eugenio montale

 

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SULLA DONNA & montale

 

La Beatrice di Montale è moderna ostile e amorevole

lotta contro la violenza e il degrado, permettendo al poeta di riconoscersi e affermare la strenua resistenza della poesia, confrontandosi con il mondo e la sua diffidenza. Questa figura femminile si muove in un ambito enigmatico, cambia qualità e nomi, lanciando segnali contrastanti al poeta, al cui elegante verso giocosamente si nasconde. Le figure femminili si intrecciano anche alle diverse situazioni storiche in atto: il passaggio dalla speranza della fine della guerra a un dopoguerra angoscioso e sinistro diretto verso la fine della civiltà. 

www.italialibri.net/autori/montalee.html  

 

nel suo terzo libro .... Montale si affida a Clizia ***

la donna tramutata secondo il mito in girasole: «intercambiabilmente donna, nube, angelo o procellaria». Montale, il «povero Nestoriano smarrito», l’eretico, «l’uomo che meglio conosce le affinità che legano Dio alle creature incarnate», vede in Clizia, (ma anche nella donna del Giglio Rosso e in Iride), i segni di un’Altra realtà: non minacciata dal tempo e dalla memoria.      

***  il nome di Clizia nasconde quello della studiosa americana, Irma Brandeis: una giovane donna ebrea che Montale conosce a Firenze nel 1933, ma che al tempo delle persecuzioni razziali è costretta a far ritorno in America.       

italialibri.net

valsesiascuole.it

 

...lettere di Montale a Irma Brandeis   alias Clizia

ed altri documenti di questa intellettuale che solo in anni recenti è stata riconosciuta come l’ispiratrice americana di tante liriche delle Occasioni, della Bufera e di parte della poesia montaliana tarda.
www.archiviodistato.firenze.it/memoriadonne/prog_archivio1861.htm

NOTA

CLIZIA   -    dal greco Klytia -    latino Clytia

klytos significa ..     celebre  famoso ..
Machiavelli lo scelse per la protagonista di  La Clizia  -   1523

 

Montale addressed his earlier books to the Petrarchan figure of "Clizia" --  a composite of an ideal woman and a real one -  the American scholar Irma Brandeis.      

http://flashmarket.com/

 

 

Irma Brandeis 1905-1990

was a Jewish-American scholar of Dante Alighieri. Her work The Ladder of Vision was acclaimed as a breakthrough in Dantean studies upon its publication in the 1960s.
In her visits to Italy between 1933 and 1939 Brandeis became acquainted with the poet Eugenio Montale and was the inspiration for the metaphysical figure Clizia in his poetry.

answers.com

 

 

devastazione del secondo conflitto mondiale e apparizione salvifica di Clizia - La bufera
Pur mancando a Montale un positivo sentimento religioso permane nei suoi versi una tensione prepotente all'evento imprevisto, inatteso, salvifico che miracolosamente rinnovi o comunque sia rivelazione di un divino che osserva la vicenda umana e ne traccia indirettamente gli oscuri destini. Tale presenza salvifica si oggettiva nel personaggio femminile di Clizia.

il lampo che candisce
alberi e muro e li sorprende in quella
eternità d'istante - marmo manna
e distruzione - ch'entro te scolpita
porti per tua condanna e che ti lega
più che l'amore a me, strana sorella

la luce del lampo che candisce alberi e muri, imbianca di luce indifferente, freddamente stabile, ma anche dolce ed evanescente come manna eppure devastante per la distruzione che accompagna. Questo correlativo ha una profondità straordinaria proprio nella sua interna contraddittorietà. Il lampo è sì devastante come i bagliori di guerra, ma acquista anche una sua positività perché è luce di potenziale salvezza, incarnata da Irma / Clizia. Questa luce non è tuttavia operante; è simbolo piuttosto di dolore, sofferenza ( condanna ) comune che connota l'esistenza di tutti gli uomini e che rende per Montale strana sorella di condivisione negativa della vita proprio Clizia . Questo legame di negatività, di estraneità connota tutti gli esseri umani ed è quello che lega più profondamente il poeta alla donna. Esso è più forte che non il rapporto d'amore.
valsesiascuole.it

griseldaonline.it

ibiblio.org

 


La poesia di Montale si rivolge spesso a un “tu” femminile

Inoltre Le occasioni sono state ritenute un “canzoniere d’amore”. Tuttavia l’amore, nelle sue implicazioni sentimentali ed emotive, è poco presente nell’opera montaliana. Le figure femminili presentano, sino agli ultimi testi della Bufera, attribuiti alti e rarefatti, in quanto sono incarnazioni diverse di uno stesso sogno di salvezza. Non si dà la possibilità di un rapporto reale con la donna; perciò essa non è mai descritta fisicamente, tranne in alcuni particolari simbolici, lo sguardo, i capelli, il passo. la donna è infatti soggetta ad una sublimazione che l’allontana dalla concreta fisionomia storica e la trasforma in una creatura inafferrabile, che appare, scompare e riappare in un barlume di luce.La significatività della donna passa attraverso la sua scomparsa come avviene per le grandi donne della poesia italiana,Beatrice, Laura, Silvia Nerina.
www.fausernet.novara.it

 

figure femminili

Il fascicolo di poesie è dedicato a una misteriosa I.B, iniziali della poetessa Irma Brandeis, con la quale Montale trattenne un ventennio di carteggi. La memoria è sollecitata da alcune "occasioni" di richiamo, in particolare si delineano figure femminili (per esempio una fanciulla conosciuta in vacanza a Monterosso, Annetta Arletta), nuove "Beatrici" a cui il poeta affida la propria speranza. In particolare nei Mottetti si viene esplicitando quella poetica stilnovistica che tornava in auge tramite anche l'influsso di Eliot e Pound. La figura della donna, soprattutto Clizia, nome ripreso da Orazio anche se la rappresentazione della donna proviene da Dante, viene perseguita da Montale attraverso un'idea provenzale della donna-angelo, messaggera di Dio. I tratti che servono per descriverla sono rarissimi, ed il desiderio è interamente sublimato in una visione dell'amore che si configura come prettamente platonico. Le occasioni sono anche libro del fantasma salvatore, che spesso per l'appunto si configura nell'immagine della donna. Ma questa generalmente è una presenza lontana, quindi una non-presenza che implica in Montale il tema del ricordo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Montale

 

 

I loro volti

quasi tutti femminili, sono sfuggenti, eppure mossi dal desiderio di esistere in quanto personaggi: Arletta , Esterina la tuffatrice, la pianista (nella più gozzaniana delle sue liriche) e Gerti, e Dora Markus. Anche “La bufera” contiene più di un’immagine di donna: la malata della “Ballata”, manichino di gesso dagli spessi occhiali di tartaruga, con le sue lenti di lagrime, e, affidata a un breve ciclo, l’altra donna chiamata Volpe. Ma “La bufera” è soprattutto il “ ROMANZo di Clizia” ...
www.bibliomanie.it/memoria_montale_sereni.htm

 

 

Dicono che la mia
sia una poesia d’inappartenenza
Ma s’era tua era di qualcuno:
Di te che non sei più forma ma essenza.
dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa
satura


 poesiepoesiepoesiepoesie

www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/montale/EM.htm

www.ilnarratore.com/show.php?type=author&language=it&aid=165&tpl=/ita/autore.tpl.html        audio

www.sussidiario.it/letteratura/italiana/900/ermetismo/montale/

digilander.libero.it/ccalbatross/download/Montale/montale.htm          audio

www.novecentopoesia.it/montale.htm

www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/02_Febbraio/17/poesie_audio.shtml 

www.club.it/autori/grandi/eugenio.montale/poesie.html

  

accanto ai muri

resiste il brivido vivo del gatto bianco

che s'indugia all'aperto tra l'arduo fogliame

che sfiora la duna e alle tenebre s'impiglia


 

 

 

Montale is deeply aware of the nonhuman world

of wind, tide, noonday sun, tree, flower, rock-face, and weedy stubble, and of creatures as various as the jay, the hoopoe, the porcupine, and the gnat. His boyhood summers on the rugged coast of Liguria gave him a permanent impression of nature’s energy and vast unconcern, and he turned throughout his life to that ground, that context, for orientation and reassurance. He speaks in an early poem of "the miracle / that reveals the divine Indifference" and then goes on to tell us what it consists of: "it was the statue in the drowsy trance / of noon, the cloud, the cruising falcon." The statue may represent a god, or a hero, or a saint, but here it is only a statue in the drowsy trance of noon, and the human gaze, drawn upward, finds no heaven or angels waiting, just a cloud and a soaring raptor, indifferent to the gaze and bent on its own survival.

Freed of the hunger for metaphysical certitude,

Montale can see just what there is to see, unimpeded by assumptions, prejudices, or belief systems.

As a result, he is a master at evoking the nonhuman material world, in all its interlocking vitality, with few equals among poets of any era.
www.tcsn.net

 

hermetic
Completely sealed, especially against the escape or entry of air.
Impervious to outside interference or influence: the hermetic confines of an isolated life.
. Mythology. Of or relating to Hermes Trismegistus or the works ascribed to him.
. Having to do with the occult sciences, especially alchemy; magical.
.
The Italian poet and critic Eugenio Montale (1896-1981) was one of the major representatives of Italian hermetic poetry.
answers.com/topic/eugenio-montale

answers.com/topic/eugenio-montale

 

 

L'Ermetismo di Montale
Montale appartiene alla corrente poetica che Francesco Flora definì "Ermetica". Egli ha dietro di sé una presenza molto forte di Carducci, D'Annunzio, Pascoli, con i quali si rapporta dialetticamente prendendo le distanze dai toni troppo sostenuti ed eloquenti. Già i Crepuscolari avevano cercato di rompere con la tradizione attraverso il recupero delle parole umili e quotidiane, ma l'Ermetismo non condivide con essi l'abbandono della musicalità della poesia, che viene anzi valorizzata. D'altronde, Montale prende le distanze anche da Ungaretti, mirando ad un rinnovamento della tradizione dall'interno: segue l'esempio delle tecniche pascoliane più avanzate e rimane lontano dall'atteggiamento "distruttivo" di Ungaretti, che sabota ogni elemento metrico. Montale, invece, fa ampio uso di rime nascoste, false rime, quasi rime, ecc.

zacinto.it

 


Il linguaggio di Montale

mira a una "naturalistica precisione", fa uso di tecnicismi o anche termini dialettali; il tono è discorsivo, e lascia spazio a descrizioni paesaggistiche che colgono l'ambiente ligure nella sua asprezza. Con ciò egli intende trovare una rappresentazione simbolica al dato oggettivo, ossia riuscire a evocare un'emozione attraverso la precisa descrizione di fatti e oggetti del mondo reale
www.club.it/autori/grandi/eugenio.montale

 

 

 

ERMETISMO  Hermes Trismegistus
Ermetici furono definiti da Francesco Flora (che evidentemente alludeva ad una pratica mistico-misterica dell’antichità, detta appunto Ermetismo) quei poeti che tra gli anni 1930-1945 si riunirono in una vera e propria “scuola” con l'intento di fare una poesia totalmente staccata dal contingente, magica e innocente espressione dell’ “essere” ricercato con uno scavo estenuante nel profondo dell'inconscio. Essi inoltre portarono alle estreme conseguenze l’uso dell’analogia col risultato di apparire incomprensibili tranne che ad una élite di iniziati. Questi poeti riconobbero come maestri l’Ungaretti ed il Montale, ma rivolsero la loro attenzione anche più lontano, a Mallarmé e Valéry.
xoomer.alice.it    

www.lannaronca.it/arte%20decadentismo/ermetismo.htm
montale were the principal exponents of the movement, which was named for Hermes Trismegistos, a reputed author of occult symbolic works

answers.com/topic/eugenio-montale

 

 

Ermetismo
I poeti ermetici vivono intensamente l'esperienza della solitudine, dell'incertezza, del male di vivere e puntano per comunicarla, sull'essenzialità, della parola e sul gioco delle analogie.
La poesia ermetica è concentrata, spesso difficile, ignora i normali nessi logici e sintattici e vuole esprimere l'inesprimibile.
I principali poeti ermetici sono Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo e Eugenio Montale.

skuola.net


Ermetismo italico
L'ermetismo, riallacciandosi alle correnti simboliste europee intendeva la poesia come esercizio assoluto di linguaggio che va le solo quando riesce a esprimere l'intuizione lirica in una ori ginaria purezza, senza l'intervento di preoccupazioni didattiche, moralistiche, dottrinali e speculative. Per alcuni fu espressione di una rivolta in cui si concreta l'appello orfico-cristiano, religioso (cattolico), metafisico, negatore della storia, di una storia che si appiattisce di fronte all'assoluto, libero dalle strutture retoriche, inteso a propositi soprattutto di radicale rinnovamento dell'uomo. L'intervento di *Flora [si vedano i saggi poi raccolti in La poesia ermetica (1935)] fu determinante per la fortuna del termine, usato all'inizio per indicare in forma spregiativa la poesia di Ungaretti e poi di Montale. *Flora e la critica crociana rimproveravano questo gruppo di poeti di astrattezza intellettualismo, debolezza formale, perdita di comunicazione; essi venivano posti all'interno delle correnti irrazionaliste, per cui l'ermetismo era per essi categoria negativa del decadentismo. Nel dibattito seguente, il termine fu recepito ma non il significato; nel 1940 la rivista «Primato» dedicò all'ermetismo una inchiesta molto articolata in prospettive e valutazioni, compreso un intervento di Montale che delineò una "tradizione" ermetica.       

 www.girodivite.it/antenati/xx2sec/9b_metaf.htm

 

 



LA QUINTA STAGIONE DI MONTALE

56 POESIE INEDITE  al 2006


..i versi registrano soprattutto con allegro disincanto le vicende quotidiane della cronaca e della storia.....Lockeed...Karol Wojtyla... ecologia .... giustizia....cultura e successi effimeri... Karl Marx ... Sigmund Freud. ..composti dopo il 1963. ... la maggior parte risale all'ultimissimo periodo della vita del premio Nobel, dal 1978 al 1980.

Sin-Pam/Gs/Adnkronos - ott 200
6

 

LA CASA DI OLGIATE  -   INEDITI DI EUGENIO MONTALE
Versi di una vivacissima sapienza autoironica e anticonformista, nei quali il grande poeta si interroga o sentenzia su questioni e temi di varia natura
www.teatronaturale.it

 

Una nuova sorpresa, del tutto inaspettata e dunque ancora più gradita, ci viene da Eugenio Montale: cinquantasei testi inediti composti dopo il 1963 (ma soprattutto dal 1978 al 1980) e conservati presso il Fondo Manoscritti dell'Università di Pavia, dov'erano approdati nel 2004 insieme ad altre carte e volumi del poeta, dono prezioso di Gina Tiossi. Si tratta di versi che in buona parte vanno a integrare la produzione dell'ultimo Montale, quella più decisamente diaristica ed epigrammatica, di cui possiedono lo stile e la disinvolta, accattivante arguzia. Come è scritto nell'introduzione, ci presentano un Montale "ancora dotato di un vigore inestinguibile nel seguitare a raccordare le parole alle cose, a tener dietro con distaccata saggezza e persino allegro disincanto al registro delle vicende quotidiane della cronaca e della storia, a dialogare, come è stato detto, con la fine del mondo".

www.liberonweb.com

 

Cinquantasei testi, scritti dopo il 1963, ma in particolare dal 1978 al 1980. Il volume si apre con la poesia che dà il titolo al libro, un componimento datato 2 luglio 1963.....I testi che seguono, scritti negli anni Settanta, vanno ricollegati all’ultima produzione montaliana, quella più dentro la realtà quotidiana, talvolta minima. Ma qui si trovano anche riflessioni sulla teologia e sulla scienza:
www.avanti.it - nov 2006

 

una raccolta di poesie   pubblicata a più di venti anni dalla scomparsa
si presenta come una redazione intermedia DI Bufera -  allestita per partecipare e risultare vincente al Premio San Marino 1950

www.iltempo.it -   2007

 

LA CASA DI OLGIATE

In quel tempo era ancora vivo
il piccolo Tonino nella casa
alta sul cavalcavia.
Io la vedevo, la casa, dall’autostrada,
ignorando te e lui: non mi balzava
il cuore come adesso. L’ignoranza
mia occultava l’avvenire, il fil-
di ferro del domani, là giunti, si troncava.
V’entrai molti anni dopo
(il bimbo era morto da tanto,
susurrando “mi duole per te mamma”),
conobbi l’orto, il giardiniere, il tuo
boudoir di diciottenne, disammobiliato,
l’impronta appena visibile di un cerchio sul muro-lo specchio-,
e non potevo parlare. Tra quelle stanze
una parte alitante di te mi bastava.
Il trillo del tuo cardellino più tardi si spense
all’ombra del giglio rosso da me lasciato.
Famelico delle tue tracce mi affaccio su rettangoli
di verze, su cespugli di dalie impolverate,
e il vecchio custode mi segue, più inebetito di me
nei corridoi, nel solaio mentre dal basso giunge
un crepitare isocrono di macchine,
ma non bava d’aria nell’afa.
Così i destini s’annodano, mia tigre, e intanto tu
Dietro le lenti affumicate spii
nugoli pigri e sull’Olona putrido
l’efflorescenza dei disinfestanti.
Si snodano i destini. Mai da me intraveduta,
la tua casa friulana ora s’allarga
nel desiderio, l’aia dove incontro al futuro
irruppe la tua infanzia, e già volava.
pagine 3 - 4

 

 

 

scienziati tedeschi appostati

hanno scoperto che all'aquila

basta un colpo di becco per decapitare

l'adultera

pagina 62

 

la tempesta s’annunzia
con radi goccioloni.
sto davanti alla radio
in questa camera d’affitto.
apro il corriere pieno di morti
sono spese bene 250 lire.
lampi e tuoni di fuori.
domani leggeremo
l’entità del disastro.
tutto quanto mai accade
appartiene al dominio
del verosimile.
ma esiste davvero
il vero?
qualcuno come un dio con la barba
tenta di farcelo credere.
ma il dio senza barba è
ben altro affare.
non come appare a guardarlo
lo intendiamo

pagina 37

 

come un sigaro avana
la terra si fuma da sé
ma sul piattino resta la cenere.
per ora la cenere siamo noi
ma la seconda legge della termodinamica
ci assicura
che non è mai troppo presto
per farsi vedere
non è mai troppo tardi
per congedarsi

pagina 20

mai fu dimostrato che il mondo

esiste e il come e il perchè

e così non sarà irrazionale

adorare la Dea Kali.

quando il tutto e il nulla coincideranno

come le 2 facce della medaglia.

pagina 48

se anche si scoprisse

il come e il perchè dell'universo

venire al mondo sarebbe

tempo perso

pagina  45

la cultura avanza a passi da gigante

e in scala macroscopica riproduce

le invasioni barbariche

chi ha figli ha tutto da temere

i figli di questi figli

non avranno piu' nulla da sapere

nulla da perdere

pagina 12

si parla e straparla
dei buchi neri.
Io credo che il più nero
sia abitato da noi
e forse qualcuno di fuori
si chiede se dentro ci siano
bestie a due gambe o a quattro
o nessuna e nemmeno si parli
di piante e fiori

pagina 32

 

la casa di olgiate e altre poesie

pagine manoscritte dal quaderno piazzesi -  la casa di olgiate e altre poesie

 

Lettere inedite

di Moravia, Montale, Ungaretti e Quasimodo e un quadro di Guttuso, accompagnato da una lettera. ..durante i lavori preparatori al convegno dedicato a Terra.. alla presenza dei nomi internazionali piu' significativi dell'Italianistica, della Filosofia e della Critica e Storia dell'Arte.
..importante anche il carteggio tra Dino Terra ed Eugenio Montale: "utile per comprendere meglio l'uomo e il poeta"

agi

lettere inedite A Giacomo Debenedetti
29 ottobre 1942 -  "Tornato da Monterosso ho trovato la tua, nella quale amichevolmente ti stupisci che io non condivida il tuo entusiasmo; io invece lo capisco, per te si tratta, in qualche modo, di un ritorno alle lettere. Ma io che ci sto infognato da sempre senza guadagnar neppure tanto da vivere da solo, come pur vivo, non dovrei stupirmi che tu non capisca il mio torpore? In vent'anni gli 'amici' (non parlo di te) mi hanno mai offerto qualcosa di decente? Dappertutto porte chiuse, e cosi' continuera'".
24 settembre 1942  -   "Caro Giacomino, se tu mi capissi (e puoi farlo) mi daresti ragione. Il guaio e' che nessuno s'e' mai figurato - neppure alla larga - come ho vissuto io finora".
agi.it

 

 

 

 

 

 

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