eugenio montale

 

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Portami il girasole

 

Portami il girasole

ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato

dal salino
e mostri tutto il giorno

agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà

del suo volto giallino
Tendono alla chiarità

le cose oscure
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura

delle venture
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce

ossi di seppia

Bring me the sunflower

so I can plant it
in my ground burnt as may be

with sea salt,
that all day it displays to

the blue mirror-
wise sky anxious concern

 of its yellow face.
obscure things are impelled

 towards clarity,
bodies exhaust themselves in

 fluent change
of shades; these, in music. To disappear
is then the chanciest of chances.
bring me the plant which may lead us
where the fair rise and are translucent,
where life delivers itself

into finest spirit:
bring me the sunflower

crazed with light.

SMITHYMAN

www.nzepc.auckland.ac.nz

Apporte-moi le tournesol

que je le transplante
dans mon terrain brûlé par l'air salin;
et qu'il montre tout le jour

 aux miroirs bleus
du ciel l'anxieté de son visage

jaune pâle.
a la clarté tendent les choses obscures,
les corps s'épuisent en flux
de teintes: elles en musique. S'effacer,
la suprême aventure.
oui, porte-moi la plante qui nous mène
où vont surgir les blondes transparences
et s'exhaler la vie, telle une essence;
apporte-moi le tournesol

fou de lumière. 

P. Angelini 1991

www.inst.at

 

 

 

disegno tullio pericoli

 

la danzatrice stanca

 

torna a fiorir la rosa

che pur dianzi languia…

dianzi? vuol dire dapprima, poco fa.

e quando mai può dirsi per stagioni

che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?

ma si parla della rifioritura

d’una convalescente, di una guancia

meno pallente ove non sia muffito

l’aggettivo, del più vivido accendersi

dell’occhio, anzi del guardo.

è questo il solo fiore che rimane

con qualche merto d’un tuo dulcamara.

a te bastano i piedi sulla bilancia

per misurare i pochi milligrammi

che i già defunti turni stagionali

non seppero sottrarti. poi potrai

rimettere le ali non più nubecola

celeste ma terrestre e non è detto

che il cielo se ne accorga.basta che uno

stupisca che il tuo fiore si rincarna

si meraviglia. non è di tutti i giorni

in questi nivei défilés di morte.

 

 

dedicata all'amica carla fracci

'eterna fanciulla danzante'

per la nascita del figlio francesco

qn.quotidiano.net - 1999

 

 

 

 

 

FORSE UN MATTINO ANDANDO IN UN'ARIA DI VETRO
ARIDA RIVOLGENDOMI VEDRÒ COMPIRSI IL MIRACOLO
IL NULLA ALLE MIE SPALLE IL VUOTO DIETRO
DI ME CON UN TERRORE DI UBRIACO.
POI COME S'UNO SCHERMO S'ACCAMPERANNO DI GITTO
ALBERI CASE COLLI PER L'INGANNO CONSUETO.
MA SARÀ TROPPO TARDI ED IO ME N'ANDRÒ ZITTO
TRA GLI UOMINI CHE NON SI VOLTANO COL MIO SEGRETO.

 

 


Le rime sul lago d'Orta

1975

Le Muse stanno appollaiate
sulla balaustrata
appena un filo di brezza sull'acqua
c'è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso
l'ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto

vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong.
Qui non viene nessuno

da molti anni.
Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
È strana l'angoscia che si prova
in questa deserta proda

sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso

tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico

 

.
Maestrale


S’è rifatta la calma
nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora
il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s’increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.

O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l’azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai:
perché tutte le immagini portano scritto:
“  più in lA  ”  !

 

LA STORIA

 

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada si ostina
detesta il poco a pOco non procede
né recede si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze

o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi.

Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta

 

 

 

 

 

LA STORIA

 

non è poi la devastante ruspa

che si dice.
Lascia sottopassaggi

cripte buche e nascondigli.

C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola

 distrugge quanto più può

se esagerasse certo
sarebbe meglio

ma la storia è a corto di notizie

non compie tutte le sue vendette.

La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo

e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori

nessuno glie n'ha ha parlato.
Gli altri nel sacco si credono
più liberi di lui.

 

SATURA - LA STORIA 1 E 2   -  PAGINE 51- 52- 53

 

 

 

 

 

 

Fondo Scheiwiller

UNIVERSITA MILANO -  ARCHIVIO inediti del Novecento letterario   -  TRA I DOCUMENTI  oltre quaranta lettere e poesie manoscritte di Eugenio Montale.

 

 

 

 

Centro Montale

....rifatto dalle fondamenta, un vero e proprio organismo letterario impegnato a diffondere la nostra cultura in Italia e all'estero.

gazzettadiparma.it          adnkronos

 

 

 

Centro Montale Europa

per iniziativa di 

Maria Luisa Spaziani  e  Mario Luzi.

MLS negli anni giovanili fu musa ispiratrice di Montale

 

 

 

NASCE

L’UNIVERSITAS MONTALIANA DI POESIA
La nota poetessa Maria Luisa Spaziani è lieta di annunciare al mondo letterario, agli amici e agli operatori di cultura che il Centro studi di poesia voluto da Eugenio Montale e fondato da lei nel 1978 con il “Movimento Poesia”, si ripropone oggi sotto una nuova denominazione associativa.

3 Settembre 2005         teatronaturale.it

MARIO Luzi

Quell'Imbarazzante Incontro

Con Eugenio Montale 

Montale era in un ovale di luce verdognola e non alzava nemmeno la testa - rievocava Mario Luzi a proposito di quell'incontro di 70 anni fa - poi si si mise a parlare, ma con una tale avarizia di parole che mi passo' subito l'entusiasmo. Gli dissi che anch'io avrei voluto scrivere qualcosa, poi lo salutai rapidamente e me ne andai. Mi dissi: 'mai piu' andro' a conoscere uno scrittore, mai piu''.

Poi ci siamo invece conosciuti per altre vie, pero' l'imbarazzo di quell'incontro e' rimasto.

adnkronos - 2005

 

 

 

 

CRITICI E STUDIOSI RENDONO OMAGGIO

AD EM  A GENOVA-

genovapress.com - dic 2007

 

 

i 50 anni di carriera di maria luisa spaziani   

a proposito di Montale...
Le sue quattrocento lettere che ora sono depositate nel Fondo Manoscritti università di Pavia ne costituiscono la testimonianza palpitante. Sono lettere tutte inedite, vi si rivelano il carattere di Montale, i suoi rari entusiasmi,  le sue malignità, le sue malizie, i suoi abbandoni.


casa sul mare

 

il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
ora i minuti sono eguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.
il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la corsica dorsuta o la capraia.

  tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie:
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.

vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo:
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.

penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
ti dono anche l’avara mia speranza.
a’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.

 

la casa dei doganieri

 

tu non ricordi la casa dei doganieri

sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:

desolata t'attende dalla sera

in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri

e vi sostò irrequieto.

libeccio sferza da anni le vecchie mura

e il suono del tuo riso non è più lieto:

la bussola va impazzita all'avventura

e il calcolo dei dadi più non torna.

tu non ricordi; altro tempo frastorna

la tua memoria; un filo s'addipana.

ne tengo ancora un capo; ma s'allontana

la casa e in cima al tetto la banderuola

affumicata gira senza pietà.

ne tengo un capo; ma tu resti sola

né qui respiri nell'oscurità.

oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende

rara la luce della petroliera!

il varco è qui? (ripullula il frangente

ancora sulla balza che scoscende...)

tu non ricordi la casa di questa

mia sera. ed io non so chi va e chi resta.

le occasioni

 analisi

LA DIMENSIONE DEL PRESENTE:
evocazione/ richiamo
Tu non ricordi
Tu non ricordi: altro tempo frastorna
la tua memoria: un filo s'addipana.


LA DIMENSIONE DEL PASSATO:
evocazione / richiamo / impossibile recupero
desolata t'attende dalla sera
in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.


LA FORZA DEL TEMPO:
oggettività disgregante
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
........e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ripullula il frangente
ancora sulla bala che scoscende....

xoomer.alice.it    

prof. R. Crosio

 
Boris Kniaseff
OSSI DI SEPPIA   -   pag 51   -       ''  a K.  ''                                      

Ripenso il tuo sorriso ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Commento    Ripenso il tuo sorriso, lo vedo e vedo che mi guarda, è come un'acqua limpida, vista per caso tra le pietre di un greto, è un piccolo specchio in cui è come se un'ellera guardasse i suoi fiori. Cioè vedo in quello specchio di acqua qualcosa di me, poichè lo specchio riflette qualcosa di proprio e questo però non sono io, ma il tuo sorriso così bianco, puro...
Codesto è il mio ricordo   non saprei dire o lontano
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Commento     Questo è il mio ricordo; ma non saprei dire, o tu lontano, se il tuo volto esprime un'anima libera perchè pura o, poichè tu sei di quegli erranti che il mondo ha sfinito di dolore, è il tuo soffrire il mistero del tuo candore.
Ma questo posso dirti che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma
Commento      Ma questo posso dirti, che il pensare alla tua immagine sommerge i miei dolori che vengono da una ispirazione (estrosi) in un'onda di calma e la tua immagine mi torna alla memoria schietta, limpida, fresca, come la cima di una giovine palma... E su tutto questo l'abbraccio del cielo bianco e quieto di chi incontra la lucentezza e la trasparenza.
...   Quanto alla poesia ciò dipende da una discussione tra Montale e Boris Kniaseff sulla ispirazione artistica.
Che si tratti  del ballerino russo Boris Kniaseff  -  sposato ad una prima ballerina - lo sostiene Silvio Ramat, docente universitario e tra i massimi esperti di Montale e dell'ermetismo  -   "Mi sono laureato su Montale nel '62 e chiesi al poeta chi fosse questo K.     al quale e' dedicata Ripenso al tuo sorriso. Lui mi inviò una lettera in cui mi spiegava che era un ballerino russo che aveva conosciuto.      Precisò anche
di non averlo detto subito per non passare da pederasta nel 1925".
MARIA LUISA SPAZIANI 
CONFERMA .
donatella papi - comincialitalia.net 
magazine.excite.it  -  ansa.it  -  adnkronos -  it.dada.net/freeweb/eugeniomontale/ps_ripenso.html   -   repubblica.it

 

 

 

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