eugenio montale

welcome montale           

 

genova 12.10.1896  -   milano  12.9.1981

 

ho sceso

dandoti il braccio

almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto

ad ogni gradino
anche così è stato breve

il nostro lungo viaggio
il mio dura tuttora 

né più mi occorrono
le coincidenze  le prenotazioni
le trappole gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede
ho sceso milioni di scale

dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi

forse si vede di più
con te le ho scese perchè

sapevo che di noi due
le sole vere pupille 

sebbene tanto offuscate
erano le tue

1963

satura  - xenia II 1962-1970

scritta dopo la morte della moglie Drusilla Tanzi - la mosca - sorella di Lidia Tanzi Levi moglie del Prof. Giuseppe Levi grande maestro di Rita Levi-Montalcini .
http://youtu.be/7yxYkYlzOD0

https://youtu.be/3bNB6vYTmVA  - lettura duca zingaretti

 

 

analisi

Il suo tono dimesso non cade mai nella retorica, così come il tono ironico di certi passaggi non scade mai nel frivolo, non diventa mai parodia. Il personaggio di "mosca", il caro piccolo insetto della prima poesia degli "Xenia", è una presenza calda e affettuosa, ma non ha nulla di ideale né di trascendente, eppure non perde nulla della sua forza lirica nell’accostamento a oggetti e situazioni di tipo quotidiano. L’ironia di Montale agisce, a ben vedere, in profondità, con uno scarto appena accennato dal discorso che ne ribalta, inaspettatamente, l’apparente assertività: è così per la chiusura della prima strofa dove improvvisamente i piccoli gesti quotidiani della donna, quelli che riempiono di senso la discesa di un milione di scale diventano trappole, scorni, sono ricondotti a una mentalità che ritiene la realtà di tali gesti l’unica possibile. Lo stesso si può dire di due punti della seconda strofa: il "forse" del v. 9, che limita l’enunciato "con quattr’occhi... si vede di più" è a sua volta inserito in una frase che sembra essa stessa una preterizione, un negare per affermare;       il "sebbene tanto offuscate" limita la sentenziosità dell’ultima asserzione.      

alepalma67.com

 

Here in Xenia

he addresses

his dead wife  ' Mosca '

 

 

Your arm in mine

I've descended a million stairs at least
and now that you're not here

a void yawns at every step.
Even so our long journey was brief.
I'm still en route  with no further need
of reservations  connections  ruses
the constant contempt of those

who think reality is what one sees.

lashmarket.com

 

PARAFRASI
HO SCESO, AIUTANDOTI E FACENDOMI AIUTARE, MOLTISSIME SCALE ED ORA CHE TU NON CI SEI MI SENTO SEMPRE PIÙ SOLO ED OGNI GRADINO PER ME È VUOTO. ANCHE VIVENDO ASSIEME A LUNGO TEMPO, IO SONO INFELICE IN QUANTO IL TEMPO PASSATO CON TE E LA NOSTRA VITA INSIEME NON SONO DURATI ABBASTANZA. IL MIO VIAGGIO DURA TUTTORA, E NON MI SERVONO PIÙ LE COINCIDENZE DEI TRENI, LE PRENOTAZIONI DEGLI ALBERGHI, I VIAGGI, LE UMILIAZIONI DELLA GENTE CHE CREDE CHE LA VITA VERA SIA QUELLA CHE SI VEDE. HO SCESO MOLTISSIME SCALE AIUTANDOTI E FACENDOMI AIUTARE, NON PERCHÉ CON QUATTRO OCCHI SI VEDE DI PIÙ E MEGLIO. LE HO SCESE CON TE PERCHÉ SAPEVO CHE TRA DI NOI, I VERI OCCHI CHE VEDEVANO LA REALTÀ PIÙ PROFONDA, ANCHE SE INDEBOLITI DALLA MIOPIA ERANO I TUOI.
skuola.net

 

Scendere le scale al braccio della Mosca diventa emblema di tutto il breve, lungo viaggio nella vita, compiuto avendo per guida la donna dalle pupille offuscate.

Anche qui il dare il braccio alla donna perché non inciampi lungo le scale si rivela un’azione reciproca e non si può dunque sapere chi è la guida e chi il guidato.

La scomparsa della donna rivela adesso che chi vedeva di più era quella che vedeva di meno, ma ormai non c’è più nemmeno bisogno di scendere tante scale, i viaggi sono finiti e rimane solo da terminare il viaggio di questa vita, ed egli sa ormai benissimo che la realtà non è soltanto quella che si vede.

tellusfolio.it

 

 

 

Il Diario postumo

è tutto percorso da una grande fantasia familiare in cui il poeta opera una sorta di triangolazione mobile tra la moglie morta - drusilla tanzi - la mosca -  se stesso e l'interlocutrice, chiamata anche con appellativi al maschile - "Agile messaggero", "mio guerriero", "smarrito adolescente". In questo DIARIO familiare egli assume il ruolo ora di padre ora di madre. Una delle liriche più dense del libro è enigmaticamente intitolata Come madre, dove la madre è appunto lo stesso poeta ... Ma è anche vero che la madre nel libro potrebbe essere anche la mosca o la stessa interlocutrice che, come madre, potrebbe salvare il poeta dal naufragio o dal nubifragio  - tema dell'Infinito leopardiano capovolto ...

diseur.unict.it

dopo il matrimonio con il poeta nell’aprile 1963 Mosca muore in seguito a caduta con rottura del femore.

Milano 5 aprile 1885 – Milano 20 ottobre 1963

 

 

Al mio grillo
Che direbbe il mio grillo
dice la
Gina osservando il merlo
che becca larve e bruchi dentro i vasi
da fiori del balcone e fa un disastro
Ma il più bello è che il grillo eri tu
Finché vivesti e lo sapemmo in pochi
Tu senza occhietti a spillo di cui porto
un doppio, un vero
insetto
di celluloide
con due palline che sarebbero gli occhi
due pistilli e ci guarda da un canterano
Che ne direbbe il grillo d'allora

del suo sosia E del merlo?    

È per lei che sono qui
Dice la Gina e scaccia con la scopa

il merlaccio
Poi s'alzano le prime saracinesche.

È giorno

 diario 71 e 72

gina tiossi era la governante 

avevamo studiato per l'aldilà
un fischio  un segno di riconoscimento
mi provo a modularlo nella speranza
che tutti siamo già morti senza saperlo
non ho mai capito se io fossi
il tuo cane fedele e incimurrito
o tu lo fossi per me
per gli altri no 

eri un insetto miope

smarrito nel blabla

dell'alta società   

erano ingenui
quei furbi e non sapevano
di essere loro il tuo zimbello
di esser visti anche al buio

e smascherati da un tuo senso

infallibile 

dal tuo radar di pipistrello

xenia I - 1966

caro piccolo insetto

che chiamavano mosca non so perché

stasera quasi al buio

mentre leggevo il deuteroisaia  ***

sei ricomparsa accanto a me

ma non avevi occhiali

non potevi vedermi

né potevo io senza quel luccichio

riconoscere te nella foschia

satura - xenia I

 

*** Deuteroisaia

cioè secondo Isaia -  viene chiamato l'anonimo autore dei capitoli 40-55 del libro di Isaia vissuto in esilio a Babilonia due secoli dopo il profeta Isaia di cui si sente spiritualmente discepolo.              

sapere.it

 

 

 

il pirla  

https://youtu.be/1wgfFMJ35aw
lettura EM


prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla
una parola gergale
non traducibile
Da allora
me la porto addosso
come un marchio che resiste alla pomice
Ci sono anche altri pirla nel mondo
ma come riconoscerli ?
I pirla non sanno di esserlo
Se pure ne fossero informati
tenterebbero di scollarsi
con le unghie
quello stimma
diario del 71   -   a sua moglie 'mosca'

nota:

secondo la nostra legge è vietato dare del pirla .. in quanto  lesivo dell'onore e della dignità .

 -   significa poche capacita' intellettuali   -  scemo stupido idiota etc -

termine usato nel  dialetto  principalmente milanese_piacentino 

con varianti tipo pirlèta .. pirlone .. pirlun      piu' amichevole  scherzoso    persino affettuoso  .

in origine  significava  'trottola'  da cui deriva    'pirlare'   -  'girare' 

'pirlare per casa'   -   'girare per casa a vuoto'

https://youtu.be/1wgfFMJ35aw

MONTALE   SI CHIAMAVA MAGGOTTINO : www.corriere.it//montale-poesia

 


 

 


Quante volte
t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo !
Forse un treno sbagliato
un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi. ultima.
È un ricordo
tra tanti altri.
Nel sogno mi perseguita.

Dicono che la mia sia una poesia
d'inappartenenza
Ma s'era tua era di qualcuno
di te che non sei più forma ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo

sapere che in uno o in due
noi siamo una sola cosa

xenia II satura
https://youtu.be/n2SGFpHAWR4   -  legge vittorio gassman


 

 

 


IL RICORDO DELLA MOGLIE
Ma un velo di tristezza appanna i suoi occhi. Eugenio Montale diventa silenzioso senza spiegarne il perché.
Forse quei due animaletti impagliati gli hanno improvvisamente evocato ricordi lontani. Forse si è  scoperto a compiere gli stessi gesti, gli stessi discorsi di qualche anno fa, quando non era solo, quando  accanto a lui vi era ancora sua moglie, la sua «mosca». Era questo il soprannome di quella donna piccola,  magra, molto miope che Eugenio Montale ha amato e continua ad amare con tutto se stesso, che ha ispirato al poeta, dopo la sua morte, forse i versi più belli che abbia mai scritto. E' bastato questo flash  della memoria, del sentimento, perché Montale si sia rinchiuso nel «guscio» della sua solitudine.
Torna ad essere cortese, cordiale, distaccato. L'incontro con il più grande e il più triste poeta che abbiamo  in Italia deve volgere al termine. Uno sguardo ai suoi piccoli quadri che lui dipingeva con i materiali più  diversi: «Ora non mi dedico più all'hobby della pittura». Un augurio per il suo viaggio a Stoccolma:    «Finalmente potrò conoscere Anders Österling, il mio traduttore svedese, l'uomo che, dicono, abbia fatto  molto per farmi assegnare il Nobel. E' una persona simpatica, vero? Ha 91 anni, ma sembra che li porti  molto bene, mi raccontano». Una stretta di mano ed eccoci sulla porta di casa mentre Gina, in cucina, sta preparando il pranzo del poeta: ravioli e zabaione.
Stiamo per uscire quando Eugenio Montale non rinuncia ad un'ultima battuta piena di ironia.
Guardando il fotografo carico delle borse con le macchine ed i riflettori, dice a bruciapelo, con un bel sorriso stampato sulle labbra: «Sembra un ladro in procinto di lasciare un appartamento saccheggiato».

simonel.com

 

 

Con astuzia
uscendo dalle fauci di Mongibello
o da dentiere di ghiaccio
rivelavi incredibili agnizioni.
Se ne avvide Mangàno, il buon cerusico
quando, disoccultato, fu il randello
delle camicie nere e ne sorrise.
Così eri: anche sul ciglio del crepaccio
dolcezza e orrore in una sola musica.
xenia II

 

la vita oscilla tra il sublime e l'immondo
con qualche propensione per il secondo

 

le stagioni

 

il mio sogno

non è nelle quattro stagioni
non nell'inverno
che spinge accanto a stanchi termosifoni
e spruzza di ghiaccioli i capelli già grigi,
e non nei falò accesi nelle periferie
dalle pandemie erranti, non nel fumo
d'averno che lambisce i cornicioni
e neppure nell'albero di natale
che sopravvive, forse, solo nelle prigioni.

il mio sogno

non è nella primavera
l'età di cui ci parlano antichi fabulari,
e non nelle ramaglie

che stentano a metter piume,
non nel tinnulo strido della marmotta
quando s'affaccia dal suo buco
e neanche nello schiudersi

delle osterie e dei crotti
nell'illusione che ormai più non piova
o pioverà forse altrove, chissà dove.

il mio sogno

non è nell'estate
nevrotica di falsi miraggi e lunazioni
di malaugurio, nel fantoccio nero
dello spaventa passeri e nel reticolato
del tramaglio squarciato dai delfini,
non nei barbagli afosi dei suoi mattini
e non nelle subacquee peregrinazioni
di chi affonda con sé e col suo passato.

il mio sogno

non è nell'autunno
fumicoso, avvinato, rinvenibile
solo nei calendari o nelle fiere
del barbanera, non nelle sue nere
fulminee sere, nelle processioni
vendemmiali o liturgiche, nel grido dei pavoni,
nel giro dei frantoi, nell'intasarsi
della larva e del ghiro.

il mio sogno

non sorge mai dal grembo
delle stagioni, ma nell'intemporaneo
che vive dove muoiono le ragioni
e dio sa s'era tempo; o s'era inutile

satura II 1962 - 1970

piove

Piove
È uno stillicidio senza tonfi
di motorette o strilli di bambini.
Piove
da un cielo che non ha nuvole.
Piove
sul nulla che si fa  in queste ore
di sciopero generale.
Piove
sulla tua tomba a San Felice
a Ema  e la terra non trema
perché non c’è terremoto  né guerra.
Piove
non sulla favola bella  di lontane stagioni,
ma sulla cartella  esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.
Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento smuova le carte.
Piove
in assenza di ermione  se Dio vuole,
piove perché l’assenza  è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei  non l’ha ordinato.
Piove sui nuovi epistemi  del primate adue piedi,
sull’uomo indiato, sul cielo  ominizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta  o paludati,
piove sul progresso della contestazione,
piove sui work in regress,
piove
sui cipressi malati  del cimitero,
sgocciola sulla pubblica opinione.
Piove ma dove appari non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza  e può affogare.
tutte le poesie - 1996


Montale afferma che la felicità  non si trova nelle quattro stagioni
ma può trovarsi solo fuori dal tempo  e precisamente nell’Intemporaneo là dove muoiono le ragioni degli uomini  e Dio sa s’era tempo o s’era inutile creare il mondo l’universo e gli uomini  .....
Nella seconda sezione di Satura l’entropia la polverizzazione degli oggetti simbolici un tempo caratterizzanti la poesia di Montale si accompagnerà anche a quella delle idee e del mondo sociale come ridottosi a quinta grottesca di una scena deittica. Si tratti del bagaglio del volgar-marxismo o del metamorfismo cattolico di Teilhard de Chardin, dei voli interplanetari o dello sciopero generale, della storia o della poesia intesa come istituzione
marco forti     italialibri.net

...  Il poeta ligure utilizza la struttura metrica e i rimandi alla pioggia per ribadire la sua concezione pessimistica sull’uomo e la natura. ...   Nella poesia di Montale la pioggia non offre refrigerio e la donna è morta, sta in una tomba, in un piccolo cimitero. La pioggia di Montale è immaginaria e serve a sottolineare con il suo immaginario cadere le pene che come un continuo stillicidio c travagliano l’uomo nella vita quotidiana. ...  la presenza asfissiante della donna tanto da preferire la sua assenza, la prosopopea degli uomini di cultura, scienziati o teologi che siano, la contestazione degli studenti, le nuove discipline letterarie, l’inquinamento e la pubblica opinione registrata dai giornali.
tellusfolio.it



 animali in versi di montale

ma dopo il frac potrò mettere la giacchetta? - intervista

Nobel per la Letteratura      BIO - PESSIMISMO - IO e SE -           leggi

     POESIE - LA CASA DI OLGIATE E ALTRE POESIE -  mondadori 2006       

Ti parlo con franchezza perche' la tua amicizia mi e' molto cara e mi parrebbe farti torto nascondendoti la mia perplessita.
.
Caro Gobetti
Hai avuto le bozze? Vorrei ricevere anche le seconde con l'impaginatura gia' tagliata. Non sara' che un giorno di ritardo. Vuoi accontentarmi? Naturalmente mi farai l'edizione nel formato solito dei quaderni, mi ero spaventato dapprima vedendo quei lenzuoli di carta. Ma non era il caso. Dato che il libretto viene spaventosamente smilzo, ti prego di far spazieggiare fino al possibile
(fogli bianchi, ecc). Tanto non arriva alle 100 pagine neanche a largheggiare. Fa' stampare in carta un po' grossa.
So che per la copertina sei inflessibile (frangar non flectar) ma potresti far mettere nome e titolo per il lungo, nel dorso della plaquette.    E' un'invenzione che andrebbe bene per tutte le edizioni.
So anche che mi concedi le copie di lusso (!) e ti ringrazio.   Fanne tirare 15 (con relativa dicitura) numerate dal 1 al 15. Prima che il libro sia uscito (e cioe' presto) ti faro' avere altre 40-50 prenotazioni sicure; non ti sara' mai capitato un autore tanto zelante. Che ne e' del Baretti??? Attendiamo tutti il mostro. Addio, siamo in lutto per l'arrivo del Farinacci. Che Dio ce la mandi buona! Quando andiamo tutti all'estero?
Ti mandero' presto un articolo, o su Chestor o su P. Smith. Vorrei l' "Isola" (L’Isola : tragedia / Riccardo Arruffo, Torino, P. Gobetti, 1925, ndr) per recensirla sul "Lavoro".
Tanti saluti alla signora Gobetti e a Lei un ricordo affezionato
dal Suo Montale
.
Scrisse del giovane intellettuale torinese Eugenio Montale ricordandolo nel cinquantenario della scomparsa
"Era sempre in movimento, unendo a una straordinaria curiosità intellettuale la convinzione che la vita si spiega solo con la vita e che l'uomo è il solo fabbro del suo destino, perché fra il bene e il male occorre scegliere, non attendere che scatti il terzo elemento, la Sintesi, dalla scatola a sorpresa che gli studiosi rinvengono sempre nei laboratori della storia".


www.facebook.com/pages/Piero-Gobetti/27030565884
immagine - storiain.net


 


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Parco Letterario®Eugenio Montale e delle Cinque Terre
grazie a Parco Nazionale delle Cinque Terre -  Società Dante Alighieri - Comune di Monterosso
www.parchiletterari.com
dal 2016

Gente, vino e rocce delle Cinque Terre fu il primo articolo a firma di Montale uscito il 27 ottobre 1946 sul Nuovo Corriere della Sera ...
"Io per me amo le strade ... le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni". I limoni di Monterosso che, nelle "estati lontane", inebriavano di profumo"...e “i sensi di quest'odore / che non sa staccarsi da terra ..."
Per circa vent’anni il poeta trascorse le sue vacanze a Monterosso nella Villa Montale, “la pagoda giallognola” ... nel litorale di Fegina.

parchiletterari.com - 2016


Il 13 giugno del 1967 Eugenio Montale viene nominato
senatore a vita    'per aver illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo letterario e artistico'  .
Così fu il commento sarcastico di un suo illustre collega, Giuseppe Ungaretti: 'Montale senatore, Ungaretti fa l’amore' .
letteratura.rai.it/articoli/eugenio-montale-si-racconta

 

 

In limine

Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie
orto non era ma reliquiario.
Il frullo che tu senti non è un volo
ma il commuoversi dell'eterno grembo
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.
Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva
si compongono qui le storie gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.
Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe tu balza fuori fuggi!
Va, per te l'ho pregato 

ora la sete mi sarà lieve    

meno acre la ruggine …

 

 

 

 AUDIO  ASCOLTA LA VOCE DI EM      http://youtu.be/pyYO5wsDw6A  - in limine 

 

http://youtu.be/qi-j2H2gNkE  - intervista tv 1959

http://youtu.be/pYauKHd2N6U   -  intervista 1966
http://youtu.be/c2F-PNKrVHg  - limoni
https://youtu.be/mS9_E2V7z7k  - mediterraneo
https://youtu.be/XwY5wwFGmiI  - grillo di strasburgo - legge EM

https://youtu.be/7tu56aTD0Xg  -  1

https://youtu.be/kKl2FlKZ_as  -   2

https://youtu.be/Ndxhw418q-w  -  3  -  incontri - EM nella sua casa in via bigli a milano - 1966

https://youtu.be/pL8xOqq-ldA  -  documentario

 

 

 

il tempo dello scrittore

è tutto il tempo per scrivere

il tempo del lettore è tutto il tempo

jonathan galassi - farrar straus giroux -  translator editor di eugenio montale - rainews24 - incontri   facebook.com

 

 

 

 

 

12 ottobre  -  auguri sempre

 

 

montale welcome    montale 1      montale 1a      montale 1b      montale 2     montale2a     montale 3

 

 

 

 

links

www.letteratura.rai.it/articoli/ungaretti-quasimodo-montale-lunica-volta-insieme-in-tv/2250/default.aspx

www.eugeniomontale.it  -  http://eugeniomontale.xoom.it

http://digilander.libero.it/ccalbatross/download/Montale/montale.htm   mp3

www.atuttascuola.it/scuola/compito_di_italiano.htm  

http://almaz.com/nobel/literature/1975a.html

www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1975/

www.ibiblio.org/annali/notes2001.htm  

www.italialibri.net/autori/montalee.html

www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_montale.htm

www.zam.it

/www.librexmontale.com/default2.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Montale   biografia

http://search.eb.com/nobelprize

www.ibs.it/libri/montale+eugenio/libri+di+montale+eugenio.html

www.lafeltrinelli.it         libri / e_books

 

 

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