pier vittorio tondelli

- vicky -

'PIERVITTORIO'  come amava farsi chiamare

 

spolmonare   pensierare   scrociare   infartare   

dopo due righe il lettore deve essere schiavizzato

 

 

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Quello che voglio da un romanzo o da un libro è che mi dia qualcosa che io non so -  che mi comunichi uno scarto nella mia visione delle cose e del mondo -  che apra una breccia nella mia coscienza.   Così imparo mi arricchisco.    Ho sempre bisogno di nuovi libri e di nuovi romanzi.    Ho profondamente bisogno di una continua ri_testualizzazione del mondo.    Perché il mondo così com’è non va bene.    Occorre un cambiamento.     E bisogna crederlo possibile.     Un libro    un buon libro    non cambia il mondo    però cambia il suo modo di parlare.     E forse anche il modo di sentirlo.

 

 

Ogni persona è costretta a crearsi una finzione per poter continuare a vivere. C’è chi pensa alla famiglia, chi al lavoro, chi al denaro, chi al sesso. Ma sono tutte illusioni. Io ho la mia. Non posso fare a meno di crederci.
fb/pvt
Sono sulla strada amico, son partito, ho il mio odore a litri nei polmoni, ho fra i denti la salsedine e in testa libertà.
fb/pvt

Non c'è niente al mondo per cui stare allegri. Niente di niente.

Eppure, io che ho lasciato perdere tante volte 'qualcosa' per avere soltanto niente, ora mi sto accontentando di qualcosa ...
1985  - 
fb/pvt

 

 

 


BIO - Correggio 14 settembre 1955 – Reggio nell'Emilia 16 dicembre 1991
Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio di Reggio Emilia nel 1955. Nel 1980, con Altri libertini (Feltrinelli), un libro di grande successo europeo, inizia la sua fortunata stagione letteraria. Nel 1982 pubblica sempre per Feltrinelli, il ROMANZo Pao Pao, cui segue nel 1985 Rimini, presso Bompiani. Nel 1986 esce Biglietti agli amici, mentre cura per le Edizioni Transeuropa di Ancona i volumi antologici del "Progetto Under 25", segnando una tappa storica per la giovane narrativa italiana. Da Bompiani escono successivamente IL ROMANZo Camere Separate (1989) e la raccolta di saggi e articoli Un week-end postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta. In questi stessi anni fonda e dirige la rivista "Panta". Tondelli muore di Aids nel 1991 ...

A prima vista l'opera di Pier Vittorio Tondelli si prospetta come un esempio convincente di un tipo di narrativa postnazionale: i protagonisti giovanili dei suoi ROMANZI e racconti si muovono con relativa facilità sulla mappa dell'Europa, e viene dato particolare risalto alle differenze regionali ed infranazionali piuttosto che a quelle nazionali. Alla luce delle osservazioni appena formulate sui rapporti tra narratività e nazione sembra opportuno affrontare la questione del carattere postnazionale dell'opera tondelliana dal punto di vista delle sue condizioni enunciative, e porre la domanda se e in quali modi si commisura al contenuto geografico dei suoi  ROMANZI    una specifica narratività postnazionale.
comune.bologna.it

italica.rai.it

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/_tondelli.htm 

Pier Vittorio Tondelli

1955  -  Nasce a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, il 14 settembre.
1967 - A dodici anni incomincia a frequentare la biblioteca comunale, dove sviluppa la passione della lettura. Legge, tra gli altri, Salgari, Verne, Stevenson, Molnàr.
1969-1974  -  Frequenta il liceo classico a Correggio e partecipa alle attività oratoriane della sua parrocchia.
1975-1978  -  Si iscrive al Dams di Bologna, dove frequenta i corsi di Umberto Eco e Gianni Celati, partecipando alla "contestazione" del ’77.
1980  -  A gennaio esce da Feltrinelli Altri libertini, che ottiene subito l’attenzione di critica e pubblico. A venti giorni dall’uscita in libreria, quando già è pronta la terza edizione, il libro viene sequestrato dall’autorità giudiziaria per oscenità e vilipendio della religione. Ad aprile Tondelli parte per il servizio militare (sarà prima a Orvieto e poi a Roma).
1981  -  Nel processo celebrato a Mondovì (Cuneo), Tondelli e il suo editore vengono assolti con formula piena.
1982  -  A giugno esce da Feltrinelli il secondo romanzo, Pao Pao.
1984  -  Lavora al testo della commedia Dinner Party. Vive a Bologna ma è spesso a Firenze.
1985  -  Esce Rimini, presso Bompiani, che sarà d’ora in poi il suo nuovo editore. Prende avvio il "Progetto Under 25", che si svilupperà negli anni a seguire.
1986 - Si trasferisce a Milano. A maggio esce il primo volume del "Progetto Under 25", con il titolo Giovani Blues. Per il piccolo editore bolognese Baskerville esce il "libro privato" Biglietti agli Amici.
1987  -  A dicembre viene pubblicato il secondo volume del "Progetto Under 25", Belli & perversi.
1989  -  In primavera Bompiani pubblica Camere separate. Tondelli lavora a Un weekend postmoderno.
1990 - Esce in autunno da Bompiani il primo volume del progetto: Un weekend postmoderno.   Cronache dagli anni Ottanta. A novembre esce il terzo e ultimo volume del "Progetto Under 25", Papergang (l’editore è Transeuropa, come per gli altri due).
1991 - Ad aprile si trasferisce a Bologna. Alla fine dell’estate viene ricoverato presso l’ospedale di Reggio Emilia, dove affronta cristianamente la malattia (Aids). Muore il 16 dicembre. Viene sepolto nel piccolo cimitero di Canolo, una frazione di Correggio.

facebook.com/pages/Pier-Vittorio-Tondelli

 

 

 

DINNER PARTY - 1984
Nei primi mesi dell'anno scrive la prima stesura del testo teatrale Dinner Party, nella casa di via Fondazza a Bologna.
È una storia di trentenni, di una generazione a cui è difficile affibbiare delle etichette, un dramma un po' violento e un po' sofisticato. L'ho finita una settimana fa. Ci dovrò lavorare ancora un mese, ma sono soddisfatto. La commedia era un genere ancora inesplorato per me, e mi entusiasma. Conto di metterla in scena a Firenze la prossima stagione.
Ero bloccato su un nuovo romanzo -
Rimini - non riuscivo ad andare avanti, a trovare il finale giusto. Stranamente la liberazione è venuta pensando al teatro. Dinner party l'ho scritta di getto. Due settimane di lavoro giorno e notte. Il plot era quello di un mio vecchio racconto, che doveva diventare un romanzo e invece s'è trasformato in una commedia originale, serrata ...
fb/pvt - 2014

 

 

 

LA LETTERATURA OMOSESSUALE E MORTA
La narrativa e la poesia dei gay forse non sono finite con la scomparsa di Mishima, Genet, Pasolini e Tondelli.
Un buon esempio di come funzionino queste etichette, e di come si siano moltiplicate, è rappresentato da Pier Vittorio Tondelli ... Come spesso succede, allo scandalo seguì il successo. E, come spesso succede in base alla logica identitaria maturata nel corso degli anni Settanta, al successo seguì l'etichettamento. Per prima arrivò l'etichetta di scrittore giovane - probabilmente una delle più azzeccate (Tondelli scrittore generazionale, scrittore del ripiegamento nel "gruppo" dopo la stagione degli anni Settanta), ma anche quella che più ha condizionato la sua carriera successiva. Seguirono l'etichetta di scrittore gay (cui Tondelli era non poco riluttante) e quella di scrittore cattolico (curiosamente, il canone cattolico italiano degli ultimi decenni punta molto sugli omosessuali: va ricordato anche Giovanni Testori), per finire con un recentissimo e un po' inverosimile tentativo di outing postumo e inverso (l'"outing" è la rivelazione forzata dell'omosessualità di un personaggio famoso): la riesumazione delle lettere di Tondelli a Federica Gazzotti, fidanzata degli anni di liceo e poi amica della vita. Lasciando da parte le due imperiture tradizioni di "rettificare" la sessualità e il senso religioso dei personaggi famosi, sembra che negli ultimi decenni la logica delle etichette sia diventata sempre più ineludibile: un gay può essere solo uno "scrittore gay", un giovane uno "scrittore giovane"  - e in fondo anche un cattolico ha difficoltà ad essere qualcosa di più di uno "scrittore cattolico".
piero zanotti - gaynews.it


PAO PAO

avrei come un pezzente vomitato giù dall’argine e avrei detto non mi piace come vanno le storie della gente, nemmeno la mia, è come se tutto fosse troppo piccolo e racchiuso quando invece sento il mio cervello partire e volare e alzarsi mio dio fin verso quell’oltre che non posso dire -  non so - ma che ci sto a fare qui dove il Tempo m’insegue e mi bracca e non sono più io sempre diverso da un attimo all’altro e mi dimentico  -  mi dimentico le cose che cambiano   i muri    i cieli che s’illuminano   qual è la nostra vera storia ? 

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Le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo.

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Ma noi non siamo macchine e l'unico modo per non soffrire dell'amore è lasciare che le storie ti sfiorino, ti accarezzino, ti penetrino quel minimo che è possibile. Non puoi voler di più.    È impossibile voler di più.   Devi lasciarti solamente sfiorare dal tuo amore, se fai tanto di alimentarlo bruci, come stai bruciando ora.

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l'amore non è mai là dove lo cerchiamo e vola via da dove lo crediamo

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Basta una sola menzogna perché il dubbio travolga tutta una vita

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La sigla PAO, che sta per Picchetto Armato Ordinario, evoca l’esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui Tondelli narra le storie amorose e comicamente poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l’anno di servizio militare. Al grigiore dell’apparato burocratico e militare questi giovani oppongono una vitalità a volte sfrenata, tra infrazioni ai codici disciplinari e una più o meno larvata resistenza alla sottomissione: nelle loro tane (docce, sgabuzzini, scantinati...) e durante le ore di libera uscita (in discoteca, negli ozi a Villa Borghese, nelle gite a Ostia...) danno facilmente sfogo alle voglie e ai discorsi, che l’autore segue con sguardo divertito e complice. Pao Pao è un testo polifonico dalle molte sorprese, che da una parte narra i mille sotterfugi e umori coi quali i giovani affrontano il rito di passaggio della caserma, e dall’altra riscopre quell’antica arte di sopravvivere che il Bel Paese incessantemente tramanda adeguandola a ogni situazione.
feltrinellieditore.it

 

 

 

 

BIBLIO

- Altri libertini  - 1980
- Pao Pao - 1982
- Rimini - 1985
- Biglietti agli amici - 1987 - 1997
- Camere separate - 1989
- Un weekend postmoderno: cronache dagli anni '80  - 1990
- L'abbandono: racconti dagli anni '80 - 1993

unilibro.it

 

 

BIGLIETTI AGLI AMICI

Biglietti agli amici escono la prima volta in 24 copie, consegnate da Pier Vittorio Tondelli ai destinatari dei singoli testi il giorno di Natale 1986. In seguito l'editore "underground" Baskerville pubblica un centinaio di copie che arrivano in libreria autografate dallo scrittore: i nomi per esteso degli amici vengono sostituiti dalle sole iniziali. Il libro non verra' piu' ristampato.

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Ottava ora del giorno. Biglietto numero 20
E.R.

Ma io volevo baci larghi come oceani in cui perdermi e affogare, volevo baci grandi e baci lenti come un respiro cosmico, volevo bagni di baci in cui rilassarmi e finalmente imparare i suoi movimenti d’ amore.
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CRISI DI INABISSAMENTO : ABBANDONO E RITO DI PASSAGGIO

Ma io vivevo solamente negli spazi delle mie emozioni d’amore e dove più stavo male e più le intimità erano stravolte dalla passione e i miei pensieri dal sentimento, e dove i miei equilibri più infranti e le mie sicurezze turbate, più mi sentivo di esserci. Cercavo solamente grandi burrasche emotive. Questo per me era l’unico modo di amare.
archiviostorico.corriere.it - poetarumsilva.com

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Seconda ora del giorno. Biglietto numero 14
M.M.
In quel dicembre a Berlino, nella sua casa di Koepenickerstrasse io volevo tutto. Ma era tutto, o solo qualcosa, o forse niente?
Io volevo tutto e mi sono sempre dovuto accontentare di qualcosa.

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Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici, stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’amore con la vita.

...

Abbiamo, mia cara, grandi similitudini che ci attaccano l’uno all’altra. Forse grandi nevrosi, grandi richieste da fare al mondo, a chi amiamo, a chi vogliamo bene. Abbiamo un’infinità di desideri, di voglie, di slanci, di entusiasmi. Abbiamo una sofferenza in comune che è quella per cui né tu né io amiamo la vita e la guardiamo come una cosa estranea ai nostri percorsi e che non ci interessa più di tanto; benchè questa stessa dolorosa sensibilità sia, paradossalmente, la radice di un nostro tutto particolare attaccamento al mondo.
biglietti agli amici

 

 

professionalizzante - artigianale - militante

Tre tipologie di scuola di scrittura caratterizzano la via italiana all'insegnamento del creative writing   

di Stas' Gawronski  

Le iniziative volte alla pratica e all'apprendimento della scrittura creativa continuano a diffondersi a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale e incontrano un numero sempre maggiore di persone desiderose di vivere, anche solo per poco tempo, la dimensione dell'aspirante scrittore. A vent'anni dalle esperienze che hanno segnato l'avvio della stagione italiana del creative writing, in particolare il laboratorio "under 25" di Pier Vittorio Tondelli e il corso avviato nel 1984 al Teatro Verdi di Milano da Raffaele Crovi (poi ripreso da Giuseppe Pontiggia e Laura Lepri), l'insegnamento della scrittura creativa è diventato, al di là dello scetticismo di molti, una realtà con cui anche scuole e università hanno cominciato a fare i conti. 

railibro.rai.it    

immaginaria.net    

sssub.unibo.it   

http://rcslibri.corriere.it/bompiani/pantaeditoria/home.htm     

 

GLI ANNI OTTANTA    
per me gli anni ottanta finirono lì, nel 1983, durante quel fine settimana dove, sotto l’apparenza di una fiesta mobile di ragazzi allegri, e anche scatenati, si rivelarono la follia dei rapporti, l’eccesso di certi riti e anche la paura. Dopo fu solamente il momento dell’osservazione e della riflessione, del lavoro sul materiale più o meno autobiografico .
roberto santoro  - loccidentale.it

TONDELLI E GLI ANNI OTTANTA

Tondelli radica la sua ricerca letteraria in una domanda che si pone alla stazione di Bologna, verso la fine degli anni Ottanta: “chi sta viaggiando in questo momento?”. E ogni sua opera letteraria cerca di formulare risposte a questo interrogativo profondo, in una ricerca di appartenenza alla realtà che spesso lo scrittore si ritrova a vivere come in una sorta di estraniazione. A questa domanda fondamentale risponde attraverso il suo lungo viaggio tra le mode e la “fauna” artistica e musicale degli anni Ottanta. La sua posizione all’interno di questo viaggio è precisa: lui non è un semplice osservatore esterno, ma una persona che ha bisogno di “un accumulo di esperienze” per sentire “il sound della realtà”.
comune di scandicci - met.provincia.fi.it

su vasco rossi

In anni in cui tutto stava andando verso la normalizzazione, il carrierismo, il perbenismo, Vasco, con la sua faccia da contadino, la sua andatura da montanaro, la sua voce sguaiata da fumatore, il suo sguardo sempre un po' perso, diventava l'idolo di una diversità, di un farsi i fatti propri, di un non volersi irreggimentare che trovarono pronta e osannante una moltitudine di ragazzini.

aldo grasso - corriere.it - 2012

Forse si amano proprio da quel tremendo momento in cui hanno sentito l'impossibilità del loro amore.

Si amano ora perché si sono già lasciati.

pier a gennaio -  l'abbandono - racconti dagli anni ottanta

La guerra, la vera guerra è questa: non l'odio che getta le persone l'una contro l'altra ma soltanto la distanza che separa le persone che si amano.

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Si era davvero troppo ingenui per non chiedersi come mai si facessero battaglie per liberare tutto e tutti, gli analfabeti e i disperati delle favelas, il popolo cileno e quello delle borgate romane, e non ci fosse una parola, nemmeno una giaculatoria, per liberare da quell’insopportabile e devastante peso un ragazzino di sedici anni travolto interiormente dalla propria diversità: potevano liberarsi i popoli e gli stati, si poteva proclamare la rivoluzione permanente, ma sempre purché si fosse al di là dell’oceano. Quanto a noi, nessuna liberazione interiore, nessuna rivoluzione in nome della felicità. E il Medioevo trionfava, sotto la cintura.
l'abbandono - racconti dagli anni ottanta

 

dal 1947 Premio Riccione per il Teatro 

SEZIONE PREMIO RICCIONE PIER VITTORIO TONDELLI
Per sostenere la creatività giovanile, il concorso assegna il Premio Riccione 'Pier Vittorio Tondelli' -  riconoscimento speciale destinato agli autori  'under-30' .

istituito nel 1993, dopo alcune edizioni sperimentali il riconoscimento si è consolidato dal 1999, ricoprendo un ruolo decisivo nell’affermazione di nuovi e brillanti drammaturghi   .

IL TEATRO DEL MARE DI RICCIONE E INTITOLATO A PVT .

teatro.org      

romagnaoggi.it          

comune.correggio.re.it 

 

 

LA VIA EMILIA DI PIER   -  2013    galleria andrea paolella

www.flickr.com//photos/show 

 

 

 

SCRITTURA DELLE OCCASIONI AUTOBIOGRAFICHE

Pubblicati gli atti di un convegno su Pier Vittorio Tondelli e presentati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
PVT non risparmiò la censura sin dal suo esordio letterario. Ma a prendere le distanze da quella sentenza fu proprio il gesuita padre Antonio Spadaro che su “La Civiltà Cattolica” scrisse: “Anche una stagione all’inferno come quella di un Tondelli può essere ricca di significato cristiano. Una chiave del sacro in Tondelli è legata proprio all’esperienza della sua omosessualità.”
... Enzo Siciliano scrive che Pier Vittorio Tondelli si “
portava addosso una saggezza di ragazzo che si sarebbe anche potuto invidiare, se appunto quel suo sorriso chiaro nella vena azzurra del suo sguardo non avesse messo sempre in fuga qualunque sentimento che non fosse di adesione”.
... Angelo Favaro ipotizza: “
Se fosse vissuto più a lungo avrebbe scritto il capolavoro della letteratura italiana e sarebbe divenuto il nuovo Pasolini o Calvino o chissà chi altro. Si muore sempre nell’incompiutezza dei propri progetti, si muore così a un certo punto, e tutto l’incompiuto consente di vivere ancora, solo in questo modo non si finisce mai di vivere.”

leone d'ambrosio - patrialetteratura-com - 2014

 

 

 

 

 

 

 

UN WEEK END POST MODERNO

Tondelli con Un weekend post moderno ha raggiunto la genialità culturale e storica degli Scritti Corsari di P.P.Pasolini.
Tondelli in merito scrisse: «Un viaggio per frammenti, reportage, illuminazioni interiori, riflessioni, descrizioni, nella provincia italiana, fra i suoi gruppi teatrali, i suoi artisti, i suoi filmaker, i videoartisti… la fauna trend che da Pordenone a Lecce, da Udine a Napoli, ha contribuito a rivestire quegli stessi anni Ottanta, vacui e superficiali in apparenza, di contenuti e sperimentazioni, al punto da proporre, come capitale morale del decennio, non più una città, ma l’intera provincia italiana».

matteo pazzi - ilmondochecipiace.it - 2015

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Avremmo bisogno, un grande bisogno, di qualcuno che insegnasse ai giovani il dissenso - pvt

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Mentre il mare si fa grigio e si ingrossa e gli alberi perdono le foglie e gli uomini della riviera si rinchiudono in casa, anche le cabine, i battelli, le sedie a sdraio, i negozi, le serrande, gli infissi delle finestre, si schiudono in se stessi, offrendosi alla salsedine spinta dal vento, alle intemperie, alla pioggia, alla neve che le invecchierà allo stesso modo in cui invecchia i corpi degli uomini. Quello che affascina della riviera adriatica, durante i mesi invernali, è dunque la scoperta della vita segreta delle cose e degli oggetti  …  Ma quello che avvince del paesaggio adriatico fuori stagione è anche il suo presentarsi come un grande contenitore, vuoto e spoglio, in cui la fantasia può liberamente ambientare i propri sogni.
un weekend postmoderno

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la scrittura delle occasioni autobiografiche

Il volume di studi Pier Vittorio Tondelli o la scrittura delle occasioni autobiografiche contiene saggi vari dedicati all'opera di Tondelli, e si segnala per essere il primo volume, pubblicato dopo il ventesimo anniversario dalla morte dello scrittore di "Camere separate", che offre un panorama pressoché completo sul mestiere di scrittore, sulla critica, sulla produzione giornalistica e letteraria, e propone, dunque, una nuova prospettiva sulla generazione precedente e successiva a Tondelli.

ibs - 2013

 

 

 

Com'era al di fuori della scrittura, al di fuori di ciò che ci mostrano le sue pagine, le sue parole?
“Tutti venerano gli scrittori, coloro che fanno arte, pensano siano diversi, ma sono persone normali. Hanno difetti come tutti. Anche Tondelli li aveva, moltiplicati, triplicati”, ridono insieme. Ricordano ancora. Giuliani mi dice “Era generoso, formale con tutti, ma se eri suo amico, se ci avevi a che fare, capivi che anche lui aveva il suo bel caratterino.”   ...
ad una “un'insegnante preoccupata, dopo l'uscita di Altri Libertini, che il suo ex alunno si fosse messo sulla cattiva strada -  Tondelli le  scrive una lettera: Cara Wanda, tu non lo crederai, che lo abbia voluto o meno, ho fatto del bene e portato a molti che mi hanno scritto e cercato in tutti questi anni, la forza di cercare un riscatto umano, la volontà di essere se stessi, al di là dei giudizi della gente.”    ...

Guardo la finestra del sesto piano del suo palazzo, la sua finestra. Ha una luce accesa, c'è sua madre. Di fronte c'è un parcheggio in onore del figlio, porta il suo nome “Piazzale Pier Vittorio Tondelli”.   

Correggio, la terra di Tondelli, la terra nel mezzo tra odio e amore.
ENOS ROTA AMICO DI PIER VITTORIO

rossella assanti - infooggi.it - 2013

 

 

 

È proprio attraverso il viaggio

che ogni generazione  costruisce la propria memoria

e a ben guardare

anche la propria leggenda

 

http://youtu.be/wJL7fibkHmg

www.youtube.com/watch?v=16lMN_X7orE

 

 

 

kerouac

per me e per altri italiani Kerouac è stato importante soprattutto perché ci ha insegnato il desiderio della fuga. Ai ventenni che durante gli anni settanta rifiutarono lo scontro frontale con le istituzioni e lo stato, che respinsero l'annullamento nella droga o nei mille rivoli della lotta armata, la letteratura della  beat generation offrì una via di scampo.     partire, a scoprire le città e i paesaggi, le osterie, le bettole, i luoghi di ritrovo .
Insegnò a sognare, incitò a muoversi, a viaggiare
...

 

 

 

LETTERA DA   FERNANDA PIVANO

Caro Pier, non è vero che non ci sei più, perchè non passa giorno che qualcuno non mi parli, mi chieda, mi ricordi qualcosa che hai fatto, che hai pensato, che hai detto e così tu mi sei sempre davanti dolcissimo, sorridente, helpful come dicono i nostri amici. ricordi della tua grazia ne ho tanti, quello di un locale fumoso zeppo di ragazzi che celebravano uno di quei libri che tu hai fatto perchè avessero la gioia di veder pubblicato il loro nome e forse avrebbero dovuto portarti più riconoscenza per la tua fiducia eil tuo desiderio di aiutarli.

Un giorno senza malinconia quando mi hai chiesto un'intervista per quel tuo libro stupendo che è stato uno dei più bei ritratti di costume di quegli annie io ti avevo detto di trovarti a mezzanotte da Emilio, un posto dove andavamo tutti dopo il cinema e tu mi avevi canzonato per mesi per questo appuntamento che ti sembrava strano e forse lo era, se a te sembrava così. O la sera così buffa che ti ho conosciuto al ristorante Libera, ero con Patrizia Runfola Le Maire, cara, carissima, amica scrittrice già illustre, ancora bellissima, troppo presto scomparsa , forse ora con te negli immensi spazi profumati dell'eterenità e stavo dicendo, che sì, tanti giovani scrittori venivano a cercarmi, ma era solo perchè speravano di farsi aiutare a pubblicare i loro libri. Mentre Patrizia mi rispondeva, il cameriere mi ha portato un biglietto che ho conservato ma non riesco a trovare se no lo regalerei a Enos.

Il Biglietto diceva: "sono seduto sul tavolo alla Sua sinistra, sono un giovane scrittore e vorrei conoscerLa, ma libri ne ho già pubblicati due". Naturalmente mi sono vergognata della mia arroganza, ho guardato a sinistra e ho visto un uomo con la barba bianca, allora ho pensato a uno scherzo e mi sono messa a ridere con Patrizia.

Ma il cameriere mi ha portato un altro biglietto che diceva: "mi sono sbagliato, sono al tavolo alla Sua destra" e infatti alla mia destra c'era lui, PierVittorio Tondelli che si era alzato ricambiando il mio sorriso ed era così alto che pareva non finisse più di alzarsi, E' cominciata così, e non c'è stata volta e le volte sono state innumerevoli, che non ci siamo divertiti a parlarci.

Tranne l'ultima, quando per caso l'ho incontrato per strada e mi aveva detto che aveva lasciato la casa di Via Abbadesse e andava a riposare dalla madre.

Non mi aveva detto perchè, l'ho saputo insieme alla notizia per la quale ora sto scrivendo questo ricordo.
Ciao Pier ti voglio bene anch'io come tutti quelli che ti hanno conosciuto...
Fernanda Pivano  -  Milano 2002

fb/pvt - 2014

 

 

 

Ho poco ma c’ho
album dedicato a Pvt che aveva scritto alcuni testi di canzoni negli anni ‘80, consegnati al suo amico Freak Antoni.
ora
Frankie Magellano - nome d’arte di Matteo Morgotti - è il primo a musicarle ed eseguirle tutte insieme . per uno dei brani, Camere separate, ha scritto anche il testo a partire da frasi del ritornello scritte da Tondelli.
gazzettadireggio.gelocal.it - 2014 

 

 

 

 

 

 

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Credo che ognuno allevato o cresciuto in una religione abbia una propria religiosità. Io ho sempre cercato non tanto di fare un discorso sulla fede cattolica ma di esprimere quello che è la mia religiosità, indubbiamente all’interno del cristianesimo che deve trovare o che cerca o che mette in discussione, soprattutto nel confronto con altri autori, le sue posizioni.  - PVT

 

 

*

 

 

 

dal 2000 le Giornate Tondelli

promosse  dal Comune di Correggio

tondelli.comune.correggio.re.it

facebook.com/pages/Pier-Vittorio-Tondelli

facebook.com/centrodidocumentazionepiervittoriotondelli

 

Lo Spazio Tondelli, si sa, è una nave, anzi un'isola .

Ed è nel bel mezzo del naufragio che va in scena la nostra battaglia per un teatro che osa e scuote  .

elio germano  -  fb/spaziotondelli - 18.2.2018

 

riccione

facebook.com/spaziotondelli

 

 

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14 settembre -  auguri  vichy

 

 

 

 

 

 

 

 

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