vladimir vladimirovič majakovskij maïakovski mayakovsky

Маяковский Владимир Владимирович

pagina tre

 

 

unilibro.it

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poesia.it/

 

 

il cinema è un atleta

se per voi il cinema è spettacolo    per me è quasi una concezione del mondo

 

intuizione profetica del poeta russo Vladimir Majakovskij,

grande amatore del linguaggio cinematografico il quale nel 1926 

così si esprimeva in un suo poema sul cinema:
ticino.com

 

 

Per voi il Cinema è spettacolo.
Per me è quasi una concezione del mondo.
Il Cinema è portatore di movimento.
Il Cinema svecchia la letteratura.
Il Cinema demolisce l'estetica.
Il Cinema è audacia.
Il Cinema è un atleta.
Il Cinema è diffusione di idee.
Ma il Cinema è malato.
Il capitalismo gli ha gettato negli occhi una manciata d'oro.
Abili imprenditori lo portano a spasso per le vie

tenendolo per mano.
Raccolgono denaro    commuovendo la gente

con meschini soggetti lacrimosi.
Questo deve aver fine.
Il Comunismo deve togliere il Cinema di mano agli speculatori.
Il futurismo deve far evaporare l'acqua stagnante

della lentezza e della morale.
Senza di questo avremo o il tip-tap d'importazione americana

o i soli "occhi con la lacrimuccia" dei vari Mozzuchin.
La prima cosa ci è venuta a noia.
La seconda ancora di più.

 

opere

www.tecalibri.info/M/MAJAKOVSKIJ-VV_OPE.htm

http://cronologia.leonardo.it/mondo24y.htm

en.wikipedia.org

 

klop - punaise - cimice - insetto

del 1929 è la cimice

violenta satira del filisteismo piccolo-borghese rispuntato  dopo la rivoluzione e insieme del mondo del futuro che sarà dominato secondo l'autore  da una tecnologia insopportabilmente fredda asettica.
delteatro.it


*

L'arte non dev'essere uno specchio

che riflette il mondo

ma un martello con cui scolpirlo

In una lettera a Lilja Brik del 19 marzo 1930 Majakovskij scriveva:
"Tre giorni fa c'è stata la prima del Bagno. Tranne qualche particolare mi è piaciuta; è il mio primo lavoro messo in scena a modo mio (...). Gli spettatori si sono divisi ridicolmente: gli uni dicono di non essersi mai annoiati tanto, gli altri di non essersi mai tanto divertiti...". Ma l'amico Ilinskij racconta: "Dopo lo spettacolo, che non fu accolto con molto calore dal pubblico (...),
solo, sull'antiporta dell'atrio, egli faceva passare tutto il pubblico accanto a sé, fissando direttamente negli occhi ogni spettatore che usciva da teatro".

arengario.it

POETA PROLETARIO
Gia’ nelle sue prima poesie vediamo delle cose che non erano mai esistite prima di lui. In Russia nessuno prima di Majakovskij aveva scritto con tanta forza espressiva e in maniera cosi’ fortemente metaforica.
Quando e’ scoppiata la rivoluzione, sembrava che nella vita tutto sarebbe cambiato e Majakovskij ha fatto proprie le idee della grande rivolta.
Tuttavia ben presto ha subito una grave delusione: la burocrazia, i modi piccoloborghesi, la mancanza di rispetto per l’individuo, insomma, tutte le cose detestate dal poeta erano ancora li’. Majakovskij ha deriso queste piaghe sociali nelle sue piece “La cimice” e “Il bagno” che, come e’ facile intuire, sono state giudicate come una calunnia contro la realta’ sovietica. Cio’ nonostante, dopo la sua morte il “poeta proletario” e’ stato praticamente canonizzato dal potere.
elena andrussenko - italian.ruvr.ru - 2013

 

 

mistero buffo   una satira aristofanesca della borghesia russa

La poesia di Majakòvskij dopo la rivoluzione cerca di sostituire all’egocentrismo futurista l'evocazione il rumore delle macchine e della folla urlante, e tenta di essere espressione della massa. Majakòvskij condenserà la rivoluzione in un’opera teatrale con il dramma Mistero buffo (1921), con la regia paradossale e grottesca di Mejerchol’d, e si cimenta inoltre in poemi a soggetto rivoluzionario e in altri che cantano la gioia del nuovo mondo sovietico, tra i quali si ricordano 150.000.000  - 1921 ...

Composizione teatrale futurista in tre atti e un prologo rappresentata per la prima volta nel 1918. Majakovskij è il massimo esponente del futurismo russo, sorto negli anni della rivoluzione e divenuto l'araldo del bolscevismo. Nel Mistero buffo, che il poeta chiama "rappresentazione epica e satirica della nostra epoca", prendono parte all'azione l'orbe terraqueo, l'arca di Noè, l'inferno e il paradiso; i protagonisti sono 14 uomini puliti, tra cui il Negus d'Abissinia, un ragià e i rappresentanti dei più civili popoli del mondo, e 14 uomini sporchi: uno spazzacamino, un autista, un minatore, ecc., i quali devono simboleggiare il proletariato mondiale. I protagonisti sono radunati al Polo Nord, unico punto abitabile del globo dopo un improvviso diluvio....    

italialibri.net  

 

teatro dario fo  -  links futurismo

 

Vogliamo che la parola esploda nel discorso come una mina

e urli come il dolore di una ferita e sghignazzi come un urrà di vittoria

1930 - vm

 

 

omaggio a majakovskij di pablo neruda
…sono amico appassionato delle discussioni letterarie.   la poesia è il mio elemento.    per quanto sia difficile parlare di m. senza discuterlo e per quanto il grande poeta volasse nella discussione (perché nel regno della poesia ci sono un po’ tutte le piume) come un’aquila in cielo voglio parlare di m. con amore e semplicità….   m. è il primo poeta che fa entrare il partito e il proletariato attivo nella poesia e fa di questi fattori alta materia poetica. questa è una rivoluzione trascendentale…. con ciò non voglio dire che l’apporto di m. non è dogmatico ma poetico.      m. fa circolare dentro la poesia i duri temi della lotta …e questi argomenti fioriscono nella sua parola si trasformano in armi prodigiose. in gigli rossi.   …ma m. ha un fuoco proprio che non può estinguersi… ho la sensazione che avesse ancora molto da dire creare e cantare.     m. è un poeta di una vitalità verbale che arriva all’insolenza. prodigiosamente dotato fa appello a tutti gli ardimenti a tutte le risorse del virtuoso. la sua poesia è un catalogo di immagini repentine che rimangono brillanti con tracce fosforescenti. la sua poesia è a tratti insultante. è un essere violento e dolce organicamente figlio e padre della sua poesia.   a ciò si aggiungono le sue capacità satiriche.   … m. continua ad essere per me un poeta impressionante come una torre. è impossibile non vederlo da qualsiasi parte della nostra terra. si distinguono la testa le mani e i pied di questo gigantesco ragazzo.      scrisse con tutto. con la testa con le mani col corpo. scrisse con intelligenza con saggezza di artigiano con violenza di soldato nella battaglia.      ..mi inchino davanti alla figura e alla poesia…   lui avrebbe cantato come nessun altro  

omaggio a m.  - pechino – agosto 1957    da   pablo neruda – per nascere son nato –  2004

 

"Amavo profondamente le prime poesie di Majakovskij. Sullo sfondo delle pagliacciate dell'epoca la sua serietà era grave, severa, dolente, era così insolita! Era una poesia magistralmente scolpita, altera, demoniaca e al tempo stesso terribilmente condannata, agonizzante, quasi implorante soccorso."

Boris Pasternak

unilibro.it

www.kirjasto.sci.fi/majakovs.htm

 

con pasternak

Lascia dei vuoti nella vita...
e mai non esitare a cancellare
interi blocchi, interi capitoli
della tua esistenza
e del tuo fato.


boris pasternak

 

In ogni cosa

ho voglia di arrivare
sino alla sostanza.
Nel lavoro cercando la mia strada
nel tumulto del cuore.
Sino all’essenza dei giorni passati
sino alla loro ragione
sino ai motivi, sino alle radici
sino al midollo.
Eternamente aggrappandomi al filo
dei destini   degli avvenimenti
sentire  amare  vivere  pensare
effettuare scoperte.

boris pasternak

 

 

la figlia di vladimir majakovskij   

patricia j. thompson 1926 

Yelena Vladimirovna Mayakovska

 

Professor Patricia Thompson daughter of the poet Vladimir Mayakovsky  received a medal

for distinguished service at the "Descendants of Famous Russians" conference in Moscow July 6-9, 2008.

The first-of-its-kind event was sponsored by the Russian State Department.

 

 

ce que je regrette  c'est que mon père  après sa mort

ait été dévoré par le mythe Maïakovski.

on en oublie l'homme.

 

 

Vous signez aussi Elena Vladimirovna Maïakovskia. Y a-t-il eu une reconnaissance officielle ?

J.Thompson : Pas vraiment, mais personne ne me conteste ce droit et je n'use de ce nom  qu'auprès des Russes, des Géorgiens, des Arméniens... et dans le milieu intellectuel.  En Amérique, je reste Pat.
Avez-vous rencontré votre père ?
Patricia J.Thompson : Je suis née en août 1926 et mon père, son visa de correspondant de presse étant expiré, avait dû quitter l'Amérique. Ma mère a connu à son tour des problèmes similaires. Elle était une immigrée, et sa situation n'était pas régularisée. En attendant un visa, très difficile à obtenir, surtout avec un enfant, elle devait partir. Son passeport lui permettait de venir en France, alors nous sommes venues à Nice. Et il se trouve qu'à ce moment Maïakovski était à Paris. Il avait adressé une lettre à ma mère à New York, mais nous n'y étions plus. Un miraculeux hasard a permis qu'il
apprenne, par quelqu'un qui nous avait rencontrées à Nice, où nous nous trouvions. Il est arrivé tout de suite à la grande émotion de ma mère. Moi, j'avais trois ans. J'ai de lui le souvenir de ses longues jambes et des nombreux cadeaux reçus. Harcelé par les télégrammes de Lily Brik, il n'a pu rester longtemps. L'amour était toujours aussi ardent, bien qu'ils n'aient pu même s'écrire : la censure et Lily Brik qui veillait. Mais la situation était inextricable. La Russie nous était inaccessible comme à lui l'Amérique, et il y avait mon avenir à préserver. Les adieux furent douloureux. Nous étions en 1929 et Maïakovski s'est suicidé en 1930. Ma mère l'a appris par les journaux, elle a beaucoup souffert, je la voyais pleurer. Mais c'était une femme courageuse et d'esprit libre, elle pensait que la fidélité n'exige pas une vie refermée sur elle-même. Elle s'est remariée avec un enseignant qui m'a élevée comme si j'étais sa fille. Notre situation s'est améliorée. Ma mère a repris ses études et a pu enseigner elle aussi.

Votre activité civique, vos livres sont ceux d'une féministe.
Oui, mais précisons qu'il y a des féministes qui font beaucoup de tort aux femmes. Je ne suis pas radicale, je suis une réformiste. Il faut avant toute chose faire évoluer les mentalités, éduquer, apprendre à concilier dans un équilibre harmonieux la vie privée et la vie publique. C'est le sens de mon enseignement.

1999 -  raymonde temkine - regards.fr     brooklynpubliclibrary.org 

 

 

Elle est unique la fille de Maïakovski
... Lili Brik (sour d’Elsa Triolet et compagne officielle du poète, NDLR), Patricia J. Thompson ne la porte pas dans son cour. Ma foi, elle a ses raisons. Elle voit en elle une aventurière qui réclamait sans cesse de l’argent à Maïakovski. " Et puis, note-t-elle avec malice, elle a plus tard épousé un général du KGB.     

" Avant sa fin, pourtant, Lili Brik entreprit des recherches. " Pourquoi, je me le demande. Et pourquoi pas plus tôt, quand elle aurait pu nous aider, surtout ma mère, qui luttait pour m’éduquer dans un pays où nous étions de nouveaux venus. "
Sur le suicide de Maïakovski, Patricia J. Thompson a une version intéressante. Pour elle, un homme de cette trempe ne pouvait mettre fin à ses jours pour une histoire sentimentale.

 

De son père, Patricia J. Thompson se rappelle une ombre immense penchée sur elle,

qui n’avait que trois ans, à Nice, quand il vint retrouver sa mère en coup de vent. Depuis, grâce à  Gorbatchev, la " bâtarde " d’Amérique a sa place dans le musée Maïakovski de Moscou où de vieilles  femmes bouleversées ont salué sa visite.

Lili Brik (soeur d’Elsa Triolet et compagne officielle du poète, NDLR), Patricia J. Thompson ne la porte pas dans son cour. Ma foi, elle a ses raisons. Elle voit en elle une aventurière qui réclamait sans cesse de l’argent à Maïakovski. " Et puis, note-t-elle avec malice, elle a plus tard épousé un général du KGB. " Avant sa fin, pourtant, Lili Brik entreprit des recherches. " Pourquoi, je me le demande. Et pourquoi pas plus tôt, quand elle aurait pu nous aider, surtout ma mère, qui luttait pour m’éduquer dans un pays où nous étions de nouveaux venus. " 

humanite.fr   JP  Leonardini

 

Maïakovski reste aujourd'hui une des figures tragiques de ce siècle. Poète, propagandiste infatigable, dessinateur d'affiches, il a servi la révolution toute sa vie! Le 7 juillet 2003 les amateurs de son œuvre se sont rendus comme chaque année, a son musée. Les moscovites ont salué, émus, la visite de Patricia J. Thompson, la fille de Vladimir Maïakovski, à Moscou !
Patricia J. Thompson, grande comme son père, simple et chaleureuse, est la fille, longtemps vouée à la non-existence, de Maïakovski. Elle vit à New York, où elle est née en 1926 ...

russie.net   -   france-cei.com

 

Elly Jones - Elizabeth Petrovna Siebert  -  Elisavetta Zibert.

New York 1925. Vladimir Vladimirovitch Maïakovski rencontre à Manhattan, émigrée russe Elly Jones, née Elisavetta Zibert. Ils se promenaient sur le pont de Brooklyn, à Broadway.
Ils s'aimaient dans une chambre de Manhattan. Mais cette passion partagée ne dure que trois mois.
Vladimir Maïakovski doit quitter les Etats-Unis. Harcelé par les télégrammes de Lily Brik, il n'a pu rester longtemps. L'amour était toujours aussi ardent, bien qu'ils n'aient pu même s'écrire': la censure et Lily Brik qui veillait..
Le coup de foudre entre le grand poète soviétique et une belle traductrice Russe, porte ses fruits. Vladimir Maïakovski a eu une fille en Amérique. Patricia J. Thompson.

russie.net

 


Patricia J. Thompson Yelena V. Mayakovsky
was Professor of Education and Women’s Studies at Lehman College of the City University of New York. author of Bringing Feminism Home; Mayakovsky in Manhattan; Mayakovsky: Phantom Father; and edited Environmental Education for the 21st Century - Peter Lang, 1997. Her articles on Hestian Feminism have appeared in German, Finnish, Greek and Japanese publications. Her articles have appeared in English in Themis, Hypatia, and Philosophy in the Contemporary World.

commerce.peterlangusa.com

amazon.de   

CURRICULUM VITAE  

 

 

Tower Award

2004 october 26

I love my father. I love the Russian people.

I am honored to receive this award  

www.lehman.cuny.edu     

 

 

Non sto semplicemente dicendo di essere la figlia di Majakovskij -  posso provarlo con tutti i documenti

87 anni - professore emerito - 22 libri pubblicati
Non sto raccogliendo materiale su Majakovskij bensì documenti sulla vita di mia madre - la mia e quella di mio figlio. Ho intenzione di darli al Museo di Stato Majakovskij di Mosca.
Come e quando si conobbero per la prima volta sua madre e Majakovskij?
Majakovskij venne in America nel 1925 e solo per tre mesi. Mia madre Elly Jones era una donna molto bella, era una modella. Majakovskij e mia madre ebbero una relazione davvero molto intensa e appassionata, e non solo fisica, ma anche intellettuale. Lei gli traduceva i poeti tedeschi, avevano molto in comune, ma Majakovskij era un sostenitore della Rivoluzione, mentre mia madre era figlia di un capitalista. Io sono nata nel 1926. Quando era ancora in Russia, mia madre si sposò con un uomo di nome George Jones, che la aiutò a uscire dal Paese. Il resto della sua famiglia fu costretta a rimanere in Russia in condizioni davvero difficili. Jones sapeva che non ero sua figlia, ma fu così gentile da darmi anche il suo nome. Non potevamo rivelare pubblicamente chi eravamo, perché altrimenti avremmo potuto correre dei grossi rischi, quindi mantenemmo il silenzio. E ora, come vede, non sto solo dicendo che sono la figlia di Majakovskij, ma lo sto dimostrando, con tutti questi documenti. In una sua lettera, dice: “Per le mie due Elly, voglio venire a trovarvi...”. È la sua calligrafia, è stata pubblicata in molte riviste.
qual è il suo ultimo lavoro ?
Questi sono i miei ultimi libri, in cui spiego la mia filosofia di vita, si chiamano “The Hestia Trilogy” (La trilogia di Estia), in onore della dea greca della famiglia. Degli oltre venti libri che ho scritto, questi sono quelli di cui mi sento più orgogliosa.
Ha viaggiato spesso in Russia?
Avrò visitato la Russia circa una decina di volte. Ho sparso le ceneri di mia madre sulla tomba di Majakovskij. Qualche anno fa sono stata invitata in Russia dal ministro degli Affari Esteri, Sergei Lavrov, assieme ad altri discendenti di personaggi celebri russi, per essere insignita dell’ordine di Lomonosov, con il nome di Elena Vladimirovna Majakovskaja. Spero di essere sepolta in Russia.

Quando e come sua madre le ha detto chi era suo padre?
L’ho sempre saputo. C'erano sempre libri su Majakovskij in giro per casa. Mia madre non mi ha mai mentito, come non ha mai mentito ai suoi mariti.
Qual è la sua poesia preferita di Majakovskij?
Se volete
sarò rabbioso a furia di carne
come il cielo mutando i toni
se volete
sarò tenero in modo inappuntabile
non uomo
   ma nuvola in calzoni !
Sono davvero dispiaciuta che l’America non sia un Paese amante della poesia. Che cosa guardiamo? America’s Got Talent …
ksenia grubstein - russiaoggi.it - 2013

 

On the November 4, Russia celebrates the Day of National Unity, the day which is supposed to heal the wounds caused by the great split of the country - the split caused by the 1917 Russian Revolution. As a result of this catastrophe many Russians found refuge abroad. Others devoted their talent to a new, Soviet Russia. One of them was the great Russian poet Vladimir Mayakovsky. Were talking today with his daughter, born in the U.S., Patricia Thompson.

http://youtu.be/QRj9oE9fBrw  - 2008

 

 

How wonderful to sit in my father's office with my son -- his grandson -- to sit in his chair, and to touch his desk, even though its assortment of artist's and writer's tools are under glass.     I saw it all through a curtain of tears. I felt his presence through these few material remains.    My feelings were overwhelming   ...
As a daughter I owe him that -- to speak as I felt at that moment.    When people ask me which Mayakovsky poem I  like best I offer my English translation of just a few lines of "Oblahk U. Stanakh"

 

If you like, I'll be furious flesh elemental
Or changing to tones that the sunset arouses
If you like I'll be extremely gentle
Not a man but a cloud in trousers.
I am a stormcloud in a skirt  !

 

Russian President Vladimir Putin received copies of "Mayakovsky in Manhattan" in Russian and English from Dr. Thompson on opening night of the RUSSIA  ! exhibit at the Guggenheim Museum in New York  - October 2005.    Dr. Thompson discussed Mayakovsky's New York poems at the Brooklyn Public Library  - April 2005   and she accepted the Tower Award in her father's memory at the Russian American Cultural Festival in New York City  in  November 2004 .   

mayakovskya.com - 2005

AMERICA
QUANDO SI DICE "America", si pensa a New York, agli zii d'America, ai mustang, ai Coolidge e agli altri accessori degli Stati Uniti del Nord America.
È strano, ma vero.
È strano, perché di Americhe ce ne sono tre: Settentrionale, Centrale e Meridionale.
Gli U.S.N.A. non occupano neppure tutta l'America Settentrionale e - guarda un po' - hanno confiscato, usurpato e arrogato a sé il nome di tutte le Americhe.
È vero, perché gli Stati Uniti si sono attribuiti il diritto di chiamarsi America con la forza, le dreadnoughts e i dollari, terrorizzando le vicine repubbliche e colonie.
Nei soli tre mesi del mio breve soggiorno gli americani hanno brandito il pugno di ferro sotto il naso dei messicani, colpevoli di aver progettato la nazionalizzazione del loro inalienabile sottosuolo; hanno sguinzagliato battaglioni a sostegno di un certo governo abbattuto dal popolo venezuelano; hanno lasciato intendere inequivocabilmente all'Inghilterra che se non paga i debiti, potrebbe scricchiolare il granaio canadese; con i francesi hanno fatto la stessa cosa e, alla vigilia della conferenza sul rimborso dei debiti da essi contratti, prima hanno inviato i loro piloti in Marocco per aiutare i francesi, poi li hanno richiamati per considerazioni umanitarie, diventando improvvisamente filomarocchini.
Tradotto in russo tutto ciò significa: tira fuori i soldi e avrai i piloti.
Lo sapevano tutti che America e U.S.N.A. sono la stessa cosa, ma Coolidge ha ufficializzato l'affare con uno dei suoi ultimi decreti, definendo se stesso e solo se stesso americano. Non sono servite a nulla le urla di protesta di parecchie decine di repubbliche e persino degli altri Stati Uniti che formano l'America (per esempio gli Stati Uniti del Messico).
La parola "America" è dunque definitivamente annessa.
Cosa si nasconde dietro quella parola?
Che cos'è l'America, cosa sono la nazione americana, lo spirito americano?
Io ho visto l'America solo dal finestrino del treno.

Ma non è poco per un paese come l'America, che è attraversato in lungo e in largo da linee ferroviarie disposte in fila per quattro, per dieci, per quindici. E dietro queste linee altre linee, oblique, di altre compagnie ferroviarie. Non esiste un orario unico, poiché lo scopo principale di queste linee non è il soddisfacimento degli interessi dei passeggeri, ma il dollaro, la concorrenza con l'industriale vicino.
Perciò, quando acquisti un biglietto in una stazione di una grande città, tu non sei affatto sicuro che questo sia il mezzo più rapido, economico e comodo di collegamento fra le città che t'interessano. Tanto più che tutti i treni sono insieme espressi, diretti e rapidi.
Un treno impiega trentadue ore da Chicago a New York, un altro ventiquattro, un altro ancora venti. Eppure si chiamano tutti espressi.
Sugli espressi i viaggiatori infilano il biglietto dietro la fascia del cappello. È più comodo. Non bisogna cercarlo nervosamente all'arrivo del controllore, che con il solito gesto tende la mano al cappello e si stupisce oltremodo se non vi trova il titolo di viaggio. Se prendi il vagone letto, che in America è molto rinomato essendo a parere unanime il più confortevole e comodo, tutti i tuoi principi organizzativi saranno sconvolti in due riprese, al mattino e alla sera, da un tramestio stupido e assurdo. Alle nove di sera cominciano a smontare il vagone diurno, tirano giù le tavole ribaltabili, sistemano il letto, fissano le aste di ferro, infilano gli anelli delle tendine, incastrano le barriere di ferro con grande frastuono. Tutte queste calcolate manovre si effettuano con il treno in marcia e alla fine, lungo il vagone, si ricavano dall'uno e dall'altro lato venti cuccette disposte su due piani e chiuse da apposite tendine. Al centro resta uno stretto passaggio, anzi una vera e propria fessura.
Per poter passare durante la sistemazione dei letti, occorre compiere autentici giochi di prestigio con i posteriori di due inservienti negri infilati fino al collo nelle cuccette abbassate.
Ne giri uno, lo fai ritrarre fin quasi nella piattaforma del vagone (in due è impossibile passare, specialmente se in mezzo c'è pure la scaletta per salire al secondo piano), cambi posto con lui e finalmente rientri di nuovo nel vagone. Spogliandoti trattieni trepidante le tendine che vorrebbero aprirsi, onde evitare esclamazioni indignate di organizzatrici sessantenni di qualche associazione di giovani cristiane, che si stanno svestendo nella cuccetta di fronte.
Durante le operazioni ti dimentichi di ritrarre completamente i piedi nudi che sporgono dalla tendina e il negro ti passa dondolando sui calli con i suoi cinque pud di peso, accompagnato dalle tue maledizioni. Alle nove del mattino comincia il baccanale dello smontaggio, per riportare il vagone al suo "aspetto diurno".

tecalibri.altervista.org

 

 

mayakovsky   in new york

 

 

new york you take a train that rips through versts.
it feels as if the trains were running over your ears.
for many hours the train flies along the banks
of the hudson about two feet from the water.
at the stops,
passengers run out, buy up bunches of celery,
and run back in, chewing the stalks as they go.
bridges leap over the train with
increasing frequency.
at each stop an additional story grows
onto the roofs. finally houses with squares
and dots of windows rise up. no matter how far
you throw back your head, there are no tops.
time and again, the telegraph poles are made
of wood. maybe it only seems that way.
in the narrow canyons between the buildings,
a sort of adventurer-wind howls and runs away
along the versts of the ten avenues. below
flows a solid human mass. only their yellow
waterproof slickers hiss like samovars and blaze.
the construction rises and with it the crane, as if
the building were being lifted up off the ground
by its pigtail. it is hard to take it seriously.
the buildings are glowing with electricity;
their evenly cut-out windows are like a stencil.
under awnings the papers lie in heaps,
delivered by trucks. it is impossible
to tear oneself away from this spectacle.
at midnight those leaving the theaters
drink a last soda.
puddles of rain stand cooling. poor people scavenge
bones. in all directions is a labyrinth of trains
suffocated by vaults. there is no hope, your eyes
are not accustomed to seeing such things.
they are starting to evolve an american gait out
of the cautious steps of the indians
on the paths of empty  
manhattan.

maybe it only seems that way.

 

theatlantic.com

plagiarist.com

 

lettera a tat'jana jakovleva

 

...

tu sola

sei al mio pari

mettiti a fianco a me

ciglio con ciglio

e lascia

che di questa tanto solenne sera

io possa raccontare

in modo umano...
non stare tanto a pensare
col tuo semplicemente
socchiudere le ciglia raddrizzate
vieni qui
vieni all'incrocio
delle mie grandi
e rudi braccia.
non vuoi ?
restaci allora e sverna
e questo affronto
mettiamolo nel conto.
non me ne importa
un giorno
ti prenderò
- te sola -
o con tutta parigi

15 ottobre-3 dicembre 1928

a piena voce - poesie e poemi

trad g. giudici

 

A Letter to Tatiana Yakovleva

inglese

 

 

 

ELSA TRIOLET  -  FUTURISMO  -  LILJA BRIK  -  BIO  -  SUICIDIO

 PATRICIA THOMPSON  -  CINEMA  -  TEATRO  -  NERUDA  -  TAT'JANA   &  ALTRO

 

MAJAKOVSKIJ     WELCOME     UNO     UNO a     DUE    TRE     QUATTRO     CINQUE

 

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