«"Arriva i ferrares, che pregneva, che tragagniss prufondo e
burlava sempre giù in fondo...".
"Collé el tira, annegare, annegare, e sprufunda giò de un pilon
che strabasa, che schiza... e tonfòn coi
bralussie schisciar de sprofondo e cavai che strombula e stirante a squass e
negà... negà... negà...".
"E i noster fioul, i nostri marì, quand’è che i
arivan...". "Arriva, arriva! Ma per mare"».
fo
animado
Johan Padan se va a descubrir América, monólogo
del premio Nobel de Literatura 1997, Darío Fo, será coproducido en forma de una
película de dibujos animados a un costo de 8 millones de dólares, con esfuerzos
de Italia, España y Francia, bajo la dirección de Giulio Cingoli y con guión de
Luca Raffaeli ...
dario fo diventa cartoon
Il cartone racconta la storia di Johan Padan,
giovane bergamasco che fugge a Venezia da un campo di addestramento militare di
Lanzichenecchi. Finito su una nave che lo porterà a Siviglia, dopo varie
peripezie si imbarca con la quarta spedizione di Cristoforo Colombo alla volta
del Nuovo Mondo . Raggiunta l'America sarà testimone della conquista, da parte
degli spagnoli, delle popolazioni indigene e tra varie avventure si ritroverà
sulle coste della Florida.
disegnatore giuglio
cingoli. NIP
Johanna
Padana a la descovèrta de le Americhe - In
questa versione Johan Padan è una donna che, travestendosi da marinaio si imbarca
su una nave di Cristoforo Colombo. Eroe o eroina suo malgrado, attraverso l'affabulazione
padana, diventa cronista della colonizzazione.
omaggio alle donne per l'otto marzo
nove.firenze.it
Mario Pirovano
ha compiuto cio'
che avrei voluto fare io: ha tradotto il testo in inglese e l'ha
rappresentato persino in Cina'. L'artista e' riuscito a rendere l'originario
'grammelot' del testo in un inglese credibile, che riproduce le sfumature e
la vivacita' dell'originario 'pastiche' di lombardo e veneto.
yahoo
mario Pirovano
BRAVISSIMO Johan
Johan, bergamasco, sceso dalle montagne è un pendaglio da forca vissuto nel
1500, che suo malgrado si trova imbarcato su una delle navi dirette verso le
Indie. Pur essendo un personaggio inventato, le sue gesta sono autentiche,
tratte da decine di storie vere raccontate in prima persona dai marinai
partiti insieme a Colombo verso una terra sconosciuta. Arrivato nel nuovo
mondo, il nostro protagonista viene rapito dai cannibali che lo allevano
all'ingrasso con l'intento di mangiarselo. Si salva con un colpo di fortuna
e diventa sciamano, capo stregone, medico, fino ad essere nominato "figlio
del sole che nasce". Incredibilmente si troverà costretto ad insegnare la
dottrina e le storie dei Vangeli a migliaia di indios. Ma questa non è la
storia dei soliti perdenti. E' anzi l'epopea di un popolo di indios
vincenti, che più volte riescono a ricacciare in mare i conquistadores
venuti a invadere la loro terra.
orvietonews.it
Il modo di fare teatro di
Pirovano lontano
dalla concezione classica ma molto vicina alla capacità di improvvisare sul
testo lo pongono nel panorama teatrale italiano TRA I più grandi e capaci
attori di narrazione
valdelsa.net
MARIO PIROVANO RECITA I
PIU' NOTI MONOLOGHI DI DARIO FO
....eccezionale.
Soprattutto non mi fa il verso non mi imita. Dimostra una propria carica del
tutto personale una grinta di fabulatore di grande talento ...
DARIO FO
Fo ha tenuto spesso lezioni
a giovani appassionati di teatro e magari aspiranti
al palcoscenico: da e per questa esperienza è nato un libro,
Manuale minimo
dell’attore, edito da Einaudi
dieci anni or sono. Non è irragionevole supporre, tuttavia, che molto
difficilmente Fo lascerà eredi.
c.m.pensa -
www.stpauls.it
LE "STORIE" DI DARIO FO
La storia della
tigre E ALTRE STORIE
anche quando si è disperati credere
sempre a un domani migliore da inventare con la fantasia e le proprie risorse
senza delegare ad altri.
Recitato in dialetto padano risulta
comprensibile e divertente anche ai foresti (forestieri). Stefano Stefani
"Immaginate che il teatro del
mondo sia una foresta. In questa foresta ci sono gli animali. Ecco, noi
siamo gli animali". Ci pensa un po', Giorgio Albertazzi ("Come posso
spiegarvelo... è così difficile...") poi imbastisce la metafora che gli pare
più appropriata. Due animali, lui e l'amico premio Nobel Dario Fo, che si
aggirano curiosi all'interno di una foresta fatta di palcoscenici, attori,
personaggi, generi, storie. E poi raccontano al pubblico che cosa c'è in
quella foresta, qual è il mistero che la rende affascinante, immortale. E'
un po' questo il senso di Il teatro in Italia, un viaggio televisivo alle
radici del teatro italiano, come precisano i protagonisti "un'opera, più che
un programma". larepubblica.it
RAI - NUOVO CICLO DI PALCOSCENICO DEDICATO A TEATRO
DEL 600 E 700 Giorgio Albertazzi e Dario Fo con Franca
Rame accompagnano gli spettatori in un viaggio
animato da incontri, luoghi e memorie. I set individuati per ambientare i
periodi storici sono: per il '600 il Teatro Farnese di Parma e luoghi molto
significativi di Padova, Verona, Roma, Napoli; per il '700 il Teatro Bibiena
di Mantova, Venezia, e ancora Padova, Roma, Napoli.
Il percorso è insieme reale e virtuale notizie.alice.it
AUTOCANDIDATURA A SINDACO
DELLA CITTA'
DI MILANO NEL
2006
rainews24
....
vi scrivo per comunicarvi
che rinuncio alla carica di consigliere comunale e che quindi non parteciperò in
tale veste alle sedute del consiglio.......Intendo onorare l’impegno che ho
preso con gli elettori candidandomi e a maggior ragione il mandato che mi hanno
affidato votandomi, continuando a essere vigile e attivo sui problemi di Milano
«Ho avuto una grossa delusione
qualche anno fa in politica, i giochi di potere, gli interessi erano così
brutali che mi hanno allontanato dall’idea di partecipare a questo gioco»
... con beppe grillo devo fare una lunga chiachierata ... ilgiornale.it - 2009
Con il Nobel viene mummificato il
comico che scherzava persino sulla cerimonia di Stoccolma. Nonostante le personali
incoerenze e le volgarità gli va riconosciuta la capacità di recitare. E il premio
sarebbe stato più giusto se assegnato per il teatro anziché per la letteratura.
www.stpauls.it
Hanno rubato i soldi del mio Nobel DESTINATI A SCOPI
BENEFICI 2004-2007
Luciano Silva ex collaboratore di Dario Fo e Franca Rame sarebbe protagonista di
una presunta truffa ai danni del comitato per i disabili fondato dai due attori
nel 1998.
ansa
truffa aggravat
a
e falso in scrittura privata - avrebbe sottratto 400mila euro dai conti del
premio
CHIESTI 1,6 MLN DI RISARCIMENTO - sentenza 2 anni e mezzo di carcere con
risarcimento iniziale di 200 mila euro:
corriere-it
DARIO FO
Our admiration for jokers has not abated in modern times. An Italian satirist,
Dario Fo, won the Nobel Prize for Literature in 1997. The Swedish Academy, in
giving him the award, noted that he "emulates the jesters of the Middle Ages in
scourging authority and upholding the dignity of the downtrodden" (Gamerman).
Jokes have been and still are used for good, but also, unfortunately, for evil;
to heal or to harm, to provoke laughter or tears, and sometimes both at the same
time. Some writers use jokes to relieve society’s anxieties; Freud observed that
we laugh at what makes us most anxious. Other writers use the term "joke"
ironically, to describe a situation that is anything but funny, as in "The
notion that information we put on governmental forms can remain confidential is
a joke." Jokers can joke, jest, satirize, skewer, tease, mock, banter, deride,
gibe, needle, rib, ridicule, roast, or jeer. There are family or inside jokes,
cruel jokes, practical jokes, ethnic or racist jokes. There are sick jokes, such
as this one by Pat Paulson: "I’ve upped my standards. Now, up yours" (Neill).
There are cannibal jokes: A cannibal said to his friend, "I hate my
mother-in-law." His friend replied, "That’s okay; just eat the vegetables." And
there are light-bulb jokes: How many psychiatrists does it take to change a
light bulb? Only one, but the light bulb has to want to change.....
west.asu.edu
Fo, Dario - Britannica Student Encyclopedia - born
1926 Italian playwright and actor. Dario Fo was a
leading 20th-century dramatist. His controversial plays used humor to draw
attention to and protest abuses of power by governments, the ROMAN Catholic
church, and other institutions. www.britannica.com
Dario Fo
Dario Fo was born on 26 March 1926 in San Giano, a small town on Lago Maggiore
in the province of Varese. His family consisted of: his father Felice, socialist,
station master and actor in an amateur theatre company; his mother Pina
Rota, a woman of great imagination and talent (in the 1970s her autobiographical
account "Il paese delle rane", telling the history of her home town, was
published by Einaudi); his brother Fulvio and his sister Bianca; and his
maternal grandfather, who had a farm in Lomellina, where young Dario spent
his childhood vacations. During Dario's visits, his grandfather would travel
around the countryside selling his produce from a big, horse-drawn wagon. To
attract customers he would tell the most amazing stories, and in these
stories he would insert news and anecdotes about local events. His satirical and
timely chronicles earned him the nickname Bristìn (pepper seed). It was
from his grandfather, sitting beside him on the big wagon, that Dario
began to learn the rudiments of narrative rhythm. Dario spent his childhood
moving from one town to another, as his father's postings were changed at
the whim of the railway authorities. But even though the geography remained in a
flux, the cultural setting was always the same. As the boy grew, he became
schooled in the local narrative tradition.
With growing passion, he would sit in the taverns or the piazze and listen
tirelessly to the master glass-blowers and fishermen, who - in the oral
tradition of the fabulatore - would swap tall tales, steeped in pungent
political satire. In 1940 he moved to Milan (commuting from Luino) to study at
the Brera Art Academy. After the war, he begins to study architecture at
the Polytechnic, but interrupts his studies with only a few exams left to
complete his degree. Towards the end of the war, Dario is conscripted into the
army of the Salo republic. He manages to escape, and spends the last
months of the war hidden in an attic store room. His parents are active in
the resistance, his father organizing the smuggling of Jewish scientists and
escaped British prisoners of war into Switzerland by train; his mother
caring for wounded partisans. At the end of the war, Dario returns to his
studies at the Academy of Brera in Milan while attending courses in
architecture at the Polytechnic, commuting each day from his home on Lago
Maggiore. 1945-41 he turns his attention to stage design and theatre décor. He
begins to improvise monologues. He moves with his family to Milan. Mamma Fo, in
order to help her husband put the three children through college, does her
best as a shirt-maker. For the younger Fos, this is a period of ravenous reading.
Gramsci and Marx are devoured along with American novelists and the first
translations of Brecht, Mayakovsky and Lorca. In the immediate postwar years,
Italian theatre undergoes a veritable revolution, pushed along mainly by
the new phenomenon of piccoli teatri ["small theatres"] that play a key role in
developing the idea of a "popular stage". Fo is captured by
this effervescent movement and proves to be an insatiable theatregoer -
even though he usually can't afford to buy a seat and has to stand through the
performances. Mamma Fo keeps an open mind and an open house for her children's
new acquaintances, among them Emilio Tadini, Alik Cavalieri, Piccoli,
Vittorini, Morlotti, Treccani, Crepax, some of them already famous. During
his architecture studies, while working as decorator and assistant architect,
Dario begins to entertain his friends with tales as tall as those he heard
in the lakeside taverns of his childhood. In the summer of 1950, Dario seeks out
Franco Parenti who is enthralled by the young man's comical rendering of the
parable of Cain and Abel, a satire in which Cain, poer nano ["poor little thing"],
a miserable fool, is anything but evil. It's just that every time he tries, poer
nano,to mimic the splendid, blond and blue-eyed Abel, he gets into trouble.
After suffering one disaster after another, he finally goes crazy and
kills the splendid Abel. Franco Parenti enthusiastically invites Fo to join his
theatre company. Dario starts performing in Parenti's summer variety show. This
is when he has his first "encounter" with Franca Rame - not in person,
mind, but in the form of a photograph he sees at the home of some friends.
He is thunderstruck!
For a while he continues to work as assistant architect. But he soon decides to
abandon his work and studies, disgusted by the corruption already rampant
in the building sector.
http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1997/fo-lect-i.html
Il 9 ottobre 1997 l'Accademia
Svedese fece un annuncio che causò sensazione: il premio Nobel
per la letteratura era stato assegnato a Dario Fo, "che nella
tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita
la dignità degli umiliati ''. L'annuncio continuava
sottolineando da un lato l'estrema serietà della satira di Fo,
Mistero Buffo in testa, e dall'altro lato i prezzi che egli
aveva dovuto pagare per esercitarla: dai tre lustri di
ostracismo televisivo nell'era democristiana, alle violenze
verbali e fisiche di cui egli e Franca Rame sono stati spesso
vittime.
Fo intitolò la sua lezione magistrale,
tenuta in occasione del conferimento del premio, Contra
Jogulatores Obloquentes, "Contro i giullari diffamatori'': una
citazione dell'editto del 1221 di Federico II, che permetteva di
infliggere violenza ai giullari, senza incorrere in alcuna pena
o sanzione. In quella stessa lezione Fo rivelò un
profondo interesse per la scienza e le sue implicazioni sociali,
prendendo apertamente posizione contro la manipolazione
genetica. Ed è proprio su temi legati alla scienza, e più
specificamente alla matematica, che l'abbiamo intervistato in
occasione della dodicesima Settimana della Cultura Scientifica.
Cominciamo dal suo ultimo libro-cassetta,
che è uno studio sul Cenacolo di Leonardo. Che cosa ha scoperto?
Leonardo ha immaginato che chi guarda si trovi non sul
pavimento, ma su una piattaforma a due metri di altezza dal
suolo. Le linee di fuga sono corrette se si cammina sulla
piattaforma, ma chi sta sul pavimento in basso subisce effetti
di sollevamento, di levitazione, di leggerezza, dovuti a come il
cervello intepreta le sensazioni che gli trasmette l'affresco.
Una volta scoperta la tecnica, ci si accorge poi che l'hanno
usata anche altri, ad esempio i ferraresi, anche prima di lui.
intervista a Dario Fo di Piergiorgio
Odifreddi, pubblicata sul quotidiano "La Repubblica" del 17
aprile 2002.
Il premio Nobel porta in scena uno
spettacolo sulla figura femminile dalla Genesi al Vangelo- 'La donna. il Vangelo e la
rappresentazione'."Ho condotto un'ampia attività di recupero e raffronto di pronunciamenti in
un arco di cultura che va dalla Genesi al Vangelo, -continua Fo - Solo la
religione cattolica apostolica e quella dell'Est mantengono una chiusura totale
nei riguardi dell'integrazione femminile, invece gli antichi Vangeli nascevano
da strati sociali intermedi, tutelavano il senso della donna. Bisogna parlarne,
come stiamo per fare".
spettacolo.it
rai tre il
Vangelo secondo Fo ....una
rilettura del Vangelo dalla parte delle donne. La «Lettera alle donne» del cardinale Ratzinger vista dal premio
Nobel per la letteratura. Ad Alcatraz, tra arte e Vangelo, un laboratorio sullafigura femminile
nella Chiesa
Voi credete che io sia venuto
a portare la pace nel mondo. No, io vi porto la discordia. Infatti sono venuto a
separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera. E
ognuno avrà nemici anche nella propria famiglia. Poiché chi ama sua madre e suo
padre più di me non è degno di me. Mt. 10,34.
guidasicilia
GIORGIO ALBERTAZZI intervista.....
«Ricordo le braccia lunghe di mia madre
mentre s
tira e canta "Che bei fior carnosi han le donne dell’Avana, hanno il
sangue torrido come l’equator". Ho scoperto in quel momento la carnalità vitale
della donna. E la grazia, che nessun uomo possiede. Non potrei immaginare un
mondo senza donne. ....
club3
CONCLUSIONE In Gesù Cristo tutte le cose sono state fatte nuove
(cfr Ap 21,5). Il
rinnovamento nella grazia tuttavia non è possibile senza la conversione dei
cuori. Guardando a Gesù e confessandolo come Signore, si tratta di riconoscere
la via dell'amore vincitore del peccato che egli propone ai suoi discepoli.
In tal mo
do
la relazione dell'uomo con la donna si trasforma e la triplice concupiscenza di
cui parla la prima Lettera di Giovanni (cfr 1Gv 2,16) cessa di avere il
sopravvento. Si deve accogliere la testimonianza resa dalla vita delle donne
come rivelazione di valori senza i quali l'umanità si chiuderebbe
nell'autosufficienza, nei sogni di potere e nel dramma della violenza. Anche la
donna, da parte sua, deve lasciarsi convertire e riconoscere i valori singolari
e di grande efficacia di amore per l'altro, di cui la sua femminilità è
portatrice. In entrambi i casi si tratta della conversione dell'umanità a Dio,
di modo che sia l'uomo che la donna conoscano Dio come il loro «aiuto», come il
Creatore pieno di tenerezza, come il Redentore che «ha tanto amato il mondo da
dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16).
Una tale conversione non può compiersi senza l'umile preghiera per ricevere da
Dio quella trasparenza di sguardo che riconosce il proprio peccato e al tempo
stesso la grazia che lo guarisce. In modo particolare si deve implorare la
Vergine Maria, donna secondo il cuore di Dio, «benedetta fra le donne» (cfrLc
1,42), scelta per rivelare all'umanità, uomini e donne, quale è la via
dell'amore. Solamente così può emergere in ogni uomo ed in ogni donna, in
ciascuno secondo la sua grazia propria, quella «immagine di Dio» che è l'effigie
santa con cui sono contrassegnati (cfr Gn 1,27). Solamente così può essere
ritrovata la strada della pace e della meraviglia di cui è testimone la
tradizione biblica attraverso i versetti del Cantico dei Cantici in cui corpi e
cuori celebrano lo stesso giubilo.
La Chiesa certamente conosce la forza del peccato che opera negli individui e
nelle società e che talvolta porterebbe a far disperare della bontà della
coppia. Ma per la sua fede nel Cristo crocifisso e risorto, essa conosce ancor
più la forza del perdono e del dono di sé malgrado ogni ferita e ogni
ingiustizia. La pace e la meraviglia che essa indica con fiducia agli uomini e
alle donne di oggi sono la pace e la meraviglia del giardino della risurrezione,
che ha illuminato il nostro mondo e tutta la sua storia con la rivelazione che
«Dio è amore» (1Gv 4,8.16). Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell'Udienza concessa al
sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Lettera, decisa nella
riunione ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 31 maggio
2004, Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria.
+ Joseph Card. Ratzinger
www.linoduilio.it
www.libreriadonna.com/cartelle04/confronto/Ratzinger.htm
Gesù e le donne - 2007
"Ci ho lavorato 50 anni per la parte scientifica, ho inserito immagini di grandi
pittori del passato, ma ci sono anche dei miei disegni avendo studiato per anni
all'accademia di Brera".
.... I VANGELI ERANO SCRITTI IN GRECO E NON IN LATINO ..
"Questo Papa ci impone una lingua morta, la lingua di coloro che hanno sempre
detenuto il potere non solo quello ecclesiastico"
Gesù - ha detto Fo - nei confronti delle donne era molto più generoso di quanto
non lo fossero gli uomini, gli ha dato dignità e parità in una società misogina
come quella del suo tempo".
E a proposito della figura di Gesù, il premio Nobel per spiegarne le "doti di
affabulatore" ha richiamato la figura di San Francesco.
"Di lui si diceva che 'di tutto el suo cuorpo facea parola' e questo valeva
anche per Gesù". http://notizie.alice.it
Gesù Cristo stabilisce più relazioni con donne, direi il doppio di quanto
faccia con i personaggi maschili che compaiono nei racconti e questa scoperta
per me ha avuto un significato tale da stimolarmi a scriverci sopra un libro. nove.firenze.it