DARIO LUIGI ANGELO FO

      FO 1   1A   1B   2   3    

 

 

.  ma che aspettaTE a batterci le mani    

MISTERO BUFFO   GRAMMELOT    .  NOBEL       .  BIBLIOGRAFIA

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mi ritengo molto creativo e un pò matto

Ho scoperto su di me che la pazzia è contro il luogo comune

la banalità -  l'ovvio -  il risaputo

Cancella il principio per cui ognuno pensa di essere

il punto focale della propria vita e di quella degli altri

intervista - che tempo che fa - 2015

 

2018

guanda ripubblica tutte le opere di dario fo e franca rame

. Darwin: ma siamo scimmie da parte di padre o di madre ?

 . HIJOS DE DARWIN ! - trad spagnolo

2017

IL BARBAROSSA E LA BEFFA DI ALESSANDRIA - POSTUMO

QUASI PER CASO UNA DONNA - cristina di svezia - POSTUMO

2016

DARIO E DIO   -   FO+MANIN

2015

RAZZA DI ZINGARO

STORIA PROIBITA DELL'AMERICA  - FO E ALTRI AUTORI

MANUALE MINimo DELL'ATTORE - FO+RAME

un uomo bruciato vivo - FO+CAZACU

c'era un re pazzo in danimarca

2014

CIULLA - IL GRANDE MALFATTORE - FO+SCIOTTO

UNA CALLAS DIMENTICATA - FO+RAME

Lucrezia Borgia  - LA FIGLIA DEL PAPA

2013

il grillo canta sempre al tramonto  +grillo+casaleggio

UN CLOWN VI SEPPELLIRA   +MANIN

2012

IL PAESE DEI MISTERI BUFFI

2011

FABULAZZO OSCENO

RUZZANTE

DIO E NERO

IL BOCCACCIO

2010

ARLECCHINO

L'OSCENO E' SACRO

CORREGGIO CHE DIPINGEVA APPESO AL CIELO

f.fellini  d.fo. disegni geniali

2009

LA BIBBIA DEI VILLANI

SANT'AMBROGIO E L'INVENZIONE DI MILANO

UNA VITA ALL’IMPROVVISA

GIOTTO o non giotto

IL CORREGGIO

2008

L'APOCALISSE RIMANDATA

SOTTO PAGA NON SI PAGA

L'AMORE E LO SGHIGNAZZO

MICHELANGELO

2007

LA VERA STORIA DI RAVENNA

lezione sul cenacolo

tegno nelle mani occhi e orecchie

gesu e le donne

IL MONDO SECONDO FO

2006
New York

bello figliolo che tu se raffaello

HO VISTO UN RE
La Luna e la voce  + DVD

SFIDA AL QUADRATO

IL MANTEGNA IMPOSSIBILE

 

unilibro - bol  - ibs

2005
My First Seven Years  - Plus a Few More
Buongiorno Piemonte  -    it + ingl
Caravaggio al tempo di Caravaggio

2004
Il tempio degli uomini liberi. Il duomo di Modena
Cibo per la mente  - 1 e 2
 

Morte accidentale di un anarchico. 2 atti
L'esperienza di Villa S. Ignazio
Lavorare per progetti
Green existence

2003
Johan Padan
Accidental Death of an Anarchist
Battaglion Baionetta
Giochi
Vengo anch'io! No, tu no

2002
Backgammon

50 ANNI STORIA ITALIANA  A TEATRO
Giocare e vincere a poker

2001

Mistero buffo + videocassetta
Il paese dei mezaràt
ascensione di Alessandro Magno
 Cenacolo di Leonardo
Lezioni di teatro + videocassetta
Ventidue cose
2000
Teatro

1999
Cartigli infernotti e cronache
Santo jullàre Françesco + videocassetta
La vera storia di Ravenna
1998
Il diavolo con le zinne
Marino libero! Marino è innocente!

JOHAN PADAN
Le commedie  -  vol 1
-12 1966-1997

1994

TOTO'

1992

FABULAZZO

1990

DIALOGO SU TRAGICO FOLLIA RAGIONE

1987

MANUALE MINIMO DELL'ATTORE


principali riconoscimenti

. Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte -  1997
. Nobel per la letteratura  - 1997
. laurea honoris causa Università di Wolverhampton insieme a Franca Rame - 1999
. Premio Sonning  - 1981
. Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Educativo e Culturale Gabriela Mistral - Cile - 2002
Per la sua indiscussa carriera artistica e per il contributo dato allo sviluppo della cultura nazionale e in altri paesi
. laurea honoris causa Università della Sorbona di Parigi - 2005
. laurea honoris causa Sapienza Università di Roma - 2006
. Laurea honoris causa in Filologia Letterature Storia - Università degli Studi di Foggia -  2012


Col tempo, vivendo e recitando un gran numero di commedie, drammi, monologhi satirici e ballate, a mia volta mi sono reso conto che anche per me il teatro stava diventando, in ogni senso, giorno dopo giorno, la mia vita.
Non si trattava più solo di mettere in scena e rappresentare storie, lazzi e farse. Ogni sera era segnata da un incontro con un pubblico sempre imprevedibile nel comportamento e nelle reazioni che, all'improvviso, ti capitava di gestire.

nuovo manuale minimo dell'attore - fb/df - 27.12.2016
Il Barbarossa e la beffa di Alessandria - postumo 2017
La nascita della Repubblica milanese e del gran numero di Comuni lombardi che si costituirono dopo l'anno Mille è uno dei più importanti fenomeni di emancipazione civile ed economica dell'età medievale. Decisive sono state le loro battaglie contro Federico Barbarossa, feroce nemico della loro autonomia e dei loro ideali sociali e religiosi. Ed è proprio sul Barbarossa che Dario Fo punta il suo occhio critico e irriverente per portare alla luce, in questo romanzo inedito, un episodio esemplare, la singolarissima fondazione della città di Alessandria e la lotta che ha aperto la strada a un nuovo corso della storia d'Europa. Cancellando la cronaca ufficiale, forse troppo attenta a non gettare il ridicolo sul sovrano, l'autore fa spuntare dagli archivi un'altra verità e ricostruisce la vicenda di una «fantastica Alessandria galleggiante», capace di resistere per mesi all'esercito più potente del mondo occidentale, e di un imperatore con la tragicomica ossessione dell'acqua: una vicenda in cui l'ordinaria triste ingiustizia viene ribaltata e il tiranno, per una volta, sconfitto.
ibs - 2017
Dario Fo punta il suo occhio critico e irriverente sul Barbarossa per portare alla luce, in questo romanzo inedito, un episodio esemplare, la singolarissima fondazione della città di Alessandria e la lotta che ha aperto la strada a un nuovo corso della storia d’Europa.
fb/dariofo - 2017
QUASI PER CASO UNA DONNA - CRISTINA DI SVEZIA - POSTUMO 2017
Fuori dagli schemi, colta, curiosa. Una figura femminile unica per i suoi tempi. Era così Cristina di Svezia, che nel XVII secolo si circondò di intellettuali, da Cartesio a Pascal fino a Molière e che, dopo essersi convertita al cattolicesimo, rinunciò al trono per trasferirsi a Roma. Dove diede vita al movimento artistico che, dopo la sua morte, portò alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.
letteradonna.it - 2016
Donna fuori dal comune, educata dal padre come un uomo, Cristina di Svezia viene raccontata da Dario Fo, a modo suo, in «Quasi per caso una donna», dandole voce tra documenti e teatro. Il Premio Nobel, morto oggi a Milano, ha esaminato i testi storici, osservato i dipinti che la ritraggono, ripreso le cronache dell’epoca e un pò la ha anche immaginata per restituirle la sua straordinaria unicità nel suo ultimo libro .
ladige.it - 2016
gennaio 2017 - ultimo libro di Dario Fo -  postumo
... donna fuori dal comune, ribelle, eroina e regina "impossibile" -  fo le restituisce la sua straordinaria unicità.    Amante del teatro, dell'arte e della letteratura, nata e cresciuta in un'Europa travolta dalla Guerra dei Trent'anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo.    Dario Fo le dà voce dopo aver esaminato testi storici, osservato i dipinti che la ritraggono, ripreso le cronache dell'epoca e dopo averla un po' anche immaginata.   
Nel suo ultimo libro  rende così omaggio alle donne comprendendone a fondo la grandezza e la particolarità.
ansa - 2016
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«E’ maschio!»
Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. «E’ maschio!» gridò qualcuna di loro. «Evviva il re!» risposero le altre nobili dame.
Ma era una notizia falsa. Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata. Un bel modo davvero di presentarsi, e infatti il re non si dimostrò per nulla contrariato all’idea di avere come successore una femminuccia, anzi. Del resto, prima che la bambina vedesse la luce, era già stata promulgata una legge in cui si accettava come regnante anche una femmina. Era successo mezzo secolo prima in Inghilterra con Elisabetta I, e dopo lo scalpore che la sua nomina aveva suscitato in tutta Europa, col tempo quella scelta si era rivelata felice, anzi trionfale.
Cristina aveva un’energia strabiliante. Il padre ne era talmente entusiasta che acquistò subito un piccolo cavallo perché la figlia potesse cavalcarlo al più presto. Il capo delle scuderie di corte gli fece notare che la bimba era troppo piccina, ma il re non sentì ragioni: «Vuol dire che per ora la terrò fra le braccia cavalcando. Anche mio padre aveva fatto così con me».
Fu di parola. Ogni mattina usciva nel grande parco del palazzo reale con la bimba a cavalcioni sulle spalle e la portava con sé ovunque. Alla fine della giornata la nutrice, piuttosto contrariata, non smetteva di esclamare: «Non si può allevare una figliola in questo modo! Mattina e sera scorrazzata fra paludi e boschi, questa bimba diventerà un selvatico indomabile». Il re sorrideva, di orgoglio e di gioia.
...
Quando nacqui, la regina mia madre, che accanto a tutte le virtù del suo sesso ne mostrava anche tutte le debolezze, era inconsolabile. Si aspettava una creatura di bimbo e sono capitata io che non le apparivo degna di calzare una corona. La infastidiva questo mio essere troppo sicura di me, alla mano con ognuno e disponibile a qualsiasi gioco, specie se imponeva capovolte e sberleffi chiassosi. Non mi poteva soffrire e non aveva tutti i torti perché continuavo a rimanere scura di pelle come un moretto. Si liberò della mia presenza accettando il consiglio di mio padre di affidarmi ad Anna Svensson, una bella donna che tempo dopo scoprii essere stata l’amante di mio padre e che da un paio d’anni si era maritata con un ufficiale d’alto rango dando subito alla luce due figlioli. Mio padre la chiamava Giunone, abbondante di latte e di tenerezze. ...

fb/df e jf - guanda - dariofo.it  2016/2017
Dario e Dio - Copia autografata   -  fo/giuseppina manin
Per i suoi 90 anni Dario Fo ci regala una preziosa conversazione con Giuseppina Manin sul suo senso del sacro: dalla Genesi all’Apocalisse, dall’Inferno al Paradiso, dal Regno dei Cieli a quello degli uomini.
Maestro di teatro e di letteratura, Dario Fo da sempre è un ateo militante, ma anche un curioso del sacro, che ha esplorato a più riprese in molte opere, a cominciare dal suo capolavoro, Mistero buffo.    
Il sacro, la Chiesa, i santi e i fanti nel corso del tempo sono stati non soltanto i suoi bersagli, ma i suoi interlocutori privilegiati. Dall’immenso patrimonio dei testi ufficiali e apocrifi, della cultura popolare, dell’arte visiva ha tratto spunto per riletture personalissime della Bibbia e dei Vangeli, della figura di Maria, del rapporto di Gesù con le donne, dell’invenzione della Chiesa e delle sue tante malefatte.    Tutto questo con ironia provocatoria, mai blasfema o irrispettosa.    
E ora, arrivato ai novant’anni, Dario Fo decide di tirare le somme della sua lunga e avventurosa esplorazione nei misteri più o meno buffi della fede e della religiosità.    Sollecitato da Giuseppina Manin, si diverte a fare i conti a modo suo con Dio e quel che ne consegue: dalla Genesi all’Apocalisse, dall’Inferno al Paradiso, dal Regno dei Cieli a quello degli uomini.

ibs - 2016
Il discorso con Dio è un pretesto per parlare di noi, della nostra vita e di tutti i luoghi comuni che si sono tirati fuori sia nella religione che nella tradizione popolare.   Su quello che ci racconta la Bibbia e altre storie legate alla Bibbia stessa.   -df
mauretta capuano - ansa - 2016
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lei crede in dio?
CREDO IN UNA PRESENZA. SE SCENDE GIÙ IN CORTILE VEDE CHE C’È UNA FILA DI PIANTE. SOLO UNA HA UN FIORE. È QUELLA DI FRANCA. HA DATO IL FIORE IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA.
antonella fiori - metronews.it - 2016
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Dio non lo amo troppo, questo Papa invece sì.
Finalmente un pontefice che considera il denaro lo sterco del diavolo”. “In questi anni il Paese è peggiorato moltissimo, si è addormentato. Destra e sinistra insieme: vedremo, faremo e nessuno più s’indigna.
intervista la stampa   -  alberto mattioli  -     .pdf
www.rainews.it/dl/rainews/sacrificio-di-Isacco-secondo-Dario-Fo    
https://youtu.be/1-lnLZ-Njx4  
-  mi diverto a fare i conti con dio - 57ma fiera librai bergamo - 2016
- le affinità sono tante.    
della fiaba di collodi esiste tutta un'interpretazione cristologico-esoterica.     in effetti i raffronti tra i due sono tanti.      pensaci bene, tutti e due sono figli di falegnami.     entrambi sono nati in modo a dir poco strano.     gesù per intervento dello spirito santo, pinocchio da un pezzo di legno scolpito da geppetto.               un creatore che modella la sua creatura.
- DIO GEPPETTO ?
pag 113
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... l’idea di ritrovarmi, dopo, con Franca in un giardino, lei e io mutati in due begli alberi, il suo magari con le foglie dorate come erano i suoi capelli ... sarebbe bellissimo.
Se un qualcosa dovesse esserci dopo, vorrei che fosse così.

fb/df - dario e dio - 17.10.2016

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PRESENTATO AL SALONE DEL LIBRO TORINO - 2016
razza di zingaro
www.rainews.it/dl/rainews/Razza-di-zingaro-Dario-Fo
  -    https://youtu.be/3MIsYP5f3Po?list=PL6AqvbxnE8H7PE-ApWXO_1LhfkTI0CuZt  -  interviste 2016

La vera storia di un pugile sinti che da solo sfida il regime nazista. Un romanzo commovente, un personaggio dimenticato.
- Nel 1914, nella Germania del nord, ad Hannover, un ragazzino di otto anni di nome Johann Trollman, accompagna un amico di un anno più grande di lui all'allenamento di boxe nella palestra della Scuola secondaria del loro rione ...
hoepli.it - 2015
vita di Joahnn Trollmann, detto «Rukeli» in romaní — la sua lingua, in cui vuol dire «albero» .
Fo sceglie di raccontare Rukeli dai primi pugni in una palestra di Hannover, a 8 anni, fino alla morte, a 36, nel campo di concentramento di Neuengamme, nel nord della Germania, dove viene deportato alla fine di ottobre del 1942 perché «zingaro».
corriere.it - http://video.corriere.it/rukeli-l-artista-boxe-ucciso-nazismo  -   2016

Uno zingaro campione di boxe sfida il nazismo.
Lui è Johann Trollmann (1907-1943), pugile sinti nella Germania nazista, il più bravo di tutti, ma c’è un particolare: è uno zingaro. La vita di Johann comincia subito di corsa, da quando, bambino, scopre la boxe e sale sul ring portando con sé i valori e la tradizione della sua gente, e guadagnando strepitose vittorie, una più emozionante dell’altra, con il pubblico (soprattutto femminile) in visibilio. Ma uno zingaro non è come gli altri tedeschi: come può rappresentare la grande Germania alle Olimpiadi del 1928? Le strade del successo ben presto gli vengono sbarrate, il clima politico peggiora, il nazismo travolge tutto, anche la sua vita e quella della sua famiglia. Non importa che Johann sia il più bravo, il titolo di campione dei pesi mediomassimi gli verrà negato, nonostante la vittoria sul ring. Da quel momento la sua vita diventa impossibile: prima il divorzio cui è costretto per salvare la moglie e la figlia, poi la sterilizzazione, la guerra cui partecipa come soldato e infine il campo di concentramento e l’ultima sfida, quella decisiva, contro il kapò, che vincerà, e per questo sarà punito. Con la morte. Dario Fo, grazie a una ricerca meticolosa e storicamente ineccepibile di Paolo Cagna Ninchi, ancora una volta recupera una vicenda vera e dimenticata e la propone in una vibrante ricostruzione narrativa alla nostra attenzione distratta: un modo efficacissimo per parlare indirettamente del presente che non vogliamo vedere. Solo di recente la Germania ha riconosciuto il valore e l’autenticità di questa storia consegnando alla famiglia Trollmann la corona di campione dei pesi mediomassimi negata a Johann ottant’anni prima.
ibs - 2015
Me l’hanno fatto capire in mille modi, un sinti non può diventare campione in Germania. È stata una progressione studiata ad hoc. Prima arrivo a essere uno dei migliori dilettanti e mi tagliano fuori dalle Olimpiadi. E adesso che sono professionista mi impediscono di fare carriera.   Mi hanno incastrato, ormai.
johann trollmann - giugno 1933
fb/df - 2016
- HO DECISO DI RACCONTARE LA STORIA DI QUESTO GRANDISSIMO ATLETA GRAZIE ALLA SOFFIATA DI UN GERMANISTA, DI UNO CHE STUDIA QUESTA LINGUA E CHE CONOSCE LE OPERE ANTICHE E NUOVE. GRAZIE A QUESTO AMICO HO CONOSCIUTO QUESTA STORIA, CHE MI HA LETTERALMENTE SCONVOLTO, ANCHE PERCHÉ A DISTANZA DI TANTI ANNI DA QUANTO ACCADUTO NESSUNO HA MAI SCRITTO NIENTE DI NOTO SU QUESTO PUGILE - ...
LA FINE, TRAGICA, DI TROLLMAN, È UN INNO ALLA LIBERTÀ. PERCHÉ LUI, COME LO STESSO DARIO FO AMA RIPETERE, FECE UNA SCELTA. MEGLIO MORTO E DEGNO, CHE VIVO SENZA DIGNITÀ.
roberto arduini - tg24.it - 2016
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MIART GALLERY

PER LA PRIMA VOLTA, DOPO SETTANT’ANNI CON I SUOI LAVORI PITTORICI IN UNA GALLERIA D’ARTE A MILANO. LA MOSTRA È INTITOLATA “RAZZA DI ZINGARO” ED È TRATTA DAL LIBRO OMONIMO.
miartgallery.it - https://vimeo.com/165479488  - 2016
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EL CAMPEON PROIBIDO
El mensaje, para qué negarlo, queda muy claro en la novela póstuma del escritor italiano. Fo no oculta sus armas, las hace evidentes, más bien. Claridad, concisión, transparencia, en pos de la eficacia narrativa ...
Con El campeón prohibido Fo trata de dar voz a la opresión y reivindicar a partir de un personaje singular la grandeza, pasión y muerte de todo un pueblo, símbolo de la riqueza cultural europea ...
En 2003, la Federación alemana de boxeo restituyó la corona de los semipesados al gran Johann Trollmann, aunque el mejor homenaje que se le puede hacer al “campeón desdichado” sería leer las páginas armadas con tanta emoción por el no menos grande Dario Fo.

enrique turpin - zendalibros.com - 2017

STORIA PROIBITA DELL'AMERICA - Dario Fo e Jacopo Fo, Doris Corsini, Daniela Baldacchino, Dorina Battaglino, Massimo Capotorto, Vania Di Febo, Davide Staunovo Polacco, Claudia Rordorf e Daniela Trenti     + versione teatrale
I film di Hollywood raccontano le storie degli indiani sconfitti. Nessuno di essi racconta quella dell'unica tribù che non si arrese mai: i Seminole. Eppure la società dei Seminole era a suo modo all'avanguardia, matriarcale e pacifica, nemica della schiavitù. E la loro è una storia piena di avventure, con protagonisti indimenticabili come John Horse, un nero scatenato capace di truffare i bianchi vendendo per esempio per 30 volte le stesse due tartarughe a un generale yankee e organizzare comizi-spettacolo clandestini nelle piantagioni per conquistare gli schiavi alla causa dei Seminole. O come Mae Tiger, condottiera meticcia che organizzerà la resistenza culturale ed economica oltre a quella militare. O come James Billie, veterano seminole del Vietnam che dovrà affrontare al ritorno in patria il nemico più insidioso, la droga, e per difendere la sua tribù sbaraglierà le truppe del narcotraffico. Sono tre, in epoche diverse e combattute su fronti e con strategie diversissime, le grandi guerre contro gli americani: tutte affrontate con forze impari, e nessuna di esse perduta. Cinquant'anni di guerriglia, una clamorosa sconfitta dell'apparato militare-industriale, un secolo prima del Vietnam. Un'incredibile storia di resistenza umana e comunitaria, raccontata da un grande ribelle del nostro tempo.
fb/df - 2015

UN UOMO BRUCIATO VIVO
- FO/CAZACU - 2015
Dario Fo incontra gli studenti del Liceo Giovio per parlare di diritti e soprusi
Di questa infamità vergognosa noi, spettatori spesso indifferenti, siamo del tutto colpevoli .  -DF
Vi racconto di mio padre Ion, bruciato vivo. E degli stranieri ancora sfruttati .  -FLORINA CAZACU
presentazione teatro sociale como - lorenzo canali - ciaocomo.it - 2016
manuale minimo dell'attore
Accade spesso che una cattiva sorte si traduca all'istante nel più formidabile colpo di fortuna.
A me grazie al teatro è successo proprio così.

fb/df - 2015
anche i politici sono sempre più attori e hanno imparato a recitare. ma che attori sono?
Attori mediocri. Dei dilettanti che però hanno una tale disponibilità di spazi da far passare per buona qualunque tiritera. Anche un po’ vigliacchi, perché temono le reazioni del popolo.
Meglio andare in televisione, tanto lì recita anche il pubblico.

nanni delbecchi - adnkronos - 2015
MOSTRA - PAVIA castello visconteo - 130 opere
Questa mostra a Pavia è legata prima di tutto al mio ultimo libro:
Il manuale minimo dell’attore, una specie di excursus sugli anni difficili del rinnovamento politico e culturale legato ai processi della fine degli anni Sessanta. E’ la storia dei giovani di allora, del rinnovamento che ha bisogno di trovare nei giovani di oggi lo stesso slancio e la stessa passione riguardo alle lotte, alla presa di coscienza, al recupero della civiltà in generale ...
Dialogare con chi guarda un’azione scenica o un dipinto è una base fondamentale. I grandi pittori, i grandi autori di teatro e i musicisti hanno sempre avuto il problema di coinvolgere gli spettatori e anche i committenti.
fabrizio guerrini - laprovinciapavese.gelocal.it - 2015
www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi - intervista rai - 2015
https://youtu.be/5G9aOvVqfJo   - mostra pavia  - 2015
La maschera, ogni tanto, bisogna dimenticarla, buttarla via, non accettarla.
C'E UN RE PAZZO IN DANIMARCA
Una storia d’amore, un intrigo di potere affascinante e coinvolgente che Dario Fo ricostruisce in forma di romanzo attraverso i diari segreti dei suoi protagonisti.
Una storia d’amore e di follia. Un sogno rivoluzionario che diventa realtà. Ecco il nuovo romanzo storico di Dario Fo ambientato nella Danimarca del Settecento, protagonisti il giovane re pazzo, Cristiano VII, la sposa quindicenne, Carolina Matilde di Gran Bretagna, il suo amante, il medico Johann Friedrich Struensee, e il figlio del re, Federico. Una storia poco conosciuta. Dario Fo ha recuperato documenti inediti e alcuni diari segreti grazie ai quali ha potuto ricostruire il puzzle di una vicenda drammatica che intreccia meravigliosamente ideali politici, passione amorosa e lotta per il potere. Ma tutti gli ingredienti di questo romanzo sono eccezionali. A volte la storia può cambiare strada a causa di eventi imprevedibili come la follia. In questo caso la follia di un re unita alla carica utopica di un medico, illuminista e rivoluzionario, e alla complicità della giovane principessa. Tutti e tre insieme, in un triangolo d’amore disperato, avviano riforme rivoluzionarie inimmaginabili allora come l’abolizione della tortura, la libertà di stampa, l’abbattimento dei privilegi di casta, la promozione della cultura e dell’istruzione. Un colpo di stato orchestrato dalla regina madre e dalla corte porterà il medico alla forca e la principessa all’esilio, privata dei figli. Ma il sogno della rivoluzione, sebbene soffocato, non muore: sarà il giovane federico a portare avanti i principi liberali assumendo il potere. Così la Danimarca potrà rendere concreti gli ideali illuministi e diventare uno Stato moderno. Una pagina di storia memorabile, una favola vera.
ibs - 2015
presentato dall'autore a copenaghen - Betty Nansen Teatret - 2015
https://youtu.be/AQnU7W3zghI
ciulla il grande malfattore - fo/piero sciotto
Dario Fo ci racconta, con la sua consueta verve e plasticità linguistica, la storia del più grande falsario d'Italia, che era contemporaneamente un avventuriero, un anarchico, un genio della chimica e avvocato di se stesso. Questa è la storia vera di Paolo Ciulla, giovane siciliano assai versato nel disegno, che sulla fine dell’Ottocento si trasferisce a Roma per studiare architettura. Non diventerà mai architetto, ma sarà testimone di una fine secolo turbolenta, tra corruzione e scandali bancari, mentre nella capitale lo sfrenato boom dell’edilizia alimenta il malaffare e arricchisce i pochi proprio quando la crisi economica impoverisce i molti. Paolo incontra anche le idee degli anarchici e dei socialisti, mentre sul lato professionale non riesce a veder coronati i suoi sogni di gloria. Dopo anni vagabondi per l’Europa, deluso e invecchiato anzitempo, Paolo torna in Sicilia dove mette il suo genio artistico al servizio del crimine e falsifica banconote. Lo smascheramento della banda e il conseguente processo saranno per lui il riconoscimento di una genialità mai emersa ...
lafeltrinelli.it - 2014
Paolo Ciulla, anarchico, criminale, benefattore, è un antieroe contemporaneo e la sua Italia è la nostra. Le sue avventure, raccontate con stile trascinante in questo romanzo dal vero, attraversano e illuminano un Novecento italiano che non è stato il secolo breve, ma il più lungo: iniziato nel 1861, non è ancora finito. L’interrogatorio di Ciulla, uno dei primi grandi processi mediatici del nostro Paese, ha il ritmo di una pièce teatrale: quasi cieco per le sperimentazioni con gli acidi, ma ironico e indomito, il principe dei falsari per giorni tiene testa a giudici e pubblici ministeri. Fino all’apoteosi finale, il più grande momento di gloria: il riconoscimento pubblico di un italianissimo genio.
dariofo.com - 2014
La mia Lucrezia Borgia contro la corruzione - LA FIGLIA DEL PAPA
primo romanzo di df
Il libro, accompagnato da illustrazioni di Fo, anche quella di copertina, diventerà anche uno spettacolo. «Qui le immagini sono circa una trentina ma in tutto sono 120 e vorrei raccoglierle in un altro libro e poi penserò allo spettacolo» afferma il Premio Nobel.
online-news.it - 2014
Lucrezia Borgia come non si racconta mai.
Non l'avvelenatrice che cambia continuamente mariti e amanti, fra cui Pietro Bembo, ma una donna che non accetta di essere presa, manipolata.
'È una tragedia grottesca. un anno fa quando ho cominciato a scrivere non pensavo a un romanzo. E' venuto fuori un libro che si muove sul dialogo. I personaggi parlano, interagiscono, litigano fra loro. Non ho fatto altro che cercare la verità.
Ovviamente i dialoghi sono ricostruiti ma sono molto vicini alla realtà.'
ansa - rainews.it - 2014
UN Clown VI SEPPELLIRA - dedicato al m5s
Rinnovamento o restaurazione? L'Italia è un Paese di funamboli in bilico tra queste due scelte. Vogliamo novità: ed ecco lo tsunami grillino. Ma vogliamo anche stabilità: voilà il governissimo. Intanto succede di tutto: presidenti uscenti che rientrano, elezioni "non perse" ma neanche vinte, ex premier dati per spacciati che risorgono, candidati che cadono crivellati dai colpi dei franchi tiratori. Scene dal declino di un impero? O fotogrammi di un nuovo Sessantotto? Dario Fo veste i panni del saggio giullare per raccontare la corte senza più miracoli della politica allo sbando. Spiega, dall'ottica privilegiata del collega clown, chi è e dove va Beppe Grillo, il castigamatti sbucato dalla Rete per travolgere un intero sistema di potere. Indaga le radici dell'autolesionismo in fase terminale che ha annientato in poche settimane gli eredi dell'onorato Pci. E ricordando altre rivoluzioni e altre piazze, ricostruisce in pochi tratti scanzonati e veri il filo di una narrazione del nostro passato e del nostro presente. Restituendoci, con rabbia e speranza, il senso del futuro.
ibs - 2013
Alla sua prima uscita pubblica dopo la morte della moglie Franca Rame
Dario Fo parla dei clown un tema caro da sempre al premio Nobel .
alla Scuola di teatro Paolo Grassi   riferendosi a grillo dice - " preferisco vedere come va a finire un esperimento diverso con uno che rompe gli schemi del passato piuttosto che restare in questa inaccettabile logica dei partiti politici attuali  "
mariella tanzarella - repubblica.it - 2013
Un clown vi seppellirà - in italia tutto è spaventosamente vago
Di cosa parla il libro?
Io e Giuseppina Manin ci interroghiamo su fatti che sono avvenuti nel dopoguerra, i movimenti, sia progressisti che reazionari. Erano movimenti che avevano qualcosa di buono, ovvero il pregio della speranza che si potessero cambiare le cose. Nel libro, analizziamo il movimento studentesco, ma anche le manifestazioni in cui gli operai si univano agli studenti. E, ovviamente, i periodi bui della storia d'Italia: il terrorismo, le stragi di Stato, le bombe.
E l'attualità?
Beh, certo, parliamo anche di oggi. Siamo arrivati a scrivere questo testo proprio nel momento in cui compariva la prima forma di cambiamento da tanti anni a questa parte: il governo Monti. Ci dicevano che quella era l'unica soluzione. Ma è stata solo una delusione. E oggi la credibilità dell'Italia non è migliorata. Perchè qui, in questo Paese, è sempre tutto vago, spaventosamente oscillante. È un insieme sgangherato di disastri.
michele dori - forli24ore.it - 2013

IL GRILLO CANTA SEMPRE AL TRAMONTO - GRILLO - CASALEGGIO
Tre voci per cambiare. Un dialogo inaspettato che mette in campo esperienze e sensibilità diverse. La sfida è guardare là dove nessuno vuole arrivare, cambiare davvero le regole del gioco e fare della politica non l'arte del potere ma un modo di essere cittadini autentici, responsabili, attivi. Nell'ideale passeggiata tra Atene e il Pireo, richiamandosi alla classicità degli Ateniesi che ci hanno tramandato un modello di democrazia, Dario Fo provoca i suoi interlocutori invitandoli a parlare dei traguardi che si prefigge il Movimento, affrontando anche le polemiche e le critiche di questi ultimi mesi. Il lavoro, gli immigrati, l'euro, le tasse, una nuova spending review, le elezioni... Per tutte le persone che vogliono saperne di più sul "comico" Grillo e sul misterioso Casaleggio, ecco un documento che fa vedere il Movimento per quello che è. Basta leggere per farsi un'opinione.
ibs.it - 2013
CASALEGGIO MUORE IN APRILE 2016

L'Apocalisse rimandata
- intervista
Apocalypse now?

«No, rimandata, perché nel mondo si verifica il grande ribaltone. È un sogno, il mio, nella speranza di un risveglio. Il pianeta riscopre l'energia da fonti naturali, il piacere di ritrovarsi, la voglia di verità dopo tutte le bugie e i silenzi dei capi dell'impero occidentale, interessati a nascondere la fine delle riserve petrolifere, complici alcuni scienziati. Mentre altri da tempo...».
Ironizza su tutto, tranne che sulle donne. Perché le rende sempre così determinanti?
«Perché ho vicino Franca. Mi incarna l'autonomia della donna, mai succube. In un vangelo apocrifo, alla domanda sul perché Gesù la onori, Maddalena risponde: "perché ho l'utero". La donna è la terra madre».
Claudia Provvedini - vivimilano.it

Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere.
ibs.it

Noi latini egoisti e ciechi verso l’Apocalisse
Maestro, sono passati quattro anni dal suo libro “L’Apocalisse rimandata”. Il prezzo del petrolio è ancora alle stelle, è a tutt’oggi la nostra fonte primaria di energia. Non è ancora il tempo della rivincita ecologista, come preconizzava il suo fantasioso testo. Lo sarà mai?
Il mio discorso sull’apocalisse era evidentemente provocatorio, ma le cose che dico sono vere. Non vogliono essere né pagliaccesche né intimidatorie. Il fatto è che la nostra condizione è disperata. Bisogna non sedersi, bisogna vincere l’inerzia e promuovere momenti di partecipazione e coinvolgimento.
letizia tortello - greenews.info - 2012

 

 

 

 

 

BONIFACIO VIII - MISTERO BUFFO

https://youtu.be/ckvKmLhMsUw   - bonifacio VIII da mistero buffo

https://youtu.be/uMdaQAg7rn8?list=PL5JOtzupQ   -     https://youtu.be/uMdaQAg7rn8 - TEATRO DARIO FO E FRANCA RAME - MISTERO BUFFO

http://video.repubblica.it/vi-canto-il-mio-mistero-buffo-a-versi-e-colori  - il mio mistero buffo - 2015

https://youtu.be/qfG20CGd_AI   - lo zanni da mistero buffo

www.facebook.com/DarioFoFrancaRameOfficial

 

 

 

RAPPRESENTATO IN ITALIA E ALL'ESTERO

Il termine "mistero" è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra.

Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco. Chi l' ha inventato, è stato il popolo. Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca. Il teatro infatti, specie il teatro grottesco, è sempre stato il mezzo primo di espressione popolare, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. I giullari recitavano nei mercati, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. Sono loro, insieme ai comici dell'arte, gli inventori del grammelot, termine di origine francese coniato dai buffoni-clown-giullari. I comici dell'arte usavano il grammelot a piene mani perché costretti sia dalla situazione di viaggiatori in mezzo a lingue diverse, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua: potevano al massimo mimare ed articolare suoni senza senso compiuto.
Dalla tradizione dei comici dell'arte sono giunte a noi storie di esibizioni di grandi interpreti del grammelot.
alephteatrojerago.it

 

IL GIULLARE - ESPRESSIONE TEATRALE DEL POPOLO

con la propria cultura e i propri sentimenti di rivolta: ecco la figura che offre a Fo i modi espressivi più consoni alle sue esigenze interpretative e comunicative. I giullari recitavano nelle piazze, nei mercati e, assieme ai comici dell’arte, furono gli inventori del grammelot, sorta di lingua, di articolazione di suoni e di azione mimica messe assieme, nate sia dalla situazione peculiare dei giullari che viaggiavano in luoghi in cui si parlavano lingue diverse, e quindi dalla necessità di farsi intendere un po’ da tutti, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua. «… Fin dal Mille — dice lo stesso Fo — il giullare girava piazze e paesi, facendo sotto forma di recitazione satirica delle vere e proprie accuse ai potenti. Egli era una figura che si concretizzava direttamente dal popolo, dal quale attingeva la rabbia, per poi ritrasmettergliela mediata dal grottesco»; questa forma di teatro popolare era «il giornale parlato e drammatizzato del popolo».
italialibri.net

 

 

Mistero buffo

si basa sull'interpretazione di un solo attore che recita nella lingua originale dell'opera

rivisitata in dialetto padano con inflessioni venete, lombarde e piemontesi. L’attore entra ed esce dai vari personaggi e mantiene con il pubblico un contatto diretto, spiegando ciò che sta facendo e chiedendo anche il suo aiuto. Dirà in seguito Fo che questo era il modo in cui i giullari medievali intrattenevano il pubblico, sfruttando anche piccoli incidenti per dialogare direttamente con esso: «… l'uso dell'incidente — dice — non l'ho inventato io, per esempio un attore dell'epoca di Ruzzante, Cherea, li provocava addirittura. A volte mentre recitava, imitava il ronzìo di una vespa, e cominciava ad inseguirla dappertutto… questa volava per tutto il teatro, sugli spettatori… e lui la inseguiva coinvolgendo il pubblico in questa situazione… anche Ruzzante — continua Fo — usava il dialogo diretto con il pubblico, tipico espediente del teatro del Cinquecento, facendolo partecipare al gioco scenico con la coscienza della finzione costante…».
italialibri.net

Quando nel 1997 si aggiudicò il premio Nobel per la letteratura, tutti in Italia si sorpresero. Era atteso, da tempo, un riconoscimento per il poeta Mario Luzi (che poi non arrivò mai), ma nessuno si aspettava che a ritirare il premio a Stoccolma sarebbe stato un giullare, un menestrello, anche un polemista politico e in generale un comico come Dario Fo.
Eppure, a leggere le sue commedie ed in particolare quel 'Mistero buffo' che è considerato il suo capolavoro, non c'è poi da meravigliarsi di un premio così prestigioso. Dario Fo è stato, infatti, sempre capace di unire nei suoi lavori gusto comico, satira del potere e ricerca filologica, dimostrando amore per la storia e passione politica. Già di per sé l'invenzione-scoperta del grammelot, il linguaggio che Fo attribuisce ai giullari medievali, è geniale nella sua capacità di scovare i capisaldi di una lingua e mischiarla con altre, creando un linguaggio nuovo ma comprensibile a diverse latitudini perché formato da tutti gli altri linguaggi; oltre a questo, le storie e i quadri storici raccontati burlescamente dimostrano sagacia, intuizione e vis polemica non indifferenti, uniti ad un vero e proprio talento teatrale che sa calibrare i tempi comici come quelli drammatici, che sa far sorridere ma anche di un sorriso amaro.
E, più che commedia, il 'Mistero buffo' è infatti un'opera a tratti triste, che di sicuro alla fine non lascia gioia ma quasi rabbia e frustrazione per un mondo che ci appare chiaro come raramente lo è stato, con tutte le sue ingiustizie e le sue bugie. Come si legge nella motivazione dell'Accademia svedese, «nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati»: per quanto possibile in un teatro.

ilpotereelagloria.com


Mistero Buffo

la satira tagliente del giullare
Mistero Buffo è, per usare le parole di Dario Fo, una "giullarata", nel senso che si richiama alla tecnica medievale dei giullari che portavano in scena un monologo, calandosi contemporaneamente in molteplici personaggi. L’incanto dello spettacolo nasceva proprio dall’incarnarsi e dal materializzarsi sulla scena, grazie a un solo attore e al solo potere della sua parola, di persone, luoghi, eventi spesso imponenti e grandiosi, senza il supporto di una scenografia, senza la fascinazione dei costumi o della musica.
Mistero Buffo presenta altre caratteristiche che hanno avviato una rivoluzione profonda nel concetto di teatro e che ritornano poi, sotto varie forme, nelle opere degli odierni attori-autori o, come è ormai consuetudine chiamarli per brevità, "
attautori". In primo luogo, la riscoperta dell’importanza della lingua, soprattutto nella sua coloritura dialettale, come veicolo di identità culturale. Nel caso di Mistero Buffo si tratta di un linguaggio totalmente reinventato, che attinge largamente ai dialetti padani del XIII-XV secolo. Una lingua teatrale inesistente, ricca, articolata, sciolta da qualsiasi vincolo normativo, ma comprensibile a tutti e con un irresistibile effetto comico.
         

sapere.it

 

 

MISTERO BUFFO

"La fame dello Zanni" racconta la storia di una fame atavica attraverso sproloqui e contorsioni da funambolo.
"La Resurrezione di Lazzaro" è la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo.
"Il Primo Miracolo di Gesù Bambino" costituisce il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi: come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla fatti dai compagni, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge.
"Bonifacio VIII" ci presenta il Pontefice prima nella magnificenza della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù. Classico anacronismo medioevale, teso a sottolineare l'immensa differenza tra i due.
“Le Nozze di Cana”, “Dedalo e Icaro, “Il Grammelot di Scapino” ed “Il Grammelot dell'Avvocato Inglese” sono alcuni tra gli altri testi del Mistero Buffo che Pirovano ha avuto occasione di rappresentare. I continui richiami all'attualità fanno da cornice ai quattro brani e, suscitando il riso, svelano il presente, ne dissacrano le false ingenuità.
Il termine “mistero” è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra. Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco. Chi l' ha inventato, è stato il popolo. Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca. Il teatro infatti, specie il teatro grottesco, è sempre stato il mezzo primo di espressione popolare, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. I giullari recitavano nei mercati, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. Sono loro, insieme ai comici dell'arte, gli inventori del grammelot, termine di origine francese coniato dai buffoni-clown-giullari.
I comici dell'arte usavano il grammelot a piene mani perché costretti sia dalla situazione di viaggiatori in mezzo a lingue diverse, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua: potevano al massimo mimare ed articolare suoni senza senso compiuto. Dalla tradizione dei comici dell'arte sono giunte a noi storie di esibizioni di grandi interpreti del
grammelot
targato cn - mariopirovano.it  

 

Mistero Buffo

is Dario Fo's one-man tour de force, in which he creates his own subversive version of Biblical stories. Infused with the rhythmic drive of a jazz improvisation, the immediacy of a newspaper headline, and the epic scope of a historical novel, Fo and his wife/collaborator Franca Rame have performed "Mistero Buffo throughout the world to over 10 million people.
One of the major theatrical artists of the twentieth century, Italy's Dario Fo was awarded the 1997 Nobel Prize in Literature.
Ron Jenkins' translations of Dario Fo have been performed across the country. He is the theater department chair at Wesleyan University

libreriauniversitaria.it

mariopirovano.it

italialibri.net

criticaletteraria.org/mistero-buffo

 

 

Mistero buffo   -  https://youtu.be/gKdKu8h-NXg  -  resurrezione di lazzaro
standing ovation a Udine per Dario Fo e Franca Rame
Oltre quattromila repliche per lo spettacolo che rappresenta una pietra miliare del teatro novecentesco italiano e rimane un'opera senza tempo ...  «Sono proprio gli eventi della vita che rendono attuali argomenti ormai antichi, è la politica che è sempre uguale» ...
quattro monologhi che spaziano dalla resurrezione di Lazzaro alla nascita di Eva, da Bonifacio VIII alla Madonna sotto la croce, considerato dallo stesso Fo il pezzo più importante di tutta la rappresentazione.
Fo è straordinario - ogni assolo è un successo scandito da applausi interminabili - quando mette a contatto un esplicito mescolamento di dialetti e di lingue inventate proponendo la “pratica” del
grammelot ... come un gioco onomatopeico del discorso, come un mimo vocale che imita il suono e il ritmo di una lingua senza articolarla.
la
prima messa in scena dell'opera risale al 1969 MA sarà  a partire dalla tournee francese nel 1973 - con le conseguenti esigenze di farsi capire da un pubblico straniero - che l'attore farà uso del grammelot.
Fo inventa... giulleria medioevale e commedia dell'arte ... grande capacità mimica corporale ... narratore, giullare, rapsodo ..
standing ovation meritata ...  - FRANCA RAME :  «Se mai dovessi decidere con Dario di lasciare Milano verrei qui» ...
fo : «
Un popolo senza cultura, è un popolo con una vita breve».

Stefania e Giulia Maurigh - triesteallnews.it - 2012

Dal 1969

anno in cui lo misero in scena per la prima volta a Milano in un capannone di Porta Romana «Mistero buffo» è stato replicato migliaia di volte in tutto il mondo aggiornandosi a ogni replica.

Lo spettacolo nacque con l'intento di dimostrare l'esistenza di un teatro popolare di grande valore che nulla aveva da invidiare ai testi di tradizione erudita che erano espressione della cultura della classe sociale dominante.

C'erano monologhi di tradizione popolare tratti da giullarate e fabliaux del medioevo non solo italiane ma provenienti da tutta Europa.
corrieredelmezzogiorno.corriere.it

 

http://youtu.be/8SnzkOJ5xC4  - FRANCA RAME RECITA IN MISTERO BUFFO

DARIO FO HA TENUTO E TIENE LEZIONI APERTE AL PUBBLICO SU MISTERO BUFFO PRESSO SCUOLE - FESTIVAL NAZIONALI ED INTERNAZIONALI .
2013

 

MARIO PIROVANO - BRAVISSIMO JOHAN PADAN - INTERPRETA   MISTERO BUFFO - LISBONA - 2014

... ' eccezionale. Soprattutto non mi fa il verso non mi imita. Dimostra una propria carica del tutto personale una grinta di fabulatore di grande talento '   ...

DARIO FO

 

 

Mistero buffo - nuova versione
alla rappresentazione base si aggiungono 'Storia della tigre e altre storie' 1979 e 'Fabulazzo Osceno' 1982 di cui Fo presenta 'La parpaja topola'.
teatro linearciak - 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

. Grammelot

 

Devo confessare che uno dei miei sogni segreti e' quello di riuscire un giorno ad entrare in televisione sedermi al posto dello speaker che da' le notizie del telegiornale e parlare, per tutto lo spazio della trasmissione in Grammelot... scommetto che nessuno se ne accorgerebbe


Oggi traneguale per indotto - ne consebase al tresico imparte montecitorio per altro non sparetico ndorgio, pur secministri e cognando, insto allego' sigrede al presidente interim prepaltico, non manifolo di sesto, dissest Clinton, si puo' intervento e lo stava intemario anche nale perdipiu' albato - senza stipuo' lagno en sogno - la - prima di estabio in Prodi e il suo masso nato per illuco saltrusio ma non sempre. Si sa, albatro spertico, rimo sa medesimo non vechianante e, anche, sortomane del Pontefice in diverica lonibata visito opus dei.


Per una buona mezz'ora si potrebbe continuare imperterriti.

sandra miana - comuniconline.it

 

 


https://youtu.be/CLNGH0XjfeE  -   impara l'arte -  corso di teatro -  grammelot   - università di alcatraz -  1986

 

 

 

 

 

umberto eco
Prima di tutto Umberto Eco è stato uno studioso del lessico, della lingua, veramente a grandissimo livello. Una cosa che ci legava era l’attenzione al dialetto, non soltanto per quanto riguarda la lingua, ma per la forma, per l’immagine, che attraverso il dialetto si riusciva ad ottenere. Ci fu un momento in cui lui nel libro “Il nome della Rosa” aveva inserito un personaggio molto importante, quello che si inventa una lingua, tutto strano, particolare. Quel personaggio parlava una lingua particolare, che cambiava di volta in volta. Lui stesso, un giorno, mi disse che era stato ispirato dal mio Mistero Buffo, che si ispirava apertamente al mio grammelot.

iltabloid.it - 2016

 

 

 

-
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone?
Sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Venite tutti in piazza fra due ore
vi riempirete gli occhi di parole
la gola di sospiri per amore
e il cuor farà tremila capriole.
Napoleone primo andava matto per 'sto dramma
ed ogni sera con la sua mamma
ci veniva ad ascoltar.
Napoleon di Francia piange ancora e si dispera
da quel dì che verso sera ce ne andammo
senza recitar.
E pure voi ragazze piangerete
se il dramma non vedrete fino in fine
dove se state attente imparerete
a far l'amore come le regine
e non temete se stanotte è scuro
abbiamo trenta lune di cartone
con dentro le lanterne col carburo
da far sembrare la luna un solleone.
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone
sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Vedrete una regina scellerata
innamorata cotta del figlioccio
far fuori tre mariti e una cognata
e dar la colpa al fato del fattaccio.
Napoleon francese per vederci da vicino
venne apposta sul Ticino
contro i crucchi a guerreggiar.
Napoleone primo che in prigione stava all'Elba
vi scappò un mattino all'alba
per venire a batterci le mani.
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone...

1958  dario fo  - facebook.com/DarioFoOfficial

 

 

 

 

      FO 1   1A   1B   2   3    

 

 

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