wisława szymborska

welcome szymborska                                                             

SZYMBORSKA    1  -  1A  -  1B  -   2  -  3

 

 

 

 

CAT IN AN EMPTY

APARTMENT

kot w pustym mieszkaniu


DIE - YOU CAN'T DO THAT TO A CAT.
SINCE WHAT CAN A CAT DO
IN AN EMPTY APARTMENT?
CLIMB THE WALLS?
RUB UP AGAINST THE FURNITURE ?
NOTHING SEEMS DIFFERENT HERE,
BUT NOTHING IS THE SAME.
NOTHING HAS BEEN MOVED,
BUT THERE'S MORE SPACE.
AND AT NIGHTTIME NO LAMPS ARE LIT.
FOOTSTEPS ON THE STAIRCASE,
BUT THEY'RE NEW ONES.
THE HAND THAT PUTS FISH ON THE SAUCER
HAS CHANGED, TOO.
SOMETHING DOESN'T START
AT ITS USUAL TIME.
SOMETHING DOESN'T HAPPEN
AS IT SHOULD.
SOMEONE WAS ALWAYS, ALWAYS HERE,
THEN SUDDENLY DISAPPEARED
AND STUBBORNLY STAYS DISAPPEARED.
EVERY CLOSET HAS BEEN EXAMINED.
EVERY SHELF HAS BEEN EXPLORED.
EXCAVATIONS UNDER THE CARPET TURNED UP NOTHING.
A COMMANDMENT WAS EVEN BROKEN,
PAPERS SCATTERED EVERYWHERE.
WHAT REMAINS TO BE DONE.
JUST SLEEP AND WAIT.
JUST WAIT TILL HE TURNS UP,
JUST LET HIM SHOW HIS FACE.
WILL HE EVER GET A LESSON
ON WHAT NOT TO DO TO A CAT.
SIDLE TOWARD HIM
AS IF UNWILLING
AND EVER SO SLOW
ON VISIBLY OFFENDED PAWS,
AND NO LEAPS OR SQUEALS AT LEAST TO START.

https://youtu.be/cyEOGHSmocI  - legge WS - sub it

 

italiano - francese

 

doodle di google -  compleanno 90 anni

un gato

en un piso vacío

 
Morir, eso a un gato no se le hace.
Porque, ¿que puede hacer un gato
en un piso vacío?
Subirse por las paredes.
Restregarse contra los muebles.
Nada aquí ha cambiado,
pero nada es como antes.
Nada ha cambiado de sitio,
pero nada está en su sitio.
Y la luz sigue apagada al anochecer.
Se oyen pasos en la escalera,
pero no los esperados.
Una mano deja pescado en el plato
y no es, tampoco, la de antes.
Algo no empieza
a la hora de siempre.
Algo no sucede
según lo establecido.
Alguien estaba aquí, estaba siempre,
y de repente desapareció
y se empeña en no estar.
Se ha buscado ya en los armarios,
se han recorrido los estantes.
Se ha comprobado bajo la alfombra.
Incluso se ha roto la veda
de esparcir papeles.
¿Qué más se puede hacer?
Dormir y esperar.
¡Ay, cuando él regrese,
ay, cuando aparezca!
Se enterará de que estas no son maneras
de tratar a un gato.
Como quien no quiere la cosa,
habrá que acercársele,
despacito,
sobre unas patitas, muy, muy ofendidas.
Y, de entrada,  nada de brincos ni maullidos

www.poesiaspoemas.com/wislawa-szymborska

 

 

 

behance.net 

 

 

 

L'OMBRA

LA MIA OMBRA E' COME UN BUFFONE
DIETRO LA REGINA. QUANDO LEI SI ALZA,
IL BUFFONE SULLA PARETE BALZA
E SBATTE NEL SOFFITTO COL TESTONE.
IL CHE FORSE A SUO MODO DUOLE
NEL MONDO BIDIMENSIONALE.
FORSE AL BUFFONE NON VA LA MIA CORTE
E PREFERIREBBE UN DIVERSO RUOLO.
LA REGINA SI SPORGE DAL BALCONE
E DAL BALCONE LUI SI BUTTA GIU'.
COSI' HANNO DIVISO OGNI AZIONE,
PERO' A UNO NE TOCCA ASSAI DI PIU'.
SI E' PRESO, IL MERLO, I GESTI LIBERALI,
IL PATHOS CON LA SUA IMPUDENZA
E TUTTO CIO' PER CUI NON HO LA FORZA
CORONA, SCETTRO, MANTELLO REGALE.
LIEVE SARO', AH, NELL'AGITARE IL BRACCIO,
AH, LIEVE NEL VOLTARE INDIETRO IL CAPO,
SIRE, NELL'ORA DEL NOSTRO COMMIATO,
SIRE, ALLA STAZIONE FERROVIARIA.
SIRE, IN QUEL MOMENTO SARA' IL BUFFONE
A SDRAIARSI SUI BINARI DELLA STAZIONE.

 

 

 

gli animali del circo

 

gli orsi battono le zampe ritmicamente

la scimmia in tuta gialla va in bicicletta

il leone salta nel cerchio fiammeggiante

schiocca la frusta e suona la musichetta

schiocca e culla gli occhi degli animali

l’elefante regge un vaso sulla testa

e i cani ballano con passi uguali

mi vergogno molto   io   umano

divertimento pessimo quel giorno

gli applausi scrosciavano a cascata

benché la mano più lunga di una frusta

gettasse sulla sabbia un’ombra affilata

discorso ufficio oggetti smarriti - adelphi

 


UN RACCONTO INIZIATO


ALLA NASCITA D¹UN BIMBO
IL MONDO NON È MAI PRONTO.
LE NOSTRE NAVI ANCORA NON SON TORNATE

DALLA FINLANDIA.
CI ATTENDE ANCORA IL VALICO DEL GOTTARDO.
DOBBIAMO ELUDERE LE GUARDIE

NEL DESERTO DI THOR,
APRIRCI LA STRADA PER LE FOGNE

FINO AL CENTRO DI VARSAVIA,
TROVARE IL MODO DI ARRIVARE AL RE HARALD COTE,
E ASPETTARE CHE CADA IL MINISTRO FOUCHÉ.
SOLO AD ACAPULCO
RICOMINCEREMO TUTTO DA CAPO.
SI È ESAURITA LA NOSTRA SCORTA DI BENDE,
FIAMMIFERI , ARGOMENTI , AMIGDALE E ACQUA.
NON ABBIAMO CAMION , NÉ IL SOSTEGNO DEI MING.
CON QUESTO RONZINO

NON CORROMPEREMO LO SCERIFFO.
NIENTE NUOVE SU QUELLI FATTI SCHIAVI DAI TURCHI.
CI MANCA UNA CAVERNA PIÙ CALDA

PER I GRANDI FREDDI
E QUALCUNO CHE CONOSCA LA LINGUA HARARI.
NON SAPPIAMO DI CHI FIDARCI A NINIVE.
QUALI CONDIZIONI PORRÀ IL PRINCIPE-CARDINALE,
QUALI NOMI SIANO ANCORA NEI CASSETTI DI BERIA.
DICONO CHE CARLO MARTELLO

ATTACCHERÀ ALL'ALBA.
IN QUESTA SITUAZIONE RABBONIAMO CHEOPE,
PRESENTIAMOCI SPONTANEAMENTE,
CAMBIAMO RELIGIONE,
FINGIAMO DI ESSERE AMICI DEL DOGE
E DI NON AVERE A CHE FARE CON LA TRIBÙ KWABE.
SI APPROSSIMA IL TEMPO DI ACCENDERE I FUOCHI.
TELEGRAFIAMO ALLA NONNA CHE VENGA DAL PAESE.
SCIOGLIAMO I NODI SULLE CORREGGE DELLA YURTA.
PURCHE'  IL PARTO SIA LIEVE
E IL BIMBO CRESCA SANO.
POSSA ESSERE TALVOLTA FELICE
E SCAVALCARE GLI ABISSI.
CHE ABBIA UN CUORE CAPACE DI RESISTERE,
E L'INTELLETTO VIGILE E LUNGIMIRANTE.
MA NON COSÌ LUNGIMIRANTE
DA VEDERE IL FUTURO.
RISPARMIATEGLI QUESTO DONO,
O POTENZE CELESTI.

RISO 

LA RAGAZZINA CHE ERO
LA CONOSCO, OVVIAMENTE.
HO QUALCHE FOTOGRAFIA
DELLA SUA BREVE VITA.
PROVO UN'ALLEGRA PIETA'
PER UN PAIO DI POESIOLE.
RICORDO ALCUNI FATTI.
MA
PERCHE' CHI E' QUI CON ME
RIDA E MI ABBRACCI
RAMMENTO SOLO UNA STORIELLA:
L'AMORE INFANTILE
DI QUELLA BRUTTINA.
RACCONTO
DI COM'ERA INNAMORATA

DI UNO STUDENTE,
CIOE' VOLEVA
CHE LUI LA GUARDASSE.
RACCONTO
COME GLI CORSE INCONTRO
CON UNA BENDA SULLA TESTA SANA,
PERCHE', AHIME, AH, LE CHIEDESSE
COS'ERA SUCCESSO.
BUFFA PICCINA.
COME POTEVA SAPERE
CHE ANCHE LA DISPERAZIONE

DA' BENEFICI
SE SI HA LA FORTUNA
DI VIVERE PIU' A LUNGO.
LE PAGHERO' UN DOLCETTO,
LE PAGHERO' IL CINEMA.
VATTENE, NON HO TEMPO.
EPPURE VEDI
CHE LA LUCE E' SPENTA.
CERTO CAPISCI
CHE LA PORTA E' CHIUSA.
NON SCUOTERE LA MANIGLIA -
QUELLO CHE HA RISO,
QUELLO CHE MI HA ABBRACCIATO,
NON E' IL TUO STUDENTE.
FARESTI MEGLIO A TORNARE
DA DOVE SEI VENUTA.
NON TI DEVO NULLA,
DONNA QUALUNQUE,
CHE SA SOLO
QUANDO
TRADIRE UN SEGRETO ALTRUI.
NON GUARDARCI COSI'
CON QUEI TUOI OCCHI
TROPPO APERTI,
COME GLI OCCHI DEI MORTI.

http://pages.infinit.net/noxoculi/szymborska.html 

 

 

 

 

ESEMPIO


Una bufera
di notte
ha strappato tutte le foglie dell'albero
tranne una fogliolina
lasciata
a dondolarsi in un a solo sul ramo nudo.
Con questo esempio
la Violenza dimostra
che certo -
a volte le piace scherzare un po'.
due punti/qui

 

LA MOGLIE DI LOT 

HO GUARDATO INDIETRO, È VERO.
DICONO PER CURIOSITÀ.
NON PENSANO NEPPURE

CHE POTESSI AVERE ALTRI MOTIVI:
IL RIMPIANTO DI UNA COPPA D'ARGENTO
LASCIATA NELLA MIA CASA DI SODOMA.
LA VOGLIA DI NON VEDERE PIÙ IL MIO PROBO MARITO
CHE MI CAMMINAVA DAVANTI.
LA VOGLIA DI VERIFICARE SE SI SAREBBE FERMATO,
QUALORA FOSSI MORTA (NON SI FERMÒ).
LA DISUBBIDIENZA DEGLI UMILI.
LA SPERANZA CHE DIO CI AVESSE RIPENSATO,
E NON FACESSE MORIRE MIGLIAIA DI INNOCENTI.
LA SOLITUDINE E LA VERGOGNA DI FUGGIRE

COSÌ DI NASCOSTO.
MA FORSE FU SOLO UN COLPO DI VENTO
CHE MI SCIOLSE I CAPELLI
E CHE ISTINTIVAMENTE MI FECE GIRARE LA TESTA.
È POSSIBILE CHE IO SIA CADUTA

E POI DIVENUTA DI SALE
CON IL VISO RIVOLTO ALLA CITTÀ.

 

 

 

IMPRESSO NELLA MEMORIA


SI AMARONO TRA I NOCCIOLI
SOTTO SOLI DI RUGIADA
RACCOLSERO NEI CAPELLI
FOGLIE E TERRA BAGNATA.


CUORE DELLA RONDINE
ABBI PIETÀ DI LORO.


IN GINOCCHIO SULLA RIVA
PETTINARONO LE FOGLIE
E I PESCI SI ACCOSTAVANO
LUCENTI NELLE SCAGLIE.


CUORE DELLA RONDINE
ABBI PIETÀ DI LORO.


I RIFLESSI DEGLI ALBERI _
FUMO SULLO SCIABORDIO.
RONDINE, FA' CH'ESSI MAI
CONOSCANO L'OBLIO.


RONDINE, SPINA DI NUBE
ANCORA DELL'ATMOSFERA
ICARO PERFEZIONATO
FRAC ASCESO IN CIELO


RONDINE, CALLIGRAFA
LANCETTA SENZA MINUTI
PRIMO GOTICO ALATO
STRABISMO NEI CIELI


RONDINE, SILENZIO ACUTO
LUTTO FESTANTE
AUREOLA DEGLI AMANTI
ABBI PIETÀ DI LORO.

 

 

 

 

NULLA E' IN REGALO


NULLA È IN REGALO, TUTTO È IN PRESTITO.
SONO INDEBITATA FINO AL COLLO.
SARÒ COSTRETTA A PAGARE PER ME
CON ME STESSA,
A RENDERE LA VITA IN CAMBIO DELLA VITA.
E' COSÌ CHE STANNO LE COSE,
IL CUORE VA RESO
E IL FEGATO VA RESO
E OGNI SINGOLO DITO.
E' TROPPO TARDI PER IMPUGNARE IL CONTRATTO.
QUANTO DEVO
MI SARÀ TOLTO CON LA PELLE.
ME NE VADO PER IL MONDO
TRA UNA FOLLA DI ALTRI DEBITORI.
SU ALCUNI GRAVA L'OBBLIGO
DI PAGARE LE ALI.
ALTRI DOVRANNO, PER AMORE O PER FORZA,
RENDERE CONTO DELLE FOGLIE.
NELLA COLONNA DARE
OGNI TESSUTO CHE È IN NOI.
NON UN CIGLIO, NON UN PEDUNCOLO
DA CONSERVARE PER SEMPRE.
L'INVENTARIO È PRECISO
E A QUANTO PARE
CI TOCCHERÀ RESTARE CON NIENTE.
NON RIESCO A RICORDARE
DOVE, QUANDO E PERCHÉ
HO PERMESSO DI APRIRMI
QUEL CONTO.
CHIAMIAMO ANIMA
LA PROTESTA CONTRO DI ESSO.
ED QUESTA È L'UNICA COSA
CHE NON C'È NELL'INVENTARIO

 

Il cielo

Da qui bisogna cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un'apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Persino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n'è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
Perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio il cielo, evacuo il cielo.
Sono una trappola in una trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta ad una domanda.
La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.

 

THE SKY


WE SHOULD HAVE STARTED FROM THIS : THE SKY.
A WINDOW WITHOUT A SILL, FRAME, OR PANE.
AN OPENING AND NOTHING MORE,
BUT OPEN WIDE.
I NEED NOT WAIT FOR A CLEAR NIGHT
NOR CRANE MY NECK
TO EXAMINE THE SKY.
I HAVE THE SKY AT MY BACK, AT HAND,

AND ON MY EYELIDS.
THE SKY WRAPS ME SNUGLY
AND LIFTS ME FROM BELOW.
EVEN THE HIGHEST MOUNTAINS
ARE NO NEARER THE SKY

THAN THE DEEPEST VALLEYS.
THERE IS NO MORE SKY IN ONE PLACE
THAN ANOTHER.
A CLOUD IS CRUSHED BY SKY

AS RUTHLESSLY AS A GRAVE.
A MOLE IS AS ENRAPTURED
AS A WING-FLUTTERING OWL.
A OBJECT FALLING INTO A PRECIPICE
FALLS FROM THE SKY INTO SKY.
GRANULAR, LIQUID, CRAGGY,
FIERY AND VOLATILE
EXPANSES OF SKY, CRUMBS OF SKY,
PUFFS AND SNATCHES OF SKY.
THE SKY IS OMNIPRESENT
EVEN IN DARKNESS UNDER THE SKIN.
I EAT SKY, I EXCRETE SKY.
I AM A TRAP INSIDE A TRAP,
AN INHABITED INHABITANT,
AN EMBRACED EMBRACE,
A QUESTION IN ANSWER TO A QUESTION.
TO DIVIDE EARTH AND SKY
IS NOT THE CORRECT WAY
TO CONSIDER THIS WHOLE.
IT MERELY ALLOWS SURVIVAL
UNDER A MORE PRECISE ADDRESS,
QUICKER TO BE FOUND
IF I WERE TO BE LOOKED UP.
MY CALL WORDS
ARE DELIGHT AND DESPAIR.

 

 

SULLA MORTE SENZA ESAGERARE

NON S'INTENDE DI SCHERZI
STELLE, PONTI
TESSITURA  MINIERE LAVORO DEI CAMPI
COSTRUZIONE DI NAVI E COTTURA DI DOLCI.
QUANDO CONVERSIAMO DEL DOMANI
INTROMETTE LA SUA ULTIMA PAROLA
A SPROPOSITO.
NON SA FARE NEPPURE CIÒ
CHE ATTIENE AL SUO MESTIERE
NÉ SCAVARE UNA FOSSA
NÉ METTERE INSIEME UNA BARA
NÉ RASSETTARE IL DISORDINE CHE LASCIA.
OCCUPATA A UCCIDERE
LO FA IN MODO MALDESTRO
SENZA METODO NÉ ABILITÀ.
COME SE CON OGNUNO DI NOI STESSE IMPARANDO.
VADA PER I TRIONFI
MA QUANTE DISFATTE
COLPI A VUOTO
E TENTATIVI RIPETUTI DA CAPO !
A VOLTE LE MANCA LA FORZA
DI FAR CADERE UNA MOSCA IN VOLO.
PIÙ DI UN BRUCO
LA BATTE IN VELOCITÀ.
TUTTI QUEI BULBI  BACCELLI
ANTENNE  PINNE  TRACHEE
PIUMAGGI NUZIALI E PELAME INVERNALE
TESTIMONIANO I RITARDI
DEL SUO SVOGLIATO LAVORO.
LA CATTIVA VOLONTÀ NON BASTA
E PERFINO IL NOSTRO AIUTO CON GUERRE

E RIVOLUZIONI
È  ALMENO FIN ORA  INSUFFICIENTE.
I CUORI BATTONO

NELLE UOVA CRESCONO GLI SCHELETRI DEI NEONATI
DAI SEMI SPUNTANO LE PRIME DUE FOGLIOLINE
E SPESSO ANCHE GRANDI ALBERI ALL'ORIZZONTE.
CHI NE AFFERMA L'ONNIPOTENZA
È LUI STESSO LA PROVA VIVENTE
CHE ESSA ONNIPOTENTE NON È.
NON C'È UNA SOLA VITA
CHE ALMENO PER UN ATTIMO
NON SIA  STA IMMORTALE.
LA MORTE
È SEMPRE IN RITARDO SU QUELL'ATTIMO.
INVANO SCUOTE LA MANIGLIA
D'UNA PORTA INVISIBILE.
A NESSUNO PUÒ SOTTRARRE
IL TEMPO RAGGIUNTO.

 

versione inglese

 

OGNI CASO

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima.
Dopo.
Più vicino.
Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo.
Perché la gente.
Perché a sinistra.
Perché a destra.
Perché la pioggia.
Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia,
un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano
una gamba
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei?
Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco
e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore
al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
listen how fast your heart beats in me


http://youtu.be/k30l41M3JaA  -   http://youtu.be/4WsAi7GviAY
teatro nuovo milano - 2013
OGNI CASO - HO CONOSCIUTO IL DOLORE
roberto vecchioni

 

16 MAGGIO 1973

Una delle tante date
Che non mi dicono più nulla.
Dove sono andata quel giorno
che cosa ho fatto – non lo so.
Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
- non avrei un alibi.
Il sole sfolgorò e si spense
senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
e non ne presi nota.
Mi sarebbe più lieve pensare
di essere morta per poco,
piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.
Non ero un fantasma   dopotutto
respiravo   mangiavo
si sentiva
il rumore dei miei passi
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.
Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa d'un qualche colore.
Certamente più d'uno mi vide
Forse quel giorno
trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.
Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
Tanti puntini tra parentesi.
Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata –
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.

Scuoto la mia memoria –
forse tra i suoi rami qualcosa
addormentato da anni
si leverà con un frullo.
No.
Evidentemente chiedo troppo
addirittura un intero secondo.

 

 

 

VISTA CON GRANELLO DI SABBIA

 

LO CHIAMIAMO GRANELLO DI SABBIA.
MA LUI NON CHIAMA SE STESSO NÉ GRANELLO, NÉ SABBIA.
FA A MENO DI NOME
GENERALE, INDIVIDUALE,
INSTABILE, STABILE,
SCORRETTO O CORRETTO.
NON GLI IMPORTA DEL NOSTRO SGUARDO, DEL TOCCO
NON SI SENTE GUARDATO E TOCCATO.
E CHE SIA CADUTO SUL DAVANZALE
È SOLO UN'AVVENTURA NOSTRA, NON SUA.
PER LUI È COME CADERE SU UNA COSA QUALUNQUE,
SENZA LA CERTEZZA DI ESSERE GIÀ CADUTO
O DI CADERE ANCORA.
DALLA FINESTRA C'È UNA BELLA VISTA SUL LAGO,
MA QUELLA VISTA, LEI, NON SI VEDE.
SENZA COLORE E SENZA FORMA,
SENZA VOCE, SENZA ODORE E DOLORE
È IL SUO STARE IN QUESTO MONDO.
SENZA FONDO LO STARE DEL FONDO DEL LAGO
E SENZA SPONDE QUELLO DELLE SPONDE.
NÉ BAGNATO NÉ ASCIUTTO QUELLO DELLA SUA ACQUA.
NÉ AL SINGOLARE NÉ AL PLURALE QUELLO DELLE ONDE,
CHE MORMORANO SORDE AL PROPRIO MORMORIO
INTORNO A PIETRE NON PICCOLE, NON GRANDI.
E IL TUTTO SOTTO UN CIELO PER NATURA SENZA CIELO,
DOVE IL SOLE TRAMONTA NON TRAMONTANDO AFFATTO
E SI NASCONDE NON NASCONDENDOSI

DIETRO UNA NUVOLA IGNARA.
IL VENTO LA SCOMPIGLIA SENZA ALTRI MOTIVI
SE NON QUELLO DI SOFFIARE.
PASSA UN SECONDO.
UN ALTRO SECONDO.
UN TERZO SECONDO.
MA SONO SOLO TRE SECONDI NOSTRI.
IL TEMPO PASSÒ COME UN MESSO CON UNA NOTIZIA URGENTE.
MA È SOLO UN PARAGONE NOSTRO.
INVENTATO IL PERSONAGGIO, INSINUATA LA FRETTA,
E LA NOTIZIA INUMANA.

 gente sul ponte 1986

 

la poiana

 

LA POIANA NON HA NULLA DA RIMPROVERARSI.
GLI SCRUPOLI SONO ESTRANEI ALLA PANTERA NERA.
QUANDO IL PIRANHA COLPISCE

NON DUBITA DELLA BONTÀ DELLE PROPRIE AZIONI.
SE I SERPENTI AVESSERO MANI

LE REPUTEREBBERO MANI PULITE.
UNO SCIACALLO NON CONOSCE RIMORSO.
IL LEONE E IL PIDOCCHIO

NON ESITANO UN ISTANTE DURANTE L’ATTACCO.
E PERCHÉ MAI DOVREBBERO FARLO

 DAL MOMENTO CHE SANNO DI ESSERE

DALLA PARTE DEL GIUSTO?
NONOSTANTE IL CUORE DELL’ORCA ASSASSINA

PESI 100 CHILI
IN OGNI ALTRO SENSO SA ESSERE MOLTO LEGGERO
NON C’È NULLA DI PIÙ ANIMALE
DELLA COSCIENZA PULITA
SUL TERZO PIANETA DEL SISTEMA SOLARE.

prima versione

 

 

LODE DELLA CATTIVA CONSIDERAZIONE DI SÉ


Una poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l'alligatore, la trichina e il tafano
vivono come vivono e ne sono contenti.
Il cuore dell'orca pesa cento chili
ma sotto un altro aspetto è leggero.
Non c’è nulla di più animale
della coscienza pulita
sul terzo pianeta del Sole.

seconda versione

DEVO MOLTO A QUELLI CHE NON AMO

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro
e questo l'amore non può darlo
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene
i concerti sono ascoltati fino in fondo
le cattedrali visitate
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni
in uno spazio non lirico e non retorico
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
- Non devo loro nulla -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
ringraziamento - vista con granello di sabbia

 


Epitaffio

 

QUI GIACE COME VIRGOLA ANTIQUATA

L'AUTRICE DI QUALCHE POESIA.

LA TERRA L'HA DEGNATA DELL'ETERNO RIPOSO

SEBBENE LA DEFUNTA DAI GRUPPI LETTERARI

STESSE BEN DISTANTE.

E ANCHE SULLA TOMBA DI MEGLIO NON C'E NIENTE

DI QUESTE POCHE RIME D'UN GUFO E LA BARDANA.

ESTRAI DALLA BORSA IL TUO PERSONAL

PASSANTE

E SULLA MORTE DI SZYMBORSKA MEDITA UN ISTANTE.

discorso ufficio oggetti smarriti

 

a few words on the soul

we have a soul at times

no one’s got it non-stop

for keeps

day after day

year after year

may pass without it

sometimes

it will settle for awhile

only in childhood’s fears and raptures

sometimes only in astonishment

that we are old

it rarely lends a hand

in uphill tasks

like moving furniture

or lifting luggage

or going miles in shoes that pinch

it usually steps out

whenever meat needs chopping

or forms have to be filled.

 for every thousand conversations

it participates in one

if even that

since it prefers silence

just when our body goes from ache to pain

it slips off-duty

 it’s picky

it doesn’t like seeing us in crowds

our hustling for a dubious advantage

and creaky machinations make it sick

 joy and sorrow

aren’t two different feelings for it

it attends us

only when the two are joined

we can count on it

when we’re sure of nothing

and curious about everything 

among the material objects

it favours clocks with pendulums

and mirrors, which keep on working

even when no one is looking.

it won’t say where it comes from

or when it’s taking off again

though it’s clearly expecting such questions 

we need it

but apparently

it needs us

for some reason too

possibilities  

italiano


i prefer movies
i prefer cats
i prefer the oaks
i prefer dickens
i prefer myself liking people
to myself loving mankind
i prefer keeping a needle and thread on hand

 just in case
i prefer the color green
i prefer not to maintain
that reason is to blame for everything
i prefer exceptions
i prefer to leave early
i prefer talking to doctors

about something else
i prefer the old fine-lined illustrations
i prefer the absurdity of writing poems
to the absurdity of not writing poems
i prefer  where love's concerned  nonspecific
that can be celebrated every day
i prefer moralists
who promise me nothing
i prefer cunning kindness

to the over-trustful kind
i prefer the earth in civvies
i prefer conquered to conquering countries
i prefer having some reservations.
i prefer the hell of chaos to the hell of order
i prefer grimm's fairy tales

to the newspapers' front pages.
i prefer leaves without flowers

to flowers without leaves
i prefer dogs with uncropped tails
i prefer light eyes, since mine are dark
i prefer desk drawers
i prefer many things

that i haven't mentioned here
to many things i've also left unsaid
i prefer zeroes on the loose
to those lined up behind a cipher
i prefer the time of insects to the time of stars
i prefer to knock on wood
i prefer not to ask how much longer and when
i prefer keeping in mind even the possibility
that existence has its own reason for being


https://youtu.be/b4fFvQiWUqY
  -  legge umberto eco - bologna 2009

 

 

 

Satisfying and original ...

Extremely smart   witty and levelheaded

she seduces us with her wide range of interests

her atypical lack of narcissism for a poet

and her cheerful pessimism

Charles Simic

 

 




LABIRINTO
 e ora qualche passo

da parete a parete
su per questi gradini
o giù per quelli
e poi un po’ a sinistra
se non a destra
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia
da ovunque
   verso ovunque
fino al crocevia
per poi disperdersi
le tue speranze
   errori   dolori
sforzi
   propositi e nuove speranze.
Una via dopo l’altra
ma senza ritorno.
Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te
e laggiù
 come fosse  conforto
curva dopo curva

e stupore dopo stupore
e veduta su veduta.
Puoi decidere
dove essere o non essere
saltare
 svoltare
pur di non farti sfuggire.
Quindi di qui o di di qua
magari per di lì
per istinto
   intuizione
per ragione
   di sbieco
alla cieca
per scorciatoie intricate.
Attraverso infilate
di file
di corridoi
   di portoni
in fretta
 perché nel tempo
hai poco tempo
da luogo a luogo
fino a molti ancora aperti
dove c’è buio e incertezza
ma insieme chiarore
   incanto
dove c’è gioia
 benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là,
in un altro luogo e ovunque
felicità nell’infelicità
come parentesi dentro parentesi
e così sia
e d’improvviso un dirupo
un dirupo
 ma un ponticello
un ponticello
   ma traballante
traballante
  ma solo quello
perché un antro non c’è.
Deve pur esserci un’uscita
è più che certo.
Ma non la cerchi
è lei che ti cerca
è lei fin dall’inizio
che ti insegue
e il labirinto
altro non è
se non la tua
 finché è possibile
la tua
   finché è tua
fuga
 fuga

 

 

 

 

Un appunto
La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie
prendere fiato sulla sabbia
sollevarsi sulle ali
essere un cane
o carezzarlo sul suo pelo caldo
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è
stare dentro gli eventi
dileguarsi nelle vedute
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta
e almeno per una volta
inciampare in una pietra
bagnarsi in qualche pioggia
perdere le chiavi tra l’erba
e seguire con gli occhi
una scintilla nel vento
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

notkia/appunto da chwila/attimo 2002

 

 

Elogio dei sogni

 

In sogno

dipingo come Vermeer.

Parlo correntemente il greco

e non soltanto con vivi.

Guido l’automobile

che mi obbedisce.

Ho talento,

scrivo grandi poemi.

Odo voci

non peggio di autorevoli santi.

Sareste sbalorditi

dal mio virtuosismo al pianoforte.

Volo come si deve

ossia da sola.

Cadendo da un tetto

so cadere dolcemente sul verde.

Non ho difficoltà

a respirare sott’acqua.

Non mi lamento

sono riuscita a trovare l’Atlantide.

Mi rallegro

di sapermi sempre svegliare

prima di morire.

Non appena scoppia una guerra

mi giro sul fianco preferito.

Sono

ma non devo esserlo

una figlia del secolo.

Qualche anno fa

ho visto due soli.

E l’altro ieri un pinguino.

Con la massima chiarezza.

 

 

 

Vermeer
Finchè quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella
il Mondo non merita
la fine del mondo
qui - 2009

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

CONSOLAZIONE

Darwin.
Si dice

che per rilassarsi leggesse romanzi.
Ma aveva le sue esigenze
dovevano essere a lieto fine.
Se gliene capitava uno differente
lo gettava con furia ne fuoco.
Vero o no che sia -
sono propensa a crederci.

Percorrendo con la mente

tanti spazi e tempi
aveva visto così tante specie estinte
tali trionfi dei forti sui più deboli
così grandi sforzi di sopravvivenza
prima o poi inani
che almeno dalla finzione
e dalla sua microscala
aveva diritto di aspettarsi l’happy end.
E quindi per forza

un raggio che sbuca dalle nuvole
gli amanti di nuovo insieme, i casati riconciliati
i dubbi dissipati, la fedeltà premiata,
i beni recuperati, i tesori dissotterrati
i vicini pentiti del loro accanimento
la reputazione resa, la cupidigia mascherata
le vecchie zitelle maritate con pastori dabbene
gli intriganti deportati nell’altro emisfero
i falsari di documenti scaraventati dalle scale
i seduttori di vergini di gran corsa all’altare
gli orfani accolti in casa, le vedove consolate
la boria umiliata, le ferite sanate
il figliol prodigo invitato alla mensa
il calice dell’amarezza vuotato in mare
i fazzoletti intrisi di lacrime pacificate
canto e musica per tutti
e il cagnolino Fido
smarrito già nel primo capitolo
corra pure di nuovo a casa
abbaiando gioioso.

 

 

Figli dell'epoca

Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell'altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere,
questo è il problema.
Quale problema,
rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative,
sulla cui forma si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano
e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.




Un minuto di silenzio
per ludwika wawrzynska


E tu dove vai
là ormai non c'è che fumo e fiamme!
- Là ci sono quattro bambini d' altri
vado a prenderli!
Ma come
disabituarsi così d'improvviso
a se stessi?
al succedersi del giorno e della notte?
alle nevi dell'anno prossimo?
al rosso delle mele?
al rimpianto per l'amore
che non basta mai?

Senza salutare, non salutata
in aiuto ai bambini corre, s'affanna
guardate, li porta fuori tra le braccia
nel fuoco quasi a metà sprofondata
i capelli in un alone di fiamma.
E voleva comprare un biglietto
andarsene via per un po'
scrivere una lettera
spalancare la finestra dopo la pioggia
aprire un sentiero nel bosco
stupirsi delle formiche
guardare il lago
increspato dal vento.
Il minuto di silenzio per i morti
a volte dura fino a notte fonda.
Sono testimone oculare
del volo delle nubi e degli uccelli
sento crescere l'erba
e so darle un nome
ho decifrato milioni
di caratteri a stampa
ho seguito con il telescopio
stelle bizzarre
solo che nessuno finora
mi ha chiamato in aiuto
e se rimpiangessi
una foglia, un vestito, un verso.
Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto.

appello allo yeti


D'UNA SPEDIZIONE SULL'HIMALAYA
NON AVVENUTA

Ah,dunque questa è l'Himalaya.
Montagne in corsa verso la luna.
Il momento della partenza impresso
su un cielo d'un tratto squarciato.
Deserto di nuvole trafitto.
Colpo nel nulla.
Eco- un muto bianco.
Silenzio.
Yeti, laggiù è mercoledì
abicì, pane
e due più due fa quattro
e la neve si scioglie.
Il gallo canta
e rispunta il dì.
Yeti, non solo crimini
sono possibili tra noi.
Yeti, non tutte le parole
condannano a morte.
Ereditiamo la speranza
il dono di dimenticare.
Vedrai come generiamo
bambini tra le rovine.
Yeti, Shakespeare abbiamo.
Yeti, il violino suoniamo.
Yeti, al calar del buio
accendiamo la luce.
Qui - né terra né luna
e gelano le lacrime.
Oh Yeti, mezzo uomo-luna
rifletti, torna!
Così gridavo allo Yeti
fra quattro pareti di valanghe
battendo i piedi per scaldarmi
sulla neve.
Neve eterna.

 


 

***

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