Campagne de soutien à la création
d'un "ESPACE SAINT-EXUPÉRY" dans le château de Saint
Maurice-de Rémens, la maison où Antoine de Saint Exupéry passa son
enfance et qui fut propriété de la famille jusqu'en 1932.
saint-exupéry ebbe una passione profonda tumultuosa e conflittuale
per la
salvadoreñaconsuelo
suncín vda. de carrillo e tuttavia non arrivarono mai alla separazione .
- consuelo prima di sposarlo
aveva avuto una breve relazione con gabriele d'annunzio -
in una lettera ritrovata a ROMANZI si legge la sofferenza per il loro rapporto .
ma l'amore per consuelo e le donne
(una di loro gli regalò un aereo)
forse non fu così grande come quello per l'ebbrezza del volo
...
...... consuelo, j'ai
besoin de vos lettres comme du pain.
vous êtes mon doux devoir
et je voudrais vous abriter. je voudrais simplement
vous dire que je vous aime. soyez en aussi certaine
que du jour....
.......
...you just don't seem to
care... and you know my condition.
you are very unkind to
cause me such pain. I don't deserve it...
Un amour passionnel. -
La Rose unique du Petit Prince
Ils sont fantasques, fusionnels et bohèmes, toujours entre deux chambres d’hôtels
et en voyage perpétuel. Mais rapidement, l’éblouissement des débuts fait place
aux déchirures. Antoine fuit, revient, repart. Il n’aime jamais autant sa femme
que de loin. Consuelo lui fait des scènes, le quitte, l’implore. Les amants
terribles se séparent à l’aube de la guerre
consuelo-de-saint-exupery.com
Antoine et Consuelo de Saint-Exupery, un amour de legende
- Alain Vircondelet e Jose' Marinez Fructuoso
EREDI FANNO CAUSA A EDITORE PER INEDITI
la maggior parte di documenti pubblicati sono fotografie, oggetti, telegrammi e
alcuni documenti inediti sui quali, a giudizio di Laurent Beccaria, la famiglia
Saint-Exupery ''non detiene diritti''. ''Il nostro e' un libro di charme, di
atmosfera, che riabilita una storia d'amore commovente e sconosciuta. Gli eredi
di Saint-Exupery ci rimproverano la divulgazione di alcuni estratti inediti, che
non sono che un assaggio dei tesori che riposano negli archivi di Consuelo''
romagnaoggi.it - 2008
Secondo un libro-inchiesta - Francia -
due anni dopo la scomparsa di Antoine,
nell'ottobre 1946, Consuelo fabbrico' delle false lettere
per tentare di provare che l'autore di ''Il Piccolo Principe'' gli aveva donato
l'insieme della sua opera, tanto da farne la sua unica erede. Malgrado questi
falsi grossolani, la madre dello scrittore, la contessa Marie de Saint-Exupery,
preferi' evitare lo scandalo di un processo e trovare un accordo, nel maggio
1947, con la vedova. I diritti furono allora divisi in parti uguali tra la madre
dello scrittore, le sue due sorelle, Simone de Saint-Exupery e Gabrielle d'Agay,
e la vedova Consuelo, morta nel 1979.
adnkronos.com - 2009
Di fronte alle rimostranze della Paramount, gli eredi di
Saint-Exupery hanno rivendicato il loro diritto morale e patrimoniale
sull'eredità dello scrittore e negato la legittimità della negoziazione fatta a
suo tempo da Consuelo, accusando così la vedova di falso. Probabile a questo punto un processo tra gli eredi
e la Paramount.
libero-news.it
Antoine e Consuelo de
Saint-Exupery gli oggetti di una vita
memorial di caen - in
mostra le sue lettere d'amore ....la vita quotidiana e il
''laboratorio creativo'' Oltre 150 oggetti appartenuti al narratore e a sua
moglie Consuelo esposti per la prima volta fino a novembre 2006 .
La mostra propone telegrammi, lettere d'amore, manoscritti, fotografie, effetti
personali appartenuti alla coppia. ......il tavolo sul quale Antoine
de Saint-Exupery scrisse la prima bozza del ''Piccolo principe'' ..
a 60 anni dalla pubblicazione ... una copiaDEL ROMANZo con le firme di Jean
Gabin, Salvador Dali', Charlie Chaplin, Jean Renoir, Greta Garbo e Marlene
Dietrich.
adnkronos
2007 DA MEMOIRES
DE LA ROSE
«Consuelo, quella contessa da operetta…».
Davvero Antoine non era come gli altri. Mi dicevo che ero pazza da legare: avevo
una casa in Francia, una certa ricchezza. Perché tormentarmi ancora? Era tutto
così semplice. A Parigi avevo degli amici e, se avessi rinunciato a sposarmi con
Tonio, avrei mantenuto tutta la mia ricchezza. Perché Gómez Carrillo era ricco,
aveva pubblicato libri in Spagna, a Parigi: dovevo solo conservare il suo nome.
Ma tornavo sempre da Tonio. Già organizzavo la nostra vita. Saremmo andati a
vivere in una casa nel sud della Francia, il Mirador, l’ultima dimora di Gómez
Carrillo. Avrebbe finito il suo libro e poi saremmo andati in Italia, in Africa,
in Cina.
Avrebbe ripreso a pilotare, per la Compagnia Aéro-Orient… i progetti mi
sfilavano in testa.
Non parlavamo mai delle nostre miserie. In ogni villaggio che attraversavamo, mi
faceva dei regali.
«Voglio che perdiate tutto, per offrirvi con le mie mani ogni cosa che
possiederete».
Era magro all’epoca, sembrava che avesse sofferto. La prima sera dopo il nostro
ricongiungimento, non riuscimmo a lasciare Almeria. Provavamo una commozione
troppo forte, insieme a timidezza e sofferenza.
«Ho una sola domanda da porvi» mormorava inquieto, pallido, tremante.
«Non ho dormito in queste ultime notti. Sapete che non mi lamento mai per
la mancanza di sonno, ma solo per le ore che mi separano da voi. Il mio puma,
sul battello, era triste: non l’ho nutrito abbastanza e ha cercato di mordere un
mozzo, di certo gli faranno una puntura letale. Ma io ero ancora più triste di
lui. Non riuscivo a pensare ad altr che al vostro volto, al vostro modo di
parlare. Ve ne supplico, parlatemi, non mi dite niente, perché? Credete che non
abbia sofferto abbastanza? I telefoni di Buenos Aires erano
una vera tortura, e voi non volevate parlare forte, distintamente.
Perché? Avevate sempre visite? Ma sono pazzo, non ho più tempo di essere triste,
vi ho ritrovata ora, e nessuno al mondo ci potrà separare.
Non è vero?».
«Sì, Tonio, l’amore è come la fede. Me ne sono andata perché
non avevate fiducia in me. Anche i vostri hanno chiesto
informazioni su di me. Questo, lo capirete, mi fu
davvero penoso ». barberaeditore.it
memoires de la rose
Il manoscritto di Consuelo ritrovato nel 1993 divenuto best-seller in Francia
nel 2000 ci racconta una tra le più affascinanti storie d’amore di tutti i
tempi. Dagli incontri appassionati alle separazioni crudeli....ai tradimenti
alle riconciliazioni - dai voli spericolati alle parentesi mondane....
rilettura della figura di Antoine de Saint-Exupéry che ci appare spogliato
dell’aureola di scrittore moralista e rigido. Restituito alla sua debolezza e
grandezza di uomo. Consuelo Suncin Sandoval De Gòmez è nata nel 1901
ad Arménia (El Salvador) ed è morta a Parigi nel 1979. Scrittrice, pittrice,
amica di artisti e intellettuali come Duchamp, Balthus, Breton, Derain, è stata
la musa ispiratrice e moglie di Antonie de Saint-Exupéry, conosciuto a Buenos
Aires nel 1929 e sposato a Nizza l’anno successivo. www.barberaeditore.it adnkronos
www.university.it
Consuelo,
redoutable mangeuse d'hommes Dans l'étrange tribu des femmes d'écrivains, Consuelo de Saint-Exupéry était
restée l'une des plus mystérieuses. On savait seulement que cette Salvadorienne
était aussi jolie qu'une fleur des tropiques et que son illustre époux l'avait
dépeinte sous les traits de la Rose dans Le petit prince. On découvre donc avec
intérêt ses Mémoires, publiés à l'occasion du centième anniversaire de la
naissance de Saint-Ex. Un récit charmant, mais bourré de lacunes, d'oublis et d'approximations
- et dépourvu de toute date et de tout point de repère.
Pour y voir plus clair, il faut se tourner vers l'Anglais Paul Webster, qui s'attaque
à Consuelo après avoir consacré une biographie à «Tonio» (Saint-Exupéry, vie et
mort du petit prince, réédité chez le même éditeur). On y apprend que la
vulnérable petite chose qui épousa le grand pilote en 1931 était en fait une
redoutable mangeuse d'hommes. Elle avait déjà inscrit à son tableau de chasse
deux maris (le deuxième avait eu la délicatesse de mourir vite en lui laissant
sa fortune), un assortiment d'amants influents et un séjour dans le harem de
Gabriele D'Annunzio, le fauve de ces dames. Une fois mariés, le comte et la
comtesse de Saint-Exupéry s'entendirent pour mener une vie de bohème de luxe
pimentée de liaisons illégitimes. Le premier ne tarda pas à s'éloigner, sans
jamais rompre complètement, et légua, faute d'argent, un nom légendaire. Un brin
sarcastique, Paul Webster conclut son livre par un proverbe salvadorien: «Consuelo
fut la preuve qu'une vie sentimentale bien gérée peut être plus rentable qu'une
hacienda.»
Didier Sénécal - lire-fr
Fu un'infermiera della Croce rossa, l'ultimo amore di
Antoine de Saint-Exupery
alla soglia dei 40 anni, si innamorò di questa ragazza appena 19 enne, il cui
nome, forse, non si saprà mai. Ma l'amore non fu corrisposto. Lei, già sposata,
rifiutò di farsi corteggiare, ma lui non si perse d'animo, e le inviò lettere
ornate da disegni inediti. La corrispondenza è riapparsa
l'anno scorso ad una vendita all'asta, dove è stata acquistata dal Musee des
Lettres et des Manuscrits di Parigi. E sta per essere pubblicata, con i
facsimili, dall'editore Gallimard nel libretto Lettres à l'inconnue.
......
La crocerossina si aggiunge alla lunga lista delle donne di Saint-Exupery, tra
le quali Loulou, Anne, Nathalie, Nada, Hedda e Consuelo.
... «Non c'è più il Piccolo principe oggi,
non ci sarà mai
più.
Il Piccolo principe è morto.
O forse egli è diventato scettico.
Un Piccolo
principe scettico non è più un Piccolo principe». http://www.museedeslettres.fr
messaggero.it
Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del
Piccolo Principe Quando la chiamo non c’è mai
La sera non è più tornata
Per giunta non mi chiama
Con lei divento matto !
Nel maggio 1931 Antoine de Saint-Exupéry, dopo aver trascorso due anni negli
Stati Uniti e avere pubblicato "Il Piccolo Principe", torna ad Algeri per
cercare di raggiungere la zona d'azione della sua squadra di ricongiungimento,
il gruppo di ricognizione aerea 2/33. Su un treno che lo porta da Orano ad
Algeri, incontra una ragazza di ventitre anni originaria della Francia
orientale, sposata e abitante a Orano, arruolata come crocerossina. La passione
scoppia improvvisa e i due si frequentano per tutto l'ultimo anno di vita
dell'autore. Le lettere che Saint-Exupéry scrive all'amata svelano il legame
segreto tra lo scrittore e il personaggio del Piccolo Principe e la potenza dei
suoi disegni nell'espressione dei sentimenti. Un volume illustrato di grande
formato, con le riproduzioni in fac-simile delle lettere e i disegni inediti
dell'autore.
bompiani - libreriauniversitaria.it - 2009
Vi racconto la verità sul Piccolo Principe - Alain Vircondelet
..
c onsuelo era la ‘rosa’ d el
poccplo principe – letto da 80milionmi di persone - ?
..
la loro
casa di Bevin House fu proprio Consuelo a soprannominarla la casa del Piccolo Principe”
consuelo:
capricciosa, chiacchierona e civettuola - aggettivi
che Antoine usava per la moglie-
…
Ma è noto che Saint-Exupéry mentre era a New York frequentò molte altre
donne... enza dubbio. Ma il suo dongiovannismo non fu né cinico
né morboso. Ciò che voleva era essere amato, più che amare... Il più grande
amore della sua vita fu sua madre, a cui scrisse lettere magnifiche.
…. Consuelo dovette destreggiarsi in mezzo a
queste infedeltà che lei comunque gli perdonava
matteo
sacchi - ilgiornale.it - 2009
ASTEROIDE B
612
Ho serie ragioni
per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe é l’asteroide
B 612 . Questo asteroide e stato visto una sola volta al telescopio
da un astronomo turco . Aveva fatto allora una
grande dimostrazione della sua scoperta a un Congresso Internazionale
d’Astronomia . Ma in costume com’era, nessuno lo aveva preso sul serio . I
grandi sono fatti cosí . Fortunatamente per la
reputazione dell’asteroide B 612 un dittatore turco impose al suo popolo,
sotto pena di morte, di vestire all’europea . L’astronomo rifece la sua
dimostrazione nel 1920, con un abito molto
elegante. E questa volta tutto il mondo fu con lui
il folle volo del piccolo
principe
Una serie di letture, e non solo, di e su Saint-Exupery, che rintracciano nei
suoi racconti di guerra e
di volo la stessa mobilità del Piccolo Principe. L'itinerario non è fatto solo
di libri ma anche di un
fumetto e di una canzone.di Enrico Settimi
Il
narratore del Piccolo Principe è un pilota. Antoine de Saint-Exupéry è l’autore del Piccolo Principe.
Faceva il pilota di professione. La scrittura e il volo, come se fossero l’uno la mutazione alchemica dell’altro si rispecchiano, fino
alla fine delle parole e allo schianto dell’aereo di Saint-Exupéry. Ma qui
non voglio scrivere su una favola che viene riletta lungo giorni diversi da
chiunque la accosti. In fin dei conti è
lì, tradotta in Italiano, con tutta la sua imbarazzante purezza, al cospetto
della quale si resta privi delle
proprie parole e della vanità che le accompagna. Il Piccolo Principe
l’ho letto da solo, appartato da sguardi critici. Ho assaporato le frasi
bisbigliandole tra me, come per
raccontarle ad un bambino che forse non c’è più, rincorrendolo.
lundi
31 julliet 1944
Première mission photo en haute altitude sur le sud de la France. Non
rentré.
Saint-Exupéry è stato pilota di guerra.
L’aspettavano alle 13 del 31 giugno 1944, nella base aeronautica di
Bastia-Borgo, Corsica..
L’aria estiva
poteva essere appena mitigata dalla brezza marina, ma dovette
sembrare
irrimediabilmente ferma quando alle 14 e 30 era persa ogni speranza che fosse ancora in volo. L’attesa che non
viene soddisfatta resta sospesa, come un lutto che non passa, perché è sempre troppo
recente.
Pilot
did not return and is presumed lost.
Così
alle 15 e 30 annotava l’ufficiale americano Vernon F. Robinson sull’
Interrogation Report. Questo
itinerario parte da quel giorno caldo, sul cielo di Corsica. Ma
anche dal malinconico pilota-narratore del Piccolo Principe. È un viaggio fin
dentro la durezza etica di Antoine
de Saint-Exupéry, a trovare ancora una volta un bambino stupito, acuto e
vulnerabile. Potrebbe essere una storia personale. Il
punto d’arrivo è alla fine di un estenuante viaggio adolescenziale, poco prima o
poco dopo la tappa che immette all’età matura, quando annoiati da tutti gli
anti-eroi che affollano gli olimpi esplosi di fine secolo, ci si volge ai
ricordi di qualcun altro, nel tentativo di sfondare la scenografia in cartongesso - fredda ma comoda - del cinismo a buon mercato. Non è
una questione di estetica. Nemmeno cerco il punto di riferimento, di cui ho
guadagnato l’impossibilità.
Non
voglio fare il controcanto alla prosa della disillusione. Ma c’è qualche
cosa di arcaico, primario e non ulteriormente riducibile proprio nelle parole
taglienti, nello sguardo freddo, e
nella biografia di Saint-Exupéry. Assomiglia all’Ulisse dantesco, questo
scrittore che ha visto molti dei
suoi compagni non tornare più, e che una volta di troppo, per desiderio di
verità, è salito sul suo aereo.
Scriveva il 30 luglio 1944:
"Sono immerso nel pericolo della guerra più semplice e
nudo. Dei caccia mi hanno sorpreso l’altro giorno. Sono sfuggito per un niente. Ho trovato tutto ciò
benefico. E non per il delirio sportivo o guerriero, che non approvo. Ma perché io non capisco nient’altro,
assolutamente nient’altro che la qualità della sostanza". (Dagli Scritti di
Guerra)
Volo
di Notte,
(Mondadori) Corriere del Sud
(Mondadori) o gli Scritti di Guerra (Credo che l’edizione italiana
sia compresa nelle Opere edite da Bompiani) annotano la necessità di farsi
carico delle scelte più difficili o
dolorose.
Il
volo non è usato come metafora: è padroneggiato come una tecnica
letteraria, come una concatenazione logica di eventi o
di pensieri, come codice meccanico imperfetto per dire l’esistenza.
Dopo aver letto
l’attacco di Volo di Notte ci si lascerà abbindolare difficilmente dall’arte per
l’arte, o dalle pose
estatiche ed estetizzanti di tanti contemporanei.
Di quando in
quando si è riparlato di Saint-Exupéry e della sua morte. È accaduto con una
certa frequenza tra la metà degli
anni ottanta e la metà degli anni novanta. Quel che è stato detto, scritto,
disegnato in proposito è
segnato dal pudore, dalla mancanza d’appigli per ogni polemica letteraria, o per
un revival dai toni
nostalgici.
Era
come se degli amici dispersi portassero fiori alla sua tomba, da paesi remoti,
senza mai incontrarsi. Cito
in ordine sparso: Daniele del Giudice,
che ha dedicato un racconto del
suo Staccando L’ombra da Terra (Einaudi) alla ricostruzione dello
scontro aereo in cui Saint-Exupéry dovette soccombere. Ha ritrovato un rapporto dell’allievo pilota
tedesco che verosimilmente lo ha abbattuto.
Hugo
Pratt ne ha disegnato la storia. Il tratto è tremolante - come nelle tavole di
Corto Maltese - a sottolineare il
torrido delle vite vissute che non si raffreddano nemmeno a raccontarle cento
volte, siano reali o frutto
di fantasie.
Francesco De Gregori
ha raccolto le impressioni ad alta quota di Saint-Exupéry in Pilota di Guerra, nell’album "Terra di
Nessuno", scrivendo un verso che fosse pure da solo raccoglie l’ansia estrema e pacata di osare dello
scrittore francese: "Non per entrare nel merito del motore/ ma ogni motore ha
una musica ed io la so".
Non è presunzione,
credo, quella che guidava il pilota a protestare contro la solitudine e
l’afflizione della condizione umana e
ad affermarne la propria conoscenza; mi sembra più una assunzione di responsabilità, ingenua e nobile.
Questo
viaggio può proseguire allora in altre pagine dedicate allo stupore di fronte ai
tentativi di mera sopravvivenza di alcuni, e di fronte all’incapacità di provare
sensazioni, di dare alle sensazioni un nome e di agire in modo conseguente.
volo di notte di saint-exupéry
Per la prima volta sulla scena la versione teatrale
del racconto di Antoine de Saint-Exupéry «Volo di Notte» grazie alla
concessione fatta dagli eredi di Saint-Exupéry all’Associazione
Mannini dell’Orto Teatro che ne cura la riduzione e interpretazione.
Lo spettacolo
celebra i 100 anni dell’invenzione del volo (Fratelli Wright, 17 dicembre
2003)... Maggio Musicale Fiorentino 2004
www.nove.firenze.it/ www.culturalweb.it/ 2004
vol de nuit
extrait
L'inspecteur parut hésiter, se retourna
vers Pellerin et sa pomme d'Adam remua. Mais il se tut. Il reprit, après
réflexion, en regardant droit devant soi, sa dignité mélancolique.
Il la promenait, ainsi qu'un bagage, cette mélancolie.
Débarqué la veille en Argentine, appelé par Rivière pour de vagues besognes,
il était empêtré de ses grandes mains et de sa dignité d'inspecteur. Il n'avait
le droit d'admirer ni la fantaisie, ni la verve : il admirait par fonction
la ponctualité. Il n'avait le droit de boire un verre en compagnie, de
tutoyer un camarade et de risquer un calembour que si, par un hasard
invraisemblable, il rencontrait, dans la même escale, un autre inspecteur.
"I1 est dur, pensait-il, d'être un juge."
A vrai dire, il ne jugeait pas, mais hochait la tête. Ignorant tout, il
hochait la tête, lentement, devant tout ce qu'il rencontrait. Cela troublait
les consciences noires et contribuait au bon entretien du matériel. Il n'était
guère aimé, car un inspecteur n'est pas créé pour les délices de l'amour,
mais pour la rédaction de rapports. Il avait renoncé à y proposer des
méthodes nouvelles et des solutions techniques, depuis que Rivière avait
écrit : "L'inspecteur Robineau est prié de nous fournir, non des poèmes,
mais des rapports. L'inspecteur Robineau utilisera heureusement ses
compétences, en stimulant le zèle du personnel." Aussi se jetait-il
désormais, comme sur son pain quotidien, sur les défaillances humaines. Sur
le mécanicien qui buvait, le chef d'aéroplace qui passait des nuits blanches,
le pilote qui rebondissait à l'atterrissage.
...............
Rivière s'arrêta
devant Leroux, un vieux contremaître qui travaillait. Leroux, lui aussi,
travaillait depuis quarante ans. Et le travail prenait toutes ses forces.
Quand Leroux rentrait chez lui vers dix heures du soir, ou minuit, ce
n'était pas un autre monde qui s'offrait à lui, ce n'était pas une évasion.
Rivière sourit à cet homme qui relevait son visage lourd, et désignait un
axe bleui : "Ça tenait trop dur, mais je l'ai eu." Rivière se pencha sur
l'axe. Rivière était repris par le métier. "Il faudra dire aux ateliers
d'ajuster ces pièces-là plus libres." Il tâta du doigt les traces du
grippage, puis considéra de nouveau Leroux. Une drôle de question lui venait
aux lèvres, devant ces rides sévères. Il en souriait :
– Vous vous êtes beaucoup occupé d'amour, Leroux, dans votre vie ?
– Oh ! l'amour, vous savez, monsieur le Directeur...
– Vous êtes comme moi, vous n'avez jamais eu le temps.
– Pas bien beaucoup...
Rivière écoutait le son de la voix, pour connaître si la réponse était amère
: elle n'était pas amère. Cet homme éprouvait, en face de sa vie passée, le
tranquille contentement du menuisier qui vient de polir une belle planche :
"Voilà. C'est fait."
"Voilà, pensait Rivière, ma vie est faite."
Il repoussa toutes les pensées tristes qui lui venaient de sa fatigue, et se
dirigea vers le hangar, car l'avion du Chili grondait.
ac-strasbourg.fr
riassunto
petit prince
Un pilota di aereo,
precipitato nel deserto, incontra un bambino semplice, che per prima cosa gli
chiede "Mi disegni una pecora?". Allibito, il pilota,disperato per la
situazione in cui si trovano, non si capacita di questa ed altre richieste
strane del bambino. Questi, poco per volta, dice di essere il
principe
di un lontano asteroide, sul quale abita solo lui e una piccola rosa,molto
vanitosa, che lui cura e ama. Il piccolo principe racconta che, nel suo vagare
per lo spazio, ha conosciuto diversi personaggi strani, ciascuno dei quali gli
ha insegnato qualche cosa.
La cura per la sua rosa lo ha fatto soffrire molto, perché
spesso questa si è mostrata scorbutica o molto pretenziosa. Ora però che
è lontano, il Piccolo Principe scopre piano piano che le ha voluto bene, e che
anche lei gliene voleva. Purtroppo però non si capivano. Il piccolo principe,
proveniente dall'asteroide B612, aveva bisogno della pecora per farle divorare
gli arbusti di baobab prima che crescessero e soffocassero il suo pianeta.
E da qui inizia il racconto dei pianeti che il piccolo principe ha visitato, con
gli strani personaggi che li abitano.
Da ciascuno di essi il piccolo principe se ne va con
l'idea che i grandi siano ben strani, e con un piccolo insegnamento per sé:un
pigro, che ha trascurato i baobab del proprio pianeta da piccoli, ha scoperto
che se si lasciano crescere i baobab, questi soffocano tutto quello che c'è; il
signor Cremisi, su un altro pianeta, ha passato la vita a contare le stelle,
allo scopo di diventare più ricco e comprare altre stelle, senza amare nessuno,
ripetendo come un fungo: "Io
sono una persona seria"; un vecchio re solitario, che si crede onnipotente,
cerca di farlo suo ministro, dando ordini solo in modo da essere sempre
ascoltato; un vanitoso chiede solo di essere ammirato e applaudito, senza
ragione; un ubriacone beve per dimenticare la vergogna di bere; un
lampionaio deve accendere e spegnere il lampione del suo pianeta ogni minuto,
perchè il pianeta gira a quella velocità; per quest'uomo il piccolo principe
prova un po' di ammirazione perché è l'unico che non pensa solo a se stesso; un geografo sta seduto alla sua scrivania ma non ha
idea di come sia fatto il suo pianeta, perché non dispone di esploratori da
mandare ad analizzare il terreno e riportare i dati.
Questi consiglia al piccolo principe di visitare la Terra, sulla quale
finalmente il nostro protagonista giunge, con grande stupore per le dimensioni e
per la quantità di persone. Il suo primo incontro, nel deserto, avviene con un
serpente, simbolo della morte, che però è vista in senso positivo, come l'inizio
di un viaggio. Proseguendo con il suo viaggio, egli incontra un piccolo fiore,
delle alte cime, ed infine un giardino pieno di rose fiorite. La sua rosa aveva
raccontato al piccolo principe di essere l'unica di quella specie in tutto
l'universo, e quindi egli rimane molto deluso da questa scoperta. Ma non fa in
tempo a pensarci molto, che compare un piccolo volpe, che gli chiede di essere
addomesticato e di essere suo amico. La volpe parla a lungo con il principe
dell'amicizia, della sua rosa, che in realtà è unica al mondo per le cure e
l'amore che lui le ha prodigato; poi, alla fine del loro incontro, gli rivela il
suo segreto: "Non si vede bene che col cuore; l'essenziale è invisibile agli occhi".
Il principe incontra poi un indaffarato controllore, che non sa giustificare la
ragione per cui la gente va avanti e indietro sempre di fretta; l'ultimo
interessante incontro è con un venditore di pillole che calmano la sete, facendo
risparmiare un sacco di tempo. Dopo aver ascoltato tutto il racconto del piccolo
principe, il pilota non è riuscito a riparare l'aereo e ha terminato la scorta
d'acqua. Ecco allora la proposta assurda e ingenua del bambino: "Anch'io ho
sete… cerchiamo un pozzo… ".
Dopo una giornata di cammino, i due si fermano stanchi su una duna ad ammirare
il deserto nella notte, bellissimo nella sua maestosità, ma bellissimo
soprattutto perché "ciò che abbellisce il deserto",
disse il piccolo principe, " è che nasconde un pozzo in qualche luogo…". Di
qualunque cosa si tratti, quello che fa la sua bellezza è invisibile. Con in
braccio il bambino addormentato, il pilota cammina tutta la notte, e finalmente
all'alba scopre il pozzo. "Un po' d'acqua può far bene
anche al cuore" commenta il piccolo principe, e bevono entrambi con
gioia. Il pilota torna al lavoro al suo apparecchio, e la sera seguente ritrova
il piccolo principe ad attenderlo su un muretto accanto al pozzo, mentre parla
con il serpente che aveva incontrato. Il piccolo principe tornava lì, dopo un
anno dall'arrivo sulla terra, per tornare al suo pianeta. Il serpente, con il
suo morso, era il mezzo per potersi liberare del corpo, troppo pesante per
arrivare così lontano. E così, nella notte, in una scena struggente, il piccolo
principe fa il grande passo per ritornare dalla sua rosa. Il suo corpo cade a
terra, esanime, ma "sarà come una vecchia scorza abbandonata". Ancora una volta,
"l'essenziale è invisibile agli occhi".
E il piccolo principe così, forse, ritorna dalla sua rosa, con la pecora, la
scatola e la museruola. E lascia in regalo al pilota, e a tutti noi, il suo
sorriso, il suo messaggio, e un mare di stelle da guardare, sapendo che lassù,
da qualche parte, un piccolo principe sta prendendosi
cura della sua rosa.
LIBRI L'AVIATORE 1926 L'Aviateur
CORRIERE-SUD 1929 Corrier-Sud - film 1937 Robert Bresseo
VOLO DI NOTTE 1931 Vol de nuit - film 1933 Clarence Brown
TERRA DI UOMINI 1939 Terre des hommes
PILOTA DI GUERRA 1942 Pilote de guerre
LETTERA A UN OSTAGGIO 1944 Lettre a un otage
IL PICCOLO PRINCIPE 1943 Le Petit Prince
LA CITTADELLA 1948 La Citadelle scritto nel 36
Taccuini
1961 carnets - postumi
Saint-Exupéry : " grand
écrivain mais mauvais pilote ? "
Depuis la disparition de
Saint-Exupéry, l'affirmation "Saint-Ex grand écrivain mais mauvais pilote"
revient de temps en temps sous la plume de journalistes qui la justifient
par le nombre impressionnant d'accidents d'avion survenus dans sa carrière,
et par quelques brefs témoignages de pilotes ou mécaniciens l'ayant
rencontré occasionnellement.
Souvent recopiées
successivement les unes
sur les autres, les affirmations "Saint-Exupéry
mauvais pilote" ajoutent à la personnalité
de l'écrivain une
contestable touche
tragi-comique, que nous symbolisons
par ce dessin
enprovence.com/saint-exupery/mauvais_pilote.html
Que
Saint-Ex ait parfois manifesté une fantaisie certaine,
cela est attesté par ses camarades qui l'ont vu exécuter
des acrobaties non prévues, ou faire des tours de piste
supplémentaires avant d'atterrir parce qu'il achevait la
lecture d'un ROMAN feuilleté pendant le trajet (par beau
temps, et sans passager). Qu'il ait commis des erreurs
d'appréciation lors de ses innombrables prises de
risques n'aurait rien d'étonnant. Mais ne faut-il pas replacer tout cela dans le contexte
de la période pionnière de la conquête du ciel ? Il n'existait
alors pas de routine, l'aventure et le risque extrême
étaient quasi-quotidiens. Les tentatives que certains
pilotes estimaient impossibles et folles, on demandait à
d'autres pilotes de s'y engager, ou ils y allaient de
leur propre initiative. Souvent ils réussissaient,
parfois ils ne rentraient pas. Bref il fallait des
hommes d'audace, et peu importait qu'ils fussent des
acharnés de fêtes nocturnes à tout casser comme Mermoz,
des farceurs comme Marcel Reine qui scandalisa la
colonie française du Maroc en promenant une calèche
emplie de filles nues, ou un original fantaisiste et
génial comme Saint-Exupéry.
SAINT-EXUPERY:
IL MESTIERE DI EROE Antoine de Saint-Exupéry era nato a Lione il 29 giugno
1900 da una famiglia aristocratica.
Antoine era cresciuto come un piccolo principe, come un tiranno assoluto dentro
quella legenda delle legende che è l'infanzia.
Il vero e proprio battesimo dell'aria era avvenuto nel 1912, all'aeroporto di
Ambérieu. Allora Antoine era allievo con il fratello Francoise al Collegio di
Notre-Dame-de-Sainte-Croixe, un allievo diligente ma distratto, sempre
refrattario a solidarizzare con i compagni.
Nel 1921 era riuscito a prendere il brevetto di pilota civile. E poi quello di
pilota militare. Intanto scriveva.Il nuovo mezzo di trasporto colpiva l'immaginazione di scrittore e di aspiranti
tali.
Antoine aveva deciso di volare per mestiere, di volare sempre. Antoine aveva
imparato contemporaneamente il mestiere di scrittore e il mestiere di aviatore.
Era andato avanti in tutte e due i mestieri. Aveva avuto la direzione di uno
scalo nell'Africa del Nord, con la licenza di volare e rivolare sul Sahara. Da
quei mesi nel deserto aveva tirato fouri il suo primo libro Corriere del Sud .
Il 31 luglio 1944, Antoine partì per la sua nona e ultima missione, con
l'obbiettivo di salvare la regione di Grenoble-Annecy. Non tornò fu dato per
disperso e non se ne seppe più nulla.
Antoine visse il periodo eroico dell'aviazione, e seppe andarsene a tempo,
quando quel periodo era ormai finito.
Il suo libro più bello, l'unico veranente riuscito e indiscutibile, è Il Piccolo
Principe, la favola dedicata all'amico Leon Werth, ma non all'amico adulto,
all'amico bambino, una dedica retroattiva, un testo per l'infanzia perdurante in
ogni età.
A LEONE WERTH
Domando perdono ai bambini di aver
dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior
amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona
grande può capire tutto, anche i
libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in
Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E
se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è
stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi sene ricordano).
Perciò correggo la mia
dedica:
celui dont Saint-Exupéry disait qu'il
était sa "morale" ? Est-il important du reste, de l'apprendre dans le contexte
d'un hommage rendu à Saint-Exupéry ?
Ne devrions-nous pas nous contenter de relire son oeuvre, l'une des plus fortes de la littérature française ? Quelqu'un
aura-t-il un jour l'audace d'écrire un livre sur l'amitié, se demandait Léon
Werth, en songeant à celle si profonde, qui le liait à Saint-Exupéry. Blanchot
exauça son voeu sans le savoir, en songeant, lui, à Lévinas. Qu'est-ce qui fait
qu'une amitié est profonde ? Werth y répond page après page. Mais il y répond
comme sans s'y attacher: le livre est fait de notes éparses, de lettres, de
photos souvenirs. C'est Viviane Hamy qui les a rassemblées. Belle intelligence
d'éditeur! A ceux qui cherchent le portrait de Saint-Exupéry, conseillons d'autres
lectures. Werth a fait mieux: il vit toujours la passion qui le portait auprès
de son ami. Le livre est superbe, d'une composition pascalienne, en fragments laissant dériver les images simples de leur amitié.
La terrasse de l'auberge de
Fleurville, ce goût de perfection à siroter un Pernod en mordant dans un
saucisson et du pain de campagne. Jamais Werth n'enferme Saint-Exupéry dans
aucune explication. "La certitude qu'il est vivant s'est installée en moi. Mais
que cette certitude est inquiète !" Ne jouons donc pas les créateurs de cadavres
sublimes ".