vladimir vladimirovič majakovskij maïakovski mayakovsky

Маяковский Владимир Владимирович

pagina tre

 

 

www.unilibro.it/

 

www.friends-partners.org/friends/index.html

 

www.poesia.it/

 

 

il cinema è un atleta

se per voi il cinema è spettacolo    per me è quasi una concezione del mondo

intuizione profetica del poeta russo Vladimir Majakowskij, grande amatore del linguaggio cinematografico, il quale, nel 1926, 

così si esprimeva in un suo poema sul cinema:
www.ticino.com

 

Per voi il Cinema è spettacolo.
Per me è quasi una concezione del mondo.
Il Cinema è portatore di movimento.
Il Cinema svecchia la letteratura.
Il Cinema demolisce l'estetica.
Il Cinema è audacia.
Il Cinema è un atleta.
Il Cinema è diffusione di idee.
Ma il Cinema è malato.
Il capitalismo gli ha gettato negli occhi una manciata d'oro.
Abili imprenditori lo portano a spasso per le vie

tenendolo per mano.
Raccolgono denaro    commuovendo la gente

con meschini soggetti lacrimosi.
Questo deve aver fine.
Il Comunismo deve togliere il Cinema di mano agli speculatori.
Il futurismo deve far evaporare l'acqua stagnante

della lentezza e della morale.
Senza di questo avremo o il tip-tap d'importazione americana

o i soli "occhi con la lacrimuccia" dei vari Mozzuchin.
La prima cosa ci è venuta a noia.
La seconda ancora di più.

opere

www.tecalibri.info/M/MAJAKOVSKIJ-VV_OPE.htm

http://cronologia.leonardo.it/mondo24y.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Vladimirovi%C4%8D_Majakovskij#Opere

 

klop - punaise - cimice - (insetto)

del 1929 è la cimice , violenta satira del filisteismo piccolo-borghese rispuntato dopo la rivoluzione e insieme del mondo del futuro, che sarà dominato secondo l'autore da una tecnologia insopportabilmente fredda, asettica.
delteatro.it

 

come state?

il modo di vivere quieto e banale dei benpensanti.
http://www.radio.rai.it/

In una lettera a Lilja Brik del 19 marzo 1930 Majakovskij scriveva:
"Tre giorni fa c'è stata la prima del Bagno. Tranne qualche particolare mi è piaciuta; è il mio primo lavoro messo in scena a modo mio (...). Gli spettatori si sono divisi ridicolmente: gli uni dicono di non essersi mai annoiati tanto, gli altri di non essersi mai tanto divertiti...". Ma l'amico Ilinskij racconta: "Dopo lo spettacolo, che non fu accolto con molto calore dal pubblico (...),
solo, sull'antiporta dell'atrio, egli faceva passare tutto il pubblico accanto a sé, fissando direttamente negli occhi ogni spettatore che usciva da teatro".
www.arengario.it/

 

 

 

 

mistero buffo   una satira aristofanesca della borghesia russa

La poesia di Majakòvskij dopo la rivoluzione cerca di sostituire all’egocentrismo futurista l'evocazione il rumore delle macchine e della folla urlante, e tenta di essere espressione della massa. Majakòvskij condenserà la rivoluzione in un’opera teatrale con il dramma Mistero buffo (1921), con la regia paradossale e grottesca di Mejerchol’d, e si cimenta inoltre in poemi a soggetto rivoluzionario e in altri che cantano la gioia del nuovo mondo sovietico, tra i quali si ricordano 150.000.000 (1921).....

Composizione teatrale futurista in tre atti e un prologo rappresentata per la prima volta nel 1918. Majakovskij è il massimo esponente del futurismo russo, sorto negli anni della rivoluzione e divenuto l'araldo del bolscevismo. Nel Mistero buffo, che il poeta chiama "rappresentazione epica e satirica della nostra epoca", prendono parte all'azione l'orbe terraqueo, l'arca di Noè, l'inferno e il paradiso; i protagonisti sono 14 uomini puliti, tra cui il Negus d'Abissinia, un ragià e i rappresentanti dei più civili popoli del mondo, e 14 uomini sporchi: uno spazzacamino, un autista, un minatore, ecc., i quali devono simboleggiare il proletariato mondiale. I protagonisti sono radunati al Polo Nord, unico punto abitabile del globo dopo un improvviso diluvio....    

http://www.italialibri.net/opere/misterobuffo.html      

 teatro dario fo  -  links futurismo

 

 

 

 

 

 

 

omaggio a majakovskij di pablo neruda
…sono amico appassionato delle discussioni letterarie.   la poesia è il mio elemento.    per quanto sia difficile parlare di m. senza discuterlo e per quanto il grande poeta volasse nella discussione (perché nel regno della poesia ci sono un po’ tutte le piume) come un’aquila in cielo voglio parlare di m. con amore e semplicità….   m. è il primo poeta che fa entrare il partito e il proletariato attivo nella poesia e fa di questi fattori alta materia poetica. questa è una rivoluzione trascendentale…. con ciò non voglio dire che l’apporto di m. non è dogmatico ma poetico.      m. fa circolare dentro la poesia i duri temi della lotta …e questi argomenti fioriscono nella sua parola si trasformano in armi prodigiose. in gigli rossi.   …ma m. ha un fuoco proprio che non può estinguersi… ho la sensazione che avesse ancora molto da dire creare e cantare.     m. è un poeta di una vitalità verbale che arriva all’insolenza. prodigiosamente dotato fa appello a tutti gli ardimenti a tutte le risorse del virtuoso. la sua poesia è un catalogo di immagini repentine che rimangono brillanti con tracce fosforescenti. la sua poesia è a tratti insultante. è un essere violento e dolce organicamente figlio e padre della sua poesia.   a ciò si aggiungono le sue capacità satiriche.   … m. continua ad essere per me un poeta impressionante come una torre. è impossibile non vederlo da qualsiasi parte della nostra terra. si distinguono la testa le mani e i pied di questo gigantesco ragazzo.      scrisse con tutto. con la testa con le mani col corpo. scrisse con intelligenza con saggezza di artigiano con violenza di soldato nella battaglia.      ..mi inchino davanti alla figura e alla poesia…   lui avrebbe cantato come nessun altro…         

omaggio a m.  - pechino – agosto 1957             da   pablo neruda – per nascere son nato – guanda 2004

 

 

 

"Amavo profondamente le prime poesie di Majakovskij. Sullo sfondo delle pagliacciate dell'epoca la sua serietà era grave, severa, dolente, era così insolita! Era una poesia magistralmente scolpita, altera, demoniaca e al tempo stesso terribilmente condannata, agonizzante, quasi implorante soccorso."

Boris Pasternak

 

www.unilibro.it

http://maruska.dyndns.org

con pasternak

 

 

università cattolica

di milano

 

letteratura e cultura russa

 

 www.unicattolica.it    ricerca

www.kirjasto.sci.fi/majakovs.htm

 

 

 

 

 

la figlia di vladimir majakowskij   

patricia j. thompson 1926 

Yelena Vladimirovna Mayakovska

 

 

ce que je regrette,  c'est que mon père,  après sa mort,

ait été dévoré par le mythe Maïakovski.

on en oublie l'homme.

 

Vous signez aussi Elena Vladimirovna Maïakovskia. Y a-t-il eu une reconnaissance officielle ?
Patricia J.Thompson : Pas vraiment, mais personne ne me conteste ce droit et je n'use de ce nom 
qu'auprès des Russes, des Géorgiens, des Arméniens... et dans le milieu intellectuel.  En Amérique, je reste Pat.
Avez-vous rencontré votre père ?
Patricia J.Thompson : Je suis née en août 1926 et mon père, son visa de correspondant de presse étant expiré, avait dû quitter l'Amérique. Ma mère a connu à son tour des problèmes similaires. Elle était une immigrée, et sa situation n'était pas régularisée. En attendant un visa, très difficile à obtenir, surtout avec un enfant, elle devait partir. Son passeport lui permettait de venir en France, alors nous sommes venues à Nice. Et il se trouve qu'à ce moment Maïakovski était à Paris. Il avait adressé une lettre à ma mère à New York, mais nous n'y étions plus. Un miraculeux hasard a permis qu'il
apprenne, par quelqu'un qui nous avait rencontrées à Nice, où nous nous trouvions. Il est arrivé tout de suite à la grande émotion de ma mère. Moi, j'avais trois ans. J'ai de lui le souvenir de ses longues jambes et des nombreux cadeaux reçus. Harcelé par les télégrammes de Lily Brik, il n'a pu rester longtemps. L'amour était toujours aussi ardent, bien qu'ils n'aient pu même s'écrire : la censure et Lily Brik qui veillait. Mais la situation était inextricable. La Russie nous était inaccessible comme à lui l'Amérique, et il y avait mon avenir à préserver. Les adieux furent douloureux. Nous étions en 1929 et Maïakovski s'est suicidé en 1930. Ma mère l'a appris par les journaux, elle a beaucoup souffert, je la voyais pleurer. Mais c'était une femme courageuse et d'esprit libre, elle pensait que la fidélité n'exige pas une vie refermée sur elle-même. Elle s'est remariée avec un enseignant qui m'a élevée comme si j'étais sa fille. Notre situation s'est améliorée. Ma mère a repris ses études et a pu enseigner elle aussi.

Votre activité civique, vos livres sont ceux d'une féministe.
Oui, mais précisons qu'il y a des féministes qui font beaucoup de tort aux femmes. Je ne suis pas radicale, je suis une réformiste. Il faut avant toute chose faire évoluer les mentalités, éduquer, apprendre à concilier dans un équilibre harmonieux la vie privée et la vie publique. C'est le sens de mon enseignement.

http://www.regards.fr/archives/1999/199904/199904cre10.html      http://www.brooklynpubliclibrary.org 

 

 

Elle est unique la fille de Maïakovski
... Lili Brik (sour d’Elsa Triolet et compagne officielle du poète, NDLR), Patricia J. Thompson ne la porte pas dans son cour. Ma foi, elle a ses raisons. Elle voit en elle une aventurière qui réclamait sans cesse de l’argent à Maïakovski. " Et puis, note-t-elle avec malice, elle a plus tard épousé un général du KGB. " Avant sa fin, pourtant, Lili Brik entreprit des recherches. " Pourquoi, je me le demande. Et pourquoi pas plus tôt, quand elle aurait pu nous aider, surtout ma mère, qui luttait pour m’éduquer dans un pays où nous étions de nouveaux venus. "
...Sur le suicide de Maïakovski, Patricia J. Thompson a une version intéressante. Pour elle, un homme de cette trempe ne pouvait mettre fin à ses jours pour une histoire sentimentale. "

 

De son père, Patricia J. Thompson se rappelle une ombre immense penchée sur elle,

qui n’avait que trois ans, à Nice, quand il vint retrouver sa mère en coup de vent. Depuis, grâce à  Gorbatchev, la " bâtarde " d’Amérique a sa place dans le musée Maïakovski de Moscou où de vieilles  femmes bouleversées ont salué sa visite.

Lili Brik (soeur d’Elsa Triolet et compagne officielle du poète, NDLR), Patricia J. Thompson ne la porte pas dans son cour. Ma foi, elle a ses raisons. Elle voit en elle une aventurière qui réclamait sans cesse de l’argent à Maïakovski. " Et puis, note-t-elle avec malice, elle a plus tard épousé un général du KGB. " Avant sa fin, pourtant, Lili Brik entreprit des recherches. " Pourquoi, je me le demande. Et pourquoi pas plus tôt, quand elle aurait pu nous aider, surtout ma mère, qui luttait pour m’éduquer dans un pays où nous étions de nouveaux venus. " 

humanite.fr   JP  Leonardini -

 

Maïakovski reste aujourd'hui une des figures tragiques de ce siècle. Poète, propagandiste infatigable, dessinateur d'affiches, il a servi la révolution toute sa vie! Le 7 juillet 2003 les amateurs de son œuvre se sont rendus comme chaque année, a son musée. Les moscovites ont salué, émus, la visite de Patricia J. Thompson, la fille de Vladimir Maïakovski, à Moscou!
Patricia J. Thompson, grande comme son père, simple et chaleureuse, est la fille, longtemps vouée à la non-existence, de Maïakovski. Elle vit à New York, où elle est née en 1926...

www.russie.net       www.france-cei.com   

 

Elly Jones - Elizabeth Petrovna Siebert  -  Elisavetta Zibert.

New York 1925. Vladimir Vladimirovitch Maïakovski rencontre à Manhattan, émigrée russe Elly Jones, née Elisavetta Zibert. Ils se promenaient sur le pont de Brooklyn, à Broadway.
Ils s'aimaient dans une chambre de Manhattan. Mais cette passion partagée ne dure que trois mois.
Vladimir Maïakovski doit quitter les Etats-Unis. Harcelé par les télégrammes de Lily Brik, il n'a pu rester longtemps. L'amour était toujours aussi ardent, bien qu'ils n'aient pu même s'écrire': la censure et Lily Brik qui veillait..
Le coup de foudre entre le grand poète soviétique et une belle traductrice Russe, porte ses fruits. Vladimir Maïakovski a eu une fille en Amérique. Patricia J. Thompson.

      www.russie.net

 


Patricia J. Thompson (Yelena V. Mayakovsky)
is Professor of Education and Women’s Studies at Lehman College of the City University of New York. She is the author of Bringing Feminism Home; Mayakovsky in Manhattan; Mayakovsky: Phantom Father; and edited Environmental Education for the 21st Century (Peter Lang, 1997). Her articles on Hestian Feminism have appeared in German, Finnish, Greek and Japanese publications. Her articles have appeared in English in Themis, Hypatia, and Philosophy in the Contemporary World.

http://commerce.peterlangusa.com/       www.amazon.de       www.dealoz.com/author_Patricia_J._Thompson.htm

 

Patricia J. Thompson Professor, Specialized Services in Education

who is also Yelena Vladimirovna Mayakovskya, daughter of the famous Russian poet Vladimir Mayakovsky 
Tower Award

I love my father. I love the Russian people.

I am honored to receive this award  

http://www.lehman.cuny.edu/     

 

 

How wonderful to sit in my father's office with my son -- his grandson -- to sit in his chair, and to touch his desk, even though its assortment of artist's and writer's tools are under glass. I saw it all through a curtain of tears. I felt his presence through these few material remains. My feelings were overwhelming...
As a daughter, I owe him that -- to speak as I felt at that moment. When people ask me which Mayakovsky poem I "like best I offer my English translation of just a few lines of "Oblahk U. Stanakh":

 

 

If you like, I'll be furious flesh elemental,
Or changing to tones that the sunset arouses,
If you like, I'll be extremely gentle,
Not a man, but a cloud in trousers.
I am a stormcloud in a skirt!

 

Russian President Vladimir Putin received copies of "Mayakovsky in Manhattan" (in Russian and English) from Dr. Thompson on opening night of the RUSSIA! exhibit at the Guggenheim Museum in New York (October 2005). Dr. Thompson discussed Mayakovsky's New York poems at the Brooklyn Public Library (April 2005), and she accepted the Tower Award in her father's memory at the Russian American Cultural Festival in New York City (November 2004).   www.mayakovskya.com      2005

 

 

 

mayakovsky

in new york

 

 

 

new york  you take a train that rips through versts.

it feels as if the trains were running over your ears.

for many hours the train flies along the banks

of the hudson about two feet from the water.

at the stops,

passengers run out, buy up bunches of celery,

and run back in, chewing the stalks as they go.

bridges leap over the train with

increasing frequency.

at each stop an additional story grows

onto the roofs. finally houses with squares

and dots of windows rise up. no matter how far

you throw back your head, there are no tops.

time and again, the telegraph poles are made

of wood. maybe it only seems that way.

in the narrow canyons between the buildings, a sort

of adventurer-wind howls and runs away

along the versts of the ten avenues. below

flows a solid human mass. only their yellow

waterproof slickers hiss like samovars and blaze.

the construction rises and with it the crane, as if

the building were being lifted up off the ground

by its pigtail. it is hard to take it seriously.

the buildings are glowing with electricity;

their evenly

cut-out windows are like a stencil. under awnings

the papers lie in heaps, delivered by trucks.

it is impossible to tear oneself away

from this spectacle.

at midnight those leaving the theaters drink

a last soda.

puddles of rain stand cooling. poor people scavenge

bones. in all directions is a labyrinth of trains

suffocated by vaults. there is no hope, your eyes

are not accustomed to seeing such things.

they are starting to evolve an american gait out

of the cautious steps of the indians

on the paths of empty

manhattan. maybe it only seems that way.

 

 

 

www.theatlantic.com/      

 http://www.plagiarist.com/

lettera a tat'jana jakovleva

 

...

tu sola

sei al mio pari

mettiti a fianco a me

ciglio con ciglio

e lascia

che di questa tanto solenne sera

io possa raccontare

in modo umano...
non stare tanto a pensare
col tuo semplicemente
socchiudere le ciglia raddrizzate
vieni qui
vieni all'incrocio
delle mie grandi
e rudi braccia.
non vuoi ?
restaci allora e sverna
e questo affronto
mettiamolo nel conto.
non me ne importa
un giorno
ti prenderò
- te sola -
o con tutta parigi

15 ottobre-3 dicembre 1928 - a piena voce - poesie e poemi

 

   A Letter to Tatiana Yakovleva  

inglese

 

 

 

 

2002

gelosa di majakovskij

 barbara alberti

*

 

Sconfinando .  Fortezza Firmafede Sarzana – 2009

l’autrice legge alcune parti del libro

RAI MOSAICO EDUCATIONAL

  vladimir majakovskij

programmi su richiesta

http://www.mosaico.rai.it/

 




  PAGINE   1 - 5   DISEGNI_-  ELSA TRIOLET  -  FUTURISMO  -  LILJA BRIK  -  BIO  -  SUICIDIO

 PATRICIA THOMPSON  -  CINEMA  -  TEATRO  -  OMAGGIO DI NERUDA  -  TAT'JANA   & ALTRO

 

MAJAKOVSKIJ     WELCOME     UNO     UNO a     DUE     TRE     QUATTRO     CINQUE

 

 

 

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