josé saramago

welcome saramago

pagina 1  -  2

 


quando mi si presenta un’idea per un libro ho già in testa il titolo
E se l’editore volesse cambiarlo?
Non lo permetterei mai -  i titoli li scelgo io
..

 

 

 

italia ha una democrazia malata
..mi domando come potremmo parlare di democrazia in Italia o in qualunque altro paese del mondo se si torna a premiare chi ha già dato dimostrazione della sua concezione del potere? ... Dentro questa democrazia malata corruzione e mafia, delinquenza e insicurezza prosperano

"Non trovo altro modo con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia".
sergio buonadonna - esoresso.repubblica.it   -  www.agoravox.it

 

 

Festival "Sete Sòis Sete Luas"

Sette Soli Sette Lune in portoghese, secondo il titolo ideato da uno dei due presidenti onorari della rete, José Saramago, che condivide il ruolo con Dario Fo.
Toscana Radio News 

 

 

25° premio grinzane   CRAVATTA

Jose Ssaramago 84 anni mostra sorridendo ma non troppo un simbolo della sua protesta: la cravatta. «Qualcuno dice che vesto sempre in modo troppo formale. Bene, continuare a indossare questa, oggi, è un’affermazione personale, un modo per rivendicare la libertà di scelta    ......

lastampa.it

 

 

Não fiquem sentados à espera de ver o que o Lula faz, porque ele vai enfrentar os três monstros que dominam o mundo e que se chamam Banco Mundial, Fundo Monetário Internacional e Organização Mundial do Comércio.

bbc.co.uk

2.rnw.nl/rnw/pt

 

 

JOSE' SARAMAGO
José Saramago è nato ad Azinhaga il 16 novembre 1922 e si è trasferito a Lisbona con la famiglia in giovane età. Abbandonati gli studi universitari per difficoltà economiche, per mantenersi ha lavorato come fabbro, disegnatore, correttore di bozze, traduttore, giornalista, fino a impiegarsi stabilmente in campo editoriale.
Negli anni della dittatura di Salazar è stato uno strenuo oppositore del regime, che ne ha censurato l'attività giornalistica. Saramago non ha mai nascosto le proprie convinzioni nei confronti dell'ideologia comunista: "A chi oggi fa notare che avrebbe potuto essere insignito del premio Nobel per la letteratura se avesse rinunciato a proclamarsi comunista, Saramago risponde che neanche per tutti i Nobel del mondo sarebbe stato disponibile a tradire la propria vocazione politica" è stato scritto in una sua biografia.
Solo dopo la fine della dittatura salazariana in Portogallo, Saramago si è dedicato esclusivamente all'attività letteraria, dopo la pubblicazione, nel 1947, del primo ROMANZo , Terra do pecado.
Nel 1998, sollevando un vespaio di polemiche soprattutto da parte del Vaticano, gli è stato conferito il Nobel per la letteratura.     Attualmente vive a Lanzarote, nelle Isole Canarie.
Tra i suoi ROMANZI , tradotti in oltre venticinque lingue, il più noto è probabilmente O Jangada de Pedra (La zattera di pietra); in esso Saramago immagina il distacco soprannaturale della Penisola Iberica dal continente Europeo e il suo "navigare" senza meta nell'oceano Atlantico: una sorta di allegoria - come commenta ironicamente lo stesso Saramago - della vocazione a barcamenarsi che possiedono politici e autorità o comunque coloro che detengono il potere.
Uno dei suoi più recenti capolavori è sicuramente Ensaio sobre a Cegueira (Cecità). "La cecità", dice lo stesso autore, "è la cecità della razionalità. Noi siamo esseri razionali, ma non ci comportiamo razionalmente. Se lo facessimo, non esisterebbero nel mondo i morti per fame".

http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorimz/saramago/

Saramago se casa con su misma mujer en una ceremonia íntima en Castril
El premio Nobel de Literatura José Saramago y Pilar del Río, periodista española y traductora al castellano de las obras del escritor, se casaron hoy por lo civil en una discreta e íntima ceremonia celebrada en Castril, localidad granadina de la que es natural Del Río.

www.20minutos.es - 17 luglio 2007

Josè Saramago 85 aa ricoverato  per POLMONITE  dic 2007 . dimesso  e tornato a Lanzarote nelle isole Canarie, dove vive dal 1993.  HA RIPRESO A SCRIVERE.
2008

           muore per leucemia a lanzarote 18 giugno 2010      


Il Vaticano ''scomunica'' Josè Saramago ''Antireligioso''
e non  LO perdona nemmeno dopo la morte
attacco a fondo  dEll'Osservatore romanO
scrive il quotidiano del Papa - "è stato un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo".
Saramago è acccusato di aver scelto "lucidamente" di autocollocarsi "dalla parte della zizzania nell'evangelico campo di grano".

ilsalvagente.it - 2010

 

 

Nel suo Paese era ritenuto un uomo di grande valore civile

oltre che un artista.

Per me e Franca è una perdita grandissima
Eravamo legati a lui e alla moglie

la nostra non era un'amicizia di mestiere

stavamo bene insieme

dario fo - 2010

 

 

 

IL VANGELO SECONDO GESÙ
rilettura laica della vita di Gesù: un lungo, affascinante racconto che si sviluppa nel contesto magico-realistico di un tempo lontano, narrato tante volte.
Il testo è redatto in uno stile assai particolare per i dialoghi che sono un unico, fluido, ininterrotto discorso,
con una punteggiatura scarsa che ricorda la trasmissione orale dei tempi antichi.

geagea.com

Un vangelo moderno

scritto nei primi anni ’90, proibito dalla censura portoghese. Un vangelo fedele nella fabula e, al tempo stesso, molto diverso dagli originali canonici. Una storia popolare, che attinge al fantastico senza dimenticare le fonti storiche. Una avvincente parabola sulla vita di Gesù, primo uomo moderno, segnata fin dall’Annunciazione dall’eterno conflitto tra bene e male, tra umano e divino. Un Cristo, quello di Saramago, alla continua ricerca del Dio Padre e che una volta trovatolo e appresi i Suoi imperscrutabili piani, si trasforma nel primo vero Figlio “ribelle”. “Le colpe dei padri ricadono sempre sui figli”, dice Saramago, ed è appunto a questo destino fatale che Gesù tenta di sfuggire. La “prosa magmatica” di Saramago ed il suo linguaggio parlato dall’altissima qualità formale aiutano a rileggere le origini, ed il successivo sviluppo, della storia e della cultura occidentali, cercando di liberarle dal complesso del peccato originale e dalla brama di potere di un Dio colpevole

digispace.it

O ROMANce O Evangelho segundo Jesus Cristo

tem um título enganador. O Cristo descrito por José Saramago é original e tem pouco a ver com o que encontramos nos evangelhos canónicos – o que, aliás, suscitou as polémicas furiosas que continuam frescas na memória de toda a gente. Mas o maior engano não é esse. Ainda que a vida de Jesus ocupe a parte de leão do texto, o mais importante do livro não está aí. O momento fulcral da obra de Saramago é aquele em que Deus surge e revela os seus desígnios divinos.
Jesus é um interveniente relativamente secundário. O texto di-lo expressamente, ao descrever a sua biografia como «alguns vulgares episódios da vida pastoril» e ao qualificar o filho de José e Maria como «medíocre em vida». Isto é reforçado pelas considerações sobre o livre arbítrio que proliferam ao longo do livro. O Jesus de Saramago é um ser destituído de verdadeira capacidade de escolha: «Deus é quem traça os caminhos e manda os que por eles hão-de seguir, a ti escolheu-te para que abrisses, em seu serviço, uma estrada entre as estradas.» O verdadeiro protagonista deste Evangelho não é Jesus, m as o próprio Deus.

a-bomba.blogspot.com
José Saramago è giunto a Cuba

accolto dal Ministro alla Cultura Abel Prieto e da Iroel Sánchez, presidente dell’Istituto del Libro, ha incontrato personalità e cittadini comuni a decine, ha firmato centinaia di volumi del “Vangelo” ad appassionati che hanno fatto una coda incredibile per ottenere il suo autografo, ha parlato della suo opera nel tempo, di quel che sta scrivendo, delle sue analisi, con tutto il rispetto e la simpatia reciproci.
L’intelligenza aiuta sempre a superare i momenti più difficili...

g.minuti - siporcuba.it

 

 

L'intermittenza della morte

NUOVO ROMANZo IN SEI NAZIONI  

Il libro, intitolato in portoghese ''As intermitencias da morte''  sara' pubblicato in prima edizione in Argentina, Brasile, Spagna, Messico, Portogallo e Italia . E' la prima volta che un'opera di Saramago appare simultaneamente: finora LE TRADUZIONI INIZIAVANO MESI DOPO L'EDIZIONE PORTOGHESE.

adnkronos

www.prom.it

 

Tutti i miei libri senza eccezione affrontano l'improbabile e l'impossibile  

Alla fine scopriamo che l'unica condizione per vivere è morire   

E' un libro estremamente buffo. Il lettore sorriderà tante volte   

intermittenza della morte   -   today.reuters.it 

 

Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto poiché assolutamente contrario alle norme della vita causò negli spiriti un enorme turbamento -  cosa del tutto giustificata - ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale  ...
Le intermittenze della morte rientra a pieno titolo in un nuovo modo di fare e concepire la fantascienza che esce dall’ipertecnicismo tipicamente anglosassone e apre le porte a una dimensione più umanistica, più riflessiva e intimista dell’immaginare il futuro dell’uomo.

alex tonelli - www.fantascienza.com

 

 

libri di jose saramago

 

2010

QUADERNI DI LANZAROTE

CAINO

2008

IL QUADERNO

IL VIAggIO DELL'ELEFANTE

2007

OGGETTO QUASI

POESIE

2006
PICCOLE MEMORIE

Di questo mondo e dell'altro
Seeing
L'anno della morte di Ricardo Reis
La zattera di pietra
Pensar, pensar, y pensar. Scritti e interviste
Tutti i nomi
Una terra chiamata Alentejo

2005

L'intermittenza della morte

Il Più grande fiore del mondo
Cecità
Viaggio in Portogallo
L'uomo duplicato
Don Giovanni o il dissoluto assolto

2004
Double
Saggio sulla lucidità
La caverna

 www.unilibro.it

 

2003
Cave
Il racconto dell'isola sconosciuta
L'uomo duplicato
Memoriale del convento
Manuale di pittura e calligrafia

2002
Poesie. Testo portoghese a fronte
Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Scolpire il verso
Andrea Mantegna. Un'etica, un'estetica
Journey to Portugal
La balsa de piedra
Todos los nombres
Esayo sobre la ceguera
El evangelio segun Jesucristo
Memorial del convento
La caverna
El cuento de la isla desconocida

2001
Baltasar and Blimunda
Tutti i nomi
L'anno mille993

2000
All Names

 

 

 

 

2009 - il quaderno  

einaudi rifiuta la pubblicazione e censura le opinioni sui politici italiani

il libro verra pubblicato da Bollati Boringhieri

 

 

 

I Quaderni di Lanzarote

sono una specie di diario che Saramago iniziò a scrivere quando si trasferì nell'isola delle Canarie nel 1993, in seguito alla censura posta dal governo portoghese al suo Vangelo secondo Gesù Cristo. Come dice lo stesso Saramago, tutto iniziò così: "A gennaio la casa non era ancora finita e i miei cognati Javier e Maria, con la partecipazione simbolica di Luis e Juan José, mi portarono da Arrecife un quaderno di carta riciclata. Pensavano che avrei dovuto scriverci le mie giornate a Lanzarote; un'idea che del resto già mi ronzava in testa". Poiché molti pensano che scrivere un diario (e pubblicarlo) sia "un esercizio di freddo narcisismo", Saramago rassicura tutti dicendo che "il Narciso che oggi si contempla nell'acqua l'indomani distrugge con la propria mano l'immagine che contempla". Questo volume raccoglie una scelta di testi provenienti dalle oltre mille pagine dei cinque Quaderni che a tutt'oggi sono stati pubblicati in Portogallo.

feltrinelli - 2010

 

 

 

CAINO

- Sono il signore sovrano di tutte le cose
- E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me e della mia libertà.
- Libertà di uccidere
- Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell’infallibilità che condividi con tutti gli altri dei, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umiltà… Gli dei, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri nei confronti di coloro che dicono di aver creato.

ibs - 2010

 

 

 

STORIA DELL'ELEFANTE

Un giorno, dal mare e dall'Oriente, ritornano a Lisbona le navi cariche di spezie appartenenti al re del Portogallo e dell'Algarve. Una di esse, però, questa volta trasporta qualcosa di speciale, un gigantesco elefante indiano. Il sovrano ne rimane ammirato, ma decide di inviarlo in regale omaggio a suo cugino Massimiliano I, imperatore d'Austria e futuro imperatore del Messico (morì nel 1867 fucilato dai repubblicani messicani tre anni dopo l'incarico). La carovana reale viaggerà per mesi e mesi lungo le tormentate strade del vecchio continente da Lisbona a Vienna. È complicata, multicolore, multietnica e assai litigiosa. E volteggia intorno a quella specie di biologico monolito, l'unico a emanare una comprensione e una saggezza veramente umane.
libreriauniversitaria.it

 

 

cecita  -  In fondo quel che IL libro vuol dire
è proprio che tutti noi siamo ciechi della ragione 

JS

CECITA DIVENTERA FILM GRAZIE AL REGISTA Fernando Meirelles  - 2008

 

CECITA'    il "mal bianco" della realtà  José Saramago
Attendendo di leggere i suoi ultimi ROMANZI , ho ridato ultimamente una scorsa a un libro scritto da José Saramago nel 1995 e pubblicato in Italia da Einaudi. Si chiama Cecità. José Saramago mantiene inalterato lo stile particolare che intreccia (con una punteggiatura attentissima fatta soprattutto di virgole) non solo la prosa col parlato - ossia i discorsi indiretti con quelli diretti- ma anche le differenti voci dei differenti personaggi. L'autore portoghese in questo ROMANZo , come preannuncia il titolo, racconta una cecità che colpisce gli occhi, ma ancora di più le profondità dell'anima. Il malessere esterno diventa infatti la proiezione di una ben più grave malattia interna: il segno di una crisi interiore che colpisce l'uomo in maniera del tutto inaspettata. Il fatto stesso che si tratti di una cecità bianca, che affonda l'individuo in un "mal bianco" simile a un mare di latte che avvolge la vittima in un candore luminoso, sottolinea già la sua amena natura, il suo distinguersi dalla comune cecità nera degli occhi. L'inizio della vicenda (un uomo che perde la vista mentre è in attesa a un semaforo) ci introduce subito nello spazio della malattia per condurci un attimo dopo nel cuore di essa: in uno studio oculistico, dove gli viene diagnosticato un male sconosciuto che in breve tempo dilaga in tutto il paese come un'epidemia. Dopo un tentativo di arginare il problema rinchiudendo i ciechi in un ex manicomio, l'intera città, l'intero paese e l'intero mondo sprofondano senza sosta dentro la visione del bianco. Unico caso isolato: una donna, la moglie dell'oculista che, al di fuori della sua volontà, continua a vedere e a testimoniare la barbarie in cui è caduto l'uomo: sempre più bestia, sempre più attento alla propria sopravvivenza e sempre più indifferente ai bisogni degli altri. Proprio la figura di questa donna, che sembra vivere di una realtà a colori dove ogni individuo diventa una sagoma oscura, intrattiene un rapporto particolare col lettore, offrendogli -in un mondo popolato da ciechi- l'unica possibilità di vedere l'universo creato dallo scrittore. In questo senso, il lettore vive la realtàDEL ROMANZo attraverso i suoi occhi, e alla fine quando essi si chiudono egli non può far altro che precipitare nel mare cieco della realtà, annegando inevitabilmente nel "mal bianco" dell'ultima pagina.   
dadascanner.com

 

 

 

stralci da storia dell'assedio di lisbona

La differenza sta tra un pensiero attivo, che scava pozzi e gallerie a partire da un fatto e tutt’intorno, e quell’altra forma di pensiero, ammesso che meriti tale nome, inerte, estraneo, che quando guarda non si fissa e prosegue, risoluto nella convinzione che tutto ciò che non è menzionato non esiste, come il malato che si considera sano perché il nome della malattia non è stato ancora pronunciato. Ma si sbaglia chi crede che questi sistemi difensivi durino sempre, arriva il momento in cui la vacuità del pensare si trasforma in idea fissa, in genere basta che faccia un po’ male. Fu questo che successe quando, mentre stava lavando le poche stoviglie che aveva sporcato per cenare, gli si illuminò nell’animo l’improvvisa evidenza…. 
Non sapremo mai fino a che punto le nostre vite cambierebbero se certe frasi udite ma non percepite fossero state capite, La cosa migliore, io credo, sarebbe cominciare a non fingere che non capiamo le altre, quelle chiare e dirette, Ha proprio ragione, ma c’è gente attratta più da quello che è ambiguo che non da quello che è sicuro, dall’oggetto meno che dalla sua traccia, più dall’orma sulla sabbia che dall’animale che l’ha lasciata, sono i sognatori… 
…ho letto solo qualche cosa, mi sono divertito o esercitato, a poco a poco, a scoprire le differenze tra guardare e vedere e fra vedere e notare. E’ interessante, questo, E’ elementare, suppongo addirittura che la vera conoscenza risieda nella coscienza che abbiamo da un livello di percezione, per così dire, ad un altro, Che uomo barbaro, il più goto di tutti, chi sta cambiando di livello sono io da quando abbiamo cominciato a scalare questa montagna, fermiamoci un po’ a questo gradino, chè ho bisogno di riprendere fiato, almeno un minuto, sediamoci…
… presumo che quello che sono non impedisce che io ti piaccia, e basta, Scusami, Non serve chiedere scusa, il male è in voi, gli uomini, tutti i maschi insieme, quando non è la professione è l’età, quando non è l’età è la classe sociale, quando non è la classe sociale sono i soldi, ma quand’è che vi deciderete ad essere naturali nella vita, Nessun essere umano è naturale, Non c’è bisogno di essere un revisore per saperlo, una semplice laureata non lo ignora, Sembra che siamo in guerra, Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre… 

 

 

 

JOSÉ SARAMAGO

I was born in a family of landless peasants, in Azinhaga, a small village in the province of Ribatejo, on the right bank of the Almonda River, around a hundred kilometres north-east of Lisbon. My parents were José de Sousa and Maria da Piedade. José de Sousa would have been my own name had not the Registrar, on his own inititiave added the nickname by which my father's family was known in the village: Saramago. I should add that saramago is a wild herbaceous plant, whose leaves in those times served at need as nourishment for the poor. Not until the age of seven, when I had to present an identification document at primary school, was it realised that my full name was José de Sousa Saramago...
This was not, however, the only identity problem to which I was fated at birth. Though I had come into the world on 16 November 1922, my official documents show that I was born two days later, on the 18th. It was thanks to this petty fraud that my family escaped from paying the fine for not having registered my birth at the proper legal time.
Maybe because he had served in World War I, in France as an artillery soldier, and had known other surroundings from those of the village, my father decided in 1924 to leave farm work and move with his family to Lisbon, where he started as a policeman, for which job were required no more "literary qualifications" (a common expression then ... ) than reading, writing and arithmetic.
A few months after settling in the capital my brother Francisco two years older, died. Though our living conditions had improved a little after moving, we were never going to be well off.
I was already 13 or 14 when we moved, at last, to our own-but very tiny-house: till then we had lived in parts of houses, with other families. During all this time, and until I came of age I spent many, and very often quite long, periods in the village with my mother's parents Jerónimo Meirinho and Josefa Caixinha.
I was a good pupil at primary school: in the second class I was writing with no spelling mistakes and the third and fourth classes were done in a single year. Then I was moved up to the grammar school where I stayed two years, with excellent marks in the first year, not so good in the second, but was well liked by classmates and teachers, even being elected (I was then 12...) treasurer of the Students' Union... Meanwhile my parents reached the conclusion that, in the absence of resources, they could not go on keeping me in the grammar school. The only alternative was to go to a technical school. And so it was: for five years I learned to be a mechanic. But surprisingly the syllabus at that time, though obviously technically oriented, included, besides French, a literature subject. As I had no books at home (my own books, bought by myself, however with money borrowed from a friend, I would only have when I was 19) the Portuguese language textbooks, with their "anthological" character, were what opened to me the doors of literary fruition: even today I can recite poetry learnt in that distant era. After finishing the course, I worked for two years as a mechanic at a car repair shop. By that time I had already started to frequent, in its evening opening hours, a public library in Lisbon. And it was there, with no help or guidance except curiosity and the will to learn, that my taste for reading developed and was refined.
When I got married in 1944, 1 had already changed jobs. I was now working in the Social Welfare Service as an administrative civil servant. My wife, Ilda Reis, then a typist with the Railway Company, was to become, many years later, one of the most important Portuguese engravers. She died in 1998. In 1947, the year of the birth of my only child, Violante, I published my first book, a novel I myself entitled The Widow, but which for editorial reasons appeared as The Land of Sin. I wrote another novel, The Skylight, still unpublished, and started another one, but did not get past the first few pages: its title was to be Honey and Gall, or maybe Louis, son of Tadeus... The matter was settled when I abandoned the project: it was becoming quite clear to me that I had nothing worthwhile to say. For 19 years, till 1966, when I got to publish Possible Poems, I was absent from the Portuguese literary scene, where few people can have noticed my absence.      For political reasons I became unemployed in 1949, but thanks to the goodwill of a former teacher at the technical school, I managed to find work at the metal company where he was a manager.         At the end of the 1950s I started working at a publishing company, Estúdios Cor, as production manager, so returning, but not as an author, to the world of letters I had left some years before. This new activity allowed me acquaintance and friendship with some of the most important Portuguese writers of the time. In 1955, to improve the family budget, but also because I enjoyed it, I started to spend part of my free time in translation, an activity that would continue till 1981: Colette, Pär Lagerkvist, Jean Cassou, Maupassant, André Bonnard, Tolstoi, Baudelaire, Étienne Balibar, Nikos Poulantzas, Henri Focillon, Jacques Roumain, Hegel, Raymond Bayer were some of the authors I translated. Between May 1967 and November 1968, I had another parallel occupation as a literary critic. Meanwhile, in 1966, I had published Possible Poems, a poetry book that marked my return to literature. After that, in 1970, another book of poems, Probably Joy and shortly after, in 1971 and 1973 respectively, under the titles From this World and the Other and The Traveller's Baggage, two collections of newspaper articles which the critics consider essential to the full understanding of my later work. After my divorce in 1970, I initiated a relationship, which would last till 1986, with the Portuguese writer Isabel da Nóbrega.
After leaving the publisher at the end of 1971, I worked for the following two years at the evening newspaper Diário de Lisboa, as manager of a cultural supplement and as an editor.
Published in 1974 with the title The Opinions the DL Had, those texts represent a very precise "reading" of the last time of the dictatorship, which was to be toppled that April. In April 1975, I became deputy director of the morning paper Diário de Nóticias, a post I filled till that November and from which I was sacked in the aftermath of the changes provoked by the politico-military coup of the 25th November which blocked the revolutionary process. Two books mark this era: The Year of 1993, a long poem published in 1975, which some critics consider a herald of the works that two years later would start to appear with Manual of Painting and Calligraphy, a novel, and, under the title of Notes, the political articles I had published in the newspaper of which I had been a director.
Unemployed again and bearing in mind the political situation we were undergoing, without the faintest possibility of finding a job, I decided to devote myself to literature: it was about time to find out what I was worth as a writer. At the beginning of 1976, I settled for some weeks in Lavre, a country village in Alentejo Province. It was that period of study, observation and note-taking that led, in 1980, to the novel Risen from the Ground, where the way of narrating which characterises my novels was born. Meanwhile, in 1978 I had published a collection of short stories, Quasi Object; in 1979 the play The Night, and after that, a few months before Risen from the Ground, a new play, What shall I do with this Book? With the exception of another play, entitled The Second Life of Francis of Assisi, published in 1987, the 1980s were entirely dedicated to the Novel: Baltazar and Blimunda, 1982, The Year of the Death of Ricardo Reis, 1984, The Stone Raft, 1986, The History of the Siege of Lisbon, 1989. In 1986, I met the Spanish journalist Pilar del Río. We got married in 1988.
In consequence of the Portuguese government censorship of The Gospel According to Jesus Christ (1991), vetoing its presentation for the European Literary Prize under the pretext that the book was offensive to Catholics, my wife and I transferred our residence to the island of Lanzarote in the Canaries. At the beginning of that year I published the play In Nomine Dei, which had been written in Lisbon, from which the libretto for the opera Divara would be taken, with music by the Italian composer Azio Corghi and staged for the first time in Münster, Germany in 1993. This was not the first cooperation with Corghi: his also is the music to the opera Blimunda, from my novel Baltazar and Blimunda, staged in Milan, Italy in 1990. In 1993, I started writing a diary, Cadernos de Lanzarote (Lanzarote Diaries), with five volumes so far. In 1995, I published the novel Blindness and in 1997 All the Names. In 1995, I was awarded the Camões Prize and in 1998 the Nobel Prize for Literature

Written over the author's signature and translated into English   by Fernando Rodrigues and Tim Crosfield

http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1998/saramago-autobio.html

comitatomst.it

 

 

 

pagina 1  -  2

 

altri autori             home