maria luisa spaziani

TORINO - 7 DICEMBRE 1922   -    ROMA - 30 GIUGNO 2014

 

 

io non trovo mai l'ispirazione

è l'ispirazione che trova me

da una intervista rai in occasione della giornata del cinema italiano vittorio de sica

-  premiata dal presidente c.a. ciampi  il 10.02.2004  -

 

sanno il volto profondo del rancore
gli uomini che vivono da frutto
e mai furono fiore?

lietocolle libri

 

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Il tratto del mio carattere che mi piace di più è il senso dell'avventura

quando inizio una cosa non mi chiedo mai come va a finire

 

 

Parigi dorme

Un enorme silenzio
è sceso ad occupare ogni interstizio
di tegole e di muri. Gatti e uccelli
tacciono. Sono io di sentinella.
Agosto senza clacson. Sopravvivo
unica, forse. Tengo fra le braccia
come Sainte Geneviève la mia città
che spunta dal mantello

in fondo al quadro.
viaggio verona-parigi

Sono venuta a Parigi
Sono venuta a Parigi per dimenticarti.
ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio
sei la chimera orrida
delle gronde di Notre-Dame
Sei l'angelo che invincibile sorride.
Veniamo a patti (il contadino e il diavolo):
Lasciami il giorno per guardare leggere
sprecare il tempo divertirmi escluderti.
Notti e sogni d'accordo sono tuoi.

 

E lui mi aspetterà

nell’ipertempo
sorridente e puntuale, con saluti
e storie che alle poverette orecchie
dell’arrivata parranno incredibili.
Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
In poche note o versi qui raccolgo
i messaggi essenziali. Un alto raggio,
aria diversa glieli tradurrà.

i fasti dell’ortica 1996

 

 


' Poetessa '

è un termine che andrebbe cancellato . Se uno dice “Saffo è stata la più grande poetessa greca” afferma una cosa vera. Poi però se chiedono di elencare i più grandi poeti greci a Saffo si pensa per ultima. Invece non ci sono categorie diverse ferme restando tutte le possibilità tutti i valori di genere - io chiedo che mi si giudichi non in quanto donna ma perché ho scritto delle poesie e queste poesie mi rendono poeta.
marianna natale - gazzettadasti.it -  premio asti d'appello - 2012

 

 

 

 

Luna d’inverno

che dal melograno
per i vetri di casa filtri lenta
sui miei sonni veloci  

di ladro
sempre inseguito e sempre per partire.
Come un velo di lacrime t’appanna
e presto l’ora suonerà…
Lontano
oltre le nostre sponde  

oltre le magre
stagioni che con moto di marea
mortalmente stancandoci ci esaltano
E ci umiliano poi   

splenderai lieta
tu

 insegna d’oro all’ultima locanda
lampada sopra il desco incorruttibile
al cui chiarore ad uno ad uno
i visi in cerchio rivedrò  

che un turbine
vuoto e crudele mi cancella

 le acque del sabato

 

 

 

 

E INTANTO SCRIVO
La vita è breve e l’arte lunga, pure
può esser breve l’arte e interminata.
Questa treccia di luce che si annoda
tra stella e stella in cerca del suo porto.
So che ho vissuto già più di cent’anni
e sto sull’alto della torre e scruto
ogni giorno l’arrivo del messia.
Di dove non lo so né chi egli sia
so che giro all’intorno la lanterna
quando fa notte e intanto scrivo e scrivo
in ogni pausa per scaldarmi la mano.
Venne un giorno un profeta mussulmano
e mi disse una cosa amara e strana
che proprio qui fra queste oziose carte
il mio messia s’è fatto la tana.

la luna è già alta

 

 

 

 

 

BILANCI CONSUNTIVI
Ma tutta quella tristezza che hai vissuto
- guarda, che strano -  dall'alto del monte
non ti sembra un’azzurra mascherata?
E quando vedi i dadi che riposano
sopra il loro responso di numeri
giureresti che si trattava di un gioco?
geometria del disordine 1981

 

 

 

Lo spazio magico
Ecco lo spazio magico in cui niente si è detto
ma il senso affiora da nebbie di preistoria.
Dormiamo in case lontane chilometri
ma i nostri sogni si congiungono in alto.
È così perfetta l'attesa - o l'intesa
che sarà peccato trasformarla in parole.
Dovremmo preferire alla vita il silenzio
anche se questo silenzio
è quintessenza della vita?

 

 

 

Febbraio di cristallo

tutto brilla
volano i passeri con piume d’argento.
Celeste fisarmonica anche l’anima
oltre i monti si espande.

 

 

L'INCLEMENZA DEL TEMPO
è vertigine

amore

primavera
sfida

pianto di gioia

 verità.
ed è subito ' era '

 

 

SCATOLA NERA

La memoria è un formaggio con i buchi
la mastichi insieme ai suoi vuoti
è la luna nel massimo fulgore
nei falcetti o nel buio novilunio –
è la scatola nera in cui si pigia
tutto ciò che realmente è accaduto
- Si celano all’interno benedetti
fantasiosi infedeli scrivani .

poesie 2000

 

 

Nessuno dice mai
Nei miei vent'anni non ero felice
e non vorrei che il tempo s'invertisse.
Un salice d'argento mi consolava a volte
a volte ci riusciva con presagi e promesse.

QUant'è difficile
la giovinezza.
Giunti in cima al cammino
teneramente la guardiamo.
In due
forse la prima volta.

la giovinezza

Nell’angoscia del troppo, la nostalgia del poco

 

 

 

Giovanna d’Arco
scrittocon passione e inesplicabile furia” di getto nel novembre 1988 dopo anni di ricerche storiche sulla figura dell’eroina.
“È una favola se si vuole, dalla quale però la Giovanna d’Arco storica esce intatta con la sua fede, il suo slancio, la sua genialità, la sua verità, il suo assoluto disinteresse, la sua travolgente simpatia”.

teatrailer.it -  rappresentato al teatro stabile napoli - 2011

Quando ho scoperto che è esistita una donna come Giovanna d’Arco ho scoperto il mondo stesso. E’ stata la mia grande educazione incontrare in un’unica persona dei valori così straordinari, le punte estreme della semplicità contadina, l’alta illuminazione morale e religiosa, la capacità di incarnare un’azione pratica, l’amore di patria, in un carisma straordinario . Giovanna d’Arco è semplicemente la poesia; è la donna come dovrebbe essere dopo ogni femminismo riuscito, e cioè una creatura che abbia le stesse potenzialità di un uomo ma che agisce autonomamente, secondo il suo personale destino, secondo i suoi gusti, le sue scelte, in stretta simbiosi con l’universo maschile.     - mls

nat fe - corrieredelmezzogiorno.corriere.it - 2011

GIOVANNA D'ARCO A TEATRO  -  itinerante

intervista ad elisabetta pozzi -  che personaggio è quello della Spaziani?
È interessante, mi piace molto come è costruito con otto classici endecasillabi sciolti in una ballata popolare. Lo spettacolo vorrebbe ricordare le narrazioni delle gesta degli antichi crociati con la vicenda del personaggio di Giovanna d’Arco.
Una storia interessante fatta di tanti elementi chiaramente di ispirazione religiosa che ha dentro di sé una sorta di divisione e che sente le voci. Una storia che giunge nitida, chiara e forte al pubblico e lo interpella. Una vicenda che nel finale differisce da quella che si conosce.

In che senso?
Giovanna d’Arco sfugge al rogo dopo il processo d’inquisizione per eresia. Salvata senza rendersene conto è come depauperata del suo destino di vittima. Ma capisce che la sua fine deve essere quella della fiamma, continuando a chiedere a Dio cosa deve fare, va incontro alle fiamme per riunirsi al suo destino.

laprovinciadivarese.it  -

2013 - 2014

 

TUTTE LE  Poesie 1954 - 2006
Dopo l’esordio, illuminato dalla parola pura simbolista ed ermetica, la Spaziani si è mossa alla conquista di un’originale misura, capace di ridare spessore alle occasioni e agli oggetti, mantenendoli tuttavia nella tensione rivelatrice di una lingua nitida, cristallina e potente.
Da Utilità della memoria (1966) a Transito con catene (1977), da Geometria del disordine (1981) a I fasti dell’ortica (1996), da La traversata dell’Oasi (2002) a La luna è già alta (2006), è il disegno misericordioso della vita, nel suo moto inesausto di grazia e miracoloso ricominciamento, a occupare la voce dell’autrice, giunta con le ultime raccolte a declinare in versi una personalissima e assai femminile sapienza del cuore.

informazione.it

 

Io amo amare. Tutta la mia vita
brillò di stelle a sfida d’ogni buio.
Furono pianetini   soli ardenti
meteoriti  lune   astri   comete.

Di sei uomini il nome mi accompagna
soavi nomi esotici o di casa.
Astronomi famosi: quale gloria
poter dare dei nomi alle stelle.


la luna è già alta - poesie 1954-2006

PREMIO FRONTINO MONTEFELTRO  2013


II Meridiano

presenta tutte le raccolte poetiche della Spaziani. Dopo la raccolta d'esordio, "Le acque del sabato" (1954), caratterizzata da una spiccata tensione lirico autobiografica e dalle suggestioni delle avanguardie europee, in "Luna lombarda" (1959), "Il gong" (1962), "Utilità della memoria" (1966), "L'occhio del ciclone" (1970) nel dettato poetico della Spaziani si stagliano passioni costanti; le cose concrete, i volti e i paesaggi del mondo, la gioia dei sensi e dei sentimenti, degli amori e dei disamori si fondono in un impasto caldo e affabile con le tessere della sua prolifica memoria letteraria - che attinge sia alla letteratura classica che a quella moderna, alla grande poesia europea (Montale su tutti), al teatro francese dal Rinascimento al Novecento. Le ultime raccolte - da "Geometria del disordine" (1981, Premio Viareggio) a "La stella del libero arbitrio" (1986) alle recenti "Poesie della mano sinistra" - testimoniano il passaggio a una scrittura via via più diaristica, "impura" e aforistica, il lato insomma più sapienziale e ironico della sua ispirazione.
ibs - 2012

 

Quando ero ancora una ragazzina mio padre ogni sera leggeva alcune poesie. Una sera pensai peccando di una presunzione spaventosa che non fosse poi così difficile scrivere in versi e così iniziai. Da quel momento ogni giorno mi siedo davanti a una pagina bianca che alla fine si anima.
gazzettadiparma.it - 2012



les femmes de l'aristocratie ne posaient pas leurs gants sur leur verre
michel tournier
  -   Je suis un grand ami de Maria Luisa Spaziani. C'est une grande poétesse romaine  ...
... Elle a traduit mon ROMAN Les Météores, et un jour elle me téléphone de Rome. J'étais chez moi, et j'avais avec moi ma mère qui avait 95 ans. Ma mère est morte auprès de cent ans. Maria Luisa me téléphone et me dit "Je suis en train de traduire Madame Bovary de Flaubert et il y a une chose que je ne comprend pas. Madame Bovary, qui est une petite bourgeoise, est invitée chez les aristocrates, c'est la première fois de sa vie, et Flaubert dit "Elle remarqua que les femmes de l'aristocratie ne posaient pas leurs gants sur leur verre." Qu'est-ce que ça veut dire?" Je lui dit "Je ne sais pas". Alors je dit ça à ma mère ...et elle m'a dit mais moi j'ai été élevée chez les soeurs et on nous apprenait, on apprenait aux filles que, quand nous étions invitées dans le monde, nous ne devions pas boire une goutte pendant tout le repas. C'était grossier, la femme ne devait pas boire pendant le repas. Alors, elle s'asseyait, elle avait devant son assiette trois ou quatre verres, elle devait prendre ses gants, enfoncer chaque bout dans un verre de l'extrémité et couvrir les verres, de façon à ce que les serveurs qui versent du vin ne la/les servent pas. Ma mère savait ça, mais elle avait 95 ans. J'ai retéléphoné tout de suite à Maria Luisa pour lui donner l'explication.
leonella prato caruso - erewhon.ticonuno.it

 

Maria Luisa Spaziani  candidata tre volte al nobel - grande amica di Eugenio Montale e sposa di Elémire Zolla

è uno dei nomi più giustamente noti della nostra poesia contemporanea. Ha già alle spalle numerosi libri, da Le acque del sabato, che uscì nel '54, fino a I fasti dell'ortica, del '96. Ricordiamo  inoltre il suo poema-ROMANZo Giovanna d'Arco (1990). Oggi, nonostante l'età non più verde, si propone in  modo decisamente sorprendente con un vitalissimo libro di poesie d'amore, La traversata dell'oasi . Sono poesie d'amore frutto di un'esperienza autentica, quasi tutte composte di due quartine, nello stile riconoscibilissimo della Spaziani, nell'eleganza sicura della sua mano.

La vivacità del sentimento, dunque, non le impedisce il pieno controllo del mezzo, i modi classici e nobili  della sua forma. Ma è la grande energia che attraversa queste poesie a conferire al libro un pieno sapore  di novità, consentendo tra l'altro all'autrice di muoversi su strade e registri diversi, con la presenza del  comico e dell'ironico, con la frequentazione di circostanze quotidiane, ben più che in altre sue raccolte.
La traversata dell'oasi si offre dunque come UN ROMANZo per frammenti, per accumuli successivi, o come un  diario d'amore, dove quest'ultimo è passione, erotismo, tensione dell'anima, gioia e sofferenza, inquietudine.

Un libro che oltre a essere bello è anche piacevolmente leggibile, perché sa coinvolgere con la limpidezza  della lingua, con l'impeccabile compiutezza ariosa della pronuncia di Maria Luisa Spaziani. Sono quasi  duecento le poesie del libro, ecco quella che appare in quarta di copertina, nella grafia dell'autrice:

alias.iobloggo.com

 



A GIORNI ALTERNI
A giorni alterni sono io la luna
e tu l'immensa terra che mi attira,
e questa notte tu, sei la luna
-io ti tengo al guinzaglio-
So che mi stai sognando, mi accarezzi,
i globuli lo sanno del mio sangue,
ogni mio nervo teso come un arco
o un'arpa eolia che vibra al respiro .

 
Aspetta la tua impronta
L’indifferenza è inferno senza fiamme.
Ricordalo scegliendo fra mille tinte
il tuo fatale grigio.
Se il mondo è senza senso
tua è la vera colpa.
Aspetta la tua impronta
questa palla di cera.


UNA BARCHETTA PAZZA
Il primo verso è una barchetta pazza
che potrebbe arenarsi fra gli scogli.
E' un ragazzino zingaro ti prende
per mano verso un viaggio sconosciuto.
E solo al quinto verso tu cominci
a capire qualcosa se lo segui.
confusamente dice: nel germoglio
È già scritta la gloria del fiore .

i fasti dell'ortica



Se
Se mentre dormi un'ape ti sfiora le labbra
non sono io nemmeno con il desiderio.
Non ti voglio incosciente preso in altri sogni
ti voglio mentre pronunci il mio nome.
L'amore è un corpo-a-corpo:  così nel verso
si stringono e s'intrecciano musica e parola.
Non esiste un confine tra le due
né fra di noi un impalpabile muro.
Quest'amore
quest'oasi fiorita
sarà presto un’immensa maceria.
Già i bocci s’intristiscono, le foglie
non puntano più al sole.
Accogliere, accettare quel destino
è strappo acuto, è bruciatura, è taglio.
Colossei, Partenoni avranno pianto
alla caduta della prima pietra ?





A sipario abbassato
Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni
ti guardavo le palpebre dormire
le ciglia in lieve tremito .
Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
– la meraviglia .
la stella del libero arbitrio
https://youtu.be/x-chr8BVl4c


UNA ROSA CHE SBOCCIA
Ibernati  incoscienti  inesistenti
proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno
ali voraci per l'eternità.
Ma qui ora c'è l'oasi, catena
di delizie e tormenti. Le stagioni
colorate ci avvolgono, le mani
amate ci accarezzano.
Un punto infinitesimo nel vortice
che cieco ci avviluppa. C'è la musica
altrove sconosciuta, c'è il miracolo
della rosa che sboccia, e c'è il mio cuore.
traversata dell’oasi - poesie d’amore 1998-2001


 

Lo spirito ha bisogno del finito
per incarnare slanci d’infinito.
Parlo con l’angelo, e le tue braccia d’uomo
soltanto lo traducono ai miei sensi.
Dove comincia l’ala? Dove nascono
musiche di tamburi di tempesta?
Amarti è sprofondare, è una foresta
sfumante in cieli altissimi.
la traversata dell’oasi



GUARDATI DAI CRETINI DI TALENTO

 

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_spaziani.htm

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2591&biografia=Maria+Luisa+Spaziani

http://bombacarta.com/wp-content/uploads/letterainversi/letterainversi-040.pdf - poesie
http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/1601/819906-1165705.pdf?sequence=2  - poesie

 

 

universitasmontaliana

www.gruppocultura.net/universitas_archivio.htm

 

presidente dell'universitas montaliana

 

 

Le parole sono come spiriti
A sentire Maria Luisa Spaziani i cassetti della sua casa romana tracimerebbero a dir poco di versi impazienti e sconosciuti, silenziosi ma determinati.
Per l’appunto, mai dati alle stampe. Avviata verso le novanta primavere, la volitiva signora dimostra così una vitalità e una creatività davvero inesauribili, accresciute dalla naturale predisposizione alla parola e sostenute da quella fattiva, affettuosa laboriosità sempre iniettata d’entusiasmo. «Fra i pochi orgogli della mia vita c’è anche quello di convincere e trascinare qualcuno in luoghi dove non sarebbe mai andato spontaneamente, a prendere coscienza di altre dimensioni della sensibilità e dello spirito», ammette rischiarandosi. Il segreto, sembra farci intendere, sta però nel saper dischiudere con grazia tutta femminile la sorridente geometria che ogni vocabolo, persino il più recalcitrante, tiene ben nascosta dentro sé.

Anche le parole hanno un peso? Quali, in base alla sua esperienza di poeta, pesano – o hanno pesato – più delle altre?
«Le parole sono volatili o pneumatiche, per certi versi puri spiriti. Ma altrettanto vale il titolo di Carlo Levi, Le parole sono pietre. Non c’è contraddizione: un raggio invisibile può uccidere se va a colpire un punto condannabile secondo le leggi della verità. Nella mia poesia c’è una decina di parole fondamentali, come destino, avventura, amore e memoria».
alessandro bottelli - avvenire.it - 2012

la poesia è un grande dono che viene dall’alto
Amo la parola -  mi accompagna e a volte mi perseguita

Sì, la parola per me è il più alto punto sacrale della poesia. Non può andare più alto di così, con la verità assoluta. La poesia è come la preghiera, è contemplazione perché si crea un senso di solitudine verso le cose che si guardano.

allora, tu credi a una poesia che viene dall’alto? come un dono di Dio?
Senz’altro è un dono. Un grande dono che viene dall’alto. Ripeto, trovo che il massimo della poesia ispirata sia la preghiera. Ogni poesia è, a suo modo, una preghiera, in grado di distogliere lo sguardo dall’orizzontalità del nostro vivere e guardare un po’ al di sopra.
ma l’ispirazione ha ancora un ruolo in poesia?
Sì, l’ispirazione ha ancora un ruolo decisivo in poesia, anche se oggi ispira ironia o senso di inferiorità. Credo, invece, abbia una radice orfica, nel senso che prende radici dal nostro profondo.
admin - patrialetteratura.com - 2014

definizione di poesia
Il segno della croce è precristiano, significa l'incontro fra l'orizzontale della nostra esperienza quotidiana, sentimenti compresi, con il verticale, lo spirituale. La poesia nasce quando il pratico, il segnaletico, il fenomenico, viene spaccato dall'alto in basso da un significato simbolico. Se una poesia non rispetta questa forma non esiste. Se fosse tutto orizzontale sarebbe "La vispa Teresa", se fosse tutto verticale non potrebbe comunicare niente. La poesia comincia a lievitare e levitare se la parte fenomenica si incontra con quella simbolica.

da intervista 2011 a rimini
isabella leardini - parco poesia rimini - 2014

 

INEDITO
Lo so, lo so, inutilmente cerchi
nella nebbia d’autunno le violette.
Foglie brunite cadono, e ciascuna
è un foglio del vissuto calendario.
Se dovessi rivivere vorrei
essere papa, astronomo o pirata.
Perché la sorte che mi fu concessa
rifiuterà di essere copiata.

 



Le parole oggi non bastano
Non chiedermi parole oggi non bastano.
Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
nei loro incastri, sono consunte voci.
È sempre un prevedibile dejà vu.
Vorrei parlare con te - è lo stesso con Dio -
tramite segni umbratili di nervi,
elettrici messaggi che la psiche
trae dal cuore dell'universo.
Un fremere d'antenne, un disegno di danza,
un infinitesimo battere di ciglia,
la musica-ultrasuono che nemmeno
immaginava Bach.
traversata dell’oasi -  poesie d’amore 1998-2001
La corolla del papavero
Mi culla la corolla del papavero,
il mio sonno è lunghissimo. La strada
si agita laggiù da quattro ore.
Solo un tuo squillo potrebbe svegliarmi.
Non mi somiglia quest'inerzia, sono
da quando amo, tutt'altra persona.
Mi culli a lungo, mi culli il papavero,
se sarà lungo il mio sogno di te.



se ti guardo
Se ti guardo negli occhi che mi guardano
il mondo si fa lago in cui s'immergono
anima e corpo. O è piuttosto un fiume
che ci porta lontano.
Il lago è fermo, vuole dire amarsi
sopra fondali conosciuti. Il fiume
più ci somiglia, specchia nuove sponde
va per anni a morire nel mare.


Tu, realtà e metafora
Tu, realtà e metafora, luminoso
corpo dal doppio segno. Tu moneta
d'inscindibile faccia, bianco cigno
che ingloba il suo riflesso.
Penso all'abbraccio, e all'improvviso scende
in acque buie il mio vascello ebbro.
Confluiscono oceani. L'energia,
duraturo arabesco di fulmine.
la traversata dell'oasi - tutte le poesie 2012



Follia non è sapere che di tutti
quei trentamila giorni che viviamo
ne restano forse dieci o venti
ben vivi nella memoria. Ma è pensare
che per qualche disordine o disguido
o inframettenza di diavoli scaltri,
quei dieci o venti giorni a cui si affida
la nostra vera storia
non sono quelli, ma altri.
transito con catene 1977 - poesie 1954-2006

L’onda degli anni belli
Cicale: quale fondo di un’estate
limacciosa per voi si esprime in luce ?
Autunni, sì, verranno. Ma li attende
un’alba intatta, l’oro del passato.
Dio ci vede, lo senti? E ti dibatti
invano contro l’alta che rosseggia
onda degli anni belli.

Rinasceranno un giorno, fiori eterni
i baci persi come foglie al vento.
Sospeso fra il non essere e l’evento,
perplesso il cuore appena ha respirato ...
Ora scandisce un tempo inebriato
libero d’ombre, paradisi e inferni.
Innocente, mortale, disperato.
2012 tutte le poesie

 

 

e ora parliamo un po' di te. mi ami ?

sul narcisismo

http://youtu.be/cQnGmd01kuA  - premio luzi 2013

https://youtu.be/DYKtruJDRgU   -  MLS legge da 'giovanna d'arco'

www.rainews.it/dl/rainews/media/maria-luisa-spaziani - intervista 2011
www.youtube.com/watch?v=Gyx8BDrADI0 -  premio asti d'appello 2012

http://youtu.be/bXLsba8k13k  - premio letterario castel fiorentino 2012

 

     

Il presente
Allegri e mesti erano i ricordi,
nebbiosa, misera trama della vita.
Sul futuro si aprivano finestre
ora buie, ora azzurre di palmizi.
Ma qui il tempo fu vivo, fu presente,
fu il tanghero che impone
il pagamento immediato.
L'imprecisione delle ore
si fece allucinante chiarezza
e il tormento mi rose,
instancabile, come una marea.
Ora so cos'è vivere: un gioco crudele
che inchioda profonda
ogni fibra alla ruota del tempo.
E mentre il sogno corre
sulle sue pianure sconfinate
noi, come un giovane frutto,
sentiamo la linfa salire
e placata al meriggio fermarsi,
mentre il tragico peso cresce,
fino a staccarsi dal ramo.
la traversata dell'oasi




I
Il roseto respira leggero
accanto alla finestra degli addii.
Ignora, da innocente, il tradimento.
È in vendita la casa.
Non si trasportano altrove radici.
Nemmeno, forse, l’anima.
Nove boccioli nuovi si preparano
rossi, per il nuovo padrone.
II
Nell’ultima notte della casa
il tronco dell'abete è puro argento.
Eppure non c’è luna, non c’è luna.
Di forza interna le scaglie scintillano.
Anche il Soratte sembra puro argento.
Fra gli ultimi gigli e le fiorenti ortiche
io sola opaca, fiore mancato
fantasma con valigie.
l'ultima notte di soratte
da la stella del libero arbitrio




Nulla di nulla
Strappami dal sospetto
di essere nulla, più nulla di nulla.
Non esiste nemmeno la memoria.
Non esistono cieli.
Davanti agli occhi un pianoro di neve,
giorni non numerabili, cristalli
di una neve che sfuma all’orizzonte -
- e non c’è l’orizzonte -



COME IN UNA CATTEDRALE

Entro in questo amore
come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare,
e dalle grandi volte
scende un corale antico
che è fuso alla mia voce.
Tu, scelto a caso dalla sorte,
ora sei l’unico,
il padre, il figlio,
l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te,
il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra
restano evanescenti sogni.
Prima di entrare
nella grande navata,
vivevo lieta,
ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce,
come un’immensa spada,
relega nel nulla
tutto quanto non sei.
Nel tuo emblema mi sono battezzata
con versi che non passano.
Accaniti
discuteranno un giorno i paleografi
su un nome ignoto alle liste dei re...
Ti amavo prima d'incontrarti
il resto
sia preda un giorno
degli archeologi...
Non ti amerò di più,
non ti amerò di meno,
sono lassù una luna senza quarti.
Il lume splende intatto nel sereno,
non ti amerò di meno,
non ti amerò di più.





LETTERA DI NATALE
Natale non è altro che questo immenso
silenzio che dilaga per le strade,
dove platani ciechi
ridono con la neve
altro non è che fondere a distanza
le nostre solitudini,
stendere nella notte un ponte d'oro.
Sono qui col tuo dono che il mio illumina
di dieci stelle-lune,
guidandomi per mano
dove vibra un riverbero
di fuochi e di lanterne (verde e viola),
di girandole e insegne di caffè.
Un pino a destra
per appendervi quattro nostalgie
e la mia fede in te, bianca cometa
in cima.
le acque del sabato - 1954




Parigi era la mia città
La percorrevo al volo da un capo all’altro, l’ho amata follemente la sapevo la sentivo. Adesso cammino male. Ma non perché sia invecchiata - è che ho preso a calci una radice rompendomi tre dita dopo aver scritto una poesia sugli alberi.
Sono vendicativi gli alberi.

marianna natale -  intervista - gazzettadasti.it - 2012





a mia madre
Eri un roseto. Il fiato che si smorza
fu il tuo dono più tuo, estrema rosa.
Chi scrisse su una tomba "qui riposa"
non sa dove comincia la tua forza.

transito con catene 1977

quattro amori finiti fanno una vita
transito con catene




NOSTRA PASQUA
più antico della Croce, è lui l’eletto
il simbolo dei simboli, lui, l’Uovo.
Palla del rugby, palla al cioccolato
lui vittoria o delizia.
Sei polpastrelli dèlega il credente
a carezzare i grani del rosario.
Più di cinquanta ovetti, la scalata
di primavera al cielo.

avvenire.it - 2013

 



Quella freccia
Si tende tutto l'essere in un urlo
di desiderio. Voglio la parola
lancinante, assoluta, che cancelli
scialbature di sempre.
Quella freccia che infilza dritta il cuore
mentre sorride l'Angelo, tremenda
voglio quella parola (la pronuncia
l'Angelo, ma oltre una vetrata) -
l'ha sentita Teresa? Ogni parola
al di qua della freccia è un'eresia.
È assoluta la rosa se si fonde
alla tua pelle - e le spine sul cuore.

 

 

Il sogno giusto
Se faccio un sogno, e poi
me ne nascono versi
quei versi sono il sogno
che sognate con me.
Attenti ad incarnarvi
nel sogno giusto. Nascono
da una pagina scritta, in fitta schiera
mostri, presagi o angeli.



Aspetterò il futuro
Aspetterò il futuro
quando avrò novant’anni.
Chi non lo fa si rassegna alla morte.
Mordo il tempo
questa albicocca matura
oh, docile creta per il genio dello scultore.
La morte è molto offesa
vedendo che non le credo.
Per me il suo passaporto non è valido
ho troppo da fare qui
vorrà lasciarmi in pace.
Sciuperei sottoterra
troppo tempo prezioso.
La morte l’ha inventata
qualcuno che ci ama.
Vuole che lavoriamo fingendoci scadenze
ma dalla finestra si aprono
praterie infinite dove i miei cavallini
galoppano a briglia sciolta.
Aspetterò …
l'opera poetica - 2005

 

***

 

Se giri in tondo fissandoti la coda

inutile offrirti orizzonti


 

 

 


7 dicembre 2012 90 anni

Avrei voluto tanto che ci fosse Montale

il poeta  sara' presente nel ricordo di quelle tre profumate gardenie che ad ogni compleanno era solito regalarle 

ansa - 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

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