ALI AHMAD SAID ASBAR
ALI  AHMAD  SA'ID  eSBeR       o    ISBIR
 
علي أحمد سعيد إسبر‎

alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id

PSEUDONIMO    ADONIS    O   ADUNIS

أدونيس 

Adonis

è il dio fenicio, in ebraico significa Signore (ĀdhOnāy) e in greco si riferisce al verso endecasillabo saffico (Adonio) usato da Seneca nelle tragedie e nella tradizione classica per le invocazioni al dio Adone.

spaghidautore.splinder.com

metropolnews.it

 

LA POESIA  E  COME L'AMORE CHE HA SEMPRE QUALCOSA DA DIRE

 

"Ho visto: la mappa araba simile a un destriero che trascina i suoi passi mentre il tempo ciondola come la bisaccia verso la tomba oppure verso l'ombra più tenebrosa, verso il fuoco estinto oppure verso il fuoco che si spegne; svelare l'alchimia dell'altra dimensione a Kirkuk - Zahràn e in quel che resta nella cittadella nell'Afrasia araba. Ecco il mondo che matura innanzi a noi. Ah! Ci armiamo per la Terza guerra. (...) Ho visto: nomi arabi vasti quanto la guerra, più teneri dell'occhio, che illuminano, ma come illumina un astro che vaga "che non ha antenati e che non ha radici nei propri passi"

vulgo.net

 

 Una cosa si era distesa

nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.
Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente  sono una tomba sola
raccolta dalle sue ceneri

Memoria del Vento

 

 

 

 

 

 

Adonis ovvero ‘Ali Ahmad Sa‘id nasce il 1 gennaio 1930 nei pressi di Latakia, in Siria, e adotta lo pseudonimo di Adonis all’età di diciassette anni. Studia filosofia alla Università di Saint-Joseph di Beirut, dove ottiene il dottorato nel 1973. Gli anni di formazione di Adonis sono stati influenzati dalla lettura delle opere di Jubran Khalil Jubran e Sa‘id ‘Aql. Dopo che nel 1955 viene imprigionato per sei mesi per la sua attività politica come membro del Partito Socialista siriano, si trasferisce in Libano, acquisendo la cittadinanza libanese. Nel 1960 riceve una borsa di studio a Parigi e dal 1970 al 1985 è professore di Letteratura Araba presso l’Università Libanese. Nel 1976 insegna alla Università di Damasco e nel 1980 insegna arabo alla Sorbonne.

Ha in seguito insegnato e tenuto corsi presso molte università occidentali ed è tornato definitivamente a Parigi nel 1985. Poeta e studioso di poetica è considerato il caposcuola dei nuovi poeti arabi. Nel 1957 ha fondato la rivista di poesia ash-Shi‘r e nel 1968 il giornale di politica e cultura Mawaqif. La sua poesia, di tono fortemente sociale e politico, è amata soprattutto dai giovani ed è stata definita una poesia dei luoghi poiché luoghi quali Marrakesh, Fez e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dal poeta.

A proposito dell’attuale situazione della poesia, in una recente intervista, Adonis ha così dichiarato:

“Da un punto di vista orizzontale, la poesia non gode di buona salute. Non ci sono lettori. Ma da un punto di vista verticale, la qualità, l’interesse dei suoi appassionati è maggiore di prima. La poesia sta perdendo riconoscimenti, ma ne guadagna in profondità. Oggi, il pubblico preferisce svagarsi con la televisione, che li distoglie dal pensare, dall’approfondire, dal riflettere. La poesia non si può sostituire. Se la filosofia tace, se la cultura, in genere, non risponde alle domande dell’essere umano, resta la poesia che è molto simile all’amore”.

liceoparini.it

it.wikipedia.org

 

Ali Ahmad Said Asbar (Arabic: علي أحمد سعيد إسبر; transliterated: alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id) born January 1930, also known by the pseudonym Adonis or Adunis (Arabic: أدونيس), is a Syrian poet and essayist who has made his career largely in Lebanon and France...

After a trip to New York in 1971, Adonis wrote the poem "The Funeral of New York", which opens:

 

Picture the earth as a pear
or breast.
Between such fruits and death
survives an engineering trick:
New York,
Call it a city on four legs
heading for murder
while the drowned already moan
in the distance.
New York is a woman
holding, according to history,
a rag called liberty with one hand
and strangling the earth with the other

wikipedia

 

 

In un momento buio come quello in cui viviamo, che ruolo può avere la poesia?

Credo che la poesia abbia un gran ruolo nel cambiamento delle società, non è un ruolo pratico, nel senso che non è la poesia che cambierà il mondo, ma può aiutare l’essere umano a trovare le strade giuste per farlo. La poesia è come l’amore, e che cosa fa l’amore? Rinnova sempre i sentimenti delle persone, dà nuove energie e apre orizzonti verso la bellezza della vita. Sembra una luce che illumina la nostra strada verso l’incognito. L’amore, come la poesia, è come uno spazio aperto: mano a mano che lo vai scoprendo cresci, maturi, gioisci, sperimenti la felicità. Questo accade a livello individuale, da una parte; dall’altra invece, la poesia diventa indispensabile quando la scienza o la filosofia non offrono risposte al mistero della vita. In quel momento la poesia, come l’amore, si converte nell’unico mezzo capace di parlarti, di dialogare con la tua anima.

Zouhir Louassini  - rai

  

Che idea ha della morte. Dopo la vita per lei cosa c'e'?

Sono un uomo non credente, non credo nella religione, ma penso che la morte sia parte integrante della vita. Provi ad immaginare: se l'uomo non morisse, il mondo sarebbe assurdo. Ma in questo senso la morte è banale perchè è un fenomeno naturale e tutti muoiono. Per me il problema non è nella morte, ma è la vita. Il problema è la vita e non la morte.

Flaviano Masella - rai

 

 

La poesia è essenzialmente trasgressione:
impeto in tutte le direzioni
al di là del tempo e dello spazio,
degli individui e della società, di individui e di valori

mentelocale.it

 

 

 

L'opera di Adonis comprende diverse raccolte di poesie tradotte in molte lingue. Tra le più significative: Qālat al-Ard (1952; Disse la terra), Aghānī Mihyār ad-Dīmashqi, (1961; I canti di Mihyār ad-Dīmashqi), Qabr min Ağl New York (1971; Una tomba per New York), Kitāb al-Hisār (1986; Il libro dell'assedio), Introduzione alla poetica araba (1992), Poesie (1993), Siggil (2000), Mussiqa al-hut al-azraq (2005; La musica della balena azzurra), Oceano nero (2006). In Italia gli è stato assegnato nel 1999 il Premio Nonino per la poesia.

sapere.it      festivaletteratura.it       lavocedifiore.org        radio.rai.it

 

PREMIO GRINZANE CAVOUR 2008

i suoi versi di carattere sociale e politico sono amati soprattutto dai giovani e la sua poetica è stata definita “poesia dei luoghi”, poiché nelle sue liriche città come Marrakech, Fès e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dall’autore.
Poeta del paradosso e dell’estremo, della tensione mistica e della ricerca continua sui più grandi misteri dell’esistenza, la poesia di Adonis abbraccia sia la tradizione occidentale del lirismo alto e filosofico di Hölderlin, Baudelaire, Rilke, sia quella orientale di autori come Niffari e Abu Nuwas. Adonis, pur rispettando le forme antiche del linguaggio, si libera dalle strutture tradizionali della scrittura classica araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dal verso libero.

grinzane.it

 

 

 

 

 

 

Oh, le parole non possono che offrire i loro fiori
a colui che amano, guardandolo confuse

 
 
Ma dove vado, e cosa farò

se dicessi: la poesia è il mio paese
e l'amore il mio cammino?

 
 
 
cento poesie d'amore
Canterò per noi canterò per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
di’ a questo tempo-muro che sono stato iniziato
e mi sono aperto al suo mistero,
in lui mi sono radicato
le mie poesie ne sono ricoperte,
ed io non voglio esistere soltanto per esistere.
Non voglio che lasciar fluire il mio tempo tra le tue braccia
non voglio estasiarmi di lei e estasiarmi per lei,
cantare per noi e cantare per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
 
 
 
 
 
Quanto abbiamo dipinto sull’inchiostro e sulla luce all’ombra di un ulivo
la nostra ferita ma l'abbiamo mescolata all'erba e all'acqua:
acqua che si trasforma in cetra, erba che si trasforma in inchiostro.
Quanto era lunga la notte dei nostri tormenti ma abbiamo cancellato le tenebre
coi passi e sommerso col diluvio delle passioni tutto ciٍ che ci circonda.
Il nostro amore è morto – ma le sue tracce non muoiono, non hanno limiti

jehat.com
 
  
 
 
Ho versato la tua notte nella mia e nel cammino

immerso nella disperazione mi allontanavo,
quasi certo: la cosa più splendida che mi coglie
è un amore vagante come le nubi, sospinto
dal vento del luogo, a suo piacere senza ombre
né stella, né astronomo,
che riarso vive nelle steppe del dubbio
e nei suoi tormenti trasuda e raggela

liberonweb.com

 

 

 

 

 

 

 

Adonis, che rappresenta per lei la poesia? Può definirla?

«Proprio come l’amore, non si "definisce" la poesia, la si prova, la si sente. La poesia mi aiuta a meglio comprendermi; non è un semplice mezzo d’espressione ma è "intimamente" legata alla mia esistenza: senza la poesia, senza dubbio non sarei niente. Si può immaginare una vita senza amore? Si può essere se stessi senza amore? Con la poesia, la mia identità si precisa, la mia relazione al mondo è più compiuta.
Perché l’identità non si eredita, si inventa, è una "creazione". La poesia è il più "intimo" di un uomo; e l’anima di un popolo».

atma-o-jibon.org

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=9RYVzDMiIeI

http://video.google.it/videosearch?q=ALI%20AHMAD%20SAID%20ASBAR&hl=it&ie=UTF-8&tab=nv#

 

 

Being a poet means that I have already written but that I have actually written nothing.        Poetry is an act without a beginning or an end.       

It is really a promise of a beginning,  a perpetual beginning

 

 

 

 

 

2009

Conversazione con Adonis, mio padre   -   Esber Ninar

Nel corso di dieci conversazioni assai intime, Ninar Esber interroga il padre, il poeta Adonis, sulla sua formazione, il suo rapporto con l'Islam, con la poesia, la Siria natale e il Libano, dove entrambi hanno vissuto fino alla guerra, e ancora sulle donne, il velo, le religioni monoteiste, il terrorismo. Adonis, refrattario a ogni indottrinamento religioso e a ogni forma di fanatismo, parla di desiderio, sessualità, matrimonio, fedeltà, amicizia e sensualità oltre che, naturalmente, della creazione poetica. Ninar, giovane donna provocatoria e sincera, è aspramente critica nei confronti del modo in cui sono considerate le donne nei paesi musulmani. Una duplice lezione di libertà.

 

 

2009

Storia lacerata nel corpo di una donna

epico e drammatico, con la presenza di una voce narrante e di un coro che si esprime per metafore solenni e musicali, come quelle del «flauto della polvere» o del tempo dell’amore ...

2009

Ecco il mio nome. Testo arabo a fronte

2008

Alberi adagiati sulla luce-Chie-Chan e io-L'inseguitore

Tre opere scritte per il Napoli Teatro Festival Italia, tre grandi autori, tre occasioni di teatro e di lettura.

2008

La lingua del peccato e altri testi poetici  - poesie

2007

Beirut. La non-città

Adonis, saggista e poeta libanese di origine siriana, ha una conoscenza esasperata delle metropoli, e non solo quelle arabe. Egli ha individuato nella forma "città", ed estensivamente nello spazio, l'elemento fisico attraverso cui dare corpo a una riflessione sulla nostra contemporaneità. Il tempo della sua poesia è fatto di ferite inferte a geografie e città che la violenza dei processi decompone e cancella. E tuttavia la ricerca di Adonis è interessata all'elemento metamorfico della realtà, al piacere e alla invenzione intellettuale che si potrebbe legare ad alcuni luoghi. Che ha a che fare Beirut con tutto ciò? Beirut è il centro del "discorso sulla città" di Adonis perché si presenta come simbolo non soltanto dei paesi arabi, ma anche di molte altre aree geo-culturali del mondo a cui, come hanno dimostrato in questi anni molte guerre, "si può rinunciare". La non-città dei saggi qui raccolti è proprio la Beirut dei suoi abitanti. Ed è una città di cui il poeta parla con rabbia. Parla di quartieri concreti, di vie, di scelte urbanistiche e delle speculazioni degli ultimi decenni, del legame tra l'enorme espansione delle periferie e le distruzioni della guerra. Beirut non è però qui solo una città qualsiasi, ma la città per eccellenza. E attraverso di lei il poeta sembra domandare: che senso hanno per noi oggi le nostre città e i nostri territori, in qualsiasi parte del mondo essi siano?

2006

Oceano nero

2005

Oro Incenso e Siria

In onore del chiaro e dello scuro

La musica della balena azzurra. La cultura araba, l'Islam, l'Occidente

2004

Libro delle metamorfosi e della migrazione nelle regioni del giorno e della notte

2003

Cento poesie d'amore

Adonis, considerato tra i maggiori poeti contemporanei di lingua araba, rimane un poeta di difficile classificazine, poichè la sua opera non rappresenta una frattura e nemmeno una rifondazione nell'arte poetica araba. Fra tutti i poeti arabi contemporanei è probabilmente lui che ha spinto al limite massimo il "corpo a corpo" con la parola: la sua lingua non conosce stasi, requie o pausa ma ricerca senza sosta la combustione, il ritorno del gorgo caotico del principio.

La sua raccolta premiata è un moderno canzoniere d'amore, il periplo di un'avventura amorosa. Cos'è per lei la donna?
«La donna per me non è solo un oggetto per scrivere poesie d'amore. Essa abita ogni cellula del mio corpo. Io respiro la donna, al punto che comincio ad ascoltare me stesso per trovare la mia parte maschile e quella femminile. Se l'uomo non possiede una parte femminile nel suo essere, la sua stessa virilità rimane incompleta. Anche per la donna, s'intende, vale lo stesso principio. A questo proposito, io credo fortemente in quello che disse Platone: la donna e l'uomo sono un unico essere».  segnalazioni.blogspot.com

2002

La preghiera e la spada

Memoria del vento

2000

Siggil. Testo originale arabo a fronte

1997

Nella pietra e nel vento

Una raccolta delle liriche e delle prose poetiche più significative del grande poeta arabo. Una poetica fortemente innovativa che si lascia alle spalle i vecchi schemi della lirica classica araba per abbracciare le istanze poetiche occidentali, prediligendo soprattutto gli sperimentalismi formali del simbolismo e del surrealismo. I temi trattati sono di carattere esistenziale e spaziano dall'esilio alla caduta, alla morte, ma non mancano riflessioni sulla modernità e accese invettive contro la società consumistica.

1993

Poesie   - Adonis - Zach Natan

1992

Introduzione alla poetica araba

Desiderio che avanza nelle mappe della materia

unilibro.it - ibs -  barnesandnoble.com - feltrinelli - rizzoli

 

 

 

 

 

 

 

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