nâzim hikmet'le (ran)

NAzim Hikmet   ( NAzim Hikmet Ran )    [ nAzim´ hEkmet´ rAn ]

pronuncia na'zwm hik'met

welcome hikmet

salonicco 15 gennaio 1902 – mosca 3 giugno 1963/via pesciànaya 6

 

ho sentito un lamento sotto i cipressi
mi son chiesto  c'è qualcuno che piange qui?
o è il vento che ricorda un amore passato
in questo luogo solitario?
un tempo pensavo che i morti ridessero
quando le nere cortine cadono sugli occhi
ma ora mi chiedo se i morti che amarono la vita
piangono ancora sotto i cipressi

ultima lettera da berlino 1961

 

 

 

ANGINA PECTORIS  1948

se qui c'è la metà del mio cuore dottore

l'altra metà sta in cina

nella lunga marcia verso il fiume giallo

e poi ogni mattina dottore

ogni mattina all'alba

il mio cuore lo fucilano in grecia.

e poi quando i prigionieri cadono nel sonno

quando gli ultimi passi si allontanano

dall'infermeria

il mio cuore se ne va dottore

va in una vecchia casa di legno a istanbul.

e poi sono dieci anni dottore

che non ho niente in mano

da offrire al mio popolo

niente altro che una mela

una mela rossa. il mio cuore.

e' per tutto questo dottore

e non per l'arteriosclerosi

per la nicotina per la prigione

che ho quest'angina pectoris.

guardo la notte attraverso le sbarre

e malgrado tutti questi muri

che mi pesano sul petto

il mio cuore batte con la stella più lontana.

 

 

 

Il vento cala e se ne va
Il vento cala e se ne va
lo stesso vento non agita
due volte lo stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli cantano nell'albero
ali che voglion volare
la porta è chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti, amor mio,
sia bella come te, la vita
sia amica e amata come te
so che ancora non è finito
il banchetto della miseria
ma finirà

1947

 

 

 

Il raggio è riempito di miele

i tuoi occhi son pieni di sole.
I tuoi occhi  mia rosa  saranno cenere
domani  e il miele continuerà
a riempire altri raggi.
Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati
- salvo una certa notte d’estate -
e anche l’ultima luce dei miei occhi azzurri
ti annuncerà lieti giorni futuri.
Un giorno madre natura dirà

 ' Mia creatura hai già riso  

hai già pianto abbastanza '
E di nuovo  immensa
sconfinata  ricomincerà
la vita   senza occhi   senza parola  

senza  pensiero

rubai 1948

BERLINO 1961

nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l'odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.
di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell'ansito?
è tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte?
dove finisce la notte
dove comincia la città?
dove finisce la città dove cominci tu?
dove finisco e comincio io stesso?

in esilio

 

 il nuovo azzurro
Le sei del mattino.
Ho aperto la porta del giorno

ci sono entrato
ho assaporato
l'azzurro nuovo nelle finestre
le rughe della mia fronte di ieri
sono rimaste sullo specchio
sulla mia nuca una voce di donna
tenera peluria di pesca
e le notizie del mio paese alla radio
vorrei correre d'albero in albero
nel frutteto delle ore
verrà il tramonto, mia rosa
e al di là della notte
mi aspetterà
spero
il sapore di un nuovo azzurro.

in esilio

 

 

L'ALBERO DI NATALE

A sud del golfo di Finlandia la notte
vicino al mare brumoso
l'albero di Natale scintilla
tra oscure torri gotiche
corazze di cavalieri teutoni
e ciminiere di fabbriche
l'albero di Natale
l'albero di Natale canta
sulla piazza bianca di neve
canzoni dell'Estonia
lunghissimo scintillante
pagliuzzato d'oro
l'albero di Natale

tu sei nella palla di vetro rosso
i tuoi capelli son paglia gialla
le ciglia azzurre
sono io che l'ho appesa
mettendotici dentro
il tuo collo bianco è lungo e rotondo
ti ho messa nella palla di vetro rosso
con i miei dubbi
con le mie ansietà con le mie parole
le mie speranze le mie carezze
a tutti gli alberi di Natale
a tutti gli alberi
a tutti i balconi le finestre
i chiodi le nostalgie
ho appeso la palla di vetro rosso

tallinin - dic 1961  - poesie d'amore . pag 87

 

 

 

poesie d'amore - RUBAI

componimento poetico secondo la metrica tradizionale arabo-persiana

hikmet si serve della metrica quantitativa arabo-persiana

ma anche di quella sillabica turca

 

AUTOBIOGRAFIA 1962

sono nato nel 1902

non sono più tornato
nella città natale
non amo i ritorni indietro
quando avevo tre anni
abitavo Alep
con mio nonno pascià
a 19 anni studiavo a Mosca
all'università comunista
a 49 ero a Mosca di nuovo
ospite del comitato centrale
del partito comunista
e dall'età di 14 anni
faccio il poeta
alcuni conoscono bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie
ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso
ho sofferto la fame

compreso lo sciopero della fame
e non c'è quasi pietanza
che non abbia assaggiata
quando avevo trent'anni hanno chiesto
la mia impiccagione
a 48 mi hanno proposto
per la medaglia della Pace
e me l'hanno data
a 36 ho traversato in sei mesi
i quattro metri quadrati
di cemento
della segregazione cellulare
a 59 sono volato
da Praga all'Avana
in diciotto ore
ero di guardia davanti alla bara di Lenin nel '24
e il mausoleo che visito sono i suoi libri
hanno provato a strapparmi dal mio Partito
e non ci sono riusciti
e non sono rimasto schiacciato
sotto gl'idoli crollati
nel 51 con un giovane compagno
ho camminato verso la morte
nel 52 col cuore spaccato ho atteso la morte
per quattro mesi sdraiato sul dorso
sono stato pazzamente geloso

delle donne ch'ho amato
non ho invidiato nemmeno Charlot
ho ingannato le mie donne
non ho sparlato degli amici
dietro le loro spalle
ho bevuto ma non sono stato un bevitore
ho sempre guadagnato il mio pane
col sudore della mia fronte
che felicità
mi sono vergognato per gli altri e ho mentito
ho mentito per non far pena agli altri
ma ho anche mentito
senza nessun motivo
ho viaggiato in treno in aeroplano in macchina
i più non possono farlo
sono stato all'Opera
i più non ci vanno non sanno
nemmeno che cosa sia
e dal '21 non sono entrato
in certi luoghi frequentati dai più
la moschea la sinagoga la chiesa
il tempio i maghi le fattucchiere
ma mi è capitato
di far leggere la mia sorte
nei fondi di caffè
le mie poesie sono pubblicate
in trenta o quaranta lingue
ma nella mia Turchia
nella mia lingua turca
sono proibite
il cancro non l'ho ancora avuto
non è necessario che l'abbia
non sarò primo ministro
d'altronde non ne ho voglia
anche non ho fatto la guerra
non sono sceso nei ricoveri
nel mezzo della notte
non ho camminato per le vie
sotto gli aerei in picchiata
ma verso i sessant'anni mi sono innamorato
in una parola compagni
anche se oggi a Berlino sono sul punto
di crepar di tristezza
posso dire di aver vissuto
da uomo
e quanto vivrò ancora
e quanto vedrò ancora
chi sa.

 

AUTOBIOGRAPHY
I was born in 1902
I never once went back

to my birthplace
I don’t like to turn back
at three I served as a pasha’s

grandson in Aleppo
at nineteen as a student

at Moscow Communist University
at forty-nine I was back in Moscow

as the Tcheka Party’s guest
and I’ve been a poet

since I was fourteen
some people know all about plants

some about fish
I know separation
some people know the names

of the stars by heart
I recite absences
I’ve slept in prisons and in grand hotels
I’ve known hunger even a hunger strike

and there’s almost no food
I haven’t tasted
at thirty they wanted to hang me
at forty-eight to give me the Peace Prize
which they did
at thirty-six I covered four square meters

of concrete in half a year
at fifty-nine I flew from Prague to Havana

in eighteen hours
I never saw Lenin I stood watch

at his coffin in ’24
in ’61 the tomb I visit is his books
they tried to tear me away from my party
it didn’t work
nor was I crushed under the falling idols
in ’51 I sailed with a young friend

into the teeth of death
in ’52 I spent four months flat on my back

with a broken heart
waiting to die
I was jealous of the women I loved
I didn’t envy Charlie Chaplin one bit
I deceived my women
I never talked my friends’ backs
I drank but not every day
I earned my bread money honestly

what happiness
out of embarrassment for others I lied
I lied so as not to hurt someone else
but I also lied for no reason at all
I’ve ridden in trains planes and cars
most people don’t get the chance
I went to opera
most people haven’t even heard of the opera
and since ’21 I haven’t gone to the places

most people visit
mosques churches temples

synagogues sorcerers
but I’ve had my coffee grounds read
my writings are published in thirty

or forty languages
in my Turkey in my Turkish they’re banned
cancer hasn’t caught up with me yet
and nothing says it will
I’ll never be a prime minister

or anything like that
and I wouldn’t want such a life
nor did I go to war
or burrow in bomb shelters in the bottom

of the night
and I never had to take to the road

under diving planes
but I fell in love at almost sixty
in short comrades
even if today in Berlin I’m croaking of grief
I can say I’ve lived like a human being
and who knows
how much longer I’ll live
what else will happen to me

Nazim Hikmet in Berlin -  GDR on 11 September 1961

Trans. by Randy Blasing and Mutlu Konuk 1993 

cpiml.org

To live single and free

like a tree
and in brotherhood

like a forest

 

 

 lettere dal carcere

living is no laughing matter
you must live with great seriousness
like a squirrel  for example
i mean without looking for something

 beyond and above living
i mean living must be

your whole occupation

 

   dopo l'incontro con vladimir majakovskij  

  scrive  'il canto di coloro che bevono sole'  nel 1928 a bakù   

 

 

se fossi parola - john berger - su nazim hikmet ..
....quando aspettava, seduto sul palco, prima di alzarsi per prendere la parola, si intuiva che era un uomo straordinariamente alto e solido.
Non per nulla il suo soprannome era
«l'albero dagli occhi blu». Quando si alzava in piedi si aveva anche l'impressione che fosse molto leggero, così leggero da rischiare di volar via. ---
... Nazim, voglio descriverti il tavolo su cui sto scrivendo. Si tratta di un tavolo da giardino bianco, di metallo, di quelli che si possono trovare nei giardini di un yali sul Bosforo. Si trova nella veranda coperta di una casetta alla periferia sud-est di Parigi. La casa è stata costruita nel 1938, come tante altre case costruite qui nella stessa epoca per gli artigiani, i commercianti e gli operai qualificati.
Nel 1938 tu eri in carcere. Un orologio era appeso a un chiodo al di sopra del tuo letto. Nella cella al di sopra della tua, tre banditi in catene aspettavano la loro condanna a morte.

monde-diplomatique.it

 

 

things i didn't know i loved

 

lion in an iron cage

look at the lion in the iron cage,

look deep into his eyes:

like two naked steel daggers

they sparkle with anger.

but he never loses his dignity

although his anger

comes and goes

goes and comes

you couldn't find a place for a collar

round his thick, furry mane.

although the scars of a whip

still burn on his yellow back

his long legs

stretch and end

in the shape of two copper claws.

the hairs on his mane rise one by one

around his proud head.

his hatred

comes and goes

goes and comes ...

the shadow of my brother

on the wall of the dungeon

moves

up and down

up and down

1928

fb/nh

 

 

 

 

about my poetry

i have no silver-saddled horse to ride
no inheritance to live on
neither riches no real-estate
a pot of honey is all i own
a pot of honey
  red as fire !

my honey is my everything
i guard
my riches and my real-estate
 my honey pot  i mean
from pests of every species
brother  just wait...
as long as i've got
honey in my pot,
bees will come to it
  from timbuktu ...

let's give

let's give the world to the children

just for one day

like a balloon in bright

and striking colours to play with

let them play singing among the stars

let's give the world to the children

like a huge apple like a warm loaf of bread

at least for one day let them have enough

let's give the world to the children

at least for one day let the world learn friendship

children will get the world from our hands

they'll plant immortal trees

moscow 1962

 

 

Offrons le globe aux enfants,
Au moins pour une journée.
Donnons-le-leur afin qu’ils en jouent

comme d’un ballon multicolore
Pour qu’ils jouent en chantant parmi les étoiles.
Offrons le globe aux enfants,
Donnons-le-leur comme une pomme énorme,
Comme une boule de pain tout chaude,
Qu’une journée au moins

ils puissent manger à leur faim.
Offrons le globe aux enfants,
Qu’une journée au moins le globe

apprenne la camaraderie,
Les enfants prendront de nos mains le globe
Ils y planteront des arbres immortels



Ofrezcamos el globo a los niños
al menos por un día
Démosles el globo para que jueguen
 como si fuera un globo multicolor
Para que jueguen cantando entre las estrellas
Démoselo como una manzana enorme
Como un pan recién hecho
Ofrezcamos el globo a los niños
y plantarán en él árboles inmortales

 

offriamo il mondo ai bambini
ANCHE PER UN SOLO GIORNO
doniamolo affinché ci giochino
come se fosse un pallone multicolore
perchè giochino cantando tra le stelle
offriamo il mondo ai bambini
doniamolo come   un'enorme mela
come una pagnotta tutta calda

per un giorno doniamo cio' di cui necessitano

e lasciamo che il mondo conosca l'amicizia

prenderanno il mondo dalle nostre mani
e vi pianteranno  alberi immortali

je suis dans la clarté qui s'avance

mes mains sont toutes pleines de désir

le monde est beau

mes yeux ne se lassent pas

de regarder les arbres

les arbres si verts

les arbres si pleins d'espoir

un sentier s'en va à travers les mûriers

je suis à la fenêtre de l'infirmerie

je ne sens pas l'odeur des médicaments

les oeillets ont dû s'ouvrir quelque part

être captif, là n'est pas la question

il s'agit de ne pas se rendre

voilà

franceweb.fr

poems.lesdoigtsbleus.free.fr

 

 

 

to live like a tree

lonely and free
to live as brothers

like trees in a forest
that dream is ours !

 

 

 

we will see each other again

my friends

we will see each other again

we will smile together at the sun

we will fight together

byegm.gov.tr

 

 

 

Beautiful days
beckon us lads
sunny days beckon

 

 

lettere dal carcere

 

 

dopo essere stati messi al bando negli ultimi decenni tornano ad essere legali i libri di Nazim Hikmet .

saranno circa 23mila le pubblicazioni interessate dalla riforma tra cui  Marx - Engles - Lenin - Stalin .

2013

Hikmet fu in parte riabilitato quando nel 2002 venne proclamato dall'Onu "l'anno di Nazim".    

Gli venne restituita post mortem la cittadinanza cancellata dopo l'esilio in Urss ma la sua tomba restò in Russia.   Alle celebrazioni un ministro disse: «Grande poeta ma se fosse stato per lui saremmo diventati un satellite di Mosca»   ... Joyce Lussu la traduttrice italiana medaglia d'argento per la resistenza fece uscire clandestinamente dalla Turchia la moglie e il figlio di Nazim «L'esperienza con Hikmet mi convinse che i veri poeti sono quelli che ci rendono un pò più intelligenti non soltanto per osservare la realtà ma per parteciparvi attivamente. Un vero poeta non canta la rivoluzione, fa la rivoluzione cantando. Per rivoluzione non intendo solo l'azione politica: ci sono mille modi di farla, anche nei rapporti quotidiani, contro le incrostazioni del conformismo. Un vero poeta è una forza liberatrice».

Alcune delle sue opere restarono vietate perché materiale "pericoloso" sanzionato dalle leggi anti-terrorismo.
alberto negri - ilsole24ore

 

 

 

 

per nazim hikmet  

la prigione era un punto piccolo 

da cui si poteva evadere con la poesia

john berger

 

 

HIKMET   1    1A     2     2a

 

 

 

 

 

 

 

 

links

www.nazimhikmetpoetryfestival.org/index.php?id=3  -  annuale dal 2009 - omaggio a  Mahmoud Darwish  nel 2013

https://youtu.be/7GoQEH4VOKA   - il ritorno di nh

www.marxists.org/subject/art/literature/nazim

www.britannica.com/EBchecked/topic/265653/Nazim-Hikmet

http://en.wikipedia.org/wiki/Nazim_Hikmet

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2526&biografia=Nazim+Hikmet

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/parole-note  - poesia è pop - 2014

 

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