eugenio montale

 

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Portami il girasole

 

Portami il girasole

ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato

dal salino
e mostri tutto il giorno

agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà

del suo volto giallino
Tendono alla chiarità

le cose oscure
si esauriscono

i corpi in un fluire di tinte:

queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura

delle venture
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole

impazzito di luce

 

ossi di seppia

Bring me the sunflower

so I can plant it
in my ground burnt

as may be with sea salt,
that all day it displays to

the blue mirror-
wise sky anxious concern

 of its yellow face.
obscure things are impelled

 towards clarity,
bodies exhaust themselves

in  fluent change
of shades; these, in music.

To disappear
is then the chanciest of chances.
bring me the plant which

may lead us
where the fair rise

and are translucent,
where life delivers itself

into finest spirit:
bring me the sunflower

crazed with light.

 

SMITHYMAN

nzepc.auckland.ac.nz

Apporte-moi le tournesol

que je le transplante
dans mon terrain brûlé

par l'air salin;
et qu'il montre tout le jour

 aux miroirs bleus
du ciel l'anxieté de son visage

jaune pâle.
a la clarté tendent les choses obscures,
les corps s'épuisent en flux
de teintes: elles en musique.

S'effacer,
la suprême aventure.
oui, porte-moi la plante

qui nous mène
où vont surgir les blondes transparences
et s'exhaler la vie,

telle une essence;
apporte-moi le tournesol

fou de lumière. 

 

P. Angelini inst.at

 

mario luzi disegnato da montale

 

 

 

disegno tullio pericoli

 

 

autoritratto

 

la danzatrice stanca

 

torna a fiorir la rosa

che pur dianzi languia…

dianzi? vuol dire dapprima, poco fa.

e quando mai può dirsi per stagioni

che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?

ma si parla della rifioritura

d’una convalescente, di una guancia

meno pallente ove non sia muffito

l’aggettivo, del più vivido accendersi

dell’occhio, anzi del guardo.

è questo il solo fiore che rimane

con qualche merto d’un tuo dulcamara.

a te bastano i piedi sulla bilancia

per misurare i pochi milligrammi

che i già defunti turni stagionali

non seppero sottrarti. poi potrai

rimettere le ali non più nubecola

celeste ma terrestre e non è detto

che il cielo se ne accorga.basta che uno

stupisca che il tuo fiore si rincarna

si meraviglia. non è di tutti i giorni

in questi nivei défilés di morte.

 

dedicata all'amica carla fracci

'eterna fanciulla danzante'

per la nascita del figlio francesco

qn.quotidiano.net - 1999

 


Le rime sul lago d'Orta

1975

Le Muse stanno appollaiate
sulla balaustrata
appena un filo di brezza sull'acqua
c'è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso
l'ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto

vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong.
Qui non viene nessuno

da molti anni.
Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
È strana l'angoscia che si prova
in questa deserta proda

sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso

tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico

 

Maestrale

S’è rifatta la calma
nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora
il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s’increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.

O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l’azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai:
perché tutte le immagini portano scritto:
“  più in lA  ”  !

 

LA STORIA

 

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada si ostina
detesta il poco a POCO non procede
né recede si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze

o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi.

Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.

 

LA STORIA NON E POI

non è poi la devastante ruspa

che si dice.
Lascia sottopassaggi

cripte buche e nascondigli.

C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola

 distrugge quanto più può

se esagerasse certo
sarebbe meglio

ma la storia è a corto di notizie

non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo

e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori

nessuno glie n'ha ha parlato.
Gli altri nel sacco si credono
più liberi di lui.

satura - la storia 1 e 2 - pagg 51-52-53

 

LA STORIA - Analisi


Nella lirica Montale imposta la sua definizione di storia negando innanzitutto ciò che essa non è

 

 

utilizza quindi in modo insistente la litote (figura retorica che consiste nel dire una cosa negando il suo contrario) e l'anafora (ripetizione di una o più parole all'inizio di versi consecutivi) non per incapacità di dare una propria definizione del concetto, ma per sottolineare l'aspetto negativo di questa realtà e demolire tutte le teorie che alla storia avevano dato grande peso.

 

 


Per Montale la storia non è fatta di cause ed effetti, non c'è una sequenza temporale ricostruibile, non punisce i malvagi per premiare i buoni (quindi non ha una provvidenza che la guidi), non ha un andamento graduale, non rispetta le regole che l'uomo le impone e men che meno può insegnare qualcosa (non è magistra vitae).

 

 

Il poeta demolisce quindi tutte le certezze che gli uomini hanno riposto nel concetto di storia:

 


- che abbia una sua giustizia intrinseca


- che sia fatta dai grandi eroi o dai filosofi


- che sia una forma di miglioramento continuo


- che abbia una teologia

   cioè una finalità propria, una meta ...
coltina - skuola.net



Fondo Scheiwiller

UNIVERSITA MILANO -  ARCHIVIO inediti del Novecento letterario   -  TRA I DOCUMENTI oltre 40 lettere e poesie manoscritte  di montale - alcune delle quali risalgono al periodo precedente la pubblicazione di Ossi di seppia 1925

unimi.it

 

 

Centro Montale Europa

per iniziativa di  Maria Luisa Spaziani  e  Mario Luzi

FONDAZIONE LIBREX MONTALE  dal 1982

DOPO 5 ANNI DI INTERRUZIONE DIVENTA PREMIO CHOICE-MONTALE. dal ’91, ha aggiunto al 'poeta italiano e straniero' il  riconoscimento  ‘Versi per musica’ .

www.librexmontale.com/index.htm

PREMIO CHOICE-MONTALE dal 2012

premiati Paolo Conte, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Franco Battiato, Fabrizio De André, Bob Dylan e Ivano Fossati.
motivazione sul Prof Roberto Vecchioni  PREMIO 2012 :

rappresenta in modo esemplare le finalità di questo premio volto a citare le origini della parola “ Poesia ”  -   definita da Dante come

   invenzione espressa in versi secondo arte retorica e musicale   ”
pippo augliera - musicalnews.com -  247libero.it  - 2012

 

 

 

PREMIO EUGENIO MONTALE FUORI DI CASA - SCONFINANDO

ANNUALE  dal 1997 - consegnato ad alcune tra le più importanti firme del giornalismo italiano.
comune.sarzana.sp.it

 

 

 

NASCE

L’UNIVERSITAS MONTALIANA DI POESIA
La nota poetessa Maria Luisa Spaziani è lieta di annunciare al mondo letterario, agli amici e agli operatori di cultura che il Centro studi di poesia voluto da Eugenio Montale e fondato da lei nel 1978 con il “Movimento Poesia”, si ripropone oggi sotto una nuova denominazione associativa.

3 Settembre 2005  -  teatronaturale.it

maria luisa spaziani è presidente

autorionline.net

 

MARIO Luzi

Quell'Imbarazzante Incontro

Con Eugenio Montale 

Montale era in un ovale di luce verdognola e non alzava nemmeno la testa - rievocava Mario Luzi a proposito di quell'incontro di 70 anni fa - poi si si mise a parlare, ma con una tale avarizia di parole che mi passo' subito l'entusiasmo. Gli dissi che anch'io avrei voluto scrivere qualcosa, poi lo salutai rapidamente e me ne andai. Mi dissi: 'mai piu' andro' a conoscere uno scrittore, mai piu''.

Poi ci siamo invece conosciuti per altre vie, pero' l'imbarazzo di quell'incontro e' rimasto.

adnkronos - 2005

i 50 anni di carriera di

maria luisa spaziani 

 

'LA VOLPE'

sconvolgentemente

appassionatamente

terrestremente vitale

MLS negli anni giovanili fu sua musa ispiratrice

.

Io ero la volpe, lui l’orso

Non sono mai stata bella

era sedotto dalla mia vitalità    

Lui non era mai stato giovane

Avevo venticinque anni

e morivo dalla voglia di incontrarlo

MARIA LUISA SPAZIANI

.

su eugenio montale e maria luisa spaziani
Maria Luisa fu il tuo gingillo felice
vi ci giocasti la senilità
fiore di poesia
- alda merini



Hai dato il mio nome ad un albero ?
Non è poco
pure non mi rassegno a restar ombra, o tronco
di un abbandono nel suburbio. Io il tuo
l’ho dato a un fiume, a un lungo incendio, al crudo
gioco della mia sorte, alla fiducia
sovrumana con cui parlasti al rospo
uscito dalla fogna, senza orrore o pietà
o tripudio, al respiro di quel forte
e morbido tuo labbro che riesce,
nominando, a creare; rospo fiore erba scoglio –
quercia pronta a spiegarsi su di noi
quando la pioggia spollina i carnosi
petali del trifoglio e il fuoco cresce.
la bufera


In “Hai dato il mio nome ad un albero”
si parla dello stesso albero a cui lei si riferisce quando scrive “ il ciliegio è solo un ciliegio ... ?
– Sì, è lo stesso ciliegio.    Quella poesia è dedicata a me.   Quel ciliegio aveva le radici e il tronco dentro l’officina di mio padre ...  era un bellissimo grande ciliegio. -mls
patrizia tocci - patriziatocci.it - 2005

Polvere è anche cielo
Io piango lacrime di morte
sulla casa che invecchia,
sul tetto della mia casa vuota di incantesimi.
Il ciliegio è solo un ciliegio
e più nessun amore mi attende oltre l'angolo
della strada.
Agosto smorza il verde con la polvere
e polvere è anche il cielo,
io piango le mie lacrime su questo deserto
che anche l'ultimo angelo ha tradito.

maria luisa spaziani

MANOSCRITTI  ...  Le sue quattrocento lettere   depositate nel Fondo Manoscritti università di Pavia ne costituiscono la testimonianza palpitante. Sono lettere tutte inedite, vi si rivelano il carattere di Montale, i suoi rari entusiasmi,  le sue malignità, le sue malizie, i suoi abbandoni.
www-3.unipv.it/fondomanoscritti
www.sba.unimi.it/index.html

TRENTENNALE DELLA SCOMPARSA - TREBBO POETICO
Il Comune di Albissola Marina in collaborazione con l’Associazione Culturale Arte DOC organizza la seconda edizione del Trebbo Poetico. L’evento interamente dedicato a Eugenio Montale rappresenta il primo e doveroso omaggio della Liguria al Premio Nobel della Letteratura nel trentennale della sua scomparsa. ....
Alla serata partecipera la nipote genovese del grande poeta Bianca Montale.

ivg.it 7.2011

IL SOLDALIZIO AFFETTUOSO tra spaziani e montale   DURO 14 ANNI 
USCIRA '' un mio romanzetto che parlerà proprio del legame fra Montale e la Volpe, che sarei io''
 
mls - laprovinciadicomo.it - 2010

LA VOLPE  e tutte le poesie -  omaggio nella GIORNATA DELLA POESIA a em
... un gustosissimo volumetto che
Maria Luisa Spaziani ha licenziato proprio a trent'anni dalla scomparsa del poeta al quale fu legata da un rapporto che fu strettissimo fra gli anni Quaranta e Cinquanta, ma che anche dopo non si interruppe. Montale trasfigurò Maria Luisa nella figura della Volpe, protagonista di quei Madrigali privati che costituiscono la sesta e penultima sezione della Bufera. La Volpe è l'altra grande icona della femminilità nell'immaginario poetico montaliano dopo Clizia, dominante fra Occasioni e Bufera: Volpe sconvolgentemente, appassionatamente, terrestremente vitale; Clizia creatura angelicata, quasi dantesca Beatrice riapparsa nella tenebra dell'anteguerra.
bresciaoggi.it - larena.it - 2012

Quando morì Montale
ricordo che ero in bicicletta nella pineta di Viareggio e fui avvertita da un passante. Pensai che in Inghilterra esiste un genere letterario preciso a cui ricorrere in morte di un poeta, e quello sarebbe stato il momento di scrivere una poesia di quel tipo. Ma sapevo che Montale sarebbe stato il primo a urlarmi: “Non lo fare!”. Allora scelsi di parlare di Montale usando i suoi simboli. Chiusi la mia poesia con il verso “
Il meglio della seppia è l’osso, il resto è per i cuochi”. Montale, uomo attratto dalla cucina, sarebbe stato felice di leggere che non avevo usato vessilli, angeli, bandiere, spade ma cuochi, per il suo saluto funebre. Questa scelta lo avrebbe divertito”.      MARIA LUISA SPAZIANI
marianna natale - intervista -  gazzettadasti.it - 2012

MLS -  A Montale - 12 settembre 1981
Tu ti cancelli e subito in altre forme ti annunci
falsetto sapienzale di nebbia allegra
antica palma adolescente tremula
in un bemolle di acque strane.
La tua scomparsa è scandalo
è messaggio che sconvolge
interiori meridiani
coinvolge il futuro
e trascina pitòsfori bufere e termitai .
Potrà mai dileguarsi il tuo passo
per chi eredita quegli impervi segreti?
Il meglio della seppia è l'osso.
Il resto è per i cuochi.

gina tiossi - cavriglia ar  6 settembre 1922  - firenze 29 giugno 2014
Che cosa posso dire di lui? Che è buono, che è grande, che è dolce, che io lo considero come un padre .
Toccava a lei interpretare i suoi desideri
- scrisse  di lei Enzo Biagi.
arrivo' a casa montale in  autunno '44 a causa di  Mosca ammalata ovvero di Drusilla Tanzi -  ex signora Marangoni -  MONTALE  SPOSA MOSCA CON RITO CIVILE IL 30.4.1963  -  dal '39 si era trasferita con LUI A FIRENZE -  viale Duca di Genova 38/A - ultimo piano .
gina si occupa  di montale in modo  ASSIDUO E discreto senza implicazioni sentimentali - come promesso a mosca che glielo aveva chiesto prima di morire.
E gina lo fara' sino alla morte di montale -  clinica san pio X  -  12.9.1981.
dopo essere tornata a vivere a firenze gina dono' scritti ed oggetti personali del poeta  al Fondo manoscritti di Pavia ...  dopo la morte dell'autore gina tiossi ha rifiutato qualsiasi intervista .. Nel destinare al Fondo la cospicua donazione ha interpretato ed eseguito una volontà precisa del poeta che dal '69 aveva più volte inviato carte autografe e altro materiale a Pavia.
laura omodei/inchiostro.unipv.it  - http://it.wikipedia.org/wiki/Gina_Tiossi  - wiki.babilot.com  -  fatti-italiani.it  -    paolo di stefano/corriere.it
La Gina come il poeta la definì più volte nei suoi scritti, divenne giorno dopo giorno un perno fondamentale per i coniugi Montale . accompagnò il poeta a Stoccolma nel dicembre del 1975 a ritirare il Premio Nobel per la Letteratura.
Non sono tornata per molto tempo a Cavriglia dove ho lasciato ricordi, amicizie, affetti carissimi che per lavoro ho abbandonato per interi decenni .  ora vorrei rivederla.
nel 2004 ... sono stati rinvenuti due quaderni di poesie inedite. Il primo  presenta una nota autografa di lascito «proprietà della Gina» mentre il secondo  reca la scritta autografa «a Gina Eugenio Montale». Il volume che raccoglie le poesie inedite con il titolo La casa di Olgiate e altre poesie è stato dedicato dai curatori a Gina Tiossi.
filippo boni - valdarnotizie.com  -  it.wikipedia.org/wiki  
'LA GINA' . pdf   -  OMAGGIO A GINA TIOSSI  .pdf  -  CENTROMANOSCRITTI

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' LA GINA ' MUORE IL 29 GIUGNO 2014 ED IL 30  MARIA LUISA SPAZIANI


casa sul mare

 

il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
ora i minuti sono eguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.
il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la corsica dorsuta o la capraia.

  tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie:
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.

vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo:
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.

penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
ti dono anche l’avara mia speranza.
a’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.

 

 

https://youtu.be/oWRa5n_8ukw

legge vittorio gassman

 

la casa dei doganieri

 

tu non ricordi la casa dei doganieri

sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:

desolata t'attende dalla sera

in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri

e vi sostò irrequieto.

libeccio sferza da anni le vecchie mura

e il suono del tuo riso non è più lieto:

la bussola va impazzita all'avventura

e il calcolo dei dadi più non torna.

tu non ricordi; altro tempo frastorna

la tua memoria; un filo s'addipana.

ne tengo ancora un capo; ma s'allontana

la casa e in cima al tetto la banderuola

affumicata gira senza pietà.

ne tengo un capo; ma tu resti sola

né qui respiri nell'oscurità.

oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende

rara la luce della petroliera!

il varco è qui? (ripullula il frangente

ancora sulla balza che scoscende...)

tu non ricordi la casa di questa

mia sera. ed io non so chi va e chi resta.

le occasioni

teche.rai.it/eugenio-montale-legge-la-casa-dei-doganieri

 

 analisi

LA DIMENSIONE DEL PRESENTE:
evocazione/ richiamo
Tu non ricordi
Tu non ricordi: altro tempo frastorna
la tua memoria: un filo s'addipana.


LA DIMENSIONE DEL PASSATO:
evocazione / richiamo / impossibile recupero
desolata t'attende dalla sera
in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.


LA FORZA DEL TEMPO:
oggettività disgregante
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
...e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ripullula il frangente
ancora sulla bala che scoscende...

xoomer.alice.it    

prof. R. Crosio

 


Boris Kniaseff
OSSI DI SEPPIA   -   pag 51   -       ''  a K.  ''                            

Ripenso il tuo sorriso ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Commento    Ripenso il tuo sorriso, lo vedo e vedo che mi guarda, è come un'acqua limpida, vista per caso tra le pietre di un greto, è un piccolo specchio in cui è come se un'ellera guardasse i suoi fiori. Cioè vedo in quello specchio di acqua qualcosa di me, poichè lo specchio riflette qualcosa di proprio e questo però non sono io, ma il tuo sorriso così bianco, puro...
Codesto è il mio ricordo   non saprei dire o lontano
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Commento     Questo è il mio ricordo; ma non saprei dire, o tu lontano, se il tuo volto esprime un'anima libera perchè pura o, poichè tu sei di quegli erranti che il mondo ha sfinito di dolore, è il tuo soffrire il mistero del tuo candore.
Ma questo posso dirti che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma
Commento      Ma questo posso dirti, che il pensare alla tua immagine sommerge i miei dolori che vengono da una ispirazione (estrosi) in un'onda di calma e la tua immagine mi torna alla memoria schietta, limpida, fresca, come la cima di una giovine palma... E su tutto questo l'abbraccio del cielo bianco e quieto di chi incontra la lucentezza e la trasparenza.
...   Quanto alla poesia ciò dipende da una discussione tra Montale e Boris Kniaseff sulla ispirazione artistica.
Che si tratti  del ballerino russo Boris Kniaseff  -  sposato ad una prima ballerina - lo sostiene Silvio Ramat, docente universitario e tra i massimi esperti di Montale e dell'ermetismo  -   "Mi sono laureato su Montale nel '62 e chiesi al poeta chi fosse questo K.     al quale e' dedicata Ripenso al tuo sorriso. Lui mi inviò una lettera in cui mi spiegava che era un ballerino russo che aveva conosciuto.      Precisò anche
di non averlo detto subito per non passare da pederasta nel 1925".
MARIA LUISA SPAZIANI 
CONFERMA .
donatella papi - comincialitalia.net 
magazine.excite.it  -  ansa.it  -  adnkronos -  it.dada.net  -   repubblica.it

 

 

Se l'aria mi raccontasse di te

vorrei perdermi per sempre nel vento

lì ascolterei le tue parole e i tuoi sospiri

lì sarei vicino alla tua anima e al calore del tuo cuore

 

 

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