josé  saramago

welcome saramago 

 

 

http://josesaramago.org     -   il quaderno di JS  -  blog

1922-2010

 

 

 

 

who with parables sustained by imagination 

compassion and irony continually enables us 

once again to apprehend an elusory reality

http://saramago.iespana.es

 

 

 

 

 

 

 

commenti di Jose' Saramago al Nobel

le parole sono l'unica cosa immortale

quando uno è morto ai posteri rimangono solo loro

José Saramago fissa in una frase il perché del proprio scrivere. Probabilmente ora il futuro ricordErA' di lui anche l'appartenenza alla lista d'oro dell'Accademia di Svezia. Ma lui non vede il premio in chiave di fama universale:"Una grande responsabilità, ecco cos'è. Sono il primo portoghese a vincerlo e ne sento l'importanza. Ora la mia lingua raggiungerà più persone, più lettori. La letteratura del mio Paese, non solo per i miei libri, potrà occupare uno spazio più considerevole nella cosciEnza culturale dei popoli. Non smetterò mai di dire che una cultura della periferia non è cultura perifericA".

Assediato da centinaia di giornalisti e di fotografi, nel recinto della Fiera del Libro di Francoforte, ve da una dichiarazione all'altra senza dimenticare i suoi punti fermi: il comunismo, il non europeismo, l'amore per la Lusitania di mare e di viaggi che trova sintesi nella vecchia Lisbona, terra delle radici e, insieme, luogo mitico, simbolo, riferimento costante.
"Io cosa sono se non uno scrittore Portoghese? Scrivo in portoghese, penso in portoghese, sento in portoghese. Le traduzioni non mi hanno trasformato in cosmopolita.". Ha quindi ringraziato "tutti i traduttori, validi interpreti del mio pensiero" e così sintetizzato la sua poetica: L'importante è non credere all'apparenza delle cose. Chi è da tutte le parti non è da nessuna parte."

Poi, una coda semipolemica: a chi gli chiede come spenderà i denari del premio, ha risposto: "Non giocando al Casino, né comprando macchine di lusso o televisioni. Siamo così abituati al fatto che gli scrittori debbano essere poveri che ogni volta che uno scrittore dispone di più soldi del normale gli chiedono cosa intenda farne. Ma perché queste domande non le fate mai a tennisti e calciatori?".
Torna poi a parlare del suo antieuropeismo. "L'unione Europea, ho detto spesso, terrà in pochissimo conto i rapporti di potere fra i diversi Paesi che la compongono. Ci saranno Paesi forti e Paesi deboli che dovranno obbedire. In Europa si sta consolidando un potere che riduce i cittadini a consumatori. In una cornice mondiale che, tra l'indifferenza generale, sta distruggendo sistematicamente volontà, ideologie, coscienze".

Tutto ciò nel contesto della bandiera rossa che ha sempre avvolto la poetica di José: "Resterò fino alla fine dei miei giorni un comunista, ma non mi parlate di stalinismo: l'ho sempre condannato".

citinv.it

 

interviste  José Saramago Dr. Honoris Causa e Nobel

a vida é cheia de incoerências

todas juntas formam uma notável coerência
paginas.terra.com.br

 

 

intervista di   ODIFREDDI 

Se si facesse la globalizzazione del pane

starei dalla parte dei globalizzatori

Ma non fino a quando ci sarà una persona al mondo

condannata a morir di fame

Il comunismo per me è di natura ormonale. Oltre all'ipofisi, io ho nel cervello una ghiandola che secerne ragioni affinchè io sia stato e continui a essere comunista. Quelle ragioni le ho trovate, un giorno, condensate in un motto de "La Sacra Famiglia" di Marx e Engels: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, bisogna formare le circostanze umanamente''. Le circostanze non le ha formate umanamente il socialismo pervertito, e tanto meno le formerà mai il capitalismo, che è pervertito per definizione. Dunque, il mio cervello continua a secernere ormoni ...

www.vialattea.net/odifreddi/saramago.htm 

 

lanzarote  canarie
vivo in quest’isola ed è come sentissi la mia musica
ognuno di noi ha una musica sua
qui mi sento tutt’uno con ciò che mi circonda

rainews 24 luglio 2004

intervista
sono parte dei miei libri perchè sono un essere umano.  non capisco niente di quello che succede nel mondo e spero nei miei lettori per creare una forza comune. viviamo in un deserto di idee.  dovremmo ridare alle parole il loro significato profondo per esprimere verità   o   u n a   verità.  

siamo pieni di paure ma da un insieme di vigliaccherie non si ottiene coraggio.       

un atto di coraggio è la parola per come e a che scopo la usiamo.

rainews24 - incontri

Nessuna delle opere teatrali che ho scritto fino a oggi è scaturita da una mia imperiosa necessità creativa, bensì da qualcosa che mi permetterei di designare come “commesse sociali” e cioè da sollecitazioni dirette di singole persone o istituzioni
amnesiavivace.it

 

Carta amica delle foreste
"Scrittori per le foreste" l'Associazione ambientalista Greenpeace ha lanciato lo slogan "Foglie, non fogli". Gli autori ed editori che hanno preso parte all'evento si sono distinti per aver scelto di pubblicare le loro opere su carta da riciclo e comunque non derivata dalla distruzione delle foreste......All'iniziativa ha aderito anche il Premio Nobel per la letteratura 1998, Jose Saramago .. Lo scrittore ha assicurato che  "Le intermittenze della morte" nell'edizione italiana, spagnola, brasiliana, portoghese, francese e catalana sarà stampata su carta ecologica.

www.helpconsumatori.it  

 

http://hipatia.uab.es

vengano infine le alte allegrie

 le ardenti aurore

 le notti calme

 venga la pace agognata

le armonie

 e il riscatto del frutto

e il fiore delle anime

che vengano amor mio

 perché questi giorni

 sono di stanchezza mortale

 di rabbia e agonia

e nulla

 

 

poesie
La raccolta comprende tutta l'opera in versi dello scrittore portoghese vincitore del premio Nobel. Due sono i libri di poesie della sua ampia produzione: "Le poesie possibili" e "Probabilmente allegria".
José Saramago è un poeta aspro e epigrammatico, quasi rabbioso e sicuramente disincantato. Eppure, quà e là l'irrompere dei temi umani dell'amore ammorbidisce la durezza degli endecasillabi. Come le rose che spesso ritornano e legano la sua poesia alla tradizione greca e a quella oraziana, che Saramago dice di aver scoperto in anni giovanili nell'opera di un poeta di nome Ricardo Reis.
hoepli.it  



OGGETTO QUASI
Nell'immaginario di José Saramago gli oggetti si distraggono spesso dalle loro funzioni di oggetti per assumere un'indipendenza pericolosa, come può esserlo la fantasia. In "Sedia" la protagonista principale è appunto la sedia occupata da una vittima senza nome che cade al rallentatore (ma non è difficile riconoscervi il dittatore portoghese Antònio de Oliveira Salazar, poco eroicamente morto per una caduta dalla sedia su cui riposava). In "Embargo" il protagonista non è tanto l'impiegato che sta andando a lavorare in auto, ma l'auto stessa, sorta di macchina infernale che si ribella all'embargo sul petrolio voluto dagli arabi e porta alla morte il padrone conducente. Nei racconti di questo libro l'epidemia di indipendenza si diffonde, l'elemento fantastico ci restituisce un mondo forse meno funzionale, ma senz'altro più corrispondente al vero. Lo si può attraversare come un nuovo territorio.

hoepli.it 
bol.it

La sedia cominciò a cadere

ad andare giù, a cascare, ma non a rigor di termine, a crollare o, come si dice in portoghese, a desabar. In senso stretto, desabar significa "abbassare le falde". Ebbene, di una sedia non si dirà certo che abbia le falde, e se le avesse, per esempio dei sostegni laterali per le braccia, si direbbe che stanno cadendo i braccioli della sedia e non che si abbassano le falde. Ma è pur vero che desabar si usa per desabar bátegas, come a dire "piovere a rovesci", dico io, anzi, mi viene in mente ora, perché non mi accade di cadere nelle mie stesse trappole: quindi, se "piove a catinelle", che è solo un altro modo di dire la stessa cosa, non potrebbero alla fin fine anche le sedie abbassare le falde, pur non avendole? Almeno per libertà poetica? Almeno per singolare artificio di un modo di parlare che si proclama stile? Si accetti allora che le sedie crollino, anche se sarebbe preferibile che si limitassero a cadere, a cascare, ad andar giù. E crolli pure, allora, colui che si è seduto sulla sedia, o che non è più seduto, ma sta cadendo, come in questo caso, e lo stile si avvantaggerà della varietà delle parole, le quali in fin dei conti non dicono mai la stessa cosa, per quanto lo si voglia. Se dicessero la stessa cosa, se si riunissero a gruppi per omologia, allora la vita potrebbe essere molto più semplice, per via di una riduzione successiva, addirittura fino all'onomatopea, anch'essa non tanto semplice, e così via di seguito, probabilmente fino al silenzio che definiremmo il sinonimo generale oppure onnivalente. Ma non si tratta neppure di onomatopea, o non la si può formare partendo da questo suono inarticolato (perché la voce umana non possiede suoni puri e quindi inarticolati, tranne forse nel canto, e comunque bisognerebbe ascoltarlo da molto vicino), che si forma nella gola del cascante o del cadente, anche se non è una stella, parole di risonanza araldica che adesso stanno a designare colui che crolla, perché non si è ritenuto corretto aggiungere a questo verbo la desinenza parallela (ante) che concluderebbe la scelta e completerebbe il cerchio. Ecco dunque provato che il mondo non è perfetto.
wuz.it

 

 

UTOPIA DEL FARE

Se potessi, cancellerei la parola utopia dai dizionari. Credo che i giovani siano molto sensibili al concetto di utopia . L'origine del termine lo dice in maniera chiara: U più TOPOS. Dunque, l'utopia è qualcosa che non si sa dov'è. Presumiamo la sua esistenza ma non sappiamo dov'è ubicata O meglio: c'è una contraddizione interna all'idea di utopia, soprattutto nell'uso che se ne fa...
Trovo che non abbiamo bisogno di un'utopia. . .   cancellerei la parola utopia dai dizionari... se potessi la sostituirei con una parola che già esiste: questa parola è semplicemente domani. È per il domani tutto il lavoro che si fa oggi. Pertanto, all'utopia,
al concetto di utopia, non diamo alcun posto. Diamogli un tempo, non un luogo. Perchè il domani è l'unica utopia
        

carta.org      

itaca.coopsoc.it     

 

 

Il mondo sarebbe piu' pacifico se tutti fossimo atei.

Le religioni non sono mai servite ad avvicinare le persone.      Io sono ateo, ma credo che se esiste un Dio deve essere uno solo, uguale per tutti, dunque, non capisco le lotte, gli scontri, lo choc tra le religioni, certo, ciascuna ha il suo modo di essere, ma Dio deve essere uno solo''.
''E' triste vedere che l'immagine di una trascendenza si e' trasformata in intolleranza, in odio. Non si puo' uccidere in nome di Dio perche' se si fa questo significa trasformare Dio in assassino. Purtroppo noi lo abbiamo fatto fin dall'inizio e continueremo a farlo ancora perche' l'
unico animale capace di torturare un suo simile e' l'uomo''    ....

adnkronos  

bberti.spaces.live.com  

 

Oggi certa letteratura, invece di essere un luogo dove si dibattono problemi, è solo una Coca-Cola da bere in fretta. Gli autori si sentono soddisfatti con poco, i lettori pure. Io, per quanto mi riguarda, alla Coca-Cola preferisco i Saggi di Montaigne. Ma mi piace, nonostante tutto, credere nel domani costruito dalle mani e dallo spirito degli uomini. Lo consiglio sempre ai giovani: di fronte a una biblioteca non dite mai: guarda quanti libri, ma: guarda quante persone.   .....

renato rizzo - lastampa.it

 

HO AVUTO INFANZIA TRISTE E VIOLENTA
Lisbona, 20 nov.- Lo scrittore portoghese Jose' Saramago.. ha deciso di festeggiare i suoi 84 anni con il lancio in Portogallo del suo nuovoPEZZO, ''Piccole memorie'', che mette in scena i ricordi di un ragazzino degli anni Venti e Trenta. Azinhaga, la piccola localita' del Portogallo centro-meridionale dove nacque nel 1922, e' stata scelta da Saramago per presentare il libro ''pieno di nostalgia'' anche come un omaggio alla terra in cui trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza, cresciuto in compagnia di nonni contadini analfabeti -

adnkronos

 

NON VIVIAMO IN DEMOCRAZIA - le monde - intervista-- saggio sulla lucidita'
''Noi non viviamo in democrazia, quella che vediamo e' solo una parodia, e' una democrazia di facciata''.
''Noi viviamo in un'epoca dove si puo' discutere di tutto ma, stranamente, ci sono degli argomenti di cui non si puo' parlare, come quello della democrazia Bisognerebbe invece organizzare un dibattito a livello internazionale su questo argomento e, certamente, arriveremmo alla conclusione
che noi non viviamo in democrazia .
.......''nei miei ROMANZI c'e' sempre un intento politico ma in questo caso e' vero che c'e' un obiettivo direttamente politico perche' parlare della gente che vota scheda bianca e', da questo punto di vista, il piu' sovversivo. In Portogallo molti articoli sono stati assai virulenti nei miei confronti, accusandomi di voler distruggere la democrazia. Io ho dedotto da queste feroci critiche che la scheda bianca fa paura''.
adnkronos

 

Disoccupazione, crimine contro l’umanità
Dire ‘NO alla disoccupazione ’ è un dovere etico, un imperativo morale. Vuol dire arrestare il genocidio lento ma implacabile a cui il sistema condanna milioni di persone, e di fronte all’arroganza di quest’ultimo invochiamo il nostro diritto alla critica e alla protesta.
davide vitiello - altromolise.it

 

 

 

Antes nos gustaba decir que la derecha era  estúpida

pero hoy día no conozco nada más estúpido que la izquierda

A sus 84 años, el escritor cree que ya ‘no queda mucho tiempo’ para tratar de cambiar el mundo.

‘Estamos llegando al final de una civilización y se presentan tiempos de oscuridad: el fascismo puede regresar’.
‘Para mí, lo que hay no son géneros, sino espacios literarios, que, como tales, admiten todo: el ensayo, la filosofía, la ciencia y la poesía’, dijo el escritor, quien no dejó de expresar su admiración por quien a su juicio es ‘la gran figura literaria del siglo XX’ Kafka.
sonandolarevolucion.wordpress.com

 

unire Portogallo e Spagna  -   JS LA CHIAMEREBBE  iberia

La nascita di una federazione della penisola iberica avrebbe il favore del 30% degli spagnoli e del 40% dei portoghesi.
Il sondaggio trae spunto da Jose' Saramago che aveva definito "inevitabile" l'unione con la Spagna.

clandestinoweb.com - 2009

 

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=4XDmsXWlDqE

 

 

 

 

 

ogni definizione

è una forma di riduzione

definire è uccidere

 

 

 

 

 

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links

http://video.google.it/videosearch?q=JOSE+SARAMAGO&hl=it&sitesearch=#          VIDEO

http://www.caleida.pt/saramago/

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=342&biografia=Jos%E9+Saramago

http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_saramag.htm

http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/saramago.asp

http://www.kirjasto.sci.fi/saramago.htm

 

 

 

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