pier vittorio tondelli

- vicky -

'PIERVITTORIO'  come amava farsi chiamare

 

spolmonare   pensierare   scrociare   infartare   

dopo due righe il lettore deve essere schiavizzato

.

 

Correggio 14 settembre 1955 – Reggio nell'Emilia 16 dicembre 1991




Il testo diventa una questione di    
R I t m o  
si capisce subito   

finché c’è swing dura
 
non finisce
 

Per questo il racconto è il miglior tempo della narrazione emotiva   la quale finisce quando è ora di finire -  non una battuta in più  non una riga.   Il lettore deve sempre essere tenuto sotto shock     deve bere il racconto tutto intero e d’un fiato   -   se si arresta è come un Manhattan che se si lascia lì dieci secondi svapora e non sa più di un c... Questa è la
letteratura emotiva    questa è la scrittura emotiva sorseggiatene due parole e non vi lascerà fino alla fine !    È un ritmo    un crescendo    una discesa agli inferi     una rampata in vetta - è sempre un movimento -  la scrittura emotiva è un viaggio     la scrittura emotiva è azione    
la scrittura emotiva si beve all’istante
un  due  tre … oplà !

colpo d'oppio - l'abbandono

Altri libertini   
Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d’Emilia a spolmonare quel che ho dentro, notte solitaria e vagabonda a pensierare in auto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all’altra, però non s’affatica nulla. Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar, compresi quelli all’interno delle discoteche e dei dancing all’aperto ora che è agosto e hanno alzato persino le verande per godersi meglio le zanzare e il puzzo della campagna grassa e concimata. Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che si alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo e pare allora di stare a Broadway o nel Sunset Boulevard in una notte di quelle buone con dive magnati produttori e grandi miti. Ne immagino ventuno ma prima di entrare in Parma sono già trentatré, la scommessa va a puttane, pazienza, in fondo non importa granché .  

viaggio pagina 67 -   feltrinelli

 .

Ti lascio che sono stata tanto bene assieme a te come mai mi era accaduto e non importa che ora ti dica quanto ti ho amato e ti amo, perché sai benissimo che non appena riguardi a quello che siamo stati, li ritrovi facilmente i segni del nostro amore. Sono tutti lì che dicono ciao a me che me ne vado perché proprio non ce la faccio a immaginarmi il tempo dello squagliamento e del deterioramento con te che arriverai qui e comincerai a cancellare tutto e io non voglio che si apra la battuta di guerra tutti e due lanciati a stracciare le belle cose che siamo stati, c’è solo tristezza quando si finisce una storia come la nostra, lasciamola dunque così, io non voglio infierire.

...

E allora ti prego Andrea allarga le braccia ; lasciami entrare, non sai la bellezza che ti appartiene piccolo, lascia che sia io a dimostrare la tua cecità, lascia che sia i tuoi occhi, il tuo specchio Andrea e allora rifletterò chi tu sei e sarò anche il vento , la pioggia, il tramonto, il deserto e l’alba alla finestra per quando cercherai il cammino nella notte, lasciami entrare nelle tue braccia Andrea lasciami, ehi piccolo ‘I’ll be your mirror’.

.

E verrà ormai il Natale, anche quest'anno, già da tempo fervono i preparativi per la settimana sulle Dolomiti, a casa dell'Annacarla, e le ricerche dei pacchidono e di tutte le cianfrusaglie colorate dell'occasione, il Tolkien's Calendar, le agende in seta di Franco Maria Ricci, i tabacchi Dunhill per la pipa e anche quel poco di Laurent Perrier che si riesce a fare su stiracchiando il prezzo dai grossisti, cioè sette carte alla bottiglia. Però col Natale viene anche l'anno nuovo, si deve chiudere la vecchia amministrazione, pagare il canone e il bollo e l'assicurazione e le altre porcherie, anche all'università. E a Bologna in questi ultimi giorni c'è gran casino, tutta la folla incazzata dei ritardatari coi piani di studio da consegnare e gli attestati di frequenza e il rinvio del militare, perché poi non c'è più tempo e anche le agenzie pirata non accettano più commesse, per cui ci si deve sbrigare da soli, fare ore di sosta e attesa e bestemmie e poi finalmente guadagnare il portellino, sbattere giù gli incartamenti e dopo correre in stazione a ciuffare il treno, nemmeno il tempo di bersi un cioccolato da Zanarini o farsi il Pavaglione in santa pace ora che appunto le vetrine sono stracolme di bellaroba, ma davvero. E così sempre di corsa su e giù dall'autobus e dai treni e dai pullman per tornare in questo cesso di paese staccato dal resto del mondo e per fortuna che sono giorni belli, senza nebbia che altrimenti tornerebbe l'isolamento assoluto e sai che bella giornata starsene in quarantena coi paesani. Ma finalmente è finita, è finita con le resse e le strafile e le code agli sportelli. Affanculo ora con tutto, bisogna soltanto aspettare Natale che almeno per un po' ce ne andremo via.

.

Tondelli svelava i retroscena di una generazione che stava uscendo da una fase rivoluzionaria per entrare in uno stato di torpore e di riflusso. Inevitabilmente i giovani lettori si identificarono in quei sentimenti di sfiducia verso la società e il sistema in generale. Questi sentimenti tuttavia erano bollati come segni di disfattismo e ancora peggio di vandalismo e immoralità.

Tondelli venne accusato di essere un ennesimo sobillatore con quel linguaggio crudo e quei personaggi da bettola. Il giovane scrittore emiliano raccontava il vissuto, i suoi anni e la sua generazione.  ragazzi dediti a stili di vita trasgressivi e edonisti. Difese sempre questa scelta, propenso a infondere nuova vita ad un mondo culturale chiuso in se stesso ... gli italiani ebbero la loro Beat Generation diversissima dall'omologa americana ma pur sempre di grande impatto. La generazione dei rivoluzionari e dei primi riflussi ideologici è stata raccontata così nel suo insieme. E' questo probabilmente il segreto che ha reso Altri libertini un testo di culto.
alfredo incollingo - infiltrato.it - 2014

. 

agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed essere soli fa molto più male in mezzo alla gente, allora sì che è dolOroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto, come vivere un trip scannato e troppo lungo. 

viaggio pagina 85 - feltrinelli

 

 

 

La letteratura non salva, mai. Tantomeno l'innocente. L'unica cosa che salva è la AMORE fede e la ricaduta (che è come il temporale) della Grazia  

(le ultime parole scritte da Tondelli con mano evidentemente tremante di notte in ospedale nel retro della propria copia di Traduzione della prima lettera ai Corinti di Giovanni Testori)   

antoniospadaro.net/tondelli2.html   railibro.lacab.it    morloi.org    rcs.re.it    

 

 

 

Noi siamo i vinti
Noi che non sappiamo amare
E viviamo di sogni
E il tempo dell’illusione svanisce
lasciandoci tentennanti nel nostro dolore …


quello che il destino mi ha poi riservato

non è stato tanto come avrei creduto

un percorso o forse una evoluzione

verso l’assoluto della scrittura

e della finzione più alta

quanto un ritorno rovente

al mondo del mio primo libro

al punto da dividere

di quelli che hanno

in sostanza solo dei personaggi

coerentemente alla mia natura di scrittore

la stessa purtroppo vera e ora sì reale

vissuta sorte tanatologica.

manoscritti inediti di tondelli - saggio di antonio spadaro - attraversare l'attesa -  diabasis 1999
www.italialibri.net/opere/altrilibertini.html

www.italialibri.net/dossier/tondelli/corpoeanima.html

 

 

 

La retorica legata alla figura di   Kerouac   sembrava relegarmi nel ruolo del solito stupido ragazzino invasato che  -  appena si sente libero di viaggiare  -   incomincia a predicare su tutto e tutti  .  

Altri libertini non era questo  .  Era un libro sincero -  poetico -  intimo -  lirico  .

fb/pvt - altri libertini

 

 

ALTRI LIBERTINI

IL FOLGORANTE ESORDIO DI PIER VITTORIO TONDELLI

... Il tema della settimana è la dipendenza ... Si tratta della tossicodipendenza e della tossicodipendenza della natura più seria, quella da eroina. Testimone degli eccessi, delle derive, della voglia di amare e anche di morire dei giovani degli anni ottanta è senza dubbio Pier Vittorio Tondelli.    E di Pier Vittorio Tondelli abbiamo scelto il libro più classico, quello che ha subito a suo tempo una censura e che poi è diventato effettivamente un classico della narrativa italiana giovanile, genere che prima degli anni ottanta era quasi inesistente in Italia. Quasi tutto quello che usciva di diverso dall’accademia era estero.

Il brano  da altri libertini racconta di due tossici e della loro ricerca spasmodica di droga. A suo tempo fu uno dei brani più scandalosi e censurati del libro. Nello specifico del brano  si fanno una canna, ma è solo un diversivo perché tutta la loro esistenza gira intorno ad altro.

dispenseronline.it -  immagine > prima copertina pubblicata

Altri libertini va oltre, è un passaggio epocale tra le sofferenze pubbliche degli anni Settanta, il brigatismo rosso, i dibattiti tra giovani e femministe. Insomma sempre fuori casa, a cercare un senso in una politica che ha fatto solo danni. Negli anni Ottanta il privato diventa politico, i giovani iniziano a ridere con "Drive in" o si drogano. L’autenticità, il vigore e la disperazione di questi sei racconti tondelliani hanno fatto scuola. I racconti del libro hanno come tema l’omosessualità, non edulcorata, ma cattiva, morbosa, equivocata, distorta. I giovani sono gay, drogati e senza lavoro, poca politica. Dei perdenti consapevoli.
vincenzo mazzaccaro - sololibri.net - 2013

.

quello che mi affascinava in Céline era il grottesco, il ritmo della pagina, l'avventura e la velocità di parola.    È quello che un po' presi per Altri libertini.
insieme al parlato di Céline, quella di Kerouac è stata per me la maggiore lezione di stile.

.

Altri libertini è scaturito così da un forte desiderio, quasi feroce, di una persona abbastanza giovane che cercava di comunicare con gli altri non avendo altro modo per poterlo fare. O, più profondamente, l'espressione di una volontà di potenza imbrigliata da sempre
La mia letteratura è emotiva, le mie storie sono emotive -  l'unico spazio che ha il testo per durare è quello emozionale. ... Dopo due righe, il lettore deve essere schiavizzato, incapace di liberarsi dalla pagina; deve trovarsi coinvolto fino al parossismo, deve sudare e prendere cazzotti, e ridere, e guaire, e provare estremo godimento. Questa è letteratura ...

 

Altri libertini  - era il 1980 -  oggi è un classico

fu giudicato dalla magistratura «opera luridamente blasfema» che «stimola violentemente i lettori alla depravazione e al disprezzo della religione». Secondo il gesuita, Tondelli si riconciliò in extremis con la Chiesa e nelle sue ultime opere è facile leggerne i segni: «In lui una chiave del sacro - scrisse Spadaro - è legata all’esperienza della sessualità: l’imbarazzante finitezza della corporeità diviene richiamo implicito a un infinito che non è anelato oscurando la fisicità finita, ma godendo di una finitezza condivisa in modo generoso e gratuito». «Questo è il valore che occorre registrare: siamo qui all’opposto di un erotismo segnato dal principio del consumo e del valore di scambio».
luigi mascheroni - giornale.it

Altri libertini ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel 1980, sequestrato per oscenità e poi assolto dal tribunale 'con formula ampia' è stato contemporaneamente giudicato dalla critica una delle opere migliori degli ultimi anni e ha imposto Tondelli tra i nuovi autori italiani più letti anche all'estero.
I sei episodi, storie di gruppi più che di individui, legittimano l'adozione di una vera e propria soggettività plurale, di un Noi narrativo che fa DEL ROMANZo un ritratto generazionale: sullo sfondo della fauna scatenata che si muove nelle pagine di Tondelli c'è l'irrequietezza dell'ambiente studentesco bolognese, che al "realismo" della borghesia e alla rassegnazione del sottoproletariato oppone un vitalismo non eroico, ma disinibito e contagioso. Sia la disinvoltura con la quale Altri libertini, aggressiva opera prima, affronta vecchi tabù sia l'ironica diffidenza con la quale tratta mitologie culturali e politiche testimoniano dell'intima appartenenza dell'autore a una letteratura nuova e combattiva.

feltrinellieditore.it

 

 

Io mi vergognavo.    Il mio corpo l’avrei bruciato e arrostito . lo vedevo corrompersi ogni giorno ...   Non ero proprio complessato ma terribilmente disturbato di avere un corpo  .  Lo sopportavo appena  .  Non ci giocavo mai  . Tutto per me era interiorità   invisibilità   spiritualità  .  Tutto era per me  in fondo  una grande autodistruzione  .

facebook/PVT - cei.revues.org

 

 

 

 

Il lessico  proprio

essenzialmente del mondo giovanile 

è stato modellato  su livelli

colloquiali e  gergali

ma  accoglie anche parole estranee

a questo tipo di linguaggio  

come una vera e propria mole di

 forestierismi non adattati 

lo stesso valga

seppure in misura minore per i

neologismi

incazzoso - intrippato

stare in bestia

cuccarsi - sbrodarsi scrociare - impipare scazzate - strizze beveraggio - sballo

   strippato - svacco - panza bazzicare - canchero  ...

 

foyer  - trip

foulard - joint - plaid souplesse

paletot  -  footing -  folk  freak

Pied-à-terre

  bowling

 

 infartare

pensierare

ronzinante

specorito

 

...

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_tondelli.htm

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/tondelli/04_Anticlassico.htm

http://win.girodivite.it/antenati/xx3sec/tondelli/05_Niente_petite_musique.htm

 

 

 


Per il suo contenuto luridamente blasfemo ed osceno nella triviale presentazione di un esteso repertorio di bestemmie contro le divinità del cristianesimo, nonché di irriferibili turpiloqui ... onde il lettore viene violentemente stimolato verso la depravazione sessuale ed il disprezzo della religione cattolica -  

pag.1112   - stralcio dalla motivazione emessa dal Procuratore generale dell'Aquila   che valse a questo libro un'ordinanza di sequestro. Il processo  celebrato con rito direttissimo e concluso con l'assoluzione a formula piena ...

http://lafrusta.homestead.com/rec_tondelli.html

Altri libertini accusato di oscenità e oltraggio alla pubblica morale. Quello stile "forte"  "condannato" per vie giudiziarie conquista invece i giovani che si specchiano nelle sue parole. Tra questi c'è anche un suo noto compaesano, Luciano Ligabue, che legge Altri libertini mentre sta facendo il militare. E ne rimane profondamente segnato. "E' un libro vivissimo - ha dichiarato il rocker - un libro che era lo specchio dei tempi che si vedevano nell'aria. Quello che ho sempre apprezzato nei suoi libri era proprio questa grande vitalità, questa voglia di riuscire a trovare la vita in cose che ci sembrano addirittura morte attorno a noi".
pier luigi pisa, huffingtonpost.it - 2012

 


Perché facciamo ancora i conti con Tondelli
... l’intuizione fondamentale di Tondelli è di natura linguistica.
       Non è un narratore sanguigno e nemmeno un artista del dialogo: il modo in cui scolpisce i suoi personaggi – le loro ossessioni, la loro solitudine, il loro bisogno spesso disperato – si basa su un intuito per la frase che ha qualcosa di unico, e una straordinaria esattezza lessicale. Che però non è mai fine a se stessa, non genera illusioni formaliste. Nella rigorosa ricerca di stile portata avanti da Tondelli (e nutrita da ingredienti molto diversi tra loro) vive sempre la necessità di restituire un intero cosmo emotivo, di toccarne il centro esatto.

giorgio fontana - internazionale.it - 2015

 

 
Altro tema ricorrente è quello della diversità e dell'emarginazione che può essere raccontata come inesorabile e irreversibile o come quasi gioiosa capacità di costruire identità collettive autonome dal grigiore circostante, oppure come dolore rabbioso e impotente ma consapevole della necessità della sua rappresentazione in funzione pedagogica dirà Tondelli rivolgendosi a Wanda Gherpelli maestra elementare di Correggio in una lettera : "Tu non lo crederai ma - che lo abbia voluto o meno - ho fatto del bene e portato a molti 'emarginati' che mi hanno scritto e cercato in tutti questi anni la forza di cercare un riscatto umano   la volontà di essere se stessi al di là dei giudizi della gente."
railibro.lacab.it   - wuz.it

 

 

 

RIMINI

Verso mezzogiorno la segretaria di redazione telefonò in cronaca per dirmi che il direttore voleva parlarmi. “Venga tra quindici minuti” aggiunse.      “Perché non ora? Sono libero” dissi.     “Fra quindici minuti” fu la sua risposta.    E riattaccò.
Mi restava dunque poco tempo per fare un bell’esame di coscienza, ripassarmi bene a memoria gli ultimi    PEZZI, ricordarmi i servizi, gli articoli e tutto quanto avevo scritto in quegli ultimi giorni ...  

corriere.it

so cosa vuol dire fallire, sbagliare
Essere costretti a tornarsene indietro. So che non è mai un ricominciare. Si finge che sia così. Si dice: ora tutto riparte in una direzione nuova, e può anche essere vero. Ma tu certo non ricominci niente di niente. Continui proprio dal tuo vicolo cieco. Da nessun’altra parte se non da quel punto lì.

.

Oliviero si azzardò a fargli una domanda, quella domanda che solitamente nessuno fa a un'altra persona nonostante sia la domanda fondamentale per ogni esistenza. Qualcosa che tutti danno per scontato e che nessuno rivolge. Perchè vivi se non sei felice?

pag 633

.

È come se tutto fosse troppo piccolo per me. Non c’è più niente che colpisca il mio sguardo. Niente che possa giustificare la pena di quel mio stesso sguardo. Sento solo questo desiderio di gridare, sento la rabbia di essere prigioniero di qualcosa che è dentro di me. È una zona d’ombra che si allarga come un cancro. Sono costretto a lottare ogni ora del giorno e della notte per contenerla. Ma non ce la faccio. Succederà … E di punto in bianco tutto sarà diverso.

. 

 

CAMERE SEPARATE   -    piece  teatrale nel 2013

Leggeva Osea. In quelle pagine non c’era una visione esclusivamente mentale del rapporto fra Dio e il suo popolo, ma una rappresentazione di corpi, di prostituzione, di abbandono, di delirio della separazione, di rabbia, di paterna protezione.

Come succede, da sempre, fra gli uomini che si amano  ...

La loro storia, la loro attrazione è certamente fisica, ha a che fare con la bellezza dei corpi, la seduzione di uno sguardo, l’incarnato di una guancia o la flessuosità di un’andatura.
Ma è anche altro. Molto altro.

Deve camminare un po’ per togliersi dalle narici l’odore di quell’inferno.

Si ferma in un pub per una pinta di birra. Ha voglia di telefonare in Italia, di parlare con qualcuno.

Che cosa sta facendo questo vecchio, decrepito continente al Terzo Mondo? Questo popolo di pirati e di beoni rissosi alle sue ex colonie, ai suoi ex sudditi, a chi ha piegato con la frusta e la violenza dopo averlo depredato e sfruttato? Con quale ipocrisia l’europeo impone regole e comportamenti come se i valori fossero ancora dell’Occidente quando invece tutto dimostra il contrario?   Qual è la ragione per cui da ogni angolo del mondo i più disgraziati i più poveri i reietti della storia le valanghe di straccioni le orde di pezzenti e di mendicanti invadono le città dovendo addirittura scimmiottare, per integrarsi, di essere educati, perbenisti, ipocriti come tutta intera la middle class europea? Come non provare una immensa, profonda, proprio interiore vergogna nel vedere gli occhi del ragazzo indiano con la sua giubbetta McDonald steso sul letto nel tentativo di recuperare qualche ora di sonno fra un turno e l’altro? Il risultato, pensa Leo, è che ci stiamo contendendo le città palmo a palmo con i poveri.

E lui può già vedere la vecchia e malata Europa, con tutta la sua grandeur e la sua cultura e la sua boria, il suo tè delle cinque e le sue cerimonie accademiche, abolita occupata conquistata dalle masse dei più miseri dei più affamati dei più sfruttati. Sarà la loro guerra.    I poveri si vendicheranno seminando figli ovunque riproducendosi a raffica come il crepitio delle mitragliatrici, occupando ogni postazione con i propri cadaveri usando se stessi come forza di sfondamento.

Vinceranno e di loro evangelicamente sarà la terra .

.

Sapeva fin dall’inizio, che mai lui avrebbe potuto essere 'tutto'.    Per questo chiamava il loro amore 'Camere separate' .

.

Vedi, mi sento come una persona che non ha niente da dimostrare a nessuno; che non ha strategie o tattiche o piani d’azione perché, in realtà, non mi  interessa mostrarmi per quello che non sono più. So di essere anche una persona divertente, di cui è piacevole la compagnia. Ma ora  vorrei lo scoprissero gli altri. E d’altra parte io potrò legarmi, in futuro, solo a quella persona che - senza che io faccia alcunché - capirà chi io sia dietro a questa facciata triste e scostante. Per ora non mi va di essere divertente per il semplice fatto che non mi sento così. Non voglio sedurre nessuno. Ora, se permetti, aspetto che siano gli altri a sedurre me.

.

Ma fra qualche ora, fra un giorno, forse fra tre o cinque o vent’anni, lui sentirà una fitta diversa prendergli il petto o il respiro o l’addome … Si avvierà alle sue cure, cambierà letti negli ospedali, ma saprà sempre, in qualsiasi ora, che tutto sarà inutile, che per lui, finalmente, una buona volta, per grazia di Dio onnipotente, anche per lui e per la sua metaphysical bug, la sua scrittura e i suoi Vondel o Madison, anche per tutti loro è giunto il momento di dirsi addio.

.

Ci sono momenti terribili in cui mi respingi. E altri, in cui, altrettanto improvvisamente, desideri la mia compagnia. Sei imprevedibile e io non riesco a seguirti, Un po’ ci sei, poi sparisci. E quando hai voglia di me, perché ti sei messo assurdamente in testa che io devo esserci, arrivi come se in questi mesi non fosse successo niente. E io devo riabituarmi all’idea di te. Devo amarti e poi smettere quando non lo sopporti più. Devo esserci e devo scomparire. Se una sola volta io ho bisogno di te, e ti cerco, e questa mia ricerca non coincide con il momento della tua testa che mi chiama, allora sono fuorigioco. E non posso farci niente. Devo andarmene o farmi maltrattare. Subire il tuo disprezzo, la tua ironia. Le offese. Perché non ti metti il cuore in pace e accetti di amarmi?

.

Abbiamo bisogno di tempo. Di mettere tempo fra di noi. Di vivere insieme, di viaggiare insieme, perché il nostro pensiero riconosca istintivamente l’altro; e lo riconosca come una presenza automatica di consuetudine e di affetto. Abbiamo bisogno di molto tempo per accettare la brutalità del fatto di non essere più soli.

.

La solitudine impietosisce gli altri.

A volte lui sente lo sguardo indiscreto della gente posato sulla sua figura come un gesto di violenza inaudita. Come se gli altri lo pensassero cieco e gli si accostassero per fargli attraversare la strada. Certe premure lo offendono più dell'indifferenza perchè è come se gli ricordassero continuamente che a lui manca qualcosa e che non può essere felice. Si vede con un lato del corpo sanguinante, una cicatrice aperta dalla quale è stata separata l'altra metà.

.

"La lingua è perfetta."
Luciano Satta  - Il Giornale
"Bellissimo libro di passaggio di Pier Vittorio Tondelli, il suo migliore.
L'amore come tensione, pericolo, scoperta di sé, meditazione sul mondo, rivelazione del futuro."
Oreste del Buono  - Panorama
"Il libro, se è possibile dirlo, ha un suono speciale, un colore altrettanto speciale. Suono e colore di elegia, di malinconia erosiva."
Enzo Siciliano  - Corriere della Sera
"Camere separate è uno straordinario e felice ROMANZo d'amore e di morte, di nostalgia e maturità, di impotenza e grandezza, nel quale riconosciamo la crisi del nostro tempo e le sue misteriose ragioni."

Cesare De Michelis  -  Fiori di carta

 

Agli amici che gli chiedono perché stia partendo lui dà una risposta vaga, sforzandosi di renderla credibile.

Dice che parte per lavoro, che andrà a Londra per scrivere alcune corrispondenze che tornerà entro pochi mesi. Deve mentire per circoscrivere le attenzioni un po’ ansiose di chi gli vuole bene. Si sente prigioniero del buon senso dei suoi amici che mai si metterebbero in viaggio senza programmare né prenotare.    Li vede perplessi e sente il loro imbarazzo nell’eludere cautamente l’unica domanda che vorrebbero fargli: “Cosa di tanto grave ti sta succedendo, Leo?”   E continua a mentire, divagare, a comunicare per tranquillizzarli, indirizzi ai quali non abiterà mai.
In realtà mente perché avverte in sé tutta l’esilità delle proprie motivazioni. Sa solamente che deve mettersi in viaggio. Non sa più cosa fare di se stesso. Vorrebbe dormire anni, mille anni, sdraiato in un bosco silenzioso, su di un letto di foglie gialle abbaglianti, o rosse come la vite a ottobre, o arancioni come gli aceri canadesi, o carnosamente violacEe.  E ridestarsi cambiato. Vorrebbe camminare in silenzio attraverso i monti seguendo solamente il fruscio dei propri passi e del proprio respiro. Vorrebbe sentire dentro di sé l’odore della terra che si risveglia all’alba e che continua a dissolversi e marcire. Vorrebbe scomparire assorbito dai vapori di una torbiera fumante. Vorrebbe non tornare mai più dal suo viaggio, perdersi su un binario morto e scomparire senza lasciare dietro alcuna traccia .

book.google.it  -  art.bo.it

 

Questo romanzo è anche un canto di angoscia

il lutto ricorda la condizione di infelicità nel mondo, l’impossibilità di una risoluzione per sé, che forse parzialmente l’amante di Leo poteva riempire. Così l’atteggiamento con cui ci si affaccia alla vita è quello religioso, non di una religiosità fatta di sacramenti ma di spontanea fedeltà e dedizione a un’idea. Naturalmente Camere separate è anche un canto verso l’amore, però. Sulla maniera in cui se ne avverte il pulsare, sulla maniera di viverlo addosso, sul confronto continuo che un legame esige. Quel mettersi in discussione, proprio quello.
Alcuni passi, ad esempio intorno all’argomento scrittura (Leo è uno scrittore), lasciano sospettare esperienze in parte autobiografiche, poiché portatrici di tale sentimento, nella loro narrazione, che difficilmente potrebbero sostenere se non realmente vissute.
La faticosa sopravvivenza del due, la tortuosa sopravvivenza dell’uno, questo romanzo tuttavia non suscita noia né pesantezza, ma usa lo strumento della bellezza, grazie a uno stile incisivo e toccante.
L’ultimo Tondelli, contemporaneo che in gran fretta è diventato un classico, è tutto da applaudire. Ma soprattutto da leggere.

lucia grassiccia - ondaiblea.it - 2012

 

Ogni anno l’autunno gli porta di questi sentimenti.

Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi. Bisogno di dormire. Di ricapitolarsi.
Bisogno d’interiorità. La terra lo chiama a sé e lo invita a raccogliersi.

 

l’Aids lo aveva definitivamente prelevato dal suo piccolo borgo, nel quale, per quanto lui avesse potuto viaggiare attraverso il mondo, abitando da una parte all’altra del continente: tutta la sua vita sarà contenuta in questo budello che va dalla casa in cui è nato al camposanto. Un paio di chilometri che percorrerà come le stazioni di una via della croce, quella dell’incarnazione e della sofferenza -  ' da qui a là ' è un gesto mentale che lui ora ripete guardando in fondo al viale e ritornando con gli occhi sulla finestra che gli ha aperto il primo panorama della sua vita. ' Da qui a là ' è tutta intera la sua vita .
camere separate - marco righi - ilfattoquotidiano.it

Per Pier Vittorio Tondelli la scrittura è stata un segno distintivo e così in una pagina di Camere separate definisce il mestiere di scrittore
La sua diversità, quello che lo distingue dagli amici del paese in cui è nato, non è tanto il fatto di non avere un lavoro, né una casa, né un compagno, né figli, ma proprio il suo scrivere, il dire continuamente in termini di scrittura quello che gli altri sono ben contenti di tacere. La sua sessualità, la sua sentimentalità si giocano non con altre persone, come lui ha sempre creduto, finendo ogni volta con il rompersi la testa, ma proprio nell'elaborazione costante, nel corpo a corpo con un testo che ancora non c'è   .

p. 212
Dunque scrivere può anche trasformarsi in una specie d'emarginazione, un segno evidente di quella diversità che più o meno consapevolmente ciascuno si porta dentro .

www3.unibo.it/Massaccesi - fb/pvt - tondelli.comune.correggio.re.it

 

 

Ma io conosco anche l’immensa completezza di questa mia solitudine    le orecchie attente   gli occhi sempre presenti   la concentrazione   le illuminazioni interiori quando non hai nessuno all’infuori di te da mettere al corrente di una scoperta     

e allora   seduto su una pietra di una qualsiasi isola greca chiedendoti perché quel sole debba essere così forte e quel mare così azzurro e la terra così nera   ti guardi dentro    e dentro puoi rivedere i soli   le mareggiate   le burrasche e gli approdi della tua vita  

racconti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

reggio emilia - via malta - 2014

pagina 1 - 2

 

altri autori            home

PRIVACY