vladimir vladimirovič majakovskij maïakovski mayakovsky

Маяковский Владимир Владимирович

pagina 5

 

 

 

 

instead of a letter

in luogo di una lettera 

 

 

lilička ! 

 

un fumo di tabacco ha divorato l' aria
la stanza e' un capitolo dell'inferno di krucennych.
ricordati
proprio a questa finestra per la prima volta
estasiato accarezzavo le tue mani.
eccoti oggi seduta
il cuore chiuso dentro una corazza.
ancora un giorno e poi mi scaccerai
magari anche imprecando alle mie spalle.
nella buia anticamera la mano nella manica
più non stenterà a entrare disfatta dal tremore.
correrò via e getterò il mio corpo sulla strada.
selvatico animale impazzirò
sotto una sferza di disperazione.
ma così non si deve
mia cara

mia diletta
meglio lasciarci ora.
non importa 

il mio amore
e' un pesante macigno
che incombe su di te
ovunque tu possa fuggirmi.
lascia in un grido estremo che si sfoghi
l'amarezza dei lamenti e del rancore.
quando anche un bue è disfatto di fatica
lui pure andrà a gettarsi
in fredde acque in cerca di ristoro.
ma altro mare non c'è per me
tranne il tuo amore
né tregua c'è in amore anche nel pianto.
se un elefante stanco vorrà pace
si stenderà maestoso sull' infuocata sabbia.
ma altro sole non c'è per me
tranne il tuo amore
benché io non so tu dove o con chi sei.
se così se ne fosse tormentato
dell' amore  un poeta
in soldi e gloria l'avrebbe mutato
ma altro suono non c'è
che mi dia gioia
tranne che il suono del tuo nome beato.
e non mi getterò giù nella tromba delle scale
e non berrò il veleno
né premerò il grilletto dell'arma sulla tempia.
e non c'è lama di coltello che abbia su me potere
tranne che sia la lama del tuo sguardo.
tu scorderai domani che io t'incoronavo
che d'un ardente amore l'anima ti bruciavo
e un carnevale effimero di frenetici giorni
disperderà le pagine dei miei piccoli libri
le secche foglie delle mie parole
potranno mai indurre uno a sostare
a respirare con avidità?
almeno lascia che un'estrema tenerezza
copra l'allontanarsi dei tuoi passi.
 

26.5.1916 pietrogrado

Лиличка !   Liličhka ! 


Tobacco smoke has consumed the air.
The room
is a chapter in Kruchenykh's inferno.
Remember
beyond that window in a frenzy
I first stroked your hands.
You sit here today
with an iron-clad heart.
Oone more day
you'll toss me out
perhaps cursing.
In the dim front hall my arm
broken by trembling won't fit right away

in my sleeve.
I'll run out
throw my body into the street.
I'll rave
wild
lashed by despair.
Don't let it happen
my dear
my darling
let us part now.
After all my love
is a heavy weight
hanging on you
no matter where you go.
Let me bellow a final cry
of bitter wounded grievance.
If you drive a bull to exhaustion
he will run away
lay himself down in the cold waters.
Besides your love
I have no ocean
and your love won't grant even a tearful

plea for rest.
When a tired elephant wants peace
he lies down regally in the firebound sand.
Besides your love
I have no sun,
but I don't even know where you are

and with whom.
If you tortured a poet like this,
he would berate his beloved for money and fame
but for me
no sound is joyous
but the sound of your beloved name.
I won't throw myself downstairs
or drink poison
nor can I put a gun to my head.
No blade
holds me transfixed
but your glance.
Tomorrow you'll forget
that I have crowned you
that I burned my flowering soul with love
and the whirling carnival of trivial days
will ruffle the pages of my books...
Would the dry leaves of my words
force you to a stop
gasping for air?
At least let me
pave with a parting endearment
your retreating path.

 

 


.

Prologo - a piena voce - FLAUTO DI VERTEBRE

A voi tutte
che piacete o siete piaciute
icone serbate dall’anima dentro i suoi antri
in un brindisi alla vostra salute
alzo il cranio traboccante di canti.
Mi chiedo ancora ed ancora
se non sia meglio mettere il punto
d’un proiettile all’essere mio.
Oggi io darO
per l’appunto
un concerto d’addio.
Raduna o memoria
del cervello dentro il vestibolo
le femmine amate in lunghi filari.
D’occhio in occhio versa il tuo giubilo.
Travesti la notte in antichi sponsali.
Travasa di corpo in corpo il tuo gaudio.
Che questa notte sia memorabile.
Oggi io suonerO il flauto
sulla mia colonna spinale.
Miglia di strade io gualcisco in cammino.
Dove celare l’inferno che ho in me?
Quale Hoffman divino Creò  o donna perfida   te?
Son anguste le vie per la gioiosa bufera
Gente vestita di gala attinge ed attinge la festa.
Io penso.
Grumi di sangue  i pensieri
malati e rappresi mi strisciano fuori di testa.

Io
taumaturgo di tutto quello che E festa
con chi andare alla festa non ho.
Mi scaglierò a terra e la testa
Contro il lastrico sfracellerO !
Ho bestemmiato
ho urlato che Dio non esiste
e Dio ha evocato una donna dalle voragini amare
tale che la montagna dinanzi a lei trasalGA
me l’ha condotta e m’ha detto d’amare.
Dio è soddisfatto.
Sotto cieli lontani
un uomo come una fiera esala l’estremo sospiro.
Dio si stropiccia le mani.

Dio pensa
vedrai   Vladimiro  !
E’ da Dio che fu stabilito
che io non indovini il mistero dietro il tuo nome
che ha pensato di darti un vero marito
e di spiegare sul pianoforte una musica d’uomo.
Alla soglia della tua alcova venire con passo felpato
fare la croce sul tuo piumino purpureo:
lo so
si sentirebbe puzzo di lana bruciata
e dalla carne del diavolo s’alzerebbe fumo sulfureo.
E me fino all’alba ha sconvolto l’orrore
che tu fossi condotta verso l’amore e il martirio.
Ho sfaccettato le mie lacrime in versi
gioielliere in delirio !
Giuocare a carte  sciacquare nel vino
la rauca gola del cuore!

Non ho bisogno di te.
Non voglio.
Tanto lo so
fra breve creperO.
Se davvero tu esisti
o Dio    o mio Dio
se fosti tu a tessere il tappeto stellato,
se questo tormento,
ogni giorno moltiplicato,
è per me un tuo esperimento,
indossa la toga curiale.
La mia visita attendi.
Sarò puntuale,
non tarderò ventiquattrore.
Ascoltami
altissimo Inquisitore !
Chiuderò la bocca.
Sillaba non udirete
dai labbri serrati dentro la morsa dei denti.
Attaccami
alle code di cavallo delle comete
lacerami
contro le stelle taglienti.
Meglio ancora quando l’anima mia
si presenterA  al tuo tribunale
corruga le ciglia ed impiccami
a guisa di criminale
al capestro della Via Lattea.
Fa’ di me quel che ti pare.
Se vuoi   squartami.
La tua mano sarA da me benedetta.
Soltanto  ascoltami  !
Portati via la maledetta
che mi hai condannato ad amare!
Miglia di strada io gualcisco in cammino.
Dove celare l’inferno che ho in me?
Quale Hoffman divino
creò    o donna perfida    te?

*


.
La guerra è dichiarata

“Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!”
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!

Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
“Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!”

Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno straccio,
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
“Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!”

I generali di bronzo sullo zoccolo a faccette
supplicavano: “Sferrateci, e noi andremo!”
Scalpitavano i baci della cavalleria che prendeva commiato,
e i fanti desideravano la vittoria-assassina.

Alla città accatastata giunse mostruosa nel sogno
la voce di basso del cannone sghignazzante,
mentre da occidente cadeva rossa neve
in brandelli succosi di carne umana.

La piazza si gonfiava, una compagnia dopo l’altra,
sulla sua fronte stizzita si gonfiavano le vene.
“Aspettate, noi asciugheremo le sciabole
sulla seta delle cocottes nei viali di Vienna!”

Gli strilloni si sgolavano: “Edizione della sera!
Italia! Germania! Austria!”
E dalla notte, lugubremente listata di nero,
scorreva, scorreva un rigagnolo di sangue purpureo.


luglio 1914 
Trad AM Ripellino - Poesia straniera del Novecento - Garzanti

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