ALI AHMAD SAID ASBAR
ALI  AHMAD  SA'ID  eSBeR       o    ISBIR
 
علي أحمد سعيد إسبر‎

alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id

PSEUDONIMO    ADONIS    O   ADUNIS

أدونيس 

Adonis

è il dio fenicio, in ebraico significa Signore (ĀdhOnāy) e in greco si riferisce al verso endecasillabo saffico (Adonio) usato da Seneca nelle tragedie e nella tradizione classica per le invocazioni al dio Adone.

spaghidautore.splinder.com

metropolnews.it

All’inizio la scelta del nome Adonis è stata una questione pratica: i versi spediti agli editori e firmati Al Ahmad Esber non venivano neppure letti, perché Al è un nome con una specifica connotazione religiosa. Così decisi di firmarmi Adonis e vennero subito pubblicati. In seguito, molti hanno pensato che volessi rinnegare la mia identità arabo-musulmana. Forse la rifiutavo inconsciamente, come inconsciamente ho voluto passare da una cultura all’altra. È un po’ come inventare la mia identità, allo stesso modo con cui invento la mia vita e la mia poesia. Ma in quest’ottica bisogna ripensare anche la parola «esilio». È l’esilio che mi ha permesso di diventare quello che sono. Esilio, dunque, come rinascita.
adonis - ilmessaggero.it -  2010

 

LA POESIA  E  COME L'AMORE CHE HA SEMPRE QUALCOSA DA DIRE

 

"Ho visto: la mappa araba simile a un destriero che trascina i suoi passi mentre il tempo ciondola come la bisaccia verso la tomba oppure verso l'ombra più tenebrosa, verso il fuoco estinto oppure verso il fuoco che si spegne; svelare l'alchimia dell'altra dimensione a Kirkuk - Zahràn e in quel che resta nella cittadella nell'Afrasia araba. Ecco il mondo che matura innanzi a noi. Ah! Ci armiamo per la Terza guerra. (...) Ho visto: nomi arabi vasti quanto la guerra, più teneri dell'occhio, che illuminano, ma come illumina un astro che vaga "che non ha antenati e che non ha radici nei propri passi"

vulgo.net

 

 Una cosa si era distesa

nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.
Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente  sono una tomba sola
raccolta dalle sue ceneri

Memoria del Vento

 

 

 

 

Adonis ovvero ‘Ali Ahmad Sa‘id nasce il 1 gennaio 1930 nei pressi di Latakia, in Siria, e adotta lo pseudonimo di Adonis all’età di diciassette anni. Studia filosofia alla Università di Saint-Joseph di Beirut, dove ottiene il dottorato nel 1973. Gli anni di formazione di Adonis sono stati influenzati dalla lettura delle opere di Jubran Khalil Jubran e Sa‘id ‘Aql. Dopo che nel 1955 viene imprigionato per sei mesi per la sua attività politica come membro del Partito Socialista siriano, si trasferisce in Libano, acquisendo la cittadinanza libanese. Nel 1960 riceve una borsa di studio a Parigi e dal 1970 al 1985 è professore di Letteratura Araba presso l’Università Libanese. Nel 1976 insegna alla Università di Damasco e nel 1980 insegna arabo alla Sorbonne.

Ha in seguito insegnato e tenuto corsi presso molte università occidentali ed è tornato definitivamente a Parigi nel 1985. Poeta e studioso di poetica è considerato il caposcuola dei nuovi poeti arabi. Nel 1957 ha fondato la rivista di poesia ash-Shi‘r e nel 1968 il giornale di politica e cultura Mawaqif. La sua poesia, di tono fortemente sociale e politico, è amata soprattutto dai giovani ed è stata definita una poesia dei luoghi poiché luoghi quali Marrakesh, Fez e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dal poeta.

A proposito dell’attuale situazione della poesia, in una recente intervista, Adonis ha così dichiarato:

“Da un punto di vista orizzontale, la poesia non gode di buona salute. Non ci sono lettori. Ma da un punto di vista verticale, la qualità, l’interesse dei suoi appassionati è maggiore di prima. La poesia sta perdendo riconoscimenti, ma ne guadagna in profondità. Oggi, il pubblico preferisce svagarsi con la televisione, che li distoglie dal pensare, dall’approfondire, dal riflettere. La poesia non si può sostituire. Se la filosofia tace, se la cultura, in genere, non risponde alle domande dell’essere umano, resta la poesia che è molto simile all’amore”.

liceoparini.it

it.wikipedia.org

 

Ali Ahmad Said Asbar (Arabic: علي أحمد سعيد إسبر; transliterated: alî ahmadi s-sacîdi l-'asbar or Ali Ahmad Sa'id) born January 1930, also known by the pseudonym Adonis or Adunis (Arabic: أدونيس), is a Syrian poet and essayist who has made his career largely in Lebanon and France...

After a trip to New York in 1971, Adonis wrote the poem "The Funeral of New York", which opens:

 

Picture the earth as a pear
or breast.
Between such fruits and death
survives an engineering trick:
New York,
Call it a city on four legs
heading for murder
while the drowned already moan
in the distance.
New York is a woman
holding, according to history,
a rag called liberty with one hand
and strangling the earth with the other

wikipedia

 

 

In un momento buio come quello in cui viviamo, che ruolo può avere la poesia?

Credo che la poesia abbia un gran ruolo nel cambiamento delle società, non è un ruolo pratico, nel senso che non è la poesia che cambierà il mondo, ma può aiutare l’essere umano a trovare le strade giuste per farlo. La poesia è come l’amore, e che cosa fa l’amore? Rinnova sempre i sentimenti delle persone, dà nuove energie e apre orizzonti verso la bellezza della vita. Sembra una luce che illumina la nostra strada verso l’incognito. L’amore, come la poesia, è come uno spazio aperto: mano a mano che lo vai scoprendo cresci, maturi, gioisci, sperimenti la felicità. Questo accade a livello individuale, da una parte; dall’altra invece, la poesia diventa indispensabile quando la scienza o la filosofia non offrono risposte al mistero della vita. In quel momento la poesia, come l’amore, si converte nell’unico mezzo capace di parlarti, di dialogare con la tua anima.

Zouhir Louassini  - rai

  

Che idea ha della morte. Dopo la vita per lei cosa c'e'?

Sono un uomo non credente, non credo nella religione, ma penso che la morte sia parte integrante della vita. Provi ad immaginare: se l'uomo non morisse, il mondo sarebbe assurdo. Ma in questo senso la morte è banale perchè è un fenomeno naturale e tutti muoiono. Per me il problema non è nella morte, ma è la vita. Il problema è la vita e non la morte.

Flaviano Masella - rai

 

 

La poesia è essenzialmente trasgressione:
impeto in tutte le direzioni
al di là del tempo e dello spazio,
degli individui e della società, di individui e di valori

mentelocale.it

 

 

 

L'opera di Adonis comprende diverse raccolte di poesie tradotte in molte lingue. Tra le più significative: Qālat al-Ard (1952; Disse la terra), Aghānī Mihyār ad-Dīmashqi, (1961; I canti di Mihyār ad-Dīmashqi), Qabr min Ağl New York (1971; Una tomba per New York), Kitāb al-Hisār (1986; Il libro dell'assedio), Introduzione alla poetica araba (1992), Poesie (1993), Siggil (2000), Mussiqa al-hut al-azraq (2005; La musica della balena azzurra), Oceano nero (2006). In Italia gli è stato assegnato nel 1999 il Premio Nonino per la poesia.

sapere.it      festivaletteratura.it       lavocedifiore.org        radio.rai.it

 

PREMIO GRINZANE CAVOUR 2008

i suoi versi di carattere sociale e politico sono amati soprattutto dai giovani e la sua poetica è stata definita “poesia dei luoghi”, poiché nelle sue liriche città come Marrakech, Fès e Il Cairo diventano simboli dei sentimenti provati dall’autore.
Poeta del paradosso e dell’estremo, della tensione mistica e della ricerca continua sui più grandi misteri dell’esistenza, la poesia di Adonis abbraccia sia la tradizione occidentale del lirismo alto e filosofico di Hölderlin, Baudelaire, Rilke, sia quella orientale di autori come Niffari e Abu Nuwas. Adonis, pur rispettando le forme antiche del linguaggio, si libera dalle strutture tradizionali della scrittura classica araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dal verso libero.

grinzane.it

CANDIDATO AL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2011

 

 

 

 

 

 

Oh, le parole non possono che offrire i loro fiori
a colui che amano, guardandolo confuse

 
 
Ma dove vado, e cosa farò

se dicessi: la poesia è il mio paese
e l'amore il mio cammino?

 
 
 
cento poesie d'amore
Canterò per noi canterò per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
di’ a questo tempo-muro che sono stato iniziato
e mi sono aperto al suo mistero,
in lui mi sono radicato
le mie poesie ne sono ricoperte,
ed io non voglio esistere soltanto per esistere.
Non voglio che lasciar fluire il mio tempo tra le tue braccia
non voglio estasiarmi di lei e estasiarmi per lei,
cantare per noi e cantare per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
 
 
 
 
 
Quanto abbiamo dipinto sull’inchiostro e sulla luce all’ombra di un ulivo
la nostra ferita ma l'abbiamo mescolata all'erba e all'acqua:
acqua che si trasforma in cetra, erba che si trasforma in inchiostro.
Quanto era lunga la notte dei nostri tormenti ma abbiamo cancellato le tenebre
coi passi e sommerso col diluvio delle passioni tutto ciٍ che ci circonda.
Il nostro amore è morto – ma le sue tracce non muoiono, non hanno limiti

jehat.com
 
  
 
 
Ho versato la tua notte nella mia e nel cammino

immerso nella disperazione mi allontanavo,
quasi certo: la cosa più splendida che mi coglie
è un amore vagante come le nubi, sospinto
dal vento del luogo, a suo piacere senza ombre
né stella, né astronomo,
che riarso vive nelle steppe del dubbio
e nei suoi tormenti trasuda e raggela

liberonweb.com


Cola sangue che non s’arresta
inchiostro della genesi
inaugurato da Caino
Come ha ben visto Caino
non ha percorso lo smarrimento
non ha vissuto l’esilio

Ed ecco il tempo
trascinato dal sole suo padre cinto da catene
da ruote che solcano la terra
mentre lo spazio è una lanterna spenta

Non avete forse parlato, voi cose silenziose?
- Succhiando al seno della passione
- Mistero guidato dal fuoco
- Fuoco alimentato dal mistero
Mentre la luce non cessa di piangere
piange la ragione del globo
dolendosi per le stirpi dell’esilio

- In esilio nascono le profezie
Ma com’è facile mettere il cappello di un profeta
sulla testa di un impostore
com’è facile mettere il cappello di un impostore
sulla testa della storia

Tempo
immenso crepuscolo di teste umane

 

 

 

 

 

 

 

Adonis, che rappresenta per lei la poesia? Può definirla?

«Proprio come l’amore, non si "definisce" la poesia, la si prova, la si sente. La poesia mi aiuta a meglio comprendermi; non è un semplice mezzo d’espressione ma è "intimamente" legata alla mia esistenza: senza la poesia, senza dubbio non sarei niente. Si può immaginare una vita senza amore? Si può essere se stessi senza amore? Con la poesia, la mia identità si precisa, la mia relazione al mondo è più compiuta.
Perché l’identità non si eredita, si inventa, è una "creazione". La poesia è il più "intimo" di un uomo; e l’anima di un popolo».

atma-o-jibon.org

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=2OWkLakoDwM

 

 

 

Being a poet means that I have already written but that I have actually written nothing.        Poetry is an act without a beginning or an end.       

It is really a promise of a beginning,  a perpetual beginning

 

 

 

 

 

2009

Conversazione con Adonis, mio padre   -   Esber Ninar

Nel corso di dieci conversazioni assai intime, Ninar Esber interroga il padre, il poeta Adonis, sulla sua formazione, il suo rapporto con l'Islam, con la poesia, la Siria natale e il Libano, dove entrambi hanno vissuto fino alla guerra, e ancora sulle donne, il velo, le religioni monoteiste, il terrorismo. Adonis, refrattario a ogni indottrinamento religioso e a ogni forma di fanatismo, parla di desiderio, sessualità, matrimonio, fedeltà, amicizia e sensualità oltre che, naturalmente, della creazione poetica. Ninar, giovane donna provocatoria e sincera, è aspramente critica nei confronti del modo in cui sono considerate le donne nei paesi musulmani. Una duplice lezione di libertà.

 

 

2009

Storia lacerata nel corpo di una donna

epico e drammatico, con la presenza di una voce narrante e di un coro che si esprime per metafore solenni e musicali, come quelle del «flauto della polvere» o del tempo dell’amore ...

Il tema della donna è infatti presente in molti aspetti della sua scrittura…
E’ presente in tutti gli aspetti della mia scrittura. Io guardo all’uomo e alla donna non in quanto esseri appartenenti a una religione, ma a una società civile. La religione, invece, deve essere assolutamente individuale, perché quando diventa estensione sociale si rovina tutto.

Luigia Sorrentino - poesia.blog.rainews24.it - 2011

la donna

La terra che una volta era silenzio e sonno,
ecco ora parla,
apre gli occhi,
si infila sotto le mie vesti,
il mio petto pulsa col suo.
Mi alzo, mi pettino i capelli,
giro il volto verso il mio amore.
Le radici che affondano in questa terra,
sono le mie radici.
L’acqua di Zamzam scorre nelle mie vene
come un altro sangue.
Ora l’universo mi si è chiuso in faccia:
il mio bambino è un crepuscolo totale
in cui mi frammento,
osservo un astro, sento come se dormissi
fra le sue braccia.
Testimonio ora che la natura
è la prima e l’ultima cosa a cui appartengo.
...

2009

Ecco il mio nome. Testo arabo a fronte

2008

Alberi adagiati sulla luce-Chie-Chan e io-L'inseguitore

Tre opere scritte per il Napoli Teatro Festival Italia, tre grandi autori, tre occasioni di teatro e di lettura.

2008

La lingua del peccato e altri testi poetici  - poesie

2007

Beirut. La non-città

Adonis, saggista e poeta libanese di origine siriana, ha una conoscenza esasperata delle metropoli, e non solo quelle arabe. Egli ha individuato nella forma "città", ed estensivamente nello spazio, l'elemento fisico attraverso cui dare corpo a una riflessione sulla nostra contemporaneità. Il tempo della sua poesia è fatto di ferite inferte a geografie e città che la violenza dei processi decompone e cancella. E tuttavia la ricerca di Adonis è interessata all'elemento metamorfico della realtà, al piacere e alla invenzione intellettuale che si potrebbe legare ad alcuni luoghi. Che ha a che fare Beirut con tutto ciò? Beirut è il centro del "discorso sulla città" di Adonis perché si presenta come simbolo non soltanto dei paesi arabi, ma anche di molte altre aree geo-culturali del mondo a cui, come hanno dimostrato in questi anni molte guerre, "si può rinunciare". La non-città dei saggi qui raccolti è proprio la Beirut dei suoi abitanti. Ed è una città di cui il poeta parla con rabbia. Parla di quartieri concreti, di vie, di scelte urbanistiche e delle speculazioni degli ultimi decenni, del legame tra l'enorme espansione delle periferie e le distruzioni della guerra. Beirut non è però qui solo una città qualsiasi, ma la città per eccellenza. E attraverso di lei il poeta sembra domandare: che senso hanno per noi oggi le nostre città e i nostri territori, in qualsiasi parte del mondo essi siano?

2006

Oceano nero

2005

Oro Incenso e Siria

In onore del chiaro e dello scuro

La musica della balena azzurra. La cultura araba, l'Islam, l'Occidente

2004

Libro delle metamorfosi e della migrazione nelle regioni del giorno e della notte

2003

Cento poesie d'amore

Adonis, considerato tra i maggiori poeti contemporanei di lingua araba, rimane un poeta di difficile classificazine, poichè la sua opera non rappresenta una frattura e nemmeno una rifondazione nell'arte poetica araba. Fra tutti i poeti arabi contemporanei è probabilmente lui che ha spinto al limite massimo il "corpo a corpo" con la parola: la sua lingua non conosce stasi, requie o pausa ma ricerca senza sosta la combustione, il ritorno del gorgo caotico del principio.

La sua raccolta premiata è un moderno canzoniere d'amore, il periplo di un'avventura amorosa. Cos'è per lei la donna?
«La donna per me non è solo un oggetto per scrivere poesie d'amore. Essa abita ogni cellula del mio corpo. Io respiro la donna, al punto che comincio ad ascoltare me stesso per trovare la mia parte maschile e quella femminile. Se l'uomo non possiede una parte femminile nel suo essere, la sua stessa virilità rimane incompleta. Anche per la donna, s'intende, vale lo stesso principio. A questo proposito, io credo fortemente in quello che disse Platone: la donna e l'uomo sono un unico essere».  segnalazioni.blogspot.com

2002

La preghiera e la spada

Memoria del vento

2000

Siggil. Testo originale arabo a fronte

1997

Nella pietra e nel vento

Una raccolta delle liriche e delle prose poetiche più significative del grande poeta arabo. Una poetica fortemente innovativa che si lascia alle spalle i vecchi schemi della lirica classica araba per abbracciare le istanze poetiche occidentali, prediligendo soprattutto gli sperimentalismi formali del simbolismo e del surrealismo. I temi trattati sono di carattere esistenziale e spaziano dall'esilio alla caduta, alla morte, ma non mancano riflessioni sulla modernità e accese invettive contro la società consumistica.

1993

Poesie   - Adonis - Zach Natan

1992

Introduzione alla poetica araba

Desiderio che avanza nelle mappe della materia

unilibro.it - ibs -  barnesandnoble.com - feltrinelli - rizzoli

 

 

 

Ali Ahmed Said was born in the village of Al Qassabin in Syria, in 1930, to a family of farmers, the oldest of six children. At the age of nineteen, he adopted the name Adonis after the Greek god of fertility, When he was fourteen, Adonis read a poem to the president of Syria who was visiting a nearby town. The impressed president offered to grant a request, to which the young Adonis responded that he wanted to attend school. The president quickly made arrangements for Adonis to attend a French-run high school, after which he studied philosophy at Damascus University. In 1956, after a year-long imprisonment for political activities, Adonis fled Syria for Beirut, Lebanon. He joined a vibrant community of artists, writers, and exiles in Beirut, and co-founded and edited Sh'ir, and later Muwaqaf, both progressive journals of poetry and politics.

hunargallery.com - 2008

 

I COLLAGES DI ADONIS

Di-segni d'Oriente e d'Occidente
30 collages del grande poeta arabo Adonis, composti con frammenti di stoffe e citazioni raccolti nei luoghi del mondo pensati e vissuti come poesia, interagiscono con una serie di opere, carte, porte in foglia d'oro e specchi di Marco Nereo Rotelli. Una mostra nel segno dell'incontro tra Oriente ed Occidente 
-  comune.milano.it - 2010

In un suo testo poetico ha scritto: «Accoglimi, veglia su di me lingua mia, casa mia...». Ritiene dunque che la lingua sia un rifugio, dove trovare riparo dagli orrori del mondo?
La parola per me è la dimora dell'uomo, ma è anche il suo tramite col mondo. Potremmo anzi dire che l'uomo è lingua, dato che solo attraverso la lingua può esprimere la sua esistenza. Il punto però è se di questo tutti siano coscienti, dal momento che la parola nel mondo può essere tanto più efficace quanto maggiore è la consapevolezza dell'importanza del suo ruolo.
Si organizzano iniziative in Italia sull'importanza del Mediterraneo come spazio comune tra i paesi che si affacciano sulle sue rive. Al di là delle parole, ritiene che ci siano le condizioni per un vero dialogo fra paesi arabi e paesi europei?
Penso che ci troviamo di fronte a un difetto generale, che riguarda gli arabi e l'Occidente, un difetto intrinseco nella visione monoteista del mondo, che influenza la sfera politica e impedisce ogni pluralismo. Prendiamo Gerusalemme, questa città sacra per tutti, ebrei, cristiani e musulmani. Se davvero ci fosse la volontà di un incontro tra religioni, se ci fossero tolleranza e eguaglianza, Gerusalemme sarebbe un modello nel mondo, mentre nella realtà è l'opposto. Da un certo punto di vista il Mediterraneo nell'epoca pagana era migliore rispetto a oggi: all'epoca dei fenici e dei greci, c'era uno scambio di culture molto maggiore. Gli antichi non combattevano in nome degli dei, ma per questioni economiche ben chiare. Oggi gli uomini si uccidono in nome di un Dio che dovrebbe essere lo stesso; e si parla tanto della cultura del Mediterraneo, ma in realtà questo è solo un paravento che nasconde progetti politici e economici.

Cosa pensa della poesia italiana anche alla luce dei suoi contatti con grandi autori come Zanzotto, Sanguineti, Luzi?
La poesia contemporanea italiana mi piace molto, ma confesso che in realtà mi è difficile parlare di questo argomento perché la poesia, se non è letta in lingua originale perde moltissimo, viene a mancare la specificità con cui si esprime il poeta. La peculiarità di un poeta risiede nella lingua e non nel pensiero, nel suo modo di esprimersi da un punto di vista estetico, artistico e umano. Le opere dei poeti italiani le ho lette soltanto in traduzione, e dunque le mie considerazioni dovrebbero limitarsi al pensiero, al senso. Ma si può valutare un poeta soltanto per il suo pensiero? Personalmente avrei non poche riserve.
a Milano un'importante esposizione di opere sue e di Marco Nereo Rotelli. Qual è il suo rapporto con il fare artistico?
Finora sono stato molto più legato alla scrittura poetica. L'attività plastica mi serviva soprattutto per riempire un vuoto che non riuscivo a colmare con la scrittura. Ma d'ora in poi, quando avrò finito di scrivere le mie memorie e Il libro dei canti, intendo concentrarmi su un genere di espressione più materica, riprendere in particolare l'esperienza del collage. E sento che sarà per me una prova utile e interessante.
Fawzi Al Delmi - il manifesto - 2010

 

PAROLE DI LIBERTA
Pen Italia - 50° anniversario di "Writers in prison"
scrittori che hanno perduto la libertà e sono finiti in carcere spesso torturati o esiliati.
testimonianze di Adonis, Aguilera, Cacho, Chi Thien, Cuadra, Dobrovolskaja, Jahanbegloo, Kadare, Kire Iralu, Mapanje, Pas’ko, Zhou Qing, Saramago, Skif,Tawfik.
hanno chiesto, come Azar Nafisi, «la Repubblica dell’immaginazione, il terzo occhio per guardare a noi stessi e al mondo in modo critico».

ilmessaggero.it - 2010

PREMIO GOETHE

Il poeta considerato uno dei piu' grandi scrittori arabi viventi e' il vincitore dell'edizione 2011 del prestigioso Premio Goethe, assegnato ogni tre anni in Germania.
... ricevera' un assegno di 50.000 euro e pronuncera un discorso sulla democrazia nei paesi arabi.
... si legge nella motivazione, ''per la sua opera cosmopolita e il suo contributo alla letteratura internazionale".

... La giuria del Premio Goethe ha esaltato anche la bellezza dei versi di Adonis, capaci di ''meraviglia delle immagini'', ricchi di intreccio di metafore.
libero-news.it - 2011

 

 

 

 

 

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