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vladimir vladimirovič
majakovskij maïakovski mayakovsky
Маяковский Владимир
Владимирович
pagina due
muori mio verso
muori come un gregario
come sconosciuti
morivano i nostri
all’assalto !
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Majakovskij, Vladimir
Vladimirovic
(Bagdadi, Georgia 1893-Mosca 1930) poeta russo,
inventore del "cubofuturismo" il cui
gruppo d'avanguardia era legato alla rivista «LEF»
1908, viene arrestato in quanto vicino al circolo socialdemocratico
bolscevico
1909, viene incarcerato in cella d'isolamento
1912, pubblica un paio di poesie sull'almanacco d'avanguardia «Schiaffo
al gusto corrente», con V. Chlebnikov, D. Burljuk e firmando
l'omonimo manifesto che proclama la morte
dell'arte vecchia e la nascita di una poesia legata a nuovi valori
espressivi e alla civiltà della macchina
Vladimir Majakovskij (poema in forma
drammatica rappresentato nel 1913, con la partecipazone dell'autore
stesso)
Incontra Lilja Brik, moglie di Osip Brik, amico fraterno e stimolante
compagno di battaglie intellettuali e se ne innamora; inizia un rapporto
a tre (Brik accetta la situazione)
La nuvola in calzoni (1914-15)
Il flauto di vertebre (1916)
Uomo (1916-17)
La guerra e l'universo (1917)
Lancia turbinose marce proletarie e si dà ad un umile e indefesso
lavoro di divulgazione ideologica con i cartelloni della
ROSTA (L'Agenzia telegrafica di stato) per i quali disegna
vignette spiritose e scrive versetti pungenti
La signorina e il teppista
(1918, film, interprete)
Altri scenari da lui dettati, mai o malamente realizzati:
Incatenata dal film (1918)
Come state? (1918)
Mistero buffo (1918, prima commedia sovietica);
150.000.000 (1921, poema uscito
anonimo)
1921, inizia la NEP
Di questo (1922-23, poema confessione, scritto durante la crisi con Lilja)
1923, rompe con Lilja
Lenin
(1925, poema)
Bene! (1926-27, poema, ampia cronaca lirica
dei fatti del 1917)
La cimice (1928, commedia)
Il bagno (1929, commedia)
1930, 14 aprile, si uccide con un
colpo di rivoltella al cuore
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www.viandante.it/ |
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1893 |
nasce a Bagdadi in Georgia. |
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1906 |
rimane orfano e va a studiare a Mosca.
entra nel partito bolscevico e
viene incarcerato tre volte per militanza rivoluzionaria |
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1912 |
con tre amici N.Bourliouk, A.
Uroutchenytch et V. Khlebnikov pubblica un manifesto
futurista
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1913 |
pubblica il poema Nuvole.
Incontra Lili Brick. |
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1917 |
s'infiamma per la
rivoluzione bolscevica che ispira l'opera ( la mia rivoluzione
). |
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1921 |
partecipa alla seconda
campagna di propaganda e crea degli slogans rivoluzionari. |
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1924 |
la morte di Lenin lo tocca
enormemente e gli dedica un'opera gigantesca: Vladimir Ilitch Lenin.
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1929 |
stigmatizza i proletari
imborghesiti della NEP
(nuova politica economica) in
un'opera teatrale satirica: La Punaise.
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con la sua drammatica
fine sembrò sottolineare
la drammatica incomponibilità
del dissidio tra la durata
rivoluzionaria della poesia
e il decomporsi delle
rivoluzioni storiche.
Il 14 aprile 1930 Majakovskij,
a Mosca,
si tolse la vita con un
colpo di pistola al cuore.
***
www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_majakov.htm
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.......
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intorno alla morte del poeta esistono diverse teorie che vanno oltre la
delusione amorosa e si spingono sin dentro i servizi segreti, nei quali pare
essere coinvolta anche la famiglia Brik. Non un suicidio, ma un sospetto
omicidio, addirittura di Stato. Certo è, come scrive Pasternak osservando
la maschera funebre, che:
«la sua era
un’espressione con cui si dà inizio, e non si mette fine alla vita. Era
imbronciato e indignato» .
Oltre qualsiasi teoria
su come materialmente sia finita la vita di Majakovskij resta la certezza,
deducibile anche dalla sua opera, che il gran nemico fu la delusione politica.
Quindi il suo fu in ultima istanza un suicidio politico.
http://www.lazio.cgil.it/

Маяковский Владимир
Владимирович
19.07.1893 - 14.04.1930
Mayakovskij Vladimir Vladimirovich
www.russianculture.ru/formb.asp?ID=276&full
ipotesi
sulla fine di majakovskij
.....Non era stata la moglie di Majakovskij, ma solo l’amante
Morto il poeta, la Brik non avrebbe
avuto diritto a nulla;
e invece il regime le aveva
garantito quell’appartamento della nomenklatura, e poi una bella collezione di
quadri in casa e il godimento dei diritti d’autore delle opere di Majakovskij,
come se ne fosse la vedova.
Perché tanta generosità da parte
del regime? Quali segreti nascondeva Lilja
Brik, che così venivano messi a tacere? Una risposta ci viene in parte da un
libro del giornalista Valentin Skorjatin,
«Il mistero della fine di
Majakovskij»,
appena pubblicato a Mosca. Un
volume che raccoglie una serie di articoli già apparsi sulla rivista Zurnalist e
fitti di rivelazioni. Fra cui quella che
sia Osip che Lilja Brik erano
agenti della Nkvd, la polizia politica dei tempi di
Stalin. Il che voleva dire che era loro compito
sorvegliare Majakovskij
e permettere di stendere un
rapporto su di lui. E su Majakovskij di cose da dire ce n’erano parecchie, a
cominciare dal fatto che egli incominciava a manifestare una certa insofferenza
nei confronti di un sistema che si faceva ogni giorno più oppressivo. Dall’alto
della sua
popolarità tra le folle,
Majakovskij poteva costituire un
pericolo. Ecco perché al Cremlino si
cominciò a pensare che dovesse morire. Ma torniamo ai rapporti fra il poeta e
Lilja Brik. Lei all’epoca era
bellissima, una ex-ballerina di origine ebraica.
Majakovskij ne era sinceramente
innamorato.
Lo testimoniano le lettere che le
scrisse, spesso definendosi
«un gattino» e disegnando la figura
di un gatto sui margini del foglio. Cosa che però non gli impediva di
avere altri amori, compresa una certa
Vitoldovna Polonskaja, donna
anch’essa sposata che fu l’ultima sua amante. Quando morì, si disse che si era ucciso per una sorta di
stanchezza di vivere tipica dell’anima slava. Ma Skorjatin rivela due cose.
Innanzitutto che
Majakovskij non era solo,
la sera in cui morì per
un colpo di pistola alla tempia,***
in casa dei Brik (partiti per un viaggio
all’estero): c’era con lui un certo Lev
Elbert, che si spacciava per amico e che in realtà
era un assassino prezzolato della Nkvd; inoltre che il biglietto d’addio lasciato da
Majakovskij presentava più di un particolare curioso. Esso diceva: «Compagno
governo, la mia famiglia è: Lili Brik, la mamma, le sorelle e
Vitoldovna Polonskaja. Grazie se garantirai loro una vita passabile...
Come si dice:
l’incidente è chiuso / la barca dell’amore / s’è
infranta contro la vita quotidiana. / Sono in pari con la vita / e non serve a
nulla l’elenco / di afflizioni / dolori e offese reciproche. Buona permanenza». Il biglietto è scritto a
matita, cosa che Majakovskij non faceva mai, preferendo la penna stilografica, che portava di solito in bella mostra nel taschino della
giacca. Inoltre Skorjatin lo ha sottoposto per la prima volta ad un esame
calligrafico, il cui risultato fa dubitare che si tratti effettivamente della
calligrafia del poeta. Naturalmente sono solo
sospetti; ma con un fondo di verità possibile che è difficile
eludere. Se le cose stessero veramente così, anche Majakovskij potrebbe essere
classificato fra i poeti e gli scrittori vittime del regime........
raffaello uboldi
www.giornaledibrescia.it
La Luna riflessa nello stagno non è la
Luna
....Orlando Figes racconta, ad esempio, che subito dopo la morte di Lenin,
avvenuta il 21 gennaio del 1924, dal suo cranio venne asportato il cervello e
trasferito all’Istituto omonimo, dove “venne studiato da un’equipe di
scienziati incaricata di scoprire l’”essenza del suo genio”. Gli scienziati
avrebbero dovuto dimostrare che il cervello di Lenin rappresentava uno “stadio
superiore dell’evoluzione umana”. Il cervello venne tagliato in 30.000
segmenti.......In seguito, alla collezione si aggiunsero i cervelli di altri “geni indiscussi”: Kirov, Kalinin, Gor’kij,
Majakovskij, EjzenStein e lo stesso Stalin.
www.ospi.it
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ipotesi
Il 14 aprile Mayakovskiy
se ne è andato dalla
vita.
www.mkrf.ru
www.utro.ru |
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Mayakovskiy's suicide...
today 10 h 17 min in his working room by shot from the Nagant revolver into the
region of heart
novayagazeta.ru
la traiettoria incomprensibile della pallottola che ha colpito il cuore
ed è poi entrata nel rene.
vmeste.org
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diverse ore
dopo la morte |
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lettera lasciata prima della
morte
"A tutti.
Del fatto che muoio non
incolpate nessuno, e, per favore, non spettegolate. Il defunto l'aveva in grande
orrore. Mamma, sorelle e compagne, scusatemi: questo non è un modo (non lo
consiglio agli altri.
Ma io non ho scelta, Lilja
amami. Compagno governo, la mia famiglia sono Lilja Brik, la mamma,
le mie sorelle e Veronica Vitoldovna Polonskaja. Se creerai per loro un'esistenza possibile, grazie. Le poesie
incompiute datele ai Brik, loro se la sbroglieranno.
come suol dirsi
«l'incidente è chiuso».
la barca dell'amore
s'è spezzata contro la
vita quotidiana.
tra la vita e me i conti tornano
ed è vano elencare
guai. dolori. offese reciproche.
Buone cose. Vladimir Majakovskij. 14/IV/'30
Compagni della Vapp, non consideratemi
un pusillanime. Sul serio non c'è niente da fare. Saluti. Dite a Ermilov che è
stato un errore togliere lo slogan, si sarebbe dovuto bisticciare a fondo. V.M.
Nel mio cassetto ci sono 2.000 rubli. Pagate le imposte. Il resto lo riceverete
dal Giz. V.M."
Vassilij A. Katanjan Vita di Majakovskij -
www.arengario.it/ |
....
E difficile credere che il tono dimesso di
queste parole, le ultime che Majakovskij vergo nel 1930 prima del suicidio, a
soli trentasette anni, appartenga alla stessa persona che aveva spavaldamente
dichiarato:
"Vogliamo che la parola esploda nel discorso come una mina
e urli come il dolore di una ferita e sghignazzi come un urra di vittoria". Con
la sua morte si chiude l'utopia civile di "una generazione che ha dissipato i
suoi poeti". La figura di Majakovskij e al centro di una stagione
straordinaria della poesia russa. Che cosa sarebbe la poesia del Novecento senza
i nomi di Achmatova, Cvetaeva, Mandelstam, Chlebnikov, Pasternak, Esenin?
Agitatore e prigioniero politico a sedici anni, attore, drammaturgo, regista
cinematografico, lirico raffinato con pose da teppista, istrione da circo,
araldo delle masse operaie, disegnatore satirico, fustigatore dell'ufficialità
sovietica, profeta e martire di una rivoluzione in cui era entrato come in casa
propria, per Majakovskij "l'amore è il cuore di tutto". Al nostro tempo
schiacciato dall'omologazione la tragica allegria e la carica vitale della sua
poesia hanno ancora qualcosa da dire
http://www.corriere.it/
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the love boat has
crashed against the everyday .
you and I, we are
quits, and there is no
point in listing
mutual pains, sorrows, and hurts .
(from Mayakovski's unfinished
poem)
http://www.kirjasto.sci.fi/majakovs.htm
.
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lilya
(lilja) (lily) (jur'evna) (urevna) brik
Lili Jur'evna Kagan
buchversand1.de
russianculture.ru
Lilya Urevna Brik
(1893 - 4 agosto 1978) was married to Osip Brik .
She was the obsessive theme
of most of Vladimir Vladimirovitch Mayakovsky's poetry
especially in Pro Eto.
encyclopedia.thefreedictionary.com
A 37 ans, isolé,
traqué, et toujours amoureux de Lily Brik qui fut sa source
et à
qui il dédia toute son oeuvre,
Maïakovski se tira une balle en plein coeur et devient un mythe.
ourworld.compuserve.com

Inizia tra Majakovskij, Lilja e
Osip un malato rapporto a tre che continuerà per molti anni. Per Majakovskij
Lilja sarà il solo grande amore della sua vita, ma Lilja amerà sempre e solo il
marito, tanto che dopo la sua morte dirà :
«Quando Majakovskij si è sparato è morto un grande poeta, ma
quando è morto Osip sono morta anch’io”
http://www.leningrado.com/
...... frustrated in love,
alienated from Soviet reality, attacked by unsensitive critics in the press,
and denied a visa to travel abroad, Mayakovsky committed suicide in Moscow on
April 14, 1930. He had condemned a few years earlier the suicide of the poet
Serge Yesenin in a poem, but in 1929 he had said to a friend at a poetry-reading
in Dynamo Stadium: "To write an excellent poem and read it here - the one
can die." In his
suicide note Mayakovsky wrote:
mother, sisters, friends,
forgive me -
this is not the way
(I do not recommend it to others)
but there is no other way
out for me.
lily - love me.
http://www.kirjasto.sci.fi/majakovs.htm
Majakovskij, quando l’amore è la vera
rivoluzione
.........
Lili Jur'evna Kagan
è una donna affascinante. Sposata a Osip Brik nel 1912, conosce Majakovskij
...... Quindici anni di ménage a trois
hanno costituito fonte di grave
imbarazzo per il regime sovietico, che li considerava un ripugnante esempio
di decadenza borghese. Altri vi hanno visto un esperimento esistenziale: il
tentativo coraggioso di creare un nuovo rapporto d'amore veramente
«rivoluzionario».
Leggendo ' L'amore è il cuore
di tutte le cose ' fitta corrispondenza senza censure, si ha
piuttosto l'impressione di una storia normale per gente eccezionale. Si
tratta di centinaia di lettere, biglietti, cartoline. Singolarmente spesso
senza alcun valore letterario, ma tutti insieme fondamentali per la
comprensione del poeta per il quale l'idea del suicidio è una specie di
malattia cronica. Certo, il plumbeo realismo socialista non poteva tollerare
che Majakovskij si paragonasse a un cucciolo e
firmasse le sue corrispondenze disegnando un cagnolino; o che Lili facesse
lo stesso apponendo un timbro che raffigurava una gattina, mentre Osip era
un gatto. Majakovskij e Lili teorizzano un aristocratico rifiuto verso ogni
forma di «ignominiosa sensatezza».
Osip subisce il fascino di entrambi e, da giurista e
commerciante, si trasforma in editore dei testi di Vladimir.
Questo triangolo è artisticamente
molto fecondo, dato che la più importante produzione letteraria del poeta -
da Il flauto di vertebre a La nuvola in calzoni vede la luce in questo
periodo (tra l'altro dedicata o ispirata da Lili). Majakovskij è
massimalista anche in amore.
«L'amore è la vita - scrive - è la cosa principale. Da esso si dispiegano i
versi e le azioni, e tutto il resto. L'amore è il cuore di tutte le cose. Se
cessa di funzionare tutto si atrofizza, diventa superfluo, inutile. Ma se il
cuore funziona non può non manifestarsi in ogni cosa, in tutte le cose.
Senza di te io cesso di agire. Questo è stato sempre, questo è anche
adesso».
Non
è compatibile con la Rivoluzione...
felice modica -
www.ilgiornale.it
L’AMORE
E’ IL CUORE DI TUTTE LE COSE
Vladimir Majakovskij e Lili Brik -
prima edizione in italia - Neri Pozza
Il rapporto che legò per quindici anni Vladimir Majakovskij a Lili Brik e al
marito di questa, Osip, è forse il più spregiudicato e radicale «tentativo
amoroso» mai compiuto da un poeta, o, più semplicemente, da un uomo.
Majakovskij conobbe Lili il 7 maggio 1915 e non tardò a innamorarsene; ma
Lili, una donna di grande fascino e carattere, sorella di quell'Elsa Triolet
alla quale un altro poeta, il francese Louis Aragon, avrebbe dedicato
un'inesauribile passione e i più toccanti tra i suoi versi, era sposata a un
altro. ..
questa storia rivive finalmente in tutta la sua complessa, drammatica,
gioiosa verità nella fittissima corrispondenza (centinaia di lettere,
biglietti, cartoline, telegrammi) che Majakovskij e Lili si scambiarono dal
1915 al 1930 con ininterrotta tenerezza: una tenerezza capace di superare e
inglobare separazioni e crisi, disagi e amarezze, il bisogno di altri amori
e la fatalità di altri incontri.
redazione neri pozza
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ.
poeta dell'amore totale privato e pubblico. La patria e l’amata sono per
Vladimir la medesima cosa, egli muore per entrambi distrutto dalla passione
per il comunismo e la sua donna. ROMANtico e rivoluzionario
emilianet.it
flavia crisanti - www.nonsolocinema.com
|
Лиличка !
Liličhka !
instead of a letter
lilička !
in luogo di una lettera
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PAGINE 1 - 5 DISEGNI_-
ELSA TRIOLET - FUTURISMO - LILJA BRIK - BIO -
SUICIDIO
PATRICIA THOMPSON - CINEMA - TEATRO
- OMAGGIO DI NERUDA - TAT'JANA & ALTRO
MAJAKOVSKIJ
WELCOME
UNO
UNO a
DUE
TRE
QUATTRO
CINQUE
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