Jean-Louis Lebris de Kerouac

JACK  Ti-Jean

welcome kerouac

 

KEROUAC 1    1A   1AA   1b   1BB   2   3      lawrence ferlinghetti       corso welcome  1   2   3 

 


    ON THE ROAD  

 

 

Una macchina veloce, l'orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada.
A fast car, the far horizon and a woman to love at the end of the road.

 

On the road è un romanzo da leggere

Sin dalla sua uscita - 5.9.1957 -  ha avuto un successo che nessuno si aspettava rendendolo un libro di culto di cui tutti dovrebbero averne una copia nella propria libreria. Uno di quei libri come “100 anni di solitudine”, “Addio alle armi”, “La casa degli spiriti” o “Dottor Zivago” che aiutano il lettore a capire la vita e la letteratura.
Un libro appassionante soprattutto per noi italiani che non siamo abituati agli spazi sconfinati, al fatto che per attraversare il proprio Stato ci vogliano giorni e giorni di marcia ininterrotta su fiammanti auto anni ’40 che sfrecciano senza fermarsi, alla descrizione di un’America rurale ma già in boom economico.

andrea iurato - termometropolitico.it

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Dean era arrivato fresco fresco a New York la sera prima con Marylou, una ragazza bella e vivace. Erano scesi dal Greyhound alla 50 Strada, erano entrati nel primo locale girato l’angolo per mangiare qualcosa e si erano ritrovati da Hector, e da allora in poi il locale di Hector era diventato per Dean un simbolo importante di New York. Avevano speso un bel po’ di soldi in fantastiche paste glassate e bignè alla panna.

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Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi ?  ... È il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l'Addio.    Ma intanto, ci si proietta in avanti verso una nuova, folle avventura sotto il cielo.

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Guardai su verso il cielo oscuro e pregai Dio che mi concedesse maggior fortuna nella vita e una migliore possibilita di far qualcosa per la gente che amavo. Lassù nessuno badava a me.

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La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, se non che ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto.    ...
Con l'arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire. Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente sulla strada.

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Pensa se tu e io avessimo una macchina da sogno così che cosa non potremmo fare .  Lo sai che c'è una strada che va dritto fino al Messico e oltre fino al Panama ? ... E forse addirittura fino in fondo all'America del Sud dove glindiani sono alti più di due metri e mangiano cocaina sulle falde delle montagne ?

! Tu e io Sal -  esploreremo il mondo intero con un'automobile così perché amico in fondo la strada è fatta apposta per farci girare il mondo.

Non c'è altro luogo cui possa arrivare .  no ?

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Decisi infine di nascondermi dal mondo insieme con lei ancora per una notte e che il mattino andasse pure all’inferno.
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Di là dalle vie luccicanti c’era il buio e, oltre il buio, il west. Dovevo andare.
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Stavamo sdraiati sulla schiena guardando il soffitto e chiedendo che cosa avesse combinato Dio quando aveva fatto la vita così triste.
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Los Angeles è la più deprimente città d’America . New York è fredda da morire nell’inverno ma in alcune strade c’è in fondo un senso rude di cameratismo. Los Angeles è una giungla.
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Mescolavamo le nostre anime sempre più intimamente finché sarebbe stato estremamente difficile dirci addio.

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Non avrebbe mai potuto capirmi, perché a me piacciono troppe cose, e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina.

Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
II - cap 4
tutti eravamo felici, ci rendevamo conto che stavamo abbandonando dietro di noi la confusione e le sciocchezze e compiendo la nostra unica e nobile funzione nel tempo, andare.
II – cap 6
scrosciar di musica col sax-tenore ch’era in stato di grazia e tutti lo sapevano. Dean si stava afferrando la testa fra la folla, ed era una folla di pazzi. Stavano tutti a incitare il sassofonista, con urli e stralunar d’occhi, perché tenesse duro e continuasse, e lui si sollevava sulle ginocchia e si abbassava di nuovo col suo strumento, lanciandolo alto in un chiaro grido sopra il furore.
III - cap 4
Sai, amico, quel sax l’aveva afferrata, quella COSA: una volta che l’ha trovata, non se l’è lasciata più scappare; non ne ho mai visto uno che sapesse tenere una nota come lui.
Io volli sapere che cosa volesse dire quella COSA.
Ah, be’… Dean rise. Adesso mi stai chiedendo l’im-pon-de-ra-bi-le

III – cap 5
non riuscivo a raffigurarmi questo viaggio. Era fantastico quanto nessun altro. Non si sarebbe più andati in direzione Est-Ovest, ma verso il magico Sud
Amico, questo sì che ci farà finalmente raggiungere quella COSA !

IV – cap 3

atuttascuola.it

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E per un istante raggiunsi l'estasi che avevo sempre desiderato conoscere: consisteva nell'entrare di netto nelle ombre eterne superando il tempo cronologico e nell'osservare stupefatto da lontano lo squallore del regno mortale, nella sensazione della morte che mi incalzava spingendomi ad andare avanti, con un fantasma alle spalle che la incalzava a sua volta, e correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano gli angeli per lo volare nello spazio sacro del vuoto della non-creazione, nel potente e inconcepibile fulgore che si sprigionava dalla luminosa Essenza della Mente, con gli innumerevoli regni dell'oblio che si aprivano nel magico firmamento del paradiso. Sentivo un rombo indescrivibile, un fragore che non era nelle mie orecchie ma dappertutto, e non aveva niente a che fare con il suono. Mi resi conto di essere morto e rinato innumerevoli volte, senza ricordare, perchè la transizione dalla vita alla morte alla vita è così facile d eterea, una magica azione per nulla, come addormentarsi e svegliarsi un milione di volte, la totale casualità e la profonda ignoranza di tutto ciò.

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Una sera che era a cena a casa mia – aveva già quel lavoro da posteggiatore a New York – Dean mi arrivò alle spalle mentre scrivevo rapidamente a macchina e disse: 'Dai, amico, fa’ in fretta, quelle ragazze non ci aspetteranno in eterno'.
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Io dissi: 'Calma, un attimo, sarò da te appena avrò finito questo capitolo'. Ed era uno dei capitoli migliori del libro. Poi mi vestii, e via tutti e due a New York dove ci aspettavano quelle ragazze. Mentre attraversavamo in autobus lo strano vuoto fosforescente del Lincoln Tunnel, gomito a gomito, agitavamo le dita e parlavamo a voce alta ed eccitata, e io stavo cominciando ad andare su di giri come Dean. Lui era soltanto un ragazzo tremendamente eccitato dalla vita, un imbroglione, certo, ma solo perché aveva quest’ansia di vivere e di mescolarsi a gente che altrimenti non gli avrebbe prestato la minima attenzione. Stava cercando di imbrogliare anche me, lo sapevo (vitto, alloggio, lezioni di scrittura eccetera), e lui sapeva che io sapevo (questa è sempre stata la base del nostro rapporto), ma non me ne importava niente e stavamo bene insieme; niente dispetti, niente smancerie; ci giravamo intorno in punta di piedi come nuovi, teneri amici. Cominciavo a imparare da lui tanto quanto lui probabilmente imparava da me. Riguardo al mio lavoro diceva: 'Continua così, tutto quello che fai è fantastico'.   
Mentre scrivevo, mi stava alle spalle, leggeva e gridava:  'Ecco! Proprio così! Wow! Ragazzi, che roba! e 'Incredibile! e si asciugava la faccia con il fazzoletto. 'Ragazzi, wow, ci sono tante cose da fare, tante cose da scrivere! Come si fa anche solo a cominciare a metter giù tutto sulla carta senza modificazioni restrittive e intoppi tipo inibizioni letterarie e terrori grammaticali ' 'Proprio così, amico, parole sante.' E vedevo una specie di bagliore sacro lampeggiare dalla sua eccitazione e dalle sue visioni, descritte in modo tanto torrenziale che la gente in autobus si girava a guardare 'quel pazzo scatenato'. Nel West aveva passato un terzo del tempo a giocare a biliardo, un terzo in galera, e un altro terzo in biblioteca. L’avevano visto correre per le strade d’inverno, a testa scoperta, con le braccia cariche di libri, diretto alla sala da biliardo, o arrampicarsi sugli alberi per entrare nella soffitta di un amico e passare giornate intere a leggere o a nascondersi dalla polizia.
...

"Che cosa vuoi dalla vita ?"  le chiesi, ed era una cosa che chiedevo sempre alle ragazze.
"Non so" disse lei "mi basta continuare a fare la cameriera e tirare avanti."   Sbadigliò.   Le misi una mano sulla bocca e le dissi di non sbadigliare. Cercai di spiegarle la mia ansia di vivere e le cose che avremmo potuto fare insieme, e mentre parlavo sapevo che me ne sarei andato da Denver di lì a due giorni.   Lei si girò stancamente dall'altra parte.   Restammo sdraiati sulla schiena a guardare il soffitto e a chiederci cosa avesse avuto in mente Dio quando aveva fatto la vita così triste.    Facemmo vaghi progetti di incontrarci a Frisco.

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Nel luglio del 1947, con circa cinquanta dollari risparmiati sul sussidio di reduce, mi preparai a partire per la costa occidentale. Il mio amico Remi Boncoeur mi aveva scritto da San Francisco invitandomi a imbarcarmi con lui su un transatlantico che faceva il giro del mondo. Giurava che sarebbe riuscito a farmi assumere in sala macchine. Io gli risposi dicendo che mi sarebbe bastato un vecchio mercantile purché potessi fare un bel giro nel Pacifico e tornare a casa dalla zia con abbastanza soldi da mantenermi mentre finivo il libro. Lui scrisse che aveva una baracca a Mill City e che avrei avuto tutto il tempo che volevo per scrivere laggiù, mentre sbrigavamo le formalità d’imbarco. Viveva con una ragazza di nome Lee Ann; diceva che era una cuoca fantastica e che tutto sarebbe andato a meraviglia. Remi era un vecchio amico dei tempi di scuola, un francese cresciuto a Parigi e un vero matto: ancora non sapevo quanto matto. E così si aspettava di vedermi arrivare entro una decina di giorni. La zia era assolutamente d’accordo sul mio viaggio nel West; diceva che mi avrebbe fatto bene, che avevo lavorato troppo tutto l’inverno, sempre chiuso in casa; non protestò nemmeno quando le dissi che avrei dovuto fare un po’ di autostop. La sola cosa che voleva era che tornassi tutto intero. E così una mattina lasciai il mio grosso manoscritto rimasto a metà sulla scrivania, piegai le comode lenzuola del mio letto per l’ultima volta, presi la borsa di tela nella quale avevo messo poche cose essenziali e partii per l’Oceano Pacifico con quei cinquanta dollari in tasca.
... 

Così in America quando il sole va giù e io siedo sul vecchio diroccato molo sul fiume a guardare i lunghi, lunghissimi cieli sopra il New Jersey e avverto tutta quella terra nuda che si svolge in un’unica incredibile enorme massa fino alla Costa Occidentale, e tutta quella strada che va, tutta la gente che sogna nell’immensità di essa, e so che nello Iowa a quell’ora i bambini stanno certo piangendo nella terra in cui lasciano piangere i bambini, e che stanotte usciranno le stelle, e non sapete che Dio è l’Orsa Maggiore?, e la stella della sera deve star tramontando e spargendo il suo fioco scintillio sulla prateria, il che avviene proprio prima dell’arrivo della notte completa che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge i picchi e rimbocca le ultime spiagge, e nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio di diventar vecchi, allora penso a Dean Moriarty, penso persino al vecchio Dean Moriarty, il padre che mai trovammo, penso a Dean Moriarty.

...
Una volta bussai alla porta del suo - di Old Bull Lee -  appartamento negli slum della 60a Strada, a New York, e lui venne ad aprire con una bombetta in testa, un gilet senza niente sotto e un paio di pantaloni lunghi a righe, da baro; aveva in mano un pentolino con dei semi di canapa e stava cercando di pestarli per metterli nelle sigarette. Aveva anche fatto un esperimento con uno sciroppo per la tosse alla codeina: l’aveva fatto bollire fino a ridurlo a una poltiglia nera, ma non aveva funzionato. Passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo: il «Bardo Immortale», lo chiamava. A New Orleans aveva cominciato a passare lunghe ore in compagnia dei codici Maya, e anche quando parlava con gli amici teneva il libro aperto in grembo. Una volta avevo detto: 'Cosa ci succederà quando moriremo?' e lui aveva risposto: 'Quando si muore si muore, ecco tutto'.
...  

Al tramonto rimasi a schiarirmi la gola sul fiume Kanawha e a Charleston, nel West Virginia, camminai nella notte montanara; a mezzanotte Ashland, nel Kentucky, e una ragazza solitaria sotto la tettoia di un teatro chiuso. Il buio e misterioso Ohio, e Cincinnati all’alba. Poi di nuovo i campi dell’Indiana, e St. Louis avvolto come sempre dalle sue grandi nuvole nelle vallate, al pomeriggio. La ghiaia fangosa e i tronchi del Montana, i piroscafi sfasciati, le vecchie insegne, l’erba e i cordami sul fiume. Il poema senza fine. Di notte il Missouri, i campi del Kansas, le mucche notturne del Kansas nei segreti spazi aperti, paesi di rimorchi con un mare ad ogni fine di strada; l’alba in Abilene. I prati del Kansas orientale diventano le alture del Kansas occidentale che si arrampicano su per le colline della notte del West.

...
Tutto si stava confondendo. Tutto stava andando in malora. Sapevo che la mia storia con Lucille non sarebbe durata a lungo. Lei mi voleva diverso, mi voleva come piaceva a lei. Era sposata con uno scaricatore di porto che la trattava male. Io l’avrei sposata, se avesse divorziato, e avrei preso anche la bambina piccola e tutto il resto; ma non c’erano nemmeno i soldi per il divorzio, e l’intera storia era senza speranza.
E poi Lucille non mi avrebbe mai capito, perché ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. Questa é la notte, ecco cosa ti fa.
Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione …
II cap 4
...
Noi due insieme, Sai, potremmo girare il mondo intero con una macchina come questa perché è chiaro, amico mio, basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?

books.google.it -   SULLA STRADA - EBOOK ON LINE - italiano
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Ma prima o poi ci sarà una nuova generazione di giovani che svegliandosi dal torpore nel quale il potere li ha intrappolati, rovisteranno nelle soffitte impolverate dei loro genitori e troveranno uno zaino e un sacco a pelo e a questo punto andranno 'lungo la strada' a riprendere il cammino interrotto.
jack kerouac

www.letteratura.rai.it/articoli/jack-kerouac-una-vita-lungo-il-sogno-beat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I viaggi di Kerouac: in rosso l'itinerario del 1947, in blu quello del 1949, in verde quello del 1950
it.wikipedia.org/wiki/Sulla_strada

ROUTE 66

... Most of the road followed a wilderness path that was forged in 1857 by a caravan of camels commanded by Lieut. Edward Beale of the Navy. Wagon trains, then cattlemen and finally automobiles and trucks followed. The route was designated U.S. 66 in 1926. Over the years, the Federal Interstate highway system has replaced Route 66, making it difficult for states to place signs indicating where the road goes. Although most of the old highway still exists, it has been rebuilt into interstates.
The action by the association came at the request of the officials from Oklahoma, New Mexico, Arizona, Texas, Missouri and Kansas.
But state officials from Oklahoma and New Mexico plan memorials to Route 66.
The New Mexico Highway Commission plans to designate a section of the road near Albuquerque as ''Old U.S. 66'' and Oklahoma transportation officials will erect four plaques to commemorate its historical significance, Mr. Freidenrich said.
''Nostalgia is an integral part of American people,'' he said. ''We like to cling to that kind of thing. If we were eliminating Route ABC, no one except local folks would care. I think this interest is kind of neat.''

nytimes.com  - 
june 29, 1985  ///   fb/jk - 2016

Cade a PEZZI la Route 66  strada dell'American Dream  è stata costruita nel 1926 e attraversa gli Stati Uniti per oltre tremila chilometri.      La strada di Jack Kerouac, che alla metà degli anni Cinquanta, con On the Road, l'ha resa immortale. La Route 66.   SULLA STRADA.  su quella strada si è consumato l'American Dream di più di una generazione.   The Mother Road - la strada madre che poi gli americani colpiti dalla Grande Depressione percorsero alla ricerca di una vita migliore ...

nonostante  il pronto intervento alcuni edifici saranno abbattuti
larepubblica.it        
istockphoto.com

PROGETTO  ROUTE 66

Il declino era arrivato negli anni '70: la mother Road fu cancellata dall'elenco delle Interstate nel 1985. 

giornale.it  -   2006
Route 66 Historic Park proposed in Carthage
The main projects proposed were an Environmental Overlook, Route 66 Historic Park, a playground area, more signage and permanent restrooms.

http://rwarn17588.wordpress.com
http://rt66.blogspot.com/

nasce l'autostrada del futuro
La storica Route 66 - mother route – nata nel 1926 – famosa per essere stata celebrata da cantanti e scrittori e che attraversa gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles - sta trasformandosi nella pedana di lancio del progetto Green Roadway anche per abbattere i livelli di CO2 ...

greenme.it - 2009

la nota highway statunitense collega Chicago a Los Angeles
Fino ai primi del '900 le strade americane non avevano nome e spesso si chiamavano con il nome di uno sponsor - club automobilistici, imprese private e enti per il turismo. Nel 1917 il Wisconsin fu il primo stato a vietare la denominazione commerciale delle strade. Per sostituire questo sistema confuso, il Wisconsin creò un sistema numerico di definizione delle strade, presto adottato in tutti gli States. Qualche anno dopo sarà il Kentucky a chiedere che la sua statale sia la 66 - invece della 62 prevista - perché più facile da ricordare. Il 66 non fu solo memorizzabile, ma divenne anche  memorabile. Percorrere i suoi 3.860 km significa attraversare 8 Stati e 3 fusi orari. E viaggiare nel 'sogno americano'. Questa strada ha segnato la storia degli Usa: migrazioni, l’industria dei trasporti, il boom economico del dopo guerra, l’epoca hippy.

focus.it - 2014

Although Jack Kerouac only mentions 66 briefly in his book On the Road, it acquired something of the aura of Beatnik cross-country driving.
Route 66 (aka US 66) was a historic highway in the United States extending from Chicago to Los Angeles. It crossed much of the American Midwest, Great Plains, and Southwest. Although
US Highway 66 no longer exists, you can still "get your kicks" on the path it took through the United States on other highways and roads.

http://wikitravel.org/en/Route_66  - 2013

The number 66 was settled by an highway engineer named John Page, who thought that the number could be easy to remember for travelers, as well as pleasant to say and hear. During the following years the highway became very crowded and traffic on it grew: as you know the road was -and still is- essentially flat and this contributed to make it a popular truck route.
by vittoria b. giovine - auralcrave.com - 2018

 

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede

avevamo molta strada da fare Ma non importava

la strada è la vita
JK

 

Il West End di Kerouac ha chiuso le porte  -  aprile 2006
All’angolo tra la 114th Street e Broadway, a Manhattan, c’è uno di quei luoghi ...È il “West End”, bar newyorkese sorto nel 1911, posto di ritrovo di intere generazioni di studenti della Columbia University....... locale frequentato da Jack Kerouac e Allen Ginsberg, esponenti omosessuali della beat generation ...... centinaia di ore a bevicchiare e a discorrere di vita, droghe e letteratura.
Ora il West End ha chiuso le sue porte, colpevole di aver venduto alcolici a minori di 21 anni. Al suo posto sorgerà un bistrò cubano.
Christian Poccia  - babiloniamagazine

The West End

qua West End closed in April 2006, to be replaced by a "Havana Central at the West End", part of the "Havana Central" chain of Cuban restaurants, at the same location. The transformation has been greeted with outcry and apprehension from customers and neighborhood residents, and the restaurant currently remains under renovation.   

http://en.wikipedia.org/wiki/West_End_Bar

 

West End Café finally reopens ... as Havana Central
Hey Jack, how bout a mojito?  
 

Famous Jack Kerouac, Dizzy Gillespie, and Joe College hangout the West End Café has officially reopened for business--"about five minutes ago a publicist told The ObserveR        

 therealestate.observer.com   2006

KAFE KEROUAC

"Campus needed a good independent coffee shop, so I decided to bring one back said Michael Heslop, a former Ohio State student and the owner of Kafe Kerouac ...      Kafe Kerouac opened its doors in May of 2004. Today, students can order espresso drinks with names such as     Toni Morrison     Ernest Hemingway    and Mark Twain    ...   k.moore - http://kafekerouac.com

 


fine strada - san francisco

 

IL DIO DI KEROUAC  ... l’articolo in uscita su  La Civiltà Cattolica e intitolato Il Dio di Jack Kerouac. I diari di uno «strano solitario pazzo mistico cattolico» è destinato ad aprire un fuoco incrociato tra chi intende riproporre un profilo a tutto tondo del grande scrittore americano e chi invece, per motivi ideologici, non intende mollare di un centimetro sulla vecchia cara immagine tutta droga, sesso e rock and roll ... Addentrandosi nelle pagine dei diari di Kerouac, Spadaro smonta i falsi cliché che sullo scrittore si sono accumulati nel tempo: il tutto citando brani e interviste che lasciano a dir poco sbalorditi per la loro nettezza. Come quando Ted Berrigan chiese a Kerouac, in un’intervista realizzata un anno prima della sua morte: «Come mai non hai mai scritto niente di Gesù?» e il grande Jack rispose: «Io non avrei scritto nulla di Gesù ? ...  tutto
ilgiornale.it

ricerca affannosa di una forza superiore
Nei libri di Kerouac non c'e' una trasgressione antispirituale; questa se l'e' inventata chi non li leggeva. C'era invece in lui l'affioramento di una nostalgia della religione umana, direi quasi di natura cristiana''.
Alberto Bevilacqua a proposito dell'articolo della ''Civilta' Cattolica'' su Jack Kerouac ''mistico cattolico''.
http://notizie.interfree.it

 

 

curiosita

Strada Jack Kerouac - pista ciclabile

realizzata  dal 2000 sulla vecchia linea ferroviaria Modena-Vignola

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Topolino 3109
Fausto Vitaliano e Paolo Mottura fanno recitare Topolino e Pippo nell'adattamento di On the road .
andrea gagliardi - lospaziobianco.it - 2015

 

 

 

 

WELCOME KEROUAC TI JEAN    1  1A   1AA  1B  1BB  2  3

beat g - ferlinghetti - ginsberg 

corso welcome   1   2   3

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