tiziano fratus
bergamo  9 marzo 1975


Sono un uomo radice

 

Sono un uomo che si è svegliato albero con fronde che si alberano al respiro dei venti, che raccoglie storie trasportate e veicolate da altre creature.  

Sono un uomo radice che trova gioia e pace nella sua nuova terra.   

Sono un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo.   

Un uomo che cerca sempre radici. 
 
Sono un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni, e conoscenza, con gli ambiente.

Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini.

Sono un uomo che ha imparato ad ascoltare gli alberi e non se ne vergogna affatto.    

altro canto ogni poeta è destinato a farsi albero.  
 
Sono un uomo radice e questi appunti sono le mie ghiande, i miei racemi, i miei galbuli, le mie venature.

 

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www.leggereacolori.com/tiziano-fratus   -  www.pioggiaobliqua.it/tiziano-fratus  - uomo radice
https://youtu.be/HJswTPZCais  -  homo radix
https://youtu.be/dZF-E-JENM8   -  festivaletteratura 2013

https://youtu.be/ktFyB8LTOU0  -  TF legge ' dell'origine '

La macchina del tempo .     Poesia non è soltanto mero esercizio di scrittura .    
Poesia è anzitutto scoperta, è l’atto di comprovare attraverso la leva del poetare, che è un modo di guardare, di apprestarsi a pensare . Perché no, di negarsi .    Ed alfine di abbandonarsi alla vita effettiva, alla concretezza di tutti i giorni .     La poesia è una macchina del tempo, non si ferma mai .    L’unico modo per arrestarla è uccidere chi la pensa .
tf - homoradixnew.wordpress.com - 2018
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La scrittura è un incanto
Ti consente di scoprire così tante cose che non avresti mai immaginato .   Erano già dentro di te, nel bambino che eri, nell'uomo che sei diventato .   Eppure c'è ancora così tanto da esplorare, e da tirar fuori .   Da tornire .   Come una miniera che non sa esaurirsi .
fb/tf - 29.9.2018
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Ciao Matteo  .    Come sai concordiamo su questi nodi.    Non ho capito però quando i poeti abbiano iniziato a smettere di comunicare con la società. Non sono così convinto che oggi ci si debba riaprire perchè sia cruciale, perchè sia ora.    I poeti da sempre sono aperti, è che sia all'interno del mondo culturale, sia nel più vasto mare della società si riscontra scarso interesse.    
Dunque i poeti, credo, si sono ritrovati fra di loro, come dei carbonari.
A me pare che spesso si confonda la possibilità di parlare di poesia sui media, guadagnando quindi una forma di visibilità, con l'apertura reale, con lo scambio - ancora tutto ipotetico - fra lettori e poeti.    Occhio a questa confusione perchè è fallace ... e fin troppo spesso elusa.
fb/tf - 4.10.2018
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facebook.com/tizianohrfratus

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arbogrammaticus

poesie in forma di seme

 

 

 .


Piove nel cuore
pietroso della foresta
e piove nel cuore
lento del mio tempo.
Salendo alla cima una goccia
precipita sulla pagina
del diario e si spande
a formare l’ideogramma
arbor arbores - la foresta d'acque

 



L’uomo che cammina
non ha ragione
per guardarsi indietro.
L’uomo che cammina
respira, annusa, spilla le dita
nell’alveare e lecca il miele.
L’uomo che cammina
adora le labbra senza trucco,
i sorrisi gratuiti raccolti lungo la vita.
L’uomo che cammina
ascolta il rumore della pioggia
il frantumarsi delle foglie sotto la suola.
L’uomo che cammina
non ha parole per le polemiche
e le ripicche di qualsiasi genere.
L’uomo che cammina
ritiene grandezza e ricchezza problemi
per chi gode di scarsa immaginazione.
L’uomo che cammina
cammina e basta
vive la vita per quel che è

 

 

 

 

La
natura
è tornata a far
parte dell’eredità cardiaca
dell’umano. Ancora non lo ha
abbandonato del tutto. Radici, foglie,
semi, ombre, nidi e canti fra le fronde. E un
passo che si avvicina. La mano di un uomo si
abbassa e sfiora l’acqua
gelida di un torrente. Ma non è la mano, è
la sua mente. È il pensiero che vaga in
questo mondo fuori dal mondo.
Egli è quel che il bosco
non pensa

 

 

 

 N
on mi
spaventa
consegnare
la parola di Dio
nelle mani delle persone
che incontro per le vie della
città. Non mi spaventano le madri
che scuotono le teste e mi gridano di tornare
a casa, coprendosi le bocche e pregando per me.

 Mi spaventano coloro che non dicono, muti

 restano lì a fare quel che fanno
senza parole, senza consigli
senza ombre, raccolti
in un disprezzo

pietrifi
cato

quinta distinzione - lo strumento ad aria

fb/tf - 23.1.2018

.

 

 

Mentre
le tempeste
bussano alle porte della città
tu mi lavi i piedi in un catino di lacrime.
Le hai versate in una settimana di penitenza
mentre ero in viaggio all’estero.
Mi manchi ripetevi al telefono.
E piangevi. Io restavo in silenzio
come un passero che ha perso il nido
indeciso se scomparire dal mondo
o se tornare di corsa, mandando tutto
al diavolo. Ti sentivo ripulire le lacrime
la stoffa che sfrega sulla faccia, le labbra
che si asciugano sembrano ventose
che si staccano da un vetro.
Ora piangi di nuovo, perché siamo qui
insieme, tagliati dai lampi che rompono
il buio nel quale ti piace affogare la casa.
Sento la tua lingua, il tuo calore.
Guardandoti meglio
rivedo il volto
di mia madre
che sta lì
a fissarmi
come a
rimpro
ve
ra
re
questa
silente
quiete
il seme del tuono

 

 

 

 

Preghi
per non sentirti solo,
come un filo d’erba che cigola
al soffio del vento o per l’arrivo d’una nuvola.
La voce completa quel tu,
scritto è così piccolo, minuscolo,
quasi pronto a scomparire, a farsi bianco
sotto una coltre
di neve.
Il mare scorre dentro,
è una marea in disordine,
ne percepisci l’odore
di cera. Il silenzio
costa
fa
ti
ca

il seme della fatica

 

 

 

 
Vorrei
io tenerti
soltanto per mano
senza dire nulla, io
& te, noi due ora, in un
eterno presente storico senza
bisogno di scorte di cibo
collezioni di stampe rare
o di stanze d’ossigeno.
Il nutrimento sta nei nostri
occhi ti avrei detto, io
tenendo la tua mano
nella mia. Ti avrei
sorriso, soltanto
sorriso, io
    a te
quarantunesimo seme

seme del tenersi per mano

 

 

 

 

musica per le foreste
il seme
cade nella terra
si muove quando ancora non è niente
genera la vita che non c'è.
dio l'ha inventato
perchè non è
riuscito
a farsi
albero
troppi impegni
per radicarsi sotto forma
di pietra. il seme è dio che non
sa restare immobile

fb/tf -  16.11.2018 - poesie creaturali

 

 

 

Sono diversi
gli odori di una casa
che alleva figli, da quelli
di una casa che alleva animali.
La solitudine ha un peso che confonde
il vento della polvere, lo sguardo di un gatto
cattura i raggi del sole, rende le stanze
cieche. La carta poi fagocita
ogni vivida essenza:
trasforma, camuf
fa, nasc
onde

arborgrammaticus


  

É
solo
il silenzio
se non lo accogli
ti uccide

fb/tf -  poesie foliari

 


terra - definizione di bianco lepre - i filosofi bianchi - l'ultima foresta - ad un misterioso lettore
audio
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mostra fotografica dendrosofica - arborgrammaticus - esercizi di eucarestia arborea
facebook.com/angelo.diterra/videos  -  finale ligure 2018

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leggereacolori.com

atelierpoesia.it/portal/musica-per-le-foreste
poetarumsilva.com/nuova-poesia-creaturale
http://internopoesia.com/tiziano-fratus

nuoviargomenti.net/un-quaderno-di-radici

www.laboratoripoesia.it/tiziano-fratus
http://poesia.blog.rainews.it//tiziano-fratus

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Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi .
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ascoltare gli alberi vuol dire capire, vuol dire conoscere, vuol dire approfondire, vuol dire abbellirsi e arricchirsi, vuol dire espandere la capacità di sentirsi una creatura di Dio – o della Natura – nel mezzo di un pianeta che vive e pulsa e respira, a ogni suo battito .
manuale del perfetto cercatore d'alberi
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E' il bosco ad accogliere la trama della neve o è la neve a dipingere le ombre del bianco ?

fb/tf - 25.2.2018

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Amo gli alberi poichè posso mischiare il mio al loro silenzio preistorico .  Dimenticare, desistere, disabitare  .
fb/tf - 30.1.2018

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io con gli alberi non ci parlo anche se i poeti me lo chiedono spesso .
Il mio amore per gli alberi nasce come risposta a una mancanza:  sono cresciuto con legami labili con la mia famiglia e senza un rapporto concreto con la terra, ma da quando ho scoperto questa connessione con i grandi alberi mi sento a casa ovunque .
fabio lepre - traterraecielo.it
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Così come non potrei ipotizzare di vivere in un pianeta senza oceani difficilmente potrei abitare un pianeta – un’esistenza – senza boschi e foreste .
lastampa.it
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chi è tiziano fratus ?
Tiziano Fratus è un uomo. È una persona che ha dedicato gli ultimi dieci anni della propria vita alla scrittura, all’editoria, alla poesia e alla ricerca di radici.    È un uomo che ama passare parte del proprio tempo a leggere, a camminare, a guardare, a respirare, a cercare alberi e a scrivere .
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cosa ci insegnano gli alberi monumentali ?

Che siamo di passaggio.    Che la natura è più forte di noi.    Che stiamo correndo verso l’autodistruzione .
gianni - florablog.it

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il modo migliore per contemplare un bosco è ad occhi chiusi .
fb/tf - 7.3.2018

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PROFESSIONE : CERCATORE DI ALBERI

perchè si è affezionato a questi giganti silenziosi?
il mio percorso è nato in california. accompagnavo la traduzione di alcune mie poesie e mi ha folgorato l'incontro con delle sequoie millenarie. ero alla ricerca di una risposta in un momento difficile della mia esistenza, di un'identità profonda che si è tradotta nell'uomo radice e a cui sono seguite pratiche sia materiali, come l'alberografia, sia spirituali come la meditazione in loco.
matteo bianchi - la nuova ferrara - 2018

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I boschi sono i luoghi adatti agli alberi, è lì dentro che comandano, che seguono le loro leggi di natura. Sarà poi una scoperta adulta quella che ci informa che la maggior parte dei nostri boschi sono invece umani, poiché altri umani prima di noi li hanno coltivati, allevati, selezionati, tagliati. Sono boschi che servivano ai nostri avi per vivere, per costruire case, oggetti, strumenti, mobili, ninnoli, per guadagnare quei pochi spiccioli che servivano alla vita. Soltanto qualche eremita, qualche religioso o qualche poeta, un tempo, guardava a questi boschi con l’occhio del naturalista e del visionario, in cerca d’una chiesa senza colonne e portoni, aperta a tutti, che fosse emblema di quel respiro universale che unisce noi e tutte le altre forme di vita.
tf - gli alberi nella storia dell'umanità - manifesto - 2018

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Il lavoro complessivo di Tiziano Fratus   rappresenta un unicum garantendone una immediata riconoscibilità in un panorama purtroppo sempre più incline alle tendenze e all’omologazione .

matteo fantuzzi - poesie creaturali - 2018

riusciremo a imparare dagli alberi la capacità di stare in silenzio, in ascolto per riuscire, davvero, ad accettare l’altro senza pregiudizi?
In realtà in questa epoca proprio perché le grandi ideologie sono naufragate e depotenziate la spiritualità, da una parte, e una grande voglia di natura dall’altra sono ritornate ad essere due visioni molto diffuse. È un momento in cui, anche a livello editoriale, assistiamo ad un’esplosione di opere che hanno a che vedere con la natura, con gli alberi, con i giardini e con il guarire. Stesso discorso che vale anche sul piano artistico ed è un segnale che rincuora e, per certi versi, rassicura. Tutto questo fermento caratterizza la nostra epoca; dove con la sparizione delle ideologie la natura, la spiritualità e la religione sono tornate ad essere le nostre visioni di accoglienza.
fondazione federico II - giardini reali di palazzo dei normanni - cristina lombardo - fb/tf - 2018

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Anzitutto la forma
L’anarchia dell’acqua
disdegna la nozione di forma
scrive il poeta Iosif Brodskij.
Sangue in cerca di patria
parole in cerca d’un tetto
tre sedie attorno ad un tavolo
ed un camino acceso.
Una mano grandina sulla sua spalla
un sorriso viene accennato, appena
e la voce del padre da Leningrado.
In realtà l’acqua adora le forme
ne acquisisce continuamente :
cos’è una destinazione senza nome ?
vergine dei nidi



Avvertenza ai naturalisti
Chi apre questo libro rischia grosso:
dai piedi potrebbero spuntare radici
dalle mani fronde di carpino o corbezzolo.
Potrebbe incontrare se stesso, in un sogno
o svegliarsi con l’obbligo di discernere
fra opportunità e verità

a proprio svantaggio.
La natura non ha nulla di buono
essa opera e distribuisce,
si rinnova nel sangue dei vinti.
Siamo nervi e sentimenti
che un soffio leggero può confondere
o l’ombra di una nube nascondere.
La natura umana non è la roccia,
è il fruscio del volo d’un cardellino
vergine dei nidi



I segreti dei portieri d’albergo
Che sia a Nuova York, a Chicago
a San Francisco, i portieri portano
con sé, nella tasca dei pantaloni
nel panciotto, nella giacca
una foglia imprigionata in una
moneta d’ambra: dicono che è
per non perdere la strada di casa
un filo d’Arianna per immigrati:
non dimenticare dove si è nati
dove si è cresciuti: sussurrano
L’inferno è opera dell’uomo
non di un Dio dispotico.

 

 

 

Nido per animi leggeri
Quanto sai essere leggera
quando il vento passa

fra i tuoi capelli di creta.
Fai pulizia, fra le foglie e i ramoscelli.
L’ordine ha valore di rinascita, mi ripeti.
Le uova non sono ancora state deposte
ma le aspetti, a giorni, non appena
i ciliegi saranno in fiore.
Le rondini non sono rincasate

le opportuniste.
Allunghiamo lo sguardo a mezzogiorno
socchiudi le palpebre e annusi l’aria
con la punta del naso ci tocchiamo

e sorridiamo.
Siamo noi i prossimi animali

che avranno le ali, prometti.
Non è che le parole si regalino

senza nulla in cambio.
Ogni minimo pensiero

ha un costo in ore-sonno.
Coltivare la visione

pretende acqua fresca di sorgente.
Le radici scavano e scavano
nel mare secco della terra
di fronte alle mura di Troia.
vergine dei nidi - poesie creaturali - 2017




A denti stretti
A quest’ora la calle emette il solito
dizionario di passi e voci, si trascinano
contro le pareti e salgono di piano in piano
e si rincorrono come gatti sulle tegole
vecchie e sui camini: Mi hai persa
è tardi, mi hai persa: una donna concitata
al telefono mentre alcune paia d’occhi si
allungano stetoscopici dalle finestre aperte
alle evoluzioni sonore

delle lingue indoeuropee:
Cosa potevo dirgli, che sono qua che muoio
Che soffro come una bestia, che mi manca
da impazzire recita come in un perfetto
romanzo francese, in una commedia del
Goldoni, i pugni stretti e frullati in aria
le anche appoggiate all’intonaco dei muri
le gambe lunghe e sottili a sostenere
l’intera impalcatura dei sensi.

 

 

DI SOSTANZA ACERBA
Che
di un
sole spento
tu sia il custode
che di un fiume secco
tu sia il verbo. La cura nel
ripetere la vita al suo contrario
dalla fine al principio, dalla morte
alla nascita. Non avrai strumenti per
sapere se sia giusto o sbagliato, se il fine
corrisponda ai mezzi, e non l’opposto, come
si
    prescrive .
Ogni giorno, il solo
ogni incanto, il primo. La gratitudine è un
bastone che talora non invecchia .
inediti-tiziano-fratus



I

began
to breath in
the hollow trunk
of a mulberry, I crossed
the threshold of adulthood
to live in a continent between
paper and bark, and to once
again plumb the landscape
with the eyes of a child,
the vibrant fire
of a wizened
Z e n
mon
k
SELF-PORTRAIT OF LANDSCAPE WITH MULBERRY
fb/tf - 13.2.2018

 

definizione di bianco lepre
la lepre
è fuggita alla presa
dei nostri occhi. non ama
farsi consumare dal desiderio
o dalla sorella incauta, la curiosità.
innescando il bosco ha lasciato un'orma
nel bianco del bianco della neve, un bianco diverso
dal bianco che siamo abituati a pensare, quando logoriamo
la parola bianco. o quando cerchiamo il bianco puro, angelico,
immacolato, che non ci piace nella vita di tutti i giorni. preferiamo
altri colori, la lepre lo sa ed ecco perche' in inverno cambia il pelo.
la natura  ha impiegato migliaia di anni ad  indovinare la giusta
sfumatura di bianco ma ora anche il cacciatore meno esperto
conosce il segreto della lepre. ci vorranno altri pensieri
altre ipotesi di strategia, altre legioni di lepri appese
a testa in giu',  altri ruscelli di sangue, per nulla
bianchi,  prima di capire come illudere
il bianco pensato dal sovrano dei
predatori.
fb/tf - 5.4.2018 - pubblicata su panorama 6.4.2018



l'ultima foresta
C'è questo mio silenzio .

E c'è il silenzio che abita i grandi alberi .
E ci sono le foreste, che sono grandi silenzi
suddivisi e ordinati . E poi c'è la vastità dell'esistere
del pulsare, del nascere e del morire. E alfine
o al principio, c'è il pensiero, che non
si adagia un attimo, che anche
quando medito galoppa e
invade e si incunea .
Una buona meditazione
avvicina questo mio silenzio al silenzio
del bosco, li fa vibrare insieme
un'assonanza che ricorda il punto di partenza e
il punto di arrivo .
Nient'altro .
fb/tf - 10.6.2018


 


irrevocabile malinconia
un giro di fisarmonica sfiora le
acque del danubio e rientra nelle mani
degli amanti, si stringono al risveglio di un sole
che si adagia, in un tramonto di fine settembre: foglie
secche, primi cappotti, suole che strisciano, rapidamente .
L'incanto degli occhi  di lui  sa sciogliersi  in quelli di lei   

   e le preghiere irrepetibili di lei si colano in quelle di lui .
sanno entrambi che il sentimento non durerà .
ci sono già passati, altre volte
altri giorni, in altre città .
cambiano i ponti ma
non cambia la sceneggiatura .
lo scoprirsi innamorati, l'avvicinarsi
lo studiarsi e il capirsi, in un istante . tutto
consegue, con la pacificità dei cigni che maculano
la superficie dipinta di un lago . la conoscenza, le passeggiate
lui scherza e lei ne sorride . il primo bacio, gli abbracci, i corpi
   che si annodano nel silenzio di un appartamento occasionale .
resta ormai poco all'abbandono . entrambi smettono di
fischiare e fissano il cielo, in attesa del segnale che
riconduca gli stormi migratori alle terre natie .
una conchiglia, anche se lontana dal mare
sembra riprodurre l'eco della risacca
ne è memoria inconsapevole .
malinconia d'autunno - inedito - fb/tf - 10.10.2018


ROCCIAMARE
Non
posso nemme
no fare finta di disegna
re un gabbiano sulla sabbia.
Un mare di rocce nere spacca
l’unità immobile dell’oceano che apre
le sue bocche e le rinserra, nervosamente.
Forse per farsi fossa e nascondere i sogni dei pescatori
chissà quanta saliva è raccolta là sotto, quante reti da pesca
quante orazioni allegre e feste di carnevale con tonni cinti da corone
di latta. Processioni notturne verso larghi ventri di giovani
vergini antillane adornate di conchiglie e madrepore.
Ascolta la preghiera che ne sgorga, è una lingua
universale che veleggia nei golfi del globo
per raggiungere anche questa dura costa
settentrionale. A cosa serve una spiag
gia se non puoi fare il bagno per
la maggior parte dell’anno.
L’unico custode è un faro
che batte cassa e allerta
la ciurma: su, siete
quasi a casa, an
cora un ulti
mo sfor
zo

le inconsolabili -  inedito - fb/tf - 17.10.2018

DENDROSOFIA
L’Uomo radice è colui che attraversa il paesaggio alla ricerca di se stesso, di connessioni spirituali con la natura ed i grandi organismi biologici, in primis alberi e foreste. L’alberografia è lo scandaglio del paesaggio in cerca di alberi e delle loro storie. La dendrosofia unisce tutto questo in una sorta di disciplina, di sapienza, di conoscenza, fatta anche di meditazione, di dialogo, di ascolto .     -TF
homoradixnew.wordpress.com

 

 

La distanza fra radice e fronda è proporzionale alla distanza fra realtà e pensiero

Non è una regola botanica, riguarda lo sguardo del visitatore pensante che si aggira negli spazi di ombra e luce sul letto della foresta. Il bosco è un fiume ma non procede lungo una direzione lineare, piuttosto fermenta, rigoglisce, dimezza la propria massa in autunno per compensarla in primavera.
ogni albero è un poeta

ARBOTHECA       https://studiohomoradix.com/arbotheca

 

 




9 MARZO -  AUGURI  TIZIANO  !

 

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