Márcia TheÓphilo

fortaleza 19 marzo  1941 - 16 ottobre (?)

 

AMAZZONIA  -  sedici modi per descrivere i verde

 

Si distrugge la foresta amazzonica detta   polmone del mondo   privando così le generazioni future della stessa possibilità di respirare.
Per sfruttare il suolo o il sottosuolo della foresta per due o per vent’anni, si disboscano aree estesissime, lasciando una terra in cui niente più vivrà: né l’albero muricí né la liana guaraná né il pappagallo  né l’orchidea  né l’uomo.

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Un popolo indio della foresta amazzonica ha realizzato nel suo linguaggio 16 modi diversi di descrivere il verde.
Solo nel profondo di questa foresta si possono cogliere così tante sfumature e significati. Distrutti gli uomini capaci di scorgere sedici modi di intendere il verde, distrutta ogni possibilità di incontro con loro, resteremo per sempre esseri umani per cui il verde è solo il verde. L’umanità avrà guadagnato in velocità di movimento, ma chi può dire che il movimento sia più prezioso del colore  ?

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Fino a poco tempo fa la cultura occidentale poneva l’essere umano come padrone della natura dandogli il diritto di manipolarla a suo piacimento. È un sogno di ogni potenza da cui si sta svegliando l’umanità: l’uomo non è al di sopra della natura ma parte del suo insieme. Con la mia poesia cerco l’origine antica del nome degli animali, degli alberi, dei miti e dei fiumi. Ascolto la mia memoria e fra i suoi meandri ricerco delle parole che abbiano il suono e il significato delle cose dette dai popoli antichi della foresta. Scrivo queste parole e questi suoni e ad essi seguono sogni e sentimenti di estasi, ma anche di terrore e abbagli.
Márcia Theóphilo

 

IL DIZIONARIO È CONSIDERATO COMUNEMENTE QUELLO DELLE PAROLE
MA È PUR SEMPRE LIMITATO NEL NUMERO
QUELLO DELLA FORESTA
MI SEMBRA ILLIMITATO INFINITO
E VI SONO PAROLE NUOVE

mt

 

www.marciatheophilo.it

www.theophilo-amazzonia-e-poesia.info

www.facebook.com/marcia.theophilo.9

 


In una lingua dell’ Amazzonia ... l’andare verso il futuro è espresso con lo stesso verbo che indica il procedere all’indietro; si va al buio verso l’ignoto, mentre l’orizzonte è il paesaggio da cui ci si allontana e che dunque si perde, si allarga, diventa più vasto e lontano  - CLAUDIO MAGRIS
3 febbraio 2019 - la lettura - inFuturo
agenziaradicale.com

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Ho imparato che le tribù indie stanno scomparendo, perché piano piano gli uomini da fuori stanno divorando la loro foresta.     Ho imparato che nella foresta c'è una lingua autonoma, diversa da quella delle tribù, diversa da tutte le altre lingue.Ho imparato quella lingua e posso sentire come alita l'anima della foresta. Dentro quella foresta c'è il mio cuore che batte, e dentro il mio cuore c'è la foresta che respira. I bambini indios sono lasciati vivere nella foresta.    Non hanno paura, perché si sanno adattare.     Tutti gli uomini hanno saputo sempre adattarsi alle circostanze ambientali.    Così avviene anche nella foresta  . -mt
fb/mt - 28.1.2020

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nata a Fortaleza -  19 marzo 1941  -  

poetessa brasiliana bilingue - Ha studiato a Rio De Janeiro -  San Paolo e Roma  dove si è laureata in antropologia.

La foresta amazzonica è il tema attorno cui ruotano la vita e la sua opera -  le sue genti -  i suoi fiumi -  i suoi miti -  le sue specie animali e vegetali e gli sforzi per preservarne la sua ricchezza naturale e culturale.

vive tra Roma e il Brasile  . Rappresentante Unione degli scrittori brasiliani in Italia.

i  testi  sono  da lei tradotti prevalentemente in portoghese e italiano

2010  -  2013  -  proposta per il nobel letteratura.  sempre ambita a molti eventi culturali italiani .

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nel 1971 ARRIVA in Italia come esiliata politica  sfuggendo al regime militare che aveva imposto severe leggi sulla censura. torna in brasile nel 1979 e partecipa al movimento per la democrazia. Qui in Italia si impegna a mantenere relazioni culturali tra Italia e Brasile rappresentando l’Unione Brasiliana di Scrittori.    Nel corso degli anni ha organizzato incontri di poesia.     ha  tradotto in portoghese poeti italiani e in italiano poeti brasiliani .   la sua poesia fa parte di antologie poetiche di lingua italiana e portoghese  .

- riesce a rendere in lingua italiana suoni e ritmi della sua lingua materna inserendosi nel sistema ritmico e timbrico dell’italiano senza per questo sacrificare il ritmo e il suono dell’originale portoghese del Brasile   -    mario luzi
La sua poetica è tutta incentrata sulla natura sui miti e le leggende della foresta Amazzonica - sui popoli indigeni - sulla denuncia dello scempio e  i danni arrecati  -  ed all'impegno di salvaguardare il patrimonio naturale dalle aggressioni della civilizzazione.

lericipea.com - it.wikipedia.org

 

AMAZZONIA RESPIRO DEL MONDO
Ha un vestito lungo, nero, ravvivato da una sciarpa verde e dai mille colori. Già dall'aspetto Marcia Theophilo esercita un'incredibile fascino .  Non saprei spiegare il perché ma le mie impressioni sono confermate nel momento in cui la poetessa brasiliana prende la parola.   La sua voce riempie lo spazio del Chiostro di San Barnaba trascinando il pubblico in una sorta di vortice magico, che pulsa e respira dal respiro del mondo.   La voce Marcia Theophilo è la voce dell'Amazzonia, di quel Brasile un tempo primitivo, incontaminato, oggi distrutto il cui nome deriva dalla stessa natura; la sua origine etimologia è infatti ibirpitanga , ovvero legno rosso.   Marcia Theophilo dialoga con Elia Malagò, la quale definisce la poesia come traduzione e simbolo di ciò che avviene mentre avviene, aria che si fa respiro e parola. E corpo.   La parola di Marcia Theophilo, che con forza di canto e denuncia ci trasporta  alla sorgente di una mitica, panica cosmogonia, risuona in tutta la sua corporeità. Apprendiamo che con la sua arte Marcia ascolta la sua memoria e vi ricerca i significati e i suoni della parole del suo popolo;  restituendo una memoria anche a noi, perché su questa si possa costruire un futuro.   A tal proposito, si passa ad affrontare la più specifica attualità dell'Amazzonia, le promesse eluse dai potenti e la delusione scaturitane da parte di chi di quella natura è profondamente innamorato.   Come Marcia theophilo, la cui poesia-ecologia è proprio quella poesia di cui l'ambientalismo pragmatico odierno ha estremamente bisogno.
festivaletteratura.it
AMAZZONIA - RESPIRO DEL MONDO
nei suoi appassionati, commoventi scritti, la Theophilo entra nel vivo di questa bellezza e ne invoca, implicitamente, la prioritaria necessità di difenderla per non perdere irrimediabilmente ciò che resta ancora della nostra. In questo volume, l'autrice si fa dunque portavoce di una terra splendida ed oppressa, offrendoci quell'intraducibile «respiro» a cui il mondo non dovrebbe e potrebbe mai rinunciare:
 

Gli indios morti fanno germogliare
culture sommerse  per secoli e secoli
dentro l'arida terra
le tribù sementi rinascono
con la pioggia   migliaia di fiori:
e il deserto torna a fiorire
monde-diplomatique.it

amazzonia.ch

 

 

AMAZZONIA OCEANO DI ALBERI

PREMIO CAMAIORE 2012  -    > introduzione di Mario Luzi <

 

 

AMAZZONIA MADRE D'ACQUA - premio sandro penna 2008

um libro importante pela beleza, pela musica dos versos que acompanham a musica d'agua como em uma sinfonia. E' um poema epico dos rios em defesa de um grande rio    -   O RIO MADEIRA VIVO.

hoepli.it    -   http://youtu.be/h87n2y5MpMs   VIDEO

Sui temi di Expo 2015 è stata pubblicata l’antologia poetica Nutrimenti ...   Si tratta di una singolare proposta editoriale: ad alcuni poeti italiani contemporanei è stato fatto l’invito a pubblicare i loro testi in buona parte inediti e scritti per l’occasione.     tra questi  marcia theophilo con madre d'acqua .
ilmessaggero.it - 2015

http://youtu.be/h87n2y5MpMs   -    amazzonia madre d'acqua

Amazzonia è foresta ma è anche acqua, una ragnatela di fiumi, che alimentano il grande 'serpente' che attraversa da una parte all’altra il subcontinente equatoriale, il Rio delle Amazzoni, la   madre d’acqua.      Non c’è foresta senz’acqua; non c’è acqua senza foresta.   Non c’è civiltà senza foresta, senza acqua, senza persone che ne vivono e che sanno viverci e anche morire, coperte dalle loro storie e dalle storie della foresta e dell’acqua  -mt
fb/mt - 8.9.2018

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amazzonia verde d'acqua - 2020
Nel vortice e nell'incanto di queste pagine si realizza al livello più alto il grande canto dell'Amazzonia di Márcia Theóphilo, che nei decenni ha composto un disegno epico articolatissimo, una narrazione in versi che è poesia di fantasmagorica atmosfera. Con strenua vitalità, ci parla di un mondo dove la natura - di cui gli umani sono semplice parte - «lavora senza posa», e dove agisce un'energia diffusa e inarrestabile, nel movimento di un continuo rinascere. La poesia di Márcia Theóphilo, nota fin dagli esordi in ambito internazionale, si impone per una rara ampiezza di respiro, che le consente di convocare sulla pagina umani personaggi e figure mitologiche, in un vorticare prodigioso degli elementi, dove «non solo gli animali ma tutto in natura ha un'anima», o dove operano senza sosta «memorie di verdi immensità».

In questa esoticissima realtà troviamo la dea Giaguaro, che «si trasforma in tutte le cose / che vivono sulla terra / piante e animali / fiumi e piogge», mentre anche «gli alberi raccontano la loro storia». Ma è l'io stesso dell'autrice a mescolarsi alle molteplici presenze di un reale magico e immenso, fatto di «impensate foreste senza fine / di fiori e frutti tropicali / e cuori di antichi animali», su cui la nostra ormai plurisecolare "civiltà" opera con colpevole indifferenza o ottuso disprezzo. Ed ecco, allora, il suggestivo spargersi di Márcia Theóphilo nei suoi versi e il continuo rigenerarsi della sua opera, in simbiosi intatta con l'habitat delle sue radici, con l'orizzonte naturale in cui da sempre si esprime e ci comunica la sua inconfondibile, preziosissima, testimoniale presenza poetica.
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Tutto è qui :  l’orrore e il piacere dei sogni
la tempesta, la pioggia, le spiagge
le sembianze degli antichi dèi
il desiderio più folle finalmente sazio
il maschio mutato in femmina
la malinconia accorda gli strumenti
( chitarra, oboe, tamburi
pandeiro, berimbau, atabaque )
i sentimenti muovono i corpi .

mondadori - 2020

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AMAZZONIA SEMPRE

Mi colpiscono da sempre i suoi occhi: ridono quando ascolta le persone che ama, soffrono nel sentire le cose che non approva, sognano se si parla della sua Amazzonia. Lei canta più che scrivere, lei alza forte la voce quando recita i versi delle sue poesie. Vuole farsi capire bene da tutti. Ma le sue non sono poesie raccolte, poesie staccate, scritte e messe insieme per la pubblicazione: sono un’epopea unica.

Cominciata quando vide e scoprì per la prima volta i pilastri del cielo, gli alberi che reggono le stelle e la nostra vita. Quando si trovò di fronte alla foresta vergine, pluviale, primaria, unica e irripetibile. Marcia aveva visto le stelle riflesse nel fiume, aveva sentito il grido delle scimmie urlatrici e il respiro, nel buio, del botu, del delfino di fiume accanto alla sua malora, la canoa.Non poteva dimenticare.Lei ha avuto il privilegio terribile di averla vista prima, l’Amazzonia. PRIMA.

presentazione   fabrizio carbone

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KUPAHUBA ALBERO
L'alternarsi di due vocali genera suoni aspri, cupi e aspirati;nel loro ripetersi diventano canto, lamento, invocazione: kupahúba, kupahúba, kupahúba.Il suono si muta in linguaggio. Kupahúba è un albero. Un albero simbolo di sacralità profonda, antica, atavica. E' segno di una cultura tradita e violata, vittima designata in sacrificio alla "civiltà". Così, in terra brasiliana, sulla quiete di un villaggio di tanti villaggi, protetti da una foresta, amica e madre, si abbatte la "civiltà". Il bruno dei secolari tronchi, il cupo verde con le foglie intrise di luce solare, sono i colori sui quali incombe il rosso del fuoco e il nero che diventa il segno del nulla. Su tanto dramma emerge il pianto di una giovane donna, le cui lacrime sono ormai di sasso, in una metamorfosi che le ha trasformate in preziose iridescenze d'opale, simbolo di chi confida nella propria preghiera rivolta allo spirito della Vita .
fb/MT - 2020

Márcia Theóphilo si inserisce bene nel sistema ritmico e timbrico dell’italiano non sacrificando minimamente, a mio parere, il ritmo e il suono dell’originale portoghese del Brasile.

Mario Luzi

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araracanga, kupahúba, jabuticabeira, ubirajara, mangalô, maçarandúba
La mia poesia è ispirata dai suoni della foresta : tamburi, flauti, rumori della natura.
I nomi si caricano di mistero, quanto meno si pronunciano, e i nomi indios non sono diventati comuni come quelli di lingua europea. Essendo meno conosciuti conservano una maggiore carica di mistero.
Il dizionario è considerato comunemente quello delle parole, ma è pur sempre limitato nel numero. Quello della foresta mi sembra illimitato, infinito, dove ci sono parole nuove. Anche il mare è un dizionario, e il cielo.
Il mio è un lavoro di ricerca. Si tratta di una ricerca innanzi tutto nella mia memoria personale, nei ricordi della mia famiglia. Poi vado in cerca di un confronto direttamente sul luogo, la Foresta, cerco l'origine antica dei nomi degli alberi, dei frutti, degli animali, dei fiumi. Sono nomi che hanno già in sé il ritmo delle note musicali: araracanga, kupahúba, jabuticabeira, ubirajara, mangalô, maçarandúba.

fb/mt - 8.2.2020



 
le mie radici profonde
hanno vissuto
insieme a grandi piogge e fiumi :
io ho un passato
ho visto albe splendenti, luminose
ho visto sole e luna dentro le acque
io,  janaúba, albero di stirpe antica .

io,  albero immortale
le mie sementi :  puro pensiero
acqua il mio dio supremo
e sole .
fb/mt - 15.5.2019

 

 


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www.hoepli.it/autore/theophilo_marcia.html


 

GLI INVITI - 1969

SIAMO PENSIERO - 1972

basta che parlino le voci - 1975

MASSACRO DEGLI INDIOS NEL BRASILE DI OGGI -  TESI DI MT - 1977

catuete curupira - 1983

il fiume l'uccello le nuvole - 1987

Io canto l'Amazzonia - 1992
I bambini giaguaro -  1995
Kupahùba  -  Albero dello Spirito Santo - 2000   -   320 esemplari

canto della foresta AMAZZONICA  - edizIONE numerata  2010

INDIOS DEL BRASILE -  simoncini/theophilo - 2002
Foresta mio dizionario - 2003
Amazonas canta -  2003

ANIMALI DI ARIA_MARE_TERRA 1966-2005  a.torchiaro - poesie di mt
Amazzonia respiro del mondo - 2005

AMAZZONIA MADRE D'ACQUA - 2007

AMAZZONIA SEMPRE - 2010

AMAZZONIA OCEANO DI ALBERI - 2011

IL CUORE PULSANTE DELL'AMAZZONIA - 2011  
ama+zô nia - 2012 -  FOTOGRAFIE DI FABIAN E  POESIE DI MT

BOTO. IL FIGLIO DEL DELFINO ROSA - tauari -   racconti per l'infanzia - 2012

LA DEA GIAGUARO -  edizione bilingue e OPERA TEATRALE PEr RAGAZZI -  2013

AMAZZONIA - ULTIMA ARCA - 2013

ALBERI-FLAUTO - 2014

NEL NIDO DELL'AMAZZONIA - 2015

OGNI PAROLA UN ESSERE -  2017

AMAZZONIA E' POESIA - 2018

AMAZZONIA verde D'ACQUA  - 2020

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RICONOSCIMENTI PRINCIPALI

 

1969   NACTIONAL DE CONTOS EDITORIA

1983   PREMIO MINERVA

1992   PREMIO CITTA DI ROMA

1996   PREMIO FREGENE

2000   PREMIO SANT'EGIDIO

2005   PRIX JACQUES MUHLETHALER

2006   premio dell'Unione Lettori Italiani

2007   premio Farfa 

2008   SANDRO PENNA
2008   premio Un bosco per Kyoto

2009   targa in difesa della natura

2009   Premio Faraglioni puglia

2009   premio mandir per la pace - assisi

2010   PREMIO GREEN BOOK

2010   via della poesia -TAVERNA CZ - dedicata a MT

2011   PREMIO LERICI PEA

2011   PREMIO IL SENSO della VITA 

2012   Premio Montale Fuori di Casa

2012   Premio XXIV Letterario Camaiore

2013   PREMIO DANTE ALIGHIERI

2014   PREMIO CIVITAQUANA

2014   premio lett. int. montefiore

2015   PREMIO carriera festival POESIA CIVILE

2016   premio pegaso 8 marzo

2018   GLOBAL ICON AWARDS

2019   PREMIO cultura ambiente umanita upter

2019   premio speciale CARRIERA - l'ARTE IN VERSI

.  MADRINA FORESTE DEL MONDO WWF

.  CAVALIERE DELLA REPUBBLICA PER MERITI CULTURALI

.  comitato etico scientifico - forestepersempre.org  - DAL 2007

.  GIURIA PREMIO INTERNAZIONALE FREGENE DAL 2003

testimonial Parchi della Notte/Sconfinando Sarzana  dal 2012

.  testimonial  Biodiversità  UNESCO sviluppo sostenibile   2010-2020

RAPPRESENTAnte UNIONE BRASILIANA SCRITTORI IN ITALIA

MEMBRO ONORARIO ACCADEMIA DELLA POESIA VERONA

.  MEMBRO GIURIA  'UN BOSCO PER KYOTO'  DAL 2009

.  festival poesia  femminile Eros e Kairós 2014

.  GIURIA QUANDO L'ACQUA DIVENTA POESIA  2015

.  madrina giuria - 18mo Premio Parco Majella 2015

.  premio alla carriera XI Premio Città di Vercelli  2015

.  SOCIO FONDAZIONE VERONA PER L'ARENA

.  testimonial Università della Pace abruzzo 2016

.  PRESIDENTE giuria  premio internazionale  POESIA ORAZIO  dal 2016

.  madrina  Mediterraneo Patrimonio Umanità  dal 2016

.  GLOBAL ICON AWARDs  2018

.  PRESIDENTE GIURIA  Umile Francesco Peluso  dal 2017

.  PROFUMI DI POESIA  - APRILIA LT   2018

.  PREMIO  DI MEMBRO  ACCADEMIA  MONDIALE POESIA  2018

.  Esperidi Festival  -  workshop poesia  -  zagarise calabria  2018

.  GIURIA  -  POESIA IMMAGINE  on the road   2019

.  testimonial associazione  culturale paese dell'autremond  2019

.  madrina nautic event 316 - alghero   2019

.  GIURIA PrEMIO LETTERARIO PONTE SISTO   2019

.  PRESIDENTE GIURIA EMOZIONI IN VERSI - tivoli terme   2019

.  PRESIDENtESSA ONORARIA AIPAE - PIANETA ANIMALI    2019

.  CURATRICE ANIMALI DI ARIAMARETERRA_ALDO TURCHIARO - 2020

.  presidente giuria premio  poesia orazio - tivoli terme   2020

.  OSPITE PORDENONELEGGE 2020

marcia theophilo    e   maria luisa spaziani/presidente   -   1922-2014
giuria 
premio letterario nazionale   scriveredonna   dalla prima edizione 1992




nel nido dell'amazzonia

Per convincerci più profondamente, coinvolgendoci come esseri capaci di scovare e intendere il nostro più remoto passato, l’autrice usa non una lingua – il suo portoghese di nascita – bensì due, cioè anche l’italiano, lingua di ormai antica elezione. Márcia scrive per ricordare agli uomini quello che hanno dimenticato, dal rumore della pioggia al resto.
walter pedullà - interlinea.com - 2016

Fiore, tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d’uccelli e di grilli
lontani tamburi – poi cadi e muori
per dare vita al frutto

Colibrì
Colibrì in aria sospeso
ritmo forte, emotivo
per capire meglio i fiori
bevete il nettare, bevete !
Vibrante trema, alato
fioriture di mulungù
colore arancio, saziatevi di colori brillanti
caleidoscopio di lunghe code
piccoli ciuffi col lungo becco, nella corolla
il succo così dolce
ebbro entro i petali.

Dovrebbero cibarsi di questi versi i giovani come la terra si ciba di pioggia per inseguire i sogni di uno spirito che pervade l'albero, il fiume, la roccia, il filo d'erba e la tela del ragno, dovrebbero pervenire a questo grado di conoscenza, un sapere primordiale da difendere per preservare il Pianeta e la storia dell'umanità.
rivistasinestesie.it

...  frutti maturano sui rami
non serve lavorare per mangiare
non serve rubare per mangiare
basta salire su un albero

... Dagli alberi, dobbiamo prendere esempio.   Il racconto di Marcia Theophilo è un inno alla bellezza e   all’importanza del bosco.  È parte di una sinfonia, dove suonano gli alberi, cantano gli    uccelli, sospirano le altre creature, sussurrano gli spiriti,    parlano le parole di Marcia.
antonio canu - presidente wwf oasi - 2016

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LA GRANDE ARQUITETURA DEL BRASILE
GLI ALBERI DELL'AMAZZONIA
TEMPIO DELLA NATURA !

fb/mt - 21.6.2020


 

dopo Amazzonia Sempre a cosa sta lavorando?
due libri -  un’opera teatrale per ragazzi  
La Dea Giaguaro  e un’epica sugli esseri della foresta di cui al momento non cito il titolo.
cinzia ciarmatori - dasapere.it -  fb/mt

La dea Giaguaro
edizione bilingue italiano-inglese -  salone libro torino 2013
L'opera gode del patrocinio di    WWF  -   United Nations Decade on Biodiversity 2011-2020 -  Accademia Mondiale di Poesia Verona -   Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO.

facebook/theophilo - 2013

La Dea Giaguaro è una divinità precolombiana, rappresenta la qualità sacra della vita .   È un inno a tutto ciò che nasce, all'acqua, alle piante, a tutto l'universo, a tutto ciò che deve crescere: nulla a che fare col consumo  .

fb/mt
La strada è piena, da un capo all’altro di bambini in festa
.   Ė piena di alberi carichi di frutti e di fiori.    E ora in questa grande festa sono tante mani a toccare le altre mani, né grandi, né forti, solo mani di bambini .   Lanciano i loro richiami gli animali, si chiamano i bambini, gridano battendo le mani, si rispondono, ridono . 
Le piante crescono, le radici si allungano spaccando asfalto, cemento, acciaio intrecciano i loro rami alla pietra, al metallo
.  Il verde ha preso il sopravvento e ormai copre tutto   
Davanti a loro cammina la dea Giaguaro .
fb/mt

ingrandisci

 

È immobile la terra
quando la dea Giaguaro
entra di notte nel villaggio
e con lei Urucú, Pajurá Jupicahy
Tauarí, Ararí, Mangalô
i volti illuminati, un fascio di luce
balla un guerriero dentro ognuno
è lei la divinità Giaguaro.
Apre l'universo chiuso scuro
la conchiglia, nido di tutti gli esseri
Murucú Maracá

kaiku-si ma gelê tape-wai
lo dicevo che questo era un giaguaro
che esce dal cerchio
kaiku-si ma gelê tapé-wai
lo dicevo che questo era un giaguaro

 

http://youtu.be/JQNg3b8ToZY 

DEA E BAMBINI GIAGUARO - 2013

facebook/theophilo

all’alba Ubirajara apre i suoi occhi
coltelli-pugnali s’intravedono
il bambino guarda il suo braccio ferito
e lo lecca piano piano
poi con il dito in bocca pensa
una luce diversa gli appare
sono più aperti e intensi i colori
e più vicino il cielo
e anche i suoni
sì, sono diversi
anche i suoni
in piedi i bambini guerrieri sulle piazze
si muovono in branco
una cinepresa, una borsa
frutti raccolti dalla città:
li scambieranno con burití, araçá, banane

La rivoluzione dei bambini giaguaro è una rivoluzione poetica, una rivoluzione di coscienza.
La loro violenza non parte all’attacco di qualcosa, ma a difesa della vita, di tutta la vita.

-MT

 

 

 

ULTIMA ARCA

Se c’è l’arca, quand’anche fosse l’ultima, pure stavolta c’è speranza in un futuro migliore. Difficile immaginarlo, ma se c’è l’arca, vuol dire che è previsto di nuovo un diluvio universale. Sarà ancora una volta l’acqua a salvare il mondo amato dagli indios e da Marcia, che sempre ha affidato funzione salvifica all’acqua. Essa naturalmente andrà a travolgere la barca carica di uomini che vanno a defogliare e a sradicare la foresta amazzonica. La scena non è descritta nel poema (solo il titolo di questo bel poema lo suggerisce), ma due versi descrivono un desiderio che chiede di essere esaudito:  «nel silenzio implorò / il favore del Fulmine».L’amore non uccide / ma tu amata foresta / bruci senza / darmi un abbraccio.
dalla prefazione - 2013
Ne L'ultima Arca  c'è una barca che attraversa i fiumi dell'Amazzonia ma non è l'arca. Semmai è proprio quella barca piena di uomini a rendere necessario di nuovo il ricorso alla mitica imbarcazione di Noè da parte dei pochi 'animali' che sono degni della salvezza. Trasporta gli 'americani', chi sta in alto, gli invasori, coloro che sfruttano le risorse della natura fino al loro totale consumo in nome dello sviluppo ...
Il titolo minaccia con due parole molto eloquenti: sarà per l'ultima volta: non sarà più offerta un'altra occasione.    Che ci saremmo meritata per la ferita mortale inferta alla regione nella quale Marcia è nata, in Brasile, e da qui alla intera Terra. "Il terrore cede il passo/nei nostri occhi/lo sterminio del pianeta/fragile/microcosmo di insetti/d'uccelli".    Arriva la profezia che la poetessa ha raccolto. Forse è la voce di uno sciamano, che risuona tremenda all'orecchio di ogni indio, anzi, di ogni abitante del mondo che tremi per il destino della Grande Foresta. ...
C'è sotto i miei occhi la sua poesia, versi che dicono una cosa ma richiamano dieci interpretazioni.     Sono tutte benvenute, tutte convengono da ogni vicenda individuale in questo luogo devastato per resuscitare una condizione che non è il passato, bensì il presente, se si sa vedere e udire. "Ascolta come è intenso il rumore della pioggia".    Marcia scrive per ricordare agli uomini quello che hanno dimenticato, dal rumore della pioggia al resto.

prefazione walter pedullà - passigli editore

 

 

 

Acqua

pensavi di dormire
nel nido della terra
ma così non fu
torrida estate
sei spessa 

solida 

liquida
sei viva 

ma non lasciarmi
non so vivere

senza di te

...

Água pensavas de dormir
no ninho da terra
mas assim não foi
tórrido verão
és espessa, solida, líquida
és viva, mas não deixar-me
não sei viver sem ti

 

I sogni
che sono dentro di noi
non sono invenzioni
della nostra fantasia
sono concreti
hanno colori
i sogni ci fanno felici
ci insegnano a vivere
giocano con noi
ci tormentano
ci indicano i percorsi
i sogni aprono porte

e noi voliamo

Per terre sconosciute

- Iuruparí
Iuruparí
voglio volare

sulle ali di Iuruparí

KUPAHUBA
Tamburi onde, suoni senza radici
ebbri giocano gli indios
i legni più odorosi, più pregiati :
cedri, jacarandà, pau-brasil
balsami ocra, rossastri
grandioso vigore degli antichi tronchi
èbano, claraybas, magarandùba
il più sacro di tutti, l'albero-femmina
delle foreste del Brasile
rimedio alle ferite .
Possiede quest'albero
il colore rosso vivo
nel legno sostanza molto dura
foglie di forma ovale; il frutto
è un pane al colmo della luna
che offre un balsamo
il suo olio scorre nello stesso albero .
Kupa'ùva, Kupahùba, Copaiba
si riaccende in profumi tra i suoi rami .
Albero dello Spirito Santo


La poesia è l’unico strumento libero, vero, senza condizionamenti, che può colpire il cuore e la mente degli uomini .   Perché tutto può essere business, tranne la poesia .

Con la mia poesia cerco l’origine antica del nome degli animali, degli alberi, dei miti e dei fiumi .    Ascolto la mia memoria e fra i suoi meandri ricerco delle parole che abbiano il suono e il significato delle cose dette dai popoli antichi della foresta .     Scrivo queste parole e questi suoni e ad essi seguono sogni e sentimenti di estasi, ma anche di terrore .

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La poesia è come l'infanzia che vive la vertigine delle ali sul corpo .

fb/mt - 2020

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IO CANTO L'AMAZZONIA 2008 - campidoglio       A U D I O  mp3

lacasadellapoesia.com

 

TESTIMONIAL UNESCO NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITA  dal 2010

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RAZZA UMANA - OSPITE RAI2 - 2014

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e- co-lo-gia __POESIA
I suoni di quelle parole sono indimenticabili, la sua poesia è musica, la sua poesia è colore, la sua poesia è   
e-co-lo-gia    come lei stessa scandisce con la g tipicamente brasiliana  ... 
Ecologia suoni e colori: è questa la grande grandissima forza della sua poesia.

matteo bursi - marciatheophilo.it

Per me i miti antichi convivono con il mondo moderno ed esorcizzano

nel proprio idioma, ben 16 modi diversi di descrivere il verde:

ciò perché soltanto nel profondo di quella foresta

si possono cogliere tante sfumature e significati diversi

theophilo-amazonia-e-poesia.info

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Cuando se pierde una lengua es una visión del mundo la que se pierde

Los indios campas de la selva amazónica

tienen veintisiete palabras para nombrar el color verde
cvc.cervantes.es

En la Amazonia los indios tenían diez  quince  treinta palabras 

para designar el color verde 

y nosotros  ( pobrecitos  ! )   no tenemos más que verde claro 

verde oscuro    verde que te quiero verde  ...  

Saramago

elpais.com.uy

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LA NOCHE

Al principio no existia la noche
no se sabía qué era la noche
solamente había luz y era tan intensa, en los trópicos
que se tênia la sensación de psar períodos de azul
de rojo, de verde
era tan fuerte la luz que las personas tenían
la sensación de flotar
dentro de los colores
dentro de las plantas
todo lo que hoy no habla, hablaba
se intercomunicaba entre si
los árboles se hablaban
y estimulaban el pensamiento con sus flores
no se sabía qué era lo negro
existían solo los colores que emanaban de la luz
y distribuían energia-pensamiento
peero no se dormia
el hombre no conocía el cansancio
pero tampoco conocía la ternura del descanso
el silencio y la música
porque la música nació con el silencio y con la noche
la música nació con la conciencia de los primeros ritmos
y con la noche nació el primer canto.
1979


Piove ?

È pioggia di cajú:
soffici ondate di vermiglio e di giallo.
Quando Itajuba con trombe,
fischi e trocanos, attira varietà di gorgheggi
e altri suoni,
ci abbracceremo Kuambú.
È tempo di cajú, succo per ogni dove
cadono i frutti sulle nostre braccia
nel mese di settembre.
Piove? È pioggia di cajú.
D'ottobre gli occhi di castagna
nella tua bocca, fra le tue mani
il mio seno, piogge d'amore
acqua corrente del fiume, fertilità
della terra e delle donne, piove?
Pioggia di cajú invade il tuo corpo
il tuo sangue, fuoco che scorre
in gola, nelle tue mani il ritmo.
"Questa è una piccola amàca"
e ricorderemo
i Kaapós, i Tukanos
i Mundurukús, i Tupinambás
nel passato.
Anche i frutti più alti cadono
ai tuoi piedi, echi di cascate
e scorre il succo sulle tue labbra
Piove? È pioggia di cajú.

 

***

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19 MARZO_16 ottobre ... AUGURI !

 

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