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nâzim hikmet'le (ran)
NAzim Hikmet (NAzim
Hikmet Ran)[nAzim´ hEkmet´ rAn]
HIKMET
1
1A
2
2a

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nelle mie
braccia tutta nuda
nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso .
di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell’ansito ?
è tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte ?
dove finisce la notte
dove comincia la città ?
dove finisce la città dove cominci tu ?
dove comincio e finisco io stesso ? |
IL MIO FUNERALE
Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell'ascensore non c'entra
e la scala è tanto stretta.
Il cortile sarà, forse, pieno di sole,
di
piccioni
forse nevicherà, i bambini
giocheranno strillando
forse sull'asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni
per l'immondezza.
Se mi tirano su nel furgone col viso
scoperto,
come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa
di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara,
i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.
La finestra della nostra cucina mi
seguirà
con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà
col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile,
pienamente felice.
Vicini miei del cortile,
vi auguro lunga vita, a tutti.
scritta il giorno prima di morire
forse un
presentimento |
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il vento
cala e se ne va
il vento cala e
se ne va
lo stesso vento
non agita
due volte lo
stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli
cantano nell’albero
ali che vogliono
volare
la porta è
chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti
amor mio,
sia bella come
te, la vita
sia amica e
amata come te
so che ancora
non è finito
il banchetto
della miseria ma
finirà
|
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il mio
secolo non mi fa paura
il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
sono fiero di essere qui, con voi.
amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.
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FOGLIE MORTE
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto quel giorno
una buona notizia
soprattutto se il cuore quel giorno non mi fa male
soprattutto se credo quel giorno
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo con gli uomini e con me
stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.
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COSI DEVI AMARE
LA VITA
e questo globo terrestre
da sentirti triste
se solo ti passa per la mente
che un giorno
tra un miliardo
tra 100 miliardi di anni
forse si spegnerà
e impallidendo
continuerà a volare
cieco come una noce vuota
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BAKU 1957
la tristezza
sulle mie spalle
è una camicia
di tela da vela
lavata
all'acqua di mare
con una
spazzola di ferro
sul ponte
spazzato dal vento
e in questo
villaggio del sud
senza sosta né
tregua
il sole
rosseggia e si gonfia di miele
sulle fanciulle
e dentro le albicocche
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Gioconda
And Si-ya-u
1928 - 1929
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I libri di
Hikmet sono ora acquistabili in Turchia, le sue poesie sono diventate canzoni
pop e i suoi discorsi registrati in prigione sono disponibili su cd.
E’ in atto una campagna per riportare le spoglie del poeta in Turchia, (egli
stesso aveva espresso, in una sua poesia, il desiderio di essere sepolto in
Anatolia) benché questo rimanga ancora un tema abbastanza controverso, come
anche la grande campagna per ridare a Nazım la cittadinanza turca. I suoi
sostenitori precisano il fatto che Hikmet fu un grandissimo celebratore della
storia del suo Paese, il creatore di un linguaggio letterario moderno sempre più
vicino al turco parlato, un poeta nazionale, nonché l’unico poeta turco
internazionale. Il suo lavoro è stato tradotto in oltre cinquanta lingue. Sembra
quasi ironico che non lo si possa considerare appieno un cittadino turco. Un
passo positivo è stato fatto con l’inclusione di alcune sue poesie nei libri
scolastici, nei quali, fino a solo pochi anni fa, era vietato anche solo
nominare Nazım Hikmet.
Oggi chiunque, anche ad Ankara, anche fra i militari, celebra il grande poeta
Hikmet.
Malgrado le innumerevoli difficoltà che ha dovuto sopportare, Hikmet ha
resistito e non ha mai perso la sua fede e il suo amore per il mondo, né il suo
grande sogno di giustizia sociale e si è sempre fieramente proclamato un “Figlio
del XX secolo”.
serena fiorentino -
http://www.tesionline.it

LE FIABE DI HIKMET -
IL NUVOLO INNAMORATO ED ALTRE FIABE
Il volume raccoglie le fiabe scritte dal poeta
turco durante la seconda metà degli anni Cinquanta. Storie nate da remote
memorie d'infanzia dell'autore, ma anche da un'attenta e appassionata lettura
del materiale folclorico del suo paese. Ne esce una raccolta di racconti in cui
vivono principesse e "nuvoli" capaci di amare, contadini sciocchi e ragazzi
furbi, maghi crudeli e astute ragazze.
unilibro.it
Prima edizione completa delle fiabe che il celebre
poeta turco scrisse per i bambini durante la seconda metà degli anni Cinquanta,
"Il Nuvolo innamorato" nasce da remote memorie d'infanzia dell'autore, dal
ricordo della nonna che raccontava antiche storie, ma anche da un'attenta e
appassionata lettura del materiale folclorico del suo paese. Il risultato è una
raccolta di racconti dalla sorprendente e limpida bellezza, in cui vivono
principesse e 'nuvoli' capaci di amare, contadini sciocchi e ragazzi furbi,
maghi crudeli e astute ragazze. Perle di saggezza, di poesia e di umorismo solo
apparentemente lontane dall'opera e dall'impegno politico di Hikmet, scrittore
per il quale "la letteratura, in ciascuno dei suoi generi, comincia con la fiaba
e con la fiaba finisce".
bol.it
“L'epopea di
Sherik Bedrettin”
Questo è l'ultimo
libro divulgato in Turchia mentre Nazim Hikmet è in vita. Da
questo momento è censura.
E' Pablo Neruda a
raccontare come l'amico Hikmet viene trattato durante la sua
prigionia “…accusato di aver tentato di
incitare l'esercito turco alla ribellione, Nazim è stato
condannato alle punizioni più terribili. Mi ha detto che è
stato costretto a camminare sul ponte di una nave fino a non
sentirsi troppo debole per rimanere in piedi, quindi lo hanno
legato in una latrina dove gli escrementi arrivavano a mezzo
metro sopra il pavimento…Il mio fratello poeta ha sentito le
sue forze mancare : i miei aguzzini vogliono vedermi
soffrire. Resiste con orgoglio. Comincia a cantare,
all'inizio la sua voce è bassa, poi sempre più alta fino ad
urlare. Ha cantato tutte le canzoni, tutti i poemi d'amore
che riesce a ricordare, i suoi stessi versi, le ballate
d'amore dei contadini, gli inni di battaglia della gente
comune. Ha cantato qualsiasi cosa che la sua mente
ricordasse. E così ha vinto i suoi torturatori.”
Nel 1949, a Parigi, una
commissione internazionale della quale fanno parte, tra gli
altri, Pablo Picasso, Paul Robeson,
Jean Paul Sartre, si batte per la liberazione di
Hikmet. .....
Simone de Beauvoir ricorda gli
eventi di quei giorni: “Mi raccontò
come nell'anno successivo alla sua liberazione subì due
attentati, con le macchine, nelle vie di Istanbul. In seguito
provarono a costringerlo a fare il servizio militare nella
frontiera russa: aveva quasi cinquant'anni".
Il dottore, un maggiore, gli disse:
"Mezz'ora in piedi sotto il sole e sei un uomo morto. Ma io
ti darò un certificato di buona salute".
Così riuscì a scappare....esausto, mezzo morto, arrivò
barcollando nella cabina del capitano, dove vide una sua
enorme fotografia con il titolo SALVATE NAZIM HIKMET. La parte più divertente, ricordava Nazim,
fu che ero già libero da più di un anno. .......
Privato della cittadinanza
turca nel 1959 sceglie di diventare cittadino polacco. Nello
stesso anno si sposa per la terza volta.
Muore a Mosca nel giugno del
1963, a causa dell'ennesimo attacco di cuore.
Il giorno prima,
sentendo forse la sua fine vicina, scrive la sua ultima
poesia “Il mio funerale”
http://www.fralenuvol.it/albero/poesia/classici/nazim_hikmet/
Virtually every prominent writer who has something to say about the repression
in the country has been targeted for persecution by the state. Nazim Hikmet,
arguably the best poet the country has ever produced, was charged in 1925 as a
secret (Communist) party member and sentenced to 15 years hard labor. His works
were banned between 1938 and 1965, until two years after his death in exile in
Moscow.
wsws.org
.
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da una lettera a joyce lussu
...a diciott'anni passai in
anatolia scoprii il mio popolo e le sue lotte. lottava con i suoi
cavalli magri con le sue armi preistoriche in mezzo alla sua fame
e alle sue cimici contro l'esercito greco sostenuto dagli inglesi
e dai francesi. ero tutto stupito ebbi paura lo amai lo adorai
compresi che bisognava scrivere tutto ciò in un altro modo. ma
non ne fui capace. per trovare il modo giusto era necessario a
quanto pare che passassi all'unione sovietica. era la fine del
1921. fui mille volte più stupito e sentii un amore e
un'ammirazione cento volte più forti perchè avevo scoperto in
quel 1921-1922 una carestia cento volte più terribile e delle
cimici cento volte più feroci e una lotta contro tutto un mondo
cento volte più potente e una immensa speranza una immensa gioia
di vivere di creare. ho scoperto tutta un'altra
umanità. e cominciai a scrivere in un altro modo. e da
allora non posso non scrivere delle poesie.
nh -stoccolma 20.12.1961 |
...
non si piegava ai compromessi
nemmeno a quelli che in generale con sottile opportunismo
definiamo necessari. questo prigioniero minacciato per anni
d'impiccagione questo poeta che non ha mai trovato un editore nel
suo paese questo malato che poteva morire da un momento all'altro
ha vissuto come un uomo libero padrone sempre di sè stesso e
della sua condizione consapevolmente affrontata. che sia morto
non ha grande importanza... i suoi amici presenti e futuri
continueranno a leggerlo e a ritrovarlo. per mehmet ** sarà diverso. è difficile avere un padre e non
basta leggerne le poesie
joyce lussu
**
mehmet piccolo mio
ti affido ai compagni
turchi
me ne vado ma sono calmo
la vita che si disperde in
me
si ritroverà in te
per lungo tempo
e nel mio popolo per
sempre |
|
RUBAI
-
componimento
poetico secondo la metrica tradizionale arabo-persiana
hikmet si
serve della metrica quantitativa arabo-persiana ma anche di
quella sillabica turca
Istanbul 1933
È l’alba. S’illumina il mondo
come l’acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
tu, il mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.
.... leggi testo
completo
traduzione di Joyce Lussu
Questo è un ‘rubai’, una
poesia scritta secondo la metrica tradizionale arabo-persiana.
Nazim Hikmet parlava infatti tante lingue, in lui vivevano
tante nazionalità: ottomana, turca, greca, polacca, francese, italiana, russa.
Figlio di aristocratici ottomani, prima della rivoluzione di Ataturk, ha fatto
il militare, il maestro di scuola, il rivoluzionario, ha scritto libri ed è
finito in carcere per averli scritti. Ha vissuto in tanti Paesi, Nazim Hikmet,
ma le parole di questa poesia sono universali. È dedicata alla moglie, da cui fu
separato per le sue idee rivoluzionarie. tra le righe, poche immagini si
susseguono nella loro stupefacente quotidianità. Ad esse fanno da sfondo il
senso della natura e il costante pensiero di lei – l’ossigeno che permette
all’uomo di tirare avanti. Fino all’arrivo dell’epilogo che vale per ciascun
essere umano e che, con un tono più gioioso che amaro, riporta alla fusione del
tutto.
Vittoria Dragotta - ateneonline-aol.it
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Turkish National Education Ministry
named the ''100 main books'' students will have
to read at the elementary and secondary schools..including books of famous Turkish
poet Nazim Hikmet
.. 2004
http://www.turkishpress.com/
UNESCO
associated in 2007 with the 800th anniversary of the birth of
Mevlana Celaleddin-i Rumi great Anatolian philosopher
- UNESCO had joined the 100th anniversary of birth of world-famous
Turkish poet Nazim Hikmet.
http://www.turkishpress.com/
Associazione Nazim
Hikmet
ha preso il
nome dal poeta turco (1902-1963) che, grazie ad un movimento
d'opinione internazionale, è stato salvato dalla pena capitale.
La sua attività principale è la sensibilizzazione sul problema
della pena di morte e la promozione di iniziative per il sostegno
e il supporto ai condannati.
mentelocale.it |
lettere dal carcere
' per nazim hikmet
la
prigione era un punto piccolo
da cui si poteva evadere
con la
poesia '
john
berger |
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restituita nazionalita a 45
anni dalla morte
Lo ha annunciato il portavoce del governo Cemil Cicek.
Il poeta fu condannato per la sua militanza e l'adesione al marxismo.
Trascorse una quindicina d'anni in prigione e nel 1951 gli fu tolta la
nazionalità. Passò
l'ultima parte della vita in esilio dopo avere assunto la nazionalità
polacca e morì a Mosca nel 1963 a 61 anni.
ats - ticinonews.ch - 2009
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1902 |
Nasce a Salonicco da Hikmet bey, capo dell'ufficio stampa del governo
ottomano, e da Aiscé Jelilé, pittrice. |
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1917 |
S'iscrive all'Accademia della Marina. |
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1919 |
Pubblica la prima poesia sulla rivista
Jeni Mècmua
presentato dal poeta Yahya Kemal. ' |
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1920 |
Fugge dall'Accademia per unirsi in Anatolia all'esercito di
liberazione di Kemal Atatürk. |
|
1921 |
Espatria clandestinamente dalla Turchia e va a Mosca. S'inserisce nel
movimento culturale rivoluzionario dell'URSS. |
|
1922 |
Pubblica il poemetto
Anatolia. |
|
1924 |
Torna in Turchia e, costretto alla clandestinità, organizza una
tipografia a Smirne. |
|
1925 |
Va nuovamente a Mosca e riprende a frequentare l'università per i
lavoratori d'oriente (KUTV). |
|
1928 |
Esce a Baku il suo primo volume di versi, tradotti da Bagritsky. |
|
1929 |
Rientra clandestino in Turchia, ma viene arrestato e fa sette mesi di
carcere. |
|
1930 |
L'editore Muallim Ahmet Halit, di Istanbul, pubblica le raccolte di
versi 835 versi,
La
Gioconda,
Varan 3,
1+1=1. |
|
1931 |
Viene arrestato con l'accusa di propaganda comunista, ma un movimento
di opinione pubblica costringe i giudici ad assolverlo. |
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1932 |
Viene arrestato con l'accusa di complotto contro il governo. |
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1933 |
Amnistiato, gli è concessa la libertà vigilata. |
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1935 |
Pubblica a Istanbul
Ritratti e Lettere a Taranta Babù. |
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1936 |
Appare l'ultimo suo libro pubblicato in Turchia:
L'epopea dello
sceicco Bedrettin.
La sua poesia
Alle porte di Madrid
viene diffusa clandestinamente tra le forze armate. |
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1937 |
Viene condannato dai tribunali militari a 32 anni di carcere ed è
tradotto nella prigione di Bursa, dove resterà 13 anni. |
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1938-1950 |
In carcere scrive moltissime poesie, due drammi satirici, e il poema
epico Panorami umani di circa 70.000 versi. P, colpito più
volte da infarto. |
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1950 |
La campagna mondiale per la sua liberazione
costringe il governo turco a rilasciarlo in libertà vigilata. |
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1951 |
Sotto la minaccia costante di un nuovo arresto, decide di espatriare
clandestinamente e si reca a Mosca, dove scrive
Ma è mai esistito
Ivan Ivanovic?, satira contro il burocratismo. |
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1951-1963 |
Pubblica in URSS due drammi satirici e numerose raccolte di poesie,
che vengono subito tradotte in moltissime lingue, ad eccezione
dell'inglese. In Italia viene pubblicato da Einaudi, Mondadori, Lerici,
Editori Riuniti, Edizioni del Galo, Sansoni, ecc. Viaggia molto e viene
più volte in Italia. |
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1963 |
Muore a Mosca d'infarto. |
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2009 |
restituita la nazionalita |
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|
atamanhotel.com |
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DELLA MORTE
1946
Entrate, amici miei, accomodatevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Lo so, siete entrati per la finestra della mia cella
mentre dormivo.
Non avete rovesciato la brocca
nè la scatola rossa delle medicine.
I visi nella luce delle stelle
state mano in mano al mio capezzale.
Com'è strano
vi credevo morti
e siccome non credo nè in Dio nè all'aldilà
mi rammaricavo di non aver potuto
offrirvi ancora un pizzico di tabacco.
Com'è strano
vi credevo morti
e voi siete venuti per la finestra della mia cella
entrate, amici miei, sedetevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Hascìm, figlio di Osmàn,
perchè mi guardi a quel modo?
Hascìm figlio di Osmàn
è strano
non eri morto, fratello,
a Istanbul, nel porto
caricando il carbone su una nave straniera?
Eri caduto col secchio in fondo alla stiva
la gru ti ha tirato su
e prima di andare a riposare
definitivamente
il tuo sangue rosso aveva lavato
la tua testa nera.
Chi sa quanto avevi sofferto.
Non restate in piedi,
sedetevi.
Vi credevo morti.
Siete entrati per la finestra della mia cella
i visi nella luce delle stelle
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Yakùp, del villaggio di Kayalar
salve, caro compagno,
non eri morto anche tu?
Non eri andato nel cimitero senz'alberi
lasciando ai tuoi bambini la malaria e la fame?
Faceva terribilmente caldo, quel giorno
e allora, non eri morto?
E tu, Ahmet Gemìl, lo
scrittore?
Ho visto coi miei occhi
la tua bara scendere nella fossa.
Credo anche di ricordarmi
che la tua bara fosse un po' corta per la tua statura.
Lascia stare, Gemìl
vedo che ce l'hai sempre, la vecchia abitudine
ma è una bottiglia di medicina, non di rakì.
Ne bevevi tanto
per poter guadagnare cinquanta piastre al giorno
e dimenticare il mondo nella tua solitudine.
Vi credevo morti, amici
miei
state al mio capezzale la mano in mano
sedete, amici miei, accomodatevi.
Benvenuti, mi date molta gioia.
La
morte è giusta, dice un poeta persiano,
ha la stessa maestà colpendo il povero e lo scià.
Hascìm, perchè ti stupisci?
Non hai mai sentito parlare di uno scià
morto in una stiva con un secchio di carbone?
La morte è giusta, dice un poeta persiano.
Yakùp
mi piaci quando ridi, caro compagno
non ti ho mai visto ridere così
quando eri vivo ...
Ma lasciatemi finire
la morte è giusta dice un poeta persiano ...
Lascia
quella bottiglia, Ahmer Gemìl,
non t'arrabbiare, so quel che vuol dire
affinchè la morte sia giusta
bisogna che la vita sia giusta.
Il poeta persiano ...
Amici miei, perchè mi lasciate solo?
Dove andate?
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Don Chisciotte
Il cavaliere dell’eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c’era il mondo
coi suoi giganti assurdi e abietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.
Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c’è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.
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The 43rd Anniversary Of His
Death - 2006
... moving Hikmet's tomb to Turkey was in question from time to time and noted that
'' I personally think this should not be in question.
Nazim
Hikmet is a unique bridge connecting Turkey and Russia.
He was born in
Russia and died in Russia.
Turkish citizens come here to visit Hikmet's
tomb .''
www.turkishpress.com

Novodevicij - Mosca - tomba di NH
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