù di un'esistenza che, rispettando solo successo e denaro, esclude i deboli e gli ultimi.
libreriauniversitaria.it


RAGAZZI DI ZINCO

Ogni giorno che passavo in quel posto mi dicevo che ero stata una pazza ad andarci. Soprattutto di notte, quando non avevo nulla da fare. Durante il giorno non facevo altro che pensare 'Come faccio ad aiutarli tutti?' Non riuscivo a credere che ci fosse gente capace di fabbricare i proiettili che stavano usando.

Chi se li era inventati? Il punto d'entrata era piccolo, ma dentro, l'intestino, il fegato, la milza erano tutti squarciati e lacerati. Come se non bastasse ucciderli o ferirli, bisognava sottoporli anche a quella specie di agonia.

Quando il dolore era forte o quando avevano paura, invocavano sempre la madre. Non ho mai sentito nessuno invocare qualcun altro.

un'infermiera a svetlana aleksievic

repubblica.it

 

PREGHIERA PER CERNOBYL

“Questo libro non parla di Cernobyl’ in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l’avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Il mistero. Cernobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Cernobyl’ è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l’acqua e la terra. Tutto il loro tempo. Questi uomini e queste donne sono stati i primi a vedere ciò che noi possiamo soltanto supporre... Più di una volta ho avuto l’impressione che in realtà io stessi annotando il futuro”.
ibs

Si potrebbe dire, per semplificare un po', che Aleksievic scriva nel modo che gli americani chiamano ormai "Creative non-fiction".
Una forma che - partendo dalla ricostruzione di fatti realmente accaduti e descrivendo persone realmente esistenti, espressi con rigore e precisione fino ai dettagli - usa linguaggi, strutture, stili e registri propri della narrativa.

luigi gavazzi - panorama.it

Nel 1997 Alexievič pubblica "Preghiera per Chernobyl", un reportage narrativo incentrato sulla crisi esistenziale delle persone colpite dall'incidente nucleare del 1986, evento «che ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e non solo intorno».
festivaletteratura.it

E a noi che da una vita campavamo delle nostre patate, delle nostre buone cipolle, di punto in bianco sono venuti a dire che non si poteva più! Da non sapere se ridere o piangere … Per i lavori nellʼorto ci hanno consigliato di mettere mascherine di cotone e guanti di gomma … Ed è anche venuto uno scienziato di quelli importanti a tenere una  conferenza al circolo del villaggio per dirci che dovevamo lavare la legna … Cose dellʼaltro mondo !
zinaida evdokimonva kovalenko - residente non autorizzata - s. aleksievic - preghiera per chernobyl 2007 - pp. 45-53 - traduzione di s. rapetti    -    proformamemoria.it - 2011

.

YOU COULDN'T SEE THE RADIATION, OR TOUCH IT, OR SMELL IT ... THE WORLD AROUND WAS BOTH FAMILIAR AND UNFAMILIAR. WHEN I TRAVELED TO THE ZONE, I WAS TOLD RIGHT AWAY : DON'T PICK THE FLOWERS, DON'T SIT ON THE GRASS, DON'T DRINK WATER FROM A WELL ... DEATH HID EVERYWHERE.
svetlana aleksievic
SOLDIERS CAME FOR US IN CARS. I THOUGHT THE WAR HAD STARTED. THEY WERE SAYING THESE THINGS: "DEACTIVATION," "ISOTOPES." ONE SOLDIER WAS CHASING AFTER A CAT. THE DOSIMETER WAS WORKING ON THE CAT LIKE AN AUTOMATIC: CLICK, CLICK. A BOY AND A GIRL WERE CHASING THE CAT, TOO. THE BOY WAS ALL RIGHT, BUT THE GIRL KEPT CRYING, "I WON'T GIVE HIM UP!" SHE WAS YELLING: "RUN AWAY, RUN LITTLE GIRL!" BUT THE SOLDIER HAD A BIG PLASTIC BAG.

voices from chernobyl - children chorus

fb/nobelprize

.

Ten to 15 of my childhood friends from Minsk died of cancer

Chernobyl kills

.

Alexiévich se cuestiona si somos capaces, aún hoy, de abarcar la magnitud de una tragedia a la que no es posible encontrarle un final. Un desastre infinito.

zendalibros.com - arturo perez-reverte - 2016

PONTEDERA
Nel 2000, in qualità di intellettuale rifugiata politica, ha vissuto anche a Pontedera. Un anno di permanenza nella città della Vespa per la scrittrice bielorussa, che nel 2003 parlò della Toscana e in particolare di Pontedera usando queste parole: «È un luogo ideale per scrivere. Vengo da un paese con un regime autoritario e nella vostra terra – spiegò Alexievich – ho trovato la pace e la tranquillità che cercavo da tanto tempo. La Toscana, con la sua storia e la sua cultura, aiuta a riflettere sui problemi del mondo di oggi. Credo che due fatti, in diverso modo emblematici, come Chernobyl e l’attentato dell'11 settembre impongano di trovare nuove strade per garantire pace e sicurezza ai popoli».
tommaso silvi - iltirreno.gelocal.it
Why do I write ?
I have been called a writer of catastrophes, but that isn't true. I am always looking for words of love. Hate will not save us. Only love.
And I have hope ...
...
I’m interested in little people
The little, great people, is how I would put it, because suffering expands people. In my books, these people tell their own, little histories, and big history is told along the way …
le forme di letteratura cambiano. perche il nobel a me o a bob dylan ?   l'accademia ha percepito l'estendersi dello spazio letterario.
intervista - stefania vitulli - giornale.it - 2017
la giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic illumina la serata di Villa Arbusto, a Lacco Ameno, nell’anteprima della serata del Premio internazionale Ischia di Giornalismo. Per lei un riconoscimento per i diritti umani, lei che ha raccontato i principali eventi dell’Unione Sovietica a partire dalla seconda metà del XX secolo: dalla guerra in Afghanistan al disastro nucleare di Chernobyl, fino allo scioglimento dell’Urss ...
'Non siamo riusciti ad arrivare a un modello di democrazia. Pensavamo, forse in modo romantico, che con la fine del comunismo ci sarebbe stata la svolta. Che quella era la strada giusta. E che fosse spianata. Ma non è stato così, purtroppo'.

si sente una donna libera?
Mi considero una persona felice.    Posso fare quello che voglio nella mia vita.    E di questi tempi, è un vero lusso.    Quanto alla libertà, noi tutti dipendiamo da molte cose.     Ecco, la libertà è spesso un sogno.
pasquale raicaldo - napoli.repubblica.it - 2017
in un video_comunicato la scrittrice ha dichiarato che il movimento ultranazionalista ucraino Myrotvorets ha aggiunto il suo nome alla lista dei   ' nemici dell'Ucraina '   per aver ' propagandato la discordia interetnica e manipolato informazioni importanti per la società ' nel 2016 .    annullato incontro con i lettori a Odessa .
www.facebook.com//videos  -  repubblica.it - tpi.it - 2018


https://youtu.be/YgEghbrxADU  - NON SOLO ROSA

  SVJATLANA ALJAKSANDRAŬNA ALEKSIEVIČ
1 - .mp4
2 - .mp4
She’s devised a new kind of literary genre - It’s a true achievement not only in material but also in form.
sara danius - secretary of the swedish academy
 

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