dopo due righe il lettore deve essere schiavizzato
Altri libertini “Notte raminga e fuggitiva
lanciata veloce lungo le strade d’Emilia a
spolmonare
quel che ho dentro, notte solitaria e
vagabonda a
pensierare in auto verso la
prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come
stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in
aria, tante fantasie una sopra e sotto all’altra, però non s’affatica nulla.
Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia
incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i
canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il
tiramento di testa
e
provare
a indovinare il numero dei bar,
compresi quelli all’interno delle discoteche e
dei dancing all’aperto ora che è agosto e hanno alzato persino le verande per
godersi meglio le zanzare e il puzzo della campagna grassa e concimata. Lungo la
via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, i parcheggi ampi
e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari
allo iodio che si alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di
luce si intrecciano alti nel cielo e
pare
allora di stare a Broadway o nel
Sunset Boulevard
in una notte di quelle buone con dive magnati produttori e
grandi miti. Ne immagino ventuno ma prima di entrare in Parma sono già trentatré,
la scommessa va a puttane, pazienza, in fondo non importa granché”.
viaggio pagina 67 -
feltrinelli
agosto è bello starsene a casa con la città
vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che
senti la tua solitudine
farsi pesante ma è un gioco diverso ed essere
soli fa molto più male in mezzo alla gente,
allora sì che è dolOroso e pungono le ossa e il respiro è davvero
brutto, come vivere un trip scannato e
troppo lungo.
viaggio pagina
85 - feltrinelli
La letteratura non salva, mai. Tantomeno
l'innocente. L'unica cosa che salva è la AMORE fede e la ricaduta (che è come il
temporale) della Grazia
(le ultime parole scritte da Tondelli con mano evidentemente tremante di notte
in ospedale nel retro della propria copia di Traduzione della prima lettera ai Corinti di Giovanni Testori)
.......Il tema della settimana è la dipendenza.
......Si tratta
della tossicodipendenza e della tossicodipendenza della natura più seria, quella
da eroina. Testimone degli eccessi, delle derive, della voglia di amare e anche
di morire dei giovani degli anni ottanta è senza dubbio Pier Vittorio Tondelli. E di
Pier Vittorio Tondelli
abbiamo scelto il libro più classico, quello che ha subito a suo
tempo una censura e che poi è diventato effettivamente un classico
della narrativa italiana giovanile, genere che prima degli anni
ottanta era quasi inesistente in Italia. Quasi tutto quello che
usciva di diverso dall’accademia era estero.
Il brano da altri libertini racconta di
due tossici e della loro ricerca spasmodica di droga. A suo tempo fu uno dei
brani più scandalosi e censurati del
libro. Nello specifico del brano
si fanno una canna, ma è solo un diversivo perché tutta la loro
esistenza gira intorno ad altro.
dispenseronline.it
Altri libertini è scaturito così da un forte desiderio, quasi feroce, di una
persona abbastanza giovane che cercava di comunicare con gli altri non avendo
altro modo per poterlo fare. O, più profondamente, l'espressione di una volontà
di potenza imbrigliata da sempre La mia letteratura è emotiva, le mie storie sono emotive; l'unico spazio che ha
il testo per durare è quello emozionale. ... Dopo due righe, il lettore deve
essere schiavizzato, incapace di liberarsi dalla pagina; deve trovarsi coinvolto
fino al parossismo, deve sudare e prendere cazzotti, e ridere, e guaire, e
provare estremo godimento. Questa è letteratura ...
Altri libertini - era il 1980 - oggi è un classico
fu giudicato dalla magistratura «opera
luridamente blasfema» che «stimola violentemente i lettori alla
depravazione e al disprezzo della religione». Secondo il gesuita,
Tondelli si riconciliò in extremis con la Chiesa e nelle sue ultime
opere è facile leggerne i segni: «In lui una chiave del sacro -
scrisse Spadaro - è legata all’esperienza della sessualità:
l’imbarazzante finitezza della corporeità diviene richiamo implicito
a un infinito che non è anelato oscurando la fisicità finita, ma
godendo di una finitezza condivisa in modo generoso e gratuito».
«Questo è il valore che occorre registrare: siamo qui all’opposto di
un erotismo segnato dal principio del consumo e del valore di
scambio». luigi mascheroni - giornale.it
Altri libertini ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel
1980, sequestrato
per oscenità e poi assolto dal tribunale ('con formula ampia'),
è stato contemporaneamente giudicato dalla critica una delle opere migliori
degli ultimi anni e ha imposto Tondelli tra i nuovi autori italiani più letti
anche all'estero.
I sei episodi, storie di gruppi più che di individui, legittimano l'adozione di
una vera e propria soggettività plurale, di un Noi narrativo che fa DEL ROMANZo
un ritratto generazionale: sullo sfondo della fauna scatenata che si muove nelle
pagine di Tondelli c'è l'irrequietezza dell'ambiente studentesco bolognese, che
al "realismo" della borghesia e alla rassegnazione del sottoproletariato oppone
un vitalismo non eroico, ma disinibito e contagioso. Sia la disinvoltura con la
quale Altri libertini, aggressiva opera prima, affronta vecchi tabù sia
l'ironica diffidenza con la quale tratta mitologie culturali e politiche
testimoniano dell'intima appartenenza dell'autore a una letteratura nuova e
combattiva.
"Per il suo contenuto luridamente blasfemo ed osceno nella triviale
presentazione di un esteso repertorio di bestemmie contro le divinità del
cristianesimo, nonché di irriferibili turpiloqui,...onde il lettore viene
violentemente stimolato verso la depravazione sessuale ed il disprezzo della
religione cattolica" pag.1112: uno stralcio dalla motivazione, emessa dal
Procuratore generale dell'Aquila, che valse a questo libro
un'ordinanza di sequestro. Il processo, celebrato con rito
direttissimo e concluso con l'assoluzione a formula piena....
Altro tema ricorrente è quello della diversità e dell'emarginazione, che può
essere raccontata come inesorabile e irreversibile, o come quasi gioiosa
capacità di costruire identità collettive autonome dal grigiore circostante,
oppure come dolore rabbioso e impotente, ma consapevole della necessità della
sua rappresentazione in funzione pedagogica (dirà Tondelli rivolgendosi a Wanda
Gherpelli, maestra elementare di Correggio, in una lettera :
"Tu non lo crederai
ma - che lo abbia voluto o meno - ho fatto del bene e portato a molti
'emarginati' che mi hanno scritto e cercato in tutti questi anni la forza di
cercare un riscatto umano, la volontà di essere se stessi al di là dei giudizi
della gente." http://railibro.lacab.it/emma/zoom.phtml?ns=1608
RIMINI
Verso mezzogiorno la segretaria di redazione telefonò in
cronaca per dirmi che il direttore voleva parlarmi. “Venga
tra quindici minuti,” aggiunse.
“Perché non ora? Sono libero,” dissi.
“Fra quindici minuti,” fu la sua risposta. E riattaccò.
Mi restava dunque poco tempo per fare un bell’esame di
coscienza, ripassarmi bene a memoria gli ultimi PEZZI,
ricordarmi i servizi, gli articoli e tutto quanto avevo scritto
in quegli ultimi giorni...
corriere.it
CAMERE SEPARATE
"La
lingua è perfetta."
Luciano Satta, Il Giornale
"Bellissimo libro di passaggio di Pier Vittorio Tondelli, il suo
migliore.
L'amore come tensione, pericolo, scoperta di sé, meditazione sul
mondo, rivelazione del futuro." Oreste del Buono, Panorama
"Il libro, se è possibile dirlo, ha un suono speciale, un colore
altrettanto speciale. Suono e colore di elegia, di malinconia
erosiva." Enzo Siciliano, Corriere della
Sera
"Camere separate è uno straordinario e felice ROMANZo d'amore e di
morte, di nostalgia e maturità, di impotenza e grandezza, nel quale
riconosciamo la crisi del nostro tempo e le sue misteriose ragioni."
Cesare De Michelis, in Fiori
di carta
art.bo.it
Agli amici che gli chiedono perché stia partendo lui dà una risposta
vaga, sforzandosi di renderla credibile. Dice che parte per lavoro,
che andrà a Londra per scrivere alcune corrispondenze che tornerà
entro pochi mesi. Deve mentire per circoscrivere le attenzioni un
po’ ansiose di chi gli vuole bene. Si sente prigioniero del buon
senso dei suoi amici che mai si metterebbero in viaggio senza
programmare né prenotare. Li vede perplessi e
sente il loro imbarazzo nell’eludere cautamente l’unica domanda che
vorrebbero fargli: “Cosa di tanto grave ti sta succedendo, Leo?”
E continua a mentire, divagare, a comunicare per tranquillizzarli,
indirizzi ai quali non abiterà mai.
In realtà mente perché avverte in sé tutta l’esilità delle proprie
motivazioni. Sa solamente che deve mettersi in viaggio. Non sa più
cosa fare di se stesso. Vorrebbe dormire anni, mille anni, sdraiato
in un bosco silenzioso, su di un letto di foglie gialle abbaglianti,
o rosse come la vite a ottobre, o arancioni come gli aceri canadesi,
o carnosamente violacce. E ridestarsi cambiato. Vorrebbe
camminare in silenzio attraverso i monti seguendo solamente il
fruscio dei propri passi e del proprio respiro. Vorrebbe sentire
dentro di sé l’odore della terra che si risveglia all’alba e che
continua a dissolversi e marcire. Vorrebbe scomparire assorbito dai
vapori di una torbiera fumante. Vorrebbe non tornare mai più dal suo
viaggio, perdersi su un binario morto e scomparire senza lasciare
dietro alcuna traccia .
BIO - 1955 - 1991
Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio di Reggio Emilia nel 1955. Nel 1980,
con Altri libertini (Feltrinelli), un libro di grande successo europeo, inizia
la sua fortunata stagione letteraria. Nel 1982 pubblica sempre per Feltrinelli,
il ROMANZo Pao Pao, cui segue nel 1985 Rimini, presso Bompiani. Nel 1986 esce
Biglietti agli amici, mentre cura per le Edizioni Transeuropa di Ancona i volumi
antologici del "Progetto Under 25", segnando una tappa storica per la giovane
narrativa italiana. Da Bompiani escono successivamente IL ROMANZo Camere
Separate (1989) e la raccolta di saggi e articoli Un week-end postmoderno.
Cronache dagli anni Ottanta. In questi stessi anni fonda e dirige la rivista "Panta".
Tondelli muore di Aids nel 1991. ......
A prima vista l'opera di Pier Vittorio Tondelli si prospetta come un esempio
convincente di un tipo di narrativa postnazionale: i protagonisti giovanili dei
suoi ROMANZI e racconti si muovono con relativa facilità sulla mappa
dell'Europa, e viene dato particolare risalto alle differenze regionali ed infranazionali piuttosto che a quelle nazionali. Alla luce delle osservazioni
appena formulate sui rapporti tra narratività e nazione sembra opportuno
affrontare la questione del carattere postnazionale dell'opera tondelliana dal
punto di vista delle sue condizioni enunciative, e porre la domanda se e in
quali modi si commisura al contenuto geografico dei suoi ROMANZI una specifica narratività postnazionale.
comune.bologna.it
italica.rai.it
Per Pier Vittorio Tondelli la scrittura
è stata un segno distintivo e così, in una pagina di Camere
separate, definisce il mestiere di scrittore:
La sua diversità, quello che lo distingue dagli amici del paese in
cui è nato, non è tanto il fatto di non avere un lavoro, né una
casa, né un compagno, né figli, ma proprio il suo scrivere, il dire
continuamente in termini di scrittura quello che gli altri sono ben
contenti di tacere. La sua sessualità, la sua sentimentalità si
giocano non con altre persone, come lui ha sempre creduto, finendo
ogni volta con il rompersi la testa, ma proprio nell'elaborazione
costante, nel corpo a corpo con un testo che ancora non c'è
(p. 212).
Dunque scrivere può anche trasformarsi in una specie
d'emarginazione, un segno evidente di quella diversità che più o
meno consapevolmente ciascuno si porta dentro
www3.unibo.it/boll900/numeri/2001-i/W-bol/Massaccesi/#iii
LA LETTERATURA OMOSESSUALE E MORTA
La
narrativa e la poesia dei gay forse non sono finite con la scomparsa
di Mishima, Genet, Pasolini e Tondelli.
Un buon esempio di come
funzionino queste etichette, e di come si siano moltiplicate, è
rappresentato da Pier Vittorio Tondelli.......... Come spesso
succede, allo scandalo seguì il successo. E, come spesso succede in
base alla logica identitaria maturata nel corso degli anni Settanta,
al successo seguì l'etichettamento. Per prima arrivò l'etichetta di
scrittore giovane - probabilmente una delle più azzeccate (Tondelli
scrittore generazionale, scrittore del ripiegamento nel "gruppo"
dopo la stagione degli anni Settanta), ma anche quella che più ha
condizionato la sua carriera successiva. Seguirono l'etichetta di
scrittore gay (cui Tondelli era non poco riluttante) e quella di
scrittore cattolico (curiosamente, il canone cattolico italiano
degli ultimi decenni punta molto sugli omosessuali: va ricordato
anche Giovanni Testori), per finire con un recentissimo e un po'
inverosimile tentativo di outing postumo e inverso (l'"outing" è la
rivelazione forzata dell'omosessualità di un personaggio famoso): la
riesumazione delle lettere di Tondelli a Federica Gazzotti,
fidanzata degli anni di liceo e poi amica della vita. Lasciando da
parte le due imperiture tradizioni di "rettificare" la sessualità e
il senso religioso dei personaggi famosi, sembra che negli ultimi
decenni la logica delle etichette sia diventata sempre più
ineludibile: un gay può essere solo uno "scrittore gay", un giovane
uno "scrittore giovane" (e in fondo anche un cattolico ha difficoltà
ad essere qualcosa di più di uno "scrittore cattolico").
piero zanotti - gaynews.it
BIBLIO
- Altri libertini (Feltrinelli 1980)
- Pao Pao (Feltrinelli 1982)
- Rimini (Bompiani 1985)
- Biglietti agli amici (Baskerville 1987, nuova edizione Bompiani 1997)
- Camere separate (Bompiani, 1989)
- Un weekend postmoderno: cronache dagli anni '80 (Bompiani, 1990)
- L'abbandono: racconti dagli anni '80 (Bompiani, 1993)
www.kalporz.com/stalla/tondelli.htm
unilibro.it
BIGLIETTI AGLI AMICI
Ma io volevo baci larghi
come oceani in cui perdermi e affogare, volevo baci grandi e baci
lenti come un respiro cosmico, volevo bagni di baci in cui
rilassarmi e finalmente imparare i suoi movimenti d’ amore.
Biglietti agli amici escono la prima volta in 24 copie, consegnate
da Pier Vittorio Tondelli ai destinatari dei singoli testi il giorno
di Natale 1986. In seguito l'editore "underground" Baskerville
pubblica un centinaio di copie che arrivano in libreria autografate
dallo scrittore: i nomi per esteso degli amici vengono sostituiti
dalle sole iniziali. Il libro non verra' piu' ristampato.
archiviostorico.corriere.it
professionalizzante -
artigianale - militante
Tre tipologie di scuola di
scrittura caratterizzano la via italiana all'insegnamento del creative writing
di Stas'
Gawronski
Le iniziative volte alla pratica e
all'apprendimento della scrittura creativa continuano a diffondersi a macchia
d'olio su tutto il territorio nazionale e incontrano un numero sempre maggiore
di persone desiderose di vivere, anche solo per poco tempo, la dimensione
dell'aspirante scrittore. A vent'anni dalle esperienze che hanno segnato l'avvio
della stagione italiana del creative writing, in particolare il laboratorio
"under 25" di Pier Vittorio Tondelli e il corso avviato nel 1984 al Teatro Verdi
di Milano da Raffaele Crovi (poi ripreso da Giuseppe Pontiggia e Laura Lepri),
l'insegnamento della scrittura creativa è diventato, al di là dello scetticismo
di molti, una realtà con cui anche scuole e università hanno cominciato a fare i
conti.
GLI ANNI OTTANTA “per me gli anni ottanta
finirono lì, nel 1983, durante quel fine settimana dove, sotto l’apparenza di
una fiesta mobile di ragazzi allegri, e anche scatenati, si rivelarono la follia
dei rapporti, l’eccesso di certi riti e anche la paura. Dopo fu solamente il
momento dell’osservazione e della riflessione, del lavoro sul materiale più o
meno autobiografico” roberto santoro - loccidentale.it
TONDELLI E GLI ANNI OTTANTA
Tondelli radica la sua ricerca letteraria in una domanda
che si pone alla stazione di Bologna, verso la fine degli anni Ottanta: “chi sta
viaggiando in questo momento?”. E ogni sua opera letteraria cerca di formulare
risposte a questo interrogativo profondo, in una ricerca di appartenenza alla
realtà che spesso lo scrittore si ritrova a vivere come in una sorta di
estraniazione. A questa domanda fondamentale risponde attraverso il suo lungo
viaggio tra le mode e la “fauna” artistica e musicale degli anni Ottanta. La sua
posizione all’interno di questo viaggio è precisa: lui non è un semplice
osservatore esterno, ma una persona che ha bisogno di “un accumulo di
esperienze” per sentire “il sound della realtà”. comune di scandicci - met.provincia.fi.it
su vasco rossi
In anni in cui tutto stava andando verso la normalizzazione, il carrierismo, il
perbenismo, Vasco, con la sua faccia da contadino, la sua andatura da montanaro,
la sua voce sguaiata da fumatore, il suo sguardo sempre un po' perso, diventava
l'idolo di una diversità, di un farsi i fatti
propri, di un non volersi irreggimentare che trovarono pronta e osannante una
moltitudine di ragazzini.
aldo grasso - corriere.it - 2012
dal 1947 Premio Riccione per il Teatro
SEZIONE PREMIO RICCIONE PIER VITTORIO TONDELLI
Per sostenere la creatività giovanile, il concorso assegna il Premio Riccione
“Pier Vittorio Tondelli”, riconoscimento speciale destinato agli autori
“under-30”
istituito
nel 1993, dopo alcune edizioni sperimentali il riconoscimento si è consolidato
dal 1999, ricoprendo un ruolo decisivo nell’affermazione di nuovi e brillanti
drammaturghi
teatro.org
romagnaoggi.it
comune.correggio.re.it
1991 - 2011 -
VENTENNALE della scomparsa
cortometraggio girato nel luoghi del poeta
che contiene il
TESTO "Amore mio fallimentare"
- video in anteprima nazionale su
rockol.it - frankiemagellano.it
documentario 'lo chiamavano vichy' - 2012
*
lo chiamavamo
vichy - documentario raccontato da enza negroni
il Tondelli più intimo e forse più sconosciuto con una coralità di voci ed
immagini, che rendono giustizia ad uno degli scrittori più controversi del '900.
Da questo ritratto esce la figura di uno scrittore in erba già maturo, che
proseguiva dritto per la sua strada letteraria, senza farsi "incarcerare" da
logiche di mercato e da falsi moralismi. Il documentario si può definire una
ricognizione spazio-temporale sulla vita e sui luoghi cari all'autore di
Correggio, evocati dalle contrapposizioni di immagini in bianco/nero e a colori.
A rendere ancora più suggestiva la narrazione, le musiche "psichedeliche"
realizzate da Andrea Dalpian, che sembrano rispecchiare appieno il pensiero del
protagonista negli anni in cui era intento a "scrivere il romanzo/inventario dei
miti generazionali". simone pinchiorri -cinemaitaliano.info - 2012
al cinema la
storia di Pier Vittorio Tondelli Ispirato alla figura dello scrittore con
una citazione da Altri Libertini ad aprire la pellicola e ambientato nella
provincia rurale emiliana dei primi anni ’80 ...
tommaso costa - telesanterno.com - 2012