tiziano fratus

21 novembre - giornata nazionale dell'albero

per celebrare la giornata : Manuale  perfetto cercatore di alberi

audio libro dal 2018
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Nova Silva Philosophica - la grandiosità della Natura
trasmissione radio condotta da Tiziano Fratus dal 21 novembre 2017
programma settimanale di 15 minuti nel quale si incontrano grandi alberi, ci si incammina in boschi vetusti, parchi nazionali, riserve e giardini storici e al contempo si incontrano grandi autori che hanno scritto di natura Dalla poesia alla narrativa, dalla diaristica di viaggio alla filosofia .
Nova Silva Philosophica è una foresta radiofonica

https://hearthis.at/radiofrancigena  

Gli alberi sussurrano le loro storie, la storia delle loro cortecce, la storia delle loro fronde, la storia delle loro radici. E in queste storie sono sedimentate le storie del paesaggio che li ospita. E in questi paesaggi si compiono e si sono compiuti i destini di molti uomini e di molte donne. Generazioni di esseri umani si siedono, toccano i legni, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo. Ecco: lì vibra il centro del mondo.
il sussurro degli alberi
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Un albero

è la macchina che madre natura ha progettato per superare i limiti e i secoli che gli altri ospiti del pianeta non possono varcare .

i giganti silenziosi

 

GIONA DELLE SEQUOIE
E così al termine del sesto giorno Iddio creò gli animali e gli uomini: popolò gli oceani e i mari, le pianure e le montagne, i laghi e i ruscelli; coniò la parola foresta e modellò le sequoie, i più grandi alberi che si potessero mai vedere sulla terra, così alti da sfiorare il cielo e così grandi da non essere paragonabili a nessuno dei grandi pesci che vivevano le profondità delle acque. Lo fece per sé stesso, a celebrazione del proprio ingegno, ma anche quale monito rivolto agli umani, che già sapeva diversi fra le altre creature del Creato . T.F.
fb/tf - 17.5.2019

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Ci sono viaggi che ti portano là dove le tue radici risuonavano ben prima che tu arrivassi. In California Tiziano Fratus ha scoperto una terra dello spirito. Nel continente delle sequoie, la Sequoia Belt – una delle più grandi cattedrali naturali del pianeta insieme all’Amazzonia e alla foresta del Borneo – ha respirato il vento che l’oceano riversa tra i giganti rossi che popolano luoghi mitici quali Big Sur, Humboldt County, Jedediah Smith; ha deviato verso i luoghi sacri in Sierra Nevada, da Calaveras a Yosemite, da Mariposa alla Giant Forest, dal General Grant Grove a Montain Home. All’ombra di questi Eden verticali si spalancano le pagine di una storia leggendaria, fatta dalle imprese di uomini che hanno avuto un ruolo centrale nell’incredibile conquista di terre sconosciute: i primi avventurieri, i taglialegna, i cacciatori di grizzly, i guardiaparco, i conservazionisti e gli amanti della natura che hanno lottato per la loro salvaguardia inventando l’istituzione della riserva naturale così come oggi noi la conosciamo. E poi scrittori, poeti, fotografi e artisti che si sono lasciati ispirare dal canto di una Madre Natura esuberante e gargantuesca.

homoradi

Esistono quattro punti cardinali che guida il cercatore di sequoie giganti: uno è Calaveras, nell’omonima contea; uno è Mariposa, a sud di Yosemite Valley; quindi la Giant Forest, nel Sequoia National Park; infine Grant Grove, nel Kings Canyon. È qui che riposano gli antichi padri della terra, di questa e di tutte le terre di mezzo esistenti e possibili. Avere, nella vita, la possibilità di visitarli insieme, nel volgere di una piccola rosa di giorni, è un privilegio. Equivale, per un amante della natura, al pellegrinaggio che almeno una volta nella vita ogni mussulmano deve fare per arrivare alla Mecca, o che l’induista sceglie di affrontare per purificarsi nelle acque del Gange, a Benares. M’immergo nel paesaggio, raggiungo i contenitori della vita, totem che uniscono la materia di cui siamo fatti, la terra e il cielo. È qui, mi chiedo, che si raccolgono le anime di coloro che non ci sono più? Forse l’anima di un mio avo risiede nel Grizzly Giant. Forse un altro spirito ha trovato riparo nelle radici di uno dei sapienti silenziosi della Giant Forest. O forse no. Ma alla fine è meglio credere, che non credere affatto.
estratto - studiohomoradix.com

 

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La poesia è una forma di preghiera, è quasi una forma di preghiera, una preghiera più ragionata, costruita, piena anche di visioni, di giochi di parole, di immagini, di accostamenti di parole.
studiohomoradix.com

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... Ogni tanto bisogna fare i conti anche con l’altro io che abbiamo dentro, che invece ci inorgoglisce, ci dispera, ci incita, ci esagita.   I due poli che ci alimentano, i nostri yin e yang portatili.   Ma preferisco non fare alcun bilancio: vorrei pensarmi sempre al primo passo.   La poesia te lo impartisce: invece di imparare si disimpara.
intervista davide sapienza - bergamo.corriere.it

fiera dei librai - poetry, the dark side of the nature -  un bosco in versi - 2019

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BIBLIOGRAFIA

PRINCIPALE DAL 2005

 

2005
Il molosso
2006
Bacio le tue cicatrici
2008
Il Vangelo della Carne
2009
una stanza a gerusalemme

Il respiro della terra
2010
Nuova Poesia Creaturale
Homo Radix
2011
Le bocche di legno
Taccuino del cercatore di alberi
Itinerari dei Ficus
Poesie luterane
Gli alberi pensano al mare
2012
Terre di Grandi Alberi
Itinerari  cercatori alberi Sardegna
L'alber de Milan
Questi occhi mettono radice
Gli scorpioni delle Langhe
La linfa nelle vene
Il bosco di Palermo
2013
Il sussurro degli alberi
Manuale  perfetto cercatore  alberi
Ci vuole un albero
Vecchi e grandi alberi di Torino
2014
L'Italia è un bosco
2015
Un quaderno di radici
Il libro delle foreste scolpite

Ogni albero è un poeta
2016
Il sole che nessuno vede
2017
VERGINE DEI NIDI
L'Italia è un giardino
I GIGANTI SILENZIOSI

2018

il bosco e' un mondo

WALDO BASILIUS

2019
Poesie creaturali - Un bosco in versi

GIONA DELLE SEQUOIE
TRILOGIA DELLE BOCCHE MONUMENTALI

musica per le foreste  2015-19

PICCOLO DIZIONARIO DELLA CURA

INTERRESTRARE

I CORPI CAVI

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ACCURARE - POESIA DI TF

cinquantacinque copie firmate e numerate  su acquaforte

e  due xilografie - una numerata  - 2018

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libri & traduzioni

le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in Francia, Gran Bretagna

Stati Uniti, Germania, Portogallo

Argentina, Slovacchia, Polonia

Brasile,  messico
fabrizio raccis - leggereacolori.com - 2019

 

 

 

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RICONOSCIMENTI

2012

premio speciale ceppo natura
2015

premio ghianda festival

cinemambiente

2019

IL BOSCO E' UN MONDO FINALISTA

AL PREMIO VALLOMBROSA

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www.homoradix.com
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano_Fratus
www.ibs.it/libri/autori/Tiziano%20Fratus

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OGNI ALBERO E' UN POETA

Quando vaghi ramingo nel bosco, il tempo svanisce.
Si compatta ed esce completamente dal tuo
orizzonte esistenziale. Non sei più un animale che conta il tempo, un Homo Sapiens Sapiens Contabilis, e di questo, alla fine della giornata, sarai immensamente grato.

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Quando entro in una foresta evolvo ad ogni passo.  

Prima sono un esploratore, poi un taglialegna, divento fotografo, quindi viaggiatore nel tempo.    So che in ogni stagione faccende avvengono una o più forme di maturazione, ogni anno mi lascio sedurre dall’impressione che a fine autunno boschi interi muoiano, soffocati dalle mani del silenzio: nessuno se ne preoccupa.   Si raccolgono le foglie.    Si tagliano i rami.     Si iniziano a riempire le bocche delle stufe.    Borbottano non in latino, ma in boschese: è il canto che cullava i sogni dei nostri vecchi e cullerà i sogni, speriamo ancora intatti, di figli e nipoti.
ogni albero è un poeta

POESIE CREATURALI - UN BOSCO IN VERSI
2019 - NELLA 'CLASSIFICA DI QUALITA' PROMOSSA DA INDISCRETO
MI HA SEMPRE INTERESSATO L’INVISIBILE, OVVERO QUEL CHE ABBIAMO DAVANTI AGLI OCCHI MA NON VEDIAMO. O MEGLIO NON LO VEDIAMO SUBITO. IMPARIAMO A CHIEDERE AI NOSTRI SENSI E ALLA NOSTRA IMMAGINAZIONE. CI AFFINIAMO. IMPARIAMO A VEDERE QUELLO CHE FINO A POCO PRIMA NON CI SEMBRAVA. E QUESTO AD ESEMPIO È QUELLO CHE FACCIO QUANDO AVVICINO I MIEI AMATI ALBERI, I GRANDI ALBERI MONUMENTO. QUANDO INCONTRO UN CASTAGNO DI TRE O QUATTRO SECOLI CHE È STANCO, IL TRONCO GRAFFIATO, CON POCHISSIMI RAMI PERCHÉ ORAMAI LE ENERGIE DI CUI HA BISOGNO E DI CUI È CAPACE SONO MOLTO POCHE, E LO VEDI LÌ, IN QUEL PEZZO DI BOSCO O VICINO A UN PRATO, CON QUELLE GROSSE BOCCHE INCAVATE … HO L’ESPERIENZA DI ABITARE NELLO STESSO MOMENTO TRE DIVERSE EPOCHE, TRE DIVERSI TEMPI, ALMENO. C’È IL PASSATO, I SECOLI CHE SI SONO ADAGIATI GLI UNI SOPRA GLI ALTRI, NELLE FORME, E RIPOSANO LÌ, NELLE CORTECCE, NEI LEGNI DIMENTICATI. C’È IL PRESENTE CHE VIVE E RESISTE ADESSO, È IL TEMPO DELL’INCONTRO. E POI C’È IL FUTURO CHE IN UN ALBERO ESISTE GIÀ, È UN ANTICIPO, NOI VEDIAMO GIÀ QUELLO CHE STA CAPITANDO ALL’ALBERO, E CHE È UNA SORTA DI PRESTITO CHE ARRIVA DAL FUTURO.
fb/tf - booktrailer - l'invisibile - 2019

Eucarestia arborea
C’era
una volta
un poeta che volle
vivere nel più profondo
e tetro e misterico dei boschi.
Un giorno vi andò, portandosi dietro
l’astio che aveva coltivato fra gli uomini.
Iddio, dammi la forza di guarire, dammi la forza
di diventare muto come questi ontani che mi circondano.
Iddio non rispose coi pensieri a forma d’inchiostro
si manifestò nel volo d’un passero, ma il poeta
era troppo preso dalle grandi parole
per ascoltare lo spazio bianco
che si nascondeva in ogni
piccolo, ordinario
lieve moto del
mondo

poesie creaturali

WALDO BASILIUS - storia per ragazzi
Radici carsiche camminano a pelo d’erba, spostano enormi rocce e deviano il corso del torrente. Per oltrepassarle Waldo si deve arrampicare come sul dorso di un naso grinzoso. Non ne vede la cima, tanto si elevano al di sopra della sua piccola figura errante. Colonne che sostengono un bosco che vive sopra il bosco nel quale lui si incammina. Filari di enormi millepiedi navigano queste ombre che gocciolano, forre umide, acquose, e lampi di luce improvvisa che ogni tanto discendono e incontrano le corazze degli insetti che si moltiplicano a vista d’occhio.
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Waldo Basilius è un neonato quando viene trovato dai nazi grinzosi, un popolo di strani giganti della foresta. Un popolo alla rovescia, che parla al contrario; dove si nasce saggi e si invecchia incoscienti. L’unico gigante che si occupa di Waldo è la signora Magher, una madre adottiva che cerca di allevarlo come un naso grinzoso. Waldo però è straniero, diverso, e dovrà affrontare l’emarginazione. Il suo destino sembra quello di essere un fantasma ignorato da tutti. La risposta però arriva dagli alberi della foresta, dalla natura avversa che circonda il villaggio dei giganti. Un mondo di insetti, animali e piante; simboli e metafore di quanto sia difficile crescere. Gli alberi e i libri, la natura e le parole diventano la guida di Waldo. Le guide in un percorso di mistero e sangue che lo condurrà a capirsi e a ritrovare una casa; sarà una strada per comprendere che l’altrove è solo il mondo alla rovescia perché i sentimenti che muovono l’universo sono uguali ovunque. Gli uomini, i suoi simili, amano e odiano come amano e odiano i nasi grinzosi. Waldo scoprirà che la sua ritrovata madre non è tanto diversa dalla signora Magher.
mondadori - homoradix.tf - 2018

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La piuma radiante
Nei larghi pianori di Mènoret abitava una coppia di Nasi grinzosi. Due mezzaetà felici, lui pastore di
“icapar” (rapaci), lei massaia. Lui, ogni sera, portava a casa le piume che raccoglieva nei nidi, sulle cime tra le rocce, così che lei ne potesse preparare dei cuscini che poi si scendeva a vendere due volte l’anno alla festa del villaggio. Un giorno Rogi, così si chiamava il pastore, portò a casa una piuma diversa: lunga quasi due porte e colore del sole quando si nasconde nel mare. Nessuno di loro ne aveva mai viste ma si raccontava di un uccello capace di risorgere dalle ceneri, un animale ultraterrestre, che era meglio lasciare stare altrimenti ti avrebbe trascinato con sé nell’altromondo. A Rogi però quella lunga piuma piaceva, gli brillavano gli occhi quando la fissava, ne era come stregato e a sua moglie questo non piaceva. Lui restava a fissarla per ore e quel giorno non si accucciò nemmeno a riposare. Restò seduto sul suo masso ad ammirarne la forma e gli scintillii che emanava soffiandoci. La notte seguente Ainav, sua moglie massaia, lo dovette spronare con la forza e gli insulti per farlo uscire, era così geloso della piuma che decise di riportarsela con sé sugli altri valichi. Ainav era molto preoccupata, così decise di scendere al villaggio per chiedere consiglio ai giovani.
«Asoc è’c, Ainav id Rogi? (Cosa c’è, Ainav, sposa di Rogi?)» domandarono i sette giovani seduti in cerchio, accanto alla pietra della “anul” (luna). Lei raccontò per filo e per segno di tutto l’accaduto e loro capirono che in effetti il pastore di “icapar” (rapaci) era oramai schiavo del volere della temibile “Ecinef” (Fenice), che sarebbe tornata al sorgere della nuova luna per riscattare l’anima di chi era rimasto stregato dalla bellezza delle sue piume.
«Asoc oved eraf arolla? Asoc, asoc?! (Cosa devo fare allora? Cosa, cosa?!)» Chiedeva piangendo la donna.
Uno dei sette scese nelle secrete e andò a sfogliare il grosso libro sacro che racconta la storia del mondo. Soltanto pochi ne sanno leggere ciò che è scritto e soltanto pochi fra i pochi ne sa interpretare il messaggio. E così il responso fu consegnato nelle mani nodose e ragnose della mezzaetà di nome Ainav. Rincasata con la luce del giorno la moglie trovò il marito seduto sul suo masso, incantato nella visione della piuma. Lui non le chiese nemmeno dove era stata.
«Otseuq non è ùip li osan ehc oh otasops, non ùip, non ùip (Questo non è più il naso che ho spostato, non più, non più)» bofonchiò Ainav, con gli occhi strabuzzanti. Da naso grinzoso paziente quale era diventata da moglie di un pastore di “icapar” (rapaci), Ainav si coricò a riposare, il viaggio l’aveva molto stancata. Ma nel sonno aveva deciso di agire. Al risveglio, come il giorno precedente, dovette cacciare Rogi di casa ma questa volta pretese di tenere lei la piuma. Lui non le voleva credere ma lei con le brutte riuscì a farlo partire. Sapeva che non avrebbe dovuto fissare la piuma altrimenti anche lei ne sarebbe stata stregata. Così si coprì gli occhi, pronunciò la formula segreta che i giovani del consiglio del villaggio le avevano rivelato, Aveva anche promesso solennemente di dimenticarsene subito dopo e di non rivelarla ad anima viva. Quindi prese la piuma e la avvicinò alla candela. Appena la piuma toccò la fiamma si incendiò e in un lampo svanì. Al rientro dopo una notte di lavoro suo marito era ritornato in sé, e mai più si parlò, nella loro casa, di quanto era accaduto.
estratto dal racconto gotico waldo basilius - fb/tf - 1.7.2018 

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Bosco, mistero, stranietà, viaggio, scoperta, illustrazioni, gotico, parlare al contrario, crescita, spavento, nascita ...      in un titolo Waldo Basilius   .
fb/tf - 27.8.2018

L'ITALIA E' UN GIARDINO
Anticamente i giardini erano per lo più chiusi e di piccola dimensione: la parola latina usata era Hortus, quella greca Kepos. Le proprietà di campagne avevano frutteti (Pomarium) o vivai (Viridarium – si veda il Giardino Inglese della Reggia di Caserta). I boschi erano Silva, da distinguere dal bosco sacro, ove si celebravano riti pagani, detti Lucus: ve ne sono ancora dei ricordi a Monteluco di Spoleto, dove è stata rinvenuta una pietra con incisa quella che è stata chiamata la Lex luci spoletina, la prima norma forestale della storia, in sostanza un bosco bandito, risalente al terzo secolo d. C. Nella cultura celtica, che ha lasciato non pochi segni sull’arco alpino, il bosco sacro era chiamato Nemeton. Il dio del bosco era, ovviamente, Giove, a cui era dedicata la pianta della quercia .
fb/tf - 2018

IL LIBRO DELLE FORESTE SCOLPITE
Uno dei libri che ho più amato esplorare e comporre.  Una ricerca di silenzio e raccoglimento, un inno spirituale alle foreste d'alta quota  -  Tiziano Fratus  -
-  Ogni volta che un camminatore attraversa una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c'è.
ed.laterza - fb/tf - 2018
Un seme in una scatola di terra
Un tempo agli esuli russi si regalava una scatola di terra.     Le spedivano per posta ordinaria.       Nessuno avrebbe trovato da eccepire a qualche pugno di terra sfarinata in una scatola. Fuggendo gli esuli si aggrappavano alle lettere, alle fotografie, ai pochi vestiti necessari, forse ad una foglia o ad un fiore schiacciati nelle pagine d’un libro.     Ad un’icona dorata.     Nessuno pensava alla terra.     La semplice terra che si calpestava ogni giorno, la stessa terra che si vedeva fiatare d’inverno sotto la neve o dalla quale spuntavano le primule.     Terra scura come la notte e profumata come un meleto in autunno, nel mese del raccolto.      Su quella terra da comò si posava un seme, lo si spingeva a fondo con l’indice, giù.      Poteva essere un seme d’acero, di melo, una ghianda di quercia o un pezzo di patata.      Se non lo innaffiavi troppo spesso c’erano discrete possibilità di veder spuntare la vita, in quella manciata di terra buia come la solitudine che gli esuli e i profughi allevano quotidianamente.
il libro delle foreste scolpite - fb/tf 28.2.2019



Italy and the Environmental Humanities :   Landscapes, Natures, Ecologies - Under the Sign of Nature

autori : s.iovino - e.cesaretti - e.past -  con la collaborazione - tra gli altri - di  tiziano fratus
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An excellent book with an innovative approach that addresses many of the most vibrant and relevant topics in the field today.    It will provide an inspiring guide for scholars interested in
Italian literature, but will much more broadly offer a noteworthy contribution to the current debates across ecocriticism and in every region.
heather sullivan - trinity university
upress.virginia.edu - 2018
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TIZIANO FRATUS rappresenta la poesia italiana allo struga poetry evenings 2018 con pubblicazione di  poesie in inglese e macedone .
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Tiziano Fratus nasce a Bergamo nel 1975. Cresce nei paesaggi agresti di Lombardia e Piemonte. Attraversando le foreste di conifera della California e delle Alpi perfeziona il concetto di Homo Radix, al quale conseguono una pratica quotidiana di meditazione in natura e la disciplina della dendrosofia. In vent’anni pubblica diverse opere fra le quali il romanzo Ogni albero è un poeta (Mondadori), la guida Manuale del perfetto cercatore d’alberi - anche audiobook -  l’esplorazione I giganti silenziosi, i silvari appartenenti ai cicli Trilogia degli Alberi Monumentali (L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, L’Italia è un giardino) e Dittico degli alberi nube (Il sussurro degli alberi ed Il sole che nessuno vede), nonché album di poesia, i più recenti dei quali sono Un quaderno di radici e Vergine dei nidi. Sue liriche sono tradotte in otto lingue e pubblicate su rivista o in volume in quindici paesi. Ha all’attivo personali fotografiche e collabora col quotidiano La Stampa curando la rubrica Il cercatore di alberi. Vive nella campagna piemontese laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.
https://homoradixnew.files.wordpress.com/2017/10/bio_fratus_nova1.pdf

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Forse un giorno chi vorrà incontrare Tiziano Fratus dovrà entrare in un bosco – dopo avere religiosamente chiesto il permesso ad alberi, piante, bacche – e alzare la testa. Lo troverà comodamente seduto fra i rami di una profumata sequoia. Le gambe a penzoloni, il sorriso furbo, gli occhi vispi. Come Cosimo Piovasco di Rondò (il protagonista de Il barone rampante di Calvino), anche lui avrà finalmente deciso di abitare quel santuario boschivo che riconosce come unico luogo dell’anima.

hounlibrointesta.it
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Nasce a Bergamo ma si trasferisce in Piemonte all'età di 12 anni. Studi irregolari inizia a occuparsi di teatro e nuova drammaturgia curando libri quali "Lo spazio aperto" (2002) e collaborando con Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia a Milano. Pubblica i primi libri di poesie e inizia a viaggiare. Fra le sue raccolte di liriche si ricordano "Il Molosso" (2005), "Nuova Poesia Creaturale" (2010) e "Gli scorpioni delle Langhe" (2012), alcune poesie sono tradotte e pubblicate in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Argentina, Slovacchia, Polonia, Lituania e Brasile. La sua poesia è inclusa in diverse antologie fra cui "Poeti per Torino" (2008, curatela Roberto Rossi Precerutti) e "Poesia in Piemonte e Valle d'Aosta (2012, curatela Emanuele Spano e Davide Ferreri). Dal 2006 al 2010 ha diretto il Festival e le Edizioni Torino Poesia. Nel 2010, durante viaggi in Estremo Oriente, Stati Uniti e Europa, crea i concetti di
"uomo/donna radice", "dendrosofia" e "alberografia", iniziando a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all'identità e agli alberi monumentali, tutte parte del medesimo ciclo dal titolo "Arborgrammaticus".
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano_Fratus 

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FA PARTE  DEL COMITATO SCIENTIFICO Co.n.al.pa. - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio - 2019
facebook.com/coordinamento.alberiepaesaggio
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Tiziano Fratus è un uomo radice, è cresciuto nella pianura bergamasca e sulle colline del Monferrato; dal 2006 vive ai piedi delle Alpi Cozie, in un villaggio in Val Sangone fra le riserve naturali dei Laghi di Avigliana e del Monte San Giorgio.

macrolibrarsi.it

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Tiziano Fratus è scrittore, poeta e cercatore d'alberi, attraversa il paesaggio alla ricerca di alberi secolari e monumentali e boschi vetusti, vi medita, li censisce, li misura, li fotografa e ne scrive. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia in Italia e in altri paesi (Stati Uniti, Brasile, Argentina, Singapore, Svizzera)

feltrinelli

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. INTORNO AL SUO STUDIO E BIBLIOTECA A CASA DEL LECCIO - FINALE LIGURE - CONVIVONO   ANCHE 12 GATTI !

. nell'immagine tf con zeus  alla stamperia d'arte di milano -  fb/tf 17.10.2018

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Abito un continente compreso fra la carta e la corteccia
fb/tf - 1.12.2018

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Quindi é chiaro. Non interessa la buona poesia, interessa essere pop, scalare le classifiche, diventare arguti, divertenti, riempire i caffe o i teatri.   Essere comprensibili, ossia facili, diretti.   Vincere il mercato ...
fb/tf - 16.1.2018

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Stamattina andando al lago per la meditazione, sulla strada, c'era il corpo senza vita di una volpe.    Le macchine e i furgoncini che andavano al lavoro o portavano i figli a scuola lo scansavano all'ultimo, e talvolta ci passavano sopra. Uno spettacolo violento, come lo è sempre, d'altronde.   Al ritorno, un'ora dopo , quel che restava della volpe era ancora lì. Così mi sono fermato, sono sceso, l'ho raggiunto e l'ho spostato, gettandolo nell'erba alta, oltre il bordo della strada.    Nel campo di fronte le pecore e gli agnelli di un modesto gregge. Probabilmente la volpe era stata richiamata da queste presenze.   Quando ne vedete non abbandonateli all'orrore dell'indifferenza e della fretta. Sono creature di Dio, sono arrivate dal bosco e al bosco, per quanto possibile, debbono tornare.
fb/tf - 23.5.2018

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Prima di comprarla per forza e regalarla come un cioccolatino, la poesia, per cortesia, cerchiamo di capirla .      Di sentirla .       Di incontrarla .      Poi, semmai di comprarla .
fb/tf - 15.9.2018

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D'ora in poi voglio chiamarmi Wolfango.    Tiziano Wolfango Fratus.    Anzi no:  Tiziano Wolfango Homo Radix Fratus.     Oppure è meglio con la vo: Tiziano Volfango Homo Radix Fratus  ...
fb/tf - 5.10.2018

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C'è sempre qualcosa di evidente
In quel che non capiamo

fb/tf - 25.8.2018

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Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata.

Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, nel torinese, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza .

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Alla fine della giornata
mi sono seduto al centro del vuoto :
ho lasciato che l’IO
a cui tanto avevo lavorato si arrugginisse .
Vedevo che l’acqua corrompeva
ma smisi di preoccuparmene .
L’uomo che si era seduto
non si è più rialzato .

fb/tf - 28.11.2018 - studiohomoradix.com

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Lunghe stagioni di meditazione in natura mi hanno educato a considerare il bosco come un ambiente che supera i confini fisici, tanto che, come già annunziavano misticamente i patriarchi del pensiero spirituale in ogni parte del pianeta, alcuni decenni orsono quanto prima della nascita di nostro Signore Gesù Cristo,    il miglior modo di contemplare una foresta è ad occhi chiusi: una foresta la puoi misurare, la puoi disegnare, la puoi fotografare, la puoi respirare, attraversare, incendiare, devastare, contenere, dimezzare, moltiplicare, la puoi coltivare, abbandonare, rabberciare, illustrare, suggerire, fischiare, la puoi amare, adorare, scalare, ma non la puoi dimenticare.     Perché c’è un pensiero che non può più tornare indietro, una volta raggiunto il cuore della foresta qualcosa di tuo resterà per sempre lì dentro, e un pezzo della foresta resterà sempre in te; così la rivedrai, la risentirai, ogni qual volta socchiudendo le palpebre tu ci ritornerai.
La foresta è un’idea ed è al contempo un’esperienza ...

per un'italia arbomonumentale - fb/tf - 12.12.2018

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È in atto un'epidemia di maestri zen .   Mai così tanti in un paese extrasiatico ...
fb/tf - 8.1.2019

Purtroppo la mia è la generazione del superlativo oggettivo 

quanto sei grande, quanto sei genio, quanto sei iper

O morte a te che non cogli
fb/tf - 17.1.2019

La distanza fra radice e fronda è proporzionale alla distanza fra realtà e pensiero
fb/tf - 9.2.2019

Leggere molto e non accontentarsi mai
fb/tf - 23.4.2019

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Ma infatti cosa conta la vita di una persona, di fronte ad un blog letterario ?    Tutta la sua esistenza.     Il suo impegno.     I suoi dolori.     Le esperienze.     Le morti.     Le amicizie.     Gli amori e i disamori.     I cambiamenti.     Gli adattamenti.   Cosa vuoi che conti tutto questo se non sei su quella pagina di critica o in quella rivista ?    

Ecco .    Ci sono volte che non capisci, se loro capiscono.     Se loro, si rendono conto.     Se chi c'è ci creda davvero a quel proprio privilegio di chiudere.     Sigillare.     Proteggere.     Se chi ha o crede di avere si renda conto che la vita nasce e rinasce, comunque.     Oltre te ...
fb/tf - 9.2.2019

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La vita si espande e si contrae, constantemente.    Non è che gli alberi adesso abbiano un cuore.     Facciamo per cortesia attenzione a quel che si scrive, a quel che si dice.      Capisco che oggi tutto si misura sulla quantità di titolini che appaiono sui giornali ma, soprattutto se è una novità che parte dagli scienziati, vediamo di andarci cauti.     Quantomeno per non dire una quantità di scemenze.     La poesia è una cosa, e la amiamo, ma la scienza dovrebbe smetterla di inseguire Houdini ...
fb/tf - 31.3.2019

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La scelta
Quante volte mi ero ritrovato, in passato, a selezionare le fotografie per un libro o una copertina.     Ora ho il piacere di andare a scegliere le foto per un primo vero e proprio catalogo di una futura mostra che sarà inaugurata a Milano il prossimo 30 maggio. Titolo della mostra e del volume °Arborgrammaticus°. Per ogni scatto o selezione di scatti ieri componevo i testi di accompagnamento: ricordi, appunti, segnalazioni, suggestioni.      In genere le fotografie accompagnano le mie parole, sono un corredo, un decoro. Ora invece è il contrario.     Ricostruire una parte di esperienza - i luoghi e gli incontri - attraverso il ricordo corrotto e rivisitato che lo scatto fotografico ha colto.     E' questa la verità? Una fotografia racconta la verità oppure è già interpretazione? Quanta verità c'è in una fotografia? Scegliere le foto di un percorso espositivo e di un catalogo, modifica la percezione della storia che si cerca di ricostruire? Ovviamente, lo diamo per scontato. Ma allora chi siamo? Chi è quell'occhio che fissa, che sagoma, che definisce e che intrappola?
fb/tf - 1.4.2019

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La più lenta ascensione del Monviso della storia
Visto che qui sono tutti dei superman e delle ultravixen, questa estate, nel mese di luglio, voglio tengare la più lenta ascensione al Monviso della "storia" (o stretta, i senza fiato).      Si parte con le tende Decatlon in saccoccia e ci impiegheremo qualche giorno. Meditazione mattutina, letture da La Bibbia e dalla Shobogenzo.
Conteremo i passi e ascolteremo il grande battito. Organisuma ?

fb/tf - 10.4.2019

 

 

INEDITO

asciugare la casa
amava
il fruscio frfr-frrrrf
dei libri messi ad asciugare
sul tetto di casa, dopo le lunghe stagioni
di litigi. il padre e la madre proprio non volevano
saperne di andare d'accordo e così gli autori piangevano.
il buon shakespeare, lo storico tacito, la poetessa dickinson
e poi i giallisti, nonostate tutti quei cadaveri putrefatti
che abbondano, nelle loro storie.  quando questi
canuti letterati sentono i piatti rompersi
si abbandonano al ricordo di infelici
infanzie polverose, loro, bambini
e indifesi, perchè è da allora
che sanno che le parole
possono ferire
più delle
lame

fb/tf - 30.4.2019 - inedito

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Quel godimento inesplicabile

quando fuori è quasi estate, ha appena piovuto e sei sotto una coperta .   I gatti dormono. E inizia (per l'ennesima volta) la maratona Twin Peaks  .
fb/tf - 12.6.2019

 

 

Il
seme
è Dio che
non sa restare
immobi
le
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fb/tf - 13.6.2019

 

lasciate che il bosco rinasca in voi e insieme a voi

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https://youtu.be/pL_TkKnbozw  - 66° trento film festival - 2018

https://youtu.be/ZpFZg-WDVAQ  - intervista - 2017
https://youtu.be/oD-vPYg6eOA  - civico 144 monza - 2017
https://youtu.be/qYySW5wcmOI  - salone libro torino - 2017

https://youtu.be/pBEM_udAG5Q  - faggi lessinia

www.raiplay.it/2018/Quante-storie - intervista di corrado augias - 2018

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Dice che la fine del mondo é vicina

Menomale, in questo periodo sono un po' stanchino ...
fb/tf - 26.11.2017

 

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