Jean-Louis Lebris de Kerouac

 

KEROUAC 1     1A    1AA   1B  1BB   2   3    lawrence ferlinghetti    corso welcome  1   2   3 

welcome kerouac             

 

 

 

jack kerouac

 

isembodied Poetics
The Jack Kerouac School was founded at Naropa in 1974 by Allen Ginsberg and Anne Waldman. The school comprises the Summer Writing Program and the Department of Writing and Poetics, which administrates the MFA in Writing and Poetics, the MFA in Creative Writing (low residency program), and the BA in Writing and Literature.      

naropa.edu 

 

 

  

bluesforpeace.com                 postmodern.com


JK era un patito giocatore di fantabaseball

DOVETTE INTERROMPERE UNA PROMETTENTE CARRIERA COME GIOCATORE DI FOOTBALL A CAUSA DI UN INFORTUNIO E LAVORÒ PER UN BREVE PERIODO COME REPORTER SPORTIVO NEL QUOTIDIANO DELLA SUA CITTÀ, IL «LOWELL SUN» … MA CHE PER TUTTA LA VITA KEROUAC EBBE COME HOBBY QUELLO DI GIOCARE OSSESSIVAMENTE UN'IMMAGINARIA PARTITA A BASEBALL DI SUA INVENZIONE, BEH, QUESTA È DAVVERO UNA NOVITÀ ASSOLUTA. INFATTI, L'HOBBY «MENTALE» DI KEROUAC ERA TANTO SEGRETO CHE NEPPURE I SUOI AMICI PIÙ STRETTI, GLI  CRITTORI DELLA BEAT GENERATION COME ALLEN GINSBERG E WILLIAM S. BURROUGHS, NE ERANO A CONOSCENZA. KEROUAC ERA ARRIVATO AL PUNTO DA TRASCRIVERE LE FORMAZIONI IDEALI E I RISULTATI DI GIOCATORI INVENTATI COME WINO LOVE, WARBY PEPPER, HEINIE TWIETT, PHEGUS CODY E ZAGG PARKER, CHE GIOCAVANO IN TEAM DI FANTASIA I CUI NOMI ERANO ISPIRATI A NOMI DI AUTO, DEL GENERE PITTSBURGH PLYMOUTHS E NEW YORK CHEVVIES, O A COLORI, COME BOSTON GRAYS E CINCINNATI BLACKS. E NON SOLO. L'AUTORE DI «ON THE ROAD», «SULLA STRADA», IL ROMANZo DESTINATO A SEGNARE UN'INTERA GENERAZIONE (SCRITTO NEL 1951 MA PUBBLICATO SOLO NEL 1957), ADDIRITTURA ANALIZZAVA LE PERFORMANCE DEI SUOI CAMPIONI, RACCOGLIEVA LE LORO IPOTETICHE DICHIARAZIONI, E DA ADOLESCENTE, QUANDO GIOCAVA PIÙ APPASSIONATAMENTE, SCRIVEVA ANCHE UNA SORTA DI NEWSLETTER FATTA IN CASA, OCCUPANDOSI DELLA GESTIONE MANAGERIALE DELLE SQUADRE E DELLE TRATTATIVE SUI CONTRATTI. PER UN CERTO PERIODO DELLA PRIMA GIOVINEZZA KEROUAC FANTASTICÒ ANCHE DI CORSE DI CAVALLI, SEMPRE ANNOTANDO OGNI COSA SULLE GARE CHE IMMAGINAVA.
…. LE «PUBBLICAZIONI» DELLO SCRITTORE, SCRITTE A MACCHINA E ALTRE A MANO, ALTRE APPUNTATE IN VECCHI NOTEBOOK, SONO STATE RACCOLTE NELL'«ARCHIVIO JACK KEROUAC» DELLA BERG COLLECTION CHE SI TROVA NELLA BIBLIOTECA DI NEW YORK.
ISAAC GEWIRTZ - «KEROUAC AT BAT: FANTASY SPORTS AND THE KING OF THE BEATS» 2009 -
KEROUAC GIOCAVA UNA PRIMA VERSIONE DELLA SUA PARTITA IMMAGINARIA DI BASEBALL NEL CORTILE DELLA SUA CASA A LOWELL IN MASSACHUSSETTS, COLPENDO UNA BIGLIA CON L'UNGHIA O CON UNO STECCHINO E ANNOTANDO DOVE ERA FINITA. MA A PARTIRE DAL 1946, QUANDO ORMAI AVEVA 24 ANNI, PER LE SUE PARTITE IMMAGINARIE COMINCIÒ A USARE RISME DI CARTA, CHE ORA SONO CUSTODITE NELLA BIBLIOTECA DI NEW YORK.
IN QUESTI SUOI SCRITTI - TANTO QUELLI DEDICATI AL BASEBALL CHE ALL'IPPICA  SPESSO COMPARE UN NOME, QUELLO DI JACK LEWIS, CHE È UN'ANGLIZZAZIONE DI JEAN LOUIS, NOME DI BATTESIMO DI KEROUAC. JACK LEWIS, COME SI DEDUCE DA QUESTI FOGLI È DI VOLTA IN VOLTA UN CAMPIONE DI CORSE, UN EDITORE DI TESTATE DEDICATE AL BASEBALL, UN MANAGER O UN ALLENATORE. A VOLTE È SPOSATO E HA ANCHE UN FIGLIO.
KEROUAC ERA UN ATLETA BRAVO ABBASTANZA DA ESSERE RECLUTATO DA FRANK LEAHY, ALLORA COACH DI FOOTBALL AL BOSTON COLLEGE. MA IL SUO SOGNO DI DIVENTARE SCRITTORE LO PORTÒ ALTROVE, A NEW YORK LUOGO IDEALE PER CHI AVEVA ASPIRAZIONI LETTERARIE. MA CONTINUÒ SEMPRE PER TUTTA LA VITA A FANTASTICARE DI BASEBALL..

Luigi Mascheroni – corriere.it
huffingtonpost.com
lasvegassun.com


Jack Kerouac versione football-player
... un infortunio e le piccole continue incomprensioni tra un promettente giocatore di football americano un giovanotto rapido coraggioso e robusto chiamato Jack Kerouac e il suo coach di chiare origini italiane, Lou Little (Luigi Piccolo) consegnarono alla letteratura il cantore della beat generation e privarono lo sport di un atleta di sicuro talento.
Perché il giovane Jack era un running back già adocchiato dalle grandi università americane, un nome segnato nei taccuini dei talent scout che sanno cogliere la differenza tra un futuro campione e una meteora. Il suo ruolo specifico, nella batteria dei corridori, era quello di halfback: un giocatore veloce che deve guadagnare preziose yard trovando varchi per le linee esterne. Cosa che gli riusciva benissimo.
Quando il più sembrava fatto però i dissidi o forse i troppi silenzi con quello che sarebbe poi diventato uno dei coach più apprezzati e una frattura durante un'azione di gioco deviarono il percorso di Kerouac. Minarono la sua voglia e le sue aspettative, fiaccarono la sua voglia e la sua deterninazione nel football americano ...

giovanni marino - repubblica.it - 2011

DOCTOR SAX - FAUST PART III

Inscribed on the front free endpaper in blue ink by the author

Dear Jeff

This is the final

Baroque version

of the Faust

Legend mixed with

some New England

Gothicism

Jack Kerouac

The recipient was Jeff Geilich  and it would appear that Henri Cru    -  Kerouac's longtime friend dating from his high school years at Horace Mann prep school   -   got the book inscribed for Geilich and then mailed it to him  at the Carmel Country Club   -  now the Sedgewood Club  -  in Carmel New York.

paulfosterbooks.com

 

 

 

 

JACK KEROUAC RACCONTA

Ho avuto una bellissima fanciullezza

mio padre era un tipografo a Lowell, Massachusetts, trascorsa correndo giorno e notte per i campi e lungo le banchine dei fiumi, ho scritto dei brevi racconti in camera mia, il primo lo scrissi all’età di 11 anni, ho tenuto lunghi diari e ho redatto giornali dove pubblicavo dei resoconti, inventati completamente da me, di corse di cavalli, di incontri di baseball e di football (come è ricordato nel ROMANZo Il Dottor Sax).- Ho ricevuto una buona istruzione elementare dai Gesuiti della Scuola Parrocchiale di St. Joseph a Lowell, che mi permise di guadagnare degli anni nell’ammissione alla scuola pubblica […] Ho fatto della lunghissime passeggiate notturne sotto i vecchi alberi del New England con mia madre e mia zia. Ascoltavo attentamente le loro chiacchiere. Ho deciso di diventare uno scrittore a 17 anni, sotto l’influenza di Sebastian Sampas, un giovane poeta locale che più tardi morì nello sbarco di Anzio. A 18 anni ho letto la vita di Jack London e ho deciso di diventare un avventuriero, un viaggiatore solitario; prime influenze letterarie Saroyan e Hemingway; in seguito Wolfe (lessi Tom Wolfe dopo essermi rotto una gamba in un incontro di football tra matricole alla Columbia e andai nella sua New York sulle stampelle).- Influenzato dal fratello più vecchio Gerard Kerouac, morto all’età di 9 anni nel 1926 quando io ne avevo 4, era un grande pittore e nella sua fanciullezza dipingeva – (ricordato nel quarto ROMANZo Visions of Gerard).- Mio padre era un uomo veramente onesto e pieno di allegria, trascorse gli ultimi anni nel periodo della presidenza Roosvelt e della Seconda Guerra Mondiale e morì di cancro alla milza.- Mia madre è ancora viva, conduco con lei un tipo di vita quasi monastico che mi ha permesso di scrivere tanto.- Ma ho scritto anche sulla strada, come vagabondo, viaggiatore ferroviario, esule messicano, viaggiatore in Europa (come si può vedere in viaggiatore Solitario).- La mia unica sorella, ora sposata a Paul E. Blake Jr. di Handerson, N.C., un tecnico governativo dei sistemi antimissile – ha un figlio solo, Paul Jr., mio nipote, che mi chiama zio Jack e mi adora.- Il nome di mia madre è Gabrielle ed io ho appreso da lei il modo naturale di raccontare lunghe storie su Montreal o il New Hampshire.- La mia famiglia è di origine bretone, il mio avo nordamericano, il Barone Alexandre Louis Lebris de Kerouac di Cornwall, Bretagna, 1750 o giù di lì, ebbe in concessione una terra lungo la Rivière du Loup dopo la vittoria di Wolfe su Moncalm; i suoi discendenti si sposarono con gli Indiani (Mohawk e Caughnawaga) e diventarono coltivatori di patate; il primo discendente statunitense fu mio nonno Jean-Baptiste Kèrouac, carpentiere, di Nashua, N.H. – Mia nonna era una Bernier imparentata con l’esploratore Bernier – tutti Bretoni nel ramo paterno – Mia madre ha un nome normanno, L’Evesque. […] Ho letto e studiato tutta la vita. Al Columbia College ho battuto i records nel marinare i corsi per restare in camera a scrivere un racconto al giorno e a leggere Louis Fernande Celine, invece dei ‘classici’ che ci facevano studiare nel corso. […] I miei piani: vivere in solitudine nei boschi, tranquilla scrittura della vecchiaia, dolci speranze di Paradiso (che in ogni caso arriva per tutti…)".
Nacque a Lowell il 12 marzo del 1922 ed ebbe una rigida istruzione cattolica i cui effetti si manifestarono nelle profonde aspirazioni religiose, nonostante una vita dissipata e vagabonda. Cominciò a frequentare l’università fino all’imbarco in marina come cuoco nel conflitto mondiale. Fu congedato perché nevrotico e in patria riprese a studiare fino a che non si dedicò ai viaggi.
Conosce
Allen Ginsberg, William Burroughs e Neal Cassady, grande esempio di vita. Lavora casualmente e muore nel 1967 alcolizzato, accompagnato da difficili vicende come due divorzi, avere una madre invalida e vedere la propria vena creativa esaurirsi troppo velocemente.
Fortemente influenzato all’inizio da Thomas Wolfe, Kerouac scrisse il suo primo ROMANZo The Town and the City (La città e la metropoli, 1949), inspirandosi ai ricordi dell’infanzia. Opera monumentale di mille e più pagine scritta di getto, fu poi ridimensionato, non alterando però la facoltà dell’autore di rappresentare con fotografica precisione i dettagli della vita quotidiana, colta nella sua meravigliosa semplicità. Inoltre, nonostante la prolissità dovuta evidentemente all’ispirazione autobiografica, IL ROMANZo segna un deciso tentativo di gettare le basi di un nuovo tipo di prosa, "spontanea" (come l’ha definita egli stesso), più parlata, senza regole sintattiche, paratattica; sostituisce alle virgole (quasi sempre inutili) e ai punti trattini e parentesi che ricordano gli staccati improvvisati del jazz, quindi senza un apparente filo logico. Questo sperimentalismo, che in un certo senso oltre a essere la caratteristica principale di Kerouac è anche il suo limite, viene giustificato dall’autore come ricerca di una verità misteriosa attraverso la scrittura:

"FONDAMENTI DELLA PROSA SPONTANEA

DISPOSIZIONE L’oggetto è posto di fronte alla mente, nella realtà, come in un disegno
PROCEDIMENTO Essendo il tempo fondamentale nella purezza del discorso, il linguaggio che disegna è un flusso imperturbato della mente di segrete parole-idea personali, che soffiano
METODO Niente punti a separare strutture-frase già rese arbitrariamente enigmatiche da ingannevoli due punti e timide virgole di solito inutili – ma il vigoroso trattino a separare il respiro retorico
RAGGIO D’AZIONE Niente ‘selettività’ di espressione ma seguire la libera deviazione della mente negli illimitati soffia-sul-soggetto mari di pensiero
INDUGI NEL PROCEDIMENTO Niente pause per pensare alla parola giusta ma l’accumulo infantile di un concentrato scatologico di parole finché non si ottiene soddisfazione, che si rivelerà come un grande ritmo
CENTRO DI INTERESSE Non partire da un’idea preconcetta di cosa dire su un’immagine ma dal gioiello centrale di interesse nel soggetto dell’immagine al momento di scrivere
STATO MENTALE Se possibile scrivi ‘senza coscienza’ in semitrance permettendo all’inconscio di far entrare il proprio linguaggio non inibito interessante necessario e dunque ‘moderno’ cosa che l’arte cosciente censura, e scrivi con eccitazione, rapidità, con crampi da scrittura o battitura, secondo le leggi dell’orgasmo, l’‘offuscamento della coscienza’ di Reich. Vieni da dentro, fuori – al rilassato e al detto."

Ma solo nel ROMANZo successivo On the Road (Sulla strada, 1957) egli riesce a controllare il suo flusso vulcanico di materiale e a conferirgli un certo ordine narrativo. Il motivo fondamentale del viaggio, dominante nella letteratura americana, con il gusto per l’avventura, i paesaggi e i tipi strani, crea unità in UN ROMANZo dove si passa dal febbrile all’estatico: "Fai ciò che vuoi, esplora tutti i sentieri per l’autorealizzazione e l’autogratificazione, impara ad essere innocente e libero e spontaneo". Ma allo stesso tempo On the Road forse può rappresentare anche una fuga da tutte le responsabilità rivolta ai paradisi "artificiali" del sesso, droga e alcool. Descrivendo le esperienze di un gruppo di giovani amici ribelli, che reagiscono all’establishment, egli, non sottraendosi in parte ai miti della velocità, del jazz e delle orge promiscue, mostra più che un desiderio di rivolta uno di nostalgia di emozioni represse, che si manifesta nella travolgenza dell’attimo. I frenetici viaggi da Est a Ovest e da Nord a Sud si costruiscono un po’ su quelle vecchie piste seguite dai pionieri alla ricerca del mito; in realtà i protagonisti sanno che oltre le coste c’è il mare e non più terra dove andare, cioè percepiscono forse che la beatitudine si chiude nella ricerca continua di forti emozioni e che non è possibile andare oltre.
Questa ricerca rivela quindi un tentativo di contrapporre la sensazione-certezza di essere vivo alla presenza indistruttibile della morte. Il personaggio fondamentale di On the Road, che rappresenta l’alter ego dell’autore, è Dean Moriarty, Neal Cassady nella realtà, l’ispiratore di Kerouac e un po’ di tutta la Beat Generation. Un carcerato, ex-studente universitario, vagabondo, guidatore spericolato, amatore frenetico, occasionalmente ladro di automobili, inguaiato continuamente in divorzi e nuove mogli e un beat che alterna periodi di lavoro folle con altri passati interamente "on the road" da San Francisco a New York. Espressione di energia allo stato puro, di una forza primitiva soppressa, Dean è l’anima selvaggia dell’uomo che rifiuta la respectibility (=rispettabilità) della società contemporanea: "un ragazzo tremendamente eccitato di vita". Per Kerouac, Salvatore Paradiso nel ROMANZo , Dean è come un fratello perduto, un parte di sé fatta di spontaneità e freschezza rispetto al mondo freddo dei discendenti dello homo americanus; egli diviene simbolo "di tutti gli ‘innocenti, gli idioti’, gli ‘umiliati e offesi’ d’America: ‘L’intelligenza di Dean era in ogni sua parte altrettanto formale e luminosa e completa, ma priva di noioso intellettualismo. E la sua criminalità era qualcosa di risentito e di beffardo; era lo scoppio sfrenato, pieno di assensi e di americana gioia; era il West, era il vento del West, un’ode di praterie, qualcosa di nuovo, da lungo profetizzato, da lungo atteso […] Dean semplicemente correva attraverso la società, avido di pane e di amore’".
Da Detroit a Los Angeles, da Chicago a San Francisco, da New York a New Orleans, e poi oltre verso il Messico, nuova terra da scoprire, dagli spaccati futuristici delle grandi megalopoli ai bassi fondi dei ghetti, ai vagabondi della stazioni degli autobus e agli straccioni e delinquenti della hopeless night, la notte senza speranza, d’America. Eppure anche Kerouac si ferma e si interroga e "tra momenti di estasi e abissi di sgomento, euforia e disperazione, sembra approdare ad un interrogativo senza risposta sul significato ultimo di tutto l’andirivieni e l’agitarsi del mondo americano: ‘Non si può andare avanti continuamente […] tutta questa frenesia e questo saltare qua e là. Dobbiamo arrivare in qualche punto, trovare qualcosa’".
On the road fu scritto in soli tre mesi nel 1951, ma prima di poter essere pubblicato dovette attendere sei anni; alla sua uscita divenne subito un "manifesto" ufficiale e in esso molti si riconobbero per il nomadismo, il jazz e le nuove esperienze. In realtà Kerouac voleva esprimere il suo senso di alienazione dalla società tecnocratica degli anni Cinquanta e il profondo desiderio di ritrovare una energia vitale apparentemente perduta; infatti la politica non entra mai nel ROMANZo , se non per come questa possa rientrare in un dialogo tra amici sull’andare in qualche posto, e il disimpegno ideologico è assoluto. Non è una protesta, ma è la ricerca e la proposta di una vita spirituale, è l’innocenza dell’uomo. In una intervista in cui gli fu chiesto se la Beat Generation fosse alla ricerca di qualcosa egli rispose: "Dio. Voglio che Dio mi mostri il suo volto".
La religione quindi è sicuramente un filo conduttore di tutta l’opera di Kerouac, e di un po’ tutti i Beats in generale, e la sua proclamazione ufficiale di essere discepolo del Buddismo Zen la troviamo in The Dharma Bums (I vagabondi del Dharma, 1958). Egli si dichiara di non essere un buddista Zen square, cioè di non passare il proprio tempo in meditazione in monasteri, ma di essere seguace di un Buddismo Zen a modo proprio, cioè beat, che si esplica nella concentrazione sulla vita a contatto con essa. Effettivamente però già il suo terzo ROMANZo mostra i segni di una successiva involuzione; infatti non è sempre ben distinguibile la differenza tra esaltazione religiosa e intossicazione da alcolici e stupefacenti. Si narrano le vicende di un periodo vissuto sulle montagne del Nord Pacifico, il "Desolazione" (dalle parti del monte Baker), trascorso a fare la guardia forestale per un’estate intera completamente isolato dal resto del mondo.
Con The Subterraneans (I sotterranei, 1958), scritto in sole tre notti, si intravede una certa freschezza e la possibilità di una rinascita; in esso è narrato l’amore per una ragazza negra di San Francisco. Doctor Sax (Il dottor Sax,1959) invece rievoca l’infanzia a Lowell e mescola ricordi di persone vere con personaggi dei fumetti. La sua prosa sperimentale qui diventa veramente incomprensibile a causa di associazioni illogiche e discontinue, passando da un pensiero a un altro. La narrativa del viaggio che non viene quasi mai abbandonata viene spiccatamente ripresa in Desolation Angels (Angeli di desolazione, 1965), in cui si seguono i movimenti più recenti dei Beats verso il Messico, Tangeri, capitanati da W. Burroughs, e a Londra. In Satori in Paris (1966) troviamo l’autore a Parigi alla ricerca delle proprie origini francesi ed europee, nella vita personale e nella meditazione spirituale, ma senza ottenere successo. Big Sur (1967) è ambientato in un periodo in cui la nuova guardia ha già spodestato la vecchia, dei Beats; troviamo un autore che rifugge dai beatniks, dal successo che la società protestataria dell’underground gli sta portando, e così IL ROMANZo è un praticamente un diario di un periodo trascorso in quasi isolamento in una capanna di L.
Ferlinghetti a Big Sur appunto. Vanità di Duluoz (1968) è invece un’aperta confessione di ricordi ed esperienze giovanili, ma elaborate in associazioni quasi psichedeliche; inoltre si mette in luce la profonda delusione verso quelle manifestazioni underground, di cui era stato il precursore, ormai commercializzate all’estremo e perfettamente assorbite dall’establishment. Postumo fu pubblicato nel 1971 Pic, in cui si descrive il viaggio di un ragazzo nero fratello di un suonatore di jazz per raggiungerlo ad Harlem, e Vision of Cody (Visioni di Cody, 1972) che riporta aneddoti e stati d’animo del tempo passato con Neal Cassady - non voluto pubblicare dagli editori ma facente parte di On the Road.
Jack Kerouac, il nuovo Buddha per Allen Ginsberg, può essere considerato secondo alcuni l’autore di un’unica opera, On the Road, e testimoniando il disincanto dall’american dream, non ha raggiunto l’intensità drammatica di Fitzgerald. Jack Kerouac , il nuovo Buddha per Allen Ginsberg, deve essere considerato come l’autore di un unico grande libro, La leggenda di Duluoz, di Jack Duluoz, ovvero Jack Kerouac, un uomo che ha scritto e vissuto la sua vita, seguendo e inseguendosi, non lasciando posto alle vanità, ma andando diritto al concreto.
Non è vero che i suoi ROMANZI sono tutti un’aggiunta o una dilatazione di On the Road o che egli fu soltanto un fenomeno di costume e moda; la sua opera, di matrice autobiografica, è vita, e sarà anche vero che il periodo a cavallo tra il 1947 e il 1955, cioè tra Sulla strada e I vagabondi del Dharma, è più interessante degli altri, ma è vita e anche se manca spesso unità narrativa, il fascino della prosa spontanea e dello scorrere fluido e frenetico del vivere, spesso gettato nella disperazione e nel delirio, attrae inevitabilmente ed è difficile non "divorare" quelle pagine che si vorrebbe non finissero mai.

http://digilander.libero.it/laBeatGeneration/authors/JACK_KEROUAC.htm

 

 

21 ottobre

La lunga morte di Kerouac lo scrittore che visse all'inferno
L'annuale festival «Lowell Celebrates Kerouac», dedicato allo scrittore dalla sua città di nascita nel Massachusetts, ha focalizzato quest'anno (la celebrazione si tiene sempre nella prima settimana di ottobre) la sua attenzione sul romanzo «Il dottor Sax», uscito in America nel 1959 (e in Italia per Mondadori nel 1968, ristampato più volte negli Oscar). Se «Sulla strada» è certamente il romanzo più famoso di Kerouac, «Il dottor Sax» è quello di cui lo scrittore si dichiarava più orgoglioso. Evoca l'adolescenza di Jack nella Lowell degli anni '30, ed è - come tutti i romanzi di Kerouac - un ipnotico intreccio di memoria e sogno, esperienze reali e fantasie, in questo caso dalle forti tinte gotiche ed ipnotiche. Il Dottor Sax è una misteriosa figura (ispirata ad un eroe dei fumetti molto popolare all'epoca, che il giovane Kerouac amava molto, «The Shadow» (in italiano «L'ombra») che agisce nella notte di Lowell per combattere il male universale incarnato da un grande serpente. Il linguaggio di Kerouac è liberato da tradizionali unità di spazio e tempo.

.....

Il 21 ottobre del 1969 un'emorragia stroncava la vita del protagonista della «Beat generation» ....
Qualche giorno prima, come gli era già capitato altre volte nella sua lunga «stagione all'inferno» da alcolizzato, era stato pestato a sangue in un bar, denominato Cactus, di St. Petersburg, graziosa cittadina al caldo della Florida dove aveva scelto la sua ultima residenza in compagnia dell'adorata «Memère» (la madre Gabrielle, costretta sulla carrozzella da un ictus) e della terza moglie Stella Sampas, sorella del suo migliore amico d'adolescenza, di origine greca. Aveva attaccato briga con altri avventori del locale, frequentato quasi esclusivamente da neri, perché stavano crudelmente sbeffeggiando un suo amico bianco - uno dei tanti, anonimi drinking companions dei suoi ultimi anni - tornato storpio dalla guerra in Vietnam.
I poliziotti recuperarono Jack Kerouac che ancora strisciava sanguinante e stordito sul marciapiede. Non si sorpresero troppo: a quel tempo, ormai, la sua fama di rissoso ubriacone aveva oltrepassato di gran lunga quella di scrittore, soltanto 12 anni prima, con la pubblicazione di Sulla strada, divenuto famoso in tutto il mondo. Lo portarono in prigione, prima che la moglie Stella, dopo aver pagato la cauzione di rito, lo trasferisse all'ospedale St. Anthony, dove i medici gli consigliarono di rimanere perché tra le altre cose Jack soffriva già di una severa ernia addominale. Rifiutò il suggerimento. Pochi giorni dopo, la sera del 20 ottobre, dovette tornare al St.Anthony. Vomitava sangue e nonostante i numerosi tentativi di trasfusione, alle 5 del mattino del 21 Kerouac morì di un'emorragia intestinale causata da anni di abuso di alcol. Aveva 47 anni.
Come ha scritto Jim Christy in un libretto intitolato The Long Slow Death of Jack Kerouac (cioè «La lunga lenta morte di Jack Kerouac», inedito in Italia), Kerouac aveva da parecchio tempo imboccato consapevolmente la strada di un declino senza ritorno. John Clellon Holmes, scrittore e grande amico/estimatore di Jack ancor prima che arrivasse al successo (Holmes fu il primo ad usare pubblicamente il termine «beat generation» in un articolo sulla pagina letteraria del New York Times nel novembre 1952), dichiarò, già nel 1962 dopo averlo incontrato all'indomani della pubblicazione di Big Sur (una dettagliata, lucidissima cronaca del proprio crollo fisico e mentale): «Penso che, nel suo più profondo intimo, Jack voglia morire... Non c'è quantità di auto-abuso che possa togliergli di dosso quel senso di perdita, di estraneità al mondo che lo ha sempre pervaso, inseguito, guidato»....
«Era contemporaneamente atletico e intelligente, uno studente eccellente, ammirato e amato dai colleghi e dalle ragazze... ...... Ma forse Kerouac aveva già cominciato ad allontanarsi dal mondo e a provare ineliminabili sensi di colpa all'età di 4 anni, nel 1926, quando era morto per febbri reumatiche Gerard, suo amatissimo fratellino maggiore (che avrebbe ricordato nel libro Visioni di Gerard, intriso di un visionario, gotico cattolicesimo).
Presto, appena dopo aver forzatamente abbandonato il percorso della carriera sportiva, aveva deciso di consacrarsi alla scrittura come unica possibilità di riscattare l'esistenza dalle tenebre, dal caos, dalla sofferenza. Inventandosi un linguaggio tutto suo, che lo ha reso autore imprescindibile della letteratura americana del Novecento, e che continua a conquistare nuovi fan generazione dopo generazione.

Beppe Montresor - ilgiornaledivicenza.it - 2009

numinosity of place - Kerouac made Lowell sacred - allen ginsberg
fb/ag - 2016

 

 

 

 

 

 

FALSO TESTAMENTO MADRE
Un giudice della Florida ha stabilito che il testamento della madre dello scrittore di On The Road, Jack Kerouac, e' falso.Alla sua morte nel 1969 Kerouac lascio' la madre erede universale e questa designo' erede Stella Sampas, la terza moglie del figlio. La madre e' morta nel 1973. Nel 1994 l'eredita' fu contestata da Jan Kerouac, figlia della seconda moglie dello scrittore, giudicando falsa la firma della nonna. La sentenza le ha dato ragione ma ormai Stella e Jan sono morte.
ansa.it – 2009

 

 

 

 

 

KEROUAC PERSONA MOLTO STRANA

L'ex fidanzata dello scrittore leader della Beat Generation Jack Kerouac 1922-1969 rivela in un libro di memorie pubblicato negli Usa i dettagli della loro relazione amorosa, soffermandosi anche sul comportamento bizzarro dell'autore di ''On the road'' Sulla strada, specie per cercare la fama. Joyce Johnson, 77 anni, nel volume ''The Voice is All. The Lonely Victory of Jack Kerouac'' sfata anche il mito che la scrittura di Kerouac fosse uno sforzo spontaneo e immediato. Kerouac racconto' che ''On the Road'' fu scritto in un'esplosione di energia in sole tre settimane del 1951. Ora l'ex girlfriend, che a 21 anni conobbe lo scrittore americano e si innamoro' di lui, precisa che il capolavoro Beat fu in realta' elaborato per anni. ''La sua stesura fu un lungo processo, ogni paragrafo fu rivisto con scrupolosa attenzione, ogni paragrafo doveva essere una poesia'', racconta la scrittrice che gia' nel 1987 nel libro ''Minor Characters'' aveva accennato alla sua relazione con Kerouac. Joyce Johnson descrive l'ex fidanzato come una persona ''molto strana", che la trattava ''terribilmente'', anche se la considerava l'amore della sua vita. "Quando incontrai Jack era senza casa e senza un soldo'', si legge nel nuovo libro. Kerouac amava il successo, ma aveva difficolta' ''a stare in pubblico e percio' beveva''. Johnson descrive nel dettaglio il lento sviluppo della narrativa di Kerouac, ''spesso doloroso'', che di origine francocanadese ''lotto' non poco per scrivere bene in in inglese''.
adnkronos.com - 2012

 

 

 

    

ingrandisci lettera autografa al suo editore Malcolm Cowley

facebook/paris review 

 

 

a line in the sand -  from Jack Kerouac to editor Malcolm Cowley 1956

facebook/flavorwire.files.wordpress.com - pinterest.com

 

Dear Mr Cowley
Only today April 19th got your month-old letter about why you couldn’t wait. Had just sent you a postcard saying BOO ! - Please send the list of recommendations and I will start on it (the Denver section etc.) This address is a shack - I wanta bring my mother to California I hope we can publish On the Road at last.  - I’ve got all this time at last.  - I’ve got all this time now to do the work in this shack till June when I’ll be completely out of touch 2 months in wilderness lookout job … so would appreciate speed.
As ever
Jack
p.s How’d you like GERARD?
BOO !
Jack

125th anniversary Chicago's Newberry Library
special exhibition centered on 125 of the most fascinating materials included in its collection. Among the items included in the show is the letter written by jack kerouac to the editor.

huffingtonpost.com - 2012

 

 

 

VENDUTO All’asta  - 61.000 DOLLARI  -  carteggio giovanile inedito
. 17 lettere, due cartoline postali e sette frammenti cartacei

. lettere scritte all’amico di infanzia George J. Apostolos tra il
1940 e il 1941 .

. Una lettera, scritta a 18 anni, datata 14 febbraio 1940, ha realizzato da sola 13.530 dollari.
Un adolescente in amore con 'una dea' Jacqueline Sheresky - 'ubriaco' di romanticismo - in cerca delle prime esperienze sessuali e interessato ad affinare le sue abilità letterarie... 'Non vi è alcun dubbio nella mia mente sul fatto che i nostri occhi mai abbiano visto una creatura squisita come lei'  .
Il carteggio inedito è stato ritrovato recentemente dalla figlia di George J. Apostolos, uno degli amici più intimi dell’infanzia di Kerouac.
In una lettera  scritta nel 1941 da New York ...  si diceva emozionato   'perchè è lì che inizia la strada' ...  le lettere furono battute con la macchina da scrivere, alcune  sono lunghe fino a cinque pagine e sono densamente fitte.
Nel carteggio Kerouac annunciava all’amico i suoi piani, si soffermava sul suo 'culto con dignità tranquilla' nei confronti della giovane donna amata in quel frangente. rivela anche turbamenti, passioni, desideri e paure. E ammetteva anche di non avere fino in fondo il coraggio di chiederle di fare sesso.

lastampa.it  -  2014

si diceva "ubriaco d'amore". "Il mio vero problema è che non ho la forza di invitarla a ballare. Se dovessi accompagnare questa dea al ballo, metterei tutta la mia vita in una notte sola -  Non vi è alcun dubbio nella mia mente sul fatto che i nostri occhi mai abbiano visto una creatura squisita come lei. La adorerò con dignità tranquilla. Attirerò la sua attenzione, ne sono sicuro, con il successo e forse anche con una certa dose di celebrità.
Nè tu nè io abbiamo mai posato gli occhi su una creatura più bella di Jacqueline -  scriveva sempre Kerouac all'amico, che descriveva la ragazza con un collo color "avorio", un mento "di mandorla" e "frementi labbra scarlatte".

adnkronos - 2014

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LA LETTERA CHE ISPIRO' ON THE ROAD
18 PAGINE DEL 1950 DA NEAL CASSADY . KEROUAC DOPO AVERLA RICEVUTA E CESTINATA MODIFICO' ON THE ROAD.
KEROUAC DISSE CHE FU PERDUTA DA
GINSBERG - CHE L'AVREBBE CONSEGNATA A GERT STERN IL QUALE VIVEVA SU UNA CHIATTA E L'AVREBBE LASCIATA CADERE IN ACQUA NEL NORTH CAROLINA. MA GINSBERG L'AVEVA SPEDITA ALLA GOLDEN GOOSE PRESS DI SAN FRANCISCO DOVE NON ERA MAI STATA APERTA.
ALLA CHIUSURA DELLA CASA EDITRICE STAVA PER ESSERE BUTTATA, MA UN EDITORE MUSICALE CHE CONDIVIDEVA L'UFFICIO HA RILEVATO TUTTE LE CARTE. ALLA SUA MORTE LA LETTERA È STATA RITROVATA IN FONDO A UN CASSETTO .

rainews24 - 2014

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Quando Neal si riprese dai suoi bagordi, anzi prima di riprendersi, decise che valeva la pena di fissare sulla carta quella esperienza meravigliosa. Senza filtrare in alcun modo il flusso libero dei suoi pensieri, scrisse 16.000 parole, ossia circa 18 pagine, tutte appiccicate. Erano il delirio di un cervello in preda agli effetti di alcool e droghe, che cercava di spiegare cosa stava provando. Quindi Cassady ripiegò i fogli e li spedì a Kerouac.
Quando Jack lesse quella lettera, rimase sconvolto: «Era il più grande pezzo di letteratura che avessi mai visto», avrebbe raccontato poi nel 1968 alla Paris Review. «Meglio di chiunque altro in America. O, almeno, abbastanza buono da far rivoltare nelle loro tombe Melville, Twain, Reiser, Wolfe e non so chi altro».

paolo mastrolilli - lastampa.it - 2014

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CASSADY LETTER
When Jack Kerouac's On the Road was first published in 1957 no one had ever seen anything quite like it. As it turns out, that stream of consciousness style that Kerouac made famous owes a huge debt to a letter written by his friend
Neal Cassady. Among Kerouac scholars and fans it became known as the "Joan Anderson letter." It was missing for 65 years, but it has been found and will be auctioned next month.
Anderson was a woman Cassady spent a wild weekend with back in 1950. He wrote about it to his friend Kerouac in an 18-page, single-spaced, stream of consciousness letter.
"Kerouac had been writing in a relatively standard fashion for that time,"
jerry Cimino explains. "And when he got this letter from Neal ... it just knocked his socks off. He said, 'Wow, look at how Neal is writing' — it's so spontaneous; it's so confessional. And Jack Kerouac adapted that style from Neal Cassady's letter and used it in the writing of his new novel, which was called On The Road, which of course became his best-seller."

lynn neary - npr.org - 2014

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LETTERA DI CASSASY ALL'ASTA PER 400/600.000 DOLLARI A NEW YORK - GIUGNO 2016

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LETTERA DEL GIOVANE KEROUAC  a george apostolos  - 2014

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Letter from Neal Cassady to Jack Kerouac March 7, 1947

 

Dear Jack,
I am sitting in a bar on Market St. I'm drunk, well, not quite, but I soon will be. I am here for 2 reasons; I must wait 5 hours for the bus to Denver & lastly but, most importantly, I'm here (drinking) because, of course, because of a woman & what a woman! To be chronological about it:

I was sitting on the bus when it took on more passengers at Indianapolis, Indiana -- a perfectly proportioned beautiful, intellectual, passionate, personification of Venus De Milo asked me if the seat beside me was taken!!! I gulped, (I'm drunk) gargled & stammered NO! (Paradox of expression, after all, how can one stammer No!!?) She sat -- I sweated -- She started to speak, I knew it would be generalities, so to tempt her I remained silent.

She (her name Patricia) got on the bus at 8 PM (Dark!) I didn't speak until 10 PM -- in the intervening 2 hours I not only of course, determined to make her, but, how to DO IT.

I naturally can't quote the conversation verbally, however, I shall attempt to give you the gist of it from 10 PM to 2 AM.

Without the slightest preliminaries of objective remarks (what's your name? where are you going? etc.) I plunged into a completely knowing, completely subjective, personal & so to speak "penetrating her core" way of speech; to be shorter (since I'm getting unable to write) by 2 AM I had her swearing eternal love, complete subjectivity to me & immediate satisfaction. I, anticipating even more pleasure, wouldn't allow her to blow me on the bus, instead we played, as they say, with each other.

Knowing her supremely perfect being was completely mine (when I'm more coherent, I'll tell you her complete history & psychological reason for loving me) I could concieve of no obstacle to my satisfaction, well "the best laid plans of mice & men go astray" and my nemesis was her sister, the bitch.

Pat had told me her reason for going to St. Louis was to see her sister; she had wired her to meet her at the depot. So, to get rid of the sister, we peeked around the depot when we arrived at St. Louis at 4 AM to see if she (her sister) was present. If not, Pat would claim her suitcase, change clothes in the rest room & she and I proceed to a hotel room for a night (years?) of perfect bliss. The sister was not in sight, so She (not the capital) claimed her bag & retired to the toilet to change ---- long dash ----

This next paragraph must, of necessity, be written completely objectively --

Edith (her sister) & Patricia (my love) walked out of the pisshouse hand in hand (I shan't describe my emotions). It seems Edith (bah) arrived at the bus depot early & while waiting for Patricia, feeling sleepy, retired to the head to sleep on a sofa. That's why Pat & I didn't see her.

My desperate efforts to free Pat from Edith failed, even Pat's terror & slave-like feeling toward her rebelled enough to state she must see "someone" & would meet Edith later, all failed. Edith was wise; she saw what was happening between Pat & I.

Well, to summarize: Pat & I stood in the depot (in plain sight of the sister) & pushing up to one another, vowed to never love again & then I took the bus to Kansas City & Pat went home, meekly, with her dominating sister. Alas, alas ----

In complete (try & share my feeling) dejection, I sat, as the bus progressed toward Kansas City. At Columbia, Mo. a young (19) completely passive (my meat) virgin got on & shared my seat ... In my dejection over losing Pat, the perfect, I decided to sit on the bus (behind the driver) in broad daylight & seduce her, from 10:30 AM to 2:30 PM I talked. When I was done, she (confused, her entire life upset, metaphysically amazed at me, passionate in her immaturity) called her folks in Kansas City, & went with me to a park (it was just getting dark) & I banged her; I screwed as never before; all my pent up emotion finding release in this young virgin (& she was) who is, by the way, a school teacher! Imagine, she's had 2 years of Mo. St. Teacher's College & now teaches Jr. High School. (I'm beyond thinking straightly).

I'm going to stop writing. Oh, yes, to free myself for a moment from my emotions, you must read 'Dead Souls' parts of it (in which Gogol shows his insight) are quite like you.

I'll elaborate further later (probably?) but at the moment I'm drunk and happy (after all, I'm free of Patricia already, due to the young virgin. I have no name for her. At the happy note of Les Young's 'jumping at Mesners' (which I'm hearing) I close till later.


To my Brother
Carry On !
N.L. Cassady

 

litkicks.com

 

 

 

 

 

 

INEDITI IN FRANCESE - c'est moi
LA casa editrice del Quebec - Les Éditions du Boréal -  ha raggiunto un accordo con la famiglia dello scrittore  e pubblichera i suoi testi inediti scritti in francese ... la raccolta, dal titolo La vie est d’hommage, in uscita nella primavera 2016, conterrà anche un romanzo rimasto incompiuto, La Nuit est ma femme, e il racconto Sur le chemin, che però non è legato al celebre romanzo omonimo.
... gli inediti conservati dal fratello includono anche l’incipit originale, in francese, di On the road.
I testi saranno tradotti anche in inglese.
illibraio.it - 2015

Kerouac era infatti figlio di immigrati franco-canadesi: il nonno paterno era nato in Cornovaglia, mentre la famiglia materna proveniva dalla Normandia; i genitori infine avevano vissuto nel Québec, a Saint Hubert de Rivière du Loup, per cui il francese – nella variante locale parlata dalla comunità franco-americana della città natale di Lowell, nel Massachusetts – fu la sola lingua che l’autore conobbe fino all’età di sei anni e che continuò a praticare con la madre per tutta la vita.
oriana mascali - linkiesta.it/jack-kerouac - 2015

 

 

 

 

 

34esimo refrain
Non ho piani
Né appuntamenti
Né puntelli con qualcuno
Così esploro tranquillo
Cuori e Città
Geograficamente vengo
e risalgo a quel gruppo
chiamato Olandese della Pennsylvania
Ma in realtà sono un cittadino
del mondo
che odia il comunismo
e tollera la democrazia
che Platone chiamò 2000 anni fa
Il malgoverno migliore
Non faccio che esplorare cuori e città
Dalla vedetta
Della mia torre d’avorio innalzata
Innalzata con l’aiuto
dell’Oppio
Basta non vi pare ?

 

 

 

ANNOTAZIONI DI JK SU UN RACCONTO DI DOSTOEVSKIJ

INGRANDISCI

 

 

WELCOME KEROUAC TI JEAN   1   1A   1AA  1B    1BB   2   3

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