pier vittorio tondelli

- vicky -

spolmonare   pensierare   scrociare   infartare   

dopo due righe il lettore deve essere schiavizzato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri libertini   
“Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d’Emilia a spolmonare quel che ho dentro, notte solitaria e vagabonda a pensierare in auto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all’altra, però non s’affatica nulla. Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar, compresi quelli all’interno delle discoteche e dei dancing all’aperto ora che è agosto e hanno alzato persino le verande per godersi meglio le zanzare e il puzzo della campagna grassa e concimata. Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che si alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo e pare allora di stare a Broadway o nel Sunset Boulevard in una notte di quelle buone con dive magnati produttori e grandi miti. Ne immagino ventuno ma prima di entrare in Parma sono già trentatré, la scommessa va a puttane, pazienza, in fondo non importa granché”.  

viaggio pagina 67 -   feltrinelli

  

 

  

agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed essere soli fa molto più male in mezzo alla gente, allora sì che è dolOroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto, come vivere un trip scannato e troppo lungo. 

viaggio pagina 85 - feltrinelli

 

 

 

La letteratura non salva, mai. Tantomeno l'innocente. L'unica cosa che salva è la AMORE fede e la ricaduta (che è come il temporale) della Grazia  

(le ultime parole scritte da Tondelli con mano evidentemente tremante di notte in ospedale nel retro della propria copia di Traduzione della prima lettera ai Corinti di Giovanni Testori)   

antoniospadaro.net/tondelli2.html   http://railibro.lacab.it/emma/zoom.phtml?ns=1610    morloi.org    rcs.re.it    

 

 

 

Noi siamo i vinti
Noi che non sappiamo amare
E viviamo di sogni
E il tempo dell’illusione svanisce
lasciandoci tentennanti nel nostro dolore …


quello che il destino mi ha poi riservato

non è stato tanto come avrei creduto

un percorso o forse una evoluzione

verso l’assoluto della scrittura

e della finzione più alta

quanto un ritorno rovente

al mondo del mio primo libro

al punto da dividere

di quelli che hanno

in sostanza solo dei personaggi

coerentemente alla mia natura di scrittore

la stessa purtroppo vera e ora sì reale

vissuta sorte tanatologica.

manoscritti inediti di tondelli - saggio di antonio spadaro - attraversare l'attesa -  diabasis 1999
www.italialibri.net/opere/altrilibertini.html

www.italialibri.net/dossier/tondelli/corpoeanima.html

 

 

 

 ALTRI LIBERTINI

IL FOLGORANTE ESORDIO DI PIER VITTORIO TONDELLI

.......Il tema della settimana è la dipendenza. ......Si tratta della tossicodipendenza e della tossicodipendenza della natura più seria, quella da eroina. Testimone degli eccessi, delle derive, della voglia di amare e anche di morire dei giovani degli anni ottanta è senza dubbio Pier Vittorio Tondelli.    E di Pier Vittorio Tondelli abbiamo scelto il libro più classico, quello che ha subito a suo tempo una censura e che poi è diventato effettivamente un classico della narrativa italiana giovanile, genere che prima degli anni ottanta era quasi inesistente in Italia. Quasi tutto quello che usciva di diverso dall’accademia era estero.

Il brano  da altri libertini racconta di due tossici e della loro ricerca spasmodica di droga. A suo tempo fu uno dei brani più scandalosi e censurati del libro. Nello specifico del brano  si fanno una canna, ma è solo un diversivo perché tutta la loro esistenza gira intorno ad altro. dispenseronline.it

 

 

Altri libertini è scaturito così da un forte desiderio, quasi feroce, di una persona abbastanza giovane che cercava di comunicare con gli altri non avendo altro modo per poterlo fare. O, più profondamente, l'espressione di una volontà di potenza imbrigliata da sempre
La mia letteratura è emotiva, le mie storie sono emotive; l'unico spazio che ha il testo per durare è quello emozionale. ... Dopo due righe, il lettore deve essere schiavizzato, incapace di liberarsi dalla pagina; deve trovarsi coinvolto fino al parossismo, deve sudare e prendere cazzotti, e ridere, e guaire, e provare estremo godimento. Questa è letteratura ...

 

Altri libertini  - era il 1980 -  oggi è un classico

fu giudicato dalla magistratura «opera luridamente blasfema» che «stimola violentemente i lettori alla depravazione e al disprezzo della religione». Secondo il gesuita, Tondelli si riconciliò in extremis con la Chiesa e nelle sue ultime opere è facile leggerne i segni: «In lui una chiave del sacro - scrisse Spadaro - è legata all’esperienza della sessualità: l’imbarazzante finitezza della corporeità diviene richiamo implicito a un infinito che non è anelato oscurando la fisicità finita, ma godendo di una finitezza condivisa in modo generoso e gratuito». «Questo è il valore che occorre registrare: siamo qui all’opposto di un erotismo segnato dal principio del consumo e del valore di scambio».
luigi mascheroni - giornale.it

 

 

Altri libertini ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel 1980, sequestrato per oscenità e poi assolto dal tribunale ('con formula ampia'), è stato contemporaneamente giudicato dalla critica una delle opere migliori degli ultimi anni e ha imposto Tondelli tra i nuovi autori italiani più letti anche all'estero.
I sei episodi, storie di gruppi più che di individui, legittimano l'adozione di una vera e propria soggettività plurale, di un Noi narrativo che fa DEL ROMANZo un ritratto generazionale: sullo sfondo della fauna scatenata che si muove nelle pagine di Tondelli c'è l'irrequietezza dell'ambiente studentesco bolognese, che al "realismo" della borghesia e alla rassegnazione del sottoproletariato oppone un vitalismo non eroico, ma disinibito e contagioso. Sia la disinvoltura con la quale Altri libertini, aggressiva opera prima, affronta vecchi tabù sia l'ironica diffidenza con la quale tratta mitologie culturali e politiche testimoniano dell'intima appartenenza dell'autore a una letteratura nuova e combattiva.

www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=673503

 

 

 

 

Il lessico  proprio

essenzialmente del mondo giovanile 

è stato modellato  

su livelli colloquiali

e  gergali

ma  accoglie anche parole estranee a questo tipo di linguaggio,  

come una vera e propria mole di

 forestierismi non adattati 

lo stesso valga

seppure in misura minore per i

neologismi

incazzoso - intrippato

stare in bestia

cuccarsi - sbrodarsi scrociare - impipare scazzate - strizze beveraggio - sballo

   strippato - svacco - panza bazzicare - canchero  ...

 

foyer  - trip

foulard - joint - plaid souplesse

paletot  -  footing -  folk  freak

Pied-à-terre

  bowling

 

 infartare

pensierare

ronzinante

specorito

 

...

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_tondelli.htm

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/tondelli/04_Anticlassico.htm

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/tondelli/05_Niente_petite_musique.htm

 

 

 


"Per il suo contenuto luridamente blasfemo ed osceno nella triviale presentazione di un esteso repertorio di bestemmie contro le divinità del cristianesimo, nonché di irriferibili turpiloqui,...onde il lettore viene violentemente stimolato verso la depravazione sessuale ed il disprezzo della religione cattolica" pag.1112: uno stralcio dalla motivazione, emessa dal Procuratore generale dell'Aquila, che valse a questo libro un'ordinanza di sequestro. Il processo, celebrato con rito direttissimo e concluso con l'assoluzione a formula piena....

http://lafrusta.homestead.com/rec_tondelli.html

 

 

 
Altro tema ricorrente è quello della diversità e dell'emarginazione, che può essere raccontata come inesorabile e irreversibile, o come quasi gioiosa capacità di costruire identità collettive autonome dal grigiore circostante, oppure come dolore rabbioso e impotente, ma consapevole della necessità della sua rappresentazione in funzione pedagogica (dirà Tondelli rivolgendosi a Wanda Gherpelli, maestra elementare di Correggio, in una lettera : "Tu non lo crederai ma - che lo abbia voluto o meno - ho fatto del bene e portato a molti 'emarginati' che mi hanno scritto e cercato in tutti questi anni la forza di cercare un riscatto umano, la volontà di essere se stessi al di là dei giudizi della gente."
http://railibro.lacab.it/emma/zoom.phtml?ns=1608

 

 

 

RIMINI

Verso mezzogiorno la segretaria di redazione telefonò in cronaca per dirmi che il direttore voleva parlarmi. “Venga tra quindici minuti,” aggiunse. “Perché non ora? Sono libero,” dissi. “Fra quindici minuti,” fu la sua risposta. E riattaccò.
Mi restava dunque poco tempo per fare un bell’esame di coscienza, ripassarmi bene a memoria gli ultimi    PEZZI, ricordarmi i servizi, gli articoli e tutto quanto avevo scritto in quegli ultimi giorni...  

corriere.it

 

 

 

CAMERE SEPARATE

"La lingua è perfetta."
Luciano Satta, Il Giornale
"Bellissimo libro di passaggio di Pier Vittorio Tondelli, il suo migliore.
L'amore come tensione, pericolo, scoperta di sé, meditazione sul mondo, rivelazione del futuro."
Oreste del Buono, Panorama
"Il libro, se è possibile dirlo, ha un suono speciale, un colore altrettanto speciale. Suono e colore di elegia, di malinconia erosiva."
Enzo Siciliano, Corriere della Sera
"Camere separate è uno straordinario e felice ROMANZo d'amore e di morte, di nostalgia e maturità, di impotenza e grandezza, nel quale riconosciamo la crisi del nostro tempo e le sue misteriose ragioni."

Cesare De Michelis, in Fiori di carta

art.bo.it

Agli amici che gli chiedono perché stia partendo lui dà una risposta vaga, sforzandosi di renderla credibile. Dice che parte per lavoro, che andrà a Londra per scrivere alcune corrispondenze che tornerà entro pochi mesi. Deve mentire per circoscrivere le attenzioni un po’ ansiose di chi gli vuole bene. Si sente prigioniero del buon senso dei suoi amici che mai si metterebbero in viaggio senza programmare né prenotare.    Li vede perplessi e sente il loro imbarazzo nell’eludere cautamente l’unica domanda che vorrebbero fargli: “Cosa di tanto grave ti sta succedendo, Leo?”   E continua a mentire, divagare, a comunicare per tranquillizzarli, indirizzi ai quali non abiterà mai.
In realtà mente perché avverte in sé tutta l’esilità delle proprie motivazioni. Sa solamente che deve mettersi in viaggio. Non sa più cosa fare di se stesso. Vorrebbe dormire anni, mille anni, sdraiato in un bosco silenzioso, su di un letto di foglie gialle abbaglianti, o rosse come la vite a ottobre, o arancioni come gli aceri canadesi, o carnosamente violacce.  E ridestarsi cambiato. Vorrebbe camminare in silenzio attraverso i monti seguendo solamente il fruscio dei propri passi e del proprio respiro. Vorrebbe sentire dentro di sé l’odore della terra che si risveglia all’alba e che continua a dissolversi e marcire. Vorrebbe scomparire assorbito dai vapori di una torbiera fumante. Vorrebbe non tornare mai più dal suo viaggio, perdersi su un binario morto e scomparire senza lasciare dietro alcuna traccia .



BIO - 1955 - 1991
Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio di Reggio Emilia nel 1955. Nel 1980, con Altri libertini (Feltrinelli), un libro di grande successo europeo, inizia la sua fortunata stagione letteraria. Nel 1982 pubblica sempre per Feltrinelli, il ROMANZo Pao Pao, cui segue nel 1985 Rimini, presso Bompiani. Nel 1986 esce Biglietti agli amici, mentre cura per le Edizioni Transeuropa di Ancona i volumi antologici del "Progetto Under 25", segnando una tappa storica per la giovane narrativa italiana. Da Bompiani escono successivamente IL ROMANZo Camere Separate (1989) e la raccolta di saggi e articoli Un week-end postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta. In questi stessi anni fonda e dirige la rivista "Panta". Tondelli muore di Aids nel 1991. ......

A prima vista l'opera di Pier Vittorio Tondelli si prospetta come un esempio convincente di un tipo di narrativa postnazionale: i protagonisti giovanili dei suoi ROMANZI e racconti si muovono con relativa facilità sulla mappa dell'Europa, e viene dato particolare risalto alle differenze regionali ed infranazionali piuttosto che a quelle nazionali. Alla luce delle osservazioni appena formulate sui rapporti tra narratività e nazione sembra opportuno affrontare la questione del carattere postnazionale dell'opera tondelliana dal punto di vista delle sue condizioni enunciative, e porre la domanda se e in quali modi si commisura al contenuto geografico dei suoi  ROMANZI    una specifica narratività postnazionale.
comune.bologna.it

italica.rai.it

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/_tondelli.htm 

 



Per Pier Vittorio Tondelli la scrittura è stata un segno distintivo e così, in una pagina di Camere separate, definisce il mestiere di scrittore:
La sua diversità, quello che lo distingue dagli amici del paese in cui è nato, non è tanto il fatto di non avere un lavoro, né una casa, né un compagno, né figli, ma proprio il suo scrivere, il dire continuamente in termini di scrittura quello che gli altri sono ben contenti di tacere. La sua sessualità, la sua sentimentalità si giocano non con altre persone, come lui ha sempre creduto, finendo ogni volta con il rompersi la testa, ma proprio nell'elaborazione costante, nel corpo a corpo con un testo che ancora non c'è  
(p. 212).
Dunque scrivere può anche trasformarsi in una specie d'emarginazione, un segno evidente di quella diversità che più o meno consapevolmente ciascuno si porta dentro

www3.unibo.it/boll900/numeri/2001-i/W-bol/Massaccesi/#iii

 

LA LETTERATURA OMOSESSUALE E MORTA
La narrativa e la poesia dei gay forse non sono finite con la scomparsa di Mishima, Genet, Pasolini e Tondelli.
Un buon esempio di come funzionino queste etichette, e di come si siano moltiplicate, è rappresentato da Pier Vittorio Tondelli.......... Come spesso succede, allo scandalo seguì il successo. E, come spesso succede in base alla logica identitaria maturata nel corso degli anni Settanta, al successo seguì l'etichettamento. Per prima arrivò l'etichetta di scrittore giovane - probabilmente una delle più azzeccate (Tondelli scrittore generazionale, scrittore del ripiegamento nel "gruppo" dopo la stagione degli anni Settanta), ma anche quella che più ha condizionato la sua carriera successiva. Seguirono l'etichetta di scrittore gay (cui Tondelli era non poco riluttante) e quella di scrittore cattolico (curiosamente, il canone cattolico italiano degli ultimi decenni punta molto sugli omosessuali: va ricordato anche Giovanni Testori), per finire con un recentissimo e un po' inverosimile tentativo di outing postumo e inverso (l'"outing" è la rivelazione forzata dell'omosessualità di un personaggio famoso): la riesumazione delle lettere di Tondelli a Federica Gazzotti, fidanzata degli anni di liceo e poi amica della vita. Lasciando da parte le due imperiture tradizioni di "rettificare" la sessualità e il senso religioso dei personaggi famosi, sembra che negli ultimi decenni la logica delle etichette sia diventata sempre più ineludibile: un gay può essere solo uno "scrittore gay", un giovane uno "scrittore giovane" (e in fondo anche un cattolico ha difficoltà ad essere qualcosa di più di uno "scrittore cattolico").
piero zanotti - gaynews.it



BIBLIO

- Altri libertini (Feltrinelli 1980)
- Pao Pao (Feltrinelli 1982)
- Rimini (Bompiani 1985)
- Biglietti agli amici (Baskerville 1987, nuova edizione Bompiani 1997)
- Camere separate (Bompiani, 1989)
- Un weekend postmoderno: cronache dagli anni '80 (Bompiani, 1990)
- L'abbandono: racconti dagli anni '80 (Bompiani, 1993)

www.kalporz.com/stalla/tondelli.htm

unilibro.it

 

 

BIGLIETTI AGLI AMICI

Ma io volevo baci larghi come oceani in cui perdermi e affogare, volevo baci grandi e baci lenti come un respiro cosmico, volevo bagni di baci in cui rilassarmi e finalmente imparare i suoi movimenti d’ amore.
Biglietti agli amici escono la prima volta in 24 copie, consegnate da Pier Vittorio Tondelli ai destinatari dei singoli testi il giorno di Natale 1986. In seguito l'editore "underground" Baskerville pubblica un centinaio di copie che arrivano in libreria autografate dallo scrittore: i nomi per esteso degli amici vengono sostituiti dalle sole iniziali. Il libro non verra' piu' ristampato.

archiviostorico.corriere.it

 

 

 

professionalizzante - artigianale - militante

Tre tipologie di scuola di scrittura caratterizzano la via italiana all'insegnamento del creative writing    di Stas' Gawronski  

Le iniziative volte alla pratica e all'apprendimento della scrittura creativa continuano a diffondersi a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale e incontrano un numero sempre maggiore di persone desiderose di vivere, anche solo per poco tempo, la dimensione dell'aspirante scrittore. A vent'anni dalle esperienze che hanno segnato l'avvio della stagione italiana del creative writing, in particolare il laboratorio "under 25" di Pier Vittorio Tondelli e il corso avviato nel 1984 al Teatro Verdi di Milano da Raffaele Crovi (poi ripreso da Giuseppe Pontiggia e Laura Lepri), l'insegnamento della scrittura creativa è diventato, al di là dello scetticismo di molti, una realtà con cui anche scuole e università hanno cominciato a fare i conti. 

 railibro.rai.it    

immaginaria.net    

www.sssub.unibo.it   

http://rcslibri.corriere.it/bompiani/pantaeditoria/home.htm     

 

 

GLI ANNI OTTANTA     “per me gli anni ottanta finirono lì, nel 1983, durante quel fine settimana dove, sotto l’apparenza di una fiesta mobile di ragazzi allegri, e anche scatenati, si rivelarono la follia dei rapporti, l’eccesso di certi riti e anche la paura. Dopo fu solamente il momento dell’osservazione e della riflessione, del lavoro sul materiale più o meno autobiografico”
roberto santoro  - loccidentale.it

TONDELLI E GLI ANNI OTTANTA

Tondelli radica la sua ricerca letteraria in una domanda che si pone alla stazione di Bologna, verso la fine degli anni Ottanta: “chi sta viaggiando in questo momento?”. E ogni sua opera letteraria cerca di formulare risposte a questo interrogativo profondo, in una ricerca di appartenenza alla realtà che spesso lo scrittore si ritrova a vivere come in una sorta di estraniazione. A questa domanda fondamentale risponde attraverso il suo lungo viaggio tra le mode e la “fauna” artistica e musicale degli anni Ottanta. La sua posizione all’interno di questo viaggio è precisa: lui non è un semplice osservatore esterno, ma una persona che ha bisogno di “un accumulo di esperienze” per sentire “il sound della realtà”.
comune di scandicci - met.provincia.fi.it

su vasco rossi

In anni in cui tutto stava andando verso la normalizzazione, il carrierismo, il perbenismo, Vasco, con la sua faccia da contadino, la sua andatura da montanaro, la sua voce sguaiata da fumatore, il suo sguardo sempre un po' perso, diventava l'idolo di una diversità, di un farsi i fatti propri, di un non volersi irreggimentare che trovarono pronta e osannante una moltitudine di ragazzini.

aldo grasso - corriere.it - 2012

 

 

 

dal 1947 Premio Riccione per il Teatro      

SEZIONE PREMIO RICCIONE PIER VITTORIO TONDELLI
Per sostenere la creatività giovanile, il concorso assegna il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, riconoscimento speciale destinato agli autori  “under-30”

istituito nel 1993, dopo alcune edizioni sperimentali il riconoscimento si è consolidato dal 1999, ricoprendo un ruolo decisivo nell’affermazione di nuovi e brillanti drammaturghi   

teatro.org      

romagnaoggi.it          

comune.correggio.re.it 

 

 

1991 - 2011 -  VENTENNALE della  scomparsa

cortometraggio girato nel luoghi del poeta

che contiene il  TESTO   "Amore mio fallimentare" 

- video in anteprima nazionale su  rockol.it    -    frankiemagellano.it

documentario  'lo chiamavano vichy' - 2012

 

 

*

lo chiamavamo vichy - documentario raccontato da enza negroni
il Tondelli più intimo e forse più sconosciuto con una coralità di voci ed immagini, che rendono giustizia ad uno degli scrittori più controversi del '900. Da questo ritratto esce la figura di uno scrittore in erba già maturo, che proseguiva dritto per la sua strada letteraria, senza farsi "incarcerare" da logiche di mercato e da falsi moralismi. Il documentario si può definire una ricognizione spazio-temporale sulla vita e sui luoghi cari all'autore di Correggio, evocati dalle contrapposizioni di immagini in bianco/nero e a colori. A rendere ancora più suggestiva la narrazione, le musiche "psichedeliche" realizzate da Andrea Dalpian, che sembrano rispecchiare appieno il pensiero del protagonista negli anni in cui era intento a "scrivere il romanzo/inventario dei miti generazionali".

simone pinchiorri -cinemaitaliano.info - 2012

 

 

http://youtu.be/wJL7fibkHmg

www.youtube.com/watch?v=16lMN_X7orE

 

 

 

 

al cinema la storia di Pier Vittorio Tondelli
Ispirato alla  figura dello scrittore  con una citazione da Altri Libertini ad aprire la pellicola e ambientato nella provincia rurale emiliana dei primi anni ’80 ...

tommaso costa - telesanterno.com - 2012

 

 

 

  *

 

 

'PIERVITTORIO'  come amava farsi chiamare

 

 

altri autori            home