Jean-Louis Lebris de Kerouac

JACK   Ti-Jean

welcome kerouac

 

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cnn.com                                                                      musikafrance.com

 

IL MARE E MIO FRATELLO   -  inedito pubblicato in slovacco
La casa editrice Artforum di Bratislava sarà la prima al mondo a pubblicare del romanzo inedito “Il Mare è mio Fratello” di Jack Kerouac.
Il libro è la prima opera di largo respiro dell’autore americano padre della beat generation ed è stato scritto nel 1942 (il suo anno di servizio nella marina mercantile) prima di essere esonerato dal servizio militare (dopo soli otto giorni) per “carattere indifferente” e “personalità schizzoide”    
(vedi pagina 1)
Kerouac non aveva mai voluto pubblicare l’opera limitandosi a raccontare di aver scritto una opera a proposito “della semplice rivolta di un uomo contro la società come essa è, con le sue ineguaglianze, frustrazioni ed agonie auto-inflitte” i cui caratteri erano “l’americano che svanisce, l’uomo libero che scompare, l’indiano americano, l’ultimo dei pionieri o dei vagabondi hoboes”.
Il romanzo racconta la vicenda di Wesley Martin, un uomo che “ama il mare di uno strano e solitario amore, il mare è la sua vita e la sua condanna (…) sfugge alla società per il mare ma trova che questo sia un luogo di terribile solitudine”.
Il testo inedito, composto di 158 pagine, ora pubblicato nella sua traduzione slovacca, sarà presentato e posto in vendita con qualche mese di anticipo sull’edizione inglese ed americana

2010 - 
la voce della slovacchia

.

Ti Jean Duluoz è lo pseudonimo di Jack Kerouac usato nel SUO ROMANZo Visions of Gerard scritto nel gennaio del 1956. Lo pseudonimo significa piccolo jean duluoz    -  Ti, dal francese petit

e il suo significato sta appunto ad indicare cheIL ROMANZo di Kerouac è autobiografico (così come tutti gli altri suoi lavori) ed è collocato cronologicamente negli anni corrispondenti all'infanzia dello scrittore (in particolare corrisponde al periodo tra il 1922 e 1926 della cosiddetta cronologia di Duluoz). Successivamente usato per creare il libro "La Leggenda di Duluoz", realizzando il desiderio di Kerouac di riunire le sue opere in un'unica "Leggenda". Opera postuma.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ti_Jean_Duluoz

 

Jack Kerouac was born Jean-Louis Kerouac, a French-Canadian child on March 12, 1922 in working-class Lowell, Massachusetts. Ti Jean spoke a local dialect of French called joual before he learned English. The youngest of three children, he was heartbroken when his older brother Gerard died of rheumatic fever at the age of nine.
www.litkicks.com

 

 

THE BEAT MOVEMENT
there was a anarchist pacifist anti-stalinist

anti-authoritarian literary bohemian anti-war circle

Allen Ginsberg on the beat culture in San Francisco

beat generation

http://www.litkicks.com/BeatGen/

 

 

Essere dentro la realtà. In piena beatitudine

Cercando di amare tutto nella vita. E' questo essere beat.
Se c'è una qualità che ho visto chiaramente in questa generazione, è lo spirito di non-interferenza con la vita degli altri. Ho fatto un sogno in cui non volevo che il leone mangiasse l'agnello e il leone mi saltava addosso e mi leccava la faccia come un cucciolone e poi prendevo in braccio l'agnello e lui mi bacaiva.
Questo è il sogno della Beat Generation.    

Secondo Jack Kerouac
TN - teatronaturale.it

 

hippies

san Francisco in the middle sixties was a very special time and place to be a part of.

 …no matter which way I went I would come to a place where people were just as high

and wild as I was: no doubt at all about that….

 

anche in Italia fu tutto un fiorire di gruppi e complessi, contraddistinti dal 'look' della ''beat generation''- cappelli lunghi, pantaloni a zampa d'elefante, ricami a fiori e chitarre elettriche - che rimandava alla contestazione che si stava affermando.....  piano piano nacquero molte nuove canzoni destinate a fare epoca, che piacciono ancora ai teen-agers di oggi.     redazione.romaone.it

 

 Bibliografia
- 1950: The Town and the City
- 1957: On the Road
- 1958: The Dharma Bums
- 1958: The Subterraneans
- 1959: Doctor Sax
- 1959: Mexico City Blues
- 1959: Maggie Cassidy
- 1960: Visions of Cody (estratti)
- 1960: Lonesome Traveller
- 1960: Scripture of Golden Eternity
- 1960: Tristessa
- 1961: Book of Dreams
- 1962: Big Sur
- 1963: Desolation Angels
- 1963: Visions og Gerard
- 1971: Scattered Poem
s

sull'autobus che lo riportò a casa dopo il funerale a Lowell, Ginsberg scrisse

 

Jack il Mago nella sua tomba
a Lowell per la prima notte
quel Jack attraverso i cui occhi
vidi
smog splendore luce
oro sulle spire di Manhattan
non vedrà mai questi camini fumanti
mai più sulle statue di Maria
nel Cimitero.


http://www.arengario.it 

 

 

"Beat generation"    Rimasto inedito per cinquant’anni

opera teatrale sulla tensione, sull’amicizia e sul destino. Scritta nel 1957, anno della prima pubblicazione di "Sulla strada", e ambientata nel 1953, questa pièce ritrae un’autentica e alternativa America degli anni Cinquanta... Nei dialoghi serrati, nel ritmo e nel contenuto delle conversazioni risuona un’inconfondibile nota jazz, che l’autore, come un direttore d’orchestra, sa modulare in una melodia che ancora oggi incanta.
nonsolocinema.com - 2007

 

 

 

I vagabondi del Dharma - The Dharma Bums
scritto da Jack Kerouac nel 1957. Lo scrittore americano, inventore del termine “Beat Generation” .. narra avvenimenti successivi a quelli del suo capolavoro “On the road”. I due personaggi principali sono lo scrittore Ray Smith (Kerouac stesso) e Japhy Ryder, ispirato dalla figura del poeta e saggista buddista Gary Snyder. Uno dei principali episodi del libro è appunto la scalata del Matterhorn Peak in California, una vicenda autenticamente vissuta da Kerouac, che mette a fuoco nel ROMANZo il dualismo esistente fra l’ambiente naturale, l’alpinismo, la vita all’aperto e la sua esistenza di cittadino diviso fra jazz club, incontri letterari e party dove l’alcol scorreva a fiumi.

ilgiornaledivicenza.it

 


Kerouac inedito  noir -  And the Hippos Were Boiled in Their Tanks
scritto a quattro mani da Jack Kerouac e William S. Burroughs viene pubblicato per la prima volta a più di 60 anni dalla stesura. «And the Hippos Were Boiled in Their Tanks» (E gli ippopotami bollirono nelle loro vasche), scritto nel 1945, è da oggi in libreria ...
Burroughs definì infatti l'opera  come «un lavoro non propriamente degno di nota», tanto da rimanere inedito. Risolti i problemi legali con gli eredi degli autori di «Sulla strada» e «Il pasto nudo», Penguin ha ricevuto nella scorsa primavera l'autorizzazione alla stampa.
Il ROMANZo trae spunto da un fatto accaduto nel 1944, in cui i due autori americani furono coinvolti. Burroughs e Kerouac rimasero invischiati nella storia di un omicidio maturato nell'ambiente beatnik dell'epoca: dopo aver ucciso un omosessuale, David Kammerer, Lucien Carr si sbarazzò del cadavere del compagno gettandolo nelle fiume Hudson, per poi passare a confessarsi dai due amici scrittori, prima da Burroughs e poi da Kerouac. La polizia li arrestò tutti e tre. Kerouac, che lo aveva aiutato a disfarsi dell'arma del delitto, un coltello, fu arrestato e liberato su cauzione, pagata dall'amica Edie Parker. Burroughs fu arrestato ma riuscì a fuggire. Scagionati, Burroughs e Kerouac tentarono di tirare le fila dell'accaduto in «And the Hippos Were Boiled in Their Tanks».
iltempo.ilsole24ore.com

 

 

 


THE STREET WAS ALWAYS THERE


Thinking we would change the world
Before the world changed us
Believing that the path to love
Was the path that would free us
They tried to take us back to Rome
Only truth was spared
They tried but could not bury the road
Cause the Street Was Always There
 

Eric Andersen  http://www.ericandersen.com/

 

Born in Pittsburgh, Pennsylvania, in 1943, Eric grew up in Buffalo, N.Y., where he taught himself to play guitar and piano. In his teens, he formed folk groups to perform the political songs of Woody Guthrie and The Weavers and immersed himself in the writings of Rimbaud, Baudelaire, and the “Beat Generation” writers and poets Jack Kerouac, Allen Ginsberg Lawrence Ferlinghetti and Gregory Corso.
http://www.appleseedrec.com/ericandersen/thestreet/eric/ 

 

 

AUTOSTOPPISTA
"Vorrei tanto arrivare a vedere il sole californiano".  Bum. Forse è quest'orrendo impermeabile che mi fa assomigliare tanto ad un perdente immaginario gangster suicida, ad un idiota in un soprabito pietoso, come fa la gente a capire i miei zaini umidi, i miei zaini infangati
"Guarda, Joh, un autostoppista"
"Ha l'aria di nascondere una pistola sotto quel soprabito della Sant'Antonio"
"Guarda Fred, quel tale sul ciglio della strada"
"E' un assatanato la cui foto è stata pubblicata su un numero di Tutto Sesso del 1938"
"Sei stato tu a trovare il suo cadavere blu in una edizione sottobanco con macchie d'ascia"

Jack Kerouac
www.jordibucholiver.com
www.la-poesia.it
 

 

 

JACK KEROUAC RACCONTA

Ho avuto una bellissima fanciullezza

mio padre era un tipografo a Lowell, Massachusetts, trascorsa correndo giorno e notte per i campi e lungo le banchine dei fiumi, ho scritto dei brevi racconti in camera mia, il primo lo scrissi all’età di 11 anni, ho tenuto lunghi diari e ho redatto giornali dove pubblicavo dei resoconti, inventati completamente da me, di corse di cavalli, di incontri di baseball e di football (come è ricordato nel ROMANZo Il Dottor Sax).- Ho ricevuto una buona istruzione elementare dai Gesuiti della Scuola Parrocchiale di St. Joseph a Lowell, che mi permise di guadagnare degli anni nell’ammissione alla scuola pubblica […] Ho fatto della lunghissime passeggiate notturne sotto i vecchi alberi del New England con mia madre e mia zia. Ascoltavo attentamente le loro chiacchiere. Ho deciso di diventare uno scrittore a 17 anni, sotto l’influenza di Sebastian Sampas, un giovane poeta locale che più tardi morì nello sbarco di Anzio. A 18 anni ho letto la vita di Jack London e ho deciso di diventare un avventuriero, un viaggiatore solitario; prime influenze letterarie Saroyan e Hemingway; in seguito Wolfe (lessi Tom Wolfe dopo essermi rotto una gamba in un incontro di football tra matricole alla Columbia e andai nella sua New York sulle stampelle).- Influenzato dal fratello più vecchio Gerard Kerouac, morto all’età di 9 anni nel 1926 quando io ne avevo 4, era un grande pittore e nella sua fanciullezza dipingeva – (ricordato nel quarto ROMANZo Visions of Gerard).- Mio padre era un uomo veramente onesto e pieno di allegria, trascorse gli ultimi anni nel periodo della presidenza Roosvelt e della Seconda Guerra Mondiale e morì di cancro alla milza.- Mia madre è ancora viva, conduco con lei un tipo di vita quasi monastico che mi ha permesso di scrivere tanto.- Ma ho scritto anche sulla strada, come vagabondo, viaggiatore ferroviario, esule messicano, viaggiatore in Europa (come si può vedere in viaggiatore Solitario).- La mia unica sorella, ora sposata a Paul E. Blake Jr. di Handerson, N.C., un tecnico governativo dei sistemi antimissile – ha un figlio solo, Paul Jr., mio nipote, che mi chiama zio Jack e mi adora.- Il nome di mia madre è Gabrielle ed io ho appreso da lei il modo naturale di raccontare lunghe storie su Montreal o il New Hampshire.- La mia famiglia è di origine bretone, il mio avo nordamericano, il Barone Alexandre Louis Lebris de Kerouac di Cornwall, Bretagna, 1750 o giù di lì, ebbe in concessione una terra lungo la Rivière du Loup dopo la vittoria di Wolfe su Moncalm; i suoi discendenti si sposarono con gli Indiani (Mohawk e Caughnawaga) e diventarono coltivatori di patate; il primo discendente statunitense fu mio nonno Jean-Baptiste Kèrouac, carpentiere, di Nashua, N.H. – Mia nonna era una Bernier imparentata con l’esploratore Bernier – tutti Bretoni nel ramo paterno – Mia madre ha un nome normanno, L’Evesque. […] Ho letto e studiato tutta la vita. Al Columbia College ho battuto i records nel marinare i corsi per restare in camera a scrivere un racconto al giorno e a leggere Louis Fernande Celine, invece dei ‘classici’ che ci facevano studiare nel corso. […] I miei piani: vivere in solitudine nei boschi, tranquilla scrittura della vecchiaia, dolci speranze di Paradiso (che in ogni caso arriva per tutti…)".
Nacque a Lowell il 12 marzo del 1922 ed ebbe una rigida istruzione cattolica i cui effetti si manifestarono nelle profonde aspirazioni religiose, nonostante una vita dissipata e vagabonda. Cominciò a frequentare l’università fino all’imbarco in marina come cuoco nel conflitto mondiale. Fu congedato perché nevrotico e in patria riprese a studiare fino a che non si dedicò ai viaggi.
Conosce Allen Ginsberg, William Burroughs e Neal Cassady, grande esempio di vita. Lavora casualmente e muore nel 1967 alcolizzato, accompagnato da difficili vicende come due divorzi, avere una madre invalida e vedere la propria vena creativa esaurirsi troppo velocemente.
Fortemente influenzato all’inizio da Thomas Wolfe, Kerouac scrisse il suo primo ROMANZo The Town and the City (La città e la metropoli, 1949), inspirandosi ai ricordi dell’infanzia. Opera monumentale di mille e più pagine scritta di getto, fu poi ridimensionato, non alterando però la facoltà dell’autore di rappresentare con fotografica precisione i dettagli della vita quotidiana, colta nella sua meravigliosa semplicità. Inoltre, nonostante la prolissità dovuta evidentemente all’ispirazione autobiografica,IL ROMANZo segna un deciso tentativo di gettare le basi di un nuovo tipo di prosa, "spontanea" (come l’ha definita egli stesso), più parlata, senza regole sintattiche, paratattica; sostituisce alle virgole (quasi sempre inutili) e ai punti trattini e parentesi che ricordano gli staccati improvvisati del jazz, quindi senza un apparente filo logico. Questo sperimentalismo, che in un certo senso oltre a essere la caratteristica principale di Kerouac è anche il suo limite, viene giustificato dall’autore come ricerca di una verità misteriosa attraverso la scrittura:

"FONDAMENTI DELLA PROSA SPONTANEA

DISPOSIZIONE L’oggetto è posto di fronte alla mente, nella realtà, come in un disegno
PROCEDIMENTO Essendo il tempo fondamentale nella purezza del discorso, il linguaggio che disegna è un flusso imperturbato della mente di segrete parole-idea personali, che soffiano
METODO Niente punti a separare strutture-frase già rese arbitrariamente enigmatiche da ingannevoli due punti e timide virgole di solito inutili – ma il vigoroso trattino a separare il respiro retorico
RAGGIO D’AZIONE Niente ‘selettività’ di espressione ma seguire la libera deviazione della mente negli illimitati soffia-sul-soggetto mari di pensiero
INDUGI NEL PROCEDIMENTO Niente pause per pensare alla parola giusta ma l’accumulo infantile di un concentrato scatologico di parole finché non si ottiene soddisfazione, che si rivelerà come un grande ritmo
CENTRO DI INTERESSE Non partire da un’idea preconcetta di cosa dire su un’immagine ma dal gioiello centrale di interesse nel soggetto dell’immagine al momento di scrivere
STATO MENTALE Se possibile scrivi ‘senza coscienza’ in semitrance permettendo all’inconscio di far entrare il proprio linguaggio non inibito interessante necessario e dunque ‘moderno’ cosa che l’arte cosciente censura, e scrivi con eccitazione, rapidità, con crampi da scrittura o battitura, secondo le leggi dell’orgasmo, l’‘offuscamento della coscienza’ di Reich. Vieni da dentro, fuori – al rilassato e al detto."

Ma solo nel ROMANZo successivo On the Road (Sulla strada, 1957) egli riesce a controllare il suo flusso vulcanico di materiale e a conferirgli un certo ordine narrativo. Il motivo fondamentale del viaggio, dominante nella letteratura americana, con il gusto per l’avventura, i paesaggi e i tipi strani, crea unità in UN ROMANZo dove si passa dal febbrile all’estatico: "Fai ciò che vuoi, esplora tutti i sentieri per l’autorealizzazione e l’autogratificazione, impara ad essere innocente e libero e spontaneo". Ma allo stesso tempo On the Road forse può rappresentare anche una fuga da tutte le responsabilità rivolta ai paradisi "artificiali" del sesso, droga e alcool. Descrivendo le esperienze di un gruppo di giovani amici ribelli, che reagiscono all’establishment, egli, non sottraendosi in parte ai miti della velocità, del jazz e delle orge promiscue, mostra più che un desiderio di rivolta uno di nostalgia di emozioni represse, che si manifesta nella travolgenza dell’attimo. I frenetici viaggi da Est a Ovest e da Nord a Sud si costruiscono un po’ su quelle vecchie piste seguite dai pionieri alla ricerca del mito; in realtà i protagonisti sanno che oltre le coste c’è il mare e non più terra dove andare, cioè percepiscono forse che la beatitudine si chiude nella ricerca continua di forti emozioni e che non è possibile andare oltre.
Questa ricerca rivela quindi un tentativo di contrapporre la sensazione-certezza di essere vivo alla presenza indistruttibile della morte. Il personaggio fondamentale di On the Road, che rappresenta l’alter ego dell’autore, è Dean Moriarty, Neal Cassady nella realtà, l’ispiratore di Kerouac e un po’ di tutta la Beat Generation. Un carcerato, ex-studente universitario, vagabondo, guidatore spericolato, amatore frenetico, occasionalmente ladro di automobili, inguaiato continuamente in divorzi e nuove mogli e un beat che alterna periodi di lavoro folle con altri passati interamente "on the road" da San Francisco a New York. Espressione di energia allo stato puro, di una forza primitiva soppressa, Dean è l’anima selvaggia dell’uomo che rifiuta la respectibility (=rispettabilità) della società contemporanea: "un ragazzo tremendamente eccitato di vita". Per Kerouac, Salvatore Paradiso nel ROMANZo , Dean è come un fratello perduto, un parte di sé fatta di spontaneità e freschezza rispetto al mondo freddo dei discendenti dello homo americanus; egli diviene simbolo "di tutti gli ‘innocenti, gli idioti’, gli ‘umiliati e offesi’ d’America: ‘L’intelligenza di Dean era in ogni sua parte altrettanto formale e luminosa e completa, ma priva di noioso intellettualismo. E la sua criminalità era qualcosa di risentito e di beffardo; era lo scoppio sfrenato, pieno di assensi e di americana gioia; era il West, era il vento del West, un’ode di praterie, qualcosa di nuovo, da lungo profetizzato, da lungo atteso […] Dean semplicemente correva attraverso la società, avido di pane e di amore’".
Da Detroit a Los Angeles, da Chicago a San Francisco, da New York a New Orleans, e poi oltre verso il Messico, nuova terra da scoprire, dagli spaccati futuristici delle grandi megalopoli ai bassi fondi dei ghetti, ai vagabondi della stazioni degli autobus e agli straccioni e delinquenti della hopeless night, la notte senza speranza, d’America. Eppure anche Kerouac si ferma e si interroga e "tra momenti di estasi e abissi di sgomento, euforia e disperazione, sembra approdare ad un interrogativo senza risposta sul significato ultimo di tutto l’andirivieni e l’agitarsi del mondo americano: ‘Non si può andare avanti continuamente […] tutta questa frenesia e questo saltare qua e là. Dobbiamo arrivare in qualche punto, trovare qualcosa’".
On the road fu scritto in soli tre mesi nel 1951, ma prima di poter essere pubblicato dovette attendere sei anni; alla sua uscita divenne subito un "manifesto" ufficiale e in esso molti si riconobbero per il nomadismo, il jazz e le nuove esperienze. In realtà Kerouac voleva esprimere il suo senso di alienazione dalla società tecnocratica degli anni Cinquanta e il profondo desiderio di ritrovare una energia vitale apparentemente perduta; infatti la politica non entra mai nel ROMANZo , se non per come questa possa rientrare in un dialogo tra amici sull’andare in qualche posto, e il disimpegno ideologico è assoluto. Non è una protesta, ma è la ricerca e la proposta di una vita spirituale, è l’innocenza dell’uomo. In una intervista in cui gli fu chiesto se la Beat Generation fosse alla ricerca di qualcosa egli rispose: "Dio. Voglio che Dio mi mostri il suo volto".
La religione quindi è sicuramente un filo conduttore di tutta l’opera di Kerouac, e di un po’ tutti i Beats in generale, e la sua proclamazione ufficiale di essere discepolo del Buddismo Zen la troviamo in The Dharma Bums (I vagabondi del Dharma, 1958). Egli si dichiara di non essere un buddista Zen square, cioè di non passare il proprio tempo in meditazione in monasteri, ma di essere seguace di un Buddismo Zen a modo proprio, cioè beat, che si esplica nella concentrazione sulla vita a contatto con essa. Effettivamente però già il suo terzo ROMANZo mostra i segni di una successiva involuzione; infatti non è sempre ben distinguibile la differenza tra esaltazione religiosa e intossicazione da alcolici e stupefacenti. Si narrano le vicende di un periodo vissuto sulle montagne del Nord Pacifico, il "Desolazione" (dalle parti del monte Baker), trascorso a fare la guardia forestale per un’estate intera completamente isolato dal resto del mondo.
Con The Subterraneans (I sotterranei, 1958), scritto in sole tre notti, si intravede una certa freschezza e la possibilità di una rinascita; in esso è narrato l’amore per una ragazza negra di San Francisco. Doctor Sax (Il dottor Sax,1959) invece rievoca l’infanzia a Lowell e mescola ricordi di persone vere con personaggi dei fumetti. La sua prosa sperimentale qui diventa veramente incomprensibile a causa di associazioni illogiche e discontinue, passando da un pensiero a un altro. La narrativa del viaggio che non viene quasi mai abbandonata viene spiccatamente ripresa in Desolation Angels (Angeli di desolazione, 1965), in cui si seguono i movimenti più recenti dei Beats verso il Messico, Tangeri, capitanati da W. Burroughs, e a Londra. In Satori in Paris (1966) troviamo l’autore a Parigi alla ricerca delle proprie origini francesi ed europee, nella vita personale e nella meditazione spirituale, ma senza ottenere successo. Big Sur (1967) è ambientato in un periodo in cui la nuova guardia ha già spodestato la vecchia, dei Beats; troviamo un autore che rifugge dai beatniks, dal successo che la società protestataria dell’underground gli sta portando, e cosìIL ROMANZo è un praticamente un diario di un periodo trascorso in quasi isolamento in una capanna di L.
Ferlinghetti a Big Sur appunto. Vanità di Duluoz (1968) è invece un’aperta confessione di ricordi ed esperienze giovanili, ma elaborate in associazioni quasi psichedeliche; inoltre si mette in luce la profonda delusione verso quelle manifestazioni underground, di cui era stato il precursore, ormai commercializzate all’estremo e perfettamente assorbite dall’establishment. Postumo fu pubblicato nel 1971 Pic, in cui si descrive il viaggio di un ragazzo nero fratello di un suonatore di jazz per raggiungerlo ad Harlem, e Vision of Cody (Visioni di Cody, 1972) che riporta aneddoti e stati d’animo del tempo passato con Neal Cassady - non voluto pubblicare dagli editori ma facente parte di On the Road.
Jack Kerouac, il nuovo Buddha per Allen Ginsberg, può essere considerato secondo alcuni l’autore di un’unica opera, On the Road, e testimoniando il disincanto dall’american dream, non ha raggiunto l’intensità drammatica di Fitzgerald. Jack Kerouac , il nuovo Buddha per Allen Ginsberg, deve essere considerato come l’autore di un unico grande libro, La leggenda di Duluoz, di Jack Duluoz, ovvero Jack Kerouac, un uomo che ha scritto e vissuto la sua vita, seguendo e inseguendosi, non lasciando posto alle vanità, ma andando diritto al concreto.
Non è vero che i suoi ROMANZI sono tutti un’aggiunta o una dilatazione di On the Road o che egli fu soltanto un fenomeno di costume e moda; la sua opera, di matrice autobiografica, è vita, e sarà anche vero che il periodo a cavallo tra il 1947 e il 1955, cioè tra Sulla strada e I vagabondi del Dharma, è più interessante degli altri, ma è vita e anche se manca spesso unità narrativa, il fascino della prosa spontanea e dello scorrere fluido e frenetico del vivere, spesso gettato nella disperazione e nel delirio, attrae inevitabilmente ed è difficile non "divorare" quelle pagine che si vorrebbe non finissero mai.

http://digilander.libero.it/laBeatGeneration/authors/JACK_KEROUAC.htm

 

 

21 ottobre

La lunga morte di Kerouac lo scrittore che visse all'inferno
L'annuale festival «Lowell Celebrates Kerouac», dedicato allo scrittore dalla sua città di nascita nel Massachusetts, ha focalizzato quest'anno (la celebrazione si tiene sempre nella prima settimana di ottobre) la sua attenzione sul romanzo «Il dottor Sax», uscito in America nel 1959 (e in Italia per Mondadori nel 1968, ristampato più volte negli Oscar). Se «Sulla strada» è certamente il romanzo più famoso di Kerouac, «Il dottor Sax» è quello di cui lo scrittore si dichiarava più orgoglioso. Evoca l'adolescenza di Jack nella Lowell degli anni '30, ed è - come tutti i romanzi di Kerouac - un ipnotico intreccio di memoria e sogno, esperienze reali e fantasie, in questo caso dalle forti tinte gotiche ed ipnotiche. Il Dottor Sax è una misteriosa figura (ispirata ad un eroe dei fumetti molto popolare all'epoca, che il giovane Kerouac amava molto, «The Shadow» (in italiano «L'ombra») che agisce nella notte di Lowell per combattere il male universale incarnato da un grande serpente. Il linguaggio di Kerouac è liberato da tradizionali unità di spazio e tempo.

.....

Il 21 ottobre del 1969 un'emorragia stroncava la vita del protagonista della «Beat generation» ....
Qualche giorno prima, come gli era già capitato altre volte nella sua lunga «stagione all'inferno» da alcolizzato, era stato pestato a sangue in un bar, denominato Cactus, di St. Petersburg, graziosa cittadina al caldo della Florida dove aveva scelto la sua ultima residenza in compagnia dell'adorata «Memère» (la madre Gabrielle, costretta sulla carrozzella da un ictus) e della terza moglie Stella Sampas, sorella del suo migliore amico d'adolescenza, di origine greca. Aveva attaccato briga con altri avventori del locale, frequentato quasi esclusivamente da neri, perché stavano crudelmente sbeffeggiando un suo amico bianco - uno dei tanti, anonimi drinking companions dei suoi ultimi anni - tornato storpio dalla guerra in Vietnam.
I poliziotti recuperarono Jack Kerouac che ancora strisciava sanguinante e stordito sul marciapiede. Non si sorpresero troppo: a quel tempo, ormai, la sua fama di rissoso ubriacone aveva oltrepassato di gran lunga quella di scrittore, soltanto 12 anni prima, con la pubblicazione di Sulla strada, divenuto famoso in tutto il mondo. Lo portarono in prigione, prima che la moglie Stella, dopo aver pagato la cauzione di rito, lo trasferisse all'ospedale St. Anthony, dove i medici gli consigliarono di rimanere perché tra le altre cose Jack soffriva già di una severa ernia addominale. Rifiutò il suggerimento. Pochi giorni dopo, la sera del 20 ottobre, dovette tornare al St.Anthony. Vomitava sangue e nonostante i numerosi tentativi di trasfusione, alle 5 del mattino del 21 Kerouac morì di un'emorragia intestinale causata da anni di abuso di alcol. Aveva 47 anni.
Come ha scritto Jim Christy in un libretto intitolato The Long Slow Death of Jack Kerouac (cioè «La lunga lenta morte di Jack Kerouac», inedito in Italia), Kerouac aveva da parecchio tempo imboccato consapevolmente la strada di un declino senza ritorno. John Clellon Holmes, scrittore e grande amico/estimatore di Jack ancor prima che arrivasse al successo (Holmes fu il primo ad usare pubblicamente il termine «beat generation» in un articolo sulla pagina letteraria del New York Times nel novembre 1952), dichiarò, già nel 1962 dopo averlo incontrato all'indomani della pubblicazione di Big Sur (una dettagliata, lucidissima cronaca del proprio crollo fisico e mentale): «Penso che, nel suo più profondo intimo, Jack voglia morire... Non c'è quantità di auto-abuso che possa togliergli di dosso quel senso di perdita, di estraneità al mondo che lo ha sempre pervaso, inseguito, guidato»....
«Era contemporaneamente atletico e intelligente, uno studente eccellente, ammirato e amato dai colleghi e dalle ragazze... ...... Ma forse Kerouac aveva già cominciato ad allontanarsi dal mondo e a provare ineliminabili sensi di colpa all'età di 4 anni, nel 1926, quando era morto per febbri reumatiche Gerard, suo amatissimo fratellino maggiore (che avrebbe ricordato nel libro Visioni di Gerard, intriso di un visionario, gotico cattolicesimo).
Presto, appena dopo aver forzatamente abbandonato il percorso della carriera sportiva, aveva deciso di consacrarsi alla scrittura come unica possibilità di riscattare l'esistenza dalle tenebre, dal caos, dalla sofferenza. Inventandosi un linguaggio tutto suo, che lo ha reso autore imprescindibile della letteratura americana del Novecento, e che continua a conquistare nuovi fan generazione dopo generazione.

Beppe Montresor - ilgiornaledivicenza.it - 2009

 

 

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POESIA AMERICANA

 

 

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