wislawa szymborska

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curriculum vitae

Wislawa Szymborska in una composizione intitolata "Scrivere il curriculum vitae" suggeriva: "Scrivi come se non parlassi mai con te stesso. E ti evitassi. Sorvola su cani gatti e uccelli cianfrusaglie del passato amici e sogni.    " Per avere cosa in cambio? Per ottenere cosa? La Szymborska concludeva così: "Cosa si sente? Il fragore delle macchine che triturano la carta".    

kataweb 

 

 

SCRIVERE IL CURRICULUM    audio

Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
vista con granello di sabbia

.
C

U

R

R

I

C

U

L

U

M



V

I

T

A

E
Curriculum Vitae

Que faut-il ?
Il faut écrire une requête
et joindre son curriculum vitae.
Quelle que soit la longueur de la vie,
le c.v. se doit d'être court.
On est prié d'être succinct et de trier les faits
Transformer les paysages en adresses
Et les vagues souvenirs en dates fixes.
De toutes les amours, suffit le conjugal,
parmi les enfants, rien que les vraies naissances.
Qui te connaît, pas qui tu connais.
Les voyages si à l'étranger.
Appartenance à quoi sans pourquoi.
Distinctions sans à quel titre.
Ecris comme si tu ne t'étais jamais parlé,
comme si tu te tenais à distance.
Passe sous silence chiens, chats, oiseaux
Souvenirs de pacotille, amis et rêves.
Prix plutôt que valeur
Titre plutôt que teneur.
Pointure de chaussures plutôt qu'où il va
celui pour lequel tu passes.
Joindre une photo avec une oreille bien visible.
C'est sa forme qui compte, pas ce qu'elle entend.
Et qu'est-ce qu'elle entend ?
Le ronflement des machines à broyer du papier.
www.theatredelacommune.com

writing a CURRICULUM

WHAT must you do?
You must submit an application
and enclose a Curriculum Vitae.
Regardless of how long your life is,
the Curriculum Vitae should be short.
Be concise, select facts.
Change landscape into addresses and
vague memories into fixed dates.
Of all your loves, mention only the marital,
and of the children, only those who were born.
It is more important who knows you
than whom you know.
Travels - only if abroad.
Affiliations - to what not why.
Awards - but not for what.
Write as if you never talked with yourself,
as if you looked at yourself from afar.
Omit dogs, cats and birds,
mementos, friends, dreams.
State price rather than value,
title rather than content.
Shoe size, not where one is going;
the one you are supposed to be.
Enclose a photo with one ear showing.
What counts is its shape, not what it hears.
What does it hear?
The clatter of machinery that shreds paper.
 Grazyna Drabik  -   Austin Flint
mediastudieschrist.bharatiyan.in

PISANIE ŻYCIORYSU

Co trzeba?
Trzeba napisać podanie,
a do podania dołączyć życiorys.
Bez względu na długość życia
życiorys powinien być krótki.
Obowiązuje zwięzłość i selekcja faktów.
Zamiana krajobrazów na adresy
i chwiejnych wspomnień w nieruchome daty.
Z wszystkich miłości starczy ślubna,
a z dzieci tylko urodzone.
Ważniejsze, kto cię zna, niż kogo znasz.
Podróże tylko jeśli zagraniczne.
Przynależność do czego, ale nie dlaczego.
Odznaczenia bez za co.
Pisz tak, jakbyś z sobą nigdy nie rozmawiał
i omijał z daleka.
Pomiń milczeniem psy, koty i ptaki,
pamiątkowe rupiecie, przyjaciół i sny.
Raczej cena niż wartość
i tytuł niż treść.
Raczej już numer butów, niż dokąd on idzie,
ten za kogo uchodzisz.
Do tego fotografia z odsłoniętym uchem.
Liczy się jego kształt, nie to, co słychać.
Co słychać?
Łomot maszyn, które mielą papier.
www.arlindo-correia.com

 

 

 

 

fotografia 11 settembre

Saltarono dai piani in fiamme  giù
uno  due  altri ancora
più in alto  più in basso.
Una fotografia li ha colti mentre erano vivi
e ora li preserva
sopra il suolo   diretti verso il suolo.
Ognuno di loro ancora intero
con il proprio volto
e il sangue ben nascosto.
C'è ancora tempo
perchè i loro capelli siano scompigliati
e perchè chiavi e spiccioli
cadano dalle loro tasche.
Essi si trovano ancora nel reame dell'aria
entro i luoghi
che hanno appena aperto.
Ci sono soltanto due cose che posso fare per loro
descrivere questo volo
e non aggiungere una parola finale.
2002

   .   

steppa.net

discorso all'ufficio oggetti smarriti
vecchie fotografie, volti fra la folla, alberi, nuvole, prati, torrenti, un'ombra sul muro, un ombrello smarrito, un telefono...     www.dvd.it

posta letteraria     come diventare o non diventare scrittore

leggendo queste critiche s'impara molto, e sopratutto si capisce che si può vivere anche senza scrivere, oppure volendo persistere, si può scrivere anche senza voler essere pubblicati.   

www.steppa.net

 

 

gli parlo di tutto ciò che vuole

delle formiche morenti d'amore

sotto la costellazione del soffione

gli giuro che una rosa bianca

se viene spruzzata di vino canta

taccuino d´amore

 

 

2009

LA GIOIA DI SCRIVERE

2008

OPERE

25 POESIE

2007

Ok? - Nuove letture facoltative
2006

Il Grande numero

NULLA DUE VOLTE
Letture facoltative

Due punti

2005
Appello allo yeti

Sale

 

unilibro.it

ibs.it

2004
Attimo
Discorso all'Ufficio oggetti smarriti
Vista con granello di sabbia

2003
Uno spasso  -   testo polacco a fronte - ibs.it
Ogni caso

2002
Posta letteraria ossia come diventare

(o non diventare) scrittore
Taccuino d'amore

1999
Wislawa Szymborska
1998
La fine e l'inizio
View with a Grain of Sand
Gente sul ponte

 

 

wislawa szymborska
Wislawa Szymborska was born in Kornik in Western Poland on 2 July 1923. Since 1931 she has been living in Krakow, where during 1945-1948 she studied Polish Literature and Sociology at the Jagiellonian University. Szymborska made her début in March 1945 with a poem "Szukam slowa" (I am Looking for a Word) in the daily "Dziennik Polski".
During 1953-1981 she worked as poetry editor and columnist in the Kraków literary weekly "Zycie Literackie" where the series of her essays "Lektury nadobowiazkowe" appeared (the series has been renewed lately in the addition to "Gazeta Wyborcza"-"Gazeta o Ksiazkach"). The collection "Lektury nadobowiazkowe" was published in the form of a book four times.
Szymborska has published 16 collections of poetry: Dlatego zyjemy (1952), Pytania zadawane sobie (1954), Wolanie do Yeti (1957), Sól (1962), Wiersze wybrane (1964), Poezje wybrane (1967), Sto pociech (1967), Poezje (1970), Wszelki wypadek (1972), Wybór wierszy (1973), Tarsjusz i inne wiersze (1976), Wielka liczba (1976), Poezje wybrane II (1983), Ludzie na moscie (1986). Koniec i poczatek (1993, 1996), Widok z ziarnkiem piasku. 102 wiersze (1996) . Wislawa Szymborska has also translated French poetry.
Her poems have been translated (and published in book form) in English, German, Swedish, Italian, Danish, Hebrew, Hungarian, Czech, Slovakian, Serbo-Croatian, ROMANian, Bulgarian and other languages. They have also been published in many foreign anthologies of Polish poetry.
Wislawa Szymborska is the Goethe Prize winner (1991) and Herder Prize winner (1995). She has a degree of Honorary Doctor of Letters of Poznan University (1995). In 1996 she received the Polish PEN Club prize.

www.poetseers.org/nobel_prize_for_literature/wislawa_szymborska

http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1996/szymborska-bio.html

www.culture.pl/en/culture/artykuly/os_szymborska_wislawa

 

Wisława Szymborska è una poetessa e saggista polacca, nata a Bnin (oggi Kórnik) nei pressi di Poznań il 2 luglio 1923. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca vivente. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa, nonostante in un'occasione Szymborska abbia ironicamente osservato, nella poesia intitolata Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.
Szymborska utilizza espedienti retorici quali l'ironia, il paradosso, la contraddizione e la litote, per illustrare i temi filosofici e le ossessioni sottostanti. Szymborska è una miniaturista, le cui poesie compatte spesso evocano ampi enigmi esistenziali. Benché molte delle sue poesie siano lunghe una pagina appena, esse toccano spesso argomenti di respiro etico che riflettono sulla condizione delle persone, sia come individui che come membri della società umana. Lo stile di Szymborska si caratterizza per l'introspezione intellettuale, l'arguzia e la succinta ed elegante scelta delle parole.

http://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska#Biografia

 

Wislawa Szymborska   Née en 1923 / Polonaise

"D'accord, dans notre language courant, qui ne s'interroge pas sur chaque mot qu'il emploie, nous disons tous : "vie ordinaire", "monde ordinaire", "ordre normal des choses". Mais dans la langue de la poésie, où chaque mot est soigneusement pesé, rien n'est jamais ordinaire ni normal. Pas une pierre, pas un nuage au-dessus. Pas un jour, et pas une nuit après. Et, par dessus tout, pas une quelconque existence en ce monde.   

Discours prononcé le 7 décembre 1996 à Stockholm

Granted, in daily speech, where we don't stop to consider every word, we all use phrases like "the ordinary world "ordinary life "the ordinary course of events"... But in the language of poetry, where every word is weighed, nothing is usual or normal. Not a single stone and not a single cloud above it. Not a single day and not a single night after it. And above all, not a single existence, not anyone's existence in this world.
It looks like poets will always have their work cut out for them.

www.koikadit.net    autori

http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1996/szymborska-lecture.html

 

 

 

Informal, unpretentious, full of common sense, shrewd insight and wry humor (all ably  captured in Clare Cavanagh's fine translation), Szymborska's sketches have a matter-of-fact  ease and simplicity that will win the hearts of readers and the envy of other writers who know how hard it can be to achieve such grace.

www.arlindo-correia.com/060603.html

 

Wislawa Szymborska ITINERANTE  IN ITALIA   2007 PREMIO PAU AL TRADUTTORE

Istituto Polacco di Roma e  Biblioteca Europea  -  consegna a Pietro Marchesani traduttore ufficiale della poetessa in Italia ,,,  DEL premio ''PAU'' (Accademia polacca di arti e scienze) per meriti alla cultura.
adnkronos - 

wislawa szymborska

Escritora y premio Nobel polaca, considerada una de las voces más originales de la poesía contemporánea de su país. Nació en un pueblo de la provincia de Pozman, pero se trasladó, junto con su familia, en 1931, a Cracovia, lugar al que siempre ha estado ligada. Su primer libro publicado fue Busco la palabra (1945), pero no empezó a conseguir reconocimiento literario hasta la aparición, en 1952, de su poemario Por eso vivimos, que fue seguido de Preguntas planteadas a una misma (1954), ambos en la línea historicista propia del realismo socialista imperante en ese momento, fruto de su admiración por el poeta ruso Vladimir Maiakovski y del rechazo a los horrores de la ocupación nazi en Polonia. A partir de 1956, se desarrolla en Polonia, como en otros países del área soviética, un sentimiento nacionalista en el que participan activamente muchos intelectuales que buscan una vía para condenar y superar todo lo que fue el periodo stalinista. Szymborska opta por una reflexión personal e intimista que le devuelva un equilibrio espiritual. En esta línea escribe Llamada a Yeti (1957) que es un ajuste de cuentas con su propio dogmatismo anterior. La crítica vio en el Yeti a Iósiv Stalin. Le siguen Sal (1962), en la que se plantea la vida humana como parte de todo un proceso universal, escrita con un fino humor y sobriedad; y después, Cien consuelos (1967), Gran número (1976), Gente en el puente (1986) y Fin y principio (1993), en los que ya aparece perfilado su estilo intimista, irónico, paisajístico y existencialista. La obra de Wislawa Szymborska está considerada como una lírica impregnada de duda metódica con claras intenciones éticas, al estilo del poeta español Antonio Machado; da la casualidad que también como él, se sirve de versos cortos, estrofas clásicas y léxico común, y con estos elementos consigue unos poemas de gran hondura y fuerza. Por el conjunto de su obra, que no es muy numerosa, recibió en 1996, el Premio Nobel de Literatura...

www.epdlp.com

 


 

la sorpresa? un sentimento da nobel
«UNA DELLE MIE ULTIME poesie si intitola Le Nuvole. Le nuvole sono una cosa talmente meravigliosa, un fenomeno talmente magnifico, che si dovrebbe scrivere di loro. Sono un eterno happening che si svolge in cielo, uno spettacolo assoluto. È qualcosa di inesauribile in quanto a forme e idee. Provate a immaginarvi il mondo senza nuvole». Con questo invito, Wislawa Szymborska, recente premio Nobel per la letteratura, ha terminato una delle sue rare dichiarazioni alla stampa.
Investita da innumerevoli richieste dopo il riconoscimento dell'Accademia svedese, la poetessa polacca si è ritratta spaventata, cortese ma decisa a non seguire le lusinghe della fama. Per questo l'intervista pubblicata giorni fa dal quotidiano spagnolo «El Pais» (da cui è stata tratta la nostra citazione) è un documento di indubbio interesse. In verità, almeno a prima vista, il testo può apparire deludente, in quanto la Szymborska continua a barricarsi dietro dichiarazioni generiche o evasive.
Verso la conclusione, tuttavia, qualcosa cambia, e la sua dolce, ostinata difesa lascia trapelare un'aperta confessione: «Più vivo, più mi sorprendo. Anzi, non mi sono sorpresa tanto nemmeno quando avevo vent'anni. La sorpresa è una categoria importante, e Montaigne fu il primo ad insegnarmelo; sorpresa davanti al mondo, davanti alla varietà del mondo. Nessuno include mai la curiosità tra i sentimenti, e credo sia un errore. La sorpresa è un sentimento vero e proprio, e crea il materiale per la poesia».
L'analisi della nozione di sorpresa potrebbe portare lontano. Già ai primi del Novecento, per esempio, il Futurismo italiano cercò di indurre negli spettatori un violento scarto emotivo. Trasformando il teatro di varietà in «teatro dello stupore», la sua azione tendeva a realizzare una brutale frattura di ogni aspettativa. Ma il Dadaismo svizzero e francese si spingerà ancora più oltre, come si legge in questa affermazione di Tristan Tzara: «Le contrazioni ellittiche impiegate da Dada avevano lo scopo di produrre una specie di choc emotivo (...). Anche Apollinaire aveva parlato della sorpresa come di un fattore essenziale alla poesia. La differenza sta nel fatto che, con il Dadaismo, essa si trasformerà in scandalo e provocazione».  Ben più complesso risulterà l'esame del concetto di choc elaborato da Walter Benjamin, il quale, pur tenendo ben presente l'esperienza dadaista, si concentrerà soprattutto sul pensiero di Baudelaire. Ma è facile vedere che la Szymborska non appartiene a questa tradizione del Moderno. La sua riflessione sul tema della sorpresa, che ha per soggetto l'artista più il pubblico, può essere piuttosto riportata a quella di un poeta italiano altrettanto discreto e appartato, altrettanto incantato dal reale, altrettanto pervaso da un sentimento di muta, mite religiosità. 

www.mclink.it

 

 

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