MARIO DESIATI

13 maggio 1977 locorotondo bari

 

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Nato a Locorotondo nel 1977, vive a Roma. dopo gli studi al liceo classico di Martina Franca, si laurea in legge a Bari nel 2000 e lavora per uno studio legale in Valle d'Itria E PUBBLICATO SAGGI SULLA RESPONSABILITA CIVILE .  NEL 2003 SI E TRASFERITO A ROMA .  e’  stato capo-redattore della rivista 'Nuovi Argomenti' e consulente editoriale.  

e fra i poeti rappresentati nella  antologia nuovissima poesia italiana mondadori 2004 .
Al convegno annuale 2004 del CIRTT  ha tenuto una lezione dal titolo IL ROMANZo che non ho mai scritto.

. Ha esordito in poesia nella raccolta I poeti di vent’anni  - 2000

. DIRige IL  festival della letteratura 'ARMONIA - Narrazioni in terra d'Otranto' dal 2015

' Ho sentito che dovevo rendere più aderente la mia presenza alla terra che amo, lavorare a qualcosa con uomini e donne  che credono nella potenza della letteratura. Così è nato Armonia ' -  MD - 2015

. MEMBRO GIURIA PREMIO ITALO CALVINO 2017

http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Desiati 

www.poiein.it/autori/D_E/Desiati/desiati1.htm 

dllc.unicas.it/CIRTT/desiati.htm

affermato come narratore. È redattore della rivista "Nuovi Argomenti" e consulente editoriale. Collabora con  l'espresso - Panorama -  La Repubblica  -  L'Unità  -  grazia .

librimondadori.it

FANDANGO  -   Dalla grande letteratura straniera alla narrativa italiana contemporanea  con particolare attenzione ai nuovi talenti -  il catalogo di Fandango Libri -  la casa editrice nata come costola dell’omonima casa di produzione cinematografica è estremamente ampio e non teme scelte 'coraggiose'.
Pubblicare libri che nessun altro ha il coraggio di fare
libreriamo.it

Sue opere sono tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese, coreano.

wikipedia.org

Mario Desiati si è dimesso lasciando la direzione editoriale di Fandango Libri.     Il 36enne scrittore di Martina Franca  ex junior editor della narrativa italiana di Segrate ricopriva la carica nel gruppo di Domenico Procacci dal 2008.
Lascio in ottime mani un Piano editoriale completo per il 2014
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antonio prudenzano - affaritaliani.it

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L'emozione di pubblicare il primo libro non si può mai più rivivere nella vita.

L'esordio è fatto di momenti memorabili e tali momenti sono precedenti all'uscita del libro. Era il 2002, avevo 25 anni e sognavo come tutti gli aspiranti scrittori quel momento fatto di attesa e ambizione.     Quando Marco Monina di peQuod mi telefonò per comunicare che la sua casa editrice aveva scelto il mio romanzo pensai 'allora non sono pazzo !' (o ci sono altri pazzi come me).     Ho seguito gli esordi di tanti autori dal 2003 come editor, consigliori o semplice lettore.    E in tutti gli esordienti c'è uno sguardo di presagio, attesa, follia e umana vanità.   

Il primo libro cambia la vita, ma mai come ci si aspetta.    

Sia nelle più crasse disfatte, che nella gloria inattesa, è tutto molto diverso, perché c'è una variabile che quando si scrive e di cui non si tiene mai conto fino in fondo e si chiama realtà.

#roadtocandore - fb/md - 19.9.2016

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ARTICOLI DI MARIO DESIATI - www.rivistaundici.com/author/mario-desiati

 

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è la perdita della cultura umanistica e il dilagare di una sottocultura che vale solo a metà la cifra di questo Paese corrotto nel quale ci troviamo a vivere

 

 

LIMITI
I punti sono muri
come eccessi di sintassi
come vocaboli oscuri
o maniere alla Trapassi.
L'anima è un limite
come la grammatica
arida  deride
lo scrittore che la sbraita.

pensare dietro una maschera di parole

 

 

      La letteratura  ha bisogno di eroi e antieroi   

 

 

la letteratura è l'unico campo in cui la giovinezza non è un valore

in un paese civile ci dovrebbero essere politici giovani e vecchi scrittori

invece abbiamo scrittori giovani e vecchi politici

una bella contraddizione da cui partire per raccontare il nostro tempo

 issuu.com - 2011

 

 

 

 

INTERVISTA

Che cosa è cambiato nella composizione letteraria di Mario Desiati dal romanzo d’esordio a oggi?
Ho imparato a scrivere con meno parolacce.
Quanto c’è di autobiografico nella dura e cruda realtà che i suoi romanzi fotografano?
L’autobiografia dei narratori entra anche nei romanzi sulle arpe eolie o la paleopedologia, tutto sta a non farsi scoprire. C’è autobiografia, of course. E uno scrittore che dice che non c’è nulla di autobiografico mente. Duro e crudo sono due aggettivi che non userei mai nella stessa frase.
Qual è il compito di un giornalista nella società contemporanea? E di uno scrittore?
Un giornalista non lo so. Lei ha più titoli di me per rispondere. Lo scrittore, invece, e parlo da lettore, credo che debba dividere, contraddire, scandalizzare, creare dissidi. Cerco solo autori di questo tipo. Ossia scrittori.
alessandra de stefano - viveur.it - 2010

 

Quando ha pensato di poter diventare uno scrittore?
Da piccolo volevo fare il poeta  poi da adolescente  negli stessi anni del mio innamoramento per il calcio  vivendo in un ambiente umanamente difficile  mi sono reso conto che mi veniva meglio raccontarle le storie nella loro durezza   piuttosto che esserci dentro.   Ed è la strada che ho deciso di seguire.
adelmo gaetani - quotidianodipuglia.it - 2011

 

 

 

 

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RICONOSCIMENTI

incluso nelle antologie 'i poeti di ventanni' e 'nuovissima poesia italiana'

2006 - premio per l'impegno e la letteratura civile Paolo Volponi - Vita precaria e amore eterno
2008 - premio ferri-Lawrence -  Il paese delle spose infelici
2009 - premio Mondello per la narrativa italiana - Il paese delle spose infelici
2010 - premio Vittorio Bodini V edizione
2011 - Finalista premio Strega - Ternitti

2012 - building apulia - alla carriera

 

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biblio

candore 2016

LA NOTTE DELL'INNOCENZA 2015

MARE DI ZUCCHERO 2014

ALTISSIMA 2014

IL LIBRO DELL'AMORE PROIBITO 2013

ZEMENTFASERN  2012

TERNITTI 2011
AMOUR FOU 2011
IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI 2010
IL CASO PUGLIA 2010
FOTO DI CLASSE 2009
IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI 2008

cura de  'ad occhi aperti' 2008

cura de 'il lavoro e i giorni' 2008

cura de 'i volponi' 2007
cura de 'i laboriosi oroscopi' 2006

VITA PRECARIA E AMORE ETERNO 2006

cura de 'album pasolini' - 2005

LE LUCI GIALLE DELLA CONTRAEREA 2004
NEPPURE QUANDO È NOTTE 2003

 lafeltrinelli.it - libri + ebook

facebook.com/MarioDesiatiPage/timeline

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AGOSTO ITALIANO
Ho potuto intravedere l'altrove
dietro l'ombra lunga del pomeriggio
quando in estate attendevo mia madre.
E lei tornava con l'odore di terra
e poi di cotogno e poi di spine
e poi di cardi e poi di papaveri.
Non ha mai inventato risposte ai miei perché
abbracciando i frangenti del cielo pezzato
in cirri metallici, traccia nell'aria i segni
"di qui passa tutto" e altre vanificazioni.
Che poi sui muri a secco era disegnata
l'onda, un sonaglio dei rami di edera
i resti dei coleotteri  

la striscia verde di malva
e per questo non restava la parola.

luci gialle della contraerea

 

 

 

 

Vita precaria e amore eterno    2006
Il protagonista di questo libro ha quasi trent'anni ed è un precario in tutto tranne che nell'amore. I suoi sentimenti sono per Antonia Farnesi detta Toni. Per lei sarebbe disposto a qualunque cosa, anche a un crimine.

Martin Bux è nato in Sicilia, a Castiglioni, un paese vicino alla base NATO di Sigonella, un luogo di miseria e di violenza, dove non c'è spazio per Martin e i suoi eccentrici genitori. La famiglia Bux emigra così a Roma, una Roma che rivela al giovane Martin i suoi volti molteplici. È una Roma contraddittoria, cinica, minacciosa, ma anche mozzafiato; una città di grandi ricchezze e grande povertà, come quella con cui la famiglia piccoloborghese dei Bux è costretta a fare i conti.
ibs.it

Non volevo scrivere UN ROMANZo sul precariato. Mi ci sono ritrovato dentro: quando mi hanno proposto il titolo di questo libro, ho dato il mio consenso, pensando anche alla facilitazione d’accesso per le pagine dei giornali, che stavano raccogliendo materiale sui ROMANZI del precariato.
Del resto a trent’anni non puoi scrivere dei massimi sistemi. Devi parlare di ciò che conosci, che per me è regola di vita e di scrittura, e la precarietà è il nostro pane quotidiano
Volevo raccontare la storia di un dissociato. Molti hanno pensato che fossi io stesso, un dissociato. In realtà volevo raccontare una storia d’amore ineluttabile. Perché l’amore è una forma di invasamento. E accanto all’amore c’è l’invasamento dei libri, del corpo. Volevo dipingere una forma di coinvolgimento assoluto che ribaltava la precarietà reale

stefania leo - raramente.net

 

 

Maledetto cielo 

"nessuno vuole mettere in ordine le cose in questa casa e in questa vita" ...

"Martino, non capisco. Perché non preghi?". "Bestemmio". "Allora bestemmia, ti scongiuro bestemmia". "Ma mamma, cosa ti prende? Non ho mai bestemmiato in vita mia".

"La bestemmia è l'invocazione di un mancato intervento divino". "Se bestemmio prego?" "Bestemmia, per cortesia. Bestemmia".
bazarweb.info

 

 

 

IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI   -   2008

film  nel 2011 - anteprima al Miami International Film Festival 2012 -  DISTRIBUITO IN FRANCIA COL NOME ANNALISA

Quanto c’è di personale nel romanzo ?
C’è sempre parte dell’esperienza diretta dell’autore in un testo. Per esempio, la vicenda del calcio e delle grandi aspirazioni, quasi sempre fallite, che i ragazzi ripongono in esso è una vicenda che mi riguarda da vicino.
Un breve accenno al suo impegno per la rivista Nuovi Argomenti. Sente il peso della sua storia?
Certo, ho quasi l’impressione di fare un lavoro ottocentesco. Negli ultimi anni, però, la rivista si sta spostando verso i giovani, secondo me positivamente, così da essere riferimento ideale per chi voglia conoscere cosa si scrive in Italia e trampolino di lancio per chi vuole far conoscere i suoi scritti.
adriana salvatori - viveur.it
Puglia anni Ottanta, Domenico e Francesco, chiamati da tutti Zazà e Veleno, sono due ragazzini che giocano tra gravine e trulli con una banda di personaggi memorabili insieme a cui cresceranno. I due vengono da famiglie molto diverse: Zazà vive in un quartiere popolare, Veleno è un figlio di papà. Negli anni si imbatteranno in Annalisa, una ragazza dalla vita poco ordinaria e dalla bellezza fuori dal comune. Annalisa frequenta i matti del paese, si veste fuori moda, chiacchiera soltanto con uomini molto anziani e si porta addosso terribili dicerie che gli eventi paiono confermare drammaticamente con il passare del tempo. Eppure il suo fascino unico sembra perseguitare come una maledizione i due amici, cui la vita serba disavventure e svolte clamorose.
ibs.it

una storia che l’autore dedica alla sua terra e ai suoi ricordi che personalmente accende anche una sorta di nostalgia legata a luoghi particolari già conosciuti e vissuti.
Ma quello che colpisce il lettore e resta impresso è il contrasto; Desiati riesce a magistralmente a deliziarci e farci sognare con i colori, i profumi, la descrizione dei luoghi e poi di colpo riportarci giù, nel grigio della realtà della gente, nell'assenza di luce delle vite raccontate.
Un contrasto netto che sposta la lettura dalla dolcezza, dalla pace alla crudeltà, alla disperazione e alla paura.

puglialive.net

FILM

Annalisa est l’adaptation du deuxième roman écrit par Mario Desiati intitulé Il Paese delle Spose Infelici, littéralement Le Village des épouses malheureuses.
Annalisa raconte l’histoire d’une amitié sincère et désirée entre deux jeunes qui se cherchent au sein de leur milieu social respectif, qui rêvent également d’un ailleurs. Cette union quasi-fraternelle n’a de cesse de se renforcer en même temps que les sens s’éveillent lors de l’apparition d’Annalisa, madone sauvage, sensuelle et mystérieuse, qui va bouleverser Veleno et Zazà.
Annalisa est un premier film et demeure marqué par quelques problèmes de rythme et un premier tiers maladroit, mais au moins ce film marque l’émergence d’une nouvelle génération de metteurs en scène italiens dont la sensibilité se démarque du cinéma traditionnel transalpin.

sabrina piazzi -  dvdfr.com - 2013

 

  

 

 

 

ETERNIT - ternitti   - 2011 

"Ternitti"    FINALISTA per Mondadori al Premio Strega 2011 DIVENTA FILM

È il 1975. Mimì Orlando è costretta a lasciare i suoi scogli, l’odore di salsedine, la Puglia per la Svizzera, dove il padre lavorerà nella grande fabbrica che produce lu Ternitti: l’Eternit, l’amianto, promessa di ricchezza per migliaia di emigranti ignari delle esalazioni destinate a ucciderli. In Svizzera tra la quindicenne Mimì e il diciottenne Ippazio, solitario e sfuggente compaesano anche lui operaio di ternitti, sboccia una passione segreta. Anni ’90. Mimì è di nuovo in Puglia. Sola. Con una determinazione e un orgoglio che fanno di lei una donna eccezionale, coraggiosa e selvatica. Ha una fi glia adolescente, Arianna, poco più giovane di lei. Ma accanto a loro non ci sono uomini, per Arianna non c’è un padre. Mimì vive con feroce innocenza le esperienze della vita, si riprende giorno dopo giorno la giovinezza che non ha mai potuto vivere, con le sue inquietudini e le sue paure che la portano a rifugiarsi sotto un letto per ascoltare gli antenati. Ternitti nel dialetto significa anche tetto, e su un tetto, finalmente a contatto col cielo, Mimì saprà riscattare un paese, una terra e forse anche un amore.

lafeltrinelli.it - 2011

http://issuu.com/librimondadori/docs/rassegna_desiati - leggi on line

http://youtu.be/qAfaZEbUbrM  - 1

http://youtu.be/ydTRmMQocR4  - 2

A Casale Monferrato gli studenti e i professori del Balbo mi hanno fatto conoscere l'aula Amianto. Uno spazio gestito da insegnanti e studenti che ci fa vedere quasi plasticamente la storia e l'evoluzione dell'Eternit. Ho visto le fibre d'amianto da vicino, le sconvolgenti immagini dell'istituto Luce sugli operai che lavoravano il crocidolite a mani nude e senza mascherine. Un racconto interattivo e istruttivo. -MD
fb/md - 21.2.2016

Briciole di ricordi vissuti nell'aula amianto di Casale. Ho scoperto che negli anni Cinquanta commercializzavano queste sigarette, avevano un filtro speciale che rendeva (a loro dire) il fumo più leggero. Fumare fa male, ma le nostre fanno meno male perché hanno un filtro unico. Questo il succo delle pubblicità. Quel filtro conteneva amianto blu.

fb/md - 22.2.2016

 

 

 

 

 

Amour fou - desiati/ marina sagona   - 2011
raccoglie e integra, con un testo originale di Mario Desiati, autore del romanzo “Ternitti” (finalista al Premio Strega), le opere esposte ne “La donna al plurale”, la nuova mostra di Marina Sagona, che si ispira all’omonima raccolta del 1936 del poeta ceco Vít?zslav Nezval. Il lavoro della Sagona ripropone, in particolare, la poesia “Cantico dei cantici”, che Nezval dedica alla propria donna, mettendo in scena le sfaccettature e l’eterogeneità del sentimento amoroso. Ma se il poeta scompone il corpo femminile in frammenti decontestualizzanti, la Sagona dà vita a una riconversione grafica del frammento, che nei suoi disegni assume nuova forza simbolica. Giocate fra i toni cromatici del bianco, del nero e dell’arancio, le immagini stilizzate di “Amour fou” assumono valenza archetipica, oltre la contingenza della donna-musa cantata dal poeta. Il discorso sull’essere donna della Sagona nasce sulla falsariga dello sguardo maschile, ma viene poi reinterpretato in maniera originale, secondo uno stile che si richiama al gusto estetico di derivazione dada e surrealista.

lafeltrinelli.it - 2012

 

 

 

 

Il libro dell'amore proibito  - 2013

farò la presentazione anche a  Martina Franca . L'incontro si terrà integralmente in dialetto martinese.

fb/md - 2013

La scrittura di Desiati ha la grazia dell'abisso
fb/roberto saviano - 2013

L'amore per crescere ha bisogno di muri, proprio come l'edera.

Nonna Comasia ha insegnato questo a Francesco, detto Veleno, e lui lo ricorda ogni giorno.
Timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite.
Fino all'incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti.
Ha la pelle candida, ma nasconde un'ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi: somiglia forse a quella che abita ogni adolescenza, presto dimenticata negli anni in cui si cresce e si impara a adeguarsi alle leggi del mondo. La Telesca siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un'attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo.
Un'attrazione imperdonabile, interrotta con la massima violenza. Per ristabilire l'ordine ognuno deve essere rimesso nella casella che gli spetta: Nappi, Mimmo e Veleno, ragazzi plagiati da raddrizzare e "reinserire"; Donatella, la plagiatrice da punire.
Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l'isolamento di chi supera la linea d'ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell'attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché proibiti - l'amore eterno di Comasia per il nonno disperso in guerra, quello impossibile tra Walter, paralizzato dopo un incidente, e la bellissima Azzurra, la carnale devozione dei paesani al culto dell'Addolorata...
Scritto per frammenti affilati e abbacinanti come gli spigoli d'ombra che si stagliano nel sole del Sud, rapsodico ed emozionante come la memoria di una stagione perduta, Il libro dell'amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere.

librimondadori.it - 2013

Proibitemi di leggere e leggerò tutti i vostri libri all’indice, proibitemi di uscire da questa scuola, correre libero, e correrò lungo i boschi dei passaturi, proibitemi di vedere gli amici, dividere il mio sangue con loro, e romperò le mie vene per farlo schizzare fino alla soglia delle loro camere da letto. Proibitemi il vento in faccia e mi getterò in un dirupo. Proibitemi un divieto e lo infrangerò.

PROIBITEMI D'AMARLA E L'AMERO PER SEMPRE .

IV di copertina

Eravamo innamorati dell’insegnante di Educazione artistica. La prima volta che era entrata in classe ci aveva folgorati. Sembrava uscita dalla televisione, si portava addosso una cornice variopinta, simile alle donne che comparivano nel pomeriggio di Canale 5. Si chiamava Tricarico. Professoressa Tricarico. Aveva ricci biondi che le cadevano a cascata sulle spalle, la pelle tendeva al colore della concia, ma la sensibilità era quella dell’epidermide color latte. Quando portava al collo monili più pesanti, collane di avventurine o lapislazzuli, la pelle le si arrossava. Aveva sempre i tacchi e tailleur color pastello che alternava a un vestito giallo a balze. Passavo le ore a guardarle le gambe. Nappi e Mimmo si erano addirittura toccati in classe, un giorno. O almeno così avevano detto per alimentare la loro autorevolezza. Il sogno della mia vita era fare l’amore con la Tricarico. A volte, prima di addormentarmi, pensavo di stringerla forte a me, mettere la testa tra le sue gambe e respirare l’odore del nylon delle calze, e poi sentire un fragore che veniva da un impensabile e unico centro inattingibile, lontanissimo da noi – il nucleo della fascinazione tricarichiana. Ma la professoressa era un monumento di indifferenza, non ricambiava i nostri sorrisi, non ci dava alcuna soddisfazione, non rispondeva ai nostri sguardi rapiti. Era lì che parlava di acquerelli e disegni a tempera, si sporcava le mani con il rosso, il cobalto e il granata dei tubetti, ma imperterrita non voleva ricambiare il nostro amore. Una mattina, una di quelle mani inzaccherate di colori si posò sul mio banco. Le dita lunghe, ricoperte di anelli d’oro, lasciarono una scia arancione. Per giorni non ebbi cuore di mettere i miei libri dove si erano appoggiate le mani della professoressa Tricarico. Anche se i bidelli vi avevano ormai passato lo straccio, non volli infrangere l’incantesimo. L’incantesimo si è poi rotto, come voi giurati oggi sapete.

affariitaliani.it - 2013
Nella mitica stanza di Mara Samaritani di Mondadori.

Se quei muri potessero parlare, chissà quali segreti verrebbero fuori ... Dopo che mi hanno fatto la foto i libri son stati portati via.

C'è la crisi.

fb/md -  ott 2013

Timidezza  -   malattia che mi chiudeva in uno stadio di prostrazione e autismo.   Camminavo sulle righe delle mattonelle, ripetevo due volte lo stesso gesto perché nel numero pari vedevo combaciare ignote linee mentali ...

fb/md - 2013

altri progetti già in cantiere?
Sì, è prevista – a lungo termine – una nuova storia con Veleno protagonista, e probabilmente sarà l’ultima che lo riguarderà. Si chiuderà un capitolo.   Sono in vista altri progetti a partire da una serie di racconti.
thebookwormoffice.blogspot.it -  fb/md - 2013

Il libro dell’amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere. Il tredicenne Francesco, detto Veleno, timido e solitario, vive nel suo paese pugliese immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Fino all’incontro con la professoressa di educazione tecnica Donatella Telesca, che ha il doppio dei suoi anni, ma che veste in un modo più simile al suo e a quello dei suoi amici Mimmo e Nappi più che alle altre insegnanti. La professoressa siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha fatto mai. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo. Un’attrazione imperdonabile, interrotta con la massima violenza. Per ristabilire l’ordine ognuno deve essere rimesso nella casella che gli spetta: Nappi, Mimmo e Veleno, ragazzi plagiati da raddrizzare e “ reinserire” ; Donatella, la plagiatrice da punire. Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il suo futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell’attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché sono proibiti.
puglialive.net - presentazione del libro a gagliano del capo - lecce - 2014

 

 

 

ALTISSIMA  - 2014

Due storie di amore impossibile, o forse soltanto inconcepibile.
“Il medico del quieto vivere” è il racconto di una passione tra un abitante del lebbrosario e un’abitante del sanatorio, un lebbroso e una tisica, un ex bellissimo uomo divorato dal morbo biblico e una donna resa sempre più bella dallo scalpello dal male sottile. Un incrocio di destini e desideri negli anni del Ventennio fascista, contro la regole del corpo, ma anche contro le leggi degli uomini.
“Altissima” è la storia di una donna che sceglie di vivere fino in fondo ciò che sembra più una patologia clinica che un reale desiderio, il sesso multiforme e totalizzante che la porta ad avere decine di amanti, anche contemporaneamente. Cosa succede se questa invece diventasse una parte del proprio amore, un gioco di desiderio e passione con l’unico uomo che la capisce davvero?

amazon.it - 2013 - trad inglese 2014

 

 

 

ATLANTE DEI MONDIALI   .PDF

primo capitolo di mario desiati - 2014

 

 

 

mare di zucchero - due ragazzi e un sogno - la liberta   -   2014

Ho scritto un libro su due ragazzini che sognano a modo loro la libertà. Uno fugge quasi per caso da un paese in rivolta, l'altro fugge da un mondo apparentemente perfetto. Ervin e Luca sono stati i miei compagni di viaggio per alcuni mesi tra il 2013 e il 2014, questa è la loro storia.
md
«Il porto è aperto.» Prima è un bisbiglio, poi diventa uno strido, infine muta in un boato. «Il porto è aperto!» «Il porto è aperto, avete capito?» LUCA: vive in un piccolo paese nei pressi di Bari, ma si sente lontano anni luce dai suoi genitori e dai suoi coetanei. Crede a tutto, persino ai miracoli e ai santi venuti dal mare. Su un taccuino appunta le storie sempre diverse che inventa. ERVIN E LUCA: separati da appena cento chilometri, hanno più o meno la stessa età e la stessa altezza, ma non potrebbero essere più diversi e lontani... fino all'arrivo della Vlora. In un giorno d'estate del 1991, una grande nave che sa ancora di zucchero approda alle coste italiane con ventimila albanesi a bordo, tutti spinti da un sogno di libertà. Quel giorno Ervin e Luca vivono la più grande avventura della loro vita. Grazie alla penna delicata e intensa di Mario Desiati, due vite sospese si incrociano e si intrecciano in una notte di silenzi, giochi e scoperte che segnerà, semplicemente e forse per sempre, la Storia. La loro storia.
librimondadori.it - 2014
Ervin: è nato nella terra delle aquile, l'Albania. Da una vita si sente circondato da muri invisibili: a scuola, a casa, per strada. Per sentirsi libero deve andare al mare e stare in acqua finché le mani non diventano grinzose come prugne secche. Luca: vive in un piccolo paese nei pressi di Bari, ma si sente lontano anni luce dai suoi genitori e dai suoi coetanei. Crede a tutto, persino ai miracoli e ai santi venuti dal mare. Su un taccuino appunta le storie sempre diverse che inventa ... Età di lettura: da 11 anni.
ibs - 2014

Il suo libro è un'esortazione al dovere civico dell'accoglienza?
Non sono un politico. I pugliesi sono un popolo accogliente, e non hanno bisogno di esortazioni, racconto una storia per cui qualcuno attraverso un fatto così clamoroso come un sbarco, guarda oltre, e trova negli altri una risoluzione ai suoi problemi.

licia pulpo/affaritaliani.it - 2014

Siamo nell’agosto del 1991. Protagonisti due ragazzi: Ervin, albanese, che per gioco sale all’ultimo minuto su una nave, la Vlora, stracolma di tantissima gente (qualcuno parlò di 20 mila, altri addirittura 30 mila), che salpa da Durazzo per giungere sulle coste pugliesi, in Italia. Novella e agognata America; Luca, che abita a Cisternino ma che trascorre le sue estati di vacanza a Torre Canne, appunto. Amante dei videogiochi, creatore di storie e credulone. Entrambi hanno circa tredici anni e, per un caso del destino le loro vite si incroceranno, si sfioreranno per un solo giorno e una sola notte. Giusto il tempo per assaporare, insieme, il senso di libertà.
dino cassone/fasanolive.com - 2015

 

ESSERE PRONTI QUANDO LA NOSTRA NAVE STA PER SALPARE

MD

 

 

 

 

 

LA NOTTE DELL'INNOCENZA  - 2015
... un libro che racconta la tragedia dell'Heysel del 1985 e lo fa attraverso gli occhi di un bambino. Ho scritto questo libro pensando a chi non ha mai visto una partita di calcio in vita sua, raccontando come anche i morti dentro uno stadio meritano memoria. -MD
fb/md - 2015
29 maggio 1985. Mario è un bambino di otto anni, felice perché il pomeriggio ha calzato per la prima volta nella sua vita un paio di scarpe da calcio con i tacchetti di ferro ed emozionato perché la sera la sua Juventus contenderà al Liverpool la Coppa dei Campioni nella finale in programma al vecchio stadio Heysel di Bruxelles. Le strade si svuotano, tutto il paese si ferma per assistere alla partita e anche Mario rientra precipitosamente a casa ancora sporco di terra. Accende il televisore sulle ultime note della sigla dell'Eurovisione e non può sapere che all'Heysel si è appena consumata una delle più gravi tragedie della storia del calcio. Non è il solo. Quando la diretta comincia in pochi ne hanno la percezione - a cominciare dal telecronista Bruno Pizzul -, in pochissimi conoscono la verità. Il bilancio finale sarà di trentanove morti e oltre seicento feriti, ma, sia pure in ritardo di un'ora e mezza e in una cornice spettrale, la partita verrà giocata ugualmente. Lo spettacolo non si ferma o meglio, come commentò Michel Platini diversi mesi più tardi, "quando cade l'acrobata, entrano i clown". "La notte dell'innocenza" è una ricostruzione chirurgica della diretta che incollò al televisore milioni di italiani sgomenti, impauriti, disgustati; è la rievocazione della partita vista con gli occhi increduli di un bambino, è una riflessione sull'eredità dell'Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent'anni fa?
ibs - 2015

nel libro riprende il dibattito del tempo e c’è una frase terribile di Platinì: 'quando cade l’acrobata entrano i clown'.
La disse a Marguerite Duras perchè l’Heysel colpì l’immaginario di quel periodo storico di molti scrittori: lei intervistò Platinì. Poi racconto il dibattito tra Malerba, Calvino e Soldati sulla liceità di continuare a giocare quella partita, se considerare o meno quel trofeo.     Mi interessava però ricordare la memoria di queste persone che spesso purtroppo sono ancora oggetto degli strali negli stadi. L’ultima volta è stato un anno fa: si inneggiava a 'meno trentanove' ma molti non sanno neanche chi sono.     Ho messo l’elenco dei nomi, ma al di là di questo ho unito il racconto di una storia di morte attraverso la visione di Ugo Riccarelli, la più bella su questa storia a mio avviso, e attraverso le immagini che si sono viste in diretta.    Addirittura in una diretta francese si videro spirare alcune persone ...
quotidianodipuglia.it - intervista - 2015
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Le mie estati in una deserta Torre Canne a giugno, tra amici immaginari e le case ancora vuote, erano quelle di un bambino solitario. Era la metà degli anni Ottanta e io passavo questo mese di vacanza da solo con il mio mitico pallone blu e tanti amici “inventati” fino a quando cominciavano ad arrivare i villeggianti di luglio e noi tornavamo a Martina Franca. E lì si verificava un’altro problema: perché Martina lentamente si svuotava e quindi restavo solo anche in città ...

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tutti questi “amici” avranno nutrito il suo immaginario visto che poi da grande ha fatto lo scrittore
Sarà… tuttavia la solitudine era assoluta, peraltro anche a luglio e agosto quando spesso ci spostavamo in campagna dai nonni. Anche lì il posto era abbastanza isolato. Il mio vero compagno di giochi era il pallone blu che un giorno verso i cinque anni sparì nel nulla e questo scatenò per me una tragedia vera. Era un “volantino” cioè uno di quei palloni che volano facilmente, leggerissimi, lo cercai in lungo e in largo, ma non lo trovai più. Dopo trentacinque anni, l’ho ritrovato a Villa Ada dove spesso vado a passeggiare … o, meglio, ho visto dei bambini che giocavano con un pallone blu uguale al mio: lo avevano perso nel ruscello e piangevano. Mi sono tuffato e l’ho riportato ai bambini chiudendo un po’ quel cerchio della mia vita.
claudia presicce - quotidianodipuglia.it - 2015

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IL SANGUE LASCIA SEMPRE TRACCE SUI TESSUTI, LA MACCHIA NON VA VIA QUANDO SI SECCA. LE LENZUOLA INTRISE DI SANGUE SI DEPONGONO NELLA VASCA DI ACQUA FREDDA QUANDO È ANCORA FRESCO, ALTRIMENTI RIMARRANNO SPORCHE PER SEMPRE. ERO ORMAI ANDATO IN UNA DIMENSIONE PER CUI LO STADIO È IL LUOGO DI CELEBRAZIONE DEL RITO, UNA CHIESA CHE CONTENEVA I TABERNACOLI CON LE RELIQUIE DEI MARTIRI.
pag 53 - l'altoparlante

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lo stadio era semivuoto, la partita tecnicamente oscena, forse venduta, e mio padre, annoiatissimo come tutti gli uomini disinteressati al calcio, trovava ragione del suo disinteresse di fronte allo spettacolo abominevole delle due squadre in campo.     al collo aveva l'unica fonte di sua gioia di quel pomeriggio, e non vedeva l'ora di utilizzarla.    un gigantesco binocolo nero, un'arma da professionisti del voyeurismo.
pag 69 - il binocolo

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PRESENTE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO . GLI STUDENTI DA TRANI DIALOGANO CON L'AUTORE  E LEGGONO PASSI DEL LIBRO - 2016

 

 

 

 

CANDORE  -  2016

. difficile scrivere questo libro  in una italia dove tutto si puo fare  -  basta che non lo si faccia sapere . 

. in un paese dove non esiste l'educazione sessuale -  la pornografia diventa supplente .   mario desiati

. libro che si impone da solo -  notevole .  corrado augias

. desiati ha scritto un romanzo che solo chi era li' poteva scrivere .  rocco siffredi

intervista di corrado augias a quante storie - rai3 - 17.11.2016

 

Pornomane e anche kafkomane

 #Sniffarelibri

 fb/md - 21.10.2016

 

tra i dieci romanzi dell'anno
la  lettura - corriere - 2016


repubblica.it/edizione/bari/martina
sulla maglia della squadra di calcio


-  Avrei voluto amarla come l'ultima donna del pianeta, eppure sul punto di baciarla mi fermai. Perché rovinare quel momento ? Sentivo già il dolore che avrei provato dopo.   Ognuno custodisce un suo mistero e nel mio piccolo il piacere si univa al senso di morte, alla miseria, l'euforia, la dimenticanza  -

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Candore   .. condivido qui l'anteprima della copertina che è stata disegnata da Malika Favre. Ci sono gambe, calze autoreggenti (ahimé manca il mio amato reggicalze) e un titolo apparentemente fuorviante visto il tema "pornografico".    Sono alcune delle ossessioni di Martino Bux, il protagonista di questo romanzo.    In questi mesi ho scritto poco di lui, non è stato un avvicinamento facile.    Coloro che mi conoscono sanno che da oltre dieci anni avevo in mente Candore.     Lo avrò cominciato dieci volte e per dieci volte ho buttato tutto quello che avevo scritto.
Chi leggerà il romanzo capirà perché è stato faticoso scriverlo, qualcuno ne sarà probabilmente disturbato, qualcuno inorridito, qualcuno deluso, a qualcuno piacerà, qualcuno dirà che era meglio buttare anche l'undicesima versione.   

Lo sento però come un esordio e come tutti gli esordi anche un congedo.
fb/md - 20.9.2016

. PRESENTATO DA MD  AL CIRCOLO DEI LETTORI - TORINO

Martino Bux è un giovane militare diciottenne quando scopre in un cinema a luci rosse che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lì davanti ai suoi occhi, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover render conto a nessuno. Ma per Martino la pornografia è un'arte così come una dannazione. Piano piano le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa così un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, le VHS con Rocco, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l'Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, scambismo e voyeurismo. Nella danza del vizio, Martino si ritrova a non poter toccare, a non poter partecipare, come un bambino che guarda gli adulti giocare a pallone senza potersi buttare nella mischia.

libreriauniversitaria.it - 2016

Con una scrittura abilmente orchestrata, Desiati coniuga oscenità e purezza in un linguaggio diretto, ironico e raffinato. Privo di moralismo, l'autore tratteggia in modo incisivo la personalità paradossale del protagonista, che nella pornografia trova il rifugio ideale per il suo poetico candore.
lecceprima.it

racconta l'ossessione per la pornografia di un personaggio indifeso e perpetuamente desiderante che, pur trascinando i suoi giorni tra le strade lerce e i locali infernali di una roma spettrale, sembra sortire fuori dalla libertà assoluta della berlino inizio secolo che cantava isherwood.
non c'è sesso, paradossalmente e incredibilmente, in questo romanzo. solo la sublimazione di un desiderio.
edoardo nesi fb/md - 2016

l’amore comprende anche il lato superficiale, carnale come può esserlo il corpo, e i piaceri che emana, sono l’anticamera del paradiso. C’è chi ha voglia di entrarci, chi invece si sofferma ad osservare l’ingresso, anche questo è un modo di interpretare la vita, una delle tante possibili. Non solo, balza alla mente la questione femminista della donna oggetto, che alcuni anni fa è stata affrontata con “pornosofia”, si è scritto un libro dimostrando come la donna emancipata e libera scelga liberamente di intraprendere questo mestiere, seguendo ad esempio il pensiero della filosofa Judith Butler. Tuttavia, nel libro “Candore” queste problematiche non trapelano, non c’è sottomissione o sudditanza né del genere maschile né del genere femminile, e forse è questa la novità rappresentata da Mario Desiati. Sembra volesse dirci che le ossessioni di alcuni, non  possono essere ostacolo per la libertà di tutti.
alessandra peluso - affaritaliani.it - 2016

romanzo di formazione in cui il protagonista, Martino Bux, si avvinghia alla pornografia con tutta l'insicurezza e la forza di rassegnazione che ha dentro, respingendo il rischio di diventare adulto, di vivere di rapporti affettivi stabili, di felicità tridimensionali. L'industria del desiderio lo preserva dall'obbligo di crescere e lo rende comparsa della sua stessa vita, di un'esistenza spogliata di emozioni. Trascorrono gli anni e Martino rimane un eterno adolescente schiavo della debolezza che quasi si compiace di mostrare, un solitario che vive di notte sovrapponendo le donne per le quali crede di provare amore con quelle che fanno capolino da un giornaletto o da uno schermo. La società ed il porno cambiano a colpi di tecnologia e mentre si consuma una lunga, inarrestabile rincorsa per adeguarsi al peggio, nella mente di Martino il confine tra i due mondi si fa sempre più labile, fino a scomparire. Il rifiuto della realtà, il massacrante stordimento dei giorni, è per lui un modo di anestetizzarsi, di difendersi dalle vere indecenze umane, dal marcio che è nelle persone e nelle strade. Il porno è il deserto dei suoi anni migliori e la fuga dal vuoto interiore, ma è anche consolazione e rivendicazione del diritto di non essere mai all'altezza: la libertà di non lasciare ad altri il compito di abbruttire la propria vita. Mario Desiati dimostra come, grazie ad una scrittura che si conferma in tutta la propria eleganza senza risultare mai morbosa, si possa trasformare in candore perfino l'oscenità, anche quella che con la pornografia non ha nulla a che fare.
gazzettadiparma.it - 2017

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La mia intenzione non è quella di nobilitare la pornografia. È un libro che racconta la storia di un uomo dai diciotto ai quarantacinque anni che ha questa ossessione.   Tutto quello che fa nella vita lo filtra perché ha visto del porno.   Nel libro si parla di pornografia ma non c'è sesso.    Alcuni lettori si sono sentiti truffati.
intervista - gennaro totorizzo - palolive.it - 2017

 

 

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la prima volta che visitai il set de Il Paese delle Spose infelici stavano girando una scena speciale

tra i visitatori del set c'era anche la troupe di Ladri di Biciclette

http://youtu.be/LRLm6PcnhCQ   -   2012 

Mario Desiati annuncia il tema di Baol vol.5 - concorso per autori esordienti: la cattiva strada.
www.youtube.com/watch?v=5EH3mU0PVrE - 2014

http://youtu.be/E2IpnY1KzW8  - premio alla carriera 2012

http://youtu.be/fi4aMQOU5qk   -   parco poesia 2013

https://youtu.be/p2NgbjDvefk  -  con g. mughini - 2016

https://youtu.be/AjCpFhVCOhA  -  intervista a MD  - giurato XXX premio italo calvino  - 2017

 

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La città dei veleni e del degrado dove la morte non fa più paura  .pdf

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Lo snobismo dei poeti professionisti verso i canzonettari è più diffuso nelle nuove generazioni di scrittori

Eppure

nessuno potrà negare che tra musica e poesia

c’è un punto di contatto  originario

che si chiama   r i t m o

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mario desiati su facebook

pagg 2 e 3

 

pagina 1 - 2 - 3

 

basta tenere gli occhi aperti

 leggere i giornali o interpretare

alcune delle notizie che vengono date ...

l’Italia  è  tante  cose





13 MAGGIO .. AUGURI MARIO !

 

 

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