ALI AHMAD SAID ASBAR

ALI  AHMAD  SA'ID  eSBeR   o   ISBIR  -   Ali Ahmed Saïd Esber

علي أحمد سعيد إسبر‎

alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id

PSEUDONIMO    ADONIS    O   ADUNIS

أدونيس 

 

1 gennaio 1930   Al-Qassabin Siria



 

Adonis

è il dio fenicio -  in ebraico significa Signore - ĀdhOnāy - e in greco si riferisce al verso endecasillabo saffico  - Adonio -  usato da Seneca nelle tragedie e nella tradizione classica per le invocazioni al dio Adone.

spaghidautore.splinder.com       metropolnews.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Adonis      www.poetryfoundation.org/bio/adonis

www.poetryinternationalweb.net/pi/site/poet/item/22899/Adonis

All’inizio la scelta del nome Adonis è stata una questione pratica -  i versi spediti agli editori e firmati Al Ahmad Esber non venivano neppure letti perché Al è un nome con una specifica connotazione religiosa.   

Così decisi di firmarmi Adonis e vennero subito pubblicati.    In seguito, molti hanno pensato che volessi rinnegare la mia identità arabo-musulmana. Forse la rifiutavo inconsciamente come inconsciamente ho voluto passare da una cultura all’altra.    È un po’ come inventare la mia identità allo stesso modo con cui invento la mia vita e la mia poesia.    Ma in quest’ottica bisogna ripensare anche la parola «esilio».    

È l’esilio che mi ha permesso di diventare quello che sono.    Esilio dunque come rinascita.
adonis - ilmessaggero.it

ADONIS PITTORE E POETA HA TRADOTTO TESTI DI MARIO LUZI - 2015

 

 

la poesia è come l'amore che ha sempre qualcosa da dire

la poesia è come una donna -  vuoi amarla ogni giorno

 

"Ho visto: la mappa araba simile a un destriero che trascina i suoi passi mentre il tempo ciondola come la bisaccia verso la tomba oppure verso l'ombra più tenebrosa, verso il fuoco estinto oppure verso il fuoco che si spegne; svelare l'alchimia dell'altra dimensione a Kirkuk - Zahràn e in quel che resta nella cittadella nell'Afrasia araba. Ecco il mondo che matura innanzi a noi. Ah! Ci armiamo per la Terza guerra. (...) Ho visto: nomi arabi vasti quanto la guerra, più teneri dell'occhio, che illuminano, ma come illumina un astro che vaga "che non ha antenati e che non ha radici nei propri passi"

vulgo.net

 

 

 

oriente e occidente

 Una cosa si era distesa

nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.
Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente  sono una tomba sola
raccolta dalle sue ceneri

memoria del vento

 

 

www.facebook.com/Adonis.poem

 

 

Adonis ovvero ‘Ali Ahmad Sa‘id nasce il 1 gennaio 1930 nei pressi di Latakia, in Siria, e adotta lo pseudonimo di Adonis all’età di diciassette anni. Studia legge e filosofia alla syrian university di damasco e Saint-Joseph di Beirut dove ottiene il dottorato nel 1973. Gli anni di formazione di Adonis sono stati influenzati dalla lettura delle opere di Jubran Khalil Jubran e Sa‘id ‘Aql.  Dopo che nel 1955 viene imprigionato per sei mesi per la sua attività politica come membro del Partito Socialista siriano, si trasferisce in Libano, acquisendo la cittadinanza libanese. Nel 1960 riceve una borsa di studio a Parigi e dal 1970 al 1985 è professore di Letteratura Araba presso l’Università Libanese. Nel 1976 insegna alla Università di Damasco e nel 1980 insegna arabo alla Sorbonne.

Ha in seguito insegnato e tenuto corsi presso molte università occidentali ed è tornato definitivamente a Parigi nel 1985. Poeta e studioso di poetica è considerato il caposcuola dei nuovi poeti arabi. Nel 1957 ha fondato la rivista di poesia ash-Shi‘r e nel 1968 il giornale di politica e cultura Mawaqif. La sua poesia, di tono fortemente sociale e politico, è amata soprattutto dai giovani ed è stata definita una poesia dei luoghi poiché luoghi quali Marrakesh, Fez e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dal poeta.

A proposito dell’attuale situazione della poesia, in una recente intervista, Adonis ha così dichiarato:

“Da un punto di vista orizzontale, la poesia non gode di buona salute. Non ci sono lettori. Ma da un punto di vista verticale, la qualità, l’interesse dei suoi appassionati è maggiore di prima. La poesia sta perdendo riconoscimenti, ma ne guadagna in profondità. Oggi, il pubblico preferisce svagarsi con la televisione, che li distoglie dal pensare, dall’approfondire, dal riflettere. La poesia non si può sostituire. Se la filosofia tace, se la cultura, in genere, non risponde alle domande dell’essere umano, resta la poesia che è molto simile all’amore”.

Poeta del paradosso e dell’estremo Adonis ama affermare che la scrittura è l’opposto della poesia, poiché un testo poetico incorpora una molteplicità di livelli, linguaggi, forme espressive e ritmi. È stato insignito di numerosi premi.

liceoparini.it   -   controcampus.it

it.wikipedia.org

tra la Siria e Parigi vive la sua vecchiaia con una invidiabile serenità che lo porta ad affermare con tenerezza ma senza sentimentalismo che la vita e l’amore sono eventi transitori.

festivaletteratura 2013

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Ali Ahmed Said was born in the village of Al Qassabin in Syria, in 1930, to a family of farmers, the oldest of six children. At the age of nineteen, he adopted the name Adonis after the Greek god of fertility, When he was fourteen, Adonis read a poem to the president of Syria who was visiting a nearby town. The impressed president offered to grant a request, to which the young Adonis responded that he wanted to attend school. The president quickly made arrangements for Adonis to attend a French-run high school, after which he studied philosophy at Damascus University. In 1956, after a year-long imprisonment for political activities, Adonis fled Syria for Beirut, Lebanon. He joined a vibrant community of artists, writers, and exiles in Beirut, and co-founded and edited Sh'ir, and later Muwaqaf, both progressive journals of poetry and politics.

hunargallery.com

quando diventò Adonis?  
Più tardi, a 17 anni. Scrivevo poesie, ma non proprio classiche. Cambiavo già la metrica e soprattutto il ritmo, l’arrangiamento musicale delle unità metriche. Le inviavo a giornali siriani, ma nessuno le pubblicava. Un giorno, per caso, lessi del mito di Adone, divinità della bellezza e della caccia, amata da Astarte, diventata Afrodite e poi Venere. Un giorno Adone era andato a cacciare il cinghiale, ma alla fine il cinghiale, infuriato, lo aveva ucciso. Il suo sangue si trasformò in anemone, il rosso papavero. Ecco, diventai Adonis.  

leonardo martinelli - lastampa.it - 2017

 

Ali Ahmad Said Asbar

Arabic:    علي أحمد سعيد إسبر -  transliterated: alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id

born January 1930 also known by the pseudonym Adonis or Adunis - Arabic:     أدونيس     is a Syrian poet and essayist who has made his career largely in Lebanon and France ... After a trip to New York in 1971, Adonis wrote the poem "The Funeral of New York", which opens :

Picture the earth as a pear
or breast.
Between such fruits and death
survives an engineering trick
New York
Call it a city on four legs
heading for murder
while the drowned already moan
in the distance.
New York is a woman
holding, according to history
a rag called liberty with one hand
and strangling the earth with the other

wikipedia

 

 

in un momento buio come quello in cui viviamo, che ruolo può avere la poesia?

Credo che la poesia abbia un gran ruolo nel cambiamento delle società, non è un ruolo pratico, nel senso che non è la poesia che cambierà il mondo, ma può aiutare l’essere umano a trovare le strade giuste per farlo. La poesia è come l’amore, e che cosa fa l’amore? Rinnova sempre i sentimenti delle persone, dà nuove energie e apre orizzonti verso la bellezza della vita. Sembra una luce che illumina la nostra strada verso l’incognito. L’amore, come la poesia, è come uno spazio aperto: mano a mano che lo vai scoprendo cresci, maturi, gioisci, sperimenti la felicità. Questo accade a livello individuale, da una parte; dall’altra invece, la poesia diventa indispensabile quando la scienza o la filosofia non offrono risposte al mistero della vita. In quel momento la poesia, come l’amore, si converte nell’unico mezzo capace di parlarti, di dialogare con la tua anima.

Zouhir Louassini  - rai

  

che idea ha della morte. Dopo la vita per lei cosa c'e'?

Sono un uomo non credente, non credo nella religione, ma penso che la morte sia parte integrante della vita. Provi ad immaginare: se l'uomo non morisse, il mondo sarebbe assurdo. Ma in questo senso la morte è banale perchè è un fenomeno naturale e tutti muoiono. Per me il problema non è nella morte, ma è la vita. Il problema è la vita e non la morte.

Flaviano Masella - rai

 

 

La poesia è essenzialmente trasgressione
impeto in tutte le direzioni
al di là del tempo e dello spazio
degli individui e della società

di individui e di valori

mentelocale.it

 

 

 

 

L'opera di Adonis comprende diverse raccolte di poesie tradotte in molte lingue. Tra le più significative: Qālat al-Ard (1952; Disse la terra), Aghānī Mihyār ad-Dīmashqi, (1961; I canti di Mihyār ad-Dīmashqi), Qabr min Ağl New York (1971; Una tomba per New York), Kitāb al-Hisār (1986; Il libro dell'assedio), Introduzione alla poetica araba (1992), Poesie (1993), Siggil (2000), Mussiqa al-hut al-azraq (2005; La musica della balena azzurra), Oceano nero (2006). In Italia gli è stato assegnato nel 1999 il Premio Nonino per la poesia.

sapere.it      festivaletteratura.it       lavocedifiore.org        radio.rai.it

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PREMIO GRINZANE CAVOUR 2008

i suoi versi di carattere sociale e politico sono amati soprattutto dai giovani e la sua poetica è stata definita “poesia dei luoghi”, poiché nelle sue liriche città come Marrakech, Fès e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dall’autore.
Poeta del paradosso e dell’estremo, della tensione mistica e della ricerca continua sui più grandi misteri dell’esistenza, la poesia di Adonis abbraccia sia la tradizione occidentale del lirismo alto e filosofico di Hölderlin, Baudelaire, Rilke, sia quella orientale di autori come Niffari e Abu Nuwas. Adonis, pur rispettando le forme antiche del linguaggio, si libera dalle strutture tradizionali della scrittura classica araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dal verso libero.

grinzane.it

 

 

 

 

AL PREMIO NONINO MI BATTO PER LA POESIA  -  venezia - festival incroci di civiltà
Vengo da una terra in cui la poesia è come un albero che veglia sull’uomo e in cui il poeta è uno che comprende il ritmo del mondo

Lei è un innovatore, in cosa le piacerebbe che cambiasse il mondo arabo?
Scrivere è cambiare, è donare una nuova immagine del mondo, trasformare i rapporti tra le parole e le cose, e tra le cose e gli uomini. La poesia è rivoluzione. Ma per cambiare una società bisogna cambiare le istituzioni, l’educazione, l’università, la scuole, la lingua, la condizione delle donne, la legge. La poesia può indicare la strada ma non può farla, sono gli uomini e le donne a cambiare la società.
E dell’Italia cosa pensa?
E’ un grande paese con una piccola politica.
Che rapporto ha con Dio?
Anche Dio come la poesia è una domanda senza risposta. Io sono a-religioso, ma ho un gran rispetto per tutti i credenti. La religione è una cosa, Dio un'altra.
E la poesia cos’è per lei?
E’ amare. Se la filosofia non ha niente da dire, se la storia non ha niente da dire, la poesia ha sempre qualcosa da dire.
giovanna pastega - ilpiccolo.gelocal.it - 2013

 

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INTERVIEW

i poeti cantano quasi sempre la pace. Come si può cantare la pace nel suo paese?
Si continua a cantarla. Occorre cantare la pace perennemente. La poesia di per sé stessa vuol dire pace. Non deve essere uno strumento, un mezzo per lanciare un messaggio. In nessun caso. La poesia non predica. La poesia canta, così come un fiore canta il suo profumo. È come l’amore. È il canto della vita, del cuore, del corpo.
... cosa vorrebbe dire a tutti quelli che ci leggono?
Abbiamo, e in modo incrollabile, bisogno l’uno dell’altro. Assolutamente. Io devo prendermi cura dell’altro.

È fondamentale.

L’altro viene prima di me.

Dobbiamo vivere in questo tipo di atmosfera. E si deve inoltre stare all’erta: percepire come la menzogna è ovunque, come si inserisce, come ci sommerge. La nostra vita quotidiana è anche la nostra cultura. Bisogna prestare attenzione a tutte le idee che circolano, essere vigili, essere attenti… Sono ottimista rispetto al lungo termine. L’essere umano è incredibile.

Ma il momento che viviamo oggi è difficile. Molto difficile.

Non ho nessun messaggio da trasmettere.

Vorrei solo che ognuno andasse nel più profondo di se stesso perché lì risiede la sua verità.
sylvène baroche - trad giuseppina vecchia - pressenza.com - 2014

 

 

 

 

 

 

Concerto per il Cristo
Adonis ha scritto il testo dedicato al Cristo velato e alla città di Napoli il 18 febbraio 2002 nell'aeroporto di Capodichino, al termine di un breve soggiorno partenopeo e rappresenta per il poeta una nuova fase di speranza: una civiltà che si chiude in se stessa è destinata a implodere, il futuro è invece nell'apertura e nello scambio, e la capitale partenopea incarna agli occhi di Adonis questa condizione.
Il poeta interpreta i suoi versi rivolti a Napoli e al Cristo velato fondendo poesia - musica - letteratura e civiltà mediterranee.
anna laura de rosa - napoli.repubblica.it

 

 

 

        

https://youtu.be/ldLr4M1cP28  - i was born for poetry - 2015   ///   https://youtu.be/pe5YHgnWVaQ   -  festival letteratura 2016

http://youtu.be/mM8JQug5-Qw  - dobbiamo lavorare tutti per l'arte -  napoli 2014

https://youtu.be/x_JDlws9Dow  - adonis legge le temps أدونيس ' الوقت

https://youtu.be/i8aKQwP5Ay4  - adonis legge 'dialogo' e 'salmo' - sottotitoli inglese

 

 

 

 

Poetry with power
poet Adonis is enthusiastically greeted by Chinese fans.
Dressed in a pink shirt, the 83-year-old poet seems energetic joking that wearing a bright color is a good way to attract female attention.
He was awarded the Golden Tibetan Antelope Poetry Prize from the Qinghai Lake International Poetry Festival 2013 on Aug 9, in western China's Xining, Qinghai province.

"I'm surprised that young Chinese still like reading poetry. Compared to Western countries, the popularity of poetry in China is not bad, although fewer and fewer people reading poetry is a common problem facing the whole world"
Four of his books have been translated to Chinese.
people are abandoning poetry because of the intrusion of technology in everyday living and people's increasingly busy lives, leaving little time for reading and thinking.
It's impossible for commuters to read Shakespeare on subways. Not only poetry, but all serious works are facing the same problem .
Technology can make it possible for people to wear the same clothes, drive the same cars and eat the same food, but it will never make people dream the same dream.
"I totally agree that if the next
Nobel Prize in Literature is going to award a Chinese, it must be a Chinese poet. If China is the world's future, poetry must be China's future"
Labeled by the West and the Arab world as a contrarian, Adonis admits that he loves rebellious poets such as French writers Charles Baudelaire and Jean Rimbaud and those who are brave to criticize the traditions of the old world.
Identity lies in the future instead of the past.

It's a thing that people should never stop creating. What is China? Is it Shanghai, or Beijing or Hangzhou? No! All these cities together, that's China. So identity can be multifaceted.
He takes New York City as an example of how a society that accepts a multifaceted identity — New York has Chinese, Europeans, Africans, Indians and Latin Americans among others — is the most powerful.

deng zhangyu - usa.chinadaily.com.cn

 

 

 

Finchè ci sarà l'amore ci sarà la poesia e finche ci sarà la poesia ci sarà voglia di pace .
Fu la Siria a inventare il nostro alfabeto e fu la Siria a creare la parola Europa  . La guerra è un non senso  .  bisogna dare spazio al dialogo  .  l'uomo deve parlare e non uccidere
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ilmattino.it -  capri award 2013

Sì, sono d’accordo con Publio Terenzio Afro, Homo sum, humani nihil a me alienum puto; sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di ciò che è umano. A Napoli la tomba di Virgilio è accanto a quella di Leopardi, segno di una continuità che è anch’essa una forma di dialogo attraverso lo spazio e il tempo. In modo analogo, si può essere di religioni diverse, ma quando vediamo la statua del Cristo velato di Giuseppe Sammartino nella Cappella Sansevero contempliamo un’espressione dell’arte umana. L’arte aiuta a portare tutto su un piano di profonda umanità.
marco marchi - blog.quotidiano.net

 

 

 

  

 


Dialogo
Un sipario fra me e te, non mi vedrai,
schiettezza e rivelazione da dove ti arriveranno?
La morte è calata nel tuo cuore,
allora fa’ che la morte ti illumini.
Come violare potresti la consuetudine?
Deliri, vaneggi
le mie regole non han presa su te.
– Sono le tue fondamenta
il mio sole ti ha maturato
anello, ti ho infilato a sigillo del tempo.
nella pietra e nel vento 1999



La rosa dell’alchimia
Nel paradiso della cenere dovrei viaggiare
tra i suoi alberi nascosti,
nella cenere vi sono fiabe,
diamanti e un vello d’oro.
Nella fame dovrei viaggiare, nelle rose,
verso la mietitura dovrei viaggiare,
riposare sotto l’arco delle labbra orfane,
nelle labbra orfane, nella loro ombra ferita
è la rosa dell’alchimia.
nella pietra e nel vento - 1999

marco marchi - blog.quotidiano.net





Oh, le parole
non possono che offrire i loro fiori
a colui che amano, guardandolo confuse

Certo
questa è una parola che non ho detto
-
è dettata da lei
certo, quando ci incontreremo
le foreste dei nostri giorni
rinnoveranno le foglie
quei campi che nei nostri corpi sospirano
cambieranno i fiori
e il luogo dell’incontro sembrerà
un letto che la mano
della terre intesse di desiderio e incanto.
Benvenuta
tu lava risalente dai vulcani spenti dei miei desideri
- queste parole non sono state pronunciate da me
sono dettate da lei -
da cento poesie d’amore - 48



 
Canterò per noi canterò per lei
in suo nome, o compagno della mia
esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
di’ a questo tempo-muro che sono stato iniziato
e mi sono aperto al suo mistero,
in lui mi sono radicato
le mie poesie ne sono ricoperte,
ed io non voglio esistere soltanto per esistere.
Non voglio che lasciar fluire
il mio tempo tra le tue braccia
non voglio estasiarmi di lei e estasiarmi per lei,
cantare per noi e cantare per lei
in suo nome, o compagno della mia
esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
 da cento poesie d'amore

Canto
T’invoco, o fine della notte,
sul mio letto prolungati o inebriati,
sul mio letto sii maga,
a dire t’esorto che cosa dice l’amore all’amante
alla fine delle stagioni.

 

 

 

 

Ho versato la tua notte

nella mia e nel cammino
immerso nella disperazione mi allontanavo,
quasi certo: la cosa più splendida che mi coglie
è un amore vagante come le nubi, sospinto
dal vento del luogo, a suo piacere senza ombre
né stella, né astronomo,
che riarso vive nelle steppe del dubbio
e nei suoi tormenti trasuda e raggela

liberonweb.com

 

 


Quanto abbiamo dipinto sull’inchiostro
e sulla luce all’ombra di un ulivo
la nostra ferita
ma l'abbiamo mescolata all'erba e all'acqua
acqua che si trasforma in cetra,
erba che si trasforma in inchiostro.
Quanto era lunga la notte
dei nostri tormenti
ma abbiamo cancellato le tenebre coi passi
e sommerso col diluvio delle passioni
tutto ciٍ che ci circonda.
Il nostro amore è morto
ma le sue tracce non muoiono,
non hanno limiti

jehat.com

 

 

 

Ti ho chiamata nube
o ferita, colomba della partenza
ti ho chiamata penna e libro
ed eccomi iniziare il dialogo
tra me e la lingua dispersa
nelle isole dei viaggi
nell’arcipelago dell’antica caduta.
Eccomi insegnare il dialogo al vento e alle palme
o ferita, o colomba della partenza.

la ferita - canti di mihyar

 

 

 

Ma dove vado, e cosa farò
se dicessi: la poesia è il mio paese
e l'amore il mio cammino?

 

http://vimeo.com/album/2441635 - video e poesia
www.poetryinternationalweb.net/video/LOVE

 




Pace
ai volti che, soli, vanno nella solitudine del deserto
all’oriente vestito d’erba e fuoco.
Pace alla terra lavata dal mare
al tuo amore, pace ...
la tua nudità folgorante le sue piogge mi ha dato
il tuono consacrato nel petto
è maturato il tempo
avanza il mio sangue
prendimi e sparisci splendore d’oriente
perdimi hai cosce d’eco e lampo
prendimi del mio corpo copriti
favore il mio fuoco
astro la mia ferita è guida
m’infiammo ...
stella divampo
la disegno
dalla mia patria fuggendo nella mia patria
divampo stella
la disegna nella traccia dei suoi giorni perduti
oh cenere della parola
la mia storia ha un figlio nella tua notte?
nella pietra e nel vento 1999



Cola sangue che non s’arresta
inchiostro della genesi
inaugurato da Caino
Come ha ben visto Caino
non ha percorso lo smarrimento
non ha vissuto l’esilio
Ed ecco il tempo
trascinato dal sole suo padre cinto da catene
da ruote che solcano la terra
mentre lo spazio è una lanterna spenta
Non avete forse parlato, voi cose silenziose?
- Succhiando al seno della passione
- Mistero guidato dal fuoco
- Fuoco alimentato dal mistero
Mentre la luce non cessa di piangere
piange la ragione del globo
dolendosi per le stirpi dell’esilio
- In esilio nascono le profezie
Ma com’è facile mettere il cappello di un profeta
sulla testa di un impostore
com’è facile mettere il cappello di un impostore
sulla testa della storia
Tempo
immenso crepuscolo di teste umane

 

 

 

 

 

 

Adonis, che rappresenta per lei la poesia? Può definirla?

«Proprio come l’amore, non si "definisce" la poesia, la si prova, la si sente. La poesia mi aiuta a meglio comprendermi; non è un semplice mezzo d’espressione ma è "intimamente" legata alla mia esistenza: senza la poesia, senza dubbio non sarei niente. Si può immaginare una vita senza amore? Si può essere se stessi senza amore? Con la poesia, la mia identità si precisa, la mia relazione al mondo è più compiuta.
Perché l’identità non si eredita, si inventa, è una "creazione". La poesia è il più "intimo" di un uomo; e l’anima di un popolo».

atma-o-jibon.org

 

 

 

Tutto è per il bene della cultura ma la cultura è in virtù della libertà 

Più libertà, più conoscenza, più apertura nelle prospettive
fiera internazionale del libro del cairo - arabpress.eu - 2015

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Being a poet means that I have already written but that I have actually written nothing       

Poetry is an act without a beginning or an end       

It is really a promise of a beginning  a perpetual beginning

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La mia lingua è il mio paese, la mia geografia, il mio spazio

è il luogo in cui mi radico

 

 

 

 

 

 

È la realtà e il suo contrario, la vita e ciò che non lo è.   

Vive dove le pietre si fanno lago e l’ombra città.
Vive ingannando la disperazione, togliendo margine alla speranza

danzando perché la terra sbadigli e gli alberi dormano.
salmo del nuovo venuto

 

 

 

 

 

 

 

2017
I canti di Mihyar il damasceno

.

Ti ho chiamata nube o ferita, colomba della partenza ti ho chiamata penna e libro ed eccomi iniziare il dialogo tra me e la lunga dispersa nelle isole dei viaggi nell'arcipelago dell'antica caduta .

ibs - 2017

L’opera giovanile del poeta siriano, il suo capolavoro: un poema lirico dedicato alla sua citta, Damasco, ricca di fascino e di storia. Un libro di versi di scottante attualità.
lafeltrinelli.it - 2017

C'è qualcosa di assoluto, di totale e apertissimo, nei Canti di Mihyar il damasceno. Qualcosa di profondamente astorico, di archetipico, ma che pur dimora costretto nei confini della storia e dell'esilio. Il lettore è coinvolto dalla grande potenza liquida e musicale della parola e del verso del poeta (qui tradotto in ottima poesia italiana da Fawzi Al Delmi), che scrisse questi canti nei primi anni Sessanta, subito affermandosi come voce naturale e coltissima di un popolo e di una cultura, quella araba, in virtù della nobile profondità maestosa del suo canto, vibrante e di ampio respiro. «Sono entrato nella liturgia della creazione» dice Mihyar, il grande «santo barbaro», personaggio che consente al poeta di esprimersi nella mirabile tensione di una parola carica di suggestioni, che si manifesta nelle accensioni essenziali della lirica come negli splendidi svolgimenti in poeticissima prosa dei salmi. Elegie e visioni, momenti epici, popolano questo capolavoro della poesia novecentesca, al cui centro è un personaggio creato da Adonis, Mihyar appunto, che vive nell'«incertezza di chi sa ogni cosa», mosso da una «identità in continua ricerca», come ci avverte nella postfazione Khalida Said, che ci inoltra sulla strada di quella figura mitica che coinvolge e riassume in sé svariati elementi: «la crisi del poeta come individuo che vive nel XX secolo» e insieme, su un altro livello, «l'esperienza della trasformazione e della mobilità nella società araba e la crisi dell'uomo che si trova di fronte a temi quali la vita, la morte e l'amore».
librimondadori.it - 2017 

Fantasia e laicità sono elementi originali di un grande maestro della poesia araba come Adonis. Finalmente arrivano anche in Italia I canti di Mihyar il damasceno, il libro che lo rese celebre negli anni Sessanta. Del salmo arabo e del canto antico rimane una temperatura del verso che si fa fiaba, l’attitudine alla litania e al poemetto, e un discorso insieme magico e razionale. Con Adonis la poesia araba scopre il fascino della prosa e la natura diventa soggetto. Gli spazi fisici e le regioni della mente si sovrappongono, aderiscono. E il linguaggio, come nota Khalida Said nella postfazione, è «apparizione e suggestione, linguaggio primigenio non definitivo». Completano il volume le straordinarie immagini di Gianni Limonta che raccontano una Siria ormai scomparsa.
mondadoristore.it - 2017

facebook.com/poetialloSpecchio/videos  -  mondadori lo specchio -   2017

Oggi ho la mia lingua
Ho distrutto il mio regno
ho distrutto il mio trono, le mie piazze e i miei portici
e con la forza dei polmoni ho iniziato
a insegnare al mare le mie piogge, regalargli
il mio fuoco e le mie braci
a scrivere il tempo che verrà sulle mie labbra.
Oggi ho la mia lingua
ho le mie frontiere, la mia terra, il mio aspetto
ho popoli che mi nutrono con la loro incertezza
e si illuminano con le mie rovine e le mie ali.

 

 

 

 

2017

LA FORESTA DELL'AMORE IN NOI

Una raccolta potente in cui il linguaggio fluido e ardente del maggior poeta arabo contemporaneo ribadisce con energia la fiducia nella poesia come via privilegiata per la conoscenza.
ibs - amazon - 2017

quale il maggiore rischio della poesia?  
Non deve dare risposte, altrimenti cade nella religione o nell’ideologia. La poesia non può cambiare il mondo, ma darne solo una nuova immagine. Non è uno strumento. 
si dice che la poesia è in crisi, che non si legge più…  
La crisi non è della creazione poetica, ma culturale. La storia, la rivoluzione tecnica, la trasformazione dei media: tutto questo banalizza ciò che vi è di più grande ed essenziale. È la mondializzazione, una crisi culturale. L’Europa, in questo senso, vive grossi problemi. La separazione tra la politica e la cultura diventa sempre più forte. Così l’Europa s’islamizza. Nel mondo arabo non c’è alcun rapporto fra la politica e la cultura. Che vuol dire: non c’è politica.
leonardo martinelli - lastampa.it - 2017  

Teatro Savoia di Campobasso - Poietika 2017
Lectio magistralis su tematiche della madre terra, del Mediterraneo, culla della civiltà, e dell’esilio per poi allargare il discorso a tematiche di strettissima attualità quali il mondo islamico, il terrorismo internazionale, le migrazioni e la convivenza tra popoli diversi.

 

È la lingua
che mi abita in tuo nome
ha fatto scorrere il suo sangue in me in tuo nome
ha cantato i nostri corpi e quel che c’è stato tra me e te.
Che cosa sono queste lettere sparse dalla foresta dell’amore in noi ?

...

 

Lei è magica:
ha portato un villaggio di racconti dei suoi avi
e le nubi che indossavano
Eccola ora muoversi nel suo splendore
uno stormo di volti annebbiati e uno stormo
di uccelli le volteggiano attorno.
Un fuso fra le mani:
che cosa diranno i fili
che la mano del dubbio intreccia
nella notte dei suoi spettri veglianti ?

...

 

Ogni volta che di notte
leggo il mio corpo
indosso il suo corpo
mi stupisco leggendo il suo amore :
la notte non può che essere
i suoi tratti
i suoi segreti, non può che
essere il suo nome .

 

 

 

 

2016
gerusalemme

 

nuova raccolta di poesie, 'Gerusalemme'. È vero che sta preparando la sua autobiografia?
Vero: sarà una sorta di autopsia della mia vita. Ho bisogno di scrivere sempre. Un’altra cosa che amo è viaggiare. Sarò in Italia, poi a Dubai, in Germania, in Inghilterra".
g.serafini - quotidiano.net - 2016

 

 

 

2015

violenza e islam

 

2011

L'ILLUSIONE DEI MIEI PASSI - poesie



L’acqua si accende e diventa fulmine
lievito e fuoco
ninfea che chiede il mio guanciale
per dormire.



Raccoglieremo i mari
esploreremo le conchiglie
goccioleremo di ebano e rubini
sapendo che la magia
è un genio nero
che ama soltanto il mare
il colore dell’acqua

il dubbio del poeta

Scrivo – sono terrorizzato
e impazzisco

e mi temono
persino l’inchiostro e i fogli
e chiedo a me stesso
sto realmente scrivendo

o bruciando?
l’illusione dei miei passi

 

  

 

2009

Conversazione con Adonis, mio padre   -   Esber Ninar

Nel corso di dieci conversazioni assai intime, Ninar Esber interroga il padre, il poeta Adonis, sulla sua formazione, il suo rapporto con l'Islam, con la poesia, la Siria natale e il Libano, dove entrambi hanno vissuto fino alla guerra, e ancora sulle donne, il velo, le religioni monoteiste, il terrorismo. Adonis, refrattario a ogni indottrinamento religioso e a ogni forma di fanatismo, parla di desiderio, sessualità, matrimonio, fedeltà, amicizia e sensualità oltre che, naturalmente, della creazione poetica. Ninar, giovane donna provocatoria e sincera, è aspramente critica nei confronti del modo in cui sono considerate le donne nei paesi musulmani. Una duplice lezione di libertà.

 

2009

Storia lacerata nel corpo di una donna

 

la donna

La terra che una volta era silenzio e sonno,
ecco ora parla,
apre gli occhi,
si infila sotto le mie vesti,
il mio petto pulsa col suo.
Mi alzo, mi pettino i capelli,
giro il volto verso il mio amore.
Le radici che affondano in questa terra,
sono le mie radici.
L’acqua di Zamzam scorre nelle mie vene
come un altro sangue.
Ora l’universo mi si è chiuso in faccia:
il mio bambino è un crepuscolo totale
in cui mi frammento,
osservo un astro, sento come se dormissi
fra le sue braccia.
Testimonio ora che la natura
è la prima e l’ultima cosa a cui appartengo.

...

 

2009

Ecco il mio nome

Diremo la verità
noi siamo l'assenza
non ci ha generato un ciclo né la polvere
siamo schiuma che evapora dal fiume delle parole
ruggine in ciclo e le sue costellazioni
ruggine nell'esistenza !

 

2008

Alberi adagiati sulla luce-Chie-Chan e io-L'inseguitore

Tre opere scritte per il Napoli Teatro Festival Italia, tre grandi autori, tre occasioni di teatro e di lettura.

 

2008

La lingua del peccato e altri testi poetici  - poesie

 

2007

Beirut. La non-città

 

2006

Oceano nero

 

2005

Oro Incenso e Siria

In onore del chiaro e dello scuro

La musica della balena azzurra. La cultura araba, l'Islam, l'Occidente

 

 

La tua bocca è luce
nessun fulgore
è degno dei suoi orizzonti.
La tua bocca è luce
l’ombra è in un fiore.
poesia n. 200 - anno XVIII - 2005

 

 

2004

Libro delle metamorfosi e della migrazione nelle regioni del giorno e della notte

 

2003

Cento poesie d'amore

Adonis, considerato tra i maggiori poeti contemporanei di lingua araba, rimane un poeta di difficile classificazine, poichè la sua opera non rappresenta una frattura e nemmeno una rifondazione nell'arte poetica araba. Fra tutti i poeti arabi contemporanei è probabilmente lui che ha spinto al limite massimo il "corpo a corpo" con la parola: la sua lingua non conosce stasi, requie o pausa ma ricerca senza sosta la combustione, il ritorno del gorgo caotico del principio.

La sua raccolta premiata è un moderno canzoniere d'amore, il periplo di un'avventura amorosa. Cos'è per lei la donna?
«La donna per me non è solo un oggetto per scrivere poesie d'amore. Essa abita ogni cellula del mio corpo. Io respiro la donna, al punto che comincio ad ascoltare me stesso per trovare la mia parte maschile e quella femminile. Se l'uomo non possiede una parte femminile nel suo essere, la sua stessa virilità rimane incompleta. Anche per la donna, s'intende, vale lo stesso principio. A questo proposito, io credo fortemente in quello che disse Platone: la donna e l'uomo sono un unico essere». 

segnalazioni.blogspot.com

COM’È AMARA E COM’È DOLOROSA LA NOSTALGIA PER LA SUA CASA
POGGIANDO LA GUANCIA SULLA SPALLA DELLA NOTTE ARRESO A LEI
ALLA SUA CASA SILENTE SOTTO L’ARCO DEI PINI
LA NOTTE LEGGE LE SUE OPERE VEGLIANDO LE PORTE E LE FINESTRE
NESSUN FUOCO TRANNE QUELLO CHE CREPITA NEL CORPO LIBERO

O CIÒ CHE DIVAMPA SULLA SUA TERRA

- OGGI È BUIO QUEL PASSAGGIO VERSO LA SUA TERRA
E IL VENTO SPIRA IMPETUOSO DA OGNI PARTE -
COM’È AMARA E COM’È DOLOROSA LA NOSTALGIA
PER CIÒ CHE RIMANE DELLE LEGGENDE DEL MIO AMORE
COM’È ARDUO PARLARE DI LEI

NON HO FUOCO
PER QUESTA CARCASSA
SE NON QUELLO DELLE PAROLE.

 

 

2002

La preghiera e la spada

Memoria del vento

2000

Siggil. Testo originale arabo a fronte

1997

Nella pietra e nel vento

Una raccolta delle liriche e delle prose poetiche più significative del grande poeta arabo. Una poetica fortemente innovativa che si lascia alle spalle i vecchi schemi della lirica classica araba per abbracciare le istanze poetiche occidentali, prediligendo soprattutto gli sperimentalismi formali del simbolismo e del surrealismo. I temi trattati sono di carattere esistenziale e spaziano dall'esilio alla caduta, alla morte, ma non mancano riflessioni sulla modernità e accese invettive contro la società consumistica.

1993

Poesie   - Adonis - Zach Natan

1992

Introduzione alla poetica araba

Desiderio che avanza nelle mappe della materia

unilibro.it - ibs -  barnesandnoble.com - feltrinelli - rizzoli


 

I COLLAGES DI ADONIS

Di-segni d'Oriente e d'Occidente
30 collages del grande poeta arabo Adonis, composti con frammenti di stoffe e citazioni raccolti nei luoghi del mondo pensati e vissuti com
e poesia, interagiscono con una serie di opere, carte, porte in foglia d'oro e specchi di Marco Nereo Rotelli. Una mostra nel segno dell'incontro tra Oriente ed Occidente  - comune.milano.it - 2010
.
In un suo testo poetico ha scritto: « Accoglimi, veglia su di me lingua mia, casa mia.. .». Ritiene dunque che la lingua sia un rifugio, dove trovare riparo dagli orrori del mondo?
La parola per me è la dimora dell'uomo, ma è anche il suo tramite col mondo. Potremmo anzi dire che l'uomo è lingua, dato che solo attraverso la lingua può esprimere la sua esistenza. Il punto però è se di questo tutti siano coscienti, dal momento che la parola nel mondo può essere tanto più efficace quanto maggiore è la consapevolezza dell'importanza del suo ruolo.
Si organizzano iniziative in Italia sull'importanza del Mediterraneo come spazio comune tra i paesi che si affacciano sulle sue rive. Al di là delle parole, ritiene che ci siano le condizioni per un vero dialogo fra paesi arabi e paesi europei?
Penso che ci troviamo di fronte a un difetto generale, che riguarda gli arabi e l'Occidente, un difetto intrinseco nella visione monoteista del mondo, che influenza la sfera politica e impedisce ogni pluralismo. Prendiamo Gerusalemme, questa città sacra per tutti, ebrei, cristiani e musulmani. Se davvero ci fosse la volontà di un incontro tra religioni, se ci fossero tolleranza e eguaglianza, Gerusalemme sarebbe un modello nel mondo, mentre nella realtà è l'opposto. Da un certo punto di vista il Mediterraneo nell'epoca pagana era migliore rispetto a oggi: all'epoca dei fenici e dei greci, c'era uno scambio di culture molto maggiore. Gli antichi non combattevano in nome degli dei, ma per questioni economiche ben chiare. Oggi gli uomini si uccidono in nome di un Dio che dovrebbe essere lo stesso; e si parla tanto della cultura del Mediterraneo, ma in realtà questo è solo un paravento che nasconde progetti politici e economici.

Cosa pensa della poesia italiana anche alla luce dei suoi contatti con grandi autori come Zanzotto, Sanguineti, Luzi?
La poesia contemporanea italiana mi piace molto, ma confesso che in realtà mi è difficile parlare di questo argomento perché la poesia, se non è letta in lingua originale perde moltissimo, viene a mancare la specificità con cui si esprime il poeta. La peculiarità di un poeta risiede nella lingua e non nel pensiero, nel suo modo di esprimersi da un punto di vista estetico, artistico e umano. Le opere dei poeti italiani le ho lette soltanto in traduzione, e dunque le mie considerazioni dovrebbero limitarsi al pensiero, al senso. Ma si può valutare un poeta soltanto per il suo pensiero? Personalmente avrei non poche riserve.
a Milano un'importante esposizione di opere sue e di Marco Nereo Rotelli. Qual è il suo rapporto con il fare artistico?
Finora sono stato molto più legato alla scrittura poetica. L'attività plastica mi serviva soprattutto per riempire un vuoto che non riuscivo a colmare con la scrittura. Ma d'ora in poi, quando avrò finito di scrivere le mie memorie e Il libro dei canti, intendo concentrarmi su un genere di espressione più materica, riprendere in particolare l'esperienza del collage. E sento che sarà per me una prova utile e interessante.
Fawzi Al Delmi - il manifesto - 2010

Years ago, he started creating collages as a way to kill time when he had no desire for writing.
Before he went to Qinghai to accept his poetry prize, he stopped in Shanghai to hold an exhibition of his collages at Minsheng Art Museum.
"I have to admit that selling a collage earns more than writing poems. It's a shame that the art market is overestimated,"   says Adonis,    who always identifies himself as a poet rather than an artist.

deng zhangyu - usa.chinadaily.com.cn

 

 

 

 

RICONOSCIMENTI

CANDIDATO PIU VOLTE AL NOBEL LETTERATURA DAL 1988

PREMIO NONINO 1999

PREMIO LERICI PEA 2000

PREMIO FLAIANO 2002

PREMIO MONDELLO 2003

america award per la letteratura 2003

premio bjørnson 2007

PREMIO GRINZANE  2008

PREMIO POESIA CIVILE 2008

PREMIO GOETHE 2011

premio speciale poesia e letteratura 40° Premio Flaiano a Pescara 2013

Golden Tibetan Antelope Poetry  2013

CAPRI  AWARD 2013

Janus Pannonius Premio Internazionale Poesia 2014

LAUREA HONORIS CAUSA UNIVERSITA STUDI FIRENZE - 2014

PREMIO ERICH-MARIA-REMARQUE 2015

Premio Agorà MED per il dialogo tra le due sponde - Festival Suq Genova 2016

56° premio internazionale  libertà espressione  Copenaghen -

2017

Premio Poesia Città di Fiumicino  - riconoscimento alla poetica 2017

 

 

 

 

 

Il fiore esce dal vaso
per incontrarla.
Il sole era spoglio d’autunno
solo un velo di nubi ai suoi fianchi.
Così nasce l’amore nel villaggio
da cui vengo.

cento poesie d’amore

 

 

 

 

Cammino

e dietro camminano le stelle
verso il domani delle stelle
l’enigma la morte quel che fiorisce e la fatica
sfinisce i passi fanno sangue di me esangue
sono cammino non iniziato
non vi è giacimento a vista
cammino verso me stesso
quel che verrà a me stesso
cammino e dietro camminano le stelle.

 

 

 

 

 

 

L’arte aiuta a portare tutto su un piano di profonda umanità

 

 

 

 

 

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