matteo bianchi

 

 

 

 

 

Spero tutti i poeti
impegneranno almeno una occasione a scrivere per gli altri e non di loro .
Provino a condurre per mano i riflessi degli occhi altrui con loro : i dubbi, gli spassi e le aspirazioni e rendere così gli scaffali,  i comò, i nostri spazi minuti, scorciatoie e raccontini di letture azzardate, meno ridotti e più accoglienti .

 

 

FERRARA   5 MARZO 1987

 


q
uando vai in bicicletta
le sigarette se le fuma il vento

Matteo Bianchi
..   5.3.1987 -  laureato in Lettere Moderne a Ferrara -  specializzato in Filologia e Critica della Letteratura presso la Magistrale di Ca’ Foscari.

.

..   Ha pubblicato
    . Poesie in bicicletta 2007  - Premio Lascito Niccolini '10 
    . Fischi di merlo 2011
- Premio Rabelais '11 - Premio Turoldo '11 - Premio Oubliette ’12 - con una nota di Mario Specchio
    . L’alba di Ladyhawke 2012 - SILLOGE
    . L’amore è qualcos’altro 2013
-  con Alessio Casalicchio
    . UN'OMBRA IN DUE 2014 -   SILLOGE - CON FOTO MARIA TERESA COLUCCI

    . LA META DEL LETTO 2015    -   PREMIO SPECIALE GIURIA PREMIO CASENTINO AREZZO

           .  PREMIO LETTERARIO METAURO

           .  secondo  al  premio f. graziano

           .   PREMIO TRA SECCHIA E PANARO 

           .  I° PREMIO per la poesia CITTA DI SASSARI e premio gIuria scuole liceo classico canopoleno

    . CHRISTOPHER - SILLOGE INEDITA AL 2015 ITALIANO E DIALETTO - PREMIO GUIDO GOZZANO  2015

  

.
...   Redattore presso
Cooperativa Editrice Labos  E  caporedattore delle Edizioni Kolibris  - si occupa di ufficio stampa collabora con la Nuova Ferrara  - Punto-Almanacco della Poesia Italiana  -  RED MAGAZINE  -  con le riviste SITI Unesco World Heritage Sites Journal   -   QuiLibri   -  L’immaginazione  -   Atelier di cui ha curato la poetica di  Anna Maria Carpi

...    RESPONSABILE UFFICIO STAMPA DI  INTERNO VERDE  dal 2016
...    iL SUO blog E'
inedito zero su Repubblica.it 
...   Numerosi GLI articoli apparsi sul portale Rai Letteratura ed è presente con liriche, interviste e argomentazioni critiche su periodici nazionali eD antologie.
...   Per il
Comune di Ferrara è ideatore e direttore artistico di In gran segreto -  rassegna annuale di poesia e con Riccardo Corazza di Giallo Ferrara festival di letteratura gialla  
...   Ha fondato il Collettivo
Corrente Improvvisa  -  con anna ruotolo occupandosi di Poeti di Corrente-Le Voci della Luna 2013  - e dal 2009 presidente dell’Associazione Culturale Gruppo del Tasso 
...   i Suoi testi sono stati presentati più volte all’Universitat Autònoma de Barcelona ed  è stato tradotto in  olandese -  in francese da Antoine Isenbrandt-Pitton sulla Revue Verso  - e in inglese da Christopher Channing su Pelagos Letteratura e da Gray S
utherland

...    curatore  Poesia per strada - XXVII Ferrara Buskers Festival 2014 - la canzone d’autore incontra la poesia dei grandi per esplorare la forza del linguaggio

...    CURATORE DEL LIBRO  SUL FUTURISTA CORRADO GOVONI 50 -  CON IL CONTRIBUTO - TRA GLI ALTRI -  DI  MATTEO PAZZI   -   2015
...    Ferrara - 500 anni dell'Orlando Furioso - Matteo Bianchi e Irene Lodi, per conto dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, in collaborazione con il Comune della città estense, hanno ideato un progetto utile a far riscoprire la figura di Ludovico Ariosto e dell’Orlando Furioso .

intervista -  https://youtu.be/pUyuAHat3P0 - 2016

...    lettura in tedesco   di Grazia Clelia Caiati -  ordinario di Lingua e Letteratura italiana Università di Giessen - germania - 2016

...    borsa di studio  presso la Literaturhaus di Wiesbaden  - Germania - 2016

 

 

 

 

 

 

 

..   lo stile dell'eclettico scrittore  e detto anche   'govoniano' e/o 'crepuscolare'

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_B._Bianchi

www.letteratura.rai.it/articoli/matteo-bianchi-fischi-di-merlo 

http://ineditozero-ferrara.blogautore.repubblica.it 
www.gruppodeltasso.it  -  www.facebook.com/Gruppo.del.Tasso
www.correnteimprovvisa.blogspot.com
http://giovinastridikolibris.wordpress.com/matteo-bianchi

http://genrivista.wordpress.com/author/matteobianchi

http://edizionilarcafelice.blogspot.it/matteo-bianchi

http://youtu.be/HlDdFMcMlIw - un libro per l'estate 2013

www.facebook.com/librerie - MB presenta storia del comunismo di paolo mieli - 2018

www.facebook.com/FerraraBuskersFestival   -   ferrara buskers festival

La poesia ha bisogno di un suo tempo
la parola deve muovere all’azione

LA META' DEL LETTO
prefazione di anna maria carpi
Qui c’è Bianchi totale. Il poeta che fissa gli scorci, annota i discorsi, rapina le occhiate. Il suo è un andare sicuro nell’incerto dell’amore, dei cimiteri, delle sigarette mezze fumate, della neve, del piacere corrisposto e insoddisfatto con il clamore dei suoi anni e di questo tempo. L’autore consegna al lettore anche la parola d’ordine del suo cosmo poetico e del proprio randagismo letterario, oltreché di cellule e sensi:

Solo contemplo un altrove
ma vero, almeno nella finzione.
Non si può correggere
la crescita di un’edera

QUALCHE PENNA ANDAVA SACRIFICATA
MA LE ALI ERANO APERTE
UN'ALTRA CROCE IN MEZZO AL CIELO

Tradotto in inglese, francese e olandese, nonché selezionato da Alberto Bertoni per l’atlante di poesia contemporanea dell’Università di Bologna, Matteo Bianchi è approdato a un editore che sa il fatto suo, dal respiro nazionale e oltre. E grazie a qualche manciata di versi che sabato leggerà alla sua città con gli amici Roberto Dall’Olio e Alessandro Tagliati. Versi scritti per avvicinarsi agli altri e non smarrirsi, alla ricerca della propria ombra.
ferraraitalia - 2015

Bianchi ricomincia daccapo ogni giorno e a ogni verso – si legge nella presentazione del volume – tanta potente consapevolezza scava accanita nella crisi, indaga nelle relazioni con la solitudine, esplora la metà del letto che media il piacere e il sudario.
gazzettadireggio.gelocal.it
- 2017


L’elemento scatenante è la sofferenza
da ragazzo era l’essere accettato dagli adulti
In seguito sarebbe diventata una necessità
una forma del mio essere



Canta, o Musa malinconica
di chi attende il ritorno di sé, coerente
immagina e sorprende il corpo
in questo purgatorio

 

 

Il buio insegna il bianco
Soltanto nel buio di un riposo
che non si rassegna
sento l’abbacinarsi della neve

.

MI AFFIDO A TROPPA VOCE

PER COLMARE VACUITA'

GIA COMPLETE DI SILENZI

pag 21

 


C’era una bottiglia di spumante bevuta
Nella fontana a fianco del binario
Per dissetare gli ultimi
i detriti nella gioia
di un addio

 

 


QUANDO E STATO TEMPO
ERA IL DONO DEI SOGNI A CONCEDERMI
UNA SECONDA POSSIBILITA
DI VITA CON ME STESSO.
QUANDO SCRIVI PER GLI ALTRI
ACCETTA DI SACRIFICARE
UNA PARTE DI TE.
QUANDO VAI IN BICICLETTA
LE SIGARETtE SE LE FUMA IL VENTO.
pag 121

 

 

Tu sei i miei secondi
e vorresti sentire
' io ci sarò per sempre? '
A prescindere da ciò che siamo adesso
nonostante i sentimenti
io per sempre non lo so dire
e nemmeno tu.
Noi non lo sappiamo dire
- non perché non l'abbiamo imparato -
proprio perché non lo si impara.

 

 

la sfida

è essere altro nei miei panni
per dimostrarmi sempre vero
ma come se fossi sotto vuoto
la poesia mi tiene in sé
e resto intero

 


POESIA E' URGENZA
DI VITA PROIBITA CHE
CON LE SUE DITA AFFUSOLATE
VA APRENDOSI IN ME.
pag 18

 

 

ILPROFUMO DELLE MELE
Spengo sigarette a metà
nel posacenere sul terrazzo:
che siano i miei defunti
a riaccenderle

pag 105

 

La sigaretta si consuma
tra le dita: ridotto
a un niente
sono io dalla passione.
Per prima ti ringrazio
del seguito, della ferita:
noi siamo nel dolore
liberi davvero.
Un mozzicone si abbandona
di spalle, si fida della neve
nella salvezza che congela.

Ieri ho letto poesia
sino a tarda notte
mentre tu facevi la vita
e fremente ad essa ti univi.
Lo scarto tra noi e l’esistenza
mio tradimento che contempla
e non s’incarna:
senso di colpa di chi riesce
di chi vince la mano col piacere.
Corrotti di natura
il timore è dannarsi insieme
in paradiso.

 

SUL FILO DELLA COLPA
MI TURBA DA SEMPRE CHIUDERE
LE DIVISIONI
CON UN QUOZIENTE DI DECIMALI
LE CIFRE IN AVANZO
DOPO LA VIRGOLA.
pag 67

 

 
IL CIMITERO IN FONDO AL VIALE
DEL BORGO, SEGUITO DAL FOSSO
QUELLO PROFONDO PER LE VIGNE.
LEGGERMENTE IN SALITA
INCALZAVI I PEDALI
A FATICA, OTTANT'ANNI
FATTI DA POCO E UNA FIGLIA IN ATTESA.
SOTTO LA TERRA UNA FERITA
DUE O TRE PREGHIERE
E L'ASMA RICORRENTE
DI FRONTE AI CRISTI E AI VASI IN FIORE.
CONCLUDEVI LA MATTINA
DAVANTI AI CANCELLI A MEZZOGIORNO
SEDUTO PAZIENTAVI I PRIMI
RINTOCCHI, IL SUO RITORNO.
pag 49

 

 

Umida e cieca invadeva le mani
penetrava la giacca.
Languida compagna del freddo infimo
quello in fondo all’autunno
in atomi, bulloni solitari
scomponeva i barlumi dei lampioni
l’alito dei pedoni marciare
giù in strada, fuori casa.
La scelta era evitata:
fragile coerenza del ghiaccio
presenza in blocco congelata
o apparente assenza dell’acqua
muta scorrevolezza.
L’accendino non reggeva la fiamma.
Nebbia, nebbia padana.

 


Il ragno magari ignora
l’inquieta bellezza che ha creato
sul filo è necessaria la postura
ma tu non dimenarti
ascolta il tuo respiro
dosalo
non soffiare sulla tua sofferenza
abbine cura
la tela una volta tessuta e tesa
già non è più tua.

 

 

SONO SOLO, VENEZIA
E SONO COMPLICE DELLA TUA BELLEZZA.
LE TUE CURVE CHE APRONO IL CIELO
BILANCIANO L'ASPREZZA CRUDELE
DELLA PAURA RIMASTA NEGLI OCCHI
I VUOTI DEI TROPPI POZZI.
E' L'ISTINTO DI COMPENSARE
IL MARE TI AGGREDISCE
AD OGNI NUOVA AURORA
NON SI AVVILISCE.
CHIUNQUE TI ABBIA GUARDATA
- IL DESIDERIO DI TORNARE
E FARTI PROPRIA -
TI HA RESA ESTRANEA ALLA VITA
INTOCCABILE.
'GUADARE E NON TOCCARE'
SUI TUOI ZIGOMI VENTOSI.
pag 87



GIULIO CESARE
' BADA. BRUTO, TI DICO A OLTRANZA
CHE LA SPERANZA E ANCORA QUELLA
CHE DIVENTINO AMICI MIEI
LORO LA', ATTORNO AL FORO
MA TEMO MI TOCCHERA, INFINE
PUGNALARLI ALLE SPALLE.
NON FRAINTENDERNI
NON SI TRATTA DI DO UT DES
MI VORREI SEMPLICEMENTE FIDARE '.
LO DICEVA AL FIGLIASTRO, PERO
CON LE LABBRA FARSI GELO.
ALLORA SI STRINGEVA  NEL MANTELLO
E SI LAMENTAVA di CONTINUO DEI CALZARI
LEGNOSI, GI FACEVANO MALE
NON RIUSCIVA A STAR SEDUTO
CAMMINAVA AVANTI INDIETRO
SEMPRE IN PIEDI
IV copertina

 


e se domani tu perdessi gli occhi?
non riuscirei piu' a scrivere.
perchè ?
non coglierei piu i particolari.
no. ci sarei io.
io sarei i tuoi occhi.

 


VI
SEI DI FATTO A CASA TUA
E IO DI FATTO A CASA MIA.
DI FATTO SIAMO SOLI
OGNUNO COL SUO SE.
L'ESTREMA COERENZA DEL CAOS
SIA FUORI CHE DENTRO DI ME.
pag 35


il vento è vecchio
eppure soffia forte.

un falco si spingeva in picchiata
libero dalle remore di cadere
dietro il dorso della preda
vinceva il volere del vento.
qualche penna andava sacrificata
ma le ali erano aperte
un'altra croce in mezzo al cielo
pag 101

la raccolta HA sempre la stessa grazia che insegue il lettore, le stesse parole lievi ed accomodate nel modo piu' delicato ma sempre vigorose, sempre sonanti, posate sulla pagina con estremo rigore, senza fronzoli, senza trucchi del 'bravo' linguista ma con la naturalezza di chi adopera la sua lingua alla maniera dei veri poeti che con le parole tessono affreschi e pitturano quadri con la delicatezza del loro puro spirito.
arnaldo ederle - l'arena - 2015


FERRARESE TENACE HA TENTATO PIU VOLTE LA FUGA A VENEZIA. SI  E LAUREATO IN LETTERE MODERNE ANCHE SE AMA QUELLE CLASSICHE E SI OCCUPA DI COMUNICAZIONE MA ALLA SUA MANIERA.

III copertina



Dopo l’ultima scossa
il campanile non batte più le sette
insieme alla mia sveglia:
qui è l’ennesimo silenzio.
Anche la mia sabbia si è mossa
quella che non sapevo
mi assicurasse le ossa
così la calce con le fondamenta
le intorpidiva.
Poi il lutto del crollo.
Siamo sotto l’assedio del dolore
privati dei luoghi in cui pregare.

In capo al nostro corrimano
ti ho chiesto scusa:
l’amore risolto invecchia,
quello insoluto eterna.

Poesia è un soffio sui narcisi
il mio legno diviene anima
e il mio sasso ragione.
Noi siamo
solo se accettiamo di non essere.

Bianchi è un poeta metafisico, ma non della straordinarietà. Troppo astuto, troppo attento al pastiche dell’ipermodernità per concedere spazio all’immensità ingenua della lingua senza briglie.
roberto dall'olio - pelagosletteratura.it - 2015


Credo che 'La metà del letto' colga in questa quartina una dei suoi apici, toccando la condanna del poeta, quella che già Baudelaire consegnava ad Albatros di sentirsi incarnato. La pena di avvertire l’essere eterno nella carne che non è tale. Il tormento di avere pensieri infiniti prigionieri di un destino non infinito. E in questa denuncia Matteo si fa compagno di pena di ogni essere che sia davvero umano e, cioè, consapevole di questa sua dimensione luciferina, di ex angelo, di deietto, di creatura decaduta, di ek-sistenza, di una perdita dell’Essere nell’esistere. Tutte le religioni, tutte le filosofie e le letterature da qui nascono e a questo mistero fanno ritorno .
da introduzione roberto pazzi - facebook.com/Gruppo.del.Tasso - 2015
.
... C’è sempre una velata meraviglia nelle parole asciutte, quasi parlate, di Matteo. La sua è a tratti una conversazione con la vita, a tratti un’invettiva. Cambiano gli interlocutori, le persone care, gli amici, gli amori, ma Matteo è alla vita che parla, in faccia, senza peli sulla lingua, con la spudorata spontaneità di un metro che si sente pensato a lungo, forse ripetuto a bassa voce nel buio di tante sere. Matteo non esita, non aspetta la mannaia, lui. Corre fuori a inseguire male, amore, delusione, speranza per le strade di una Ferrara che sembra essere stata appena evacuata. Qui non c’è tempo per esitazioni: l’altra metà del letto, quella vuota, non è sopportabile. La morte e la malattia vanno tirate sotto la luce della poesia e fatte a pezzi loro, finché ce n'è, finché fanno male. Questa e l'illusione e la forza di ogni gioventù che nei versi di Matteo corre radiosa e irruente cercando un finale, un ultimatum, una sentenza senza appello o una promessa che qui può solo essere mantenuta. Non c’è posto per i tradimenti nelle parole di Matteo. Qui c’è un patto fra chi scrive e chi legge, qui l’interpellato dovrà rispondere: della delusione che suscita, dell'amore che ha sciupato, del dolore che ha lasciato crescere come un’erba cattiva ...
diego marani - lanuovaferrara.gelocal.it - 2015
.
È una poesia, quella che ho tra le mani, a cui non occorrono particolari filtri e nemmeno giochi di prestigio. La metà del letto è un libro chiaro e intimo, in cui la famiglia, i ricordi, l’amore si intrecciano fino a scorrere con naturalezza tra gli argini della vita.
natalia castaldi - carteggiletterari.org - 2015
.

Per essere poeti, e sentirsi tali, non è necessario portare il ‘peso’ degli anni e della memoria, struggersi nella nostalgia o addirittura nel pessimismo. Basta amare la vita, sentirla, in tutte le micro e macro emozioni che ci riserva, anche e soprattutto nella quotidianità ...
la poesia, oggi, deve incidere nel nostro intelletto e nel nostro cuore grazie a una forma efficace, deve trasmettere un ideale, deve condurre alla velocità del suo stesso ritmo non solo a una riflessione, ma a un’azione. Che sia una carezza, una stretta di mano, una presa di posizione. Basta che sia autentica.

camilla ghedini - ferraraitalia.it - 2015
.
Fumando sigarette a metà nei cimiteri silenziosi, levando lo sguardo verso le nuvole piene di voli o nella solitudine ovattata della neve, l’onestà dell’autore ci conquista, perché è ammissione spassionata che gioia e dolore in questa vita si prendono per mano e ci accompagnano fino alla fine. Matteo Bianchi ha il pregio di ricordarcelo soavemente, fino all’ultima riga. E si rimane con la voglia di leggerne ancora.
eleonora molisani - tustyle.it - 2015
.
non soffiare sulla tua sofferenza, abbine cura  ...
Questa poesia è nata durante il terremoto: il centro di Ferrara con la sua bellezza cristallizzata nei secoli mi ricordava molto una tela, che è la base del sostentamento del predatore ma è anche la morte della preda ovviamente. Paradossalmente, noi che abbiamo costruito la bellezza di Ferrara nei secoli saremmo diventati la preda della nostra stessa opera, se fosse crollata con il terremoto.        Dico di non soffiare sulla nostra sofferenza perché è la sofferenza che ha prodotto le poesie  - che sono sempre forma -  ed esse sono la risultante di un esercizio sofferto.      La sofferenza è il nesso che intercorre tra causa ed effetto, tra forma e sostanza.    
La poesia, che è molto più vera della prosa, nasce dalla coincidenza di qualcosa che l’ha generata, quindi se soffiassi su una tela e la spezzassi, mancheresti di rispetto alla poesia, che non è altro che la sofferenza che fuoriesce dal dolore: 'dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior', se vogliamo citare De Andrè.
linda morini - listonemag-it - 2015
.
TERREMOTO EMILIA
Dopo qualche ora mi sveglio masticando l’aria e il bario al gusto di gomma invecchiata di dieci anni. Guardo fuori dalla finestra, l’occhio destro mezzo chiuso, un paio di operai alle prese con un mucchio di cemento e una fossa. Osservo lo spettacolo di desolazione intorno a me: letto disfatto da circa una settimana, pila di piatti nel lavabo così alta da assumere le sembianze della torre di un castello diroccato; sulla scrivania un mucchio di carta strapazzata nel quale fogli bianchi e tentativi abortiti di articoli si mischiano al punto che sembra impossibile dividere gli uni dagli altri.   Bisogna avere il caos dentro per partorire una stella danzante, diceva il filosofo. -MB
lorenzo mazzoni - ilfattoquotidiano.it - 2015
.

Il libro si configura come un poemetto

le cui ideali scansioni sono segnate da date precise, toponimi, parole chiave vergate in corsivo, che costituiscono pietre miliari di un unico percorso che non avrà fine in una redenzione, ma in un nuovo inizio. Il libro parla anche d’amore, ma parla soprattutto d’altro. Tema centrale ne è la morte, della perdita definitiva, di cui il poeta fa per la prima volta esperienza diretta, e cui si ribella con tutta l’energia e la rabbia della gioventù, per chiamare la vita, per cercarla ovunque, da una Ferrara silenziosa, sfuggente e piena di mistero, a una Venezia, “salata Canossa”, che, con la sua annichilente bellezza inafferrabile e inattingibile, non può non farci pensare alla Morte a Venezia di Thomas Mann, per tornare, circolarmente, nelle ultime pagine, alla Ferrara del post terremoto, che si fa metafora esistenziale della ricostruzione di sé dalle macerie della propria storia, le stesse da cui il libro prende l’avvio, per risalire a ritroso la corrente della memoria.
chiara de luca - poesia.blog.rainews.it - 2015
.

Fin dall’incipit, negli squarci sognanti abbacinati di neve, montagne e speranze, Matteo Bianchi affascina per il sentimento metafisico della realtà.
patrizia garofalo - tellusfolio.it - 2015

 


https://youtu.be/WbtrOJussHg  - teleelba - 2015

 

 

 

 

Il dramma era che andavo scoprendomi
scrivendo di tutt'altro, non di me stesso
mi manifesto

fb/PoesiaFestival  < 2015

 


Mi vergogno delle dolci calde
e impotenti, del letto sfatto
nel quale non riposo
ma mi scopro a fantasticare.
Adesso, cara, mi andresti tu
persino innamorata.

fb/poesiafestival  2015  <





dove puo' portare la poesia ?
io la concepisco come trasformazione, attraverso gabbie razionali, di sensazioni ed emozioni che spesso ci pacificano con la realtà.       in questo senso incidendo sul nostro cuore e intelletto, grazie alla riflessione, può indurre all'azione.      fosse anche un abbraccio, una carezza o una semplice stretta di mano.         se è autentica, è poesia.
camilla ghedini - il resto del carlino  - 2016

 

 

Un'ombra in due 
cinquantaduesimo titolo della collana Coincidenze.       
propost
O agli amatori da 1 a 199 esemplari numerati a mano.
fb/edizionilarca.felice


FISCHI DI MERLO
seconda opera poetica di Matteo Bianchi - poeta di talento impegnato su più fronti culturali .
Il titolo evoca suoni, atmosfere, percezioni e riflessioni che hanno coinvolto la sensibilità e il pensiero di numerosi e importanti poeti. Ferrara è una città situata in pianura e il canto dei merli in primavera ha un significato chiaro. All’alba annuncia il giorno e alla sera la notte. Due tempi che possono simbolizzare due eventi estremi: la nascita e la morte.
caterina camporesi - filidaquilone.it
http://youtu.be/dScrP4kj7LI

i poeti del duca
la 'ferraresità' dei poeti - le borgate - la spal ed i cappelletti in brodo
Matteo Bianchi ha introdotto con un saggio una selezione di inediti delle venticinque voci – a suo discernimento – più significative di Ferrara, voci liriche che appartengono alle ultime due generazioni.
.
Atto civico e gesto d’amore, questo libro ci persuade che si può fare città con la memoria dei poeti, le cui vive parole evocano, mentre lo pretendono, uno spazio civico entro il quale garantirsi circolazione e risonanza. Ricostruire un tratto della tradizione poetica di Ferrara è dunque ripensare la sua storia e ridisegnare la sua mappa, impegnandosi con rinnovato fervore all’antico progetto della città ideale. Sono i poeti, del resto, ad allestire con precisione imperitura lo spazio in cui prende forma la vita che riconosciamo come nostra: tracciando le vie, modellando le piazze, erigendo le mura e seminando gli orti e i giardini intra moenia in cui si conservano i nostri affetti e le nostre memorie. E sono loro che nel tempo rendono pensabile, e per ciò stesso vivibile, questa nostra secolare, struggente e complessa vicenda pentagona.
monica farnetti


Cortigiani
Bada, Bruto, ti dico a oltranza
che la speranza è ancora quella
che diventino amici miei
loro là, attorno al foro
ma temo mi toccherà, infine
pugnalarli alle spalle.
Non fraintendermi
non si tratta di do ut des
mi vorrei semplicemente fidare.

estense.com - 2014
lorenzo mazzoni - ilfattoquotidiano.it




Piace a chi scrive queste righe immaginare che il dictator Gaio Giulio Cesare, il quale abbatté grazie alla fama delle sue imprese le barriere della Storia, per una sorta di contrappasso abbia subito la medesima fine che, forse, aveva pianificato per il suoi avversari politici: la doppiezza di una pratica relazionale che simula benevolenza per poi, viceversa, pugnalare alle spalle coloro cui si è finto di concedere fiducia per averne in cambio altrettanta – modus peraltro operandi di una politica malevola nonché attualissima. Quasi il tradimento fosse inevitabile in un ambiente corrotto e disumano, magari Cesare in fondo credeva, a sua volta, che alcuni di questi amici e rivali fossero sinceri con lui; perciò i miei versi in calce dedicati ai cortigiani che ho selezionato e raccolto nel suddetto volume. Venticinque voci per diffondere tra la gente la poesia di Ferrara. Poeti di un Duca che altro non è se non l’ombra metafisica di un passato aureo, una tradizione umanista che, dai fasti dell’età estense, ha lasciato segni tangibili. I cortigiani, membri di una cerchia privilegiata attorno al potere, in senso lato, siccome eruditi alcuni si sono distinti per statuto lirico, altri, dotati di una spiccata sensibilità, per stato nativo, elettivo, di natura (cfr. Edoardo Sanguineti); di fatto prigionieri di singoli individualismi espressivi, e dunque frantumi a sé stanti. Una corte di frantumi, voci nate spaiate e non separate da un organismo unitario.
saggio introduttivo  deserta bellezza di ferrara - MB
tellusfoglio - 2013
.
La mia curatela ha voluto seguire la visione all’infinito leopardiano di Bassani il quale scrisse ne L’odore del fieno - 1972 - che dietro i grandi alberi delle mura, oltre la massa lustra e compatta del loro fogliame, si indovinava un’aria aperta, una brezza quasi marina.  MATTEO BIANCHI
ilgiornaledelpo.it - 2014

.

alla fine la poesia, come tutte le forme d'arte, è anche un abito, qualcosa che indossi per mettere ordine, ma può coprire, non è detto che riveli soltanto. l'uso della metafora e delle figure retoriche plurisemantiche ti consente proprio questo: significare bianco e nero insieme. l'ambiguità del verso ti consente di essere una cosa e al contempo anche il suo contrario. Nessuno sa davvero cosa c'è: mettendo a confronto sè stesso ha il riflesso di quello che c'è dentro di lui ma non di quello che sta nel cuore ...

La poesia è protezione: scrivendo mi sentivo sicuro perchè potevo nascondermi dietro gli angoli ...
intervista -  silvia accorsi - sport comuni/letteratura - 2017



Da noi in pianura i merli
sono i primi uccelli a cantare
e gli ultimi a salutare il giorno

tellusfolio.it
disegno silvia fricchettoni


    

Alla Morte non piace
chi le rida a fianco
e la trattenga per spasso
ella ci affatica, ci sfinisce il fiato.
Un fulmine a caso ci priva del passo.
Taglia la gente da capo a capo
ma la mia pelle sarà dura
la mia pelle sarà di ghiaccio.


Di fronte al cancello del ghetto
sta il bisogno
di alleggerire il passeggero
di riversare i fondi del caffè
sul registro degli ammessi al nero.
Dopo aver improvvisato un avvenire
più o meno profondo.




«Che cosa stai aspettando?»
«Io? l’esito degli esami. E tu?»
«… che qualcuno mi aiuti da lassù».
Mai avevo compreso il muro
della mia camera d’ospedale
fosse così umido e il reale
ne corrodesse i lumi
le nostre tremule cere.
Più non pregherò
nella cappella Sant’Anna
stringendo tanto gli occhi
in balia del vento.
«A chi servono i poeti?»
Dietro alle svolte del reparto
c’erano rigogliosi i vasi
di ficus beniamino
lontane dagli esuli schiamazzi
dei giovani pazienti
quelle piante si tenevano a stenti.



Avere la via tutta per sé
possederla seppure scomoda
ciottolata assolata
là in mezzo al paese.
Avere intorno le case
ad altezza d’uomo
alla tua misera altezza
quella quotidiana
che scansi davanti alla specchio
ogni mattina.




Le rondini accaldate
scendono a terra
non giocano
sul marciapiede del viale
e la gente è ai balconi
affacciata alle finestre ingiallite
delle case basse del porto.
Un’assurda indifferenza
ti attraversa, ti pervade
il fragore schivo del mare
frammisto all’intimo odore
degli usci delle case.
Perché continuare
a camminare?
Mi voglio fermare.





Ali di carta

Una sonda pesante
in un tempo lontano
spinse sulla Luna
due piccoli uomini.
S’appoggiò lenta
sul sorriso velato
del Lago dei Sogni;
cicatrice antica
tra ombra e riflesso.
Cauti scendevano
gli estranei avvolti
in metallo brillante
e vetro trasparente.
Spariva il mistero
della dolce speranza
di ritrovare raccolti
i senni smarriti.
Un gatto balzò
in cima ad un tetto;
affascinato mirava
lo splendore adorno
sul pezzetto di cielo.
Poeta alla finestra
rapito t’incanti,
scrivi parole rubate.
Non riposi, rimpiangi.
E sogni l’amore.
premio caput gauri 2006 - inedito

Nasci.
Le radici saranno passato.
Perché aspettare l’attesa
di scorgere la realtà
tra i rami del presente?
Perché non gettare lo sguardo
nell’universo piatto
di un’illusione televisiva?
Prima di svanire
le foglie erano futuro.



Con il volto supino al cuscino
mi perdevo nell’inseguire
i moti quieti della polvere
mentre risalivano i raggi del sole
filtrare dai ricami delle tende.
Quasi uno stormo di gabbiani
si smarrisse lentamente
nel seguire l’orizzonte
lasciandosi trasportare
e travolgere dolcemente
dalla brezza marina
senza battere d’ali.
Granelli di polvere
alla deriva.
poesie in bicicletta 2007



Sospesa
Nel gemito raccolto
di una macchia
si aprono le viole
figlie di Marzo.
Sparpagliati in terra
i pensieri acerbi
annaspano nel biancore
dei gigli d’alto fusto.
Si inerpicano i versi
improvvisi
in cima ai rovi di more
ai camini
cotti dal mezzogiorno
alle narici boscose
dell’anfratto:
ci s’innamora in un palpito
delle pause incalzanti
sciupate al tatto
dei giardinieri, nate
poco più in là del baccano.
La finzione, presto
sfiorite
ammalata di fatiche
nel palmo di un amore.
Il profumo e il fiore
sono la medesima cosa
ne sto essiccando qualcuna
non vorrei trascurarli
i tuoi germogli sinceri.
caput gauri 2009 - inedito
rivista Il Convivio

Quando cammini tendi
a guardare il selciato
porti il peso del cielo
ma la fiducia si basa su niente
È leggerezza

 

 


Dov’è quando serve l’imbonitore
che strilla in piazza
l’incanto della vita
e lo dona al prezzo di un sogno?





Mi piacerebbe fossi seduta
comoda sulla poltrona di fronte
nostro vagone trasognato
con i graffiti ai finestrini
e le porte mezze aperte.
Rincuorandoti sornione
e a voce mansueta:
«è stata una bella giornata,
no?»
- cercandoti la pelle,
una carezza sotto la manica -
«ogni tanto ci vuole
una giornata così». Mia cara, di ritorno
dalla vacanza fingo solo
la vita si possa orientare
come più ci aggrada e deciderla
dall’altana di casa,
la mattina in piedi sul letto
prima di andare al lavoro.
So bene quanto sia pura apparenza
- ma quale asso in mano, quale azzardo? -
di sorprendere la fuga del treno,
tratto di lazzo che ci lega al caso.
Uno sconto di pena.
Uno scherzo, uno sbalzo di stagione.




È un assurdo spasso
quello dei problemi.
Ti lasciano
un mezzo respiro
per illudersi
che la salita sia finita
ma quando l’aria
non è giunta ancora
nei polmoni
quando l’ossigeno
ancora non è il tuo fiato
è proprio allora
che ricominci a vivere
nella tempesta
e nelle ombre
trattieni il passo
di tanto in tanto
nell’occhio del ciclone.

rivista poeti e poesia

 

 


Vedo corvi
volteggiare a spirale
oltre il ponte dei ricordi
sui lampioni affezionati.
Si prendono gioco del cielo
un po’ come noi.
Riprometto a me stesso
stamane impotente
di bucarlo da sgombro
questo nostro vedere
azzurro cronico.


Aspiro dagli occhi gli altri poeti
con devozione:
compromessi di ragione.
Ascolto riempirsi i polmoni,
calmarsi di stracci
venduti per poco
bucce di castagne alla brace.
Sono un fumatore:
avido accosto le parole.


La pioggia scava
la condensa sul vetro
e lascia a sé
lo sguardo spento.
Il grigio è denso
e rigato:
è segnato
il carcerato
dietro le sbarre
di ferro consumato.
Tutto di fuori è assonnato
ma dentro impreca
grida l’immenso.
Mi sento un’ombra
di chi non so
di chi non c’è
tra la folla.
fischi di merlo 2011

 


In capo al nostro corrimano
ti ho chiesto scusa
l'amore risolto invecchia
quello insoluto eterna.


Mi pareva ti fossi fatto la barba
e sgridavo il riflesso tuo al mio specchio
non volevo la tagliassi.
Ci si rade alla luce
con fermezza contro il pelo
e zelo si scende il mento
la nostra commistione di gioia
e ripetuto tormento.
Tu, invece, eri spento.




Tu di riserve ed io di resti.
Le briciole non sono per me.
Ho una dignità.
Mi gridavi dentro.
Cos’è infine un verso
se non un resto amato troppo
e raccolto ai limiti dell’io?
Sfilavo la camicia dal risvolto
le maniche stropicciate di ieri.
Dopo la sottrazione
dirai di amare il tuo dolore.
Cumuli di foglie morte.

rivista secondo tempo



Felicità non è mai equilibrio
è un dolcissimo eccesso di vita
infiammata, da indolenzire il cuore.
Inquietudine
avrei preferito annegare
alla mancanza d’aria …
eppure pare lo stesso sentire.

rivista poesia

 

 

 

Fare provviste
Magra stagione.
La data del nostro amore
in tavola
sull’etichetta
di un vasetto rosso.
Quel giorno eterno
già c’era chi
pensava all’inverno:
pomodori secchi.
l'amore è qualcos'altro - 2013

 

 





A Giulia
È caduta un’ala dalla finestra
ho alzato gli occhi, ho perso il filo
se non mi tenessero tanto
occupato a pensare
avrei già imparato ad oltrepassare
gli sforzi protrarsi dei corpi
da una frotta di frustrate promesse
travolti, e ad unirmi a te.
Folata troppo feroce
per la tenuta di una mosca.


Dove non si vede spettro di un suono
c’è un silenzio, lo stesso della mano
intenta che appunta poesia
sul diario vicino al frigo, in cucina.


Sospettavo che tu avessi ragione.
Con il tuo consiglio non pronunciato.
La nostra strada tocca a noi e nessuno
la può tracciare al nostro posto.
Solo un esempio da seguire, saggio
quello di Cristo in terra
ma non credevo di comprenderlo qui
straziato tra baroni arenati
della letteratura di regime.


Ad Alessandro
Il distacco dal Sole
ha sempre un che di triste.
Tu, cieco, provi orrore
per il rumore del suolo che si apre
l’eco profonda del suo ventre
ti mette in croce
non più tua la distanza
degli occhi e dei passi
ma tutto oblio.
Falso caos dei fumi di città
tra specchi caduti in pezzi.
Noi legati ad un soffio
irrecuperabile il rintocco
della pendola, pulsare
delle campane dietro la collina.


Bruciano proprio tutto
insieme al legno della sepoltura.
Il regista è sempre quello
meno coinvolto.
Gli attori non possono fare altro
poiché il film sia bello
esistere.

giorgio bassani
l’inserto di cultura e spettacolo de Le Monde dedica alcune pagine intense alla vita di Giorgio Bassani, a Il giardino dei Finzi-Contini ma soprattutto a Ferrara. Alla penna estense che la Francia ha accolto a braccia aperte, specialmente tra gli scaffali delle librerie sulla Senna .
'
Il sole al tramonto, forando una scura coltre di nuvole bassa sull’orizzonte, illuminava vivamente ogni cosa: il cimitero ebraico ai miei piedi, l'abside e il campanile di san Cristoforo poco più in là, e sullo sfondo, alte sopra la bruna distesa dei tetti, le lontani moli del Castello Estense e del Duomo'.
segue articolo di mb  >
http://lanuovaferrara.gelocal.it/tempo-libero/2014/07/26/news/le-monde-una-ferrara-alla-francese-1.9660419
.
According to the young Ferrarese poet and journalist
Matteo Bianchi, Bassani’s books teach young Italians “the importance of diversity and the value of those who are weak in a society that cares only about appearance.”    Bianchi showed me around the new headquarters of the city daily, La Nuova Ferrara, where passages from “The Garden of the Finzi-Continis” have been painted onto the walls of the office of Stefano Scansani  ...
michael z. wise - newyorker.com - 2015



 

c'è un battito inesorabile
a cui fa fede chiunque con l'orecchio si avvicini a noi e voglia ascoltarlo: è il beneficio dell'attesa.    
E non c'è da meravigliarsi, il tempo non può influire.    

Il tempo resta fuori
.      
Basta fermare un istante tutto il resto intorno, come quando si aspetta qualche caro di casa che ritorni, il campanello all'entrata ...

La tua fine -  L'inizio per qualcun altro
fb/mb -  immagine ferrara 2014

.

L'umiltà sottende un confronto serrato con i propri limiti, con la realtà di quello che si è - sana o meno che sia - e non con la pretesa di quello che ci si illude di essere. Stringendo, talvolta basterebbe mettersi nei panni degli altri.
fb/mb - 25.10.2017

ROSSETTO
C'era quello in sala che, pur vincendo il nero da non si sa quanto, scommetteva sempre e comunque sul rosso.   
La questione? Mah, dicevano fosse un vizio di famiglia, alla pari di chi insegue le volpi nella neve, credendo siano addomesticabili come i cani e imparino a tornare, ad avere un tetto, o chi si perde in un
bicchiere di scotch sporco di rossetto, ma con ghiaccio. Non si poteva sapere che rapporto avesse con il colore del fuoco e il calore del sangue.    Però c'era anche chi sosteneva fosse per una sorta di sentimento, la ciliegia sul fondo di un martini "perfetto".    
Un sentimento a più non posso senza limiti di tempo  - né risparmio di calorie - ... 
Rideva, poi puntava:   "Oggi tutto sull'amore"  
e l'indomani ci riusciva ancora   - proprio così -   riusciva a raddoppiare.
inedito  - agosto 2014
.
Sorridevo tra me e me
perché mi accorgevo delle loro brame trattenute, taciute dalle parole che si placavano sui fogli, dietro un sigaro biascicato o una bella barba. Parole che sarebbero state al loro posto solo rimanendo tali, ovvero inchiostro. Me ne accorgevo pur tenendo gli occhi bassi o guardando oltre senza mire. Non mi bastava più la proiezione impettita che proponevano di loro; mi attraevano le cadute, i contorni piegati al corso del tempo, o quando venivano sorpresi e non sapevano che dire.
fb/mb - 20.1.2017

.

Me ne accorgo sempre troppo tardi

quando la riguardo dal traghetto mentre si allontana, o già sotto casa tra i miei pensieri.   L'Elba Book Festival ha mostrato una convinzione che non avrei potuto immaginare; come non avrei pensato di conoscere una giornalista che è riuscita a rimanere se stessa pur controvento e contro le voci più insensibili; o un insegnante che anche se considerato un ebete perché si alzava contento ogni mattina, ha cominciato a non sentirsi in colpa per quel sorriso inaspettato, ma lo ha perseguito sul serio; o un fotografo che ha dato il massimo solo per la sua terra, per la sua gente.
Per quanto buio possa accadere, o possa essere assecondato da chi si è perso,
la luce non è mai una sola.    E il bello è che non sarà mai la stessa, né potremo tenerla per noi .
fb/mb - 22.7.2018

.

Non ho animali domestici
ma
ho fatto l'operatore alla LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli - ferrarese dai 16 ai 20anni .
gli alati mi hanno ispirato da sempre tanto è vero che ho scritto i primi versi sui falchetti che solcavano la campagna circostante la città.
col mio più caro amico abbiamo continuato fino a poco tempo fa a cercare una delle rarissime coppie di aquile che nidificano sulle fronde del Delta Padano ma senza mai scorgerle in cielo.
Ho dedicato otto anni intensi -  dai 15 ai 23 -  alla scherma  - praticavo la spada a livello agonistico -  e al gioco degli scacchi rendendomi conto di quanto potesse essere divertente persino la logica .
E utile al fianco della creatività .


VENEZIA - 2014

VENEZIA
hai definito venezia come una “sfatta libertina di tarda età”… venezia per te è una milf?
No, perché la milf presuppone la presenza di figli, mentre Venezia non ha prole, è sterile. Non può avere figli perché è troppo bella. È inarrivabile.
È impossibile il confronto.
Forse più che una milf è un “mummione”: l’ho sempre pensata come uno di quei luoghi che hanno un proprio universo in cui si ogni volta che ci si mette piede.
È come se il tempo lì stesse alle regole della città e non viceversa.
linda morini - listonemag.it - 2015


5 marzo - AUGURI matteo !

www.facebook.com/matteobianchi.estense

 

Non ho mai considerato il compleanno un giorno da conservare più degli altri. Ma ieri è stato diverso, la mia Manny mi ha sorpreso con chi mi vuole bene e mi ha dedicato un paio d'ore fuori programma. A volte crediamo di essere soli perché siamo noi a non dare il giusto spazio a chi ci sta vicino, a non renderci conto di chi vuole andare e di chi è sempre rimasto. E grazie a tutti per la montagna di auguri..!! Speriamo bene ^^
fb/mb - 6.3.2017

 

 

 

purtroppo il caso era  - pure -  dalla mia

altri autori             home

 

 

PRIVACY