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josé saramago
welcome saramago
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1
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quando mi si presenta un’idea per un libro ho già in testa
il titolo
E se l’editore volesse cambiarlo?
Non lo permetterei mai - i titoli li scelgo io
..
italia ha una democrazia malata
..mi domando come
potremmo parlare di democrazia in Italia o in qualunque altro paese del mondo se
si torna a premiare chi ha già dato dimostrazione della sua concezione del
potere? ... Dentro questa democrazia malata corruzione e mafia, delinquenza e
insicurezza prosperano
"Non trovo altro modo con cui chiamarlo. Una cosa
pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge
e comanda in un paese chiamato Italia".
sergio buonadonna - esoresso.repubblica.it -
www.agoravox.it
Festival "Sete Sòis Sete Luas"
Sette Soli Sette Lune in portoghese, secondo il titolo
ideato da uno dei due presidenti onorari della rete, José Saramago, che
condivide il ruolo con Dario Fo.
Toscana Radio News
25° premio grinzane
CRAVATTA
Jose Ssaramago
84 anni mostra
sorridendo ma non troppo un simbolo della sua protesta: la cravatta. «Qualcuno
dice che vesto sempre in modo troppo formale. Bene, continuare a indossare
questa, oggi, è un’affermazione personale, un modo per rivendicare la libertà di
scelta ......
lastampa.it
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Não fiquem sentados à espera de ver o que o Lula
faz, porque ele vai enfrentar os três monstros que dominam o mundo e que se
chamam Banco Mundial, Fundo Monetário Internacional e Organização Mundial do
Comércio.
bbc.co.uk
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2.rnw.nl/rnw/pt
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JOSE'
SARAMAGO
José Saramago è nato ad Azinhaga il 16 novembre
1922 e si è trasferito a Lisbona con la famiglia in giovane età. Abbandonati
gli studi universitari per difficoltà economiche, per mantenersi
ha lavorato come fabbro, disegnatore, correttore
di bozze, traduttore, giornalista, fino a impiegarsi stabilmente
in campo editoriale.
Negli anni della dittatura di Salazar è stato uno strenuo
oppositore del regime, che ne ha censurato l'attività
giornalistica. Saramago non ha mai nascosto le proprie convinzioni nei
confronti dell'ideologia comunista: "A chi oggi fa notare che
avrebbe potuto essere insignito del premio Nobel per la letteratura se
avesse rinunciato a proclamarsi comunista, Saramago risponde che neanche
per tutti i
Nobel del mondo sarebbe stato disponibile a tradire la
propria vocazione politica" è stato scritto in una sua biografia.
Solo dopo la fine della dittatura salazariana in
Portogallo, Saramago si è dedicato esclusivamente all'attività letteraria,
dopo la pubblicazione, nel 1947, del primo ROMANZo , Terra do pecado.
Nel 1998, sollevando un vespaio di polemiche soprattutto da parte del
Vaticano, gli è stato conferito il Nobel per la letteratura.
Attualmente vive a Lanzarote, nelle Isole Canarie.
Tra i suoi ROMANZI , tradotti in oltre venticinque lingue, il più noto
è probabilmente O Jangada de Pedra (La zattera di pietra);
in esso Saramago immagina il distacco soprannaturale della Penisola
Iberica dal continente Europeo e il suo "navigare" senza meta
nell'oceano Atlantico: una sorta di allegoria - come commenta
ironicamente lo stesso Saramago - della vocazione a barcamenarsi che
possiedono politici e autorità o comunque coloro che detengono il
potere.
Uno dei suoi più recenti capolavori è sicuramente Ensaio sobre a
Cegueira (Cecità). "La cecità",
dice lo stesso autore, "è la cecità della razionalità. Noi siamo
esseri razionali, ma non ci comportiamo razionalmente. Se lo facessimo,
non esisterebbero nel mondo i morti per fame".
http://clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorimz/saramago/
Saramago se casa con su misma mujer en una ceremonia íntima
en Castril
El premio Nobel de Literatura José Saramago y Pilar del Río, periodista española
y traductora al castellano de las obras del escritor, se casaron hoy por lo
civil en una discreta e íntima ceremonia celebrada en Castril, localidad
granadina de la que es natural Del Río.
www.20minutos.es - 17 luglio 2007
Josè Saramago 85 aa ricoverato per POLMONITE dic
2007 . dimesso e tornato a Lanzarote nelle isole Canarie, dove vive dal
1993. HA RIPRESO A SCRIVERE.
2008
muore per leucemia a lanzarote 18 giugno 2010
Il Vaticano ''scomunica'' Josè Saramago ''Antireligioso''
e non LO perdona nemmeno dopo la morte
attacco a fondo dEll'Osservatore romanO
scrive il quotidiano del Papa - "è stato un uomo e un intellettuale di nessuna
ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia
nel materialismo storico, alias marxismo".
Saramago è acccusato di aver scelto "lucidamente" di autocollocarsi "dalla parte
della zizzania nell'evangelico campo di grano".
ilsalvagente.it - 2010
Nel suo Paese era ritenuto un uomo di grande valore civile
oltre che un artista.
Per me e Franca è una perdita grandissima
Eravamo legati a lui e alla moglie
la nostra non era un'amicizia di mestiere
stavamo bene insieme
dario fo - 2010
IL VANGELO SECONDO GESÙ
rilettura laica della vita di Gesù: un lungo, affascinante
racconto che si sviluppa nel contesto magico-realistico di un
tempo lontano, narrato tante volte.
Il testo è redatto in uno stile assai particolare per i dialoghi
che sono un unico, fluido, ininterrotto discorso,
con una punteggiatura scarsa che
ricorda la trasmissione orale dei tempi antichi.
geagea.com
Un vangelo moderno
scritto
nei primi anni ’90, proibito dalla censura portoghese. Un vangelo fedele nella
fabula e, al tempo stesso, molto diverso dagli originali canonici. Una storia
popolare, che attinge al fantastico senza dimenticare le fonti storiche. Una
avvincente parabola sulla vita di Gesù, primo uomo moderno, segnata fin
dall’Annunciazione dall’eterno conflitto tra bene e male, tra umano e divino. Un
Cristo, quello di Saramago, alla continua ricerca del Dio Padre e che una volta
trovatolo e appresi i Suoi imperscrutabili piani, si trasforma nel primo vero
Figlio “ribelle”. “Le colpe dei padri ricadono
sempre sui figli”, dice Saramago, ed è appunto a
questo destino fatale che Gesù tenta di sfuggire. La “prosa magmatica” di
Saramago ed il suo linguaggio parlato dall’altissima qualità formale aiutano a
rileggere le origini, ed il successivo sviluppo, della storia e della cultura
occidentali, cercando di liberarle dal complesso del peccato originale e dalla
brama di potere di un Dio colpevole
digispace.it
O ROMANce O Evangelho segundo Jesus
Cristo
tem um título enganador. O
Cristo descrito por José Saramago é original e tem pouco a ver com o que
encontramos nos evangelhos canónicos – o que, aliás, suscitou as polémicas
furiosas que continuam frescas na memória de toda a gente. Mas o maior engano
não é esse. Ainda que a vida de Jesus ocupe a parte de leão do texto, o mais
importante do livro não está aí. O momento fulcral da obra de Saramago é aquele
em que Deus surge e revela os seus desígnios divinos.
Jesus é um interveniente relativamente secundário. O texto di-lo expressamente,
ao descrever a sua biografia como «alguns vulgares episódios da vida pastoril» e
ao qualificar o filho de José e Maria como «medíocre em vida». Isto é reforçado
pelas considerações sobre o livre arbítrio que proliferam ao longo do livro. O
Jesus de Saramago é um ser destituído de verdadeira capacidade de escolha: «Deus
é quem traça os caminhos e manda os que por eles hão-de seguir, a ti escolheu-te
para que abrisses, em seu serviço, uma estrada entre as estradas.» O verdadeiro
protagonista deste Evangelho não é Jesus, m as o próprio Deus.
a-bomba.blogspot.com
José Saramago è giunto a Cuba
accolto dal Ministro alla Cultura Abel Prieto e da Iroel Sánchez, presidente
dell’Istituto del Libro, ha incontrato personalità e cittadini comuni a decine,
ha firmato centinaia di volumi del “Vangelo”
ad appassionati che hanno fatto una coda incredibile per ottenere il suo
autografo, ha parlato della suo opera nel tempo, di quel che sta scrivendo,
delle sue analisi, con tutto il rispetto e la simpatia reciproci.
L’intelligenza aiuta sempre a superare i momenti più difficili...
g.minuti - siporcuba.it

L'intermittenza della morte
NUOVO ROMANZo IN SEI NAZIONI
Il
libro, intitolato in portoghese ''As
intermitencias da morte'' sara' pubblicato in prima edizione in Argentina, Brasile, Spagna,
Messico, Portogallo e Italia . E' la prima volta che un'opera di Saramago appare
simultaneamente: finora LE TRADUZIONI INIZIAVANO MESI DOPO L'EDIZIONE
PORTOGHESE.
adnkronos
www.prom.it
Tutti i miei libri senza eccezione
affrontano l'improbabile e l'impossibile
Alla fine scopriamo che l'unica
condizione per vivere è morire
E' un libro estremamente buffo. Il
lettore sorriderà tante volte
intermittenza della morte - today.reuters.it
Il
giorno seguente non morì nessuno. Il fatto poiché assolutamente contrario alle
norme della vita causò negli spiriti un enorme turbamento - cosa del tutto
giustificata - ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta
volumi della storia universale ...
Le intermittenze della morte rientra a
pieno titolo in un nuovo modo di fare e concepire la fantascienza che esce dall’ipertecnicismo
tipicamente anglosassone e apre le porte a una dimensione più umanistica, più
riflessiva e intimista dell’immaginare il futuro dell’uomo.
alex tonelli - www.fantascienza.com
libri di jose saramago
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2010
QUADERNI DI LANZAROTE
CAINO
2008
IL QUADERNO
IL VIAggIO DELL'ELEFANTE
2007
OGGETTO QUASI
POESIE
2006
PICCOLE MEMORIE
Di questo mondo e dell'altro
Seeing
L'anno della morte di Ricardo Reis
La zattera di pietra
Pensar, pensar, y pensar. Scritti e interviste
Tutti i nomi
Una terra chiamata Alentejo
2005
L'intermittenza della morte
Il Più grande fiore del mondo
Cecità
Viaggio in Portogallo
L'uomo duplicato
Don Giovanni o il dissoluto assolto
2004
Double
Saggio sulla lucidità
La caverna
www.unilibro.it
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2003
Cave
Il racconto dell'isola sconosciuta
L'uomo duplicato
Memoriale del convento
Manuale di pittura e calligrafia
2002
Poesie. Testo portoghese a fronte
Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Scolpire il verso
Andrea Mantegna. Un'etica, un'estetica
Journey to Portugal
La balsa de piedra
Todos los nombres
Esayo sobre la ceguera
El evangelio segun Jesucristo
Memorial del convento
La caverna
El cuento de la isla desconocida
2001
Baltasar and Blimunda
Tutti i nomi
L'anno mille993
2000
All Names |

2009 - il quaderno
einaudi rifiuta la pubblicazione e censura le opinioni sui
politici italiani
il libro verra pubblicato da
Bollati Boringhieri

I Quaderni di
Lanzarote
sono una specie di
diario che Saramago iniziò a scrivere quando si trasferì nell'isola delle
Canarie nel 1993, in seguito alla censura posta dal governo portoghese al suo
Vangelo secondo Gesù Cristo. Come dice lo stesso Saramago, tutto iniziò così: "A
gennaio la casa non era ancora finita e i miei cognati Javier e Maria, con la
partecipazione simbolica di Luis e Juan José, mi portarono da Arrecife un
quaderno di carta riciclata. Pensavano che avrei dovuto scriverci le mie
giornate a Lanzarote; un'idea che del resto già mi ronzava in testa". Poiché
molti pensano che scrivere un diario (e pubblicarlo) sia "un esercizio di freddo
narcisismo", Saramago rassicura tutti dicendo che "il Narciso che oggi si
contempla nell'acqua l'indomani distrugge con la propria mano l'immagine che
contempla". Questo volume raccoglie una scelta di testi provenienti dalle oltre
mille pagine dei cinque Quaderni che a tutt'oggi sono stati pubblicati in
Portogallo.
feltrinelli - 2010

CAINO
- Sono il signore sovrano di tutte le cose
- E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me e della mia libertà.
- Libertà di uccidere
- Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue
mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia
dell’infallibilità che condividi con tutti gli altri dei, sarebbe bastato che
per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con
umiltà… Gli dei, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri nei confronti di
coloro che dicono di aver creato.
ibs - 2010
STORIA
DELL'ELEFANTE
Un giorno, dal mare e dall'Oriente,
ritornano a Lisbona le navi cariche di spezie appartenenti al re del Portogallo
e dell'Algarve. Una di esse, però, questa volta trasporta qualcosa di speciale,
un gigantesco elefante indiano. Il sovrano ne rimane ammirato, ma decide di
inviarlo in regale omaggio a suo cugino Massimiliano I, imperatore d'Austria e
futuro imperatore del Messico (morì nel 1867 fucilato dai repubblicani messicani
tre anni dopo l'incarico). La carovana reale viaggerà per mesi e mesi lungo le
tormentate strade del vecchio continente da Lisbona a Vienna. È complicata,
multicolore, multietnica e assai litigiosa. E volteggia intorno a quella specie
di biologico monolito, l'unico a emanare una comprensione e una saggezza
veramente umane.
libreriauniversitaria.it
cecita -
In fondo quel che IL libro vuol dire
è proprio che tutti noi siamo ciechi della ragione
JS
CECITA DIVENTERA FILM GRAZIE AL REGISTA Fernando Meirelles
- 2008
CECITA' il "mal bianco" della
realtà
José Saramago
Attendendo di leggere i suoi ultimi
ROMANZI , ho ridato ultimamente una scorsa a
un libro scritto da José Saramago nel 1995 e pubblicato in Italia da Einaudi. Si
chiama Cecità. José Saramago mantiene inalterato lo stile particolare che
intreccia (con una punteggiatura attentissima fatta soprattutto di virgole) non
solo la prosa col parlato - ossia i discorsi indiretti con quelli diretti- ma
anche le differenti voci dei differenti personaggi. L'autore portoghese in
questo ROMANZo , come preannuncia il titolo, racconta una cecità che colpisce gli
occhi, ma ancora di più le profondità dell'anima. Il malessere esterno diventa
infatti la proiezione di una ben più grave malattia interna: il segno di una
crisi interiore che colpisce l'uomo in maniera del tutto inaspettata. Il fatto
stesso che si tratti di una cecità bianca, che affonda l'individuo in un "mal
bianco" simile a un mare di latte che avvolge la vittima in un candore luminoso,
sottolinea già la sua amena natura, il suo distinguersi dalla comune cecità nera
degli occhi. L'inizio della vicenda (un uomo che perde la vista mentre è in
attesa a un semaforo) ci introduce subito nello spazio della malattia per
condurci un attimo dopo nel cuore di essa: in uno studio oculistico, dove gli
viene diagnosticato un male sconosciuto che in breve tempo dilaga in tutto il
paese come un'epidemia. Dopo un tentativo di arginare il problema rinchiudendo i
ciechi in un ex manicomio, l'intera città, l'intero paese e l'intero mondo
sprofondano senza sosta dentro la visione del bianco. Unico caso isolato: una
donna, la moglie dell'oculista che, al di fuori della sua volontà, continua a
vedere e a testimoniare la barbarie in cui è caduto l'uomo: sempre più bestia,
sempre più attento alla propria sopravvivenza e sempre più indifferente ai
bisogni degli altri. Proprio la figura di questa donna, che sembra vivere di una
realtà a colori dove ogni individuo diventa una sagoma oscura, intrattiene un
rapporto particolare col lettore, offrendogli -in un mondo popolato da ciechi-
l'unica possibilità di vedere l'universo creato dallo scrittore. In questo
senso, il lettore vive la realtàDEL ROMANZo attraverso i suoi occhi, e alla
fine quando essi si chiudono egli non può far altro che precipitare nel mare
cieco della realtà, annegando inevitabilmente nel "mal bianco" dell'ultima
pagina.
dadascanner.com
stralci da storia dell'assedio di lisbona
La differenza sta tra un pensiero attivo, che scava pozzi e gallerie a
partire da un fatto e tutt’intorno, e quell’altra forma di pensiero, ammesso che
meriti tale nome, inerte, estraneo, che quando guarda non si fissa e prosegue,
risoluto nella convinzione che tutto ciò che non è menzionato non esiste, come
il malato che si considera sano perché il nome della malattia non è stato ancora
pronunciato. Ma si sbaglia chi crede che questi sistemi difensivi durino sempre,
arriva il momento in cui la vacuità del pensare si trasforma in idea fissa, in
genere basta che faccia un po’ male. Fu questo che successe quando, mentre stava
lavando le poche stoviglie che aveva sporcato per cenare, gli si illuminò
nell’animo l’improvvisa evidenza….
Non sapremo mai fino a che punto le nostre vite cambierebbero se certe frasi
udite ma non percepite fossero state capite, La cosa migliore, io credo, sarebbe
cominciare a non fingere che non capiamo le altre, quelle chiare e dirette, Ha
proprio ragione, ma c’è gente attratta più da quello che è ambiguo che non da
quello che è sicuro, dall’oggetto meno che dalla sua traccia, più dall’orma
sulla sabbia che dall’animale che l’ha lasciata, sono i sognatori…
…ho letto solo qualche cosa, mi sono divertito o esercitato, a poco a poco, a
scoprire le differenze tra guardare e vedere e fra vedere e notare. E’
interessante, questo, E’ elementare, suppongo addirittura che la vera conoscenza
risieda nella coscienza che abbiamo da un livello di percezione, per così dire,
ad un altro, Che uomo barbaro, il più goto di tutti, chi sta cambiando di
livello sono io da quando abbiamo cominciato a scalare questa montagna,
fermiamoci un po’ a questo gradino, chè ho bisogno di riprendere fiato, almeno
un minuto, sediamoci…
… presumo che quello che sono non impedisce che io ti piaccia, e basta, Scusami,
Non serve chiedere scusa, il male è in voi, gli uomini, tutti i maschi insieme,
quando non è la professione è l’età, quando non è l’età è la classe sociale,
quando non è la classe sociale sono i soldi, ma quand’è che vi deciderete ad
essere naturali nella vita, Nessun essere umano è naturale, Non c’è bisogno di
essere un revisore per saperlo, una semplice laureata non lo ignora, Sembra che
siamo in guerra, Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento,
ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura
dell’altro e mantenere le nostre…
JOSÉ SARAMAGO
I
was born in a family of landless peasants, in Azinhaga, a small village in the
province of Ribatejo, on the right bank of the Almonda River, around a hundred
kilometres north-east of Lisbon.
My parents were José de Sousa and Maria da
Piedade. José de Sousa would have been my own name had not the Registrar, on
his own inititiave added the nickname by which my father's family was known in
the village: Saramago. I should add that saramago is a wild herbaceous plant, whose leaves in those times served at need as nourishment for the
poor.
Not until the age of seven, when I had to present an identification document at
primary school, was it realised that my full name was José de Sousa Saramago...
This was not, however, the only identity problem to which I was fated at birth.
Though I had come into the world on 16 November 1922, my official documents show
that I was born two days later, on the 18th. It was thanks to this petty fraud
that my family escaped from paying the fine for not having registered my birth
at the proper legal time.
Maybe because he had served in World War I, in France as an artillery soldier,
and had known other surroundings from those of the village, my father decided in
1924 to leave farm work and move with his family to Lisbon, where he started as
a policeman, for which job were required no more "literary qualifications"
(a common expression then ... ) than reading, writing and arithmetic.
A few months after settling in the capital my brother Francisco two years older,
died. Though our living conditions had improved a little after moving, we were
never going to be well off.
I was already 13 or 14 when we moved, at last, to our own-but very tiny-house:
till then we had lived in parts of houses, with other families. During all this
time, and until I came of age I spent many, and very often quite long, periods
in the village with my mother's parents Jerónimo Meirinho and Josefa Caixinha.
I was a good pupil at primary school: in the second class I was writing with no
spelling mistakes and the third and fourth classes were done in a single year.
Then I was moved up to the grammar school where I stayed two years, with
excellent marks in the first year, not so good in the second, but was well liked
by classmates and teachers, even being elected (I was then 12...) treasurer of
the Students' Union... Meanwhile my parents reached the conclusion that, in the
absence of resources, they could not go on keeping me in the grammar school. The
only alternative was to go to a technical school. And so it was: for five years
I learned to be a mechanic. But surprisingly the syllabus at that time, though
obviously technically oriented, included, besides French, a literature subject.
As I had no books at home (my own books, bought by myself, however with money
borrowed from a friend, I would only have when I was 19) the Portuguese language
textbooks, with their "anthological" character, were what opened to me
the doors of literary fruition: even today I can recite poetry learnt in that
distant era. After finishing the course, I worked for two years as a mechanic at
a car repair shop. By that time I had already started to frequent, in its
evening opening hours, a public library in Lisbon. And it was there, with no
help or guidance except curiosity and the will to learn, that my taste for
reading developed and was refined.
When I got married in 1944, 1 had already changed jobs. I was now working in the
Social Welfare Service as an administrative civil servant. My wife, Ilda Reis,
then a typist with the Railway Company, was to become, many years later, one of
the most important Portuguese engravers. She died in 1998. In 1947, the year of
the birth of my only child, Violante, I published my first book, a novel I
myself entitled The Widow, but which for editorial reasons appeared as The
Land of Sin. I wrote another novel, The Skylight, still unpublished,
and started another one, but did not get past the first few pages: its title was
to be Honey and Gall, or maybe Louis, son of Tadeus... The matter
was settled when I abandoned the project: it was becoming quite clear to me that
I had nothing worthwhile to say. For 19 years, till 1966, when I got to publish Possible
Poems, I was absent from the Portuguese literary scene, where few people can
have noticed my absence.
For political reasons I became unemployed in 1949, but thanks to the goodwill of
a former teacher at the technical school, I managed to find work at the metal
company where he was a manager.
At the end of the 1950s I started working at a publishing company, Estúdios
Cor, as production manager, so returning, but not as an author, to the world of
letters I had left some years before. This new activity allowed me acquaintance
and friendship with some of the most important Portuguese writers of the time.
In 1955, to improve the family budget, but also because I enjoyed it, I started
to spend part of my free time in translation, an activity that would continue
till 1981: Colette, Pär
Lagerkvist, Jean Cassou, Maupassant, André Bonnard, Tolstoi, Baudelaire, Étienne
Balibar, Nikos Poulantzas, Henri Focillon, Jacques Roumain, Hegel, Raymond Bayer
were some of the authors I translated. Between May 1967 and November 1968, I had
another parallel occupation as a literary critic. Meanwhile, in 1966, I had
published Possible Poems, a poetry book that marked my return to literature. After
that, in 1970, another book of poems, Probably Joy and
shortly after, in 1971 and 1973 respectively, under the titles From this
World and the Other and The Traveller's Baggage, two collections of
newspaper articles which the critics consider essential to the full
understanding of my later work. After my divorce in 1970, I initiated a
relationship, which would last till 1986, with the Portuguese writer Isabel da
Nóbrega.
After leaving the publisher at the end of 1971, I worked for the following two
years at the evening newspaper Diário de Lisboa, as manager of a cultural
supplement and as an editor.
Published in 1974 with the title The Opinions the DL Had, those texts
represent a very precise "reading" of the last time of the
dictatorship, which was to be toppled that April. In April 1975, I became deputy
director of the morning paper Diário de Nóticias, a post I filled till that
November and from which I was sacked in the aftermath of the changes provoked by
the politico-military coup of the 25th November which blocked the revolutionary
process. Two books mark this era: The Year of 1993, a long poem published
in 1975, which some critics consider a herald of the works that two years later
would start to appear with Manual of Painting and Calligraphy, a novel,
and, under the title of Notes, the political articles I had published in
the newspaper of which I had been a director.
Unemployed again and bearing in mind the political situation we were undergoing,
without the faintest possibility of finding a job, I decided to devote myself to
literature: it was about time to find out what I was worth as a writer. At the
beginning of 1976, I settled for some weeks in Lavre, a country village in
Alentejo Province. It was that period of study, observation and note-taking that
led, in 1980, to the novel Risen from the Ground, where the way of
narrating which characterises my novels was born. Meanwhile, in 1978 I had
published a collection of short stories, Quasi Object; in 1979 the play The
Night, and after that, a few months before Risen from the Ground, a
new play, What shall I do with this Book? With the exception of another
play, entitled The Second Life of Francis of Assisi, published in 1987,
the 1980s were entirely dedicated to the Novel: Baltazar and Blimunda,
1982, The Year of the Death of Ricardo Reis, 1984, The Stone Raft,
1986, The History of the Siege of Lisbon, 1989. In 1986, I met the
Spanish journalist Pilar del Río. We got married in 1988.
In consequence of the Portuguese government censorship of The Gospel
According to Jesus Christ (1991), vetoing its presentation for the European
Literary Prize under the pretext that the book was offensive to Catholics, my
wife and I transferred our residence to the island of Lanzarote in the Canaries.
At the beginning of that year I published the play In Nomine Dei, which
had been written in Lisbon, from which the libretto for the opera Divara
would be taken, with music by the Italian composer Azio Corghi and staged for
the first time in Münster, Germany in 1993. This was not the first cooperation
with Corghi: his also is the music to the opera Blimunda, from my novel Baltazar
and Blimunda, staged in Milan, Italy in 1990. In 1993, I started writing a diary,
Cadernos de Lanzarote (Lanzarote Diaries), with five volumes so
far. In 1995, I published the novel Blindness and in 1997 All the Names. In 1995, I was awarded the Camões Prize and in 1998 the Nobel Prize
for Literature
Written over the author's signature and translated into English
by
Fernando Rodrigues and Tim Crosfield
http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1998/saramago-autobio.html
comitatomst.it
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