Azar Nafisi

teheran 1 dicembre 1948

Scrivere per continuare a vivere

twitter.com/azarnafisi

facebook.com/azarnafisi

http://azarnafisi.com

 

Azar Nafisi is a Visiting Professor and the director of the SAIS Dialogue Project at the Foreign Policy Institute of Johns Hopkins University -  School of Advanced International Studies in Washington DC -  where she is a professor of aesthetics, culture and literature, and teaches courses on the relation between culture and politics.
tcc.edu

Nafisi è figlia di Ahmad Nafisi, ex sindaco di Tehran, e Nezhat Nafisi, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano. Nasce in Iran a teheran il 1° dicembre  1948. All'età di 13 anni viene mandata dai suoi genitori in Inghilterra per continuare gli studi. Porta a compimento i suoi studi superiori e universitari negli Stati Uniti, dove si laurea in letteratura inglese ed americana presso la University of Oklahoma. Nafisi ritorna in Iran nel 1979 divenendo Professoressa di Letteratura Inglese presso l'Università Allameh Tabatabai di Teheran; incarico che terrà per 18 anni, eccetto che per il periodo 1981-1987, nel quale sarà espulsa per non aver rispettato le norme vigenti sull'abbigliamento.
http://it.wikipedia.org/wiki/Azar_Nafisi#Biografia

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PREMIO  letterario MATILDE SERAO 2018 -  TEATRO SAN CARLO NAPOLI

io e donna matilde - due donne emancipate dal mestiere di scrivere .
In Naples, for the Mathilde Serao Award, feeling fabulous.     What I appreciate so much is how beauty is such integral part of the people, they don't go to watch it but live it from day to day.     -an
fb/an - ilmattino.it - 29.5.2018

Matilde Serao è una donna molto moderna, ma anche tanto di più – ha affermato Azar Nafisi – . E’ incredibile la sua passione per la conoscenza, la sua sete di verità. E la verità è sempre pericolosa. Non è un caso che abbia cominciato dal giornalismo che è la ricerca della verità. Per questo dopo cento anni ci troviamo qui a raccontarla. La Serao sarà sempre attuale per le nostre figlie, è la figlia delle nostre figlie.     -AN
editoria.tv - 2018

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 We need concrete  &  clear policy strategies

addressing race,  poverty,  rights,  health  & e ducation !

It takes imagination !!!
fb/an - 14 agosto 2015

 

Can a Democracy survive without a democratic imagination ?

This is a serious question, not abstract, not irrelevant .   We ignore it at our own peril .
fb/an - 11.11.2016

 

There has never been a more important time for writers to assemble .   This is a crisis of vision, this is a crisis of faith, and this is a crisis of values.      We need to support the scientists, the artists, the bookstores, even the publishers for god’s sake during 'these very dangerous times'  ...     Tyrants know the dangers of poets and writers ... cannot tolerate any censorship in this country ... reading and writing is power.
claire kirch - publishersweekly.com -  fb/an - 14.2.2017

 

We just write books because we have to  .    It becomes sort of an obsession ...   When I came back to the United States, the way Iran was portrayed was only through the eyes of the Iranian regime ... I wanted to write something that would create a different image - the other Iran.    The one which belonged to the people.    Their culture, their history and to the way they resisted, in fact, the oppression that was imposed on them by the regime.
douglas imbrogno - wvgazettemail.com - 2017

«Teheran non può essere come Tienanmen», i mullah non possono massacrare la gente per strada: non solo perché «sono divisi», ma perché non avrebbero i mezzi per tacitare la popolazione magari soddisfacendola su altri fronti, «ad esempio quello economico».
Azar Nafisi - docente di letteratura alla JOHNS HOPKINS UNIVERSITY
Anna Guaita - ilmessaggero.it
IRANIANA DISSIDENTE    -    https://youtu.be/F7SZYT5gdCk  - on iran's evolution - 2017
Per il momento partecipo solo con il cuore e la testa. Presto spero di esserci anche fisicamente
Per Azar Nafisi,
«quando non puoi mettere il rossetto, quando non puoi mostrare i capelli, quando non puoi ballare e cantare, allora la lotta non può essere solo politica. Stai lottando per essere quello che sei, per sviluppare la tua dignità di individuo». A suo avviso, la religione è «un'altra vittima dello Stato. L'Iran ha al suo interno molte differenti interpretazioni dell'Islam e di altri culti, ma i religiosi che non si allineano vengono perseguitati e incarcerati».
cosa può fare l'Occidente ?
«Ogni movimento ha bisogno di alleati. La democrazia in Iran conviene a tutti».

iltempo.ilsole24ore.com
Uccidono le donne perché il regime teme la loro libertà
perché quando i circoli del potere iraniano, o parte di essi, vogliono mandare un messaggio al mondo scelgono le donne come vittime?
"Perché le donne, come le minoranze religiose, come i giovani istruiti, sono viste come un pericolo.
Il livello di libertà di cui godono le donne in ogni paese dà la misura del livello di civilizzazione di una società. Un potere che non crede davvero nella religione usa le donne per tenere sotto controllo la gente".

francesca caferri - repubblica.it - 2014

Questa frequenza di risate nel bel mezzo dell’intervista, e non solo di sorrisi aperti, è decisamente insolita. Generalmente è tipica di “vecchi saggi”, capaci di reagire in questo modo schietto e naturale, ad alcune domande, prima di elaborare la risposta razionale  ...
luciano minerva - rainews24 incontri

il velo: è un problema che riguarda solo le donne orientali o c’è anche un’altra forma di velo che riguarda anche l’occidente?
Sì, c’è anche un aspetto diverso. All'inizio del ventesimo secolo una meravigliosa donna araba scrisse un libro su sette tipi di velo.

Parlò di quello che è il velo reale, poi passò a descrivere il velo dell'ignoranza, per esempio. Noi ci creiamo i nostri veli, noi sovrapponiamo la nostra immagine a quella che gli altri hanno di noi, cerchiamo di nascondere agli altri ciò che è privato ed essenziale e in Occidente ci sono dei modi per dire alle donne a che cosa dovrebbero somigliare, come ci si aspetta che debbano agire.

rainews24.it

il potere sovversivo dell'immaginazione
festival internazionale delle letterature  -  adelphi.it  

 

Leggere Lolita a Teheran
-  pluripremiato e tradotto in 32 lingue al 2016

La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell’Uomo venga aggiunta la voce: diritto all’immaginazione. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?  

italialibri.org

Nella repubblica iraniana il sogno di un musulmano è avere come sposa una ragazza vergine di nove anni, per cui fra i primi atti ci fu quello di abbassare a nove l’età matrimoniale. Azar ricorda che negli scritti di Khomeini “il sesso con gli animali era visto come un modo per tenere sotto controlli gli appetiti dell’uomo”. Oltre a Susan Sontag, anche Bernard Lewis ha avuto parole di encomio per il libro. Il New York Times ne ha parlato come di un “riassunto eloquente sul potere trasformativo della fiction”. Cynthia Ozick, del New Republic, di una “memoria angosciata e gloriosa”, l’Indipendent di un libro elegiaco, “un tributo alla tenacia dello spirito umano”.
la libertà di Nabokov fa paura solo ai mullah  - recensione di giulio meotti - Il foglio
informazione.com

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I have a recurring fantasy that one more article has been added to the Bill of Rights: the right to free access to imagination. I have come to believe that genuine democracy cannot exist without the freedom to imagine and the right to use imaginative works without any restrictions. To have a whole life, one must have the possibility of publicly shaping and expressing private worlds, dreams, thoughts and desires, of constantly having access to a dialogue between the public and private worlds. How else do we know that we have existed, felt, desired, hated, feared?

...

Once evil is individualized, becoming part of everyday life, the way of resisting it also becomes individual. How does the soul survive? is the essential question. And the response is: through love and imagination.

...

A good novel is one that shows the complexity of individuals, and creates enough space for all of these characters to have a voice; in this way a novel is called democratic—not that it advocates democracy but by nature is so. Empathy lies at the heart of [The Great] Gatsby, like so many other great novels—the biggest sin is to be blind to others' problems and pains. Not seeing them means denying their existence.
reading lolita in tehran  - http://voices.cla.umn.edu/artistpages/nafisiAzar.php

Un grande romanzo acuisce le vostre percezioni.  

vi fa sentire la complessità della vita e degli individui e vi difende dall’ipocrita certezza nella validità delle vostre opinioni, nella morale a compartimenti stagni.

leggere lolita a teheran

 

  Ho sempre avuto un debole per i sogni impossibili e le cause perse

 

 

durant les premières années que j'ai passées à l'étranger quand J'étais en pension en angleterre et en suisse puis quand j'aI vécu auX états-unis j'ai toujours redessiné les endroits où je me trouvais selon l'image que j'aVAIs de l'iran.
lire lolita à téhéran pag 103

 

 

La letteratura, dunque, come antidoto all’incapacità di codificare la trama delle proprie vite.

Attraverso gli autori o i personaggi cui sono rispettivamente dedicate le quattro parti in cui è suddivisa l’insolita autobiografia della Nafisi. Lolita di Nabokov, espressione della crudele confisca della vita di un individuo da parte di un altro; James, “fallito coi fiocchi” nella sua ostinazione a scrivere opere incomprese pur di non rinnegare se stesso; le controverse, affascinanti eroine della Austen, capaci di sottrarsi all’aridità del conformismo pur di “raggiungere quell’obiettivo sfuggente che sta al cuore della democrazia: il diritto di scelta”. E il Grande Gatsby, imputato d’eccezione in un indimenticabile processo, con tanto di giudice e avvocati designati tra gli studenti, allestito - contro l’integralismo borioso e monocorde- dalla grintosa Nafisi in un’aula di università.
Definito sul retro di copertina uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati, il volume della Nafisi definisce con delicato affetto e avvincente linearità la complessa vicenda dell’Uomo, tra felicità e follia.

Con un’inattesa, retrospettiva dichiarazione d’intenti   -   voglio scrivere un libro in cui ringrazio la Repubblica islamica per tutto quello che mi ha insegnato - ad amare Henry James e Jane Austen e il gelato e la libertà  .    

ilsole24ore.com 

 

An inspired blend of memoir and literary criticism,Reading Lolita in Tehranis a moving testament to the power of art and its ability to change and improve people's lives. In 1995, after resigning from her job as a professor at a university in Tehran due to repressive policies, Azar Nafisi invited seven of her best female students to attend a weekly study of great Western literature in her home. Since the books they read were officially banned by the government, the women were forced to meet in secret, often sharing photocopied pages of the illegal novels. For two years they met to talk, share, and "shed their mandatory veils and robes and burst into color."
amazon.com

 

 

  solo la fantasia e l’amore possono restituire l’uomo a se stesso 

 

 

Azar Nafisi

ha insegnato in vari atenei della capitale iraniana, prima di essere espulsa dall'Università di Teheran nel 1997 per essersi rifiutata di portare il velo. Oggi insegna Letteratura inglese alla Johns Hopkins University.
... dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura. Per riuscirci, è stata costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero al tempo stesso efficaci per gli studenti e innocue per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati – e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque cerchi di interdirla

adelphi.it

 

azar nafisi - Le tensioni sociali, la discriminazione femminile, l'amore assoluto per la letteratura, nella storia che secondo Salman Rushdie ha fatto conoscere l'Iran di oggi meglio di qualunque reportage giornalistico.   

librisco.it   

I libri sono come fiori recisi

se non si da loro dell’acqua, non rimangono vivi. La storia di Sheherazade, per esempio, che rapporto può avere con la realtà? Nel suo caso si trattava di permettere al re di guardare il mondo con altri occhi, evocando la curiosità. Poesia e letteratura devono celebrare la vita. Ho lasciato l’Iran portandomi dietro solo libri di poesia e l’inglese mi ha dato la capacità di vedere dentro di me in un’altra lingua. Leggere e scrivere è come stare a casa

festivaletteratura.it

 

 

You need imagination in order to imagine a future that doesn't exist

www.identitytheory.com/azar-nafisi

 

I would like to think of my own status as what you called

'citizen of the world' or a 'citizen of a portable world'

if not of the world

 

 

LEGGERE LOLITA A TEHERAN  -  2004

bibi e LA VOCE VERDE - 2006

Things I’ve Been Silent About  -  2009

THE REPUBLIC OF IMAGINATION -  AMERICA IN THREE BOOKS  - 2014 

 

 

alice nel paese delle meraviglie - alice in wonderland
I have often thought of Alice as my ideal reader - the one I aspire to be
fb/an - 2015

 

 

necesitamos proteger los libros
necesitamos proteger la literatura
necesitamos proteger las artes
¿cómo ser lectora en Irán?  -   AN   -  feria Internacional del libro de guadalajara - 2017

 

 

 

bibi e LA VOCE VERDE -  La prima favola di AZar NafisI  

la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi,

anche se sono lontani

Bibi è triste, perché papà e mamma hanno venduto la casa dove è sempre vissuta e dove abitavano i suoi sogni. Nella casa nuova tutti si occupano del fratellino appena nato e lei si sente sola. Non saprebbe come fare, se un bruco trovato per caso non diventasse il suo migliore amico, e non le insegnasse che la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi, anche se sono lontani.
bol.it

 

Things I’ve Been Silent About 
Azar Nafisi tells of her struggles with both mother and country.
“I do not mean this book to be a political or social commentary, or a useful life story,” she writes. “I want to tell the story of a family that unfolds against the backdrop of a turbulent era in Iran’s political and cultural history.”
The story of Nafisi’s family spans a turbulent era indeed.

features.csmonitor.com

Things I've Been Silent About Memories    -   http://youtu.be/g-3D71v801I 

introduces us to Nafisi's father, once mayor of Tehran, who enchanted his daughter with stories and later spent four years in jail by order of the Shah's regime, and her mother, who was elected to the Iranian Parliament but embittered by her husband's infidelities. Nafisi, who thinks of her books as ''siblings,'' understands the connections that draw us to the prose of Nabokov and Fitzgerald, Austen and James. But she believes that truth has a unique resonance.
''She wanted me to have what she never had,'' says Nafisi, the mother of a grown daughter and a son. ``Mothers are always trying to imagine their daughters doing things they never did and going places they've never gone and being who they were not. But, on the other hand, my mother also resented me for going places she had never gone. She never forgave my father or me and my brother for what she never had in life. She was so deprived, and that made her bitter.
connie ogle - miamiherald.com
It’s difficult imagining Azar Nafisi silent. Words pour from her rouged lips between sips of tea in the Watergate building of Washington DC, her adopted city. The Iranian émigré and author of Reading Lolita in Tehran: A Memoir in Books knows life under tyranny and doesn’t take free speech for granted.
thetimes.co.za

Asked about the book’s relevance for contemporary Iranian society and Iranians, Nafisi pointed to the importance of looking back and understanding the past in order to explore the present.
televisionwashington.com

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Nafisi non nasconde i tradimenti del padre e il rifugio trovato dalla madre in un mondo fantastico, lontano dalla dolorosa realtà.
"La maggior parte degli uomini - racconta - tradisce la moglie per avere un'amante. Mio padre tradiva mia madre perché non si sentiva amato. Io lo vedevo infelice e mi sentivo quasi in dovere di riempire i vuoti della sua vita" in quella che anche per lei è una convivenza dolorosa….
"io non credo - dice la scrittrice - che si debba rimanere zitti, perché, in un modo o nell'altro, ci raccontiamo attraverso le persone che diventiamo".

mauretta capuano - ansa.it

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Lei scrive: “Fa parte della cultura iraniana non rivelare le faccende private”. Però poi s’è decisa a scrivere le cose che non ha mai detto. Come mai?

«Ero letteralmente ossessionata da questa storia, la mia storia. È lei stessa che mi ha cercato, io ho tentato solo di rimanerle fedele fino in fondo. È un cliché, ma è la verità. Dopo la morte dei miei genitori ho sentito l’esigenza, da un lato di saperne di più su di loro, dall’altro di gettare luce su un groviglio di emozioni e sentimenti inespressi che mi portavo dentro, da qualche parte». Ha iniziato Leggere Lolita a Teheran dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1997, e Le cose che non ho detto nel 2003, in seguito alla morte dei suoi genitori. Pensa che per scriverne, sia necessaria una certa distanza da chi abbiamo amato? «Entrambi i romanzi parlano di una perdita, di qualcosa o qualcuno che avevo molto amato. Credo ci voglia distanza dalla materia narrata, anche perché scrivere equivale a una dichiarazione di indipendenza e di autonomia. È un atto che comporta il diventare adulti. Ma la distanza è necessaria anche da noi stessi, perché io sono uno dei personaggi del libro».

benedetta marietti - larepubblica.it

 

 

  la famiglia -  il più perfetto sistema totalitario in assoluto 

 

 

 

 

REPUBLIC OF IMAGINATION

Nafisi has written the book her fans have been waiting for: an impassioned, beguiling, and utterly original tribute to the vital importance of fiction in a democratic society. What Reading Lolita in Tehran was for Iran, The Republic of Imagination is for America ... she invites us to join her as citizens of her “Republic of Imagination,” a country where the villains are conformity and orthodoxy and the only passport to entry is a free mind and a willingness to dream.
penguin.com - 2014

www.barnesandnoble.com/w/the-republic-of-imagination-azar-nafisi - read

With close ties to both Iran and the U.S., Nafisi found her “true home” in the Republic of Imagination, “a land with no borders and few restrictions, . . . the only requirements for entry are an open mind, a restless desire to know and an indefinable urge to escape the mundane.” As a deeply engaged envoy from that republic, Nafisi urges us to read widely and inquisitively because books “enable us to tolerate complexity and nuance and to empathize with people whose lives and conditions are utterly different from our own.”
donna seaman/booklistonline.com - 2014

NPR's Rachel Martin speaks with Azar Nafisi about her new book, The Republic of Imagination, a reflection on America through three of its most memorable books.
- As I was working for this book, I realized how much works of American fiction are almost like the moral guardians of the American reality - how much they remind us of the other aspect of the American dream. I see two contradictory aspects to this dream. One is the materialistic, crass one - it's a dog eat dog world. We each are after our own interests. And the other is the idealistic one where if you have a passion, you go after your passion, which is Huck Finn. He rejects any form of success, including money, you know. And then I realized that for me, Huck Finn becomes sort of literary Declaration of Independence. And the Mark Twain - maybe not consciously - he described what is the ideal of American - the homeless, restless American that is always looking to new horizons and thinks with his heart. And so Huck Finn came, you know, became my main character.

npr.org -  fb/an  -  2014

Nafisi calls Americans — left and right — to account for abandoning a glorious cultural legacy to wallow in materialism, narcissism and groupthink.
laura miller - salon.com - 2014

The way I feel is that books are dangerous in their own way in every society.But the way we treat them here, the way we destroy them here is not through guns or bullets or jail. We just become indifferent toward them.
PBS NewsHour - fb/an - 2014

L'IMMAGINAZIONE E SOVVERSIVA - www.letteratura.rai.it/azar-nafisi  --  www.rainews.it/dl/rainews/media/immaginazione  - intervista rai

anche l’indifferenza è un tiranno - sconfiggetela con un romanzo    .pdf
lastampa.it - 2015

AZAR NAFISI A MILANO

Per la Nafisi, che è fuggita dal regime degli Ayatollah e ora vive in America, in questi tempi difficili il vero coraggio e la vera forza non sono certo negli atti di forza dei terroristi ma stanno nelle parole di compassione del Papa .
http://video.corriere.it/azar-nafisi-il-potere-dell-immaginazione-vero-nemico-tirannia  -  2015

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LIBRO PRESENTATO  A PORDENONE E ROMA  DALL'AUTRICE - SETTEMBRE 2015

I'm excited to head to Italy this week to talk about The Republic of Imagination !
fb/an - 2015

è vero che legge anche molti libri italiani?
Certo: tra gli scrittori del 900 Moravia, Calvino e la Ginzburg. E poi il mio preferito: Italo Svevo. Vedo anche molti film italiani e oltre ai grandi registi ho una passione per gli interpreti, in particolare Vittorio Gassman e Claudia Cardinale. L’idea di La repubblica dell’immaginazione è nata proprio a Roma: una città che accoglie in maniera informale e sensuale.
antonio monda - d.repubblica.it - 2015

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parla sempre di fiction, però lei scrive non fiction.
Quello che mi affascina è l’intersezione tra fiction e realtà, come la realtà produce fiction, e come la fiction cambia il modo in cui vediamo la realtà.
quindi dobbiamo aspettarci un suo romanzo prima o poi?
Forse. Scrivere un romanzo è la cosa più grande che uno scrittore possa fare
laura pezzino _ bookfool.vanityfair.it - 2015

L’esilio più duro è quello in cui non ci si sente più a casa in casa propria
giuseppe fantasia - huffingtonpost.it - pordenonelegge 2015

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ci sono dei passaggi comuni tra le persone che scrivono, e spesso c'è anche una matrice comune che io ho ritrovato nel suo libro: la solitudine. Qual è stato il suo rapporto con la solitudine e tutte quelle cose che sono considerate negative nella vita, che spesso sono passaggi per arrivare da qualche parte?
In effetti molti scrittori condividono proprio questo sentire. Quando io leggo i libri di Nabokov mi rendo conto che si basano sull’angoscia di perdere o di aver perso tutto quello che si ama, e l’unico modo per vendicarsi, per recuperare quello che è andato perduto, è riportarlo in vita nel modo in cui si sceglie di esprimersi. Ad esempio per me è quello della lettura e della scrittura. Mio padre raccontava sempre a me e ai miei fratelli: il vostro Paese, l’Iran, è un paese antico, è stato conquistato più volte, è stato distrutto tantissime volte, l’unica identità di questo paese è la continuità della sua poesia, che è lì ed esiste da migliaia d’anni, mentre il paese è stato distrutto migliaia di volte.

E per me la poesia, la solitudine, sono l’unica cosa che io mi porto in questo mondo, nella mia stanza.
com’è stato accolto dagli americani il fatto che arriva una signora sorridente dall’Iran e gli spiega: ecco che cos’è il filo conduttore della vostra letteratura...
Mi sorprende ancora nell’atto della lettura e della scrittura, quante connessioni e legami riesca a creare con le altre persone. Sono rimasta sorpresa dalla reazione che c’è stata in America, e il tipo di reazione e di accoglienza che c’è stata per il mio libro mi ha riempita di speranza, proprio perché mi sono sentita meno sola, meno arrabbiata, ho pensato: c’è qualcosa in questa nazione che mi fa nutrire qualche speranza per questo paese.
jessica chia - intervista di gabriele romagnoli al teatro franco parenti milano - wuz.it - 2015

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I am so intrigued to be talking at the BookMarks's Festival. It is the exchanges that I look forward to, and that feeling of this is part of that portable home I carry with me, part of my Republic of Imagination.
fb/an - 2016

www.iawfoundation.org/community/azarnafisi

 

 

America like the rest of the world is in a crisis

And I feel that this crisis is not just economic or political

It’s a crisis of vision

*
People need art because they are human ... People need art to give voice to the unknown

fb/an

L'IMMAGINAZIONE E' SOVVERSIVA

an

I believe it is true that all books are mysteries in one sense

in the sense that a good story or a good poem

or philosophical treatise for that matter

but mainly story, depend on the pursuit and resolution

of some unknown factor, it is an act of discovery

an

Literature is always about the other

It is taking us to places we have not seen

meeting with people and empathising with people we have not known

an

 

 

 

 

do you think literature in any way can help solve life's big questions, global conflicts, social problems?
I think that literature makes us question. It makes us restless. It makes us feel not at home in our own home, and that is what is so essential and so revolutionary about it.
Because through reading great works of art, you look into the mirror and you see not only what you don't like about the world, but what you don't like about yourself, so you pose yourself as a question mark, and especially the kind of world we live in today where complacency and conformism and ideological polarisations are so dominant, I think you need the flexibility, the sort of critical, genuinely critical and self-critical outlook of literature in order to be able to pose the question before posing the answers.

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and just finally, before we run out of time, I want to know what's behind the name of your new book, 'The Republic of Imagination'?
Well, when I came here, I came from a country where to imagine, to read, or to write was dangerous. It was dangerous for the person who wrote or read, because you could be torture, you could be put in jail, and some were executed. And I came to America and I saw how the very ideas for which people were giving their lives for in other countries were denigrated and called irrelevant, and I felt that in a democracy, that no democracy can survive without a democratic imagination because democracy needs citizens who want to be independent, citizens who can be tolerant of other voices and multi-vocality, and individual responsibility without independence of thought and the ability to imagine cannot exist.
3.7.2015 - intervista di emma alberici - abc.net.au - fb/an

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Azar Nafisi on why we need to cherish rather than ban books

... Throughout my childhood and teen years, even much later when I had children of my own, my mother worried that I had my head in the clouds, reading too many stories, neglecting real life and its problems. My take on having one’s “head in the clouds” was different from my mother’s, for me it meant having a place of one’s own, somewhere like Alice’s Wonderland, or what I later named The Republic of Imagination. A place on earth, in our own backyard that might help us get to the clouds and all sorts of other wonderlands, existing all around us and yet invisible to the naked eye. I wanted to go there in order to return to my own home refreshed, armed with a new perspective, prepared to confront “life and its problems.” For what is a wonderland but a new and magical version of our everyday reality, rescuing that reality from the dust of habit and complacency, what is the Republic of Imagination except the version of reality as it should or could have been?
This is the magic of books which are read first and foremost for the pure and sensual joy of reading, of discovering, of unexpected adventures in unknown places, satisfying our curiosity and giving us the gift of true empathy. Reading offers us a unique kind of joy, that of being simultaneously private while sharing a communal experience. You can, without leaving that small space in a corner of your room, travel to numerous places, move back and forth in time, meet many different people, and connect to millions of other readers whom you have never met and might never meet in person ...

theguardian.com -  fb/an - 2015

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you love fiction so much; would you ever consider writing a novel? Or have you decided nonfiction is more of what you want to write?
Well, you know, maybe this is my weakness or obsession that I think for me fiction is the highest form of writing. To tell you the truth, sometimes I’m very scared. I mean, I write for myself; I have loads of pages and now computer files of all these things that I have written, but that is one part of it. The other part of it is that I was fascinated — since I wrote my first book in Iran — by these intersections between fiction and reality and how reality turns into fiction and vice versa, how they change one another. And I think for as long as I have that obsession, it will be difficult to make the leap. I don’t want to write fiction which is really just disguised biography. So I hope one day I will reach that stage before I die. Maybe I’ll write my last book as a novel and then die. I want nothing, nothing else in the world.
lacy cooke - themillions.com - 2015

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Republic of Imagination in france
This is how I, a little girl from a place called Iran, came to know and love France, through a Little Prince and a fox !

I had met foxes before, in fact My father introduced me to the animal in a fable by La Fontaine. In this story, like most stories, the fox is sly and clever, cheating a simple crow of his meal. Later while in Shah’s prison father translated La Fontaine’s fables complete with its beautiful illustrations which he, an amateur painter, drew himself, copying from the original. In that and most other illustrations the fox looked pretty, with a gorgeous bushy tail, and wide eyes. Little Prince’s fox was not pretty, its bushy tail more like an upright broom, was not beautiful, and his eyes were so narrow they could be barely seen, in fact he didn’t really look like a fox. It seems almost miraculous to me that a fox not like any other had forever changed my attitude towards that animal—I began to see it in a different light. From this perspective the fox’s slyness was not due to malice, but from the need to survive. Although I felt sorry for the chickens (which didn’t prevent me from eating them) the fox hunted them so that he could stay alive, unlike some human beings who not only kill and eat the chickens but hunt foxes for entertainment and sport. Gradually I came to understand why those mesmerizing wide eyes, always brimmed with anxiety and fear, seemed to be on the lookout for some invisible but very real menace.
an - azarnafisi.com - 2016

 

https://youtu.be/i1U113Q7DY4  - pordenonelegge 2015 - intervista

http://azarnafisi.com/2016/07/dispatches-from-my-republic-of-imagination

https://youtu.be/BSxMHFO0c_8   - AN at columbia global center paris - 2016

 

Azar Nafisi is a professor at Johns Hopkins University. She won a fellowship from Oxford and taught English literature at the University of Tehran, the Free Islamic University and Allameh Tabatabai University in Iran. She was expelled from the University of Tehran for refusing to wear the veil and left Iran for America in 1997. She has written for The New York Times, The Washington Post, The Wall Street Journal and The New Republic, has appeared on countless radio and television programs, and is the author of Anti-Terra: A Critical Study of Vladimir Nabokov’s Novels. She lives in Washington, D.C., with her husband and two children.

bookbrowse.com/biographies

fb/anafisi - facebook.com/videos

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Azar Nafisi è nata a Teheran nel 1950. Il padre era sindaco della città e la madre una delle prime donne ad essere elette nel parlamento iraniano.
cultnetworkitalia.com

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le grandi eroine, le regine guerriere, le combattenti che armate di niente altro che della forza della ragione e del coraggio ... Parlo di ... Azar Nafisi ... e tutte le altre che hanno osato parlare in nome dell’umanità contro la barbarie, la ferocia, la crudeltà, il sadismo e l’idiozia e stanno pagando con il costante pericolo della loro vita il bene inestimabile del pensiero libero.
Silvana De Mari - fantasymagazine.it

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L’Iran è un paese con una società civile che sopporta con difficoltà un regime che impedisce la circolazione della cultura

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che non può rompere definitivamente con l’Occidente, che è costretto a misurarsi con la letteratura occidentale, con la cinematografia e dunque con le sollecitazioni che derivano da quei prodotti culturali (in termini di desideri, parole, di immagini,…). Un regine che è costretto a militarizzare la vita civile e che ancora a ventisette anni dalla conquista del potere è sulla difensiva. Dunque un sistema autoritario, chiuso nel suo stesso apparato culturale, diviso o separato da un’opinione interna che ha maturato un distacco.
Per quanto lento sia questo processo, afferma Nafisi, quello di Ahmadiejad è solo l’ultima fase – lunga ma non eterna – di un’agonia. Non sarà indolore il processo. Sarà carico di violenza ideologica, di oppressione, di tirannide, ma il futuro è “oltre”.

reset.it

 

  I left Iran but Iran did not leave me 

 

 

Gli iraniani sono gente normale. Vogliono vivere, crescere, amare: vivono in un paese ricco ma poco o nulla di questa ricchezza arriva loro. In Iran la corruzione è fortissima, anche per questo tante persone hanno fame. Quello che mi auguro è che i leader a quel tavolo sentano sulle loro spalle la responsabilità della vita delle persone.
da intervista di francesca caferri - repubblica.it - 2015

 

 

 

 

interview

Whenever I am really nervous and sometimes unhappy

I take out some scoops of coffee ice cream, mix it with coffee and nuts (either walnuts or almonds) and immerse myself in the soothing cool of the coffee ice cream going down my throat. When an idea comes to me for writing, this nervousness reaches its heights and along with it my consumption of ice cream, coffee, and nuts.
I love paintings

Sometimes I steal an hour or so and go to the Phillips Collection, which is close to my work, and watch and watch. I like to watch only a few paintings at a time and focus on them for a while and then move on to others. Every once in a while I go to the National Gallery in D.C. to pay homage to the one Da Vinci they have. In order to remember a painting or a view, I look at it for a long time, then close my eyes and try to reconstruct the image in my mind, then open my eyes and look again.
I love going to theater

especially with my family, and three friends with whom we share a great deal. I also love reading poetry and sometimes Shakespeare aloud when I am alone. I hold the book in my hands and move around the house, reading and reading, thinking, If this is not a miracle I don't know what is.
‭interview barnesandnoble.com

 

 

 

PAROLE DI LIBERTA
Pen Italia - 50° anniversario di "Writers in prison"
scrittori che hanno perduto la libertà e sono finiti in carcere spesso torturati o esiliati.
testimonianze di Adonis, Aguilera, Cacho, Chi Thien, Cuadra, Dobrovolskaja, Jahanbegloo, Kadare, Kire Iralu, Mapanje, Pas’ko, Zhou Qing, Saramago, Skif,Tawfik.
hanno chiesto, come Azar Nafisi, «la Repubblica dell’immaginazione, il terzo occhio per guardare a noi stessi e al mondo in modo critico».

ilmessaggero.it

 

 

 

 

fb/vikingbooks


celebrating pasolini
libreria nuova europa i granai - roma
2015
- fb/an

southern independent

booksellers association trade show

fb/an  2014

 

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Today bookstores and libraries

are custodians

of American history and American culture

american booksellers association winter institute - 2015

 

 

The beautiful contradiction is you need to withdraw from the world [read] ...

Yet what you are reading has been read by millions, and what you write will be read by strangers.

fb/an - 2015

 

As we celebrate our Independence Day
perhaps it is worth remembering that perhaps the best way to celebrate is to acknowledge & preserve the spirit, knowing that there is no end to the fight for freedom, that true independence is inseparable from independence of mind, that freedom like happiness is elusive & should be fought for everyday of our lives. And remember Mark Twain who believed that 'Patriotism is supporting your country all of the time & your government when it deserves it!'

fb/an - 4 luglio 2015


Since hearing about
David Bowie's death
every once in a while, in between drinking morning coffee, running out to a meeting, and listening to the news that is more about Ted Cruz's real nationality, than starving children in Yemen & Syria, I have returned to Bowie, asking what is that makes one single individual, an artist, in the many senses of the word, so beloved by millions of people from so many different places in the world? The word 'enduring' keeps coming up ...

fb/an - gen 2015
I libri sono utili se mettono i lettori a disagio
Come James Baldwin ci ricorda, scrittori e artisti non devono farci sentire al sicuro, devono “turbare la pace”, mettere in discussione non solo il mondo o quelli con cui non siamo d’accordo, ma pure le nostre supposizioni, i pregiudizi ...

su
twitter ha scritto che washington con la neve le sembra teheran
Vivo a Foggy Bottom, vicino al fiume Potomac. Ogni mattina mi sveglio e lo saluto, come a Teheran guardavo le montagne innevate: è il mio contatto emotivo con la città. All’inizio di quest’anno, guardando fuori dalla finestra, tutto era bianco, con strisce di luce e gli uccelli sul fiume ghiacciato. Mi sono tornati i ricordi delle giornate luminose di neve a Teheran, le passeggiate con un’amica d’infanzia, i racconti, i bignè con panna fresca, il sorbetto di ciliegia fatto da mia madre con la neve.
luca mastrantonio - corriere.it - 2016
la democrazia non deve mai essere data per scontata
che giorni sono questi per Lei, signora Nafisi?
Quelli in cui si determinerà se l'America è in grado si difendere la sua democrazia o no: noi in Iran e voi in Europa abbiamo imparato che diritti che sembrano scontati si possono perdere. Gli Stati Uniti lo stanno capendo ora. La cosa positiva è che molte persone sembrano essersi svegliate ora, di fronte al pericolo.
francesca caferri - repubblica.it - 2017

      
https://youtu.be/Le4Aywpj0p4  -  at death's door   ///   https://youtu.be/CXxf4BmJlLc  - Q&A with Sandra Cisneros and Azar Nafisi
Why is it that at death's door
people take away with them an image of Van Gogh
the music of Mozart and Madame Bovary ?
fb/an
http://youtu.be/J8JxUMqcH1s  - lolita    
http://youtu.be/Z6BUJEs8jlo  - nabokov   
www.letteratura.rai.it/articoli/fuga-e-ritorno-al-passato
  - cose che non ho detto
http://youtu.be/R2LV9uZSDms   -   on empahty
http://video.repubblica.it/rubriche/rileggere-l-america
- i classici della letteratura
https://youtu.be/K4YL1KBvfxs  - why fiction matters for democracy - 2017



2017 feria libro guadalajara

we want to read because we want to discover
we are alice after that white rabbit
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Books are representative of the most democratic way of living


  

1 DICEMBRE .. AUGURI !






       

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