DARIO FO

      FO 1   1A   1B   2   3    

 

.  ma che aspettaTE a batterci le mani  

 .  MISTERO BUFFO       .  GRAMMELOT      .  NOBEL       .  BIBLIOGRAFIA

 

 .

 

 

 

2009

LA BIBBIA DEI VILLANI

L'OSCENO E SACRO

SANT'AMBROGIO E L'INVENZIONE DI MILANO

MANUALEE MINIMO - FO RAME

UNA VITA ALL’IMPROVVISA

GIOTTO o non giotto  ?

IL CORREGGIO

2008

L'APOCALISSE RIMANDATA

SOTTO PAGA NON SI PAGA

L'AMORE E LO SGHIGNAZZO

MICHELANGELO

2007

LA VERA STORIA DI RAVENNA

gesu e le donne

IL MONDO SECONDO FO - MANIN

2006
New York

bello figliolo che tu se raffaello

HO VISTO UN RE
La Luna e la voce.   Con DVD

SFIDA AL QUADRATO

IL MANTEGNA IMPOSSIBILE
2005
Il Mondo secondo Fo
My First Seven Years (Plus a Few More)
Buongiorno Piemonte. it e ingl
Caravaggio al tempo di Caravaggio

 

 

 

2004
Il tempio degli uomini liberi. Il duomo di Modena
Cibo per la mente (1 e 2 )
Morte accidentale di un anarchico. 2 atti
L'esperienza di Villa S. Ignazio
Lavorare per progetti
Green existence

2003
Johan Padan
Accidental Death of an Anarchist
Battaglion Baionetta
Giochi
Vengo anch'io! No, tu no

2002
Backgammon
Mistero buffo
Giocare e vincere a poker

2001

Mistero buffo + videocassetta
Il paese dei mezaràt
ascensione di Alessandro Magno
 Cenacolo di Leonardo
Lezioni di teatro + videocassetta
Ventidue cose
2000
Teatro
1999
Cartigli infernotti e cronache
Santo jullàre Françesco + videocassetta
La vera storia di Ravenna
1998
Le commedie vol 12
Il diavolo con le zinne
Marino libero! Marino è innocente!
1997
Le commedie vol 1

 

unilibro.it


LA BIBBIA DEI VILLANI

FO rispecchia appieno la sua vocazione più autentica: portare la letteratura al popolo

Esistono Bibbie degli imperatori, splendidamente miniate, ed esistono, meno appariscenti e meno note, ma non meno preziose, Bibbie dei villani. Sono le Bibbie dei contadini, dei piccoli mercanti e degli artigiani, insomma del popolo minuto, che la tradizione orale e scritta di ogni regione d’Italia ci ha tramandato, e che Dario Fo e Franca Rame hanno scoperto in anni di ricerche sulle tradizioni popolari, ricreato sulla scena e ora riproposto, in una versione inedita, in questo libro: fabulazioni tragiche miste al grottesco e alla sempre presente autoironia, inventate nei secoli dai siciliani, dai calabresi, dai napoletani e dai contadini di tutta la valle del Po. In queste Bibbie, commosse e piene di risate, Dio è gioia ma anche sofferenza, godimento e pianto, sorriso e sghignazzo: il Dio dei villani discute con gli animali e con gli umani, certe volte anche li aggredisce; l’Altissimo, essendo il padre delle sue creature, ha i loro stessi pregi e i loro stessi difetti, persino la gelosia, la paura di rimanere solo, la malinconia. E poi, altro fatto straordinario, egli non è solo maschio, ma anche femmina, cioè madre, una tradizione che viene da tempi lontani, dalla Grecia arcaica. La Bibbia dei villani di Dario Fo segue liberamente la successione «biblica», dall’Antico al Nuovo Testamento, dalla Genesi ai Vangeli canonici e apocrifi, con prologhi che introducono i vari racconti scritti nel volgare di lingue diverse con versione italiana a fronte. Ne viene fuori una storia di meraviglie e di storture, di miracoli e di stragi, di crudeltà e di tenerezza, di follie di potenti e onnipotenti e di saggezza popolare, dove il Signore parla attraverso l’energia e la concretezza dei villani.
ibs - 2010
SANT'AMBROGIO E L'INVENZIONE DI MILANO
Ambrogio, vescovo della città di Milano, viene festeggiato il 7 dicembre; in memoria della sua nascita viene dedicata la première musicale al Teatro alla Scala; in quei giorni si inaugura in suo onore la fiera degli 0 béj o béj, le persone meritevoli vengono premiate con l'Ambrogino d'oro, una moneta su cui è riprodotto il ritratto del santo, e a lui è persino dedicato un piatto. Nonostante questo non si sa molto di sant'Ambrogio. Da dove viene? Dove nasce? Come si è fatto vescovo? Per quale motivo era rispettato e temuto sia dai barbari germanici che dai sapienti greci? Dario Fo, in modo del tutto originale, ci racconta di quest'uomo che all'età di trentacinque anni circa si ritrova con sua meraviglia acclamato vescovo e implorato dalla popolazione ad accettare, a buttare alle ortiche l'abito di uomo del potere imperiale (amministratore, giudice, governatore, cioè al culmine della carriera), a calzare la stola e a impugnare il bastone del pastore d'anime. Ci racconta di come Ambrogio, che prima del gran volo non professava alcuna fede, completamente estraneo al problema religioso, si sia buttato nel nuovo ruolo con un impegno e una passione stupefacenti. Di come abbia rischiato di essere ammazzato decine di volte, di come abbia sollevato la gente contro l'imperatore e contro la trivialità dei ricchi.
ibs - 2009
L'Apocalisse rimandata - intervista
Apocalypse now?

«No, rimandata, perché nel mondo si verifica il grande ribaltone. È un sogno, il mio, nella speranza di un risveglio. Il pianeta riscopre l'energia da fonti naturali, il piacere di ritrovarsi, la voglia di verità dopo tutte le bugie e i silenzi dei capi dell'impero occidentale, interessati a nascondere la fine delle riserve petrolifere, complici alcuni scienziati. Mentre altri da tempo...».
Ironizza su tutto, tranne che sulle donne. Perché le rende sempre così determinanti?
«Perché ho vicino Franca. Mi incarna l'autonomia della donna, mai succube. In un vangelo apocrifo, alla domanda sul perché Gesù la onori, Maddalena risponde: "perché ho l'utero". La donna è la terra madre».
Claudia Provvedini - vivimilano.it

Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere.
ibs.it - 2008

 

Dario fo, con    L’amore e lo sghignazzo

presenta, ancora una volta, al lettore-spettatore i suoi amati personaggi, i suoi antieroi: eretici, giullari, amanti trasgressori, satiri e utopisti. Il libro si divide in cinque racconti, storie antiche che, però, descrivono i sentimenti e gli ideali dei nostri giorni
nonsolocinema.com 

 

 

 

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mistero  buffo

 

www.italialibri.net/opere/misterobuffo.html     RECENSIONE

www.mariopirovano.it/mistero.html     DI DARIO FO

www.ilpotereelagloria.com/modules.php?name=Reviews_3&rop=showcontent&id=114      RECENSIONE

 

 

Il termine "mistero" è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra.

Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco. Chi l' ha inventato, è stato il popolo. Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca. Il teatro infatti, specie il teatro grottesco, è sempre stato il mezzo primo di espressione popolare, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. I giullari recitavano nei mercati, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. Sono loro, insieme ai comici dell'arte, gli inventori del grammelot, termine di origine francese coniato dai buffoni-clown-giullari. I comici dell'arte usavano il grammelot a piene mani perché costretti sia dalla situazione di viaggiatori in mezzo a lingue diverse, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua: potevano al massimo mimare ed articolare suoni senza senso compiuto.
Dalla tradizione dei comici dell'arte sono giunte a noi storie di esibizioni di grandi interpreti del grammelot.
alephteatrojerago.it/tar2006/buffo.htm

 

IL GIULLARE - ESPRESSIONE TEATRALE DEL POPOLO

con la propria cultura e i propri sentimenti di rivolta: ecco la figura che offre a Fo i modi espressivi più consoni alle sue esigenze interpretative e comunicative. I giullari recitavano nelle piazze, nei mercati e, assieme ai comici dell’arte, furono gli inventori del grammelot, sorta di lingua, di articolazione di suoni e di azione mimica messe assieme, nate sia dalla situazione peculiare dei giullari che viaggiavano in luoghi in cui si parlavano lingue diverse, e quindi dalla necessità di farsi intendere un po’ da tutti, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua. «… Fin dal Mille — dice lo stesso Fo — il giullare girava piazze e paesi, facendo sotto forma di recitazione satirica delle vere e proprie accuse ai potenti. Egli era una figura che si concretizzava direttamente dal popolo, dal quale attingeva la rabbia, per poi ritrasmettergliela mediata dal grottesco»; questa forma di teatro popolare era «il giornale parlato e drammatizzato del popolo».
www.italialibri.net/opere/misterobuffo.html

 

 

Mistero buffo

si basa sull'interpretazione di un solo attore, che recita nella lingua originale dell'opera, rivisitata in dialetto padano con inflessioni venete, lombarde e piemontesi. L’attore entra ed esce dai vari personaggi e mantiene con il pubblico un contatto diretto, spiegando ciò che sta facendo e chiedendo anche il suo aiuto. Dirà in seguito Fo che questo era il modo in cui i giullari medievali intrattenevano il pubblico, sfruttando anche piccoli incidenti per dialogare direttamente con esso: «… l'uso dell'incidente — dice — non l'ho inventato io, per esempio un attore dell'epoca di Ruzzante, Cherea, li provocava addirittura. A volte mentre recitava, imitava il ronzìo di una vespa, e cominciava ad inseguirla dappertutto… questa volava per tutto il teatro, sugli spettatori… e lui la inseguiva coinvolgendo il pubblico in questa situazione…, anche Ruzzante — continua Fo — usava il dialogo diretto con il pubblico, tipico espediente del teatro del Cinquecento, facendolo partecipare al gioco scenico con la coscienza della finzione costante…».
http://italialibri.net/opere/misterobuffo.html


Mistero Buffo

la satira tagliente del giullare
Mistero Buffo è, per usare le parole di Dario Fo, una "giullarata", nel senso che si richiama alla tecnica medievale dei giullari che portavano in scena un monologo, calandosi contemporaneamente in molteplici personaggi. L’incanto dello spettacolo nasceva proprio dall’incarnarsi e dal materializzarsi sulla scena, grazie a un solo attore e al solo potere della sua parola, di persone, luoghi, eventi spesso imponenti e grandiosi, senza il supporto di una scenografia, senza la fascinazione dei costumi o della musica.
Mistero Buffo presenta altre caratteristiche che hanno avviato una rivoluzione profonda nel concetto di teatro e che ritornano poi, sotto varie forme, nelle opere degli odierni attori-autori o, come è ormai consuetudine chiamarli per brevità, "
attautori". In primo luogo, la riscoperta dell’importanza della lingua, soprattutto nella sua coloritura dialettale, come veicolo di identità culturale. Nel caso di Mistero Buffo si tratta di un linguaggio totalmente reinventato, che attinge largamente ai dialetti padani del XIII-XV secolo. Una lingua teatrale inesistente, ricca, articolata, sciolta da qualsiasi vincolo normativo, ma comprensibile a tutti e con un irresistibile effetto comico.
         

sapere.it

 

 

MISTERO BUFFO

"La fame dello Zanni" racconta la storia di una fame atavica attraverso sproloqui e contorsioni da funambolo.
"La Resurrezione di Lazzaro" è la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo.
"Il Primo Miracolo di Gesù Bambino" costituisce il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi: come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla fatti dai compagni, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge.
"Bonifacio VIII" ci presenta il Pontefice prima nella magnificenza della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù. Classico anacronismo medioevale, teso a sottolineare l'immensa differenza tra i due.
“Le Nozze di Cana”, “Dedalo e Icaro, “Il Grammelot di Scapino” ed “Il Grammelot dell'Avvocato Inglese” sono alcuni tra gli altri testi del Mistero Buffo che Pirovano ha avuto occasione di rappresentare. I continui richiami all'attualità fanno da cornice ai quattro brani e, suscitando il riso, svelano il presente, ne dissacrano le false ingenuità.
Il termine “mistero” è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra. Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco. Chi l' ha inventato, è stato il popolo. Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca. Il teatro infatti, specie il teatro grottesco, è sempre stato il mezzo primo di espressione popolare, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. I giullari recitavano nei mercati, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. Sono loro, insieme ai comici dell'arte, gli inventori del grammelot, termine di origine francese coniato dai buffoni-clown-giullari.

I comici dell'arte usavano il grammelot a piene mani perché costretti sia dalla situazione di viaggiatori in mezzo a lingue diverse, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua: potevano al massimo mimare ed articolare suoni senza senso compiuto. Dalla tradizione dei comici dell'arte sono giunte a noi storie di esibizioni di grandi interpreti del
grammelot
targato cn - www.mariopirovano.it  

 

Mistero Buffo

is Dario Fo's one-man tour de force, in which he creates his own subversive version of Biblical stories. Infused with the rhythmic drive of a jazz improvisation, the immediacy of a newspaper headline, and the epic scope of a historical novel, Fo and his wife/collaborator Franca Rame have performed "Mistero Buffo throughout the world to over 10 million people.
One of the major theatrical artists of the twentieth century, Italy's Dario Fo was awarded the 1997 Nobel Prize in Literature.
Ron Jenkins' translations of Dario Fo have been performed across the country. He is the theater department chair at Wesleyan University

libreriauniversitaria.it

 

 

 

. Grammelot

 

Devo confessare che uno dei miei sogni segreti e' quello di riuscire un giorno ad entrare in televisione sedermi al posto dello speaker che da' le notizie del telegiornale e parlare, per tutto lo spazio della trasmissione in Grammelot... scommetto che nessuno se ne accorgerebbe


Oggi traneguale per indotto - ne consebase al tresico imparte montecitorio per altro non sparetico ndorgio, pur secministri e cognando, insto allego' sigrede al presidente interim prepaltico, non manifolo di sesto, dissest Clinton, si puo' intervento e lo stava intemario anche nale perdipiu' albato - senza stipuo' lagno en sogno - la - prima di estabio in Prodi e il suo masso nato per illuco saltrusio ma non sempre. Si sa, albatro spertico, rimo sa medesimo non vechianante e, anche, sortomane del Pontefice in diverica lonibata visito opus dei.


Per una buona mezz'ora si potrebbe continuare imperterriti.

sandra miana - www.comuniconline.it

 

 


http://www.youtube.com/watch?v=CLNGH0XjfeE

 

 

 

-
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone?
Sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Venite tutti in piazza fra due ore
vi riempirete gli occhi di parole
la gola di sospiri per amore
e il cuor farà tremila capriole.
Napoleone primo andava matto per 'sto dramma
ed ogni sera con la sua mamma
ci veniva ad ascoltar.
Napoleon di Francia piange ancora e si dispera
da quel dì che verso sera ce ne andammo
senza recitar.
E pure voi ragazze piangerete
se il dramma non vedrete fino in fine
dove se state attente imparerete
a far l'amore come le regine
e non temete se stanotte è scuro
abbiamo trenta lune di cartone
con dentro le lanterne col carburo
da far sembrare la luna un solleone.
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone
sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Vedrete una regina scellerata
innamorata cotta del figlioccio
far fuori tre mariti e una cognata
e dar la colpa al fato del fattaccio.
Napoleon francese per vederci da vicino
venne apposta sul Ticino
contro i crucchi a guerreggiar.
Napoleone primo che in prigione stava all'Elba
vi scappò un mattino all'alba
per venire a batterci le mani.
Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone...

1958  dario fo

 

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