Márcia TheÓphilo

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***

Due gatti
Era l'amore come le acque forti
della pioggia e del vento.
Il tempo segna

 muore

 si rialza
crea atmosfera.
Due gatti si chiamano
si rispondono
arrivano.
Occhi dilatati nel buio
due gatti si guardano
si toccano

 si mordono

si respingono

Il gatto
Saggio, vagabondo
circondato dalla notte
mistico animale
il gatto
senza libri, senza scienza
vive l'inizio di un nuovo pensiero
si fa notte lentamente
pigramente
quanto l'aurora
i suoi passi felpati
lasciano segni
e si dissolvono nell'aria.

Arriva la notte
compare il gatto
il buio lo avvolge
solo nei suoi occhi
lambisce la luce.
Sono  folletti i gatti
il gioco comincia
accelera il ritmo
come una febbre
nel buio suoni ancestrali
grida, suoni stridenti
spaventano gli uccellini
vola via la serenità
tutto si muove nella notte
mentre sul tetto
i gatti fanno l'amore.

 

 

la mia vita io l'ho vissuta scrivendo
finchè la mia penna avrà inchiostro
canterò l'amazzonia

fb/mt - 3.10.2016

 

La poesia è il poeta

e il poeta accende un fuoco che basta a dare un senso all’esistenza del mondo

Le cose sorgono dentro di noi come musica da uno strumento

Siamo lo strumento di qualcosa che è al di fuori di noi ma del quale facciamo parte

Consciamente o inconsciamente

In questa dimensione si trova la mente del poeta
fb/mt - 8.2.2018

 

La poesia è la mia compagna, la mia seconda pelle, la mia preghiera

fb/mt - 18.5.2018

Un eremita di oggi è il poeta
Il Poeta tratta l'umano con il rispetto degli antichi eremiti, ma anche con la saggezza di chi fa della poesia il proprio pane quotidiano, molte volte amaro, come tutte le esperienze che non si possono condividere. Un eremita di oggi è il poeta che non si chiude in una torre d'avorio, ma che scrive sui giornali, parla alla radio, si insinua in una civiltà globale che lo lascia lavorare da solitario
fb/mt - 4.10.2018

...

 

 

 

Il Brasile è un paese di dimensioni continentali e questo si deve alla sua storia ed anche al processo di colonizzazione che ha abbracciato tante altre razze.   La varietà di colori e texture della pelle brasiliana, in tutte le sue sfumature .
La pelle è il nostro confine con l’ esterno, è la nostra immagine, il nostro biglietto da visita con il mondo. La pelle racconta la nostra storia, la nostra origine multietnica, le nostre cicatrici e segni, è un documento vivo e disponibile agli occhi più attenti. La frutta brasiliana ha una varietà di colori e sapori sconosciuta alla maggior parte del mondo, la varietà dei suoli e della fertilità del Brasile proporzionano questa diversità.
Un divertito gioco della nostra lingua 'bocca di Pitanga, occhi di jaboticaba, maracujà rinsecchito, morena e bruna, color Jambo' .

Le mie poesie creano un rapporto fra la pelle e la frutta in un viaggio interattivo attraverso l’eros per mostrare tutta l’ampiezza della sua diversità , un viaggio nella testura della pelle che ci porta alla vasta varietà della frutta del Brasile.    Il paragone con la nostra pelle umana e con la pelle che la natura ha dato alla frutta.

fb/mt - 16.4.2017 - 21.8.2018

.

La mano esita ogni volta che si incontra con il foglio bianco, non si tratta di un incontro casuale: è attraverso un atto deliberato di volontà. desiderio e impulso di scrivere. Dall' altro lato del foglio ci sono tutte le poesie che aspettano di essere scritte, che esistono ancora e che per questo aspettano di essere scritte. Anni ed anni di sforzo quotidiano, ma in questa arte l'apprendistato non si forma per accumulo. Non è sufficiente conoscere la strade percorse e andare oltre. Bisogna rifarle. Ma la poesia ha una sapienza che non si accumula ne' si trasmette. Poeta non è quello che sa quello che sa ma quello che fa.
In questo flusso comune: fare e rifare i versi, leggerli, riscriverli scriverli e riscriverli. La poesia è l'esercizio di esercizi. Tutto il poeta è un esercizio di poeti e sa giocare con le parole: il passato germoglia nel presente e nel futuro. La poesia vuole essere sempre ribelle. Alcune nascono già pronte, altre sono elaborate con fatica. La poesia è una specie di consultazione ostinata è un'ossessione di lavorare con le parole, una ad una sillaba per sillaba, amorosamente. La parola è la nostalgia dell'essere, dell'oggetto che ci consola nella sua assenza. La parola conforta l'assenza dell'essere. Per non essere riuscito a raggiungerlo, l'uomo ha dato al sole il nome, per poterlo portare nella memoria, per cantarlo: Se questo astro non avesse un nome non avrebbe potuto farlo. Le parole sono nomi di fiori, di piante, di alberi, di foglie oscillanti nel vento, nel bosco, nella foresta. nel dizionario. Eccole latenti, piene di vita, fintamente addormentate, traditrici nella loro quieta attesa. Bisogna coglierle da tutte le sorgenti: dalla musica alla poesia. -MT

fb/mt - 14.9.2017

.

L’Amazzonia è ricca di milioni di specie vegetali e animali. E l’albero è il suo simbolo. Sul tronco di un albero possiamo trovare i segni di una storia millenaria. Un solo albero è il centro di un microcosmo vivente in cui l’uomo è tutt'uno con gli altri elementi che respirano. Ho imparato la lingua della foresta e non ho fatto altro che tradurla per far conoscere al mondo, agli uomini sensibili i suoi significati, nella speranza che anche gli uomini “insensibili” e stupidi possano ravvedersi e capire che devono ritirarsi indietro perché quel mondo possa essere salvato, preservato, amato. Sì, può anche essere “usato”, ma in modo intelligente, rispettando l’equilibrio armonico di vegetazione-acqua-uomo. La poesia è l’unico strumento libero, vero, senza condizionamenti, che può colpire il cuore e la mente degli uomini. Perché tutto può essere business, tranne la poesia. Attraverso la poesia, tutti possono capire che gli alberi siamo noi, e che noi siamo alberi. Ho scritto una poesia proprio su questo.
fb/mt - 9.11.2017

.

 

 

OMAGGIO ALL'Isola di Sardegna

STRETTA DA UN MARE BIANCO
L'ISOLA SOGNA PENSIERI LONTANI
UN VENTO IMPROVVISO LA SFIORA
SI DISPERDE SULLE PENDICE DORATE
INTORNO,IL MARE BIANCO SCRUTA
GORGOGLIA DI ACQUA MARINA L'ISOLA
UN PORTO UN RESPIRO DI BREZZA
SI AFFACCIA E FLUISCE.
DI CERTO QUANDO IL SOLE BATTE LE ACQUE
LE PIETRE BRILLANO E BRILLANO LE SPADE
ALLEGRO VA APRENDOSI IL SOLE
MOLECOLE INCANTATE.

 

Un giorno la natura era acqua

un altro giorno albero
un altro giorno ancora uccello.
E tutto l’universo era sacro  

era preghiera lieve, viva, perfetta.
Tutto era sentimento puro.
Le parole erano esseri che vivevano anche nei sogni
da raccogliere come foglie tremule
ognuna un essere una evocazione
parola fatta insieme alla musica per cantarla

sardegnadigitallibrary.it   -   video

album andhira - facebook/MT - 2013/2014

 

 

 

Europa Dei Popoli

Europa Mater Dea Luna
Si chiama Europa ?
beve le piogge portate dal vento
nuvole che hanno pascolato
nei mari di continenti
e fiumi lontani
Pollini e schiavi trascinati dall'Africa
soldati dalle Americhe in Europa a
combattere
Leonardo da Vinci con gli occhi rivolti
al cielo e agli uccelli
i segni per una macchina
leggera librata volante
Tepori e fiori, dolori per canzoni e melodie
pensieri profondi sbocciati
in medio oriente
in Grecia e Magna Grecia
Roma cui hanno bevuto
Alemanni, Galli, Iberici
Siriani, Turchi, Tunisini
Sostano e riportano in giro
attorno e lungo gli argini
attratti del sapere .

 

 


Un bosco per Kyoto
premio al primo presidente indio della Bolivia Evo Morales per aver introdotto nella costituzione del suo stato “Il Diritto alla Natura di esistere”.        

E’ il primo caso al Mondo in cui una legge dello Stato riconosce, ritenendoli vincolanti e da far rispettare, i diritti degli ecosistemi e delle comunità naturali.

facebook/theophilo - 2013

 

 

Selva amazzonica

Oceano di alberi
la terra creò la foresta
verde per sei milioni di chilometri
la piuma imita la foglia
forza di elementi naturali
carrillon, martello,
fischio,
trillare di uccelli
arara araponga pappagallo
gabbiano reale
due ali
due metri di rami piumati.


due poesie lette da MT

 in onore di evo morales

 

http://vimeo.com/34653288

2013


La notte dell’armonia

Nella foresta esistono
più occhi che foglie
più cuori che pietre
è la notte dell’armonia
una notte soltanto
una notte dell’anno
e non si sa quale
i cuori di tutti gli animali
si accendono luminosi
scompaiono i corpi
e tante luci vagano nel bosco
quante le stelle nel cielo
è la notte dell’armonia
non si divorano, né si conoscono
si incontrano il giaguaro e il tapiro
il coccodrillo e il pirarucù
il tucano e l’anaconda
la farfalla e l’iguana
il falco reale e il macaco
è la notte dell’armonia
per una notte soltanto
nella foresta esistono
più occhi che foglie
più cuori che pietre.





http://vimeo.com/34653288  di maria korporal
facebook/theophilo - 2013



La mia casa è il pianeta Terra

Non da te, ma dal tempo sarò divorato
Ma io ti divorerò, non il tempo
Una flora pelosa, un verde manto
È il pianeta Terra da me abitato.
Il bosco è vasto, gli alberi parlano
parlano gli animali e il vento agitato.
Acque, polline, semi proliferano.
Tu re del mondo un giorno sarai divorato.
I denti di giaguaro in filo spinato
Ti attraverseranno la gola e morirai
Per i tuoi crimini sarai divorato
Massa scarnificata mollemente.
Ma tu natura ad Orfeo obbedirai:
pioggia inversa salirà costantemente.



 

 

***

Sai il problema é che per me c'e l'epoca della macchina di scrivere e l'epoca del PC

E gran parte del mio lavoro sta nella carta e nei libri

Io ancora scrivo a mano le mie poesie

fb/mt - 2014

 

Nel libro che sopra citato, ogni poesia trae origine da un “rio” e i titoli sono tutti nomi di fiumi, come Rio Tefé, o Rio Arara o Rio Matuete, eccetera. Quasi un’operazione scientifica di studio dei corsi d’acqua nel territorio.
Sì, perché tutto nella foresta è sincretico: un animale crea un rituale, un fiume prende nome da una tribù, così come gli alberi non sopravvivono se scompaiono le api, eccetera. Un fiume può dare nome a una tribù – ho scritto nel libro citato – così come il nome di un rio può derivare da un pesce, da un frutto, un nome di un albero può definire il nome di una persona, di un mito, così come il canto di un uccello o il verso di un animale o il suo nome stesso possono dare nome al fiume.

Per questo non si può parlare di una cosa, di una pianta, di un animale o di un indio che vive nella foresta senza tener conto di tutti gli elementi che ne costituiscono insieme l’identità, l’essere.
ottavio rossani - poesia.corriere.it


Quali erano le favole o le leggende che ti raccontavano da piccola?
mia nonna paterna è stata la prima persona che mi ha raccontato i miti, le grandi visioni del fiume, le voci del ven
to, le metamorfosi della luna, le storie delle sirene e del folletti, mettendomi a contatto con la polifonia delle voci e dei suoni della natura, dove gli animali, gli alberi, i fiori erano personaggi che sapevano comunicare fra di loro e con gli umani. Era una grande matriarca india che raccontava storie ...

wuz.it             theophilo-amazzonia-e-poesia.info

da bambina come vivevi la foresta?
Sono cresciuta insieme ad altri bambini, alle variopinte specie degli uccelli. Conosco la foresta fin dall’infanzia, i miei nonni paterni venivano dall’Amazzonia, dove mio padre è nato. Nell’Amazzonia della mia infanzia, i bambini vivevano nei villaggi in piena libertà, giocavano e il gioco stesso insegnava loro a vivere, a procurarsi il frutto degli alberi, ad imitare il suono degli uccelli e degli altri animali, a vivere la pioggia e l’acqua come elemento ludico.
in che tipo di famiglia sei cresciuta ?
La mia era una famiglia numerosa, Mia nonna è nata nella foresta, mio padre è anch’egli un figlio dell’Amazzonia. L’incontro con queste persone straordinarie, così fiere, corrisponde all’inizio della mia ispirazione lirica. La famiglia di mia madre, invece, di origine portoghese, rappresentava per me la città, la scuola, le regole di vita europee.
come vivevi la foresta?
sono cresciuta nella foresta, in piena libertà, in questo periodo, a soli cinque anni ho imparato a scrivere e da allora venni eletta dalla mia famiglia, dal mio clan, la scrivana. Per questo mi veniva portato rispetto e il mio lavoro aveva la debita considerazione. Scrivevo lettere per mia nonna, poesie per le amiche da dedicare a loro fidanzati, racconti da recitare. Ero Márcia la scrivana e da questo precoce inizio la mia vita di poeta si è dipanata.
corriereweb.net

Ho imparato che nella foresta c'è una lingua autonoma -  diversa da quella delle tribù  -  diversa da tutte le altre lingue.  Ho imparato quella lingua e posso sentire come alita l'anima della foresta.   Dentro quella foresta c'è il mio cuore che batte e dentro il mio cuore c'è la foresta che respira.
fb/mt - 2014

BELLA LA MIA GENTE !  BELLISSIMI !

fb/mt - 2015

 

 

La mia poesia nasce dal mio legame profondo con la foresta. Attraverso la mia poesia ho creato una vera mitologia dell’Amazzonia, dei fiumi, degli alberi, degli animali. L’Amazzonia è prima di tutto una cultura di rispetto e di difesa del pianeta, è anche una metafora del rapporto strettissimo che esiste tra uomo e natura: noi siamo parte di questo ecosistema.
premio lerici pea 2011

 

L’ambiente è secondo me ciò che oggi c’è di più rivoluzionario. E’ dall’ambiente che deve partire l’inizio di un nuovo pensiero. Oggi i giovani, al contrario delle persone più anziane, sono sempre più appassionati a questo tema, sentono con fastidio la pressione di un mondo ottuso, che pensa solo ai soldi.
greenews.info - intervista 2010

 

 

cade nell'acqua

tutti i giorni
il sole
nella sua casa dentro il mare
e solo dentro il mare esso si spegne
immenso fuoco
immensa luce.
*
ondeggia il fiume
gira in circoli
pesci nelle acque trasparenti
un liquido ristagno
di chiaro e di scuro
di scuro e di chiaro
precipita in cascate
in ruscelli
sinuoso si biforca
in grandi laghi e isole.
fb/mt - 2017



Vivere è un fiume in piena

un mare
luna remota illuminata
passione ardente
eterna

 

 

Il vento

porta una luce splendente
e fumo nero e caldo incandescente
e penetra tra gli alberi
le foglie ardono muovendosi
in mezzo al disordine della foresta
tra caos e fumo Tutto è fuoco
gli alberi cadono
tutto è cenere:
In questo ritmo frenetico
anche il cielo cadrà

olocausto degli alberi . testo completo pagina 2

 

 

 

È l'amore
Come acqua di pioggia
e vento forte

fb/mt - 2.8.2018

 

Racconta cose assurde l’estate
e noi tra i rifiuti, gli occhi umidi
dove la cenere inquina le mie ciglia
ho aperto gli occhi e ti ho visto,
niente mi appartiene, nemmeno il luccichio
del metallo raccolto, in un gran vortice
pieno d’immondizie e tra queste, due stelle
i tuoi occhi

 

 

 

.

 

Non esiste una divisione in caste o classi sociali per la poesia .  

Chiunque crei poesia fosse anche  un bambino si esprimerebbe con il linguaggio dell’anima e produrrebbe un’opera d’arte col suo canto .

2014

.

 

 

 

 

taverna_catanzaro  - via ierinise 15

pagine all'aperto
 versi di MT - 2010

 

 

 

 

 

http://youtu.be/vH-UoGMKqZc

http://youtu.be/QDlUDZFdKv0  - reading

http://youtu.be/fGvJWyM_2dA   - project

***

La differenza tra l'idea occidentale della natura e quella nostra

è che nella cultura occidentale si parla di un 

albero

come di un elemento decorativo del paesaggio

mentre noi lo consideriamo un tutt'uno con la nostra esistenza.  

MT

matematica.unibocconi.it  -  mongabay.com  -  festivaletteratura.it  -  arcojournal.unipa.it 

 

*

L’ultima catastrofe che minaccia l'Amazzonia è un crimine contro la natura che ha le dimensioni di una tragedia.
Nello stato del Parà, in Brasile, il fiume Xingu,  uno dei principali affluenti del Rio delle Amazzoni, è nel cuore della foresta amazzonica.   Il progetto di Belo Monte se realizzato cancellerebbe con una diga almeno 400.000 acri di foresta pluviale, cacciando 40.000 indigeni e distruggendo l'habitat inestimabile di numerosissime specie uniche al mondo.    -MT
fb/mt - 24.7.2018

Cambiamenti climatici, crisi alimentare, disastri ambientali, riscaldamento globale ...  E' un soggeto politico, non romantico .   L'Amazzonia è qualcosa di più di un ecosistema, di una grande foresta, di un immenso paese da proteggere: l'Amazzonia è il nostro futuro  .
fb/mt - 23.10.2018

http://youtu.be/sLErPqqCC54  - tribu'

http://youtu.be/He9I0H7wisE  - amazonia.fr
http://youtu.be/1cp1Hq2rjdA  - marzo 2014 - trailer 3d film amazzonia.it

www.dailymail.co.uk/Uncontacted-tribe-Amazon-forced-rainforest-violent-attacks-Peru

 

 

*

 

cuando se pierde una lengua es una vision del mundo la que se pierde
ernesto cardenal

 

 

 

 

La terra è un organismo vivente di per sé -  capace di generare la sua autodifesaLe voci che si stanno alzando in difesa della Terra ne fanno parte .

Sono consapevole che la scienza accresce la conoscenza e sviluppa le potenzialità umane, ma sappiamo anche dell'esistenza di pessimi consiglieri, uomini politici e del potere economico che dirigono un governo superiore a quello delle varie democrazie degli stati del mondo.
Questi tendono a spingere la scienza e lo sviluppo verso interessi di un mercato oscuro e tragico..
Fino a poco tempo fa la cultura occidentale poneva l'essere umano come padrone della natura dandogli il diritto di manipolarla a suo piacimento. È un sogno di onnipotenza da cui si sta svegliando l'umanità, l'uomo non è al di sopra della natura, ma parte di un insieme.
fb/mt

.

Noi esercito di sognatori

non cerchiamo una vittoria ma vogliamo un armonico rapporto fra gli esseri.    Noi sognatori siamo il senso dell’universo, qualcosa di più della scienza.   Siamo l’anima della materia.   Siamo imprevedibili e profondi quanto l’universo infinito ...
fb/mt - 13.9.2016
- 15.5.2018

 

 

L’amore nasce come radici
con l’ardore intenso del sole.
Come i frutti
odori colti nel tempo.
Fiorisce a gennaio, matura
a giugno. Sostanza nutriente
forza carnosa, vermiglia
l’amore nasce nella nostra bocca
tra lingua e saliva
ci distrae dai nostri drammi
Occhi vibranti si espandono.
Acqua di cocco, pitanga.
Sul monte e sulle spiagge il verde.
L’amore nasce ampiamente
come radici. Chicchi di semente
cadono al suolo viscoso, succulento
Nel mese di dicembre verde scuro
piogge e piogge
e verde e poi rosso maturo
e nuovi chicchi duri
sementi disseccate
L’amore nasce come radici.


Pensieri feroci
linfa, schiume
raccontano le lotte ed i guerrieri
i nemici, il codice, l’onore
Nel sacrificio finale
condannati
corpi fluttuanti
tra le foglie
rami
e tronchi d’albero insieme
Gli alberi immensi
degni della Grande Madre
seguono le onde
nel rogo finale
Giorno e notte si incontrano
in un cielo spartito
tra terra-acqua
coprono luce e ombra
come in un manto
Verdazzurro di fuoco e di stelle
spaventa e definisce la paura
ossessiva
corrono senza meta gli animali



 

 

 

Vi sono momenti che le foglie
prendono direzioni impreviste
in cima agli alberi, lassù
più in alto un canto le sostiene
ma quando suona il vento
con ritmo lento e costante
è contagio che avvolge
e tutto vola, foglie-uccelli
farfalle-fiori, colori-luci.

 

 

 



Tra le ombre dell' araçà-mirìn
gli uccelli si agitano ebbri
Odore fragrante, crepuscolo vegetale
luce spazio, le loro voci sono onde
sementi svolazzanti aderiscono alla polpa
foglie glabre, verde tenero
ritmo ondulato che emerge
nelle notti calde, rugiadose
l'aria si copre d'ombre assetate
e i brasiliensi uccelli si proteggono
dalla pioggia in un arcobaleno di colori.

 

 

 

Fiore
tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d’uccelli e di grilli
lontani tamburi – poi cadi
per dare vita al frutto




Il mondo è un animale
ha le antenne, percepisce i sussurri
raccoglie lamenti,piogge, offese
affanni,congiunge i fiumi della terra
al mare, li trascina, alimenta le nubi
coltiva alberi alti e piccoli, colonne
templi, arbusti, erbe. Nota e annota
sogni e piccoli segreti
che vagano dall’anima
dai recessi del corpo e della mente
l’universo è un ventre dove tutto si agita
si agita si restringe
e poi scompare nell’infinito



Amazonas
Sono io, il rio, che trova il mare.
Rami, linfe mature, sono specchio
Dune di sabbia, verde sulle spiagge.
In foglie di acaça, luna carnosa
frutta spessa, musica di sapori
fluido nervoso, lunare, il flusso.
I suoni di Rio Araguaia e Xingu
laghi, pantani, isole alluvionate
saltando, pulsa, vene della terra



UNA BREZZA COSTANTE
ARRIVA,RITORNA,RIAPPARE
E COSI IL GIORNO,SENZA RUMORI.
TRANQUILLA ASCOLTO
LE DIVERSE VOCI DELLA NATURA.
LENTAMENTE GIUNGE LA NOTTE
COME L'ALBEGGIARE
NIENTE QUI HA FRETTA
I MIEI PASSI
LASCIANO IMPRONTE
CHE SI SCIOLGONO NELL'ACQUA
COME ME STESSA.

 

 

Infinite colonne di formiche
colonne interminabili di auto
Uccelli volanti
macchine volanti
FOLTISSIME FORESTE
BRUCIANO GLI ALBERI
SPOGLIATI DELLE FOGLIE
I VINCITORI
RIMANGONO IN POSSESSO
DI UN LUOGO DEVASTATO.

 

 


zzz...zzz...zzz ...
zuum-zuum ... zuum ..
zzz ... zzz ... zzz
Con cera bianca e propoli lo coprono
partendo da ogni dove, esse si insinuano
é vivo e dolce il loro miele
occhi e bocca di fiori
attraversati da sapori
ecco il bacio dei fiori
zzz ... zzz ... zzz ...
zuum-zuum ... zuum ..
zzz ... zzz ... zzz ..

 



Gli animali
vivono nel mio poema verde.
Sfiorano le radici e ti raggiungono
e la terra morta della foresta bruciata
oltraggiata torna ai suoi esseri primordiali
le piante, il vischio, l’erba succosa
del tempo dell'infanzia si trasforma
in animali, botto, curupira, mãe-d'agua
per risvegliare i loro avi, la loro storia
dentro al verde lacerato dall'arcobaleno.



11 settembre 2001
NEW YORK
Alberi di metallo pieni d’oro argento
toccano le nuvole, e i tuoi sogni.
Uccello di metallo attraversa il cielo
vola vola, va va, dove dove
?
l’uccello metallico diviene una freccia
spezza gli alberi di cristallo
Il viso del dolore lancia il suo grido
che scorre dalle mura.
voglio ricordare storie varie
ricordi di morti insepolti
nascono nomi, offerte a chi è partito
e il cuore dell’albero gigante
si disfa e ricompone infinita materia
ondeggia una nuvola di polvere
dentro il corpo del vento
è acuta la sua voce
la voracità del serpente di fuoco
penetra le radici del sole
nuvole nere asfissianti
nuvole di brace sul mondo
ruggito di macchine, seghe, asce.
Musiche e immaginari cerchi abbandonati
movimento di nuvole di polveri gialle
dai tronchi spezzati sprizzano pezzi di metallo
fili di amianto, rivoli di sangue, anime.
Dalla baia di Hudson i delfini
chiedono luce e armonia
l’inizio di un nuovo pensiero
un esercito di formiche in fila
trasporta le anime come foglie.

 

NOI NON SIAMO NOI
SIAMO DENTRO UN VENTRE
DELLA TERRA
DENTRO L'UNIVERSO.
TUTTI QUESTI IO
CHE SI ADDENSANO SONO
PICCOLI IO INFINITI.

 


La poesia non é parola
la poesia non é scritta
la poesia non é una veduta
la poesia non é una pietra
la poesia non é l'aria
ma é tutto questo
é tutto quello
che non sappiamo di noi
e del mondo .

Forse é acqua

forse é dolore
forse é gioia

scorre nel vento
e trafora i sensi
si diffonde dalla bocca

e dalle viscere

ci condiziona

di giorno e di notte
é la natura

é l'Universo veloce

piana
e piano procede

fb/mt - 25.5.2018

 

 

Il dolore
non ha forma
si dilata
non ha confine

fb/mt - 16.9.2018

 

 
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

22.3.2017

Il dio delle acque non piange,
reclama un’idea che si trasformi
in allegria
e dai colori sommersi dei ruscelli
una voce si ascolta tra le altre:
è il dio delle acque fatto cascata
con le sue risa segue
il movimento dell’acqua

 

 

PERCHE` T`HO INCONTRATO
AMORE MIO
QUANDO TI RICORDO
M`INCONTRO AVVOLTA ALLE TUE BRACCIA
COSI` TI CHIAMO
SUL FINIRE DEL GIORNO
SUL FINIRE DELLA SERA
TERRA E MARE CI SEPARANO
GRIDI ACUTI DI MILLENARIA TRISTEZZA
SIAMO UNITI
SENZA CAPIRE
COSI` SOAVEMENTE
COME SE STESSE SEMPRE PER FINIRE
E RICOMINCIA SEMPRE
CERCHI DENTRO L`ACQUA
CHE S`INSEGUONO
IO SCHIUMA DI LUNA
CRISTALLIZZATA
IN INFINITE GOCCE
fb/mt - 10.5.2017

 

 

Foglie

che si moltiplicano a altre foglie
io voglio il verde che generoso si rinnova
tutto ritorna all’essenza primordiale
le foglie crescono e cadono dagli alberi
triangoli e quadrati sparsi al suolo
acque fresche che offrono ristoro
avvolte dal profumo dei fiori
e delle siepi selvatiche

fb/mt - 22.10.2017

 

 

 

Nuvole in movimento
uccelli guadano in volo
gli occhi vedono nel buio
il mare è cielo
linee sinuose
flussi da seguire
pensieri
Piccoli uccelli,
sensazione di volare con loro,
segnano il percorso di una vita d’amore
fb/mt - 23.6.2917

 

 

Verde senza sosta
Il fiume passava lento
verde senza sosta, il fiume
insieme lo guardavamo passare :
era il fiume .
Vedemmo passare un giaguaro
su un tronco, lungo il fiume
e un tucano sopra un ramo
che viaggiava lungo il fiume
insieme li guardavamo passare :
era il fiume .
Volavano le farfalle
i loro colori lungo il fiume
immense le farfalle
lungo il fiume
insieme le guardavamo passare :
era il fiume
Ma d'improvviso ciò che guardavamo passare
era soltanto un fiume
lontano da quei nostri grandi fiumi :
era un fiume

fb/mt - 28.8.2018

 

 

***

 

marcia theophilo ed alda merini - immagine di giuliano grittini

fb/ggrittini - 2018

 

   

19 marzo - auguri !

 

 

 

***

 

Concorso di Poesia via sms VERONA ACCADEMIA DELLA POESIA
presidente giuria marcia theophilo  -  www.accademiamondialepoesia.com

3° premio  'foglie'  - 2009 

PREMIO SPECIALE UN BOSCO PER KYOTO   'GOCCE'  -  2010    

PREMIO SPECIALE GIURIA   'DIETRO IL PAESAGGIO'  -  2012

 

***

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