este PD - 22 settembre 1977



non esiste il Poeta ma esistono le poesie  



Matteo Pazzi
.  nato a Este - Pd - il 22 settembre 1977 -  risiede a Voghiera - Ferrara
laureato in scienze politiche con una
tesi sul filosofo francese J.J. Rousseau. Ha conseguito tre master universitari.
.  PRESIDENTE
associazione culturale Gruppo del Tasso - DAL 2016 -  collabora tra gli altri matteo bianchi nel consiglio direttivo .
-  Il nostro gruppo si fonda su due costanti, l’amicizia e la letteratura come approccio ideale alle realtà.   

    Cercare con costanza un significato alle nostre azioni, piccole o grandi che siano, dà coraggio al presente e lo salva dalla banalità.  -mp
   Cresceranno pure progetti come
Jane Doe  CHE  ha già dato alle stampe  DECINE DI  titoli.     La linea editoriale ideata da Pazzi si appoggia ad Amazon da tempi non sospetti .
.  PRESIDENTE
GSF - GRUPPO SCRITTORI FERRARESI

.  COLLABORA CON LA COMPAGNIA DEL LIBRO PER  RASSEGNA DEL GIALLO - 2014
.  insieme ad altri autori ha partecipato alla stesura del libro
il battello scalzo / racconti per bambini e ragazzi - 2016
.  3° classificato al premio nazionale di filosofia - unesco -  2016


-  a proposito della candidatura a sindaco  nel 2014 -
Mi candido
 sindaco perché credo che Voghiera sia un bellissimo Comune ricco di cultura, contiguo a Ferrara, poco distante dall’aeroporto di Bologna e non lontano dal mare. La bellezza di Voghiera merita il nostro tempo e le nostre energie.
I piccoli Comuni sono 'clausole di salvaguardia del senso comunitario' .  
Essere una comunità significa affrontare i problemi con umanità senza discriminare nessuno ...

Ho perso le elezioni. Mi complimento ed auguro buon lavoro al nuovo sindaco ! ringrazio coloro che hanno collaborato con me.
fb/mp -  maggio 2014

MATTEO PAZZI SI RACCONTA
HO INIZIATO A SCRIVERE ALL'ETÀ DI 13 O 14 ANNI. IL PRIMO RACCONTO ERA, NEANCHE DIRLO, SMACCATAMENTE AUTOBIOGRAFICO.
NARRAVA LA DOLCE STORIA DI UN BAMBINO RITROVATOSI A FREQUENTARE UNA SCUOLA VISSUTA COME UNA PRIGIONE.
ALL'ETÀ DI 15 ANNI
MI SCONTRAI CON LA POESIA. I PRIMI ESPERIMENTI POETICI AVEVANO UN INGENUO SAPORE A METÀ STRADA TRA IL FILOSOFICO ED IL ROMANTICO. IL MIO SCRIVERE HA IMBOCCATO NUMEROSE STRADE. POESIA, NARRATIVA, SAGGISTICA, TEATRO.
MOLTI TESTI SONO STATI PUBBLICATI SU RIVISTE QUALI Il foglio clandestino - Poesia - Soglie - L’ippogrifo - Il vascello di carta - Il Segnale.
ASPETTATIVE PER IL FUTURO? CONTINUARE A CRESCERE, CONTINUARE AD ESSERE IL PIÙ POSSIBILE INTELLETTUALMENTE ONESTO, NON SMETTERE DI SOGNARE.
enrico ferranti - laweb.tv/laweb09 - 2014
margencero.com poesie in spagnolo  - 2015

- MOSAICO D'AMORE - ATELIER DELLE ARTI - salotto multiculturale - FERRARA
- Ringrazio il caro amico
MATTEO PAZZI poeta/scrittore/filosofo, che per me si è lanciato nella sua prima esperienza teatrale e con grande generosità mi ha scritto d'un fiato la sceneggiatura.
rita mazzini - atelier delle arti - salotto culturale - 2016

 

 

-  il Gruppo scrittori ferraresi SCEGLIE UN'OPERA DI MATTEO PAZZI COME COPERTINA DE L'IPPOGRIFO di giugno 2018 .
- Tele come trame, tessuti dell’anima: colori che ricamano - e a volte assediano - il silenzio bianco delle possibilità .
estense.com - 2018

 

 

 

***

24 POESIE - 2000

IL PASTO - 2002 

CHIUSO PER LOTTA -  2003

.PDF

 

 



Penso ancora a Chiara
bella novità
 
in fondo penso a lei da sempre -
la vidi per la prima volta
all'età di dieci anni
all'epoca la scuola
mi pesava sul cuore
come un cadavere in putrefazione
(la maestra era severa e mi faceva paura) -

ci fecero partecipare ai giochi della gioventù
e io corsi e corsi - se mi fossi riuscito
a qualificare per la finale
avrei saltato un giorno di scuola
e allora io corsi e corsi
e mi qualificai per la finale

che si svolse, un paio di settimane dopo
nell'ippodromo di Ferrara -
il percorso era un giro di pista
ossia 1 chilometro e mezzo -
non mi ero allenato,
non me ne fregava davvero un cazzo
di quella miserabile gara
di quel miserabile ippodromo
di quella miserabile cittadina
di quel miserabile evento -
inutile aggiungere che arrivai ultimo

ma nessuno mi derise,
nessuno mi disse niente,
ero un bambino invisibile
e contento perché per un giorno almeno
non avevo dovuto subire
l'umiliante presenza
dell'odiata insegnante e dell'odiata scuola -

mentre eravamo in attesa di iniziare
la competizione podistica
ti vidi
io ero un invisibile bambino di dieci anni
silenzioso e lontano
tu eri una vivace bambina di dieci anni
con i capelli neri che scherzava e rideva

tu non mi hai visto
io ti ho visto

è sempre stato così
e questa è tutta la Storia, in fondo.

 
Rumore di viso caduto
 
(la notte è una palpebra che sbatte)
quasi un prezzo da pagare
(le stelle, una catena di passi bianchi).

'Non c’è fine ma fame inascoltata
sempre come un uomo che non sa leggere
davanti ad una insegna luminosa –
ogni strada tradisce un debito'.

Le onde rimangono spilli gesticolanti
inghiottiti da una voce –
rumore di viso caduto
nel destino di una ruota che chiede.

La gabbia a volte abbaglia
con una porta semiaperta
burattino che gioca
con una corda – il mare.

E ancora rumore di viso caduto
nel pugno chiuso di una prigione che corre.

'
Lo spazio assomiglia a qualcuno
che quando parla
non ti riesce
a guardare in faccia
'
.






Seconda sera

In limpida discesa la sera
esilio di finestra specchiata
nella miccia di un fiore
che scolora nel legno del cielo.
In limpida rosa la sera
s’inarca come vetro di vento
sulla trasparenza di una veste
e il sole era un soffio nella corsa.


L'unico hotel

Giorno: bottone di luce nel cielo

L'hotel è il tempo, rapina di arrivi
e partenze
quando anche tu arrivi, esigua circostanza
di fronte a una sterminata
colletta di strade e ombre

l'hotel possiede troppe
camere per essere tutte numerate

ed ecco allora la paura
la sensazione di un frutto
appena caduto
che stringe come una goccia d'acqua
in un secchio

poi chiedi la chiave della tua camera
e nessuno ti risponde

sola, pensi, ancora una volta
senza casa, urlo lanciato
da un irrilevante filo d'erba, il domani
 - dove non sei e non sono -
è ancora un altro tavolo da sistemare
dopo la chiusura dell'hotel.



finalista premio tirinnanzi 2006

A Dragana

Si accende, laggiù, nuda e disarmante
la piccola luce rossa della boa
e sbuffa invisibile sotto lo scafo
un toro che ha onde
al posto delle corna.
Si accende, laggiù, come
un'altra riva, quella sognata,
il punto in mezzo alla parola.


rivista poesia





Dalla periferia

Attimo di penna
che scrive orli rapiti
sulle labbra dei fanali
delle auto veloci
forse quasi una giovinezza
quel sentiero che in loro naviga
come una parola
in una frase sorda.


rivista il filo

NEL DISTRETTO INDUSTRIALE

LA MAGGIOR PARTE DELLE NARRAZIONI
SONO IL RESOCONTTO DI PARTE
DI CHI AVEVA QUALCOSA DA PERDERE
IL PIOVASCO DI ALCUNE MINORANZE
ELEVATO AL RANGO DI ALLUVIONE UNIVERSALE

DICE UN CARTELLO
POSIZIONATO ALL' ENTRATA PRINCIPALE
DELLA FABBRICA

UN CANE RANDAGIO
CON UN OSSO RINSECCHITO FRA I DENTI
ATTRAVERSA LA STRADA
E GUARDA

IL SOLE CAVALCA LE ORE
LAVORATIVE, È UNA GRAFFETTA DI LUCE
NASCOSTA FRA IL SACRO ALTARE DI UN APERITIVO
E LA SCARAMANZIA DI UN BUDGET –

E INTANTO LA VITA ...

APRIRE LE BRACCIA
E ACCORGERSI DI NON ESSERE PIÙ SOLI
APRIRE LE BRACCIA

E IMMAGINARE DI ABBRACCIARTI
COME SE LA TUA STRETTA
FOSSE QUELLA PARTE MANCANTE
CHE PERMETTE ALLO SGUARDO DI CIASCUNO

D’ESSERE UN FRUTTO E NON IL BANALE AMMORTAMENTO
DI UN MEZZO DI PRODUZIONE

E INTANTO IAVITA
UN BUSINESS PLAN SIMILE A UN SORRISO
STAMPATO SUL VISO
DI UN CADAVERE

SEMPRE DI FRONTE
A QUEL CANE RANDAGIO
CHE GUARDA
LA RESA DEI CONTI DEL TUO GIORNO

È IL BORDO BIANCO
AL TEMINE DELLA PAGINA ...

LASCIA ANDARE L'OSSO RINSECCHITO
SEMBRA SORRIDERE


EQUILIBRISTA

LA PARETE E UN POLMONE. E TU SEI DENTRO. LE TUE GAMBE SONO QUESTA MOSCA CHE RONZA ATTORNO ALLA LAMPADA. E TU SEI DENTRO. UNA FOGLIA DI LUCE AFFONDA NEL FRAGORE DELLE TUE MANI. E TU SEI DENTRO. LE UNGHIE DEI MURI SCOLPISCONO SULLE MIE LABBRA UN BICCHIERE. FRA I DENTI DELLE IMPOSTE ARRUGGINISCE IL TRAMONTO. SEMPRE L'ELASTICO DELLO SPAZIO. E TU SEI DENTRO. UN SILENZIO CHE LASCIA NELLO SGUARDO IL MONDO DI UN MUTO BURATTINO. E TU SEI SEMPRE DENTRO.

pagg 48-49 - fondamenta instabili


Zoo & homeless
I
"It's not enough interesting"
the teacher screamed
To a young child
- His eyes, a tear of silence -
And near a corner, into the dark

A homeless as impossible as an ice-cream
That someone would use to switch off
An enormous fire

He was thinking about
those children & teacher -

Where can I find myself ?
WHere am I ?
The giraffe sees me
and the camel seems to smile
Is this the end of the street ?

The sun was a hat
That no-one head can wear -

The teacher said
"We'll become a polar bear
Into the desert."
Homeless closed his eyes
And a new world knocked on the door.


II
On the other hand an empty glass
Started to fight with a bottle of rum -

Two ballet dancers
Two surgeons around a bodY -

The homeless is writing his name on a cloud
And his life is a parking ramp.


page 89 – berkeley poetry review / issue 44

RESIARIO - Città prospettive d'assedio
I
Visitando la luna - artiglio eburneo
Era l'inizio. Il polso tagliato dell'alba e una maschera. Nella cella una lunga lista di nomi (fiori di muro) apre la porta a un cielo diviso in due parti da una lunga linea rugginosa - è il cappio sulla sbarra di un edificio. Chi era? La sera s'inabissa e un sipario di luce innalza. Una porta e qualche corda gialla. Ma la corda è senza nome, è senza nome. Insieme al denso liquore ringhiante dentro i lucchetti, quello sguardo annuncia altri sguardi. Un rosseggiante mattone impicca, attraversando sbiaditi abbracci, le vele ammainate delle braccia. La catena strappa i passi della riva, fuoco sulla pietra. Fuori.
II
Tazzina di caffe'
Occhio nero fra sanguinanti rami danzanti, opaco languire di chiglia sul nudo tetto di una pozzanghera. Mi fissa e fissa la finestra vuota che il suo remo roteante dischiude sulla fronte dei tronchi. Veloce firma d'acqua sulla sabbia - un frutto maturo zittito dalla pesante trave di velluto della sera. L'oscurità offre il suo mantello... Purpuree bambine calpestano i rospi cresciuti negli occhi dei lampioni ma le loro piccole mani sono ormai dei forni crematori. Battelli morti pugnalano i rami, pioggia davanti a sfondi illesi.

da il pasto - este edition -  2002

il pasto
libro ancora strettamente legato all'attualità. strutturato in 4 sezioni - resiario - trave di deserto - gli entrati - giorno impossibile .
la città sotto assedio è ferrara che  ha perso attualmente la sua connotazione astorica e metafisica a causa del terremoto .

veronica capucci -  la nuova ferrara - 2014
Nella terza sezione l’obiettivo è centrato su coloro che hanno violato la città e l’hanno posta sotto assedio. L’autore ha volutamente scritto Entrati con la iniziale maiuscola, ad indicare che essi sono i depositari della Storia e che hanno cambiato la città anche con la violenza. In questa sezione, l’ultima poesia sottolinea la brutalità commessa ai danni degli abitanti del luogo e l’autore, intervistato telefonicamente, racconta che per comporla si è ispirato all’irruzione della polizia alla scuola Diaz avvenuta nel Luglio 2000.
veronica capucci - lasinorosso.myblog.it - 2014


Imparare il regno dei tuoi occhi

foglie di giorni la tua voce, come uno specchio
esilio in un bacio.

Orizzonte - piccola parola scritta
da una pesca
carezza che dicembre
un ramo.

Imparare il regno dei tuoi occhi
urlare un silenzio:

l'Amore è una sconfitta
che ci libera
da ciò che non può restare.


finalista premio gianfranco rossi

Il numero di spalle al solco

Come maschera
interrotta
nasce una foce
nel porticato taciuto

è un numero
di spalle al solco,
mano di terra
sull'esaurirsi
del portone
ormai rosso.


rivista ellin silae

Acqua di clessidra

Le inespugnabili promesse del fiume
parole rosse sopra una spada.
La battaglia dei rami
ormai è un paese disabitato,

l'esercito attende l'ordine del Re.
Le lance - tori sbuffanti,
i cavalli, gocce di pioggia
strappate dalle ali di un vetro.

(Pitagora e lo Zero,
testimoni di un'identità
che ordisce certezze
simili alle braccia di un diario.)

Il cancello scrive un pendio di cera,
il libro delle foglie
è un filo tagliato -
l'esercito attende l'ordine del Re:

quell'attesa partenza nutriva
il circondante museo della sabbia:
Partenza - Odisseo, ago d'acqua
in cui si uniscono

i due specchi della clessidra
ed Esercito - Sabbia, riva che attende
l'onda della sua pagina bianca.


rivista  poesia


Preghiera di Isola - a Chiara B.

a
Torre di voce,
come un passo
che racconta
la solitudine
di una pozzanghera
mano di buio,
la notte

b
il viaggio strappa il viaggiatore,
diversità
una città che parla una strada
il precipitare dello sguardo
nell'unità di misura
di ogni Luogo,
una promessa

c
una foglia di vento
s'annoda ai rami,
l'albero inizia a spiegare
la sua libertà

d

isola
pur essendo da sola
era con qualcuno
audacia di alunno
che non corregge
l'errore riconosciuto.


rivista
UnPoDiVersi


Chiedimi tutto

il fango dei giorni fra le lenzuola sporche
un accendino scarico

mozzicone di sigaretta
specchio nel quale rammendo il mio viso

i carboni ardenti delle tue gambe lunghe
la mia lingua ci cammina sopra

è un debito contratto con il paradiso
è un autobus preso appena in tempo

rischiavo davvero di restare per sempre
in questo posto disabitato
dimenticato da dio

risalgo le tue gambe lunghe
sono un salmone impazzito

sei un torrente che si divincola
la tua pelle sudata di colori
come la tela di un dipinto

mi accarezzi i capelli
orso che si gratta la schiena
contro il tronco di un albero

poi devi proprio andare
resto da solo con l’odore del tuo corpo

mi alzerò da questo letto
solo quando ritornerai

perché assaggiarti
è come continuare a vivere
dopo che si è morti


i poeti del duca – antologia – kolibris 2013


Dietro

Il cancello piegato
dalle parole dell’alba
forma pagine rosse
attorno ai flauti delle foglie:
i rami mostrano
gli interrogativi della strada.
Loquace lontananza,
le finestre chiuse
sembrano una carezza,
consumato trofeo,
la luna si nasconde
fra le dita di una statua.
Forse ciò che l'argine
non raccoglie.


rivista soglie



La terra e il mare finiscono


Dove iniziano le sue braccia e il suo sguardo:
Lei è un luogo nel quale puoi sorprendere
Il gigante azzurro del cielo
Mentre, come un caldo un maglione,
Si corica e addormenta sulla pianura.
L’estate del mio amore
Per Lei: primi passi di bimbo
In un mondo grande quanto
Un indovino che indovina.


antologia labyrinthi - liminamentis ed 2013



Abbracciati


come lettere in una parola
prossimi fino a quasi scomparire
l’uno nell’altra,
leggermente socchiudo gli occhi
le mie dita scorrono tra i tuoi capelli
sono l’incudine di un’onda che accarezza
il martello di una piccola vela
e
dopo che sei uscita
trovare sul tavolo della cucina
due tazzine di caffè 
e continuare a saperti …
… qui … con me … vicina …


da compendio del cacciatore disarmato - 2008



a P.

Arrivi sempre
un po’ prima delle 8
del mattino –
io
canzone
che nessuno
mai canta

tu bellissima
tu veloce
tu sorriso biondo
come i tuoi capelli
in un mondo
d’inchiostro nero

tu sguardo
profondo come un desiderio
espresso subito dopo
aver visto una stella
cadere

tu libera –
incontrare una persona
e avere la sensazione
di conoscerla
da sempre –
conoscere una persona
e provare l’assurda
sensazione
di trovare la propria città
nello sguardo
di un altro
mondo.


rivista lippogrifo



a Elisa

Trentacinque anni sono la prua in fiamme
di un battello nato
da un accendino di alcuni momenti
e qualche appunto
giocare a nascondino
con un cane invisibile
e sorprendere il proprio cuore in un bar
ubriaco fradicio di case sfitte
come il catasto di un viso
che nella memoria
con dolcezza sfiora
le corde di una chitarra,
non è facile svegliarsi in un letto vuoto
non è facile tagliare il traguardo
non avendo voglia di arrivare
e cercare nell’armadio
un vestito che non c’è
eppure vederlo eppure vederti
mentre sono qui
e la fettina di limone
nella tazza di the
è il giro del mondo
del tuo sguardo
così aquilone coricato sopra a un divano
e quanto vento sento
e quanto in alto voli


rivista  poesia


a Chiara

Sbocciare, risatina
di porta
che sbatte
un ballo in maschera
io vestito
da finestra
tu travestita
da orizzonte
la rosa rossa nel vaso
saluta tutti
e va via
scoprire nel tuo sguardo
una strada
e una voce
fiume
rincorso dagli argini
sono qui da sempre
ti attendo
ti aspetto ancora un po’
e nel frattempo
è sbocciata la notte
valzer
di ombre e stelle
attorno al giradischi
attonito
della luna,
per me
un altro cammino
fra le dita
che continuano a cercarti
e il filo d’erba
dell’alba
che nessuno e niente
potrà mai tagliare
perché tu sei
giorno
anche quando
il tempo è finito.

rivista lippogrifo

servizi.comune.fe.it





Il cacciatore senza memoria

Io ricordo
la campagna e l’inverno
compassi di nebbia
fra le magre stelle polari
dei nudi alberi da frutto –
arrivo – ancora una volta

è un piccolo paese
un gruppetto di case
simili a pezzetti di pane
sulla schiena
di operose formiche

m’incammino verso
l’unico bar del luogo
una persona anziana e sconosciuta
appena mi vede entrare
getta a terra il cappello
e si tappa la bocca con le mani
Il mio bar si chiama Dio
dice il proprietario
da dietro il bancone

dove stai andando ? mi chiede

Vivere spesso
ha il sapore di un partire oggi
e arrivare ieri
gli rispondo

la persona anziana e sconosciuta
raccoglie il cappello
e me lo porge.









GALATEO DI PAESAGGIO
' opera particolarlmente meritevole '   -  giuria premio comune di leivi - ge
disegno in copertina di MP


casa

fuori da ogni riparo
inquieta ciocca di capelli
che s'adagia sul mio petto
scroscio di pioggia
appeso alle spine di una rosa






la parola dopo Internet… potenziamento o vana torre di Babele, democrazia delle belle lettere o anarchia reificata?

Internet è prima di tutto  ' controllo ' . Navigare in Internet se non adottando contromisure da utente esperto significa -  almeno potenzialmente -  essere monitorabili e tracciabili. Internet è la morte della privacy. La parola nel regime Internet è il linguaggio del Big Brother di orwelliana memoria.
Nel web, anche se non è sempre semplice rendersene conto, la censura viene ottenuta tramite il caos comunicativo. In sostanza se una goccia di verità è immersa in un oceano caotico di menzogne o di raffinati luoghi comuni, l’obiettivo del “non far sapere”, tipico di ogni regime ossessionato dall’idea del controllo, è raggiunto. Ricordiamo, per inciso, che tutto il marketing è un sistema di convincimento e, quindi, di controllo. Ciò premesso, Internet rimane il più potente strumento di ricerca e comunicazione, da vagliare attentamente con spirito critico, mai creato dall’essere umano.

gli scrittori… una casta nobile o una “casta” obsoleta e vs le nuove generazioni?
Secondo me non esiste il Poeta ma esistono le poesie.
Non esiste lo Scrittore, esistono le scritture. Le scritture accompagnano il genere umano da almeno 5000 anni. Le poesie come le musiche, le pitture, le narrazioni risalgono all’alba dell’uomo. Perché l’uomo sente il bisogno di narrare, pitturare, creare suoni, tracciare segni su un foglio o dare voce a ciò che sente? Come ricorda Whitman, perché è in vita, perché è qui, perché il mondo esiste, perché il grande spettacolo continua e perché noi possiamo contribuire con un verso. Le nuove generazioni italiane vivono un’epoca priva di qualsivoglia paradigma culturale di riferimento. Ciò è affascinante e tragico allo stesso tempo. Tragico perché siamo orfani, non abbiamo “padri” da rinnegare o defenestrare. Affascinante perché, trovandoci di fronte a quella enorme tabula rasa culturale chiamata post modernità, possiamo immaginare un mondo completamente nuovo e diverso rispetto a quello novecentesco dei nostri avi. Purtroppo i cattivi maestri nei momenti di vuoto culturale trovano terreno fertile. Basti ricordare a cosa accadde immediatamente dopo o poco prima la grande crisi del ’29 in Germania, Spagna, Italia ecc… Purtroppo le vecchie generazioni sono molto restie a capire d’avere in sé schemi mentali nati e cresciuti in un mondo, il famigerato Novecento, ormai diventato Storia al pari della rivoluzione francese del 1789 o del congresso di Vienna del 1814.
Vedo attorno a me tanto talento, tante capacità, tante illuminazioni…e tutto questo non sarà invano.

futurguerra – RG - comunicati.net
http://247.libero.it/focus
eccolanotiziaquotidiana.it

 

 

 

      

foto andrea padovan

 



MATTEO PAZZI AMA
.   IL SUO CANE UGO
.   IL CINEMA E IL TEATRO
.   LEGGERE - FAN DI BUKOWSKI - 
.   GIOCARE A PING PONG
.   ESSERE POLITICAMENTE ATTIVO E PARTECIPANTE
.

Trascorso la serata a stretto contatto con persone molto più giovani di me (ho 38 anni quindi potevano essere miei figli). Conclusioni. In loro ho rivisto i miei silenzi giovanili, i miei vuoti, le mie false partenze, le mie basite disperazioni. Il mondo è tecnologicamente cambiato, gli strumenti utilizzati dai giovani sono diversissimi da quelli utilizzati dalla mia generazione (ad esempio tv v.s. Internet) ma l'essere umano non è cambiato più di tanto. Ascoltando i loro idiomi (non così difficili da capire ) e i loro mascheramenti (non così banali) ho capito quanto sono peggiorato nel corso dei decenni ... Ieri volavo, oggi affondo.    Ieri sterzavo in continuazione, oggi sono profondo.
fb/mp - 20.8.2015


Mah ... Fare un bilancio dell'anno 2016 è semplicemente impossibile.    Mi ha regalato la presenza di una persona meravigliosa.    Poi lutti, amarezze, delusioni, progetti ... Ho imparato a vedere con occhi nuovi vecchi percorsi e, all'improvviso, ho capito tutto il peso della mia ingenuità.    Scrivo per passione e per piacere.    Ho la fortuna di avere attivi e aperti alcuni divertenti "cantieri di scrittura" ( stasera, dopo molto tempo, sono ritornato alla narrativa con un romanzo "mio" - probabilmente non lo finirò mai tanto è ambizioso ).   Mando un abbraccio enorme a tutti gli amici e le amiche e i famigliari - vi voglio bene e vi auguro un meraviglioso anno 2017.   Grazie per essermi stato vicino !   Ringrazio Lei per le mille ragioni che sa. Tutto qui, buon 2017 a tutti !
fb/mp - 31.12.2016


Morto Dario Fo ... impossibile !     Semplicemente impossibile  !
fb/mp - 2016

All'improvviso voglia di scrivere ...
fb/mp - 2016

Oggi vorrei fare una sola cosa :    leggere poesie d'amore
fb/mp - 2016


Scrivere . Scrivere . Scrivere . Leggere . Leggere . Leggere .
Capire . Capire . Capire . Andare avanti . Sognare . Abbracciare . Sorridere .
Chiudere fuori dal destino tutto ciò che ci fa affondare . 
Respirare

fb/mp - 2017

 


testo e immagine ricevuti dall'autore
- grazie !
ERO UNA MASCHERA
QUANDO IL CARNEVALE
ERA PASSATO DA UN PEZZO
OMBRA SULL'ASFALTO
DELLA VITA - IO SONO VIVO
BIGLIA IN UNA PISTA DI SABBIA
IL SOGNO DI UN ABBRACCIO
QUANDO IL TEMPO
MI MISE LA MUSERUOLA
E MI PIANSE
COME UN BRIVIDO
INFINITO
13.1.2018

 

 

.
http://pazzimatteo.wix.com   -   www.facebook.com/matteopazzi   -   www.matteopazzi.it

     

22 settembre .. auguri matteo !



Che cos'è l'amore ?
Scoprire che negli abissi di un profondissimo oceano
c'è un cielo azzurro azzurro tutto per noi
fb/mp - 2016

che cos'è facebook ?    un gioco, nulla di più

fb/mp - 2017

 

INVENZIONI LETTERARIE
Un esperimento letterario. Nell'arco di una settimana circa ho postato messaggi eccentrici piuttosto inquietanti e false citazioni (ossia citazioni da libri inesistenti). Reazioni a dir poco insolite. Possibile spiegazione: la maggior parte dei fruitori di facebook crede in facebook e in quanto viene postato. Tale "credito di credibilità" può rappresentare un indicatore del livello di MANIPOLABILITA' (termine non corretto) dell'utenza FB e, quindi, di tutti noi poveri diavoli. Il mio piccolo esperimento dovrebbe far riflettere.
matteopazzi.it - 2017





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