nâzim hikmet'le (ran)

NAzim Hikmet  ( NAzim Hikmet Ran )   [ nAzim´ hEkmet´ rAn ]

 

HIKMET   1    1A     2     2a

 

 

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell’afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.

 

 

 

 

nelle mie braccia tutta nuda

nelle mie braccia tutta nuda

la città la sera e tu

il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli

si riflettono sul mio viso .

di chi è questo cuore che batte

più forte delle voci e dell’ansito ?

è tuo è della città è della notte

o forse è il mio cuore che batte forte ?

dove finisce la notte

dove comincia la città ?

dove finisce la città dove cominci tu ?

dove comincio e finisco io stesso ?

IL MIO FUNERALE

Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell'ascensore non c'entra
e la scala è tanto stretta.

Il cortile sarà, forse, pieno di sole,

di piccioni
forse nevicherà, i bambini

giocheranno strillando
forse sull'asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni

per l'immondezza.

Se mi tirano su nel furgone col viso scoperto,

come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa

di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara,

i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.

La finestra della nostra cucina mi

seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà

col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile,

pienamente felice.
Vicini miei del cortile,

vi auguro lunga vita, a tutti.

. scritta il giorno prima di morire

forse un presentimento .

 

 

 

il vento cala e se ne va

il vento cala e se ne va

lo stesso vento non agita

due volte lo stesso ramo

di ciliegio

gli uccelli cantano nell’albero

ali che vogliono volare

la porta è chiusa

bisogna forzarla

bisogna vederti amor mio,

sia bella come te, la vita

sia amica e amata come te

so che ancora non è finito

il banchetto della miseria ma

finirà

 

 

 

il mio secolo non mi fa paura
il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
sono fiero di essere qui, con voi.
amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.

 

 

 

BAKU 1957

la tristezza sulle mie spalle

è una camicia di tela da vela

lavata all'acqua di mare

con una spazzola di ferro

sul ponte spazzato dal vento

e in questo villaggio del sud

senza sosta né tregua

il sole rosseggia e si gonfia di miele

sulle fanciulle e dentro le albicocche

poesie d'amore

 

 

 

FOGLIE MORTE
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali

soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto quel giorno

 una buona notizia
soprattutto se il cuore quel giorno non mi fa male
soprattutto se credo quel giorno

che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno

mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali

dei viali d'ippocastani.

lipsia - settembre 1961  

 


barocco
A Praga mentre biancheggia l'alba
la neve cade
liquida
plumbea.
A Praga pian piano il barocco appare
agitato, lontano
le dorature annerite
di tristezza.
Sul ponte Carlo quarto, le statue
sono uccelli venuti
da un pianeta morto.
A Praga il primo tram ha lasciato il deposito,
coi vetri illuminati, gialli, caldi.
Ma io so
che dentro ci fa un freddo glaciale
il fiato
del primo viaggiatore non l'ha scaldato
ancora.
A Praga Pepih beve il suo caffellatte
nella cucina bianca, la tavola di legno è
ben pulita.
A Praga
mentre biancheggia l'alba
la neve cade
liquida
plumbea.
A Praga passa una vettura
una carretta tirata da un solo cavallo
davanti al cimitero ebreo.
La carretta è carica di nostalgia
d'un'altra città
e il carrettiere sono io ...
A Praga pian piano il barocco appare
agitato, lontano
le dorature annerite
di tristezza.
A Praga nel cimitero ebreo silenziosa
muta, la morte ...
Ah, mio amore, mio amore
l'esilio è peggio della morte ...
ore di praga



Della Vita
Supponiamo di essere malati
così gravi
che occorra il bisturi.
Ciò vuoI dire che forse
non potremmo mai più rialzarci dal bianco bigliardo.
Allora, anche provando una grande tristezza
di andarcene un po' troppo presto,
rideremmo lo stesso
ascoltando un aneddoto,
daremmo un'occhiata alla finestra
per vedere se il tempo si mette alla pioggia
o aspetteremmo, con l'impazienza nel cuore,
le notizie dell'ultima ora.
Supponiamo di essere al fronte
per una causa che meriti.
Laggiù al primo scontro
può darsi che tu cada con la faccia a terra
e muoia.
Tu lo sai, ti fa rabbia
ma tuttavia
saresti ansioso e accalorato
vorresti conoscere come finirebbe quella guerra
che potrebbe durare degli anni.
Supponiamo di essere in carcere.
Che si rasenti la cinquantina
e che dovessero passare ancora diciotto anni
prima che la galera si apra.
Ma ugualmente
tu vivresti con il mondo di fuori
con i suoi uomini
i suoi animali
le sue lotte
e i suoi venti
con il mondo di là dai muri.
Così, dovunque tu sia, in qualunque
circostanza tu sia
devi vivere
come se mai tu dovessi morire.
1957

>  Gioconda And Si-ya-u   1928 - 1929  


 

 

I libri di Hikmet sono ora acquistabili in Turchia, le sue poesie sono diventate canzoni pop e i suoi discorsi registrati in prigione sono disponibili su cd

E’ in atto una campagna per riportare le spoglie del poeta in Turchia, (egli stesso aveva espresso, in una sua poesia, il desiderio di essere sepolto in Anatolia) benché questo rimanga ancora un tema abbastanza controverso, come anche la grande campagna per ridare a Nazım la cittadinanza turca. I suoi sostenitori precisano il fatto che Hikmet fu un grandissimo celebratore della storia del suo Paese, il creatore di un linguaggio letterario moderno sempre più vicino al turco parlato, un poeta nazionale, nonché l’unico poeta turco internazionale. Il suo lavoro è stato tradotto in oltre cinquanta lingue. Sembra quasi ironico che non lo si possa considerare appieno un cittadino turco. Un passo positivo è stato fatto con l’inclusione di alcune sue poesie nei libri scolastici, nei quali, fino a solo pochi anni fa, era vietato anche solo nominare Nazım Hikmet.
Oggi chiunque, anche ad Ankara, anche fra i militari, celebra il grande poeta Hikmet.
Malgrado le innumerevoli difficoltà che ha dovuto sopportare, Hikmet ha resistito e non ha mai perso la sua fede e il suo amore per il mondo, né il suo grande sogno di giustizia sociale e si è sempre fieramente proclamato un “Figlio del XX secolo”.

serena fiorentino - tesionline.it

 

LE FIABE DI HIKMET - IL NUVOLO INNAMORATO ED ALTRE FIABE

Il volume raccoglie le fiabe scritte dal poeta turco durante la seconda metà degli anni Cinquanta. Storie nate da remote memorie d'infanzia dell'autore, ma anche da un'attenta e appassionata lettura del materiale folclorico del suo paese. Ne esce una raccolta di racconti in cui vivono principesse e "nuvoli" capaci di amare, contadini sciocchi e ragazzi furbi, maghi crudeli e astute ragazze.

unilibro.it

Prima edizione completa delle fiabe che il celebre poeta turco scrisse per i bambini durante la seconda metà degli anni Cinquanta, "Il Nuvolo innamorato" nasce da remote memorie d'infanzia dell'autore, dal ricordo della nonna che raccontava antiche storie, ma anche da un'attenta e appassionata lettura del materiale folclorico del suo paese. Il risultato è una raccolta di racconti dalla sorprendente e limpida bellezza, in cui vivono principesse e 'nuvoli' capaci di amare, contadini sciocchi e ragazzi furbi, maghi crudeli e astute ragazze. Perle di saggezza, di poesia e di umorismo solo apparentemente lontane dall'opera e dall'impegno politico di Hikmet, scrittore per il quale "la letteratura, in ciascuno dei suoi generi, comincia con la fiaba e con la fiaba finisce".

bol.it - mondadori

 

 

 

L'epopea di Sherik Bedrettin

Questo è l'ultimo libro divulgato in Turchia mentre Nazim Hikmet è in vita. Da questo momento è censura.
E' Pablo Neruda a raccontare come l'amico Hikmet viene trattato durante la sua prigionia accusato di aver tentato di incitare l'esercito turco alla ribellione, Nazim è stato condannato alle punizioni più terribili. Mi ha detto che è stato costretto a camminare sul ponte di una nave fino a non sentirsi troppo debole per rimanere in piedi, quindi lo hanno legato in una latrina dove gli escrementi arrivavano a mezzo metro sopra il pavimento…Il mio fratello poeta ha sentito le sue forze mancare : i miei aguzzini vogliono vedermi soffrire. Resiste con orgoglio. Comincia a cantare, all'inizio la sua voce è bassa, poi sempre più alta fino ad urlare. Ha cantato tutte le canzoni, tutti i poemi d'amore che riesce a ricordare, i suoi stessi versi, le ballate d'amore dei contadini, gli inni di battaglia della gente comune. Ha cantato qualsiasi cosa che la sua mente ricordasse. E così ha vinto i suoi torturatori.”
Nel 1949, a Parigi, una commissione internazionale della quale fanno parte, tra gli altri, Pablo Picasso, Paul Robeson, Jean Paul Sartre, si batte per la liberazione di Hikmet ...
Simone de Beauvoir ricorda gli eventi di quei giorni: “Mi raccontò come nell'anno successivo alla sua liberazione subì due attentati, con le macchine, nelle vie di Istanbul. In seguito provarono a costringerlo a fare il servizio militare nella frontiera russa: aveva quasi cinquant'anni".
Il dottore, un maggiore, gli disse:
"Mezz'ora in piedi sotto il sole e sei un uomo morto. Ma io ti darò un certificato di buona salute".

Così riuscì a scappare ... esausto, mezzo morto, arrivò barcollando nella cabina del capitano, dove vide una sua enorme fotografia con il titolo SALVATE NAZIM HIKMET. La parte più divertente, ricordava Nazim, fu che ero già libero da più di un anno ...   Privato della cittadinanza turca nel 1959 sceglie di diventare cittadino polacco. Nello stesso anno si sposa per la terza volta.     Muore a Mosca nel giugno del 1963, a causa dell'ennesimo attacco di cuore. Il giorno prima, sentendo forse la sua fine vicina, scrive la sua ultima poesia “Il mio funerale”
fralenuvol.it

Consiglio  Ministri  Ankara  resistuisce la nazionalità a  46 anni dalla morte - 2009

 

 

 

Virtually every prominent writer who has something to say about the repression in the country has been targeted for persecution by the state. Nazim Hikmet, arguably the best poet the country has ever produced, was charged in 1925 as a secret (Communist) party member and sentenced to 15 years hard labor. His works were banned between 1938 and 1965, until two years after his death in exile in Moscow.
wsws.org 

 

 

.

da una lettera all'amica joyce lussu

 

... a diciott'anni passai in anatolia scoprii il mio popolo e le sue lotte. lottava con i suoi cavalli magri con le sue armi preistoriche in mezzo alla sua fame e alle sue cimici contro l'esercito greco sostenuto dagli inglesi e dai francesi. ero tutto stupito ebbi paura lo amai lo adorai compresi che bisognava scrivere tutto ciò in un altro modo. ma non ne fui capace. per trovare il modo giusto era necessario a quanto pare che passassi all'unione sovietica. era la fine del 1921. fui mille volte più stupito e sentii un amore e un'ammirazione cento volte più forti perchè avevo scoperto in quel 1921-1922 una carestia cento volte più terribile e delle cimici cento volte più feroci e una lotta contro tutto un mondo cento volte più potente e una immensa speranza una immensa gioia di vivere di creare.   ho scoperto tutta un'altra umanità.

e cominciai a scrivere in un altro modo.  e da allora non posso non scrivere delle poesie.   

nh   -  stoccolma 20.12.1961

 

lettera completa

...

non si piegava ai compromessi nemmeno a quelli che in generale con sottile opportunismo definiamo necessari. questo prigioniero minacciato per anni d'impiccagione questo poeta che non ha mai trovato un editore nel suo paese questo malato che poteva morire da un momento all'altro ha vissuto come un uomo libero padrone sempre di sè stesso e della sua condizione consapevolmente affrontata. che sia morto non ha grande importanza... i suoi amici presenti e futuri continueranno a leggerlo e a ritrovarlo. per mehmet ** sarà diverso. è difficile avere un padre e non basta leggerne le poesie ...

Era già morto da mezz’ora quando lo trovarono accasciato accanto alla porta che dava sul pianerottolo.

joyce lussu

**

mehmet piccolo mio

ti affido ai compagni turchi

me ne vado ma sono calmo

la vita che si disperde in me

si ritroverà in te

per lungo tempo

e nel mio popolo per sempre

 


il turco in italia
- joyce lussu  -  nuova edizione biografica  
Pur non conoscendo il turco Joyce Lussu e' stata la principale traduttrice italiana di Hikmet, perche' conosceva a fondo il poeta, il suo mondo ideologico, gli autori che lo interessavano, i suoi amici e i suoi nemici.
I suoi metodi di traduzione erano piuttosto insoliti: alla conoscenza della lingua privilegiava infatti il dialogo continuo col poeta attraverso lingue comuni (nel caso di Hikmet un fantasioso francese) e del paziente lavoro di appropriazione dell'immagine e dell'intento letterario dell'autore. Quest'esperienza la rese forte della convinzione che i veri poeti non sono quelli che cantano la rivoluzione ma che fanno la rivoluzione cantando.
libro e versione teatrale
AHGI - agi.it - 2014

 

RUBAI  - componimento poetico secondo  la metrica tradizionale arabo-persiana

hikmet si serve della metrica quantitativa  arabo-persiana ma anche di quella sillabica turca

 

Istanbul 1933
È l’alba. S’illumina il mondo
come l’acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
tu, il mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me


....  leggi testo completo

traduzione di Joyce Lussu

 

Questo è un ‘rubai’, una poesia scritta secondo la metrica tradizionale arabo-persiana.

Nazim Hikmet parlava infatti tante lingue, in lui vivevano tante nazionalità:

ottomana, turca, greca, polacca, francese, italiana, russa.

 

Figlio di aristocratici ottomani, prima della rivoluzione di Ataturk, ha fatto il militare, il maestro di scuola, il rivoluzionario, ha scritto libri ed è finito in carcere per averli scritti. Ha vissuto in tanti Paesi, Nazim Hikmet, ma le parole di questa poesia sono universali. È dedicata alla moglie, da cui fu separato per le sue idee rivoluzionarie. tra le righe, poche immagini si susseguono nella loro stupefacente quotidianità. Ad esse fanno da sfondo il senso della natura e il costante pensiero di lei – l’ossigeno che permette all’uomo di tirare avanti. Fino all’arrivo dell’epilogo che vale per ciascun essere umano e che, con un tono più gioioso che amaro, riporta alla fusione del tutto.              

Vittoria Dragotta -  ateneonline-aol.it

 

 

 

Turkish National Education Ministry named the ''100 main books'' students will have to read at the elementary and secondary schools..including books of famous Turkish poet Nazim Hikmet ..   2004
turkishpress.com 

UNESCO  associated in 2007 with the 800th anniversary of the birth of Mevlana Celaleddin-i Rumi great Anatolian philosopher - UNESCO had joined the 100th anniversary of birth of world-famous Turkish poet Nazim Hikmet.

turkishpress.com

Associazione Nazim Hikmet

ha preso il nome dal poeta turco (1902-1963) che, grazie ad un movimento d'opinione internazionale, è stato salvato dalla pena capitale. La sua attività principale è la sensibilizzazione sul problema della pena di morte e la promozione di iniziative per il sostegno e il supporto ai condannati.
mentelocale.it

lettere dal carcere

 

' per nazim hikmet

la prigione era un punto piccolo

da cui si poteva evadere

con la poesia '

 

john berger

 

 

 

restituita nazionalita a 45 anni dalla morte
Lo ha annunciato il portavoce del governo Cemil Cicek.        Il poeta fu condannato per la sua militanza e l'adesione al marxismo. Trascorse una quindicina d'anni in prigione e nel 1951 gli fu tolta la nazionalità.         Passò l'ultima parte della vita in esilio dopo avere assunto la nazionalità polacca e morì a Mosca nel 1963 a 61 anni.

ats - ticinonews.ch - 2009

 

1902

Nasce a Salonicco da Hikmet bey, capo dell'ufficio stampa del governo ottomano, e da Aiscé Jelilé, pittrice.

1917

S'iscrive all'Accademia della Marina.

1919

Pubblica la prima poesia sulla rivista Jeni Mècmua presentato dal poeta Yahya Kemal. '

1920

Fugge dall'Accademia per unirsi in Anatolia all'esercito di liberazione di Kemal Atatürk.

1921

Espatria clandestinamente dalla Turchia e va a Mosca. S'inserisce nel movimento culturale rivoluzionario dell'URSS.

1922

Pubblica il poemetto Anatolia.

1924

Torna in Turchia e, costretto alla clandestinità, organizza una tipografia a Smirne.

1925

Va nuovamente a Mosca e riprende a frequentare l'università per i lavoratori d'oriente (KUTV).

1928

Esce a Baku il suo primo volume di versi, tradotti da Bagritsky.

1929

Rientra clandestino in Turchia, ma viene arrestato e fa sette mesi di carcere.

1930

L'editore Muallim Ahmet Halit, di Istanbul, pubblica le raccolte di versi 835 versi La Gioconda, Varan 3, 1+1=1.

1931

Viene arrestato con l'accusa di propaganda comunista, ma un movimento di opinione pubblica costringe i giudici ad assolverlo.

1932

Viene arrestato con l'accusa di complotto contro il governo.

1933

Amnistiato, gli è concessa la libertà vigilata.

1935

Pubblica a Istanbul Ritratti e Lettere a Taranta Babù.

1936

Appare l'ultimo suo libro pubblicato in Turchia: L'epopea dello sceicco Bedrettin.

La sua poesia Alle porte di Madrid viene diffusa clandestinamente tra le forze armate.

1937

Viene condannato dai tribunali militari a 32 anni di carcere ed è tradotto nella prigione di Bursa, dove resterà 13 anni.

Ritornato in Turchia nel 1938 era stato infatti condannato a 28 ani di prigione a causa di uno dei suoi scritti, considerato dal governo in carica come un elogio alla rivolta.

1938-1950

In carcere scrive moltissime poesie, due drammi satirici, e il poema epico Panorami umani di circa 70.000 versi.

colpito più volte da infarto.

1950

La campagna mondiale per la sua liberazione costringe il governo turco a rilasciarlo in libertà vigilata.

Intrattenne corrispondenze epistolari con Federico García Lorca, Louis Aragon, e Pablo Neruda, e sarà proprio una petizione organizzata a Parigi da Sarte e Picasso a fare in modo che venga scarcerato nel 1949.

1951

Sotto la minaccia costante di un nuovo arresto, decide di espatriare clandestinamente e si reca a Mosca, dove scrive Ma è mai esistito Ivan Ivanovic?, satira contro il burocratismo.

Sofferente, non più giovane e strenuo pacifista militante contro la proliferazione degli armamenti nucleari, richiamato per il servizio militare in piena guerra fredda, fuggirà in Unione Sovietica, dove morirà in esilio e senza la nazionalità turca della quale era stato privato per colpa.

Diventato polacco per linea materna soffrirà l’ostilità della sua vera patria come una ferita aperta, che i numerosi viaggi in giro per il mondo (ma non negli USA che gli rifiutarono il visto per le sue “simpatie rosse”), non riusciranno a lenire. Ad oltre un secolo dalla sua nascita, ed in seguito alla petizione firmata da oltre mezzo milione di cittadini turchi, il governo di Ankara ha deciso di ridare a Nazim Hikmet la cittadinanza turca toltagli nel 1951.

1951-1963

Pubblica in URSS due drammi satirici e numerose raccolte di poesie, che vengono subito tradotte in moltissime lingue, ad eccezione dell'inglese. In Italia viene pubblicato da Einaudi, Mondadori, Lerici, Editori Riuniti, Edizioni del Galo, Sansoni, ecc. Viaggia molto e viene più volte in Italia.

1963

Muore a Mosca d'infarto.

2009 restituita la nazionalita
  atamanhotel.com - sara rania - kitsuné - booksblog.it

 

 

 

 

DELLA MORTE   1946

Entrate, amici miei, accomodatevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Lo so, siete entrati per la finestra della mia cella
mentre dormivo.
Non avete rovesciato la brocca
nè la scatola rossa delle medicine.
I visi nella luce delle stelle
state mano in mano al mio capezzale.

Com'è strano
vi credevo morti
e siccome non credo nè in Dio nè all'aldilà
mi rammaricavo di non aver potuto
offrirvi ancora un pizzico di tabacco.

Com'è strano
vi credevo morti
e voi siete venuti per la finestra della mia cella
entrate, amici miei, sedetevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.

Hascìm, figlio di Osmàn,
perchè mi guardi a quel modo?
Hascìm figlio di Osmàn
è strano
non eri morto, fratello,
a Istanbul, nel porto
caricando il carbone su una nave straniera?
Eri caduto col secchio in fondo alla stiva
la gru ti ha tirato su
e prima di andare a riposare
definitivamente
il tuo sangue rosso aveva lavato
la tua testa nera.
Chi sa quanto avevi sofferto.

Non restate in piedi, sedetevi.
Vi credevo morti.
Siete entrati per la finestra della mia cella
i visi nella luce delle stelle
siate i benvenuti
mi date molta gioia.

Yakùp, del villaggio di Kayalar
salve, caro compagno,
non eri morto anche tu?
Non eri andato nel cimitero senz'alberi
lasciando ai tuoi bambini la malaria e la fame?
Faceva terribilmente caldo, quel giorno
e allora, non eri morto?

E tu, Ahmet Gemìl, lo scrittore?
Ho visto coi miei occhi
la tua bara scendere nella fossa.
Credo anche di ricordarmi
che la tua bara fosse un po' corta per la tua statura.

Lascia stare, Gemìl
vedo che ce l'hai sempre, la vecchia abitudine
ma è una bottiglia di medicina, non di rakì.
Ne bevevi tanto
per poter guadagnare cinquanta piastre al giorno
e dimenticare il mondo nella tua solitudine.

Vi credevo morti, amici miei
state al mio capezzale la mano in mano
sedete, amici miei, accomodatevi.
Benvenuti, mi date molta gioia.

La morte è giusta, dice un poeta persiano,
ha la stessa maestà colpendo il povero e lo scià.
Hascìm, perchè ti stupisci?
Non hai mai sentito parlare di uno scià
morto in una stiva con un secchio di carbone?
La morte è giusta, dice un poeta persiano.

Yakùp
mi piaci quando ridi, caro compagno
non ti ho mai visto ridere così
quando eri vivo ...
Ma lasciatemi finire
la morte è giusta dice un poeta persiano ...

Lascia quella bottiglia, Ahmer Gemìl,
non t'arrabbiare, so quel che vuol dire
affinchè la morte sia giusta
bisogna che la vita sia giusta.

Il poeta persiano ...
Amici miei, perchè mi lasciate solo?

Dove andate?

 

 

 

 

Don Chisciotte
Il cavaliere dell’eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c’era il mondo
coi suoi giganti assurdi e abietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.
Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c’è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttarvisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.

lettera dal carcere a Munevver 1942

 

 


L'uomo
Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico
e poi gli oceani e poi l'acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l'uomo
ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l'amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore
sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.

 

 

The 43rd Anniversary Of His Death - 2006
...   moving Hikmet's tomb to Turkey was in question from time to time  and noted that    '' I personally think this should not be in question.  Nazim Hikmet is a unique bridge connecting Turkey and Russia. He was born in Russia and died in Russia. Turkish citizens come here to visit Hikmet's tomb  .''
turkishpress.com

cimitero Novodevicij - Mosca - tomba di NH

Se i familiari lo volessero, il governo turco sarebbe pronto a impegnarsi per riportare in patria le spoglie del poeta Nazim Hikmet, sepolto a Mosca, dove morì in esilio nel 1963. Lo ha detto in Parlamento il ministro della Giustizia di Ankara, Bekir Bozdag, in occasione del 115/mo anniversario della nascita di Hikmet, considerato tra i più grandi esponenti della letteratura turca. La sua riabilitazione in patria da parte delle autorità è iniziata negli anni scorsi, anche con la restituzione nel 2009 della cittadinanza, di cui era stato privato nel 1951 per le sue posizioni politiche filo-comuniste. I familiari del poeta, secondo Bozdag, hanno tuttavia espresso la volontà che le sue spoglie restino a Mosca.
ansamed - 2017

 

 

 

 

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